Suns contro i Pelicans: 40 punti di Booker ed un timeout non autorizzato danno la vittoria a Phoenix

La partita di stanotte dei Suns contro i Pelicans è stata, forse, una tra le più emozionanti e confuse partite della stagione. Nel match disputato ieri sera, infatti, Phoenix è riuscita ad ottenere la vittoria ai supplementari per 138 a 136 in un modo rocambolesco, grazie anche ad un grave errore della panchina di New Orleans.

I RETROSCENA DEL FINALE DI PARTITA

Devin Booker, stella dei Suns e astro nascente del basket americano

In particolare, con pochi secondi sul cronometro, Josh Jackson dei Soli era riuscito a realizzare una difficilissima tripla, portando la sua squadra in parità. In tale situazione il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha chiamato un timeout per fermare il gioco, pur sapendo che NOLA non ne aveva più a disposizione. Così facendo, l’allenatore 65enne ha di fatto regalato la vittoria al suo ex team, facendo assegnare a favore di questi ultimi due tiri liberi, prontamente realizzati da Devin Booker.

La vicenda accaduta ha ricordato molto quanto successo nel 1993 a Chris Webber, nella finale NCAA. In quell’occasione, infatti, l’ex ala grande dei Kings, allora militante a Michigan, cercò di fermare il gioco senza averne più la possibilità, consegnando così la vittoria a North Carolina.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che la vittoria maturata dai Suns è stato frutto anche di un’ottima performance della sua giovane stella, quale è, appunto, Devin Booker. Proprio la guardia, nello specifico, è stato il vero protagonista della partita. Il 22 enne, infatti, ha disputato un match da vero leader, come dimostrano le sue statistiche raccolte.

  • 40 punti
  • 13 assist
  • 5 rimbalzi
  • 12 su 26 (46,2 FG%)
  • 3 su 8 (37,5 3p%)
  • 13 su 18 (72,2 FT%)

Diverse sono state le reazioni che, al termine della contesa, si sono susseguite tra i vari addetti ai lavori.

LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Uno dei primi ad intervenire su quanto successo è stato proprio coach Gentry, il quale ha prontamente ammesso la sua responsabilità per il finale di partita molto negativo per i Pelicans.

Pensavo che ne avevamo ancora uno da utilizzare. Mi sono reso conto soltanto dopo del mio errore, la colpa è solo mia, me ne assumo tutti i demeriti.

Di tutt’altro spirito, invece, le affermazioni dal lato dei Phoenix Suns. Nonostante la pessima stagione sinora realizzata, infatti, la vittoria maturata nella serata di ieri ha risollevato un po’ il morale nel roster, come si evince dalle parole dell’allenatore del team, Igor Kokoskov.

Vivo e imparo continuamente da tutto ciò che accade. Ricorderemo per molto tempo quanto appena accaduto, è stato incredibile.

Non potevano mancare, poi, le dichiarazioni rilasciate dal grande protagonista, ossia Devin Booker. Quest’ultimo, nel dettaglio, è rimasto eccessivamente scosso e sorpreso.

Questa è la bellezza di questo sport, non si sa mai quello che può accadere. Quando è finita, siamo entrati nello spogliatoio, ci guardavamo e non stavamo capendo granché. Solo dopo ci siamo davvero resi conto che la vittoria era nostra.

In conclusione, dunque, il campionato Nba non smette mai di regalarci sorprese. Può capitare, infatti, che un apparente anonima sfida tra squadre sin qui piuttosto deludenti possa rivelarsi una delle partite più confuse ed elettrizzanti dell’intera stagione. Aldilà del singolo risultato, ciò che vince davvero è la grandezza della pallacanestro.

Phoenix Suns, aspettative deluse. Cosa è andato, cosa no

Phoenix Suns

Ultimi nella Western Conferencequartultimo attacco e penultima difesa della lega. Anche quest’anno i Phoenix Suns sperano di giocare i playoff la prossima stagione. Tuttavia non c’è da sorprendersi: la franchigia dell’Arizona nelle ultime annate ha iniziato un lento processo di rebuilding che l’ha portata a sbarazzarsi nel tempo delle sue punte di diamante (Goran Dragic, Eric Bledsoe…) e puntare tutto sul draft. Gli arrivi di Devin Booker e DeAndre Ayton fanno ben sperare per il futuro, ma il presente non è certo dei migliori. Ripercorriamo allora la regular season dei Suns, analizzandone le debolezze e i punti di forza.

PHOENIX SUNS: COSA HA FUNZIONATO

Devin Booker in azione.

A giudicare dai risultati, molto poco. Tra i pochi a salvarsi DeAndre Ayton e Devin Booker. La prima scelta al draft ha dimostrato di essere fisicamente e tecnicamente pronto per la NBA, al netto di qualche uscita a vuoto. I 16.6 punti, 10.3 rimbalzi e 1.9 assist di media fanno ben sperare per il futuro, del quale farà sicuramente parte Booker: il prodotto di Kentucky ha confermato quanto di buono visto negli ultimi 4 anni. In preseason Ayton ha detto che sarebbero diventati i nuovi Kobe e Shaq. Chissà che un giorno non ripercorrano le loro orme, ma per il momento il paragone sembra azzardato. Gli innesti tardivi di Kelly Oubre Jr. e Tyler Johnson segnano un punto a favore per la dirigenza, finalmente attiva sul mercato. In particolare l’ex Wizards, che si è ben integrato nel sistema di Phoenix, rilevandosi uno straordinario scorer in uscita dalla panchina. I Phoenix Suns inoltre nelle ultime gare si sono anche tolti la soddisfazione di battere i Warriors e due volte i Bucks, le capolista delle rispettive conference. Che qualcosa inizi finalmente a girare in vista della prossima stagione?

 

PHOENIX SUNS: COSA NON HA FUNZIONATO

deandre ayton sulla sua difesa
DeAndre Ayton.

Essere penultimi nella lega significa che molte cose sono andate storte sia a livello corale che individuale. I Phoenix Suns hanno segnato in media 104.9 punti a partita, pochi per aspirare alla postseason. L’attacco poggia esclusivamente sulle spalle di Booker che ha sempre dato il suo contributo quando chiamato in causa. Il numero 1 però ha saltato finora 17 gare manifestando una preoccupante attitudine agli infortuni. Il roster giovane e talentuoso si è rivelato troppo discontinuo e ancora acerbo per i parquet NBA. Josh Jackson, Dragan Bender e Mikal Bridges ne sono la prova. Manca forse la giusta dose di esperienza per incentivare la crescita di questi ragazzi. Trevor Ariza è infatti tornato nella capitale e il solo Jamal Crawford non può bastare. C’è poi il caso Ayton che, come detto in precedenza, ha alternato partite monumentali a prestazioni insufficienti. DeAndre dovrà soprattutto migliorare il rendimento difensivo, in quanto è apparso per nulla temibile sotto le plance, malgrado la sua grande mole (0.7 stoppate a partita, il peggiore tra i lunghi titolari). Proprio la difesa è il principale tallone di Achille di questa squadra: 113.4 punti di media subiti, peggio di loro solo i bistrattati Cleveland Cavaliers.

Urge quindi una ripetizione ai ragazzi dell’Arizona e anche in fretta. Booker è desideroso di giocare una posteseason a cui i Phoenix Suns però non partecipano da 9 anni. Se dovessero proseguire nel loro declino, sarà dura convincerlo a restare per le prossime annate.

“Peggior sconfitta dell’anno, pubblico più coinvolto” Warriors KO contro i Suns, Thompson li scuote

Altra sconfitta casalinga, la decima in stagione, per i Golden State Warriors (45-21) che alla Oracle Arena di Oakland cadono per 115-111 contro i Phoenix Suns di un irresistibile Devin Booker.

37 punti, 11 assist e 8 rimbalzi per la giovane star dei Suns, che trascina i suoi alla prima vittoria stagionale in trasferta contro un team della Western Conference dopo un primo quarto da soli 16 punti di squadra segnati.

Booker segna 13 punti consecutivi nel decisivo quarto periodo, compresa la tripla del massimo vantaggio Suns (102-98) a 4:45 dal termine. Altri quattro punti di Booker tengono a distanza gli Warriors, che a 23 secondi dal termine hanno però la possibilità i pareggiare con un tiro da tre punti di Steph Curry (18 punti, 7 rimbalzi e 8 assist per lui a fine gara, ma 6 su 20 al tiro), conclusione che trova solo il ferro.

Per la coppia Curry-Thompson una prova da 8 su 30 combinato da dietro l’arco dei tre punti, ed un periodo complicato per i Golden State Warrios, che come riportato da ESPN non vincono almeno due partite consecutive dallo scorso 12 febbraio.

A fine partita, Klay Thompson (top scorer Warriors con 28 punti) parla addirittura della “peggior sconfitta stagionale” per i suoi.

Suns-Warriors, Klay Thompson: “Vorrei un pubblico più coinvolto”

10 su 43 il tabellino a fine partita al tiro da tre punti per Golden State. Nelle 9 gare sinora disputate dopo la pausa per l’All-Star Game di Charlotte, Steph Curry sta viaggiando con un modesto 36.9% al tiro pesante (su oltre 13 tentativi a partita), peggior dato in carriera per il due volte MVP.

A fine partita, il suo collega di reparto Klay Thompson predica calma, non senza però sottovalutare le attuali difficoltà di squadra:

Non una bella partita. Anzi, probabilmente la peggiore partita dell’anno, per noi. La stagione è lunga e noi giochiamo assieme da 5 anni, non si può pretendere di essere perfetti per tutte le 82 partite. Oggi però abbiamo perso contro una squadra contro cui avevamo vinto le precedenti 18 partite (…) una cosa che mi aspetterei sarebbe sentire il nostro pubblico un po’ più coinvolto. Voglio dire, i playoffs non sono ancora iniziati, però questa è la nostra ultima stagione qui alla Oracle Arena. Abbiamo bisogno dell’energia del pubblico, soprattutto ad inizio partita, e soprattutto in questo momento. Quindi ci aspettiamo che i nostri tifosi possano aiutarci ad accenderci in campo, non importa se giochiamo contro i Suns o contro i Milwaukee Bucks

– Klay Thompson dopo  Suns-Warriors –

Appena due giorni prima, alla vigilia del match vinto contro i Denver Nuggets di sabato sera, coach Steve Kerr aveva parlato del senso di responsabilità che la sua squadra dovrebbe portare in campo in queste ultime uscite alla Oracle Arena.

L’intensità vista in campo contro i Suns non ha convinto per nulla il coach 7 volte (tra campo e panchina ) campione NBA:

Il risultato è giusto, (i Suns, ndr) ci hanno attaccati e noi non abbiamo risposto per nulla, abbiamo “toppato”. Dovremo tornare su questa sconfitta e parlarne

– Steve Kerr dopo Suns-Warriors –

Phoenix Suns: NBA preoccupata per l’andamento della franchigia

Phoenix Suns: dalle parti dell’Arizona, la situazione non è tra le più rosee. Dopo l’addio di Mike D’Antoni e Steve Kerr alla franchigia, i quali rispettivamente erano allenatore e direttore generale, i Suns hanno conosciuto un periodo di profonda crisi.

In particolare, tale momento non felice del team della città di Phoenix non è passato inosservato agli occhi dei vertici dell’Nba, la quale sarebbe molto preoccupata per la gestione effettuata dall’attuale presidente Robert Sarver.

 

PHOENIX SUNS: I DETTAGLI DELLA QUESTIONE

Jamaal Crawford e Devin Booker, rispettivamente ai Suns dal 2018 e dal 2016 Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Garrett Ellwood/NBAE via Getty Images)

Stando a quanto riferito da Wojnarowski, nello specifico, ciò che spaventa maggiormente la lega americana è la perenne instabilità ormai inseritasi in Arizona da diversi anni. Negli ultimi tempi, infatti, sono cambiati 7 Head Coach e 3 Gm, e questi numeri saranno aggiornati ancora al termine della stagione corrente.

 

L’Nba è molto seria su ciò che sta accadendo ai Suns. Il proprietario Robert Sarver non sembra abbia appreso molto nel corso dei suoi anni di gestione, sopratutto con riferimento alle capacità di costruzione dell’organizzazione.

 

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, poi, il giornalista ha messo in evidenza la situazione inerente l’attuale gm dei Suns, ossia James Jones. Nel dettaglio, l’ex giocatore degli Heat è titolare della carica ad interim dallo scorso Ottobre, e non sembrano essere all’orizzonte dei colloqui per nuove assunzioni.

James Jones è Gm solamente a due anni dal suo ritiro dal basket giocato. Nomi sono stati fatti, ma allo stato attuale non c’è nulla di nuovo. Per governare una franchigia con successo la strada da seguire è questa, ma non sembra questa la direzione intrapresa da Sarver.

Non solo i membri del front office della Nba sono preoccupati di quanto stia accadendo dalle parti di Ayton e compagni. Anche le altre organizzazioni, infatti, sarebbero anch’esse non rassicurate dal comportamento del proprietario dei Soli.

Ci sono molte sopracciglia alzate da ogni parte della lega. Questa stagione può rappresentare un bivio al fine di capire se Phoenix presto potrà tornare una degna contender.

 

In conclusione, dunque, la squadra che, nel decennio scorso, era stata al vertice del campionato americano, ora sta conoscendo una crisi apparentemente senza fine. E ciò potrebbe portare a conseguenze ben peggiori del profondo malessere avvertito ormai da diversi anni dai tifosi della franchigia. 

 

Jones sui Suns: “Siamo in sviluppo, dobbiamo crescere”

Phoenix Suns

Phoenix Suns: la stagione della franchigia dell’Arizona è stata sicuramente tra le peggiori degli ultimi anni nella NBA. Allo stato attuale i Suns hanno totalizzato solamente 11 vittorie in 58 partite disputate, e con 24 match ancora da giocare è altamente improbabile che riusciranno a raggiungere lo stesso numero di vittorie dello scorso anno, ossia 21.

Il declino di uno team più importanti del primo decennio del XXI secolo è inesorabile, ormai, dal 2012. Nello specifico, nell’estate di quell’anno, Steve Nash, bandiera dei Phoenix Suns per quasi due lustri, aveva abbandonato la città dei soli per approdare a Los Angeles, sponda Lakers. Da quel momento in poi, la crisi si è fatto sempre più fitta, tanto che il team non è più tornato ai playoff.

Il General Manager dei Suns James Jones, in tal senso, si è espresso sulla situazione della squadra, auspicando che vi siano ancora notevoli margini di miglioramento.

JONES SUI SUNS: LE DICHIARAZIONI DEL GM

L’ex giocatore di Miami Heat e Cleveland Cavs, in particolare, ritiene che il team sia ancora in fase di sviluppo.

I ragazzi stanno migliorando in molti ambiti del gioco. Quando entriamo con il piglio giusto, possiamo farcela con chiunque e rimontare agevolmente, mentre ciò non accade quando rallentiamo il gioco. Ci manca continuità, ma credo che questo sia dovuto anche al fatto che siamo un team molto giovane

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Alla domanda su quanto ci vorrà per vedere i Suns di nuovo competitivi, Jones ha risposto ribadendo che ci vorrà ancora pazienza.

Di certo non possiamo dire ancora per molto che ci vuole tempo. Nonostante questo, comunque, è inevitabile che ci vorrà pazienza, perché non sarà facile. Il nostro obiettivo è quello di far crescere i ragazzi rapidamente ed in maniera esponenziale

L’ex Cavs ha inoltre aggiunto come il front office da lui guidato abbia l’obiettivo di voler aggiungere, nella prossima free agency, giocatori in grado di aumentare il livello di esperienza della squadra, aiutando così anche i più giovani a responsabilizzarsi.

Vogliamo giocatori abili, che possano aiutare i meno esperti a gestire le varie fasi del gioco. Nella prossima estate saremo attivi in questo senso

Jones si è dunque soffermato su DeAndre Ayton, rookie scelto quest’anno con la prima scelta assoluta. Il lungo dei Suns sta disputando una buona stagione, come confermano i 16,5 punti e 10,5 rimbalzi ad allacciata di scarpa. Parlando del numero 22, nel dettaglio, il GM dei Phoenix Suns ha ribadito la sua piena fiducia nella crescita del 20enne.

Noi siamo con lui tutti i giorni, e sappiamo quello che diventerà e quel che lui vuole essere. Ha fretta di diventare grande, ma ha bisogno di capire in che dimensione mettersi. Del resto, un giocatore con le sue caratteristiche non lo si trova facilmente nella NBA moderna

In conclusione, dunque, per quanto il presente dell’ex team di Amare Stoudemire e Steve Nash sia piuttosto desolante ed avaro di soddisfazioni, il futuro sembra promettere bene. Forse, dopo diverse annate di frustrazioni, la luce in fondo al tunnel sta finalmente per apparire. Ma quando questo accadrà?

Phoenix Suns: perdere oggi per vincere domani

Phoenix Suns

I Phoenix Suns continuano il loro processo di rebuilding, con una squadra costruita con giocatori esperti a supporto dei giovani in rampa di lancio. L’inizio da sole due vittorie nelle prime 12 partite è indicativo del basso livello del team, il cui unico obiettivo nel breve periodo è quello di far crescere il più velocemente possibile i talentuosi giovani del roster. Nonostante il record poco incoraggiante, alcuni spunti interessanti sono già usciti fuori, andiamo ad analizzarli, insieme ai problemi che i Suns stanno attraversando.

LA PESSIMA ATTITUDINE DIFENSIVA

Come preventivabile, i lati negativi prevaricano i lati positivi di questa metà stagione dei Suns. Partiamo dalla difesa.

Phoenix tradizionalmente non è una squadra dalla difesa ferrea, ed anche quest’anno il canovaccio è simile. I Suns, infatti, sono costantemente tra gli ultimi posti come difensive rating, e la situazione si è ulteriormente aggravata con la decisione dello staff di liberare Tyson Chandler, unico lungo in grado di essere un fattore sotto le plance in difesa. La scelta è stata presa per lasciare totalmente spazio alla crescita della first pick 2018 DeAndre Ayton, giocatore talentuoso, ma ovviamente acerbo, soprattutto per reggere l’urto di lunghi più esperti per tutto l’arco della partita.

I troppi turnover sono uno dei principali motivi di discussione, la gestione del pallone da parte degli esterni è spesso superficiale, ed i palloni sprecati portano molte volte a facili conclusioni in contropiede. Trevor Ariza è l’unico giocatore del roster in grado di fare la differenza nella metà campo difensiva, infatti senza di lui, gli altri interpreti vanno spesso in difficoltà, sia nella difesa degli uno contro uno, sia sul pick an roll e la scelta di scambiarlo con i Wizards ha aggravato questa situazione. Emblematico il video sottostante, riguardante la partita con i Thunder, dove i piccoli di Oklahoma, in particolare il fulmineo Westbrook, bucano a ripetizione la fragile difesa perimetrale del front court dei Suns, portando a tiri con alto coefficiente di realizzazione.

Nei minuti di riposo di Ariza, soprattutto con in campo giocatori difensivamente rivedibili come Ryan Anderson, Devin Booker e Jamal Crawford, gli attacchi avversari hanno finora banchettato, sia nel pitturato che sugli esterni. Qualcosa comincia a migliorare, come spiegheremo dopo, ma finora pochi sono gli spunti positivi sull’argomento. Oltre al sopracitato Ariza, la speranza è nel graduale miglioramento dei giovani prospetti del roster.

IL PROCESSO DI CRESCITA DELL’ATTACCO

Booker e Warren, fari dell’attacco dei Suns – fonte: nba.com

Offensivamente i Suns, sebbene inseriti nella parte bassa della graduatoria anche come offensive rating, godono di una situazione leggermente migliore rispetto alla difesa. Infatti, la posizione in graduatoria è figlia di un inizio pessimo sotto l’aspetto realizzativo, migliorato nelle ultime giornate.

I migliori realizzatori della squadra sono la stella Devin Booker ed il rookie DeAndre Ayton. Il mix di talento ed esperienza quindi non manca, ma i problemi offensivi nascono da una circolazione della palla poco fluida, che porta molto spesso Devin Booker a prendersi troppe responsabilità, situazione che nel singolo match può avere successo (vedi W con Menphis), ma nella maggior parte dei casi non permette alla squadra di portare a casa la vittoria. Phoenix, infatti, è tra le ultime come assist per partita, e la mancanza di passatori affidabili sta pesando molto. I giocatori che stanno soffrendo di più questa situazione sono i tiratori, come Anderson e Crawford, tra i più deludenti della stagione dei Phoenix Suns.

Coach Igor Kokoskov dovrà lavorare molto per responsabilizzare di più il supporting cast, con un gioco più fluido, per togliere pressione alle stelle della squadra spesso ingabbiate nei minuti finali delle partite.

LE STELLE IN ASCESA, E QUELLE NASCENTI

Veniamo ora alle note liete dell’inizio di Regular Season dei Phoenix Suns. Il principale motivo di sorriso sono l’esplosione di Devin Booker e l’impatto dei giovani, in primis DeAndre Ayton.

Devin Booker si sta ergendo a stella della squadra, veleggiando tranquillamente sopra i 25 ppg con ottime percentuali, nonostante l’alto numero di tiri presi a partita. Il 22enne figlio d’arte sta definitivamente esplodendo in questa stagione, migliorando tutte le proprie statistiche rispetto all’anno passato. Se Phoenix è riuscita a vincere alcune partite, gran parte del merito è proprio sua.

DeAndre Ayton si è presentato nella Lega con un pedigree di tutto rispetto, che gli è valso la prima scelta al draft. Finora non sta deludendo le aspettative, mostrando i primi miglioramenti sotto l’aspetto tecnico, con movimenti spalle e fronte canestro sempre più fluidi ed efficaci. Difensivamente c’è ancora tanto da lavorare, ma l’età è dalla sua e migliorerà col tempo.

Un capitolo a parte lo merita una delle sorprese positive dell’inizio di stagione dei Suns, T.J. Warren. Il prodotto di North Carolina State, sta viaggiando a più di 15 pt/p con un bel 50% dalla lunga distanza, ergendosi a terzo violino dell’attacco di Phoenix. Come detto, la circolazione di palla dei Suns deve migliorare, e proprio Warren sarà il primo a beneficiarne.

Lo staff di coach Kokoskov sta lavorando alacremente per migliorare l’intesa di squadra ed i primi frutti stanno uscendo. Infatti, paradossalmente, la partita migliore fin qui disputata dai Suns non è una delle due vittorie racimolate ad inizio RS, ma è una delle ultime gare, la sconfitta all’OT contro i Boston Celtics. I Suns, infatti, sono riusciti ad imbrigliare una delle migliori squadre della lega, con un primo tempo perfetto, toccando anche i 19 punti di vantaggio. Nella ripresa Irving e soci hanno fatto valere il maggiore spessore tecnico, agguantando all’ultimo l’OT e vincendo la partita. Proprio in questa sfida, oltre al solito, strepitoso Devin Booker (38 punti e leadership da vendere), c’è stata la consacrazione del sopracitato T.J. Warren, con una gara da 29 punti, a cui il 25enne ha aggiunto un’ottima prova difensiva sul pericoloso Tatum. Di seguito trovate il recap della partita che, confrontato col precedente video, rende evidenti i miglioramenti difensivi della squadra, soprattutto sotto l’aspetto dell’intensità e dell’agonismo.

CONCLUSIONE

La strada intrapresa sembra quindi quella giusta per portare la squadra ad un miglioramento graduale. Almeno per quest’anno, le sconfitte non sono importanti, la franchigia vuole continuare il processo di crescita attraverso il draft e con la maturazione dei giovani già presenti. “Trust the process” dicevano a Philadelphia fino ad un paio di anni fa, e proprio come per i Sixers a suo tempo, anche per i Phoenix Suns la strada può essere solo in salita.

Suns travolti dai Nuggets senza Jokic e riunione a porte chiuse, Crawford: “Una bella chiacchierata”

Confronto tra soli giocatori in casa Phoenix Suns, dopo la pesantissima sconfitta incassata al Pepsi Center di Denver contro dei Nuggets privi di Nikola Jokic, squalificato.

132-95 il risultato finale. 35 punti di un Devin Booker che rifiuta di arrendersi, 14 punti e 5 rimbalzi di Dragan Bender, il croato al terzo anno chiamatoa sostituire DeAndre Ayton, infortunato, e poco altro per Phoenix.

Senza Jokic, i Nuggets fanno quadrato e mandano ben 8 uomini in doppia cifra (top scorer è Paul Millsap, con 20 punti e 9 rimbalzi in appena 22 minuti). 14 punti, 5 rimbalzi e 5 assist di un Will Barton in crescita dopo il lungo stop per infortunio, e Nuggets che stravincono la lotta a rimbalzo (57-35).

Un -37 di passivo alla sirena finale che lascia i giocatori dei Phoenix Suns soli con i loro pensieri negli spogliatoi del Pepsi Center: “Sappiamo di non aver giocato per niente bene, stasera. Siamo stati imbarazzanti” così Devin Booker a fine gara.

Devin Booker è il quinto più giovane di sempre a realizzare 5.000 punti

Devin Booker continua ad ottenere riconoscimenti più che prestigiosi. Nel match della scorsa notte tra Suns e Portland Trail Blazers, il prodotto di Kentucky ha messo a referto un eccellente prestazione da 27 punti, che gli ha permesso di diventare il quinto giocatore più giovane di sempre a realizzare 5.000 punti in carriera. Chi lo precede? LeBron James, Kevin  Durant, Carmelo Anthony e Dwight Howard: gente che non è passata inosservata nella lega.

Già in passato aveva conquistato un traguardo del genere, divenendo il sesto più giovane a segnare 1.000 punti (dietro a Kobe Bryant oltre che ai quattro elencati in precedenza).

Devin Booker: il giocatore del futuro

Booker sta viaggiando su medie da star NBA a tutti gli effetti, con 24.2 punti, 3.7 rimbalzi, e 6.9 assist a partita. Il “record” appena ottenuto, è solo la ciliegina sulla torta. Il suo talento infatti, non è mai stato messo in discussione (basti pensare ai 70 punti realizzati nel 2017), a differenza del contesto in cui si trova. Phoenix non è certamente la piazza più blasonata in cui fare il salto di qualità, eppure la lunga ricostruzione Suns sta dando i suoi frutti…

L’arrivo di DeAndre Ayton, è quello giusto da affiancare a Devin Booker. Il giocatore, al suo quarto anno di NBA, sta riuscendo a diventare un ottimo playmaker, complici i problemi della franchigia dell’Arizona in cabina di regia. Questo rappresenta proprio ciò che gli si chiedeva con l’aggiunta di Ayton sul parquet.

I Suns sono attualmente ultimi ad Ovest (11-38 il loro record), ma con un Booker così si può puntare in alto.

 

Suns, il consiglio comunale di Phoenix co-finanzierà i lavori dell’arena, relocation scongiurata

Il consiglio comunale di Phoenix, Arizona, ha approvato il co-finanziamento pubblico per i lavori di ristrutturazione per la Talking Stick Resort Arena. La città di Phoenix provvederà al versamento di 150 dei 230 milioni di dollari necessari ai lavori di ammodernamento della datata arena cittadina, mentre i restanti 70 milioni saranno stanziati dai Phoenix Suns e dal proprietario Robert Sarver.

Il consiglio si è espresso con una votazione a favore di 6 a 2. In dicembre, il rinvio della votazione aveva provocato le ire di Sarver, che aveva minacciato il trasferimento della squadra a Las vegas o Seattle in caso di mancato accordo.

Le rimostranze dello storico proprietario dei Suns avevano nei giorni seguenti il rinvio allargato la frattura tra la squadra e la città di Phoenix, tra proteste pubbliche, petizioni online ed appelli alla NBA di sottrarre dalle mani di Sarver il controllo della franchigia.

I Phoenix Suns (11-38) falliscono l’accesso alla post-season da ormai 8 lunghe stagioni. L’accordo tra la squadra e l’amministrazione cittadina garantirà la permanenza della squadra almeno sino al 2037.

Soddisfatto Robert Sarver, che ha dichiarato a Jessica Boehm di AZCentral.com: “La nuova arena sarà un investimento vantaggioso sia per i Phoenix Suns che per la città. Sono felice di avere la possibilità di portare avanti la visione di Jerry Colangelo (ex proprietario dei Suns, ndr), che 26 anni fa contribuì assieme alla città alla costruzione dell’impianto“.

Sulla base dell’accordo, i Suns si impegneranno nei prossimi anni in iniziative benefiche, rivolte alla comunità ed ai ragazzi in età scolare, per un totale di oltre 12 milioni di dollari, e provvederanno alla gestione e manutenzione dell’impianto.

Scontro tra Gorgui Dieng e Devin Booker, espulsi. Il lungo dei Twolves: “Si crede un duro, non lo e”

Phoenix Suns 2018/2019

Pesante sconfitta casalinga per i Phoenix Suns di Devin Booker, ed espulsione per la giovane star dei Suns a seguito di uno scontro con il lungo senegalese dei Minnesota Timberwolves Gorgui Dieng.

Booker e Dieng sono venuti a contatto a metà terzo periodo, a seguito di uno scontro di gioco sul punteggio di 82-62 in favore degli ospiti. Dopo aver raccolto una palla vagante, l’ex Louisville Dieng ha inavvertitamente colpito Booker al volto con un gomito, causando l’ira della star dei Phoenix Suns che dopo il contatto si è avvicinato al lungo dei Twolves in cerca di spiegazioni.

Dopo aver separato il capanello di giocatori creatosi attorno alla coppia, gli arbitri hanno comminato ai due un doppio fallo tecnico, e conseguente esplulsione.

Un furioso Booker ha poi cercato di raggiungere Dieng nel tunnel che conduce agli spogliatoi, ed è stato trattenuto a fatica dai membri dello staff di sicurezza dei Suns.

Nel post gara, Gorgui Dieng ha così commentato l’episodio:

Non è successo niente. Ho recuperato il pallone e cercato di far partire il contropiede, e gli arbitri mi hanno fischiato un fallo. Sono andata a parlare con gli arbitri e lui (Devin Booker, ndr) si è messo in mezzo. Ci siamo scambiati qualche parolina, poi lui ha cercato colpirmi (sulla rimessa, ndr). Tutti l’hanno visto, io non ho reagito. In questa lega ci sono un sacco di giocatori che si credono dei duri, ma che non lo sono. L’espulsione? Vorrei saperlo. Passi il fallo tecnico, ma l’espulsione è stata eccessiva, mi piacerebbe sapere perché. Booker ha cercato di colpirmi e sono stato espulso anche io. Cosa ho detto a Booker dopo l’espulsione? Niente, solo che mi sarebbe piaciuto scambiare le nostre maglie a fine partita, ma non se ne è fatto niente…

– Gorgui Dieng sullo scontro Booker-Dieng –

 

La vittoria dei Minnesota Timberwolves (23-24) tiene vive le speranze di playoffs per la squadra allenata da coach Ryan Saunders, al momento decima nella Western Conference ma a sole due partite di distanza dai Los Angeles Clippers (25-22) ora ottavi.

Per Minnesota, sontuosa prova da 25 punti, 18 rimbalzi e 7 assist di Karl-Anthony Towns e 14 punti dalla panchina di un redidivo Jerryd Bayless, con 7 assist e 4 rimbalzi. I Twolves ritorneranno in campo nella nottata di giovedì allo Staples Center di Los Angeles per sfidare i rivali diretti Los Angeles Lakers.

Sfida tra rookie, Dallas batte i Suns ed Ayton elogia Doncic: “È una bestia”

Ayton Doncic-NBA Injury

La partita della scorsa notte tra Phoenix e Dallas, vinta dai Mavericks 104-94, è stata soprattutto la sfida tra DeAndre Ayton e Luka Doncic. Il primo, scelta n.1 allo scorso draft, sta realizzando un’ottima stagione, viaggiando su una doppia doppia di media. Tutto ciò però, sembra non bastare per poter mettere le mani sul premio di Rookie of the Year. Ad influenzare, è soprattutto la posizione di classifica dei suoi Suns, che godono di uno dei peggiori record della lega.

Doncic invece, sta letteralmente trascinando, da vero leader, Dallas verso i playoff. Ciò gli sta garantendo un’enorme fama in tutto il mondo della palla a spicchi. Questa prima parte di stagione in NBA, ma probabilmente anche i suoi successi in europa con il Real Madrid e la sua nazionale, hanno spinto i tifosi a votarlo per l’all star game, dove attualmente sarebbe titolare.

I complimenti di Ayton

Nonostante sia stato scelto davanti a tutti nel draft di Brooklyn, anche Ayton ha dovuto riconoscere la superiorità del rivale.

 “Ho guardato come gioca tutto il tempo, è una bestia”, ha dichiarato il centro della franchigia dell’Arizona. “Ho pensato, che diamine, non c’è modo di considerare Doncic una matricola.’. 

“Sono sempre stato sotto i roflettori”, ha detto invece in merito a sè stesso ,“Tutti sanno che tipo di giocatore sono. Ho dovuto lavorare molto duramente per meritare tutto ciò che ho adesso, non vedo quale sia il problema. devo continuare a lavorare. “

Nonostante sia sotto dal punto di vista personale, Ayton può vantare il fatto di essere in vantaggio nella serie stagionale contro Doncic. La sua squadra infatti ha vinto fino ad ora due delle tre sfide contro Dallas, prima dell’ultimo incontro che si terrà ad aprile, nell’ultima giornata di stagione regolare.