Cleveland Cavaliers, Ettore Messina e Ime Udoka in corsa per la panchina

Il nuovo head coach dei Cleveland Cavaliers potrebbe arrivare dai San Antonio Spurs. La dirigenza dei Cavs ha infatti ottenuto il permesso per intervistare Ettore Messina e Ime Udoka, entrambi assistenti di Gregg Popovich sulla panchina della squadra texana.

Per Ettore Messina e Ime Udoka potrebbe quindi giungere finalmente la consacrazione definitiva nella lega americana, dopo averla sfiorata diverse volte in passato. Messina, che può contare su una grande esperienza dovuta anche al periodo trascorso con la nazionale italiana; era stato preso in considerazione dai Sacramento Kings prima dell’approdo di Luke Walton in California.

Udoka, agli Spurs dal 2012, è stato invece al centro dei rumors la scorsa estate, durante la quale aveva ottenuto l’interesse dei Toronto Raptors ed i Detroit Pistons, prima che queste due franchigie scegliessero di puntare rispettivamente  su Nick Nurse e Dwane Casey

Cleveland è alla ricerca di un nuovo allenatore in seguito alla risoluzione contrattuale con Larry Drew. Sono stati accostati in molti alla franchigia dell’Ohio, tra cui J.B. Bickerstaff, Juwan HowardeJordi Fernandez. 

La decisione riguardo al nuovo capo allenatore dovrebbe giungere in seguito alla Draft Lottery del prossimo 14 maggio, in cui i Cavs hanno grandi possibilità di ottenere una primissima scelta, dopo aver collezionato un record di 19-63 nella regular season.

 

Caso Luke Walton-Tennant, Kings ed NBA condurranno un’indagine interna

Coach Luke Walton and referee Karl Lane, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs at AT&T Center

Sacramento Kings ed NBA collaborano ad una indagine interna sul caso Luke Walton, neo capo allenatore della squadra di Vlade Divac ed accusato di molestie sessuali dalla giornalista Kelli Tennant.

Kings e lega hanno diramato un comunicato congiunto, in cui dichiarano “che (Kings e NBA, ndr) prendono molto sul serio le accuse e collaboreranno al fine di un’indagine completa“. I fatti contestati a Walton risalgono al 2014, quando l’ex giocatore dei Los Angeles Lakers era assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors.

Elizabeth Maringer, Senior Vice-President della NBA, condurrà le indagini. Kelli Tennant ha reso pubbliche le accuse a Luke Walton nella giornata di martedì, in una conferenza stampa tenutasi a Los Angeles alla presenza del suo avvocato. Il Tribunale Superiore della Contea di Los Angeles ha preso in esame la denuncia civile della donna.

Tramite il proprio legale Mark Baute (lo stesso che difese Derrick Rose da un’accusa in seguito caduta di violenza sessuale nel 2016), Luke Walton ha negato qualsiasi accusa: “Si tratta di accuse false (…) e la conferenza stampa della presunta vittima è un grossolano tentativo di fare (della Tennant, ndr) una portavoce pubblica di un movimento importante. Gli avvocati della signorina vorrebbero creare un circolo mediatico atto a coprire l’assoluta inconsistenza delle accuse. Da parte nostra non ci sarà invece alcuna spettacolarizzazione della vicenda“.

Caso Luke walton, parla Kelli Tennant: “Ero spaventata, mi aggredì e rise di me”

Emergono nuovi dettagli sul caso Luke Walton, stavolta resi noti da Kelli Tennant, la giornalista che ha accusato il neo head coach dei Sacramento Kings di molestie sessuali.

Tennant, giornalista per SportsNet LA, ha raccontato la propria versione dei fatti in una conferenza stampa organizzata a Los Angeles, con la quale la donna ha annunciato di aver intentato una causa civile nei confronti di Walton.

Al contrario di quanto riportato nei giorni scorsi, i fatti risalirebbero al 2014 e non al 2016. All’epoca, Luke Walton era assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors, e le molestie sarebbero avvenute in un hotel di Santa Monica, California.

Durante la conferenza, Kelli Tennant ha confessato di aver reso pubbliche le accuse solo ora “perché spaventata”, vista anche la giovane età (25 anni all’epoca). La causa civile è stata presa in esame dal tribunale maggiore della Contea di Los Angeles.

All’epoca dei fatti contestati, Walton e Tennant erano colleghi a Spectrum SportsNet LA. La giornalista ha raccontato di essersi recata presso l’hotel Casa Del Mar di Santa Monica per lasciare a Walton una copia di un suo libro, per il quale l’allora assistente di Steve Kerr aveva scritto la prefazione. Tennant ha dichiarato che dopo averla invitata nella sua stanza, Walton l’avrebbe aggredita e spinta sul letto.

Ricordo che dopo pochi secondi che mi sembrarono un’eternità riuscii a divincolarmi” Racconta Tennant “Walton tentò di nuovo di bloccarmi la strada mentre tentavo di raggiungere la porta della camera, ridendo. Finalmente potei uscire“.

Ho passato gli ultimi anni tentando di dimenticare, di superare quanto successo, ma non ci sono riuscita. Col tempo, ho preso la consapevolezza della situazione ed ho trovato il coraggio di denunciare, con l’assistenza del mio legale“.

Tramite il suo avvocato, Luke Walton si è difeso dalle accuse nella giornata di martedì, definendole “prive di alcun fondamento” e bollando la denuncia come “il tentativo di un’approfittatrice”, promettendo battaglia in tribunale.

L’avvocato che rappresenta gli interessi di Kelli Tennant, Garo Mardirossian, ha così motivato la mossa della causa civile: “Quando si va dalla polizia per una denuncia dopo così tanto tempo, provare senza ombra di dubbio un dato fatto è difficile. La polizia tende a non accogliere casi così vecchi. Non escludiamo comunque l’opzione di una denuncia penale, in futuro. Forse al dipartimento qualcuno ascolterà le parole della mia assistita e deciderà di indagare, sappiamo che la NBA sta seguendo la vicenda, ne valuteremo gli sviluppi“.

Luke Walton si difende dalle accuse di molestie: “Tennant un’opportunista”

Allenatori NBA

Il neo head coach dei Sacramento Kings Luke walton si difende dalle accuse di molestie sessuali mosse da Kelli Tennant, giornalista di SportsNet LA.

Tennant ha accusato Walton di averla molestata in due occasioni diverse, tra il giugno 2016 e maggio 2017. L’avvocato difensore dell’ex allenatore dei Los Angeles Lakers ha definito le accuse “prive di alcun fondamento“, definendo poi la Tennant “un’opportunista, le cui accuse non sono credibili“.

Walton e Kelli Tennant sono stati per alcuni mesi colleghi di lavoro per SportsNet LA, prima che il figlio del grande Bill diventasse assistente allenatore dei Golden State Warriors di Steve Kerr nel 2014.

Gli Warriors hanno diramato nella giornata di martedì un comunicato ufficiale, nel quale dichiarano di essere stati a conoscenza delle accuse. Steph Curry, stella della squadra, ha così risposto ad alcune domande sulla questione: “So che la squadra ha rilasciato una dichiarazione, quindi non c’è molto da commentare. Spero che tutto possa risolversi per il meglio per Luke (Walton, ndr)”.

I Los Angeles Lakers hanno precisato di “non aver avuto alcuna notifica di alcuna accusa formale” al tempo dell’assunzione di coach Walton (2016): “Durante i tre anni di permanenza, nessuna accusa formale è mai stata resa nota alla squadra. Se così fosse stato, avremmo immediatamente informato gli organi competenti ed avviato un’indagine interna“.

La polizia di Santa Monica, luogo del presunto primo episodio di molestie, ha precisato come al momento non siano attive indagini sull’accaduto, ne che per il momento nessuna accusa formale di molestie è mai stata depositata.

La NBA si sta coordinando con i Sacramento Kings per seguire la vicenda e raccogliere informazioni” Così Mike Bass, portavoce della lega.

Kings, Luke Walton accusato di molestie, i fatti risalenti al 2016

Il neo-capo allenatore dei Sacramento Kings Luke Walton è stato accusato di violenza sessuale, per un episodio risalente all’aprile 2016.

Kelli Tennant, all’epoca dei fatti conduttrice per il network Spectrum SportsNet LA, ha accusato Walton di “avances fisiche eccessive e non gradite”, avvenute in una stanza di Hotel a santa Monica, California.

Luke Walton, allora assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors, avrebbe dato appuntamento alla Tennant nella sua stanza d’hotel, e lì sarebbe avvenuta l’aggressione, come riportato nella denuncia.

la denuncia della donna riporta inoltre un secondo episodio, risalente al maggio 2017. Episodio in cui Luke Walton avrebbe di nuovo dedicato “attenzioni particolari” e non gradite alla Tennant, ex collega dell’allora capo allenatore dei Los Angeles Lakers a SportsNet.

I Lakers hanno diramato un comunicato in cui dichiarano di non aver avuto conoscenza di alcuna accusa a carico di Walton: “Se così fosse stato” si legge nel comunicato “I Lakers avrebbero immediatamente iniziato un’indagine interna e messo a conoscenza la NBA“.

Come riportato da ESPN, i Golden State Warriors hanno reso noto di essere stati a conoscenza delle accuse, così come i Sacramento Kings. Entrambe le squadre hanno declinato dal commentare oltre la vicenda.

Vlade Divac su Joerger: “Non eravamo in sintonia”

Divac su Joerger

I Sacramento Kings hanno scelto quale sarà il loro futuro sulla panchina e durante la conferenza stampa di presentazione di Luke Walton ha parlato Vlade Divac su Joerger.

L’ex centro dei Kings ha voluto spiegare il motivo del cambio in panchina. Dave Joerger in questa stagione aveva dimostrato di poter tirare fuori cose buone dal roster a disposizione. La decisione di sollevarlo dall’incarico di head coach dei Sacramento Kings per far posto a Luke Walton ha fatto parlare in questi ultimi giorni.

 

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Le parole di Divac su Joerger

Durante la conferenza stampa di presentazione, Vlade Divac ha spiegato il motivo della scelta societaria di allontanare Dave Joerger. Al suo posto Luke Walton, ex compagno del centro serbo ai Lakers nel 2005. Ecco le parole dell’attuale GM dei Sacramento Kings a Noel Harris del Sacramento Bee:

Ho assunto una persona che la pensa come me. Il mestiere di allenatore in NBA è una delle cose più difficili da fare. Avere qualcuno dietro con cui lavorare insieme è positivo. Essere compatibili e condividere la stessa filosofia di gioco aiuterà entrambi

Ottima occasione di rilancio per Luke Waltonelogiato da Steve Kerr in settimana – che dopo una stagione fallimentare con i Lakers vorrà riscattarsi con una squadra con potenziale, ma con meno pressione.

 

Luke Walton sarà il nuovo allenatore dei Sacramento Kings

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers Minnesota Timberwolves at Target Center

Luke Walton sarà il nuovo allenatore dei Sacramento Kings. Walton e Vlade Divac, General Manager della squadra californiana, hanno raggiunto un accordo di massima.

Il nuovo contratto di Luke Walton dovrebbe estendersi sino al termine della stagione 2022\23, in linea con la durata del rinnovo contrattuale appena siglato tra Divac ed i Kings.

I Sacramento Kings hanno sollevato dall’incarico l’ex allenatore Dave Joerger nella giornata di giovedì. Luke Walton ed i Los Angeles Lakers avevano invece raggiunto un accordo per la risoluzione contrattuale nella giornata di venerdì.

I Kings cacciano Dave Joerger, pronti Luke Walton e Ettore Messina?

I Sacramento Kings licenziano coach Dave Joerger e pensano ad Ettore Messina. Il General Manager Vlade Divac avrebbe comunicato la decisione all’ex allenatore dei Memphis Grizzlies, operazione preludio ad uno stravolgimento nell’organigramma tecnico della squadra.

Sam Amick di The Athetic riporta di un serio interessamento dei Kings per coach Luke Walton, in probabile uscita dai Los Angeles Lakers dopo una stagione deludente. Altri candidati al posto di Joerger, Monty Williams – oggi assistente ai Philadelphia 76ers – ed Ettore Messina, assistente allenatore dei San Antonio Spurs di Gregg Popovich.

Come riportato da Zach Lowe di ESPN, Divac ed i Kings avrebbero allontanato anche lo storico Director of Media Relations Chris Clark. La “scure” di Divac sarebbe inoltre calata su Brandon Williams, uno degli assistenti genera manager del’ex fuoriclasse serbo.

Adrian Wojnarowksi di ESPN aveva riportato nella giornata di giovedì di un incontro tra il Divac e Joerger. Jason Jones di The Athletic riporta di relazioni ormai ai minimi termini tra Dave Joerger ed i vertici della squadra, e persino “con alcuni giocatori”.

Per i Sacramento Kings, il nuovo head coach sarà il nono capo allenatore diverso dalla stagione 2007\08. Vlade Divac ha appena rinnovato il contratto che lo lega alla franchigia californiana per altre quattro stagioni, sino al termine dell’annata 2022\23: “Vlade è una parte vitale del nostro progetto” Così il proprietario dei Kings Vivek Ranadivé “Ed una persona che rende migliore chi lavora accanto a lui“.

Rinnovo contrattuale tra Vlade Divac ed i sacramento Kings, Joerger a rischio?

Divac su Joerger

Rinnovo contrattuale tra Vlade Divac ed i Sacramento Kings, il General Manager della squadra californiana confermato sino al termine della stagione 2022\23.

Divac è a capo del front office dei Kings dal 2015. Sotto la sua guida sono arrivati via draft a Sacramento De’Aaron Fox, Marvin Bagley III, Harry Giles e via trade l’attuale miglior realizzatore della squadra Buddy Hield.

I Sacramento Kings (39-43) hanno appena concluso una delle migliori stagioni della loro storia recente, nonostante la mancata qualificazione ai playoffs, mettendo in mostra talento e gioco rapido e votato all’attacco, sotto la guida di coach David Joerger.

Proprio la posizione di coach Joerger sarà una delle questioni principali che un Vlade Divac forte di rinnovo con i Kings dovrà affrontare. L’ex capo allenatore dei Memphis Grizzlies sarà in scadenza di contratto al termine della stagione 2019\20.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, l’obiettivo di Vlade Divac sarebbe quello di consolidare la sua “presa” sulla gestione tecnica della squadra, motivo che potrebbe portare all’allontanamento anzitempo di coach Joerger, i cui rapporti con il front office dei Kings non sono mai stati ottimi.

Divac e Joerger si incontreranno nelle prossime ore, ed è possibile che le due parti possano concordare una fine anticipata del rapporto.

Sacramento Kings: stagione con più luci che ombre

sacramento kings-squadra

I Sacramento Kings sono una della franchigie storiche della NBA, nella quale hanno militato alcuni dei migliori giocatori della Lega, ma da ben tredici anni non riescono a qualificarsi per i playoff. Nonostante l’ennesima esclusione dalla post-season, questa è stata una stagione molto positiva: l’ottimo lavoro al draft del general manager Vlade Divac, la crescita dei due giovani leader, Buddy Hield e De’Aaron Fox, e l’esperienza di Harrison Barnes, hanno permesso di gettare le basi per un futuro davvero promettente

SACRAMENTO KINGS: IL GIOCO

Il gioco dei Sacramento Kings è molto rapido, la palla passa principalmente dalla mani del  giocatore più tecnico: Fox con 7.3 assist di media è un grandissimo passatore, spesso gioca il pick and roll con Marvin Bagley III (59.5% nel pitturato) sfruttando la sua fisicità e la sua ottima capacità di taglio in area. Con i suoi 17.3 punti di media è anche un temibile attaccante, capace di attaccare il ferro o di colpire con il tiro da dietro l’arco (36.8% in stagione). Hield invece con i suoi 20.8 punti di media è il miglior realizzatore della squadra, l’arma principale è il tiro da 3 punti che sta realizzando con percentuali mostruose (42.6%). Ai due Leader della squadra si aggiungono dei comprimari di altissimo livello: Harrison Barnes, giocatore di esperienza e campione NBA con i Golden State Warriors, attaccante davvero temibile sia spalle a canestro che da dietro l’arco, Bogdan Bogdanovic è un giocatore molto solido e ha disputato una splendida stagione in uscita dalla panchina (14.1 punti- 3.9 assist- 3.5 rimbalzi), e lo stesso Marvin Bagley al suo primo anno ha già  dimostrato grandi cose sia in attacco (14.8 punti) che a rimbalzo (7.6). La fase offensiva  non è sicuramente un problema per Sacramento che  può attaccare in tutte le maniere: sia da dentro l’area con il 56.8 % nel pitturato e sia con il tiro da 3 punti che realizzano con il  37.7 % (quarti in NBA). Con 114.0 punti di media sono la nona squadra NBA per rating offensivo, il vero problema è la difesa: nonostante una buona propensione nel recupero palla (8.3 di media a partita) e le poche palle perse (13.4 di media) i Kings subiscono 113.4 canestri di media a partita, a causa della scarsa fisicità che si riversa anche nella statistica dei rimbalzi 45.4 di media a partita che la posizionano a metà della classifica NBA. Numeri troppo alti per una squadra che vuole competere ad alto livello

PROSPETTIVE FUTURE A SACRAMENTO? 

Marvin Bagley III e De’Aaron Fox

La stagione si conclude con un ottimo nono posto ad Ovest che fa ben sperare per la stagione prossima. I Kings sono indubbiamente una squadra giovane e di enorme talento e la strada è sicuramente quella giusta. Il lavoro fatto da Divac nei precedenti  draft è ottimo, ma per poter competere con le altre squadre e partecipare ai playoff sarebbe necessario aggiungere un paio di giocatori di esperienza su entrambi i lati del campo, per risolvere le partite più facilmente ed aiutare i giovani talenti della squadra a crescere più in fretta. Continuare con il grande lavoro fatto all’head coach poi è essenziale per dare continuità a questi ragazzi terribili. Da qui ripartire con “Dave” Joerger alla guida: dopo aver dimostrato di essere una delle squadre rivelazione, il prossimo anno sarà quello giusto per far quel salto in avanti decisivo e che molte franchigie nella storia NBA hanno faticato a compiere. Da bella promessa i Kings diventeranno una mina vagante anche in ottica playoffs? Lo scopriremo tra meno di un anno…

I Sacramento Kings hanno preferito De’Aaron Fox a Kristaps Porzingis durante il Draft 2018

I Sacramento Kings non sono riusciti a centrare i Playoff neanche in questa stagione, tuttavia l’annata che si sta concludendo lascerà indietro molti spunti positivi.

La franchigia di Vlade Divac sembrerebbe aver finalmente preso la direzione giusta nella sua fase ricostruttiva. Sta infatti puntando sullo sviluppo collettivo di un gruppo compatto di giovani promesse, circondandole, con la giusta calma, con giocatori di qualità.

Coach Dave Joerger ha evidenziato più volte la somiglianza della situazione dei Denver Nuggets a quella che spera di avere in costruzione a Sacramento.

Il pacchetto guardie è superbo: De’Aaron Fox ha vissuto una stagione di miglioramenti e conferme al fianco di Buddy Hield, che ha quasi raggiunto un livello da All-star (primo per percentuale da 3 punti in tutta la NBA, 43.2%).

I lunghi stanno crescendo bene, con il rookie Marvin Bagley III che sta facendo vedere ottime cose e un Harry Giles che si sta lentamente evolvendo da oggetto misterioso a giocatore calibro NBA.

Sul perimetro ci sono gli abili tiratori Bogdan Bogdanovic ed Harrison Barnes, appena acquisito con uno scambio intelligente.

Le mosse nelle notti dei Draft 2017 e 2018

Dopo lo scambio che ha lasciato andare DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans in cambio, tra gli altri, di Buddy Hield, il front office dei Kings sembra aver sbagliato ben poche mosse.

In un report odierno, la penna di ESPN, Zach Lowe, ne ha ripercorso i passi, portando alla luce una nuova indiscrezione riguardante il Draft 2018.

Sembrerebbe che, durante la notte, ai Kings sia stata recapitata un’offerta di scambio direttamente dalla Grande Mela, sponda Knicks, poco prima della loro seconda scelta.

Si vociferava che la franchigia di Sacramento avesse un interesse per Luka Doncic, ma che il suo gioco sarebbe stato incompatibile con quello di Fox.

New York allora, alla ricerca di un giovane playmaker a cui affidare le chiavi del gioco, avrebbe proposto loro un pacchetto contenente l’infortunato Kristaps Porzingis in cambio proprio di De’Aaron Fox, sperando che Sacramento si decidesse ad accettare lasciando così spazio al nuovo obbiettivo sloveno.

Tuttavia, come oggi ben sappiamo, i Kings hanno rifiutato e selezionato Marvin Bagley III, puntando su di lui e sul playmaker che avevano in casa.

Porzingis alla fine è stato scambiato durante la Trade Deadline ai Dallas Mavericks, in una situazione analoga a quella che si sarebbe potuta creare a Sacramento: il gioco di Doncic non era compatibile con quello del giovane play Dennis Smith Jr, finito, appunto a New York.

Alla fine dei conti questa storia sembra dar ragione ai Kings: hanno puntato, su Fox, che si sta confermando e hanno scelto Bagley, passando oltre Doncic, rischiando, ma avendo ragione.

Lo sloveno infatti non ha funzionato in un sistema dove doveva condividere i possessi con un altro playmaker e l’ala grande sta mostrando grande sviluppo e potenziale nel sistema dei californiani.

Kings, Buddy Hield batte il record di tiri da 3 punti in stagione di Peja Stojakovic: “Grande traguardo”

E’ stata una partita speciale per Buddy Hield quella di stanotte contro i Phoenix Suns. L’ala dei Sacramento Kings ha infatti stabilito il nuovo record di franchigia per triple realizzate in una stagione da un singolo giocatore, superando quello precedente di Peja Stojakovic.

Hield ha iniziato il match con 238 tiri da tre punti mandati a bersaglio in stagione, due in meno del record di 240 di Stojakovic, ed ha realizzato una sola tripla nella prima metà del match. Rientrato negli spogliatoi, ha però cambiato marcia, iniziando a segnare triple in serie, fino ad arrivare a 7 canestri da oltre l’arco su 14 tentativi a fine match. Hield ha così raggiunto il numero di 245 tiri da tre in stagione, 5 in più del precedente record.

Il bahamense era visibilmente contento per il traguardo raggiunto a fine partita, ammettendo di essere entusiasta per aver superato Peja Stojakovic, attualmente vice-General manager dei Sacramento Kings.

Un traguardo speciale, per un ragazzo delle Bahamas superare un giocatore come Peja Stojakovic, uno che ha fatto la storia di questa franchigia è qualcosa di straordinario. Ringrazio Dio per avermi dato questo opportunità, la possibilità di fare ciò che amo ogni giorno. Il pallone della gara? Lo terrò gelosamente

Il prossimo obiettivo per Hield sarà quello di infrangere il record per tiri da tre punti realizzati in maglia Sacramento Kings (1073), detenuto sempre dal tiratore serbo. L’ex giocatore dei New Orleans Pelicans è oggi a quota 480.

Il 2018/19 è stato l’anno della definitiva consacrazione per Buddy Hield, arrivata a Sacramento nel 2016/2017 nella trade che aveva spedito DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans.

Dotato di un ottimo range di tiro, Hield ha pagato una certa incostanza nei suoi primi anni a Sacramento.

Quest’anno invece è letteralmente esploso sul campo, e insieme a De’Aaron Fox ha portato i Kings a giocarsi un posto ai playoffs, cosa che dalle parti di Sacramento non si vedeva da anni. Hield è anche quarto nella speciale classifica di triple realizzate in stagione, dietro solamente a tre mostri sacri come James Harden, Steph Curry e Paul George, ed il suo 43% vale per il bahamense un posto nella top 10 per percentuale al tiro da tre punti.

A tutto questo si aggiunge anche la partecipazione al three-point contest nella settimana dell’All-Star Game, che lo ha visto sconfitto nella speciale finale a 3 contro Joe Harris (vincitore dell’edizione) e Steph Curry, dopo aver realizzato 25 punti nelle fasi a eliminazione.

Buddy Hield sta viaggiando a 20.8 punti di media a partita, ed i Sacramento Kings hanno un record di 36 vittorie e 36 sconfitte, valido per il non posto nella Western Conference.

I playoffs distano ormai ben 6 partite e sarà difficile raggiungerli per i Kings, ma questa stagione può essere considerata come un trampolino di lancio per il futuro, in un ambiente rivitalizzato dal GM Vlade Divac e dal proprietario Vivek Ranadivé.

I Sacramento Kings (assieme agli Indiana Pacers) saranno la prima squadra NBA a giocare una partita di pre-season in India, a Mumbai il prossimo 4 e 5 ottobre. Buddy Hield e De’Aaron Fox saranno due delle giovani stelle che saranno chiamate a partire dalla prossima stagione a riportare i Sacramento Kings in alto, ad ormai 12 anni dall’ultima apparizione ai playoffs.