De’Aaron Fox soddisfatto della stagione dei suoi Kings: “Abbiamo trovato la nostra identità”

Nonostante la più che probabile esclusione dai playoffs, De’Aaron Fox si ritiene soddisfatto della stagione dei Sacramento Kings.

A causa di un calendario tosto post All-Star Game, i Sacramento Kings hanno visto sfumare le loro possibilità di raggiungere i playoffs, in una classifica che  a questo punto della stagione li vede a 6 partite di distanza dall’ottava piazza. Nonostante ciò, la point guard titolare De’Aaron Fox è incoraggiato dal fatto che la squadra abbia trovato la sua identità.

Fox, che è stata sicuramente la ragione principale del miglioramento della squadra, arrivata ad essere una contender per un posto nella post-season, ha così dichiarato: “Questo è stato un anno fondamentale perché siamo stati in grado di stabilire qualcosa” Così Fox a Paul Flannery di SB Nation “Tutti sanno ora che quando giocherai contro i Kings dovrai giocare velocemente. Ti costringeremo a giocare al nostro ritmo. Ci siamo guadagnati la nostra posizione, le ultimi due stagioni sono state una barzelletta, ma dopo un annata come questa, gli occhi delle persone si stanno aprendo e tutti stanno iniziando a prendere sul serio Sacramento.

I Kings sono stati a lungo lo zimbello della lega, percezione cambiata durante il corso di questa stagione, con Fox e compagni che hanno dimostrato di aver voltato pagina.

I chiari progressi di De’Aaron Fox dalla sua stagione da rookie a questa seconda sono sotto gli occhi di tutti. Questi miglioramenti hanno certamente contribuito nel far diventare i Kings la squadra “run-and-gun” che sono ora. Il prodotto di Kentucky è in piena corsa per il premio di Most Improved Player dell’anno, insieme al suo compagno di squadra Buddy Hield.

“Un sacco di gente pensa che questo è ciò che bisogna attendersi da una scelta di lotteria (come Fox, ndr) ma migliorarsi come giocatore non dipende da quanto in alto si è stati scelti” Dice Fox “È un miglioramento, se vincerò il premio, bene, se non lo vincerò, nessun problema. Voglio solo aiutare la mia squadra a vincere”.

I Sacramento Kings salteranno i playoffs, ma non si può certo considerare questa stagione un fallimento, piuttosto una parte del processo di rifondazione, passaggio obbligato per ogni squadra con future ambizioni da contender.

Lakers, Lonzo Ball rivalutato tra una settimana, scongiurato il peggio per Marvin Bagley III dei Kings

Lonzo Ball and De’Aaron Fox, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center

Los Angeles Lakers, Lonzo Ball rimarrà fuori un’altra settimana per un problema alla caviglia sinistra.

 

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, le condizioni della point guard dei Lakers verranno rivalutate tra sette giorni. Lonzo Ball aveva riportato una distorsione di terzo grado alla caviglia durante la sfida dell scorso 19 gennaio al Toyota Center di Houston contro i Rockets di James Harden.

 

 

Ball ha saltato le successive 15 uscite (5-9) dei suoi Los Angeles Lakers. Lo staff medico dei Lakers ha reso noto come il giocatore necessiti di ulteriore tempo per “favorire il processo di guarigione e recupero” della parte offesa. Il recupero di Ball, inizialmente previsto entro le 3-5 settimane, è proceduto più lentamente del previsto a causa del lento processo di assorbimento degli ematomi presenti all’altezza della caviglia infortunata.

 

Ball, point guard al secondo anno da UCLA, ha viaggiato in questa stagione a 9.9 punti, 5.4 assist e 5.3 rimbalzi a partita, con il 40.6% al tiro in 30.3 minuti dì’impiego in 47 partite disputate.

 

Sacramento Kings, Marvin Bagley III (ginocchio sinistro) out 1-2 settimane

 

Sospiro di sollievo in casa Sacramento Kings. La risonanza magnetica effettuata sul ginocchio sinistro di Marvin Bagley III ha evidenziato una distorsione, scongiurando ipotesi più gravi.

 

Le condizioni del giocatore al primo anno dei Kings saranno rivalutate tra almeno due settimane. Bagley si era infortunato lo scorso mercoledì 27 febbraio durante il terzo quarto della sfida tra Sacramento Kings e Milwaukee Bucks.

 

In questa stagione, la seconda scelta assoluta al draft NBA 2018 ha viaggiato sinora a 13.9 punti e 7.2 rimbalzi a partita, in 24.8 minuti a gara ed il 50.3% al tiro in 47 gare disputate.

 

Harrison Barnes: “Il mio trasferimento ai Kings? Incredibile”

Harrison Barnes, nell’ultima sessione di mercato, è approdato a Sacramento, dopo 2 stagioni e mezzo passate con i Dallas Mavericks. Il suo trasferimento, però, è stato a dir poco rocambolesco, dato che la sera prima dell’addio di Barnes al Texas, pur essendo quest’ultimo a conoscenza del suo destino, è comunque sceso in campo contro la sua futura squadra, ossia i Kings.

In una recente intervista, l’ex ala piccola di Golden State ha voluto ricordare quelle ore così frenetiche e confuse.

HARRISON BARNES: IL RACCONTO DEL SUO TRASFERIMENTO IN CALIFORNIA

harrison barnes-rapporti franchigie giocatori

In particolare, ai microfoni di The Undefeated, Barnes ha voluto mettere in evidenza le convulse modalità con le quali è avvenuto lo scambio tra le due franchigie.

Io definirei la trattativa che mi ha riguardato come pazza. Torno a casa e stavo a parlando con mia moglie, quando il mio agente mi ha telefonato dicendomi che ero stato ceduto a Sacramento. Sarei dovuto andare lì il giorno dopo con un volo delle 9, ma la sera prima ero stato ancora un giocatore dei Mavs ed ho giocato a mia insaputa contro la mia futura squadra. Le cose possono cambiare notevolmente in 48 ore.

Aldilà del finale di questa sua fase di carriera, in ogni caso, l’ex Warriors è rimasto molto soddisfatto della sua esperienza nella franchigia di Cuban, come da lui stesso ammesso.

Dallas è stata un’ottima opportunità per me al fine di capire cosa volesse dire avere un ruolo di prim’ordine. Allenarmi agli ordini di Rick Carlisle e in compagnia di Dirk [Nowitzki, ndr] è stato stupendo. Non posso che essere grato di tutto questo.

HARRISON BARNES: LE DICHIARAZIONI SULLA SUA SQUADRA ATTUALE

Il 26 enne, da quando è ufficialmente approdato ai Kings, si sta ancora adattando alla sua nuova realtà. Allo stato attuale, infatti, le sue statistiche ben delineano la situazione di ambientamento che sta vivendo l’ex North Carolina.

  • 11 punti
  • 7,4 rimbalzi
  • 2,1 assist
  • 1,3 stoppate

Ciò nonostante, comunque, il campione NBA 2015 è ottimista sull’andamento della stagione della sua nuova squadra, auspicando la presenza nella offseason.

Credo che possiamo approdare ai playoff.  Sarebbe un enorme successo per due motivi: prima di tutto, per i ragazzi di questo spogliatoio. Sono giovani e fare partite di quel calibro li porterebbe ad un livello successivo. Un altra ragione, poi, è superare definitivamente tutte le disavventure che questa organizzazione ha dovuto passare da più di dieci anni. Raggiungere la fase finale del campionato sarebbe un orgoglio e un giusto risarcimento.

In conclusione, il mercato Nba, in certi casi, sa essere davvero spietato, creando delle circostanze piuttosto fastidiose e, a tratti incomprensibili. Speriamo che, nel caso di Harrison Barnes, tali sconvolgimenti così repentini saranno ricompensati adeguatamente.

 

 

Nuovo infortunio per Marvin Bagley, Kings KO dopo un supplementare

Marvin Bagley III and Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center

Sacramento Kings, infortunio al ginocchio sinistro per Marvin Bagley III.

 

Il rookie dei Kings ha riportato l’infortunio durante il terzo quarto di gioco della sfida casalinga contro i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo. Bagley è rimasto a terra dopo uno scontro con la guardia dei Bucks Malcom Brogdon, ed è stato aiutato a raggiungere gli spogliatoi dai suoi compagni di squadra.

 

Per Marvin Bagley una sospetta distorsione al ginocchio, l’ex Duke Blue Devils sarà sottoposto nella giornata di giovedì a risonanza magnetica.

 

 

I Milwaukee Bucks si sono imposti per 141-140 dopo un tempo supplementare. Per gli ospiti, decisiva la coppia di guardie Malcom Brogdon-Eric Bledsoe, autori di una partita da 51 punti complessivi. Per l’ex giocatore dei Phoenix Suns Bledsoe una tripla-doppia da 26 punti, 12 rimbalzi e 13 assist.

 

21 punti con 7 rimbalzi per un Giannis Antetokounmpo limitato a soli 24 minuti di gioco (amministrazione controllata per il greco, reduce da un piccolo problema al ginocchio sinistro).

 

Per i Sacramento Kings 32 punti per Buddy Hield (10 su 29 al tiro), e 28 punti con 8 assist e 8 rimbalzi per Bogdan Bogdanovic. Sono 18 con 7 rimbalzi i punti in uscita dalla panchina per Harry Giles III, in soli 17 minuti d’impiego.

 

Marvin Bagley si era già infortunato al ginocchio sinistro lo scorso 14 dicembre. In quell’occasione, la seconda scelta assoluta al draft NBA 2018 fu costretta a saltare 11 partite.

La corsa ai playoff della Western Conference

Los Angeles Clippers

Dopo la pausa per l’All Star Game, inizia l’ultimo tour de force per le squadre in lotta per la post-season. Oggi analizziamo la situazione della corsa playoff nella Western Conference: è bagarre tra la sesta posizione, attualmente detenuta dai Jazz, e la decima occupata dai Lakers di LeBron James.

Non sembrano certi al 100% dei playoff nemmeno i Rockets di Paul e Harden, attualmente quinti con 34 vittorie e 25 sconfitte. Houston però sembra aver ormai trovato il giusto equilibrio dopo un inizio travagliato e la pericolosità offensiva della coppia di guardie garantirà presumibilmente un piazzamento. Solo in caso di malaugurati infortuni potremmo vedere i Rockets fuori dai playoff. Per questo motivo, non ci soffermeremo oltre su di loro.

Per motivi opposti non analizzeremo nel dettaglio la situazione di Minnesota, attualmente undicesima con il record di 28-31. I Wolves, martoriati da diversi infortuni, non sembrano sufficientemente solidi e attrezzati per entrare in una striscia tale da farli arrivare in ottava posizione. Dopo l’apparizione ai playoff 2018, si prospetta un’esclusione a causa della fortissima concorrenza a Ovest.

Iniziamo ora a descrivere situazione e calendario delle squadre che rimangono in lotta per un piazzamento: Utah Jazz, San Antonio Spurs, Los Angeles Clippers, Sacramento Kings e Los Angeles Lakers.

UTAH JAZZ: 33-26

Donovan Mitchell, sophomore e leader offensivo dei Jazz.

L’esclusione di Rudy Gobert dall’All Star Game ha motivato ulteriormente un gruppo che pare molto coeso e deciso a prendersi una posizione nella griglia playoff. I Jazz però rimangono una squadra storicamente rallentata da numerosi infortuni (Favors e Exum sono solo due dei giocatori injury prone) e dotata di un talento offensivo limitato. Le penetrazioni di Mitchell muovono le difese avversarie, spesso incapaci di impedire a Gobert di dominare a rimbalzo offensivo. Le rotazioni rimangono però corte, la qualità non eccelsa: in caso di calo di forma da parte dei Jazz, le rivali saprebbero approfittarne. Attualmente la presenza dei Jazz ai playoff è probabile, a condizione che il livello di concentrazione difensiva rimanga sempre altissimo. Il calendario dei Jazz appare piuttosto favorevole:

vs Clippers, @ Denver, vs Bucks, vs Pelicans,@ Pelicans, @ Memphis, vs Thunder,@ Suns, vs Timberwolves, vs Nets, @ Wizards, @ Knicks, @ Atlanta,@ Bulls, vs Suns, vs Lakers, vs Wizards, vs Charlotte, @ Suns,vs Kings, @ Lakers, vs Denver, @ Clippers.

(in grassetto le partite contro squadre fuori dalla corsa playoff).

SAN ANTONIO SPURS: 33-27

Mai scommettere contro Gregg Popovich (in foto). L’ultima esclusione degli Spurs risale al 1997. Ogni anno i nerargento partono contro i favori del pronostico per poi sovvertirlo e ricordare a tutti che uno degli 8 posti spetta a loro. DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge sono due giocatori esperti, solidi sani e capaci di portare un contributo fisso ogni partita. Difficile che gli Spurs possano avere un calo tale da uscire dall’ottava posizione, ma anche nel loro caso il talento non è così sfavillante da lasciarli tranquilli.

Il calendario non pare particolarmente favorevole agli Spurs, che dovranno mantenere il vantaggio acquisito:

@ Knicks,@ Nets,vs Pistons,vs Thunder,vs Denver,@ Atlanta,vs Bucks,@ Mavericks,vs Knicks,vs Portland,vs Warriors,vs Miami,@ Rockets,@ Celtics,@ Charlotte,vs Cavs,vs Kings,vs Atlanta,@ Denver,@ Wizards,@ Atlanta,vs Mavericks

LOS ANGELES CLIPPERS: 33-27

Danilo Gallinari farà di tutto per accedere ai playoff. La cessione alla deadline di Tobias Harris, Marjanovic e Bradley ha certamente indebolito la squadra, garantendo però una notevole quantità di asset per il futuro. Arrivare ai playoff sarebbe un successo straordinario considerando le prospettive d’inizio stagione e l’indebolimento causato dalle trade. I Clippers sembrano sulla carta la squadra che può scivolare fuori più facilmente: Gallinari dovrà innalzare il livello del suo gioco per consentire ai losangelini di non farsi scalzare dai Lakers o da Sacramento.

Il calendario prevede diverse sfide con dirette concorrenti per i playoff nella Western Conference:

@ Denver,vs Mavericks,@ Utah,@ Sacramento,vs Knicks,@ Lakers,vs Thunder,vs Celtics,vs Portland,vs Bulls,vs Nets,vs Indiana,@ Cavs,@ Knicks,@ Timberwolves,@ Bucks,@ Cavs,@ Memphis,vs Rockets,vs Lakers,@ Warriors,vs Utah

Da segnare sul calendario le sfide con Utah (due volte), Sacramento e Lakers (due volte).

SACRAMENTO KINGS: 31-28

I Kings hanno fatto un notevole passo in avanti grazie al mercato: Harrison Barnes e Alec Burks possono aiutare i giovani agli ordini di Joerger nella loro corsa. La vittoria contro i Thunder ha dato nuova speranza ai Kings, che ora vedono davvero realizzabile un obiettivo che appariva molto distante a inizio stagione. Fox, Hield, Bogdanovic e Bagley III: questo il nucleo di una Sacramento che diverte gli spettatori e gli addetti ai lavori. Raggiungere la post-season significherebbe sperimentare un livello di gioco ancora superiore e spingere i giovani oltre i loro limiti. Sebbene un 4-0 contro la Golden State di turno appaia inevitabile, i Kings hanno più volte dimostrato di poter stupire tutti. I playoff sono a un passo, la rincorsa ai Clippers è iniziata e Sacramento è in ascesa.

Il calendario prevede anche in questo caso diverse sfide contro le dirette concorrenti: i Clippers ormai nel mirino, poi in ordine Lakers, Spurs e Jazz. Per raggiungere la post-season i Kings dovranno vincere qualche sfida con avversari sulla carta superiori, come le big dell’Est o i Rockets di Harden.

@ Timberwolves,vs Bucks,vs Clippers,vs Knicks,vs Celtics,@ Knicks,@ Wizards,@ Celtics,@ Philadelphia,vs Bulls,vs Nets,vs Mavericks,vs Suns,@ Lakers,@ Mavericks,@ Pelicans,@ Rockets,@ Spurs,vs Rockets,vs Cavs,@ Utah,vs Pelicans,@ Portland.

LOS ANGELES LAKERS: 29-30

Volete voi scommettere contro un uomo chiamato LeBron James? 

Per una volta, la risposta pare affermativa. I Lakers hanno perso malamente contro dei Pelicans rimaneggiati, mostrando le solite lacune difensive. LeBron ha criticato ancora una volta i compagni, colpevoli di eccessiva arrendevolezza. Il sistema difensivo di Walton pare inesistente e le aspettative derivanti dall’approdo del Re sembrano destinate a essere disilluse. Se LeBron dovesse inserire la playoff mode e vincere molte partite da solo, potremmo vedere i Lakers nella postseason. In caso contrario, si rischia una clamorosa esclusione: chi avrebbe detto che Clippers e Kings potessero essere davanti ai Lakers a questo punto della stagione?

L’infortunio di LeBron James ha penalizzato i Lakers oltre misura. Ora bisogna correre ai ripari e inserire le marce alte.

Questo l’elenco delle partite rimanenti:

@ Memphis,vs Pelicans,vs Bucks,@ Suns,vs Clippers,vs Denver,vs Celtics,@ Bulls,@ Raptors,@ Pistons,@ Knicks,@ Bucks,vs Nets,vs Sacramento,vs Wizards,@ Utah,vs Charlotte,@ Pelicans,@ Thunder,vs Warriors,@ Clippers,vs Utah,vs Portland

 

Visto il finale in salita, sarà fondamentale vincere le prossime partite per rimanere in scia e provare l’assalto finale ai playoff della Western Conference.

Lotta playoff ad Ovest: Kings, Clippers e Lakers per un posto

Lonzo Ball and De’Aaron Fox, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center

Lotta playoff ad Ovest più accesa che mai, in una sfida tutta californiana tra Kings, Clippers e Lakers.

Dopo la sconfitta di questa notte contro Minnesota, i Los Angeles Clippers sono scesi al nono posto in classifica, facendosi scavalcare da Sacramento. Rimane stabile in decima posizione invece, l’altra franchigia losangelina, ovvero i Lakers.

Lotta playoff ad Ovest: Sacramento Kings

I Sacramento Kings occupano, come detto in precedenza, l’ottavo ed ultimo posto valido per qualificarsi alla postseason, grazie ad un record di 30-26: una delle più belle sorprese della stagione in corso. Guidati da un gruppo di giovani che sembra aver fatto il salto di qualità definitivo, con a capo De’Aaron FoxBuddy Hield, e Bogdan Bogdanovic; i Kings puntano a giocare i playoff per la prima volta dal lontano 2006. Può rivelarsi decisivo da questo punto di vista, l’innesto di Harrison Barnes.

Lotta playoff ad Ovest: Los Angeles Clippers

Tra le tre squadre citate, LAC è quella che ha fatto la mossa di mercato più importante in ottica playoff, ma in negativo. Attraverso la trade che ha spedito Tobias Harris a Philadelphia, si è infatti privata di uno dei propri leader. C’è curiosità comunque per capire fino a dove riuscirà ad arrivare la squadra di coach Rivers, attraverso i propri giovani, come  Shai Gilgeous-AlexanderLandry ShametMontrezl Harrell, e Ivica Zubac; ed i veterani Gallinari, Williams e Patrick Beverley,

Lotta playoff ad Ovest: Los Angeles Lakers

La squadra peggio posizionata, eppure probabilmente quella con le maggiori chance di prendere parte ai playoff. A vantaggio dei Lakers, oltre che un roster di buon livello, vi è soprattutto il fattore LeBron James. Il re non manca i playoff addirittura dal 2005, e le Finals dal 2010. L’attuale posizione di classifica è in gran parte dovuta dai tanti infortuni (tra cui quello di LeBron), di cui quelli di Hart e Ball sono gli ultimi in ordine cronologico.

 

Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Sacramento Kings

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.

Sacramento Kings e Detroit Pistons interessati a Marc Gasol?

Marc Gasol and JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Memphis Grizzlies at FedExForum

I Memphis Grizzlies hanno messo sul mercato le loro stelle Mike Conley e Marc Gasol. Tra i due giocatori in uscita, quello che attualmente sta destando maggior interesse è proprio il centro catalano. I Sacramento Kings e i Detroit Pistons tra le franchigie interessate a Marc Gasol, sebbene ancora non siano arrivate offerte ufficiali.

A frenare gli entusiami dei potenziali interessati sarebbero le richieste dei Memphis Grizzlies.

la squadra allenata da coach J.B. Bickerstaff spera di poter includere nelle prossime trattative l’ala Chandler Parsons. L’ex giocatore degli Houston Rockets è titolare di un pesantissimo contratto quadriennale di 94,4 milioni di dollari che scadrà tra due anni. Parsons ha disputato solo 73 partite in due stagioni a causa di una lunga serie di infortuni.

Kings e Pistons interessati a Marc Gasol

 

Analizzando le situazioni di Sacramento e Detroit, i Sacramento Kings sembrano essere in vantaggio.

I Kings hanno uno dei payroll più bassi della NBA, visti i tanti rookie contract presenti, e sarebbero alla ricerca di un lungo. Coach Dave Joerger dispone di un reparto lunghi ampio, ma privo dell’esperienza e della classe dello spagnolo Gasol.

Willie Cauley-Stein è attualmente il titolare. Il prodotto di Kentucky è alla sua terza stagione NBA ed ha dimostrato miglioramenti in questa stagione. Il primo cambio di Cauley-Stein è la seconda scelta del draft 2018 Marvin Bagley III.

Bagley è uno dei giocatore sui quali i Kings punteranno per ricostruire la squadra ed è quello che più beneficerebbe dall’arrivo di Marc Gasol. A chiudere il reparto lunghi in casa Sacramento Kings Kosta Koufus e Skal Labissiere, al momento fuori dalle rotazioni. Cauley-Stein, Koufos e l’ex Kentucky Labissiere potrebbero essere inseriti in una eventuale trade per il lungo dei Memphis Grizzlies.

Per quanto riguarda i Detroit Pistons, Gasol sarebbe una pesante aggiunta per la corsa ai playoff, sebbene uno scambio appaia decisamente difficile. Con due giocatori del calibro di Blake Griffin e Andre Drummond, Gasol sarebbe costretto ad uscire dalla panchina, ma difficilmente il fratello minore di Pau accetterebbe un ruolo da riserva.

Per una quadra NBA, muovere giocatori con contratti pesanti come Marc Gasol e Mike Conley a stagione in corso non è mai facile. Per lo spagnolo sembra però essere seriamente arrivato il momento dell’addio.

Sacramento Kings in cerca di due rinforzi. Divac: “Dobbiamo crescere”

I Sacramento Kings sembrano essere piuttosto attivi sul mercato. La franchigia della California sta cercando infatti di allargare il roster con una point guard e un’ala piccola. Per il primo spot si è già pensato a Jeremy Lin degli Atlanta Hawks, capace di dare un buon cambio al play titolare De’Aron Fox. Per portare a termine la trattativa Sacramento potrebbe inserire Zach Randolph e Kosta Koufos, nel tentativo di ottenere anche Kent Bazemore, che gioca appunto nel ruolo di ala piccola.

Se l’affare non dovesse andare in porto, ha affermato Jason Jones di The Athletic, i Kings avrebbero bussato alla porta di altre franchigie. In primis avrebbero richiesto Otto Porter dei Washington Wizards, ma la squadra della capitale non avrebbe intenzione di privarsi della terza scelta assoluta del draft 2013. Successivamente Sacramento avrebbe riposto interesse su Harrison Barnes dei Dallas Mavericks e Jonathon Simmons degli Orlando Magic.

Vlade Divac: “Abbiamo bisogno di crescere”

Vlade Divac, ex stella ed attuale general manager dei Sacramento Kings, fu pesantemente criticato nel febbraio 2017 per aver ceduto DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans. Ma dopo due anni, la decisione di rifondare da zero sembra essere stata azzeccata, e in questo lasso di tempo la stima dei tifosi Kings per Divac è aumentata esponenzialmente. Ciò quanto riportato da Marcos Breton del Sacramento Bee.

Ora i Kings sono in corsa per un posto ai playoff, e sono tra le più grandi sorprese di questa stagione. Il tutto senza avere stelle in squadra e con gli stipendi tra i più bassi di tutta la lega.

Vlade Divac ha così commentato il buon momento della franchigia: “Abbiamo fatto un enorme passo avanti rispetto alle scorse stagioni. Sono molto contento di dove siamo ora.” Ha poi aggiunto: Abbiamo bisogno di crescere. Abbiamo bisogno di tempo, ma non c’è fretta. Dobbiamo continuare passo dopo passo.”

Prossimo appuntamento per i Kings questa notte all’una a Toronto contro i Raptors.

I Sacramento Kings sono interessati a Jeremy Lin

Jeremy Lin-Kings, interesse dei Sacramento Kings per la point guard degli Atlanta Hawks. A riportare la notizia è Marc Stein del The New York Times.

I Sacramento Kings (23-21) si trovano attualmente al decimo posto della Western Conference e in piena cosa per un posto ai playoff. La squadra allenata da coach Dave Joerger starebbe cercando di rafforzare la propria panchina, e trovare un cambio per De’Aaron Fox.

Jeremy Lin, 30 anni, sta vivendo una stagione di ripresa dopo aver giocato soltanto 37 partite nelle ultime due stagioni a causa degli infortuni. Nella stagione corrente, l’ex giocatore dei New York Knicks sta viaggiando a 10.8 punti e 3.6 assist di media in 19.5 minuti a gara, tirando col 47.8% dal campo.

La point guard originaria di Taiwan, attualmente all’ultimo anno di un triennale da 36 milioni di dollari complessivi, sarà free agent quest’estate.

Jeremy Lin-Kings, sul mercato anche Dedmon, Bazemore e Koufos

 

Gli Atlanta Hawks stanno cercando di inserire nell’affare anche i veterani Deywane Dedmon e Kent Bazemore, con la speranza di ricevere scelte future. Dedmon è sotto contratto per altri 7 milioni di dollari e diventerà free agent a partire dal 1 luglio 2019.

Il lungo ex San Antonio Spurs viaggia attualmente a 9.8 punti e 7.6 rimbalzi di media a partita, in 24.6 minuti di gioco. Kent Bazemore (14 punti e 4 assist di media a gara) è al terzo anno di un quadriennale da circa 70 milioni di dollari complessivi.

Dall’altra parte i Sacramento Kings cercheranno di liberarsi via trade dei veterani Zach Randolph e Kosta Koufos. Il primo, 37 anni, non ha ancora messo piede in campo in questa stagione e guadagnerà 12 milioni di dollari quest’anno. Koufos ha sinora disputato 26 partite, con un impiego medio di 13.5 minuti (4 punti e 5 rimbalzi a gara). Il greco sarà free agent a fine stagione.

Prossimo appuntamento per i Kings venerdì a Charlotte, per Atlanta domenica in casa contro Boston.

Follia Shumpert: Cerca “confronto” con Nurkic, bloccato

Follia Shumpert: l’ex giocatore dei Cavaliers, al termine del match vinto dai suoi Kings contro i Blazers ieri notte, è stato fermato dalla sicurezza posizionata fuori dallo spogliatoio di Portland. Secondo diverse voci, Shumpert cercava vendetta contro il lungo dei Blazers Jusuf Nurkic, il quale lo avrebbe messo a dura prova durante tutto il match.

FOLLIA SHUMPERT: I RETROSCENA E LE SCUSE

Iman Shumpert in azione in maglia Kings

 

Secondo ESPN, il numero 9 di Sacramento sarebbe andato all’interno dello spgliatoio dei Trail Blazers per confrontarsi con il centro bosniaco. Episodio successivamente minimizzato dal diretto interessato.

Siamo due uomini e volevo un chiarimento con lui su alcune cose che sono successe. Tutto qui

 

Dal canto suo, Nurkic non è sembrato molto turbato dalle intenzioni della guardia dei Kings. Anzi, non ha usato parole troppo gentili nei suoi riguardi.

Non mi voglio preoccupare di un quasi pensionato. Tra un po’ di tempo lui si ritirerà, quindi perché dovrei pensare a questo?

 

L’ex Knicks, partito in quintetto, di certo vorrà dimenticare una serata così storta. In campo per 23 minuti, Shumpert ha realizzato solamente 6 punti, ai quali ha aggiunto 3 rimbalzi e un assist. Durante la partita, poi, l’arbitro lo ha richiamato diverse volte, fischiandogli anche un fallo tecnico nel terzo quarto. Inoltre, sempre nel bel mezzo della partita, l’ex Georgia aveva litigato, insieme ad altri suoi compagni, anche con altri membri della panchina di Portland.

Il 28 enne, nelle ore successive, ha comunque voluto provvedere a scusarsi direttamente con i tifosi della franchigia californiana per il pessimo comportamento da lui tenuto, con un post pubblicato su Twitter.