Popovich: “La vittoria sui Bucks? Erano stanchi rispetto a noi”

Spurs-Popovich-vittoria

Coach Popovich potrebbe esultare dopo l’ennesima vittoria di San Antonio, ma limita l’entusiasmo, come da copione: “E’ stato un test importante contro una delle migliori squadre della Lega“. Così, invece, DeMar DeRozan commenta l’ennesima vittoria casalinga dei suoi San Antonio Spurs. Infatti quella di stanotte, ottenuta per 114-121 sui Milwaukee Bucks, è l’ottava di fila tra le mura dell’AT&T Center. Palazzetto diventato fortezza, dove gli Spurs in stagione hanno già battuto OKC Thunder, Denver Nuggets, Philadelphia 76ers e Toronto Raptors. Ora San Antonio ha agganciato il settimo posto a Ovest.

Stanotte, dopo il primo quarto, quando la squadra di Coach Gregg Popovich ha dovuto recuperare uno svantaggio di 15 punti, gli Spurs sono stati più o meno sempre in controllo. Spinti dalle due stelle LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan, autori di prove da, rispettivamente, 29 punti (con 15 rimbalzi) e 28 punti. Giannis Antetokounmpo è stato fermato a 27 punti e 13 rimbalzi.

Fondamentali in casa San Antonio le triple in uscita dalla panchina di Marco Belinelli (4 su 8) e Patty Mills (4 su 7), entrambi hanno chiuso con 16 punti. I due, a cavallo tra terzo e quarto periodo, ne hanno messe tante e in successione, a ricacciare indietro le speranze di rimonta dei Bucks.

Bucks stanchi per il back-to back, Coach Popovich limita l’entusiasmo

Coach Popovic ha risposto agli elogi sulla forma casalinga dei suoi: “Non voglio fare previsioni. Cercheremo di essere al top quando arriveranno i Playoff, sperando che poi ne faremo parte

Ha poi limitato l’entusiasmo per la vittoria sui Bucks, stanchi per la partita back-to back. “Sono arrivati alle 4 di mattina in città, dopo aver ospitato gli Charlotte Hornets ieri notte. Hanno perso anche un’ora di sonno per il cambio dell’Ora Legale. Noi è da mercoledì che riposiamo a casa“.

Coach Mike Budenholzer ha risposto a coach Pop: “Di certo tutto questo non ci ha aiutati, ma hanno vinto con credito. Hanno giocato meglio e noi non siamo stati abbastanza bravi“.

Mills suffraga la tesi del coach avversario: “Stanotte è stato un grande esempio di capire a pieno il piano partita. Una delle nostre migliori partite“.

Infine, anche Giannis Antetokounmpo ha avuto buone parole per gli Spurs. “Hanno giocato una buona difesa, congestionando il pitturato“.

Niente Paul George, Westbrook: “L’MVP ci manca…”

Chi è Russell Westbrook

“L’MVP ci è macato tanto” Ha dichiarato Westbrook nel postpartita. OKC raccoglie la quarta sconfitta in fila, la sceonda senza Paul George, fermo per un problema alla spalla. E’ stato evidente per tutti nella sconfitta per 116 a 102 che ad OKC mancasse qualcosa in fase offensiva, ma anche che, senza dubbio, San Antonio abbia ritrovato la solidità difensiva. Dopo il road trip da 1-7 hanno fermato, tra le mura amiche, i Pistons a 93 punti e ora i Thunder a 102, benchè a questi mancasse, come detto, il candidato MVP. Spurs che in casa sono ora a 6 vittorie di fila. AT&T Center che ormai può ufficialmente definirsi taboo per OKC, che non vince su questo parquet dal Christmas Game del 2014. La partita è stata a senso unico fin dall’inizo, con i Thunder che sono stati in vantaggio solo 30 secondi in tutto il match, a 3 minuti dall’inizio, dopo un tiro libero di Schroder, per 7-6. Il tedesco ha chiuso con 18 punti, mentre Westbrook è stato fermato a 19, con 7 su 17 dal campo. Nel complesso la squadra di coach Donovan è stata fermata a 39 punti in tutto il secondo tempo. Negli Spurs Aldrige ha chiuso con 27 punti e 10 rimbalzi, Gay con 22 punti.

 

Le parole dei protagonisti

“Quando l‘MVP, con 30 di media, manca dal campo, il tuo attacco perde molto” ha ammesso un Westbrook amareggiato a fine incontro. Coach Donovan ha invece sostenuto di non saper molto sull’infortunio della sua stella, e di non essere sicuro se recupererà per la prossima notte, non sapendo di preciso cosa ha sentito PG13. Dall’altro lato Derozan dichiara a fine partita, riguardo la difesa e le vittorie casalinghe dei suoi, “Comunichiamo, giochiamo aggressivi e cerchiamo di rendere la vita difficile agli avversari”. Mentre Aldrige ha lodato i giocatori usciti dalla panchina e in particolare Gay “E’ in grado di essere centrale in quel gruppo, segnare e mettersi la squadra sulle spalle in quei momenti”. Infine Westbrook stesso ha ammesso la bravura degli Spurs sul mid range, che ne hanno messi dentro 29, il 50%, “Conducono la lega in quella categoria, è quello che fanno, e dovremmo essere bravi ad adattare la nostra difesa”

Spurs, buyout per Pau Gasol, il catalano diretto ai Milwaukee Bucks

Pau Gasol Aldridge a San Antonio, gli Spurs puntano ancora su di loro

Pau Gasol lascia il Texas ed i San Antonio Spurs e vola ad est, verso i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, gli Spurs ed il giocatore catalano si sarebbero accordati in queste ore per una risoluzione contrattuale. Alla mezzanotte (orario di New York) del 1 marzo scadranno i termini per le 30 squadre NBA per aggiungere a roster giocatori eleggibili per la rosa che prenderà parte ai playoffs.

 

 

Per far si che i Milwaukee Bucks possano dunque schierare Pau Gasol, il buyout tra i San Antonio Spurs ed il 6 volte All-Star dovrà dunque essere ufficializzato nelle prossime ore.

 

I San Antonio Spurs avevano tentato con l’approssimarsi della trade deadline dello scorso 7 febbraio di cedere Gasol. Il 38enne bi-campione NBA con la maglia dei Los Angeles Lakers sta viaggiando in questa stagione ai minimi per media punti (4.2), rimbalzi (4.7) e minuti (12.2) in carriera.

 

A Milwaukee, Pau Gasol raggiungerebbe ad Est una delle massime rivali dei Bucks, i Toronto Raptors, squadra in cui era approdato appena 3 settimane fa il fratello minore Marc. Pau Gasol guadagnerà circa 16 milioni di dollari in questa stagione, la prima di un biennale da 38 milioni di dollari complessivi (parzialmente garantiti).

La corsa ai playoff della Western Conference

Los Angeles Clippers

Dopo la pausa per l’All Star Game, inizia l’ultimo tour de force per le squadre in lotta per la post-season. Oggi analizziamo la situazione della corsa playoff nella Western Conference: è bagarre tra la sesta posizione, attualmente detenuta dai Jazz, e la decima occupata dai Lakers di LeBron James.

Non sembrano certi al 100% dei playoff nemmeno i Rockets di Paul e Harden, attualmente quinti con 34 vittorie e 25 sconfitte. Houston però sembra aver ormai trovato il giusto equilibrio dopo un inizio travagliato e la pericolosità offensiva della coppia di guardie garantirà presumibilmente un piazzamento. Solo in caso di malaugurati infortuni potremmo vedere i Rockets fuori dai playoff. Per questo motivo, non ci soffermeremo oltre su di loro.

Per motivi opposti non analizzeremo nel dettaglio la situazione di Minnesota, attualmente undicesima con il record di 28-31. I Wolves, martoriati da diversi infortuni, non sembrano sufficientemente solidi e attrezzati per entrare in una striscia tale da farli arrivare in ottava posizione. Dopo l’apparizione ai playoff 2018, si prospetta un’esclusione a causa della fortissima concorrenza a Ovest.

Iniziamo ora a descrivere situazione e calendario delle squadre che rimangono in lotta per un piazzamento: Utah Jazz, San Antonio Spurs, Los Angeles Clippers, Sacramento Kings e Los Angeles Lakers.

UTAH JAZZ: 33-26

Donovan Mitchell, sophomore e leader offensivo dei Jazz.

L’esclusione di Rudy Gobert dall’All Star Game ha motivato ulteriormente un gruppo che pare molto coeso e deciso a prendersi una posizione nella griglia playoff. I Jazz però rimangono una squadra storicamente rallentata da numerosi infortuni (Favors e Exum sono solo due dei giocatori injury prone) e dotata di un talento offensivo limitato. Le penetrazioni di Mitchell muovono le difese avversarie, spesso incapaci di impedire a Gobert di dominare a rimbalzo offensivo. Le rotazioni rimangono però corte, la qualità non eccelsa: in caso di calo di forma da parte dei Jazz, le rivali saprebbero approfittarne. Attualmente la presenza dei Jazz ai playoff è probabile, a condizione che il livello di concentrazione difensiva rimanga sempre altissimo. Il calendario dei Jazz appare piuttosto favorevole:

vs Clippers, @ Denver, vs Bucks, vs Pelicans,@ Pelicans, @ Memphis, vs Thunder,@ Suns, vs Timberwolves, vs Nets, @ Wizards, @ Knicks, @ Atlanta,@ Bulls, vs Suns, vs Lakers, vs Wizards, vs Charlotte, @ Suns,vs Kings, @ Lakers, vs Denver, @ Clippers.

(in grassetto le partite contro squadre fuori dalla corsa playoff).

SAN ANTONIO SPURS: 33-27

Mai scommettere contro Gregg Popovich (in foto). L’ultima esclusione degli Spurs risale al 1997. Ogni anno i nerargento partono contro i favori del pronostico per poi sovvertirlo e ricordare a tutti che uno degli 8 posti spetta a loro. DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge sono due giocatori esperti, solidi sani e capaci di portare un contributo fisso ogni partita. Difficile che gli Spurs possano avere un calo tale da uscire dall’ottava posizione, ma anche nel loro caso il talento non è così sfavillante da lasciarli tranquilli.

Il calendario non pare particolarmente favorevole agli Spurs, che dovranno mantenere il vantaggio acquisito:

@ Knicks,@ Nets,vs Pistons,vs Thunder,vs Denver,@ Atlanta,vs Bucks,@ Mavericks,vs Knicks,vs Portland,vs Warriors,vs Miami,@ Rockets,@ Celtics,@ Charlotte,vs Cavs,vs Kings,vs Atlanta,@ Denver,@ Wizards,@ Atlanta,vs Mavericks

LOS ANGELES CLIPPERS: 33-27

Danilo Gallinari farà di tutto per accedere ai playoff. La cessione alla deadline di Tobias Harris, Marjanovic e Bradley ha certamente indebolito la squadra, garantendo però una notevole quantità di asset per il futuro. Arrivare ai playoff sarebbe un successo straordinario considerando le prospettive d’inizio stagione e l’indebolimento causato dalle trade. I Clippers sembrano sulla carta la squadra che può scivolare fuori più facilmente: Gallinari dovrà innalzare il livello del suo gioco per consentire ai losangelini di non farsi scalzare dai Lakers o da Sacramento.

Il calendario prevede diverse sfide con dirette concorrenti per i playoff nella Western Conference:

@ Denver,vs Mavericks,@ Utah,@ Sacramento,vs Knicks,@ Lakers,vs Thunder,vs Celtics,vs Portland,vs Bulls,vs Nets,vs Indiana,@ Cavs,@ Knicks,@ Timberwolves,@ Bucks,@ Cavs,@ Memphis,vs Rockets,vs Lakers,@ Warriors,vs Utah

Da segnare sul calendario le sfide con Utah (due volte), Sacramento e Lakers (due volte).

SACRAMENTO KINGS: 31-28

I Kings hanno fatto un notevole passo in avanti grazie al mercato: Harrison Barnes e Alec Burks possono aiutare i giovani agli ordini di Joerger nella loro corsa. La vittoria contro i Thunder ha dato nuova speranza ai Kings, che ora vedono davvero realizzabile un obiettivo che appariva molto distante a inizio stagione. Fox, Hield, Bogdanovic e Bagley III: questo il nucleo di una Sacramento che diverte gli spettatori e gli addetti ai lavori. Raggiungere la post-season significherebbe sperimentare un livello di gioco ancora superiore e spingere i giovani oltre i loro limiti. Sebbene un 4-0 contro la Golden State di turno appaia inevitabile, i Kings hanno più volte dimostrato di poter stupire tutti. I playoff sono a un passo, la rincorsa ai Clippers è iniziata e Sacramento è in ascesa.

Il calendario prevede anche in questo caso diverse sfide contro le dirette concorrenti: i Clippers ormai nel mirino, poi in ordine Lakers, Spurs e Jazz. Per raggiungere la post-season i Kings dovranno vincere qualche sfida con avversari sulla carta superiori, come le big dell’Est o i Rockets di Harden.

@ Timberwolves,vs Bucks,vs Clippers,vs Knicks,vs Celtics,@ Knicks,@ Wizards,@ Celtics,@ Philadelphia,vs Bulls,vs Nets,vs Mavericks,vs Suns,@ Lakers,@ Mavericks,@ Pelicans,@ Rockets,@ Spurs,vs Rockets,vs Cavs,@ Utah,vs Pelicans,@ Portland.

LOS ANGELES LAKERS: 29-30

Volete voi scommettere contro un uomo chiamato LeBron James? 

Per una volta, la risposta pare affermativa. I Lakers hanno perso malamente contro dei Pelicans rimaneggiati, mostrando le solite lacune difensive. LeBron ha criticato ancora una volta i compagni, colpevoli di eccessiva arrendevolezza. Il sistema difensivo di Walton pare inesistente e le aspettative derivanti dall’approdo del Re sembrano destinate a essere disilluse. Se LeBron dovesse inserire la playoff mode e vincere molte partite da solo, potremmo vedere i Lakers nella postseason. In caso contrario, si rischia una clamorosa esclusione: chi avrebbe detto che Clippers e Kings potessero essere davanti ai Lakers a questo punto della stagione?

L’infortunio di LeBron James ha penalizzato i Lakers oltre misura. Ora bisogna correre ai ripari e inserire le marce alte.

Questo l’elenco delle partite rimanenti:

@ Memphis,vs Pelicans,vs Bucks,@ Suns,vs Clippers,vs Denver,vs Celtics,@ Bulls,@ Raptors,@ Pistons,@ Knicks,@ Bucks,vs Nets,vs Sacramento,vs Wizards,@ Utah,vs Charlotte,@ Pelicans,@ Thunder,vs Warriors,@ Clippers,vs Utah,vs Portland

 

Visto il finale in salita, sarà fondamentale vincere le prossime partite per rimanere in scia e provare l’assalto finale ai playoff della Western Conference.

DeMar DeRozan torna a Toronto, Spurs KO e standing ovation: “Degna fine della mia storia ai Raptors”

Il ritorno di DeMar DeRozan a Toronto, da avversario in maglia San Antonio Spurs, era una delle tante date da non perdere indicate ad inizio stagione.

 

I Toronto Raptors di Kawhi Leonard e Kyle Lowry si sono imposti alla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario, per 120-117. Una partita tesa e difficile, risolta come nelle migliori tradizioni da un canestro di Leonard, su palla persa dell’ex idolo di casa DeRozan ad una quindicina di secondi dal termine.

 

23 punti e 8 assist a fine gara per DeMar, accolto con grandissimo affetto da quello che rimarrà per sempre il “suo” pubblico sia durante la presentazione dei quintetti di partenza, che a metà primo quarto, quando in occasione di un timeout viene proiettato sul maxischermo dell’arena un video-tributo alle nove stagioni da Toronto Raptors del 4 volte All-Star.

 

L’affetto del pubblico mi ha elettrizzato, mi ha dato una grande carica e la forza di scendere in campo e competere fino all’ultimo. Partita decisa da un paio di giocate e risolta da una mia palla persa, purtroppo. Ma una partita vera (…) penso che la partita di oggi sia stata per me il degno capitolo di chiusura. Sono tornato qui, ho rivisto tante facce familiari e mi sono tolto un peso da sopra le spalle (…) ricevere un’accoglienza del genere è qualcosa di veramente gratificante, l’ho apprezzata tanto. Lasciare il parquet dopo la sirena finale è stato il momento più emozionante, senza dubbio

 

– Ritorno di DeMar DeRozan a Toronto –

 

Col punteggio sul 117-116 Spurs e circa 20 secondi sul cronometro della partita ancora da giocare, Kawhi Leonard e Kyle Lowry pressano DeRozan all’altezza della linea di metà campo. L’ex Raptors perde il controllo del pallone sulla pressione difensiva, e consegna nelle mani dell’MVP dell finali NBA 2014 il facile canestro del +1 Raptors a 15.1 secondi dal termine.

 

Sapevo che sarebbe arrivato il raddoppio, nel tentativo di recuperare il pallone o commettere fallo” Così DeMar DeRozan a fine gara “Avrei dovuto stare più attento, non ho letto la situazione nel modo giusto“.

 

Sul successivo possesso Spurs, DeRozan scarica il pallone nelle mani di Davis Bertans che trova un tiro in palleggio arresto e tiro a fil di sirena. Il pallone del lettone rimbalza però sul primo ferro ed esce.

 

Il ritorno di DeMar DeRozan a Toronto, Kyle Lowry: “He’s my guy!”

 

17 punti e 5 assist in 36 minuti di gioco per Kyle Lowry, ex “gemello” di DeMar DeRozan per tanti anni a Toronto, che si aggiungono ai 22 con 6 rimbalzi di Pascal Siakam ed ai 17 con 5 triple a bersaglio per l’altro ex di giornata Danny Green.

 

Cosa ci siamo detti io e DeMar a fine gara? Gli ho solo detto che rimane il mio “socio”, e gli ho fatto gli auguri per il finale di stagione e per la corsa ai playoffs. La giocata finale? Dovevamo vincere, è stata una grande giocata difensiva, non abbiamo commesso fallo e segnato (…) DeMar? Una grande atmosfera qui oggi. La standing ovation, gli applausi dimostrano quanto DeMar sia stato importante per questa squadra e per la città. Un tributo bello e doveroso

 

– Kyle Lowry sul ritorno di DeMar DeRozan a Toronto –

 

 

Per Toronto (44-16) solo 4 punti ma 7 rimbalzi e 6 assist per Marc Gasol, alla sua quarta partita in maglia bianco-rossa, ed 11 punti in 19 minuti per Jeremy Lin. Grande prova in uscita dalla panchina per Marco Belinelli, autore di 21 punti in 31 minuti di gioco, con 5 triple mandate a bersaglio e 6 rimbalzi.

Warriors e Spurs interessate a Hood, ma non solo

rodney-hood-mercato-cavaliers-palla-in-mano

Nelle ultime ore sembra che Warriors e Spurs siano interessate a Rodney Hood. Le due franchigie dovrebbero aver iniziato i contatti con i Cleveland Cavaliers per intavolare una trade (stando a quanto riportato da Chris Fedor di Cleveland.com).

In più, in un recente articolo, il giornalista americano ha fatto sapere che queste due squadre non sono le uniche ad aver espresso interesse per il giocatore della franchigia dell’Ohio. Infatti anche i Philadelphia 76ers, i Los Angeles Clippers e gli Oklahoma City Thunder stanno pensando alla possibilità di portare a casa l’ex Utah Jazz. Però i campioni in carica e il team di Gregg Popovic sembrano in vantaggio per definire uno scambio. I San Antonio Spurs, hanno una varietà di scelte più appetibili dei Golden State Warriors (come le due prime pick al prossimo draft NBA).

Il 26enne è stato scelto dagli Utah Jazz con la 23esima scelta assoluta nel draft del 2014 da Duke e, dopo quattro anni, lo ha scambiato nella scorsa tarde deadline. Hood è arrivato a Cleveland (insieme a Jordan Clarkson e Larry Nance) nello scambio che spedito Isaiah Thomas ai Lakers, Joe Crowder ai Jazz.

Nella sua seconda stagione ai Cavs Rodney sta viaggiando a una media di 12.3 punti, 2.5 rimbalzi e 2.1 assist, tirando con il 36% da 3 punti e il 43% dal campo. Le medie del nativo del Mississipi era decisamente superiori quando giocava con la canotta dei Jazz (oltre 16 punti di media a match). Il compito  degli Spurs, se riusciranno ad ottenere il ragazzo, sarà quello di farlo tornare ai suoi standard, cosa che Popovic ha già fatto con diversi giocatori.

Warriors e Spurs interessate a Rodney Hood, ma a chi serve di più?

Vedendo i roster dei Warriors e degli Spurs, che sono le due franchigie più interessate a Hood, quello che più avrebbero bisogno di Hood sembrerebbe esser il roster della città di Oakland. Infatti troverebbero un ottimo cambio per Klay Thompson, Quin Cook ha dimostrato di non essere all’altezza. Oppure potrebbe esser impiegato come ala piccola (sempre in uscita dalla panchina) quando salterà delle partite Iguodala in vista dei playoff.

Certo che la presenza di un buon tiratore di triple come Rodney nel roster con la miglior percentuale di tiri da 3 punti è suggestiva. Oltre al fatto che l’ex Blue Devils aggiungerebbe profondità ad una panchina di assoluta quantità e qualità (Rudy Gay, Bryn Forbes, Marco Belinelli, Patty Mills e Davis  Bertans tanto per fare due nomi).

Hood fa gola a tante squadre perché sarà free agent in estate e quindi potrebbe esser un giusto rinforzo per la postseason, che non occuperebbe spazio per la prossima stagione.

Rudy Gay stende i Suns, ma Gregg Popovich non è contento: “Noi patetici, Phoenix derubata”

Spurs-Popovich-vittoria

Pop being Pop. I San Antonio Spurs sopravvivono in casa ai Phoenix Suns grazie al provvidenziale canestro vincente di Rudy Gay e respingono l’assalto di uno scatenato Devin Booker.

 

All’AT&T Center di San Antonio, Spurs-Suns termina 126-124. Lo sforzo profuso dai suoi giocatori non ha convinto coach Gregg Popovich, che nel post partita “prende le difese” degli avversari di giornata Phoenix Suns, puniti sulla sirena finale da un gran canestro di Gay.

 

Phoenix impatta la gara sul 124 pari a 20 secondi dal termine con Josh Jackson, che schiaccia un palla persa di Marco Belinelli (17 punti e 5 assist a fine partita per Marco). Gli Spurs, senza timeout e privi di DeMar DeRozan (ginocchio sinistro), manovrano il pallone e consegnano nelle mani di Rudy Gay il possesso finale.

 

L’ex giocatore dei Memphis Grizzlies si alza dai sei metri marcato da Kelly Oubre Jr ed infila il canestro del definitivo +2 Spurs. Abbracci travolgenti per Gay, tifosi in festa e… Gregg Popovich furente a fine partita.

 

Siamo stati molto fortunati. Ci hanno sovrastato fisicamente e sul piano del gioco. Non abbiamo mostrato alcun rispetto per loro, ne per il gioco, non abbiamo giocato di squadra. Una prova patetica da parte, i Suns dovrebbe sentrirsi derubati

 

– Greggg Popovich dopo Spurs-Suns –

 

 

Sono 38, con 7 assist e 5 rimbalzi i punti di Devin Booker (14 su 19 al tiro). 16 punti per l’uomo partita Rudy Gay:

 

I Suns avevano un quintetto piccolo in campo, ho cercato di prendere il tiro migliore possibile senza chiamare blocchi. E’ una vittoria, e vale. Non siamo contenti di come è arrivata ma abbiamo vinto. Le buone squadre trovano il modo d vincere anche quando le cose non vanno bene. Il mio tiro? Un tiro del genere non si prende se non sia ha al convinzione di segnare

 

– Rudy Gay dopo Spurs-Suns –

Gregg Popovich: Ultima stagione alla guida degli Spurs?

Gregg Popovich elogia Adam Silver per il cambiamento del regolamento

Gregg Popovich: l’allenatore dei San Antonio Spurs ha recentemente raggiunto il terzo posto tra gli allenatori più vincenti della storia NBA. Successi interamente realizzati nella franchigia dell’Alamo, per uno dei matrimoni sportivi più duraturi di sempre. Ma questa unione, stando ad alcuni rumors, potrebbe esaurirsi quest’anno dopo più di vent’anni.

GREGG POPOVICH: LE VOCI SUL SUO FUTURO

 

Manuale San Antonio Spurs.
Coach Pop, 70 anni il prossimo 28 Gennaio

 

Secondo l’autorevole fonte del New York Times, l’allenatore degli Speroni è in scadenza di contratto con il team, ma non è sicuro di voler rinnovare. Anzi, addirittura si ritiene stia meditando il ritiro. Lo stesso Popovich, alla domanda di chiarimento sul suo futuro a margine del match vinto contro i Dallas Mavericks, ha glissato sull’argomento.

Non conosco la risposta alla tua domanda

 

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dei San Antonio Spurs R.C. Buford. Quest’ultimo e Pop hanno parlato molto negli ultimi tempi proprio per sistemare tale questione, ma a giudicare dalle parole di Buford, i colloqui non sembrano aver raggiunto dei risultati concreti.

Gregg allenerà finché sentirà di volerlo fare

 

In ogni caso, a prescindere dalla sua scelta, Gregg Popovich allenerà la nazionale statunitense di pallacanestro fino al 2020. Nei prossimi due anni coach Pop guiderà Team USA ai mondiali FIBA in programma la prossima estate in Cina e soprattutto ai Giochi Olimpici di Tokyo l’anno successivo.

Nel frattempo, in questa stagione, partita con molte difficoltà, San Antonio sta lentamente risalendo la china, per inseguire la 22esima apparizione consecutiva ai playoff. Dopo un inizio da 11 vittorie e 14 sconfitte gli Spurs hanno inanellato una serie di 15 vittorie e solamente 6 sconfitte, issandosi sino al sesto posto nella Western Conference.

Ora però, sull’annata bianconera, incombe il pesante nuvolone del possibile addio di uno dei più grandi allenatori della storia del gioco. E se risulta impossibile vedere Gregg Popovich alla guida di un’altra squadra NBA, è presumibile che l’altra unica grande avventura professionale nella carriera del leggendario coach sarà la nazionale americana. Perché il connubio Spurs-Popovich non potrà mai spezzarsi, comunque andrà.

Tony Parker ritorna a San Antonio. Patty Mills: “Riceverà un grande benvenuto”

NBA Playoff 2018

Tony Parker ritorna questa notte a San Antonio, ma questa volta da avversario. Infatti, dopo 17 stagioni passate nel Texas, coronati da 6 convocazioni all’ all star game, 4 titoli NBA (2003-2005-2007-2014) e un MVP delle finali NBA (2007), durante la ultima offseason, Parker ha deciso di trasferirsi agli Charlotte Hornets, firmando un contartto da $10 milioni per due anni.

Questa scelta ha spiazzato i tifosi di San Antonio, che si aspettavano un ritiro in maglia Spurs, come gli altri due membri dello storico trio, Tim Duncan e Manu Ginobili.

“È un ragazzo speciale”. Ha detto coach Gregg Popovich a Tom Orsborn del San Antonio Express-News. “Mi sono sempre sentito come un secondo padre nei suoi confronti nel corso degli anni, ed è stato come un figlio in tutti i sensi”.

Le sue dichiarazioni si rispecchiano nel comportamento di Parker lo scorso aprile, quando morì la moglie di Popovich. Il veterano si trovava infatti in prima linea ad aiutare il coach e la sua famiglia. Popovich ha in seguito affermato che sarà strano vedere Parker con un altra divisa.

Patty Mills: “Parker riceverà un caloroso benvenuto
Mentre Kawhi Leonard è stato fischiato ad ogni giocata, nella scorsa partita casalinga degli Spurs contro i Raptors, ci si aspetta un’accoglienza diversa nei confronti di Tony Parker. Patty Mills ha infatti dichiarato: “Sta per ricevere un caloroso benvenuto“. Ha detto ad Orbson. La città lo ama, lo ha sempre amato, e lui è entusiasta per il suo ritorno”.
Parker ha giocato 1198 partite con gli Spurs, tenendo una media di 15.8 punti e 5.7 assist a partita.
Anche il 36enne sembra sentire il ritorno a casa, ha infatti detto a Express-News: “Non sarò sorpreso se ci saranno lacrime”. Ha poi continuato: San Antonio sarà sempre casa mia e una grande parte della mia vita. Ma, alla fine, sentivo che gli Hornets mi volevano di più“.
Appuntamento questa notte alle 2.30, ora italiana, all’ AT&T Center di San Antonio.

Gregg Popovich: Passato Jerry Sloan, è al terzo posto per vittorie

Popovich

Gregg Popovich, l’allenatore degli Spurs, entra sempre di più nella leggenda della pallacanestro. Con la vittoria thrilling ottenuta questa notte contro i Thunder di Westbrook dopo due supplementari, il coach ha scavalcato Jerry Sloan nella speciale classifica degli allenatori con maggiori vittorie.

Nello specifico, Popovich, che compirà il prossimo 28 Gennaio la bellezza di 70 anni, ha totalizzato 1222 vittorie, tutte allenando la franchigia texana dell’Alamo. Allo stato attuale, quindi, è al terzo posto, dietro a mostri sacri della palla a spicchi quali Lenny Wilkens e Don Nelson, irraggiungibili con rispettivamente 1332 e 1335 successi.

Il traguardo raggiunto da Pop è solamente l’ultimo di una lunga serie. Poche settimane fa, infatti, egli aveva scavalcato per numero di vittorie un altro grande ex allenatore, ossia Pat Riley. Inoltre, lo scorso 4 Febbraio 2017, l’attuale coach della Nazionale Statunitense aveva superato il già citato Sloan per maggior numero di successi con la stessa franchigia (1222 contro i 1128 dell’ex allenatore dei Jazz).

Oltre a questi record, poi, Popovich è anche al terzo posto per campionati NBA vinti con 5 titoli e al primo per maggiori premi Coach Of The Year (3).

Una carriera, dunque, quella del nativo di East Chicago ricca di soddisfazioni e di grandi trionfi. Il tutto, però, contrassegnato da un unico simbolo: quello degli Speroni. Il suo nome sarà per sempre legato alla storia di questo team, che ha intravisto la sua grandezza solamente grazie alla sapiente ed enigmatica guida del suo mentore di origini serbe e croate.

Notte da record a San antonio, Aldridge, Popovich, Russ e tanti tiri da 3

Spurs-Thunder da record, la partita tra Spurs ed Oklahoma City Thunder, decisa da due overtime e terminata con la vittoria dei padroni di casa di San Antonio, entra di diritto tra le candidate principali per la nomina di partita dell’anno.

Un “instant classic” che ha permesso ai San Antonio Spurs di ritoccare alcuni record di squadra e globali, e che ha fatto di coach Gregg Popovich il terzo allenatore più vincente nella storia della NBA.

All’AT&T Center di san Antonio, Texas, Spurs-Thunder finisce 154-147.

Spurs-Thunder da record, alcuni numeri

 

LaMarcus Aldridge segna 56 punti (nuovo career high per l’ex Blazers), Russell Westbrook si arrende lasciando sul campo una tripla-doppia da capogiro: 24 punti, 13 rimbalzi e 24 (!) assist in 49 minuti di gioco, con sole 3 palle perse.

Per gli Spurs, un tabellino da incorniciare ed esporre nel futuro museo alla memoria di una delle squadre più vincenti e caratterizzanti degli ultimi 30 anni di sport professionistico a livello mondiale.

I 56 punti di LaMarcus Aldridge sono la terza miglior prestazione offensiva personale di un giocatore dei San Antonio Spurs. L’ex giocatore dei Portland Trail Blazers si piazza alle spalle di David Robinson (71 punti; 1994) e George Gervin (63 punti; 1978). La partita dell’AT&T Center ha consentito a Aldridge di superare Magic Johnson al 78esimo posto nella classifica dei migliori marcatori All-Time NBA.

Russell Westbrook è diventato il primo giocatore NBA dai tempi di Isiah Thomas (1985) a giocare una partita da almeno 24 punti, 24 assist e 10 rimbalzi. Per Westbrook, la gara di San Antonio è la seconda partita in carriera da almeno 20 punti, 20 assist e 10 rimbalzi.

LaMarcus Aldridge è il nono giocatore a segnare almeno 50 punti in partita singola in questa stagione (Steph Curry, Kevin Durant, Blake Griffin, LeBron James, Derrick Rose, Kemba Walker e James Harden gli altri 8).

Spurs-Thunder da record, la partita più “alta” dal 2006

I 154 punti segnati dagli Spurs sono validi per la miglior prestazione offensiva di squadra da quando coach Gregg Popovich siede sulla panchina dei texani (l’era Popovich a San Antonio iniziò nel 1996), ed i San Antonio Spurs sono diventati la prima squadra dai tempi dei Phoenix Suns di Steve Nash (2010) a segnare più di 150 punti in una gara singola. Gli Spurs sono attualmente solamente 27esimi per punti segnati a partita (102.7).

Gli Spurs sono inoltre diventati l’unica squadra NBA a mandare a bersaglio più di dieci tiri da tre punti consecutivi negli ultimi 20 anni, come riportato da ESPN. Marco Belinelli e compagni hanno segnato 14 tiri da tre punti consecutivi, in una serata da 16 su 19 complessivo. San Antonio ha segnato 10 tiri da tre punti nel solo primo tempo, raggiungendo quota 14 prima di un errore di Derrick White.

Marco Belinelli ha chiuso la sua gara con 19 punti e 5 su 5 dalla lunga distanza.

L’ultima partita NBA in cui le due squadre abbiano superato i 300 punti segnati complessivamente risaliva al 7 dicembre 2006 (Phoenix Suns-New Jersey Nets 161-157).

Raptors KO a San Antonio, mare di fischi per Kawhi Leonard: “Me li aspettavo, io guardo avanti”

L’accoglienza riservata dal “popolo” degli Spurs per Kawhi Leonard a San Antonio, nella partita del ritorno da avversario all’AT&T Center, non è stata delle migliori, come da copione.

Il pubblico di casa ha perfidamente marcato la distinzione tra Leonard, fischiato sonoramente per l’intera gara, e Danny Green, coinvolto per motivi salariali e tecnici nella trade tra Raptors e Spurs, ed acclamato invece come un eroe di ritorno.

Gli ululati di disapprovazione dagli spalti del palazzo dello sport di San Antonio, Texas, iniziano già alla comparsa di Kawhi Leonard in campo per il riscaldamento pre-partita, ad AT&T Center ancora mezzo vuoto.

I fischi? Me li aspettavo. Non sono sorpreso, li avevo messi in conto. Un può sperare, pensare a questo e quello e prepararsi alla peggior accoglienza possibile, sapevo ci sarebbero stati tanti fischi, ma anche qualche applauso

– Ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio –

 

Raptors troppo rimaneggiati (ancora fuori Kyle Lowry e Jonas Valanciunas), e San Antonio Spurs troppo carichi, difficile aspettarsi un partita equilibrata. I padroni di casa segnano 38 punti nel solo primo quarto (38-19), Rudy Gay e Demar DeRozan premono sull’acceleratore e segnano 16 punti in due nei primi 12 minuti di gara.

Nel secondo quarto, il vantaggio Spurs cresce sino a +25 (50-25), DeRozan è scatenato e chiude il primo tempo a quota 19 punti segnati. Dopo 24 minuti (67-51) la partita è già in ghiaccio per San Antonio. Un determinatissimo DeMar trova nella seconda metà di gara giusto il tempo di mettere assieme la sua prima tripla doppia in carriera (21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist in 33 minuti).

Kawhi Leonard a San Antonio: “La rottura con gli Spurs? Ci penserò quando smetterò di giocare”

 

I San Antonio Spurs hanno proiettato prima della palla due un video-tributo per i due ex di giornata Kawhi Leonard e Danny Green. Leonard ha chiuso la sua partita con 21 punti e 5 assist in 32 minuti, guidando un attacco che – in contumacia Kyle Lowry – fatica a creare e segnare buoni tiri, soprattutto dalla lunga distanza (6 su 30 da tre punti, 0 su 6 per Green).

Dall’altra parte, il pallone per i caldissimi San Antonio Spurs (22-17, 7-3 nelle ultime 10 partite giocate) è leggerissimo. DeMar DeRozan e compagni chiudono col 55.4% al tiro, ed il 48.1% al tiro da tre punti (13 su 27), mandano sei uomini in doppia cifra.

Segnali di una partita tra le tante, ma non come una delle tante. A fine gara, Kawhi Leonard si intrattiene per alcuni minuti sul parquet dell’AT&T Center con Gregg Popovich, con lo storico preparatore atletico nero-argento Chip Engelland e con alcuni ex compagni.

Gregg Popovich ha poi commentato l’accoglienza incontrata da Kawhi Leonard a San Antonio, dicendosi “dispiaciuto”:

Mi è dispiaciuto per lui, per la situzione. Kawhi è un bravo ragazzo, tutti nella vita prendiamo decisioni difficili, pensiamo al nostro futuro e a cosa può essere meglio per noi, è un nostro diritto. Onestamente si, mi è dispiaciuto (…) Possiamo pensare a questa partita come ad una partita speciale, forse a ragione, ma la verità e che noi cerchiamo di non pensare mai ad una sola gara. Guardiamo il quadro generale, pensiamo ad eseguire il nostro piano partita ed a giocare meglio del nostro avversario di giornata. Questo è quello che vogliamo fare, a prescindere da chi abbiamo di fronte

– Gregg Popovich sul ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio –

 

 

Così il protagonista della serata Kawhi Leonard a fine partita:

Abbiamo giocato abbastanza male, soprattutto in difesa. Gli Spurs sono stati bravissimi a spingere e trovare i tiratori sul perimetro (…) i fischi? Penso che in questi mesi i media abbiano fatto un buon lavoro nell’influenzare il pubblico, ero dunque preparato ad un’accoglienza simile, il terreno erà già stato preparato. Rimpianti per come sono andate le cose l’anno scorso? A volte si, ma oggi è un nuovo anno, una nuova stagione, ed io sono concentrato esclusivamente su ciò che ci attende. Sconfitta a parte, sono contento di aver chiuso la partita senza farmi male, abbiamo bisogno però di tornare su alcuni punti. A quello che è successo la stagione passata ci penserò quando avrò smesso di giocare. Ora devo solo guardare avanti e migliorare giorno dopo giorno

– Kawhi Leonard a San Antonio –