Raptors, tre vittorie di fila e ad una dalle Finals, Bucks superati in trasferta, Kawhi: “Mi alleno per questo”

I Toronto Raptors, dopo aver riequilibrato il punteggio della serie sul parquet amico, sbancano il campo di casa dei Milwaukee Bucks. I canadesi sono ora in vantaggio per 3-2, e hanno completato una rimonta cominciata da uno svantaggio di 0-2. Toronto, dopo le prime due uscite, sembrava molto indietro rispetto agli avversari non solo nel conteggio delle vittorie, ma anche, e soprattutto, dal punto di vista del gioco. Tuttavia, questo terzo successo, ottenuto per 105-99, dimostra definitivamente il contrario.

Se la principale critica mossa alla squadra allenata da Coach Nick Nurse, fino ad ora, era quella di una panchina poco incisiva, per la seconda gara di fila i canadesi hanno dimostrato il contrario. In particolare, Fred VanVleet ha ripreso esattamente da dove aveva lasciato in gara 4, facendo registrare un altro plus/minus importante: di +28. Dato ottimo, condito da ben 21 punti, tutti prodotti con tiri da tre punti: 7 segnati su 9 tentati.

Il vero condottiero di questo gruppo, comunque, lo conosciamo tutti. Fino ad ora è stato il protagonista assoluto di questi playoffs. Aveva tanto da dimostrare dopo la telenovela generatasi dalla sua disputa con i San Antonio Spurs, e ci sta riuscendo alla grande. Kawhi Leonard, dopo la prestazione affaticata ed opaca di gara 4, valsa comunque 19 punti, torna a ruggire e a graffiare con decisione le uscite di questa serie. Il numero 2 segna 35 punti, raccoglie 7 rimbalzi e offre 9 assist ai compagni. Il tutto segnando 5 tiri su 8 da oltre l’arco.

Continua a non sfigurare Kyle Lowry, che, nonostante una serata no al tiro (4/11 dal campo), chiude con 17 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Doppia doppia per Pascal Siakam, da 14 punti e 13 rimbalzi, accompagnata da una superba nottata difensiva, come raccontano le statistiche: 3 stoppate e 1 palla rubata.

Kawhi: “Mi alleno per questo”

“Non sono spaventato dal momento importante. Mi alleno per questo in estate. Sto solo provando a vincere. Si tratta di mostrarmi aggressivo e non tirarmi indietro davanti a nulla.” Così Kawhi Leonard ha commentato la sua prestazione. Evidentemente, comunque, questo è il mind-set che il giocatore ha adottato per l’intera durata di questa postseason, non solo per la serie tra Bucks e Raptors. E sembrerebbe decisamente funzionare.

Come riportato da Kevin Aronovitz per ESPN, compagni e Coach, nella conferenza post-partita, non si sono tirati indietro dal ricoprire di lodi il loro miglior giocatore.

Kyle Lowry ha parlato così dello strapotere offensivo del suo numero 2:

“Loro gli mettevano contro due, tre difensori. Praticamente inclinavano il campo per andargli tutti contro. Kawhi, comunque, è riuscito a fare sempre i passaggi giusti (I 9 assist sono valsi un career-high, ndr) e noi, stanotte, siamo riusciti a segnare per lui. (…) 35,7 e 9.. ha giocato una grande partita, in un momento delicato, in territorio ostile. E’ una superstar, una superstar.”

Il playmaker dei Raptors ha poi speso anche parole sulla superstar avversaria, Giannis Antetokounmpo:

“Come si ferma? Non si può. E’ molto probabilmente l’MVP della lega, All-NBA team, All-Defensive team.. Non puoi fermarlo, è incredibile. Quello che puoi fare, però, e noi l’abbiamo fatto bene, è mettergli contro tanti corpi. Attaccarlo con sei braccia, sei gambe, sei occhi. Così puoi rallentarlo.”

Infine, Coach Nick Nurse si è unito alle lodi per il suo giocatore di punta:

“Record di assist? Prima di tutto, quasi sempre prende la decisione giusta quando ha molti difensori addosso. La passa all’uomo libero, con spazio per riposizionarsi o tirare. Lo abbiamo evidenziato per tutti i playoffs, e lo sta facendo davvero bene. Nell’ultima partita era quasi incredibile, sembrava non facesse altro che passare la palla. Comunque, quando il tuo miglior giocatore fa anche tanti assist, aiuta sicuramente.”

Ora i Raptors hanno ribaltato completamente la situazione, a discapito dei Bucks. La squadra che dopo due gare sembrava in controllo assoluto della serie, si trova ora a dover vincere in trasferta per sperare di potersi giocare l’accesso alle Finals in una gara 7 casalinga. Questa serie, comunque, si sta sviluppando come sperato dai Golden State Warriors: in modo lungo ed estenuante. I campioni della Western Conference sono infatti già a riposo, e possono solo che beneficiare di un avversario che arrivi da una sfida duratura e combattuta.

Mike Budenholzer contro Drake: “E’ sempre in campo, la NBA lo permette?”

budenholzer drake

Coach Mike Budenholzer non ha gradito la presenza costante a bordocampo, e spesso oltre i limiti della linea di campo, di Drake a Toronto.

Il musicista e produttore discografico canadese è da anni il tifoso numero 1 dei Toronto Raptors, sempre presente alla Scotiabank Arena e dal 2013 insignito della carica di “ambasciatore onorario dei Raptors nel mondo”.

Negli anni, l’artista di Toronto è diventato celebre nei circuiti NBA per il suo tifo appassionato e per le sue conoscenze. Drake è una figura riconosciuta e rispettata da tanti giocatori, e negli anni le sue interazioni con giocatori, arbitri e pubblico hanno trovato spazio nelle “note a margine” delle partite casalinghe dei suoi Raptors.

Durante le due partite della Scotiabank Arena tra Toronto Raptors e Milwaukee Bucks, in cui i padroni di casa hanno trovato la forza di impattare la serie di finale della Eastern Conference sul 2-2, l’invadenza di Drake durante la gara è apparsa agli occhi di coach Mike Budenholzer oltre i livelli di norma consentiti.

Ad esempio lo si vede durante i time-out” Spiega l’head coach dei Milwaukee Bucks “Non credo che a nessuno che non sia un allenatore o giocatore sia permesso di mettere piede in campo. Non so quanto tempo (Drake, ndr) passi in piedi e dentro al campo, ma di certo quello non è il posto dei tifosi, o di quale che sia il ruolo di Drake con i Raptors. Le linee e le barriere esistono per un motivo, di solito la NBA non permette questo tipo di cose“.

Durante la quarta partita della serie, dominata dai Raptors, Drake si è spinto un poco più in là con le sue interazioni: al solito in piedi lungo la linea di bordocampo laterale, il rapper canadese è passato dietro a coach Nick Nurse, approfittando del momento per una fugace ed amichevole scrollata di spalle con il “suo” head coach, peraltro fin troppo concentrato per accorgersi di nulla.

E’ difficile non notarlo” Ancora Budenholzer “Ogni tanto Drake approfitta dei time-out per coinvolgere il pubblico, oppure tentare di parlare con gli arbitri… insomma, lo si nota“.

La serie si trasferirà in Wisconsin per gara 5 nella notte italiana tra 23 e 24 maggio, per fare ritorno a Toronto per gara 6.

Raptors, in sei in doppia cifra e Bucks domati, Lowry: “Fatto ciò che dovevamo in casa”

I Toronto Raptors trovano nuova linfa vitale davanti ai tifosi amici della Scotiabank Arena e fermano ancora i Milwaukee Bucks. L’ottima prestazione collettiva dei canadesi ha infatti portato loro alla vittoria per 102-120. Ora la serie è in parità, sul 2-2. Le ostilità riprenderanno la notte prossima, e torneranno sul parquet di Milwaukee. Gara 1 delle Finals sarà invece il 30 maggio, e con Golden State già a riposo, nessuna delle due finaliste dell’Est vorrebbe arrivare ad un’estenuante gara 7.

Toronto è riuscita a superare i rivali, per la prima volta, nettamente. I motivi dietro questo successo sono due: il contributo dell’intera rotazione alle fatiche offensive di Kawhi Leonard e la difesa decisa, anche dello stesso numero 2 sulla stella avversaria, Giannis Antetokounmpo.

Ben sei membri su otto della rotazione dei Raptors hanno raggiunto la doppia cifra per punti segnati. In particolare, i giocatori in uscita dalla panchina sono finalmente riusciti a vincere lo scontro, fondamentale, con i colleghi avversari. Serge Ibaka, Fred VanVleet e Norman Powell chiudono tutti con un plus/minus positivo di almeno 24 punti. L’esterno ex di Oklahoma City e di Orlando segna anche 17 punti e raccoglie 13 rimbalzi, VanVleet ne segna 13 ed è perfetto da tre punti (3/3), mentre Powell continua a produrre ottimi punti: 18.

Tra i titolari, non delude il protagonista assoluto di questi playoff 2019, Kawhi Leonard. La superstar sembra ancora stanca dopo gara 3, non tira tanto e si ferma a 19 punti, ma fa un lavoro fondamentale in difesa su Giannis, limitandolo molto. Il numero 2 completa anche una giocata spettacolare: schiacciata in testa al greco che carica compagni e tifosi. Contribuisce fortemente anche Kyle Lowry, il playmaker mette a referto 25 punti, con 6 assist e 5 rimbalzi. Si migliora, come promesso, anche Marc Gasol, che segna 17 punti, raccoglie 5 rimbalzi e fornisce 7 assist ai compagni.

“Fatto ciò che dovevamo in casa”

I Raptors sono riusciti a superare i Bucks con una prestazione collettiva. Prerogativa che fino ad oggi pensavamo propria solo della squadra di Milwaukee. Invece, in una notte in cui Leonard non supera nemmeno quota 20 punti, tutti gli altri membri di Toronto capiscono che sia arrivato il momento di fare un passo avanti. Di questo si è parlato nel post-partita, come riportato da Kevin Arnovitz per ESPN.

Kyle Lowry, che non è nuovo a prestazioni solide in questa serie, ha commentato così la partita subito dopo la sirena finale:

Abbiamo fatto ciò che dovevamo in casa. Immaginavamo che Kawhi non sarebbe stato al massimo, quindi sapevamo di doverci impegnare tutti di più. Loro fino ad oggi erano stati molto fisici, noi non tanto. Comunque ora gara 5 sarà in casa loro, un ambiente ostile per noi, dovremo essere pronti.”

Ha poi parlato nel dettaglio, in conferenza stampa, di come tutti i suoi compagni abbiano giocato un’ottima gara:

“Quando hai Kawhi in squadra, sai che tutta l’attenzione sarà rivolta su di lui, è il Kawhi Effect.. (…) Comunque, lui è capace di mettersi la squadra sulle spalle da solo in certe partite, è una superstar. Ma avrà altre partite in cui non sarà al massimo, e allora dovremo tutti aiutarlo. (…) Avevamo bisogno di una prestazione di squadra così. Mi sembra che solo in altre tre partite in questi playoff abbiamo giocato una partita in cui tutti si sono fatti avanti e giocato al massimo.”

Coach Nick Nurse ha invece parlato della difesa messa in campo dai suoi. Come detto da Lowry è stata più fisica, e sicuramente più efficace di quanto fatto vedere fino ad oggi dai Raptors contro i Bucks.

“Le fondamenta della nostra difesa sono varie. Una di queste è la prontezza. Semplicemente fino ad oggi non ci avevo visti pronti, stavamo un po’ indietro, sulle gambe, con spazi troppo larghi. Dovevamo piegarci sulle ginocchia, chiudere gli spazi e allungare le braccia, per non permettere di attaccare il canestro direttamente, ma portando gli avversari verso l’aiuto difensivo.”

Ora la serie torna a Milwaukee. Come detto, gli Warriors sono già a riposo in attesa di conoscere il nome dei loro avversari. La serie finale inizierà solo tra una settimana, e sicuramente una possibile gara 7 spaventa entrambe le finaliste orientali. In particolare, per i Raptors sarebbe la seconda di fila. Non si è trattato di playoff facili o rilassanti per i canadesi, la cui stella già in gara 4 ha iniziato a dare segni di stanchezza. L’obiettivo di entrambe le squadre sarà allora tentare di chiudere il discorso qualificazione in 6 partite, ma non sarà semplice per nessuna delle due, per quanto visto fino ad ora.

Kawhi Leonard più forte dei problemi fisici, Raptors OK: “Non siamo pronti ad andare a casa”

kawhi leonard

Kawhi Leonard apre e chiude – quasi tre ore più tardi – la sua gara 3 di finale della Eastern Conference con una schiacciata in contropiede, per portare i suoi Toronto Raptors sull’1-2 contro i Milwuakee Bucks, dopo due sconfitte consecutive in Wisconsin.

In mezzo alle due schiacciate, una partita d’intensità brutale, chiusa dall’ex San Antonio Spurs con 36 punti, 9 rimbalzi, 5 assist ed un dolore evidente alla gamba sinistra, una sofferenza dipinta persino su di un volto impassibile come quello di Kawhi Leonard.

Dopo ben 2 tempi supplementari, i Raptors si impongono alla Scotiabank Arena di Toronto per 118-112. Leonard si procura nella prima giocata della sua gara – una facile schiacciata in solitaria – un infortunio all’anca sinistra, problema che non gli impedisce in ogni caso di rimanere in campo per 52 minuti.


Sto bene” Così Leonard a fine gara “Continuerò a giocare, rimarrò in campo come sempre. La partita? Difficile, 52 minuti, i playoffs… la stanchezza si fa sentire, tutti siamo infortunati a questo punto della stagione, ma non è il caso di preoccuparsi: si finisce, si recupera e si ritorna in campo“.

52 minuti di gioco per Kawhi, 51 per l’altro “maratoneta” in maglia Raptors Pascal Siakam, che fallisce al termine dei tempi regolamentari i due tiri liberi che avrebbero chiuso la partita, prima del pareggio di Khris Middleton. Per Siakam una partita da 25 punti e 11 rimbalzi, spesa ad occuparsi in prima persona di Giannis Antetokounmpo in difesa: “A fine gara gli ho detto” Scherza Leonard parlando di Siakam “Diavolo, siamo rimasti in campo quasi un’ora intera! Lui mi ha detto che la prossima volta avrebbe segnato i due liberi (…) io voglio solo vincere, qui nessuno è pronto per tornarsene a casa. Continueremo a lottare per il nostro obiettivo“.

I due supplementari fanno vittime illustri: sia Giannis Antetokounmpo che Kyle Lowry devono abbandonare anzitempo la contesa, per raggiunto limite di falli: “In panchina non riuscivo nemmeno a guardare, me ne stavo seduto a sperare dentro i nostri tiri e fuori i loro” Così Lowry dopo una partita chiusa con 11 punti e 5 assist in 32 minuti di gioco “Non aver potuto essere in campo è stato terribile, ma abbiamo vinto ed è l’unica cosa che conta“.

Dopo il mea culpa post gara 2, Marc Gasol ha fatto seguire alle parole i fatti ed eseguito in gara 3: il catalano segna subito due triple pesanti, dimostra maggior fiducia in attacco mentre la sua difesa si dimostra come di consueto solida (16 punti, 12 rimbalzi, 7 assist e 5 stoppate per Gasol). Un aiuto gradito per Kawhi Leonard arriva da Norman Powell: finito ai margini delle rotazioni di coach Nurse durante la serie contro i Philadelphia 76ers, il prodotto di UCLA risponde presente e dalla panchina chiude la sua gara con 19 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e tanta difesa, in 32 minuti d’impiego.

Le fortune dei Raptors però, nascono e vivono sui due lati del campo con Kawhi Leonard, come ben sottolineato da Kyle Lowry: “Kawhi è il miglior two-way player della lega, e quando hai ha disposizione un giocatore così, è logico che questo vada a marcare il miglior giocatore avversario. Kawhi ama questo gioco, ama giocare nonostante tutto, gli infortuni, ed è pronto a fare di tutto per vincere. Stasera lo ha dimostrato“.

Bucks-Raptors: Milwaukee e Giannis fanno sul serio

Le squadre protagoniste delle Eastern Conference Finals sono le due che, probabilmente, i più avevano pronosticato. Quello che, verosimilmente, meno persone avevano previsto è il risultato delle prime due gare, soprattutto nel modo in cui si è realizzato. I Milwaukee Bucks, teste di serie numero uno, sono infatti in vantaggio per 2-0 sui Toronto Raptors, teste di serie numero due.

Prima dell’inizio delle ostilità l’attenzione di molti era incentrata sul confronto, molto intrigante e sulla carta equilibrato, tra le due stelle, Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard. I due hanno dato davvero il massimo nelle prime due uscite della serie. Tuttavia, la squadra del primo è riuscita a mostrare molto di più di quanto non sia riuscita a fare quella del secondo. I Bucks hanno infatti provato, per l’ennesima volta, di essere una squadra profonda, costruita con estrema intelligenza e allenata con raffinata competenza cestistica da Coach Mike Budenholzer, fresco di candidatura finale al premio di “Coach of the Year.

Parlando delle candidature per i premi relativi alla Regular Season, il Greek Freak è rientrato nella top 3 sia del premio di MVP che di “Defensive Player of the Year. E nelle ore in cui ciò veniva annunciato, il numero 34 di Milwaukee ha ricordato a tutti i motivi di questa doppia inclusione. Fortemente degno di nota inoltre, ancora, il supporting cast dei Bucks.

BUCKS-RAPTORS, GARA 1: RESILIENZA MILWAUKEE, STANCHEZZA TORONTO

Gara 1 della serie è stata sporca, combattuta e fisica. I Raptors ne sono stati in controllo quasi per l’interezza di tre quarti, prima di alzare bandiera bianca collettivamente e accettare una resa senza condizioni ai Bucks nell’ultimo periodo di gioco. Entrambe le squadre hanno sbagliato più di qualcosa in questa gara. Da entrambi i lati, giocatori importanti non sono riusciti a graffiare la partita come ci aspetterebbe, ed entrambe le compagini hanno fatto registrare percentuali di tiro insoddisfacenti. Milwaukee ha però dimostrato di poter vantare una caratteristica principe per qualsiasi gruppo di uomini che punti ad un obiettivo comune: la resilienza. I padroni di casa sono infatti stati praticamente sempre in svantaggio, mentre i loro tiri rifiutavano di lasciarsi andare all’abbraccio della retina. Nonostante questo, non hanno mollato e sono stati premiati dalla rimonta finale.

La gara si è messa subito in salita per i Bucks: alla fine del primo quarto i Raptors conducevano i giochi per 34-23. Gli affanni al tiro che ne hanno accompagnato tutta la partita erano già iniziati: solo 3 tiri da tre su 14 tentati hanno visto il fondo della retina. Toronto, dal canto suo, ha iniziato subito a tirare dal campo con efficacia, realizzando 13 tiri su 25. Nel secondo quarto la musica non è cambiata. Milwaukee si è resa conto che i tiri da oltre l’arco non volevano entrare e ha così diminuito i tentativi a 6, di cui 2 andati a segno. All’intervallo, comunque, gli ospiti erano ancora in vantaggio sul 59-51.

Uno dei meriti dei Raptors, nel primo tempo, è stato quello di distribuire i propri attacchi, con intelligenza, tra pitturato e tiro da fuori. Hanno realizzato ben 7 delle 13 conclusioni tentate in area, che i Bucks non hanno difeso tanto bene quanto ci hanno abituati a vedere.

Dopo l’intervallo le cose hanno iniziato a prendere, lentamente, una piega diversa. Le due squadre arrivavano da due semifinali sviluppatesi in modo opposto. Milwaukee ha liquidato i Boston Celtics in 5 gare, e senza troppa fatica, mentre Toronto ha dovuto sudare per 7 partite per poter superare lo scoglio Philadelphia 76ers. Ciò si era tradotto, nel primo tempo, in una mancanza di ritmo partita nei Bucks, contrapposto all’inerzia che sospingeva i canadesi, ancora viva dopo la gara 7 di domenica notte. Tutto questo si è però rivoltato contro i Raptors nel secondo tempo. La stanchezza di una serie più logorante si è fatta sentire sulla lunga distanza, mentre gli avversari, più freschi, rimuovevano progressivamente la ruggine dagli ingranaggi.

Arrivati all’ultimo periodo di gioco, Toronto sembrava davvero spremuta di ogni goccia di energia residua. Milwaukee, invece, ha alzato l’asticella dell’intensità difensiva ed offensiva, mettendo in atto un quarto quarto da 17-32. Parziale che ha permesso a Giannis e compagni di rimontare dall’83-76 al 100-108 finale. Dato chiave a testimonianza di questa inversione di tendenza di fine partita sono i tiri nel pitturato realizzati da Toronto dopo l’intervallo: 6 su 20. Alla fine del’incontro i punti realizzati in quella zona del campo per gli ospiti sono stati solo 26, mentre per i padroni di casa 44.

La difesa dei Bucks, nel terzo quarto, si chiude con energia intorno alla giocata in post di Pascal Siakam, poi stoppato da Giannis Antetokounmpo

Nei Bucks si distingue ancora Giannis, con 24 punti e 14 rimbalzi, ma a decidere l’incontro sono i punti decisivi di Brook Lopez, che chiude con 29 e un canestro da 3 fondamentale valso il 100-104. Tra le fila dei Raptors il solito Kawhi ne fa registrare 31, mentre Kyle Lowry cerca di fare il possibile, con 30 punti. Il playmaker, tuttavia, nell’ultimo periodo di gioco è stato abbandonato da tutti i compagni, Leonard incluso. Nessuno, infatti, al di fuori di lui è riuscito a segnare un tiro dal campo (0/15) nel decisivo quarto quarto.

Brook Lopez segna il canestro del 100-104 a coronare la rimonta di squadra e la sua prestazione

BUCK-RAPTORS, GARA 2: GIANNIS NON E’ AFFATTO SOLO, KAWHI SI’

Se in gara 1 si è vista una lotta accesa per la vittoria, soprattutto nel secondo tempo dell’incontro, in gara 2 non c’è stata partita. I Bucks hanno dominato i giochi dalla palla a due fino alla conclusione del “garbage time”. Antetokounmpo ha offerto una delle sue migliori prestazioni in questi playoff, mentre intorno a lui tutti i compagni davano prova della funzionalità del sistema di Coach Budenholzer. Per i Raptors c’è stato davvero poco da fare, in modo particolare a causa dell’infelice disparità di contributo offerto dal supporting cast, rispetto a quello avversario.

La partita si è aperta nel peggior modo possibile per la squadra ospite. Nel primo possesso dell’incontro Giannis ha effettuato una schiacciata nel traffico raccogliendo una palla appoggiata da lui stesso al tabellone. Dall’altra parte del campo, il primo attacco di Toronto si è chiuso con una stoppata del giocatore greco ai danni di Marc Gasol, che sembrava avere i due punti in tasca. Durante il terzo possesso, con ancora più di 11 minuti di giocare, la difesa ospite si è addormentata, lasciando libero il Greek Freak di ricevere e schiacciare con rabbia a canestro. Il palazzetto era in estasi, le urla dei tifosi sovrastavano già i rumori di gioco e, probabilmente, anche i pensieri dei giocatori, in particolare di quelli dei Raptors.

I primi, ma già decisivi, 4 punti segnati da Giannis Antetokounmpo nel minuto di apertura dell’incontro

L’aggressività con cui i Bucks sono scesi in campo gli ha permesso di imporsi fin da subito con determinazione sugli avversari. La fiducia e la sicurezza acquisite anche grazie all’atmosfera ribollente generatasi nel palazzetto, li hanno portati ad affermare il proprio gioco senza mai batter ciglio, o trovarsi in svantaggio. Milwaukee si è infatti potuta comodamente accomodare sul sedile del guidatore della partita dalla prima schiacciata del suo numero 34 fino alla sirena finale, sul 103-125.

La prestazione di Antetokounmpo salta immediatamente agli occhi per i 30 punti e i 17 rimbalzi, ma il greco ha anche fornito 5 assist ai compagni, eseguito 2 stoppate e rubato 1 pallone. E’ il primo Buck dopo Kareem Abdul-Jabbar a far registrare, in postseason, almeno 25 punti, 15 rimbalzi e 5 assist. La bellezza e il fascino di questa squadra, tuttavia, non si fermano ai numeri della sua stella. Il sistema di Milwaukee è così profondo che si può permettere di lasciare il solo Giannis in campo per 30 minuti o più. Giocando meno di mezz’ora, altri cinque giocatori sono andati in doppia cifra per punti segnati: Nikola Mirotic (15), Khris Middleton (12), Ersan Ilyasova (17, di cui 15 fondamentali nel primo tempo), Malcom Brogdon (14) e George Hill (13). Gli ultimi tre in uscita dalla panchina.

COSA ASPETTARSI PER LE PROSSIME GARE?

Se le prime due uscite di questa serie ci hanno fatto osservare qualcosa, è questo: i Milwaukee Bucks sono seri pretendenti all’anello NBA. Probabilmente, il fatto che avessero chiuso la stagione con il record numero uno della lega, avrebbe già dovuto muovere qualche campanello d’allarme in tal senso. Tuttavia, provenendo dalla Conference orientale ed essendo una squadra di giovane formazione, un po’ tutti avevano dubitato di loro. Queste due vittorie, invece, ne nobilitano la pretendenza al titolo. Hanno dimostrato ancora una volta di avere due caratteristiche fondamentali per una squadra vincente: la resilienza e la profondità.

C’è da dire una cosa: la serie con i Raptors è tutt’altro che chiusa. Le prossime due partite, giocate a Toronto, rappresenteranno un passaggio fondamentale nella stagione delle due franchigie. Qualora i canadesi dovessero riuscire a vincerle entrambe potrebbero virtualmente riaprire la serie. Se i Bucks riusciranno però anche solo a ottenere un segno W su due, allora gara 5 tra le mura amiche potrebbe essere decisiva, vista l’atmosfera pestifera che i loro tifosi sono in grado di generare.

Parlando di gioco, c’è poco che Milwaukee possa migliorare. Come affermato da Coach Budenholzer nella conferenza post-gara 2, i suoi devono continuare a mantenere la stessa attitudine verso le partite anche dopo uscite difficili come gara 1. Toronto, dal canto suo, sta soffrendo davvero tanto la mancata produzione dell’intera rotazione. A parte Kawhi Leonard, che ha segnato 31 punti in tutte e due le gare, e Kyle Lowry in gara 1, nessuno sta dando alla squadra l’apporto sperato.

In vista delle prossime gare, allora, i Bucks dovranno cercare di continuare su questi binari, mentre i Raptors dovranno puntare a migliorare il coinvolgimento di tutti i loro effettivi nel gioco della squadra, per sperare di riportare la serie in parità.

Raptors a lezione dai Bucks e da Giannis, Coach Bud: “Una fortuna averlo”

bucks aaron rodgers birra

Dopo il livello di competitività visto in gara 1, non era facile aspettarsi un esito così netto dalla seconda uscita della serie valevole per le Finali della Eastern Conference. In ogni caso, i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo portano a lezione i Toronto Raptors, battendoli per 103-125. Ora la serie si sposta in Canada, ma non sarà una passeggiata per i Raptors arginare lo strapotere degli avversari.

La forza dei Bucks si basa in larga parte sulla sua stella, Giannis, ma è riconoscibile anche in tutti gli altri membri del roster. Il greco segna 30 punti e agguanta 17 rimbalzi, mentre ben altri 5 compagni segnano punti in doppia cifra: Nikola Mirotic con 15, Khris Middleton con 12, Ersan Ilyasova con 17 (di cui 15 fondamentali nel primo tempo), Malcom Brogdon con 14 e George Hill con 13. Gli ultimi tre in uscita dalla panchina.

Nei Raptors nessuno riesce a elevarsi per supportare l’ingrato compito di Kawhi Leonard, che, anche in una serata no di squadra, tira 10/18 dal campo, 10/10 ai liberi e segna 31 punti.

I padroni di casa sono partiti subito fortissimo. Le prime tre azioni della partita hanno visto il “Greek Freak” protagonista: due schiacciate e una stoppata molto decisa ai danni di Marc Gasol. Già dopo tre azioni i binari dell’incontro erano chiaramente indirizzati.

“Avere Giannis è una fortuna”

Ieri parlavamo di come, tra Golden State Warriors e Portland Trail Blazers, Andre Iguodala fosse stato un fattore determinante. Oggi, neanche a dirlo, possiamo attestare dello stesso riconoscimento, tra Bucks e Raptors, proprio Giannis, senza dimenticare, allo stesso tempo, del lavoro enorme prodotto dal supporting cast. Di queste forti differenze tra le due squadre, ma non solo, hanno parlato i protagonisti dell’incontro nel post-partita.

Come riportato da Tim Bontemps, per ESPN, Malcom Brogdon, uscendo dal campo, ha voluto lodare la squadra e il gruppo:

“Abbiamo l’MVP nella nostra squadra, abbiamo tantissimi buoni giocatori, un grande allenatore.. abbiamo vinto in questo modo per tutto l’anno (…) Ho grandi aspettative per questa squadra.”

Coach Mike Budenholzer ha poi commentato il fatto che non abbia cambiato minimamente approccio all’incontro, anche dopo le difficoltà di gara 1:

“E’ normale che perderemo delle partite. Ma non potremo cambiare quello che facciamo da tutto l’anno per una sconfitta. I ragazzi hanno imparato un modo di giocare e continueranno a farlo. Ovviamente vincere aiuta a rinforzarlo, ma anche se perderemo le prossime gare continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. (…) Io sono molto più che fortunato ad avere Giannis. E’ un giocatore incredibile. La parte migliore di lui è che può, e soprattutto vuole, ancora migliorare. E’ davvero raro e bellissimo avere una superstar che si comporti in questo modo.”

I membri dei Toronto Raptors sono invece d’accordo su una cosa: bisogna migliorarsi. Come riportato da Kevin Arnovitz per ESPN, la convinzione comune è che si debba lottare di più e segnare con maggiore consistenza tiri facili, proprio perché la difesa avversaria ne concede pochi. Ora la serie si sposta sul parquet canadese e, come affermato da Kawhi Leonard, “E’ una sfida, tornare a casa e provare a vincere gara 3.

DeRozan sui Raptors: “Felice che siano in finale, sono rimasto in contatto con loro”

derozan sui raptors

Demar DeRozan, stella dei San Antonio Spurs, ha detto la sua sui Raptors, la sua ex squadra ora impegnata nelle finali della Eastern Conference contro Milwaukee Bucks.

L’ex guardia dei Raptors ha mostrato il suo sincero effetto verso gli ex compagni di squadra, senza alcun tipo di rimorso.

DEROZAN SUI RAPTORS: LE ULTIME DICHIARAZIONE DEL GIOCATORE DEGLI SPURS

Il numero 10 degli Spurs in azione contro i Denver Nuggets, contrastato da Jokic

Stando a quanto affermato dal nativo di Compton a Cari Champion di ESPN, il 29enne ex Toronto ha candidamente ammesso di nutrire molto rispetto e affetto per la compagine canadese.

Parlo con tanti miei ex compagni ai Raptors almeno una volta a settimana. Non ho affatto intenzioni malevoli in questo, provo solo amore per quella realtà cestistica. Ho grande rispetto per gli Spurs e sono felice qui, ma non mancherò mai di rispetto al mio vecchio team. Voglio essergli di supporto, perché so che il bene che viene fatto torna sempre indietro

Atteggiamento molto maturo, dunque, quello dimostrato dal 4 volte All Star, sopratutto alla luce della trattativa della scorsa estate che portò Kawhi Leonard nel grande Nord, in cambio proprio di DeRozan. Un DeRozan che rimase all’epoca deluso dal trattamento ricevuto dalla sua ex squadra, la quale, per bocca del presidente Masai Ujiri, gli aveva assicurato solo pochi giorni prima che non sarebbe mai stato scambiato.

Aldilà dei dissapori insanabili creatisi tra la dirigenza del team canadese e il suo ex pupillo, comunque, il rapporto instauratosi tra quest’ultimo ed ex compagni e tifosi non potrà mai essere cancellato del tutto. A titolo di esempio, basti pensare alla standing ovation a lui riservata, nell’ultima trasferta dei San Antonio Spurs a Toronto. Un talento del genere, del resto, non può essere dimenticato tanto facilmente, sebbene la nuova stella della squadra, Kawhi Leonard, lo stia sostituendo in maniera più che egregia.

I Bucks superano i Raptors, molto bene Lopez: “Fatto ciò che sappiamo”

Dopo l’inizio delle ostilità dell’atto conclusivo dei Playoff della costa occidentale, si è alzato il sipario anche su quello del versante orientale degli States. I Milwaukee Bucks sono riusciti a difendere il campo casalingo nella prima uscita della serie valida per le Finali della Eastern Conference, hanno infatti superato i Toronto Raptors per 100-108.

Si è trattato di una partita sporca, molto combattuta, anche dal punto di vista fisico. I protagonisti annunciati, le due superstar Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard, hanno offerto lo spettacolo promesso, ma ad imporsi maggiormente sull’incontro hanno pensato due giocatori forse inaspettati: Brook Lopez e Kyle Lowry.

Se infatti il “Greek Freak” ha chiuso con 24 punti e 14 rimbalzi, il centro spagnolo è stato fondamentale, segnando 29 punti (massimo in carriera ai Playoff), afferrando 11 rimbalzi e rifilando 4 stoppate agli avversari. Per non dimenticare la tripla che è valsa la vittoria ai suoi, valida per il 100-104, a 1:55 minuti dalla fine.

Per i canadesi, invece, Leonard e Lowry segnano rispettivamente 31 e 30 punti, che il playmaker condisce con 7 triple messe a segno. Non basta, tuttavia, il loro apporto al resto della squadra, che non riesce a mettere a referto punti considerevoli. Nell’intero secondo tempo, e questo dato fa impressione, di tutti i membri dei Raptors, solo Lowry (21 punti), Leonard (16) e Siakam (4) sono riusciti a segnare. Nel quarto periodo, invece, solo Lowry è andato a segno, mentre il resto dei Raptors ha tirato 0/15 dal campo.

L’ago della bilancia, per i Bucks, è stato ancora il decantato supporting cast. Tra le tante prestazioni degne di nota, da segnalare quella di Malcom Brogdon, che esce dalla panchina e segna 15 punti, 3 tiri da oltre l’arco su 6 e registra un plus/minus di +18.

“Bucks, fatto ciò che sappiamo”

Milwaukee ha vinto tirando davvero male da tre punti come complessivo, segnando solo 11 triple su 44 tentate. Toronto non ha brillato, invece, nel coinvolgimento nel gioco di tutti i suoi effettivi. Entrambe le squadre hanno ancora ampie possibilità di miglioramento dopo questa prima uscita, e questo è stato argomento di discussione nelle parole post-partita dei protagonisti.

Come riportato da Kevin Arnovitz, per ESPN, il protagonista della nottata, Brook Lopez, ha commentato così l’incontro:

“Penso che siamo stati bravi nel continuare a fare ciò che sappiamo, e abbiamo fatto per tutti i Playoff. I tiri non entravano a inizio partita, ma siamo stati bravi a continuare a lottare, difendere con intensità. E alla fine le cose sono andate bene per noi.”

Coach Mike Budenholzer ha invece parlato di come l’ottima difesa dei suoi ne abbia compensato le difficoltà offensive:

“La difesa è un qualcosa che si può fare bene in ogni partita. Ci sono volte in cui i tiri semplicemente non entrano, e allora devi continuare solo a difendere bene e a dare tutto da quel lato. Se lo fai allora puoi sperare di ottenere la vittoria anche se l’attacco non funziona affatto. (…) Comunque, siamo sicuri di poter migliorare su molti aspetti in vista di gara 2.”

Toronto ha condotto la partita per praticamente tutto l’incontro, fino ad un infelice quarto quarto. Come riportato da Tim Bontemps per ESPN, Kyle Lowry, l’unico ad essere andato a segno nell’ultimo periodo, ha commentato così:

“Il quarto quarto ci ha uccisi. E’ un po’ frustrante perdere così. Loro sono diventati più aggressivi, hanno segnato tiri pesanti e fatto giocate pesanti, mentre noi non ci siamo riusciti. Perdere in questo modo è brutto perché ti rimane la sensazione di aver avuto la possibilità di vincere. In ogni caso rimarremo concentrati e faremo gli aggiustamenti necessari in vista della prossima gara.”

Inside tue duel: Bucks-Raptors

kawhi leonard

Patroclo attaccò i Troiani per tre volte, simile al violento Ares, urlando per terrorizzare i nemici, e ogni volta uccise nove guerrieri”. E poi? Il baldo e giovane Patroclo rimase sconfitto per mano dell’esperto Ettore, con un contributo non indifferente delle divinità avverse agli Achei. Con la medesima baldanza i Milwaukee Bucks si getteranno nella mischia delle Eastern Conference Finals contro i Toronto Raptors, decisamente più esperti a questi livelli. La storia si ripete? Può essere, ma essa fluisce nel suo corso anche per essere riscritta; e questa volta la parte spavalda e imberbe del confronto pare avere più certezze di quella ormai avanti con le primavere. Il sostegno degli dei, d’altronde, va meritato e stavolta Ettore (perdonate, Toronto) ha ancora moltissimo da dimostrare per meritarsi questo decisivo ausilio, forse già sprecato nel turno precedente. E allora eccoci alla Storia: Bucks-Raptors streaming e analisi del confronto, con la consapevolezza che stavolta, sotto l’armatura più inesperta, potrebbe celarsi l’invincibile Achille.

Bucks-Raptors streaming: gli dei del basket verranno ancora in soccorso a Toronto?
Bucks-Raptors streaming: gli dei del basket verranno ancora in soccorso a Toronto?

LO SCORE AI PLAYOFF

Milwaukee Bucks

  • First round: 4-0 vs Pistons
  • Eastern Conference Semifinals: 4-1 vs Celtics
  • Offensive rating: 113.4
  • Defensive rating: 98.2
  • Team leaders: Giannis Antetokounmpo (27.4 PTS), Giannis Antetokounmpo (11.3 REB), Khris Middleton (4.6 AST)

Toronto Raptors

  • First round: 4-1 vs Magic
  • Western Conference Semifinals: 4-3 vs Sixers
  • Offensive rating: 108.5
  • Defensive rating: 100.3
  • Team leaders: Kawhi Leonard (31.8 PTS), Kawhi Leonard (8.5 REB), Kyle Lowry (7.1 AST)

IL DUELLO

Le difese potrebbero farla da padrone in questa serie. E se così non fosse, Toronto ha già perso. Le due squadre sono tra le migliori per punti concessi su cento possessi nei playoff, confermando una tendenza già della stagione regolare. La difesa perimetrale sarà x-factor per entrambe le squadre, che cercheranno di limitare le conclusioni avversarie dall’arco (Milwaukee concede il 31.7% da tre punti, Toronto il 31.5%) e di proteggere il più possibile il pitturato. Chiave, per i Bucks, sarà la difesa sul pick and roll quando sia coinvolto Brook Lopez: la riluttanza del lungo ex Nets ad uscire potrebbe non essere un problema contro Gasol e Ibaka, che Budenholzer sceglierà di sfidare al tiro (rispettivamente 39% e 27.6% da tre in postseason), ma sarà rischiosa contro la tendenza dei Raptors di usare il mid-range (44% di realizzazione) senza riluttanza. Altro tema in casa Bucks sarà il lavoro contro i sempre più frequenti isolamenti di Kawhi Leonard. Se non si volesse troppo stancare Antetokounmpo, anche Middleton può essere risorsa preziosa contro il numero due dei Canadesi. I Raptors dal canto loro dovranno tenere il ritmo basso e costringere Milwaukee a tiri che non vuole prendere, ossia quelli dalla media distanza, magari facendo la scelta di contenere con i lunghi sul pick and roll, permettendo agli esterni di passare “sopra” il blocco per spingere dentro il palleggiatore. La forte pressione perimetrale potrebbe fruttare recuperi (Toronto forza le avversarie a 16.2 perse) e punti facili. Ma sarà necessario per la truppa di Nurse anche controllare i rimbalzi, spesso fattore negativo, dato che la squadra raccoglie appena il 67% delle carambole difensive quando perde. E Giannis come si ferma (no, scusate, rallenta)? Possibile che l’arduo compito spetti a Pascal Siakam, perché l’energie di Leonard saranno troppo preziose in attacco.

La tendenza dei Bucks a concedere il tiro dal mid-range potrebbe rivelarsi pericolosa contro i Raptors

In attacco la parola d’ordine di coach Budenholzer sarà “correre”. I Cervi si trovano a loro agio nei ritmi alti e in transizione, il regno di Giannis Antetokounmpo, che può attaccare l’area per concludere, per guadagnare falli o per riaprire sui tanti pericolosi tiratori da fuori. Un ritmo elevato necessario non solo per esprimere meglio le proprie doti tecniche, ma anche per far valere la maggior lunghezza del roster rispetto a Toronto. Aldilà del duello stellare tra il greco e Leonard, infatti, il confronto tra gli “altri” sarà vero ago della bilancia, una bilancia che sembra pendere nettamente verso il Wisconsin. A metà campo potrebbe non essere altrettanto facile trovare pertugi nella difesa Raptors. Spazio allora all’utilizzo del pick and roll, cercando magari di coinvolgere Marc Gasol nei cambi o di mettere forte pressione su Kyle Lowry, dalle cui condizioni dipende tanto della sorte di Toronto. I Raptors, per quanto li riguarda, accetteranno di correre solo in situazioni di chiaro contropiede, evitando di sfidare Milwaukee sul suo terreno. Tanta parte avranno sicuramente gli isolamenti di Kawhi Leonard, costretto però ad affrontare difensori di calibro. Da ciò derivano alcune necessità. La prima è un immediato miglioramento del numero due nel leggere le linee di passaggio quando si ritrovi raddoppiato. La seconda è quella del contributo offensivo del supporting cast, fin qui troppo altalenante. L’ultima potrebbe essere quella del pick and roll giocato con Leonard da palleggiatore, nel tentativo di coinvolgere Brook Lopez nei cambi difensivi e sfidarlo nell’uno contro uno, unica possibile debolezza di una difesa altrimenti stellare.

Difesa e contropiede: ricetta vincente dei Bucks?

BUCKS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Giannis Antetokounmpo, #34
  •  Eric Bledsoe, #6
  • Malcom Brogdon, #13
  • Sterling Brown, #23
  • Bonzie Colson, #50
  • Pat Connaughton, #24
  • Donte DiVincenzo, #9
  • Tim Frazier, #12
  •  Pau Gasol, #17
  •  George Hill, #3
  •  Ersan Ilyasova, #77
  • Brook Lopez #11
  • Khris Middleton, #22
  • Nikola Mirotic, #41
  • Tony Snell, #21
  • D.J. Wilson, #5

RAPTORS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Patrick McCaw, #1
  • Kawhi Leonard, #2
  • OG Anunoby, #3
  • Kyle Lowry, #7
  • Jordan Loyd, #8
  • Serge Ibaka, #9 C-
  • Malcolm Miller, #13
  • Danny Green, #13
  • Eric Moreland, #15
  • Jeremy Lin, #17
  • Jodie Meeks, #20
  • Fred Van Vleet, #23
  • Norman Powell, #24
  • Chris Boucher, #25
  • Marc Gasol, #33
  • Pascal Siakam, #43

BUCKS-RAPTORS STREAMING

Cercherete Bucks-Raptors streaming per non perdervi il confronto? Faccia a faccia ci saranno due squadre con un attacco micidiale e che per caratteristiche regalano sempre giocate spettacolari e tanto contropiede. Ecco come trovare Bucks-Raptors streaming:

  • Bucks-Raptors streaming su Sky Go
  • Bucks-Raptors streaming su NBA League Pass

Nel primo caso potrete seguire i playoff su Sky attraverso l’applicazione Sky Go disponibile per smartphone, tablet e pc. Cosa occorre? Basta avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport. Con Sky Go avrete la possibilità non solo di vedere in diretta tutti i match, ma anche di registrarli e riguardarli quando voi vorrete sui vostri dispositivi.

Con NBA League Pass invece basta abbonarsi al sito NBA League Pass e selezionare il pacchetto desiderato in modo da poter vedere le partite sia in diretta che in contemporanea, sui vostri dispositivi preferiti.

Bucks-Raptors streaming: chi avrà la meglio tra Giannis e Kawhi?
Bucks-Raptors streaming: chi avrà la meglio tra Giannis e Kawhi?

I Bucks sono chiamati ad alzare ulteriormente il proprio livello di gioco, dovendo affrontare una serie sulla carta molto impegnativa. Sono meno esperti a questo livello, vero, ma sono nettamente la squadra più solida di questi playoff, a differenza dei Raptors che, per raggiungere le Finals, avranno bisogno di andare ben oltre l’alieno Leonard. Se poi, alla fine, dietro quell’armatura si troverà Achille e non Patroclo, Ettore potrà solo inchinarsi.

Raptors-Sixers: Leonard nella storia, The Process rimandato (un’altra volta)

Raptors-Sixers

Quando LeBron James lasciò i Cavs erano in molti a dibattere su chi avrebbe raccolto la sua corona ad Est. Se Kyrie Irving ha deluso le aspettative della maggioranza e Giannis Antetokoumpo ha finora passeggiato, Kawhi Leonard si è rivelato il maggior indiziato fra i candidati. La serie Raptors-Sixers si è chiusa nel segno dell’ex Spurs e non solo per il buzzer finale. Kawhi Leonard ha trascinato Toronto dalla prima all’ultima gara, portando la croce nei momenti più delicati dei suoi compagni. I Sixers hanno molto da recriminare, a partire dalla pessima condizione fisica di Joel Embiid. Tra free agency e meeting dirigenziali si prospetta un’estate calda in Pennsylvania.

RAPTORS-SIXERS: THE NEW KING OF THE EAST

Kawhi Leonard.

Sembrava la solita cantilena: Raptors bravi in regular season, pessimi ai playoff. Almeno dopo gara 3 questo sembrava l’esito più scontato. Ma la differenza tra questa e le passate stagioni si chiama Kawhi Leonard, l’uomo della provvidenza. Teoricamente per molti avrebbe già la testa altrove, precisamente a Los Angeles dove a luglio potrebbe tornare. Il punto però è che Leonard è un professionista e un vincente come pochi nella lega. Gioca come fosse stato programmato meccanicamente per farlo. È impressionante come e quanto una partita riesca a fare il suo corso, avere momenti di inerzia a favore o a sfavore, e non suscitare tutto ciò nessuna reazione in lui se non quella di continuare a giocare la sua pallacanestro, eccellente su entrambi i lati del campo. I Sixers non sono mai riusciti a limitarlo in tutta la serie, nemmeno ricorrendo ad incessanti raddoppi. Un giocatore inarrestabile, capace inoltre nella successiva azione di limitare in difesa tutti i suoi avversari, da Ben Simmons ad Embiid. I numeri parlano chiaro: con The Glow in campo Toronto ha un offensive rating di 110 punti e un defensivee rating di 100.7 punti. Senza, questi numeri scendono a 56.7 e 109.6 punti. L’incredibile buzzer beater segnato in gara 7 è solo la ciliegina di una serie quasi perfetta: 35.4 punti, 7.7 rimbalzi e 3.4 assist tirando col 59% dal campo, 50% da tre. Un dominio del genere non si vedeva dall’anno scorso, quando proprio contro i Raptors l’ex King of the East, trascinava i suoi Cavs alle finali di conference. Una sorta di passaggio di testimone.

 

LA SOLITUDINE DI LEONARD: CERCASI VALIDI COMPRIMARI

Pascal Siakam vs Sixers
Pascal Siakam.

Sebbene Kawhi sposti da solo gli equilibri, nella serie contro i Bucks le sue sole prestazioni non potranno bastare. Intorno a lui però c’è un roster che tra seriali dimostrazioni di inadeguatezza su certi palcoscenici, logorii fisici e mancanza di stimoli, sembra giocare tutt’altro sport. Il secondo violino, Kyle Lowry, ha steccato l’ennesima postseason e sarebbe ora di valutarlo per quello che è (un giocatore nella media) senza attendersi più nulla da lui. Marc Gasol e Serge Ibaka, per quanto efficienti in difesa, hanno perso quel killer instinct che aveva fatto le fortune di Memphis e Oklahoma. La panchina ha deluso su tutta la linea, mentre Pascal Siakam, malgrado il suo momento d’oro, è condizionato da un problema al ginocchio. I Bucks sono la squadra più in forma della NBA e il suo leader Antetokoumpo si è finora rivelato un enigma per tutte le compagini affrontate. Urge un’inversione di rotta immediata.

 

THE PROCESS IN STAND-BY

 

Joel Embiid.

I 76ers sono usciti spaesati e ridimensionati da questa semifinale di conference. Vuoi per una pessima condizione fisica e per un sistema di gioco non funzionale, la tecnica vincere tutto e subito non è andata a buon fine. Molti giocatori hanno palesato evidenti limiti, sia tecnici (Ben Simmons) che emotivi (Tobias Harris). Nulla da rimproverare a Joel Embiid: ha giocato su una gamba sola a causa di una dolorosa tendinite. Malgrado ciò è sempre sceso in campo e nei minuti seduto in panchina (44 in totale) Philadelphia ha registrato un -84 di plus/minus. Non è chiaro il futuro di Jimmy Butler, Tobias Harris e J.J. Redick, prossimi free agent. Quel che è certo però è che i Sixers hanno un fenomeno da cui ripartire. C’è ancora tanto da lavorare, dalla condizione fisica alla continuità durante la partita, ma Embiid resta il volto della franchigia nel prossimo avvenire. Ha dato tutto in queste partite finendo esausto e in lacrime. Da ammirare a fine partita anche la sportività di Marc Gasol.

Anche quest’anno la NBA ci ha regalato una serie combattuta e divertente. Giusto elogiare i vincitori e anche dare meriti ai vinti che domani torneranno in palestra per migliorarsi e diventare più forti di prima. Nella serata in cui Kawhi e i suoi Raptors hanno fatto la storia giusto soffermarci anche sui mai domi Sixers.

Giannis Antetokounmpo vs Kawhi Leonard: sfida tra titani

Siamo finalmente giunti alle finali di Conference e una delle sfide più attese ed equilibrate sarà quella tra i Milwaukee Bucks e i Toronto Raptors. Le due squadre arrivano allo scontro in maniera differente: i Bucks hanno passeggiato contro degli irriconoscibili Boston Celtics che non hanno saputo opporre la minima resistenza, mente i Toronto Raptors hanno faticato contro i Philadelphia 76ers chiudendo la serie negli ultimi secondi di gara 7. La chiave di questa serie sta tutta nell’impatto che avranno le due stelle su ambo i lati del campo. Analizziamo la sfida nella sfida tra: Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard.

GIANNIS ANTETOKOUNMPO: E’ ORA DI INNESTARE LE MARCE ALTE

 

Antetokounmpo si presenta alla sfida contro la ex stella dei San Antonio Spurs con dei numeri davvero impressionanti: 27.4 punti, 4.4 assist, 11.3 rimbalzi di media con 52.6% dal campo in nove partite giocate. I numeri non sono tutto, il fenomeno Greco ha disputato delle eccellenti partite sia in attacco che in difesa, ma avendo affrontato avversari che hanno opposto poca resistenza non ha dovuto alzare l’asticella al massimo. Una sfida uno contro uno dei migliori difensori della lega, ovvero Kawhi Leonard, potrebbe consacrarlo definitivamente in caso di successo o ridimensionare il suo strapotere visto finora. Non essendo dotato di un tiro da tre efficace (anche se le cifre sono migliorate: 32.4%) lo scontro sarà principalmente in area, dove Giannis sta tirando con il 63.9%, Nel caso l’area venga chiusa e lui raddoppiato, sarà fondamentale l’impatto dei tiratori come Khris Middelton e Nikola Mirotic. Per battere una squadra come Toronto serve anche l’aiuto della panchina come hanno già dimostrato George Hill e Pat Connaughton nella serie vinta agilmente contro Boston.

KAWHI LEONARD: IL JOLLY DI TORONTO

SFIDA NELLA SFIDA

Durante la stagione regolare le due squadre si sono affrontate tre volte e attualmente sono in vantaggio i Bucks per due vittorie a una.  Antetokounmpo proverà ad alzare il ritmo per attaccare in semi transizione, o in caso di difesa schierata utilizzerà il pick and roll con i compagni per forzare il cambio su un giocatore più piccolo. Leonard invece può sfruttare la sua pericolosità con il tiro da tre per entrare in area e attaccare il ferro o scaricare per un compagno libero. Otre ad essere due formidabili attaccanti i due sono anche tra i primi difensori nella lega. La facilità di Giannis nel prendere rimbalzi offensivi e difensivi e le sue braccia chilometriche lo rendono difficile da attaccare, mentre le mani veloci di Leonard e la sua capacità di reggere l’uno contro uno gli sono valse per tanti anni il premio di miglior difensore dell’anno. Un’ altra chiave della serie è il contributo delle panchine. La sfida tra i due titani  sta per cominciare, chi conquisterà l’ambita finale NBA?

Toronto Raptors, gara 7 è la partita più vista nella storia della TV canadese

Bucks-Raptors streaming: gli dei del basket verranno ancora in soccorso a Toronto?

Gara 7 della semifinale della Eastern Conference tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers è stata la partita di pallacanestro più vista nella storia della TV canadese.

Secondo NBA Canada, una media di 2.2 milioni di telespettatori hanno guardato col fiato sospeso il tiro di Kawhi Leonard rimbalzare alto sul ferro della Scotiabank Arena di Toronto, Ontario. Stimato in 5.8 milioni di telespettatori il picco di ascolti per la partita, uno dei momenti più altri della storia della franchigia canadese.

Il precedente record di ascolti (1.8 milioni) apparteneva alla quarta partita della serie di finale della Eastern Conference 2016 tra Raptors ed i Cleveland Cavaliers di LeBron James e Kyrie Irving, gara poi vinta da Toronto che impattò sul 2-2 la serie.

I Toronto Raptors affronteranno ora Giannis Antetokounmpo ed i Milwaukee Bucks per giocarsi l’accesso alla finale NBA, finale che sarebbe la prima nella storia per i canadesi. La palla a due di gara 1 è programmata per la notte italiana tra mercoledì 15 e giovedì 16 maggio.