Giannis Antetokounmpo vs Kawhi Leonard: sfida tra titani

Siamo finalmente giunti alle finali di Conference e una delle sfide più attese ed equilibrate sarà quella tra i Milwaukee Bucks e i Toronto Raptors. Le due squadre arrivano allo scontro in maniera differente: i Bucks hanno passeggiato contro degli irriconoscibili Boston Celtics che non hanno saputo opporre la minima resistenza, mente i Toronto Raptors hanno faticato contro i Philadelphia 76ers chiudendo la serie negli ultimi secondi di gara 7. La chiave di questa serie sta tutta nell’impatto che avranno le due stelle su ambo i lati del campo. Analizziamo la sfida nella sfida tra: Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard.

GIANNIS ANTETOKOUNMPO: E’ ORA DI INNESTARE LE MARCE ALTE

 

Antetokounmpo si presenta alla sfida contro la ex stella dei San Antonio Spurs con dei numeri davvero impressionanti: 27.4 punti, 4.4 assist, 11.3 rimbalzi di media con 52.6% dal campo in nove partite giocate. I numeri non sono tutto, il fenomeno Greco ha disputato delle eccellenti partite sia in attacco che in difesa, ma avendo affrontato avversari che hanno opposto poca resistenza non ha dovuto alzare l’asticella al massimo. Una sfida uno contro uno dei migliori difensori della lega, ovvero Kawhi Leonard, potrebbe consacrarlo definitivamente in caso di successo o ridimensionare il suo strapotere visto finora. Non essendo dotato di un tiro da tre efficace (anche se le cifre sono migliorate: 32.4%) lo scontro sarà principalmente in area, dove Giannis sta tirando con il 63.9%, Nel caso l’area venga chiusa e lui raddoppiato, sarà fondamentale l’impatto dei tiratori come Khris Middelton e Nikola Mirotic. Per battere una squadra come Toronto serve anche l’aiuto della panchina come hanno già dimostrato George Hill e Pat Connaughton nella serie vinta agilmente contro Boston.

KAWHI LEONARD: IL JOLLY DI TORONTO

SFIDA NELLA SFIDA

Durante la stagione regolare le due squadre si sono affrontate tre volte e attualmente sono in vantaggio i Bucks per due vittorie a una.  Antetokounmpo proverà ad alzare il ritmo per attaccare in semi transizione, o in caso di difesa schierata utilizzerà il pick and roll con i compagni per forzare il cambio su un giocatore più piccolo. Leonard invece può sfruttare la sua pericolosità con il tiro da tre per entrare in area e attaccare il ferro o scaricare per un compagno libero. Otre ad essere due formidabili attaccanti i due sono anche tra i primi difensori nella lega. La facilità di Giannis nel prendere rimbalzi offensivi e difensivi e le sue braccia chilometriche lo rendono difficile da attaccare, mentre le mani veloci di Leonard e la sua capacità di reggere l’uno contro uno gli sono valse per tanti anni il premio di miglior difensore dell’anno. Un’ altra chiave della serie è il contributo delle panchine. La sfida tra i due titani  sta per cominciare, chi conquisterà l’ambita finale NBA?

Toronto Raptors, gara 7 è la partita più vista nella storia della TV canadese

Bucks-Raptors streaming: gli dei del basket verranno ancora in soccorso a Toronto?

Gara 7 della semifinale della Eastern Conference tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers è stata la partita di pallacanestro più vista nella storia della TV canadese.

Secondo NBA Canada, una media di 2.2 milioni di telespettatori hanno guardato col fiato sospeso il tiro di Kawhi Leonard rimbalzare alto sul ferro della Scotiabank Arena di Toronto, Ontario. Stimato in 5.8 milioni di telespettatori il picco di ascolti per la partita, uno dei momenti più altri della storia della franchigia canadese.

Il precedente record di ascolti (1.8 milioni) apparteneva alla quarta partita della serie di finale della Eastern Conference 2016 tra Raptors ed i Cleveland Cavaliers di LeBron James e Kyrie Irving, gara poi vinta da Toronto che impattò sul 2-2 la serie.

I Toronto Raptors affronteranno ora Giannis Antetokounmpo ed i Milwaukee Bucks per giocarsi l’accesso alla finale NBA, finale che sarebbe la prima nella storia per i canadesi. La palla a due di gara 1 è programmata per la notte italiana tra mercoledì 15 e giovedì 16 maggio.

Kobe Bryant omaggia Leonard e Antetokounmpo: “Mi aspetto una sfida epocale”

Bucks-Raptors streaming: chi avrà la meglio tra Giannis e Kawhi?

Il 5 volte campione NBA Kobe Bryant, attraverso un post su Instagramha voluto rendere omaggio sia a Kawhi Leonard che a Giannis Antetokounmpoovvero i giocatori icona dei due team che si scontreranno, a partire da mercoledì notte, in occasione delle Eastern Conference Finals.

Sia Antetokounmpo che Kawhi, la scorsa estate, si erano allenati con l’ex leggenda dei Lakers per migliorare il loro gioco in vista della regular season. Entrambi hanno poi ricambiato il favore, allenando le allieve della scuola di pallacanestro creata e supervisionata dallo stesso Bryant.

Parla Kobe Bryant: “Antetokounmpo Vs Leonard sarà uno scontro epico”

L’omaggio di Kobe alle due stelle che guideranno le rispettive squadre verso le Finals NBA si è poi chiuso con un augurio: “sarà uno scontro epico”. Parole che preannunciano una serie al cardiopalma, una di quelle che ogni tifoso NBA agogna da una vita.

Sia Milwaukee che Toronto sono chiamate a compiere quel cosiddetto salto di qualità necessario per arrivare in finale.

I Bucks, dopo aver eliminato con un perentorio 4-0 i Detroit Pistons e superato senza troppe difficoltà lo scoglio Celtics, imponendosi con un sonoro 4-1 si troveranno ad affrontare il primo vero ostacolo in questa corsa playoffs. Dall’altro lato, I Raptors vengono dalle convincenti vittorie contro gli Orlando Magic, per 4-1, e i Philadelphia 76ers, serie vinta dal buzzer-beater di Kawhi Leonard in gara 7. 

Appuntamento per gara 1 fissato a mercoledì notte alla ScotiaBank Arena, casa dei Toronto Raptors.

Kawhi Leonard segna sulla sirena, prima volta nella storia e i Raptors passano

Gara 7 della serie tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers è finita nel modo più incredibile possibile. I padroni di casa hanno vinto grazie ad un tiro sulla sirena finale della partita di Kawhi Leonard, che ha passeggiato qualche attimo sul ferro del canestro, prima di entrarci. Sul parquet della Scotiabank Arena le ostilità si sono così chiuse sul 90-92 per i canadesi, che avanzano alle Finali della Conference Orientale, dove incontreranno i Milwuakee Bucks.

Il tiro dell’ex giocatore dei San Antonio Spurs non ha solo una valenza storica per i tifosi di Toronto, bensì per l’intera NBA. Si tratta infatti della prima volta in cui una gara 7 viene decisa da un canestro segnato in corrispondenza dell’ultimo suono della sirena. Comunque, la partita di Leonard non si è limitata, chiaramente, al tiro che ha sancito la vittoria dei Raptors, ma il numero 2 ha segnato ben 41 punti totali, conditi da 8 rimbalzi.

Coach Nick Nurse ha chiesto tantissimo ai suoi giocatori, limitandosi a una rotazione da 7 uomini. Dalla sua panchina ha infatti fatto uscire soltanto Serge Ibaka, per 29 minuti, nei quali confeziona 17 punti, e Fred VanVleet, che in 15 minuti non riesce a segnare neanche un tiro dal campo, ma mette 4 liberi a bersaglio. A parte Leonard, nessun altro titolare dei Raptors è riuscito a brillare davvero, nonostante l’enorme mole di minuti in campo affidatagli.

Marc Gasol e Danny Green non hanno superato, rispettivamente, i 7 e i 2 punti segnati. Pascal Siakam ne mette 11 con altrettanti rimbalzi, mentre Kyle Lowry segna 10 punti, con 6 rimbalzi e 6 assist. Da notare che l’unico titolare con un plus/minus positivo sia stato lo stesso Lowry con un +2. Perfino Kawhi è sceso in negativo con un -2. A fare la differenza in questo ambito è stata la, seppur brevissima, panchina dei Raptors: Ibaka con +22 e VanVleet con +10.

Come nasce il tiro di Leonard che manda i Raptors in paradiso

A 10.8 secondi dalla fine Kawhi Leonard sbaglia il primo tiro libero della sua partita, con il punteggio sull’88-90 per i suoi. Tobias Harris raccoglie il rimbalzo, e dall’altra parte Jimmy Butler attacca e segna il layup della parità, con 4.2 secondi da giocare. Il resto è letteralmente storia.

“Ero deluso per il tiro libero sbagliato, ero davvero arrabbiato. Ho provato subito ad afferrare il rimbalzo, ma forse avrei dovuto solo correre indietro ad aiutare in difesa. Ma in ogni caso, sapevo che, qualsiasi sarebbe stata la giocata, avrei solo dovuto prendere l’ultimo tiro con sicurezza. (…) Mi sono trovato contro Embiid, che è più alto e lungo di me, per cui ho cercato un punto da cui tirare che mi piace, su cui mi alleno spesso. Dovevo alzare la traiettoria del tiro, lo sapevo. Pochi possessi prima avevo tirato una tripla simile e mi era uscita corta, stavolta dovevo alzarla ancora di più. Per cui ho tirato, ho tirato il più alto che potevo ed è stata una sensazione incredibile.” 

Così Leonard ha ripercorso quei secondi finali.

Nick Nurse ha lodato così la sua superstar:

“Kawhi è sempre concentrato, nello spogliatoio, in campo, nella sala video, sulle parole di noi allenatori. E’ facile allenarlo, pone attenzione a ciò che fa. Nei Playoff sta giocando ad un livello Elite. Stanotte lo è stato da entrambi i lati del campo. Ci sono momenti in cui può decidere di prendere le cose in mano come un vero leader, e questo è fantastico.”

Ora, superati i Philadelphia 76ers, i Toronto Raptors saranno attesi dalla squadra numero uno della lega nelle Finali ad Est, i Milwaukee Bucks. Sarà un palcoscenico interessantissimo in cui si scontreranno due tra i migliori giocatori di questa stagione, Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard. Lo spettacolo è senza dubbio assicurato.

Toronto non è solo Kawhi Leonard, i Raptors si prendono gara 5, 76ers travolti

Dopo gara 3, Kawhi Leonard pareva diventato l’uomo più solo al mondo: abbandonato da Kayle Lowry, Marc Gasol e Pascal Siakam ed alla mercé della difesa fisica dei Philadelphia 76ers, in una serie già indirizzata verso l’ennesima, mesta conclusione per i Toronto Raptors.

Macché.

L’influenza ha limitato in gara 4 il Joel Embiid dominante della terza partita, Lowry ed i suoi preziosissimi “intangibles”, Marc Gasol, Danny Green e persino Serge Ibaka hanno supportato al meglio lo sforzo titanico dell’ex star dei San Antonio Spurs, e riaperto la serie.

In gara 5, il resto dei Toronto Raptors si prende la scena nella cavalcata trionfale con cui gli uomini di coach Nick Nurse travolgono i 76ers. 125-89 il risultato finale alla Scotiabank Arena di Toronto.

Un secondo quarto da 37-17 Raptors decide di fatto la gara, Toronto si prende i 20 punti di vantaggio e non li lascia fino alla fine. Nel quarto periodo le due squadre svuotano le panchine, con la testa già rivolta a gara 6 ed al ritorno in Pennsylvania.

Sono 6 gli uomini in doppia cifra per i Raptors a fine gara. Pascal Siakam ritrova fiducia e chiude con 26 punti e 8 rimbalzi, Leonard ne aggiunge 21 con 13 rimbalzi, Marc Gasol fa 3 su 5 dalla lunga distanza, Kyle Lowry fa segnare un mostruoso +31 di plus\minus nei 34 minuti di gioco, Danny Green insacca 5 delle sue 7 triple tentate.

Il modo in cui abbiamo giocato oggi” Così Kawhi Leonard a fine partita “Mi piacerebbe che giocassimo così tutte le sere, tutti hanno contribuito. In questa squadra non ci sono giocatori che si accontentano di guardare me o Kyle (Lowry, ndr) o Siakam giocare e fare la partita“.

La partita di Leonard termina a 7 minuti dalla sirena finale, a risultato acquisito: “Oggi siamo riusciti a farlo riposare un poco” Così Kyle Lowry “Non ha dovuto fare tutto da solo in attacco, abbiamo bisogno di queste partite in cui tutti siamo coinvolti. Non accadeva da un po’, una buona vittoria di squadra ma c’è margine per salire ulteriormente di livello“.

Partita intensa sin dal primo minuti per Toronto, ed a farne le spese è Serge Ibaka, che deve ricorrere a dei punti di sutura alla fronte dopo una gomitata… di Kawhi Leonard, dopo che entrambi si erano gettati a rimbalzo nel primo quarto. L’ex giocatore di Thunder e Magic rientrerà in campo pochi minuti dopo, contribuendo comunque con 10 punti in 22 minuti di gioco.

I Toronto Raptors chiudono la partita con il 48.8% dal campo e 16 tiri da tre punti mandati a bersaglio, riuscendo persino a vincere la lotta a rimbalzo contro una squadra “enorme” come i Philadelphia 76ers.

Un Kawhi Leonard giulivo a fine gara (per gli standard cui l’ex Spurs ci ha abituati in questi anni) riflette: “Siamo sempre sotto pressione per qualcosa, ma in questo momento mi sto solo divertendo, in campo. Ho giocato partite importantissime, sono stato alle finali NBA, oggi mi sto solo divertendo: c’è bisogno di questo, bisogno di sapersi godere gli anni di carriera. Non voglio restare col rimorso a fine carriera di non essermi goduto la NBA, il gioco, per via della pressione. E’ qualcosa che ho imparato col tempo: scendere in campo, dare il meglio di te ogni sera e finire stanco ma soddisfatto di quanto compiuto“.

Kawhi Leonard-Raptors: segnali di intesa grazie alle vittorie

Kawhi Leonard-Raptors

Si sa, vincere aiuta e può condizionare una decisione da prendere. Il binomio Kawhi Leonard-Raptors potrebbe continuare negli anni grazie alle vittorie realizzate nella serie contro i Philadelphia 76ers, ora sul 2-2.

A rivelarlo, Adrian Wojnarowski che non nasconde le maggiori possibilità di firma durante l’estate da parte dell’ex San Antonio Spurs. Il futuro rimane comunque ancora incerto per la stella dei Toronto Raptors. Queste le parole dell’insider NBA nel suo podcast.

Si sono inseriti. E quando Kawhi è arrivato lì, non sono sicuro che abbia immaginato un futuro a Toronto. Penso che sia una considerazione seria adesso

 

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Non solo le vittorie, ma anche l’alchimia con i proprio compagni di squadra potrebbero far pensare a un Leonard-bis anche dopo la free agency dell’estate. Tra le motivazioni più forti il rapporto ottimo con Pascal Siakam e Kyle Lowry. Il camerunese sta dimostrando margini di crescita molto alti in questa stagione tanto da essere tra i candidati per il Most Improved Player. 

Toronto vuole convincerlo con le vittorie” Continua Wojnarowski “Non credo gli possano offrire la geografia del posto e nemmeno le condizioni climatiche. Non c’è null’altro che possono fare a riguardo. Quando si è in questo tipo di organizzazione si vendono i vincenti per cercare di tornare a vincere

Kawhi Leonard-Raptors non più solo una suggestione quindi, ma una possibile realtà. Leonard ha rinunciato all’opportunità a firmare un contratto al massimo intorno ai 219 milioni di dollari quando ha chiesto di andare via da San Antonio. Può firmare un accordo quinquennale con Toronto per circa 189 milioni di dollari o dirigersi altrove con un contratto quadriennale da 141 milioni di dollari.

Kawhi Leonard inarrestabile, l’unica certezza dei Toronto Raptors

Kawhi Leonard-Raptors

Se ancora ce ne fosse stato bisogno, la gara 4 da fantascienza di Kawhi Leonard ha definitivamente consacrato l’ex Spurs come uno dei migliori giocatori del panorama NBA. Elogiare le sue doti difensive è ormai una cosa passata in secondo piano; piuttosto è obbligatorio rendere merito a ciò che ha fatto nella metà campo dei Philadelphia Sixers.  Un’eventuale sconfitta al Wells Fargo Center poteva pesare come un macigno sulle ambizioni dei canadesi. Tuttavia, l’ala piccola ha deciso d pareggiare i conti e riequilibrare la bilancia sul 2-2

LA STRAORDINARIA PROVA IN GARA 4

Una partita clamorosa da parte del leader dei Toronto Raptors, conclusa con 39 punti, 14 rimbalzi e 5 assist, segnando 13 dei 20 tiri tentati. Come se non bastasse a queste cifre va aggiunto il tiro da tre punti messo a segno sul +1 ad un minuto dal termine del match, con la freddezza che lo contraddistingue, e che ha di fatto sancito la vittoria al Wells Fargo Center.

Ad impressionare ancor di più è tuttavia la condizione fisica fatta intravedere, e che non molti si sarebbero aspettati da un giocatore che è stato fermo ai box per un lungo periodo. Ben 42 minuti in campo, tutti da protagonista. La tripla messa a segno nel finale è stata solo la ciliegina sulla torta di una partita giocata e gestita nel migliore dei modi.

The Claw sembra aver raggiunto una tenuta fisica invidiabile, che si aggiunge all’efficacia che da sempre lo contraddistingue. Anche se la lotta con i vari Kevin Durant e Damian Lillard è serrata, può tranquillamente essere considerato il migliore dei playoff attualmente in corso. Nelle 4 sfide contro Philadelphia per lui rispettivamente 45, 35, 33 e 39 punti collezionati. Nell’intera post-season 32.3 punti, 7.7 rimbalzi, 3.4 assist di media tirando col 64%: cifre da capogiro che in pochi possono permettersi.

TUTTO NELLE MANI DI KAWHI LEONARD

Nonostante il grande entusiasmo dovuto alle prestazioni di Leonard, i Toronto Raptors stanno senza dubbio disputando la serie contro Philadelphia al di sotto delle proprie possibilità. Le sconfitte in gara 2 e in gara 3 hanno in particolar modo fatto sorgere più di qualche dubbio riguardo le ambizioni della franchigia canadese. Le aspettative pre-playoff erano molto alte, ma le due vittorie dei 76ers, hanno messo in luce le grandi lacune nel roster a disposizione di Toronto: sembrerebbe essersi instaurata una Kawhi-dipendenza.

Il cast di supporto al numero 2, potenzialmente uno dei migliori in circolazione, ha faticato nel corso del secondo turno, provocando quindi la reazione di Kawhi, capace di caricarsi sulle spalle il peso della propria squadra e di un’intera città, vogliosa di raggiungere i vertici della lega anche nella postseason, soprattutto dopo l’approdo di LeBron James ad Ovest. Segnali di ripresa in gara 4, che però possono essere considerati solo parzialmente sufficienti. Pascal Siakam, nonostante gli vada riconosciuto il fatto di essere l’unico capace di superare i 20 punti di media (oltre a Leonard ovviamente); ha dimostrato seri problemi al tiro nel secondo (9 su 25) e soprattutto, complici le condizioni fisiche non ottimali, nel quarto match della serie (2 su 10).
Ancor più deludenti i due all star Kyle Lowry, che ancora una volta ha fatto un passo indietro rispetto alla regular season; e Marc Gasol, che tuttavia può ritenersi parzialmente soddisfatto per aver fatto un salto in avanti nella partita della scorsa domenica, in cui ha messo a referto 16 punti, ed ha fornito un buon aiuto in fase difensiva, così come Serge Ibaka.

Kawhi Leonard.

Nel complesso dunque, se i secondi violini non riescono ad incidere particolarmente, difficile poter considerare positiva la prova dei Raptors in ottica di traguardi più ambiziosi. Fortunatamente per coach Nurse, Kawhi Leonard ha tanta voglia di far vedere di essersi lasciato alle spalle un travagliato 2017/2018, e di mettersi in mostra in vista della free agency che lo vedrà protagonista. Col passare del tempo però questo stile di gioco rischia di diventare estremamente prevedibile per le difese avversarie, seppur eseguito da un fuoriclasse assoluto.

Raptors, Kawhi Leonard vince e non è più solo: Gasol, Lowry e Ibaka rispondono presente

Dopo la sconfitta di gara 3 era apparso chiaro come a Kawhi Leonard servisse aiuto in attacco, soprattutto da parte di un Marc Gasol fin qui più attento all’esecuzione offensiva che non a “tenere impegnato” Joel Embiid in difesa.

Le condizioni non ottimali di Pascal Siakam hanno reso ancora più importante il ruolo del lungo catalano ex Grizzlies, che assieme a Kyle Lowry, Danny Green e Serge Ibaka ha accettato la sfida e fornito a Leonard l’apporto decisivo per una vittoria cruciale, per la serie, la stagione e dunque per il futuro a breve termine della sua nuova squadra.

Non che Kawhi Leonard non abbia dovuto ricorrere al meglio del suo repertorio offensivo, per spuntarla solo in volata per 101-96 contro i Philadelphia 76ers al Well Fargo Center.

Con una prova da 39 punti, 14 rimbalzi e 5 assist in 43 minuti di gioco, Leonard è diventato solo il terzo giocatore della storia NBA a viaggiare ad almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 3 assist di media, con una percentuale reale dal campo superiore al 60% (66.2% per Kawhi) in più di una serie di playoffs.

Gli altri due a riuscirvi? LeBron James (2016\17) e Kareem-Abdul Jabbar (1976\77). Kawhi Leonard ha coronato la sua gara con un tiro da tre punti di difficoltà proibitiva ad un minuto esatto dal termine, un “missile” da tre punti contro il tentativo di raddoppio dei Sixers allo scadere dei 24 secondi, che ha dato a Toronto due possessi di vantaggio (94-90) e separato definitivamente le due squadre.

Kawhi ha sempre giocato così” Danny Green osserva nel post gara “Sta diventando sempre più bravo nel leggere le situazioni e ciò che la difesa gli propone, e semplicemente smontandola pezzo per pezzo“.

Nel primo tempo è Kyle Lowry a rispondere alla chiamata al dovere. Il tre volte All-Star segna 12 dei suoi 14 punti nei primi 24 minuti, colpisce la difesa dei 76ers con un paio di triple ed al solito è bravissimo nel sacrificarsi a rimbalzo (6 a fine gara) e creando per i compagni (7 assist ed una sola palla persa).

Nel secondo tempo, la difesa di Serge Ibaka (3 stoppate per un Ibaka “vintage”, assieme a 12 punti e 9 rimbalzi in 32 minuti) e soprattutto la maggior presenza offensiva di Marc Gasol aiutano i Raptors a resistere contro i tentativi di Jimmy Butler e J.J. Redick di chiudere la gara.

Gasol chiude la sua partita con 16 punti e 5 rimbalzi, e soprattutto accetta la sfida della difesa dei 76ers, che lo invita al tiro da fuori, e segna due importanti tiri da tre punti (uno per tempo). Ad una maggiore attività in attacco, Gasol aggiunge poi la consueta leadership e capacità di portare blocchi granitici, come ben sa Kawhi Leonard:

Il mio tiro da tre? Ho approfittato del blocco, poi ho visto che (i 76ers, ndr) hanno tentato di raddoppiarmi, non c’era più tanto tempo allora ho cercato di guadagnare spazio andando all’indietro contro Embiid, che è alto e grosso. Un tiro che ho allenato in questi giorni , perché spesso mi era capitato di andare corto in queste situazioni“.

Kawhi (Leonard, ndr) è un giocatore dominante” Così Kyle Lowry “Come lui ne ho visto solo un altro, il mio ex compagno di squadra (agli Houston Rockets, ndr) Yao Ming: quando entrava in ritmo nessuno poteva fermarlo. Kawhi è in questo stato a un mese, ormai“.

Kawhi Leonard e Kyrie Irving, due gare 4 decisive per oggi… e per domani

In sole 24 ore, la stagione di due dei potenziali maggiori free agent estivi, Kawhi Leonard e Kyrie Irving, potrebbero prendere una piega definitiva.

Boston Celtics e Toronto Raptors lotteranno per la loro vita (cestistica) in un’accoppiata di gare 4 che difficilmente ammetteranno grandi repliche. I Celtics di Kyrie Irving saranno chiamati nella notte italiana tra lunedì 6 e martedì 7 maggio a difendere il campo di casa dal terribile Giannis Antetokounmpo e dai suoi Milwaukee Bucks, con la sconfitta di gara 3 ancora nella testa e la consapevolezza di dover tornare comunque a vincere a Milwaukee per superare il turno.

“Relax” è la parola d’ordine di coach Brad Stevens, nel momento più importante della stagione. Un Kyrie Irving competitivo fino alla compulsione “Bryantesca” ha accolto il risultato di gara 3 come un’offesa personale, criticando gli arbitri per i troppi fischi e per i troppi liberi concessi ad Antetokounmpo. E strigliando al contempo la squadra, invitandola a farsi trovare più pronta ed a non disunirsi al primo parziale avversario.

I Boston Celtics avranno necessità di variare piano tattico nella quarta partita, di proporre qualcosa di più (e di meglio) in una serie sinora giocata al ritmo degli avversari, i Milwaukee Bucks sconfitti in gara 1 a causa delle cattive percentuali ed alla grande – e conseguente – pressione difensiva rivolta contro Antetokounmpo.

Quale Irving scenderà in campo lunedì al TD Garden di Boston? Quello dominante e conciliante con i compagni di gara 1, o quello sfrontato, infine nervoso di post gara 2 e gara 3?

Kawhi Leonard ed i Raptors al dunque?

Di tutt’altra “pasta” rispetto ad Irving è fatto Kawhi Leonard. Più monosillabico del solito dopo la disfatta di gara 3 dei suoi Raptors contro i Philadelphia 76ers, Leonard è sembrato ancora più solo nella sua espressione che in campo, a causa anche dell’ennesimo e poco tempestivo “melt-down” (come dicono in USA) di post-season del generale in campo di Toronto Kyle Lowry.

Pascal Siakam è in dubbio per gara 4. I Raptors sono usciti dalla terza partita con le ossa rotte e lo spirito affranto, e con un problema enorme: Joel Embiid ha capito come si fa, e Marc Gasol fatica a prendere le misure al camerunense.

Proprio il lungo catalano, arrivato in coda alla trade deadline di febbraio come miglioramento rispetto al già performante ma spesso infortunato Jonas Valanciunas, potrebbe essere l’asso nella manica per Toronto. I Raptors hanno conosciuto in questi 4 mesi di “frequentazione” solo la versione da facilitatore di gioco di Gasol (3.9 tocchi al gomito a partita per l’ex Grizzlies ai playoffs, -5 rispetto ai tempi di Memphis).

Al Wells Fargo Center di Philadelphia, con un Siakam forse indisponibile e con Kyle Lowry purtroppo storicamente poco affidabile a questi livelli, Marc Gasol dovrà tornare per una notte quello dell’era “Grit & Grind” di Memphis, costringere Embiid a lavorare in difesa e non limitarsi ad una bella interpretazione del Jarrett Allen già affrontato dai 76ers un turno di playoffs fa.

Perdere gara 4 sarà un po’ come perdere un giocatore franchigia appena arrivato in città. La posta è troppo alta per sbagliare ancora, per dei Toronto Raptors all’ultima chiamata.

Raptors, Pascal Siakam (polpaccio) è in dubbio per la decisiva gara 4

Toronto Raptors, la presenza di Pascal Siakam è in dubbio per la decisiva gara 4 della serie contro i Philadelphia 76ers, a causa di un problema al polpaccio destro.

Non è chiaro quando esattamente Siakam si sia infortunato, ma la sua eventuale assenza nella quarta partita, in programma domenica 5 maggio al Wells Fargo center di Philadelphia, priverebbe i Raptors di un uomo da oltre 23 punti a partita in questi playoffs.

Toronto dovrà cercare in gara 4 di evitare di finire sotto per 3-1 nella serie, svantaggio storicamente difficile da superare nella storia dei playoffs NBA. In gara 3 la sola grande prova di Kawhi Leonard non è bastata a reggere la forza d’urto del quintetto di star dei Sixers.

In caso di forfait per Pascal Siakam, il suo posto in quintetto sarà con ogni probabilità coperto da Serge Ibaka, mentre dalla panchina potrebbe trovare più minuti Norman Powell. I Raptors dovranno rinunciare anche per gara 4 a OG Anunoby, ancora non pronto a scendere in campo dopo l’operazione di appendicectomia cui è stato sottoposto alla viglia del primo turno di playoffs.

Ben Simmons multato di $20.000 per la gomitata a Kyle Lowry

Ben Simmons, point guard titolare dei Philadelphia 76ers, è stato multato di 20.000 dollari per una gomitata alle parti basse ai danni di Kyle Lowry dei Toronto Raptors, gesto classificato successivamente come flagrant 1.

Il fatto è avvenuto con 8 minuti da giocare nel secondo quarto di gara 3 delle semifinali della Eastern Conference. Dopo un jumper di Harris dalla media distanza che si spegne sul primo ferro, Lowry fa taglia fuori su Simmons che cade a terra e nel rialzarsi sferra una gomitata sulle parti basse alla guardia dei Raptors.

Gli arbitri non vedono nulla e fanno proseguire la partita come se nulla fosse successo, nonostante le decise proteste di Lowry . Il contatto da parte di Simmons non sembra essere stato involontario ma fino ad oggi non sembrava ci sarebbero state conseguenze.

E di quest’oggi la notizia che il Vice Presidente of basketball operations NBA Kiki VanDeWeghe ha esaminato l’episodio e ha deciso di multare l’All-Star dei Philadelphia 76ers per 20.000 dollari per un fallo giudicato come flagrant 1.

Nel post partita, Kyle Lowry è parso non portare rancore verso Simmons nonostante il colpo sotto la cintura, tanto da commentare: “Non è successo nulla. Lui stesso mi ha assicurato che si è trattato di un incidente fortuito”. Ha poi aggiunto a Josh Lewenberg del TSN : “Non mi dilungherò su qualcosa che non è stato chiamato. Non è un grosso problema.”

Kyle Lowry ha disputato l’ennesima pessima partita dei suoi playoffs giocando 38 minuti ma segnando solo 7 punti con 5 rimbalzi e 5 assist, chiudendo con 2 su 10 ed un plus/minus di -28.

Dall’altra parte Ben Simmons ha disputato una partita discreta, terminata con 10 punti, 7 rimbalzi e 7 assist e 5 su 13 dal campo in 36 minuti giocati.

I Toronto Raptors si trovano ora con le spalle al muro. Sono infatti costretti a vincere gara 4, in programma domenica 5 maggio alle 21.30, ora italiana, per evitare di andare sotto per 3-1, uno svantaggio che significherebbe eliminazione quasi certa.

Kyle Lowry sulla gomitata di Simmons: “Non è successo nulla, può capitare”

Kyle Lowry

Kyle Lowry, point guard dei Toronto Raptors, non sembra intenzionato a sollevare un polverone intorno alla scontro con Ben Simmons avvenuto durante gara 3 tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers.

Nel secondo quarto, Simmons ha colpito Lowry con una gomitata sotto l’altezza della cintura. Un colpo proibito che, nonostante i numerosi richiami di Lowry, non è stato sanzionato dagli arbitri. Nel post-partita, la point-guard di Toronto ha voluto chiudere immediatamente la questione definendo la gomitata di Simmons come un gesto non intenzionale. “Non è successo nulla. Lui stesso mi ha assicurato che si è trattato di un incidente fortuito”.

E’ importante sottolineare il fatto che i due giocatori, già in passato, erano stati espulsi a causa di uno scambio di parole andate ben oltre il semplice trash talking.

L’altro lato della medaglia, non solo Kyle Lowry vs Ben Simmons

Simmons-Lowry da una parte, Siakam-Embiid dall’altra. Vicenda simile ma con ruoli, esito e protagonisti diversi. Pascal Siakam, in lizza per il premio di giocatore più migliorato nonché giocatore imprescindibile per i Raptors, si è visto fischiare un “flagrant 1” per aver deliberatamente provocato la caduta della stella dei 76ers, Joel Embiid.

Al termine della partita, Siakam si è scusato pubblicamente con Embiid, attribuendo tutta la colpa alla frustrazione dovuta al mancato fischio dell’arbitro durante un suo tentativo di penetrazione a canestro. Con Philly che conduce ora la serie con un parziale di 2-1, gara 4 risulterà decisiva per entrambe le squadre con Toronto che è chiamata a riscattarsi e seguire il suo leader maximo Kawhi Leonard, apparso per larghi tratti davvero solo sull’isola, eccezion fatta per qualche lampo di Siakam.

Ma sono soprattutto Kyle Lowry e la panchina dei Toronto Raptors a dover fare qualcosa di più, sia in fatto di statistiche che di impatto vero e proprio sul match. Lowry spesso è protagonista di gara e uscite a vuoto e deve migliorare mentalmente per giocare un basket più efficiente in ogni situazione e contro ogni avversario.