Toronto Raptors si punta ad un altro colpo di mercato?

toronto-raptors-Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Staples Center

Molte sono le franchigie che stanno valutando se cedere o meno le proprie stelle durante il mercato che si chiuderà a febbraio definitivamente con la trade deadline: tra le franchigie che sono maggiormente interessate ad un possibile rafforzamento ce ne sono sicuramente due che si sono ritrovate in testa ad est senza esserne troppo convinte a livello di aspettative dei tifosi e degli addetti ai lavori, ovvero Toronto Raptors e Bucks.

Infatti sia Toronto che Milwaukee potrebbero aggiungere altro talento alle proprie panchine o al proprio starting five andando a rimpolpare un roster già molto competitivo, oggi parliamo dei Raptors nel particolare.

Toronto Raptors pronti a fare follie per Beal?

Partendo infatti dalla franchigia del Canada abbiamo visto come la squadra voglio andare a provare a mettere sotto contratto Bradley Beal cosa piuttosto complicata ma non impossibile. con Kawhi Leonard della propria parte e Danny Green a dare una mano a livello difensivo la squadra si sta ritrovando come una delle migliori della lega in assoluto in grado di essere una delle favorite ad arrivare alle finali di conference e le Finals NBA come appunto i Milwaukee Bucks, Boston Celtics parlando delle squadre ad est.

Se Toronto proverà in tutti i modi a mettere sotto contratto Bradley Beal non è detto che i Wizards siano così disponibili a scambiarlo visti gli ultimi rumors. Di cosa parlano gli insider? Confermano che la franchigia della capitale vorrebbe tenere Beal per cercare di scambiare invece proprio Otto Porter. E’ proprio quest’ultimo il giocatore indiziato a lasciare la franchigia di Washington per fare spazio salariale e concedere alla squadra di avere lo spazio giusto di manovra in estate per assorbire il nuovo contratto di John Wall e per provare a firmare un altro giocatore interessante visti i tanti contratti in scadenza.

Per arrivare in Canada, Toronto dovrà fare dei sacrifici importanti ma punta ad aggiungere un giocatore con quelle caratteristiche:

  • ottimo scorer
  • punti facili
  • esperienza
  • contratto non troppo pesante
  • talentuoso

Il motivo potrebbe essere anche quello di provare a convincere Kawhi Leonard in tutti i modi a restare ancora a Toronto, con dei giocatori di livello assoluto al suo fianco, giovane e che possono migliorare anno dopo anno… Sarà Bradley Beal il rinforzo giusto?

Raptors, un tiratore per i playoffs e le carte in regola per Bradley Beal

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Toronto Raptors alla ricerca di un tiratore, con la suggestione Bradley Beal.

Il sogno probito di ogni contender NBA, la guardia degli Washington Wizards Bradley Beal, non è mai stato ufficialmente in vendita. Il prdotto di Florida ha sin dalle prime difficoltà della squadra rispedito al mittente ogni voce di mercato che lo riguardasse, dedicandosi anima e corpo alla difficile rincorsa ai playoffs.

Voto di fedeltà rinnovato in quel di Londra, prima della vittoria dei suoi Wizards sui New York Knicks nell’edizione 2019 di NBA London Game, per voce del proprietario della squadra Ted Leonsis: “Bradley (Beal, ndr) mi ha promesso i playoffs, i Washington Wizards non si daranno mai al tanking“.

La disgraziata stagione di Washington (un inizio da incubo, l’infortunio di Dwight Howard, i problemi di spogliatoio, le trade, lo stop di John Wall) ha dato presto il via libera alle fantasie (di mercato) più sfrenate sull’ex Florida Gators, autore sinora di una stagione da quintetto All-NBA (24.9 punti, 5 rimbalzi e 5 assist a gara con il 35.4% da dietro la riga dei tre punti in ben 37.3 minuti a partita), e destinato alla sua seconda convocazione consecutiva all’All-Star Game.

Los Angeles Lakers e Toronto Raptors le squadre più attrezzate per intavolare una – al momento improbabile – trade per la stella degli Washington Wizards. Del valore attuale – e soprattutto di mercato – dello “young core” dei Lakers si è già detto di tutto in soli tre mesi di regular season.

Toronto Raptors e Bradley Beal, serve un tiratore…

 

I lanciatissimi Raptors (35-13) hanno superato alla grande la prima metà di una stagione che potrebbe definire i destini della pallacanestro in città per i prossimi 10 anni. Ad Est, Toronto è assieme ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo la favorita d’obbligo per la finale NBA. Il General Manager dei Raptors Masai Ujiri ha puntato tutto su Kawhi Leonard, con l’obiettivo di convincere l’MVP delle finali 2014 a rimanere in Canada oltre la presente stagione.

Una corsa trionfale sino alle Finals aiuterebbe. Mettere le mani su un giocatore di 26 anni, una stella nascente della nuova generazione di fenomeni NBA che sarà sotto contratto per altre due stagioni oltre all’annata in corso garantirebbe continuità al progetto Raptors anche in caso di addio di Leonard e – cosa più importante – potrebbe rivelarsi la carta giusta per trattenere l’ex Spurs in città a lungo.

I Toronto Raptors sono alla ricerca di un tiratore che possa aumentare la pericolosità dall’arco degli uomini di coach Nick Nurse. I Raps sono 24esimi per percentuale, ma 11esimi per tentativi da tre punti a gara.

Kyle Lowry sta viaggiando con il massimo in carriera per assist (9.4) ma il suo 31.1% da dietro l’arco è la peggior prestazione dalla stagione 2009\10 per la guardia 32enne.

Poco meglio del 4 volte All-Star Lowry fanno gli specialisti C.J. Miles (28.9%) e Fred VanVleet (36%). Danny Green sta vivendo in canada una seconda giovinezza, mentre i giovani Paskal Siakam (candidato al premio di giocatore più migliorato dell’anno) e OG Anunoby non sono ancora diventati tiratori affidabili (i playoffs potrebbero metterne a nudo i limiti in questo senso) Il nuovo arrivo Patrick McCaw non può essere la risposta ai problemi al tiro pesante dei Raptors.

Un pacchetto incentato su Jonas Valanciunas, OG Anunoby (Siakam è considerato incedibile) e\0 C.J. Miles e scelte future (Toronto detiene i diritti su tutte le proprie future scelte ad eccezione di quella del 2019 di proprietà degli Spurs) – ed eventuali variazioni sul tema – sarebbe quanto di meglio gli Washington Wizards potrebbero sperare di ottenere a febbraio (i Los Angeles Lakers non intendono muoversi). Valanciunas ha 26 anni ed un contratto in scadenza nel 2020 (player option, come Miles), OG Anunony è un prospetto di grande potenziale.

E Bradley?:

Bradley vuole vincere, vuole competere al massimo livello possibile, vuole giocare per il titolo. Credo che stia iniziando a vedere dei progressi (a Washington, ndr), ed il ragazzo è intenzionato a fare qualsiasi cosa per aiutare e guidare la sua squadra. Gli Wizards sono finiti sul fondo (ad inizio stagione, ndr), ed ora Bradley sta cercandi di fare di tutto per tirarli fuori

– Mark Bartelstein, agente di Bradley Beal –

Toronto Raptors, novità sull’infortunio di Jonas Valanciunas

Steph Curry

Da oltre oceano arrivano notizie sull’infortunio di Jonas Valanciunas. Per i medici dei Toronto Raptors il centro lituano dovrà stare fermo per ancora 4 settimane a causa di un problema al pollice della mano sinistra.

Valanciunas è ai box dal 13 dicembre, quando, durante il big match contro i Golden State Warriors (vinto per 113-93), si è infortunato alla mano dopo aver ricevuto un colpo involontario da Draymond Green.

Valanciunas, attualmente, ha il dito steccato e sta lavorando con lo staff medico dei Toronto Raptors per la riabilitazione. Il giocatore lavorerà su ampiezza dei movimenti e presa sulla palla prima di poter scendere nuovamente in campo. Jonas terrà la stecca per ancora 4 settimane e poi rivaluteremmo le sue condizioni fisiche

 

Così il team canadese tramite profilo uficiale.

Il lituano è alla sua settima stagione NBA (tutte trascorse con la canotta dei Raptors), e sta viaggiando ad una media di 12.8 punti e 7.2 rimbalzi a partita, in uscita dalla panchina. L’ex Zalgiris Kaunas ha perso quest’anno il posto in quintetto base nella squadra allenata da coach Nick Nurse, riuscendo comunque a dare un contributo importante dalla panchina.

Raptors, cosa comporta l’infortunio di Jonas Valanciunas

A conseguenza dell’infortunio di Valanciunas, sono nettamente aumentati i minuti a disposizione del centro ex Milwaukee Bucks Greg Monroe. Negli ultimi 13 match, Monroe ha tenuto una media di 6.1 punti e 5.2 rimbalzi, in 15 minuti a partita e due partenze nello starting five per la squadra di kawhi Leonard e compagni.

Patrick McCaw verso i Toronto Raptors, i Cleveland Cavs evitano sanzioni?

Patrick McCaw diretto in Canada, per l’ex Warriors e Cavs previsto un contratto annuale con i Toronto Raptors.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowksi di ESPN. McCaw era stato tagliato dai Cleveland Cavs solo una settimana dopo la firma di un contratto biennale parzialmente garantito con la squadra allenata da coach Larry Drew.

Un caso controverso che ha generato – su richiesta della ex squadra del prodotto di UNLV, i Golden State Warriors – un’indagine formale della NBA.

La lega indagherà su un eventuale tentativo dei Cavaliers di aggirare le regole salariali, offrendo al restricted free agent McCaw un contratto che la squadra che ne deteneva i diritti – Golden State – non avrebbe potuto pareggiare per motivi salariali, per poi tagliare il giocatore e ri-accordarsi con quest’ultimo a cifre minori.

Il regolamento NBA vieta espressamente “accordi sottobanco” e “gentlemen agreements” tra squadre e giocatori, e prevede sanzioni economiche ed amministrative in caso di infrazioni.

Il probabile accordo tra Patrick McCaw ed i Toronto Raptors dovrebbe scardinare ogni sospetto di colpevolezza ai danni dei Cleveland Cavs. Come riportato da ESPN, la NBA aveva già esaminato e approvato l’offerta dei Cavaliers per l’ex Warriors.

L’ex UNLC Rebels è uscito nella serata di mercoledì dalla lista dei giocatori svincolati, ed è pertanto libero di firmare a qualsiasi cifra con qualsiasi squadra.

Raptors KO a San Antonio, mare di fischi per Kawhi Leonard: “Me li aspettavo, io guardo avanti”

L’accoglienza riservata dal “popolo” degli Spurs per Kawhi Leonard a San Antonio, nella partita del ritorno da avversario all’AT&T Center, non è stata delle migliori, come da copione.

Il pubblico di casa ha perfidamente marcato la distinzione tra Leonard, fischiato sonoramente per l’intera gara, e Danny Green, coinvolto per motivi salariali e tecnici nella trade tra Raptors e Spurs, ed acclamato invece come un eroe di ritorno.

Gli ululati di disapprovazione dagli spalti del palazzo dello sport di San Antonio, Texas, iniziano già alla comparsa di Kawhi Leonard in campo per il riscaldamento pre-partita, ad AT&T Center ancora mezzo vuoto.

I fischi? Me li aspettavo. Non sono sorpreso, li avevo messi in conto. Un può sperare, pensare a questo e quello e prepararsi alla peggior accoglienza possibile, sapevo ci sarebbero stati tanti fischi, ma anche qualche applauso

– Ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio –

 

Raptors troppo rimaneggiati (ancora fuori Kyle Lowry e Jonas Valanciunas), e San Antonio Spurs troppo carichi, difficile aspettarsi un partita equilibrata. I padroni di casa segnano 38 punti nel solo primo quarto (38-19), Rudy Gay e Demar DeRozan premono sull’acceleratore e segnano 16 punti in due nei primi 12 minuti di gara.

Nel secondo quarto, il vantaggio Spurs cresce sino a +25 (50-25), DeRozan è scatenato e chiude il primo tempo a quota 19 punti segnati. Dopo 24 minuti (67-51) la partita è già in ghiaccio per San Antonio. Un determinatissimo DeMar trova nella seconda metà di gara giusto il tempo di mettere assieme la sua prima tripla doppia in carriera (21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist in 33 minuti).

Kawhi Leonard a San Antonio: “La rottura con gli Spurs? Ci penserò quando smetterò di giocare”

 

I San Antonio Spurs hanno proiettato prima della palla due un video-tributo per i due ex di giornata Kawhi Leonard e Danny Green. Leonard ha chiuso la sua partita con 21 punti e 5 assist in 32 minuti, guidando un attacco che – in contumacia Kyle Lowry – fatica a creare e segnare buoni tiri, soprattutto dalla lunga distanza (6 su 30 da tre punti, 0 su 6 per Green).

Dall’altra parte, il pallone per i caldissimi San Antonio Spurs (22-17, 7-3 nelle ultime 10 partite giocate) è leggerissimo. DeMar DeRozan e compagni chiudono col 55.4% al tiro, ed il 48.1% al tiro da tre punti (13 su 27), mandano sei uomini in doppia cifra.

Segnali di una partita tra le tante, ma non come una delle tante. A fine gara, Kawhi Leonard si intrattiene per alcuni minuti sul parquet dell’AT&T Center con Gregg Popovich, con lo storico preparatore atletico nero-argento Chip Engelland e con alcuni ex compagni.

Gregg Popovich ha poi commentato l’accoglienza incontrata da Kawhi Leonard a San Antonio, dicendosi “dispiaciuto”:

Mi è dispiaciuto per lui, per la situzione. Kawhi è un bravo ragazzo, tutti nella vita prendiamo decisioni difficili, pensiamo al nostro futuro e a cosa può essere meglio per noi, è un nostro diritto. Onestamente si, mi è dispiaciuto (…) Possiamo pensare a questa partita come ad una partita speciale, forse a ragione, ma la verità e che noi cerchiamo di non pensare mai ad una sola gara. Guardiamo il quadro generale, pensiamo ad eseguire il nostro piano partita ed a giocare meglio del nostro avversario di giornata. Questo è quello che vogliamo fare, a prescindere da chi abbiamo di fronte

– Gregg Popovich sul ritorno di Kawhi Leonard a San Antonio –

 

 

Così il protagonista della serata Kawhi Leonard a fine partita:

Abbiamo giocato abbastanza male, soprattutto in difesa. Gli Spurs sono stati bravissimi a spingere e trovare i tiratori sul perimetro (…) i fischi? Penso che in questi mesi i media abbiano fatto un buon lavoro nell’influenzare il pubblico, ero dunque preparato ad un’accoglienza simile, il terreno erà già stato preparato. Rimpianti per come sono andate le cose l’anno scorso? A volte si, ma oggi è un nuovo anno, una nuova stagione, ed io sono concentrato esclusivamente su ciò che ci attende. Sconfitta a parte, sono contento di aver chiuso la partita senza farmi male, abbiamo bisogno però di tornare su alcuni punti. A quello che è successo la stagione passata ci penserò quando avrò smesso di giocare. Ora devo solo guardare avanti e migliorare giorno dopo giorno

– Kawhi Leonard a San Antonio –

Futuro Leonard: perché i Raptors pensano di riuscire a tenerlo

Una delle situazioni più interessanti ed intriganti è quella legata al futuro di Kawhi Leonard. Il giocatore, attualmente ai Raptors, diventerà free agent nella prossima estate e sarà uno dei pezzi pregiati della sessione visto anche l’interesse di praticamente tutte le franchigie NBA verso di lui.

Se per molti l’addio da Toronto pare scontato, il pensiero della dirigenza canadese, stando alle ultime, appare ben diverso. Filtra infatti molto ottimismo tra i membri dello staff circa una possibile permanenza dell’ex Spurs in Canada.

Futuro Leonard: i Raptors ottimisti sulla possibile permanenza

Al momento della trade per arrivare a Leonard, con DeRozan che andò a San Antonio, i Raptors sapevano benissimo della sua situazione contrattuale ma che comunque avrebbero avuto un anno di tempo per convincerlo a restare a Toronto. Fondamentale sarà puntare sui vari dettagli e lo staff della franchigia lo sa benissimo. Interessanti a tal proposito le parole del GM Bobby Webster: “Puoi sempre fare quel passo in avanti. Gli atleti professionistici vedono quello che fa, entrano in un nuovo contesto e vedono quali sono le differenze fra le varie organizzazioni: la vivono, ogni giorno, vedono tutto”.

Tuttavia va detto di come, seppur si stia trovando bene a Toronto, Leonard non abbia mai voluto rivelare quali siano le sue priorità nella scelta che dovrà fare in estate. “Non ci sto pensando. Mi sto concentrando sull’opportunità che ho qui e sugli obiettivi della stagione. Più avanti, quando sarà il momento, prenderò la mia decisione”, ha detto a ESPN.

Ujiri sicuro su Kawhi Leonard: ecco perché

Il presidente dei Raptors, Masai Ujiri, si è detto molto ottimista circa la possibilità che Kawhi resti in Canada per varie ragioni. La prima è che i Raptors, da 3 stagioni prima dell’arrivo del giocatore, ha sempre superato le 51 vittorie in regular season ed arriva alla prossima partita, quella di giovedì sera contro gli Spurs, con 28 vittorie. Stando alle proiezioni dell’NBA FiveThirtyEight la franchigia canadese ha una probabilità del 38% di raggiungere le Finals NBA, cosa che non è mai riuscita a Toronto.

Altra ragione valida è quella legata all’età del roster che, in proiezione, è competitivo per i prossimi anni. Tutto questo grazie anche alla selezione delle prime scelte come Pascal Siakam, OG Anunoby e Delon Wright, a quelle del secondo, come Norman Powell e dei free agent, come Fred VanVleet. A questo va da aggiungere che nel 2020 i Raptors avranno grande spazio di manovra per puntellare al meglio la rosa e, qualora restasse, modellare la squadra intorno a Kawhi Leonard.

Infine altra motivazione importante potrebbe essere quella legata a come l’infermeria della franchigia ha tenuto alle condizioni di Leonard. Il giocatore era andato in rotta con gli Spurs anche per questo motivo e non a caso i Raptors hanno sempre cercato di risparmiare il ragazzo nei back-to-back, andando incontro alle esigenze del giocatore, della stagione per farlo recuperare a pieno. Come riferito dal giocatore il suo obiettivo è quello di avere “una carriera lunga e sana” ed il trattamento avuto dallo staff medico della franchigia canadese potrebbe risultare decisivo al momento della scelta di questa estate.

Di questo ha parlato Webster: “L’attenzione ai dettagli dal punto di vista medico è stato qualcosa di centrale ed importante dal momento del suo arrivo. Questo risale già a luglio quando l’ho incontrato la prima volta, cosi come tutti i vari allenamenti specifici. Penso che ormai abbia instaurato una relazione molto personale con lo staff medico che sta lavorando con lui per mantenere il corpo in linea ed essere sempre al meglio”.

Chiudiamo con le parole di Leonard su questo argomento: “Quest’anno per me è decisamente un problema essendo mancato tutta la scorsa stagione. Sono abituato a 30-40 partite all’anno ma lavorando sto tornando al livello dei miei compagni anche se non ho ancora recuperato del tutto il ritmo partita, il tiro ed altre cose che perdi quando stai fermo cosi tanto. Appena sono arrivato non riuscivo ad allenarmi al 100% e lo staff è stato fantastico con me facendomi capire che non c’era fretta e che mi dovevo prendere il mio tempo per recuperare al meglio per arrivare in buona salute ai playoff”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Raptors, Kawhi Leonard e Siakam abbattono Utah: “Fiducia nel mio tiro”. Nurse: “Pascal arma in più”

Kawhi Leonard MVP

Senza Kyle Lowry, i Raptors si affidano al talento di Kawhi Leonard per battere gli Utah Jazz alla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario.

L’ex San Antonio Spurs firma una partita da 45 punti e 6 rimbalzi, attaccando costantemente la difesa di Utah e conquistandosi ben 17 tiri liberi (di cui 13 convertiti). Leonard e Pascal Siakam trovano per Toronto la 28esima vittoria stagionale, Raptors-Jazz termina 122-116.

Gli Utah Jazz (18-20) ritrovano Ricky Rubio, mentre per Toronto – oltre a Lowry – ancora fuori Jonas Valanciunas. Kawhi Leonard ed un sempre più convincente Pascal Siakam ispirano un terzo quarto da 44 punti (record di franchigia) per Toronto, che porta i Raptors sul +10 (95-85) in apertura di ultimo periodo.

Nel terzo quarto, sono ben 19 i punti segnati dal solo Leonard, con 7 su 7 al tiro. 13 i punti segnati da Siakam, che chiude la sfida di Toronto con un career high da 28 punti, ai quali il camerunense aggiunge 10 rimbalzi, e 3 triple mandate a bersaglio.

“Kawhi (Leonard, ndr) ha segnato dal post, ha segnato in isolamento, ha segnato in entrata nonostante la presenza di Rudy (Gobert, ndr). Allora abbiamo iniziato a marcarlo appena superata la metà campo, e l’unica cosa che abbiamo ottenuto è stato mandarlo in lunetta continuativamente

– Quin Snyder dopo Raptors-Jazz –

 

Kawhi Leonard e Pascal Siakam segnano ben 73 dei 122 punti finali dei Raptors. Norman Powell trova spazio in uscita dalla panchina e chiude con 14 punti in 22 minuti di gioco

Per Utah, altra serata di tiro difficilissima per Donovan Mitchell (19 punti con 7 su 23 al tiro), Joe Ingles non trova mai il canestro (5 punti e 0 su 5 dal campo) in 34 minuti di gioco, e Jae Crowder si scopre realizzatore e chiude con 30 punti e 6 rimbalzi (9 su 15 al tiro, 5 su 7 da dietro l’arco).

Raptors-Jazz, Kawhi Leonard: “Fiducia nel mio tiro”

 

I 45 punti segnati da Kawhi Leonard sono il massimo in stagione per l’ex Spurs. Nonostante le assenze, la panchina lunga dei Raptors si dimostra valore aggiunto per coach Nick Nurse ed i suoi, impegnati in un testa a testa con i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo per il primato nella Eastern Conference.

Nel post gara, Leonard e Pascal Siakam si sono presentati ai cronisti:

Ho trovato subito un buon ritmo. In partite così, è veramente facile segnare tanti tiri. Ho accettato subito la sfida, ho iniziato aggressivo e dopo un paio di errori ho continuata ad attaccare. Avevo fiducia nel mio tiro

– Kawhi Leonard dopo Raptors-Jazz –

 

 

Un Pascal Siakam visibilmente soddisfatto ha parlato della prova dei suoi. I Raptors hanno tentato solo 20 conclusioni da dietro l’arco dei tre punti (7 su 20), attaccando il canestro e chiudendo con il 54.9% al tiro, e 35 tiri liberi conquistati.

Io mi sentivo bene in campo, Kawhi idem. Avevamo bisogno di trovare canestri e punti facili, ultimamente le nostre percentuali di tiro non erano state un granché. Ma abbiamo fiducia nei nostri tiratori, dobbiamo solo continuare a creare buoni tiri. Oggi non ho esitato quando i miei compagni mi hanno trovato libero sul perimetro, ed ho segnato

– Paskal Siakam dopo Raptors-Jazz –

 

Nick Nurse si sofferma sulla prova del camerunense: “Molto bene. Ha segnato tre triple in fila, le sue percentuali al tiro stanno crescendo visibilmente, diventerà un’arma in più per noi, una cosa molto importante. Sta diventando molto bravo nello sfruttare gli spazi in campo, nel trovare sempre posizione ed angoli giusti per ricevere il pallone“.

I Toronto Raptors saranno di scena venerdì 4 gennaio a San Antonio, Texas, contro gli Spurs di Gregg Popovich. Per Kawhi Leonard si tratterà del primo ritorno all’AT&T Center dopo la trade estiva che ha spedito l’MVP delle Finali NBA 2014 e Danny Green ai Raptors, in cambio di DeMar DeRozan e Jakob Poeltl.

Raptors, problemi alla schiena per Kyle Lowry, Nurse: “Preoccupazione, ma Kyle tornerà in fretta”

Toronto Raptors

La point-guard dei Toronto Raptors Kyle Lowry rimarrà fuori a tempo indeterminato, a causa di problemi alla schiena che hanno reso necessarie nei giorni scorsi delle iniezioni di antidolorifico.

Ad annunciare la notizia è lo stesso team, come riportato da Tim Bontemps di ESPN. Lowry aveva saltato l’ultima esibizione del 2018 dei Toronto Raptors, la vittoria per 95-89 sul campo dei Chicago Bulls domenica 30 dicembre.

Nelle ultime settimane, Lowry ha accusato un problema fisico alla zona lombare della schiena. Dopo la sfida dello United Center, coach Nick Nurse aveva dichiarato ai cronisti come la natura del problema fisico di Lowry comportasse “un certo grado di preoccupazione” per il suo staff.

Siamo un poco preoccupati. Lo siamo sempre quando qualcuno dei nostri ha un problema fisico. Chi non vorrebbe il proprio All-Star sempre in forze ed in campo? Siamo fiduciosi sul fatto che il recupero si Kyle stia andando per il verso giusto. Rivaluteremo le sue condizioni nei prossimi giorni

– Nick Nurse su Kyle Lowry –

 

L’ultima partita giocata da Kyle Lowry in questa stagione risale al 22 dicembre scorso. Nelle successive 8 partite, guai fisici alla schiena e ad un quadricipite hanno costretto il due volte All-Star al forfait.

I Toronto Raptors 27-11) ospiteranno nella notte di martedi gli Utah Jazz (18-19). In 30 partite disputate, Kyle Lowry sta tenendo una media di 14.4 punti, 9.8 assist e 4.5 rimbalzi a gara.

Pascal Siakam è l’ingranaggio perfetto

Pascal Siakam

La storia di Pascal Siakam è una di quelle out of script difficilmente credibile e inquadrabile: fino ai 15 anni stava percorrendo la strada in seminario per diventare prete e il basket lo aveva toccato soltanto marginalmente fino a quel momento, poi la svolta. La scelta del padre di mandarlo in seminario non rispecchiava più le idee di Pascal, lui tra ritardi, assenze ingiustificate e carenze scolastiche si è guadagnato l’espulsione dal collegio ecclesiastico. La sua carriera cestistica avrebbe potuto vedere il suo inizio e la sua fine nello stesso contesto, ovvero quello del camp basketball without borders dove partecipa per due volte prima di essere scelto dalla God’s Academy di Lewisville Texas. L’anno successivo va a New Mexico State, dove gioca 2 stagioni ad altissimo livello e vince il premio di miglior giocatore 2015-16 della Western Athletic Conference grazie ai 20.2 punti, 11.6 rimbalzi e 2.2 stoppate di media. Questo suo continuo migliorarsi abbinato a delle doti fisiche fuori dal comune lo portano ad esser scelto dai Toronto Raptors nel draft 2016 con la 27ª pick. Se fino ai 15 anni non hai mai giocato competitivamente a pallacanestro e a 22 sei in NBA e a 24 sei tra i favoriti per il premio di Most Improved Player significa che sei davvero speciale!

Pascal Siakam dopo essersi fermato sul blocco di Bell si allunga per contestare e stoppare il tiro di uno dei giocatori meno stoppabili al mondo. Questa giocata difensiva è un misto di tecnica e fisicità devastante, gli unicorni del basket del 2019 non si vedono solo in attacco, anzi.

PASCAL SIAKAM: MIGLIORARSI

Nello sport professionistico molto spesso si sente parlare di potenziale per giocatori giovani (e non) e come questo possa esplodere se alcuni aspetti del loro gioco dovessero migliorare. Esempi facili sono quelli di Giannis Antetokounmpo e Ben Simmons che ‘qualora dovessero metter su un jump shot credibile’ sarebbero immarcabili del tutto; ecco questo miglioramento è sì potenzialmente realizzabile e ci sono moltissimi esempi a testimoniarlo, ma è tutt’altro che scontato o immediato. Per questo la crescita in vari situazioni tecniche-tattiche-fisiche-mentali di certi giocatori va evidenziata e apprezzata e Siakam è uno di questi esempi a pieno titolo. Pascal grazie al duro lavoro adesso sa fare tante cose in un campo di pallacanestro e dà la sensazione di poterne imparare anche altre nei prossimi anni. Ha passato un’intera estate a giocare da point guard negli scrimmage proto NBA per migliorare il ball handling e le doti da passatore, tira almeno 500 triple al giorno per diventare un tiratore sempre più credibile e la sua selezione dei tiri è più sensata degli inizi di carriera. Circa il 73% dei suoi tiri sono layup o triple, infatti soltanto il 3.4% dei punti segnati proviene dal midrange (tiro statisticamente peggiore) e ha 64.3% di true shooting percentage il che lo rende 6° di tutta la lega tra quelli che hanno giocato almeno 15 partite.

 

Il suo progresso è facilmente verificabile pure con le statistiche non avanzate, perché è migliorato in TUTTE le voci principali.

SeasonAgeTmLgPosGGSMPFGFGAFG%3P3PA3P%2P2PA2P%eFG%FTFTAFT%ORBDRBTRBASTSTLBLKTOVPFPTS
2016-1722TORNBAPF553815.61.93.7.5020.00.1.1431.93.6.515.5050.40.6.6881.22.23.40.30.50.80.62.04.2
2017-1823TORNBAPF81520.73.16.1.5080.41.6.2202.84.5.612.5370.71.1.6211.03.54.52.00.80.50.82.07.3
2018-1924TORNBAPF363530.55.79.9.5760.72.1.3245.07.8.642.6102.33.0.7761.44.96.32.71.10.71.72.914.4
CareerNBA1727821.13.36.2.5300.31.2.2542.94.9.599.5550.91.3.7041.13.44.51.60.70.70.92.27.8

QUANTO E’ IMPORTANTE PER I RAPTORS?

Per Toronto è una sorta di Draymond Green, può difendere 4 posizioni e anche alcuni centri, se lasciato libero sa segnare da 3 punti, passatore notevole, guida la transizione offensiva in modo fantastico, buon rimbalzista, hustle player, ha un wingspan che gli permette di fare recuperi in closeout che per altri sarebbero impensabili e ottenere deflection, sa difendere il ferro con verticalità. Insomma, tutte queste caratteristiche lo rendono un cog man (espressione americana difficilmente traducibile “uomo ingranaggio“) uno di quelli che rende un good team –> un great team! Una delle cose che fa meglio in attacco, oltre attaccare in velocità il ferro, è quella di prendere decisioni veloci, specifica sempre più importante in un basket fatto di flow e ritmo offensivo. Effettuare scelte rapide gli permette spesso di fare una giocata contro difese non piazzate in modo ideale; crea 3.5 tiri su 100 possessi e può progredire un minimo nella capacità di crearsi da solo un tiro dal palleggio (ad es: solo 1 tripla delle 24 segnate non è stata assistita).

Siakam legge la situazione e mentre CJ Miles sta ancora penetrando, va ad occupare l’angolo pronto a ricevere e tirare. In questo è diventato bravo ed automatico.

Se i Raptors sono la squadra che crea più attacco di tutti in penetrazione, ben il 35.3%, buona parte del merito è del camerunese che un po’ alla Greak Freak quando ha luce davanti a sé tende ad attaccare il ferro senza pensarci due volte. Toronto quest’anno sembra diversa (sì è vero lo diciamo ogni anno) ma chiaramente i risultati in regular per quanto importanti non potranno bastare per valutare la stagione, bisognerà passare l’esame playoff troppo spesso fallito.

La panchina lo scorso anno era il fiore all’occhiello dei canadesi e uno dei fattori che la rendeva tale era la presenza di Siakam. Il numero 43 è passato dall’essere un giocatore utilizzato in modo singolare al primo anno (38/55 da titolare, ma 15′ di media con molto garbage time), a un giocatore chiave della miglior panchina della lega e infine ad essere uno starter candidato per All Star Game e MIP.

In questa gif si può notare la sua abilità nel correre il campo e l’esplosività nell’attaccare il ferro. Si nota anche una difesa più che pessima dei Pistons, ma facciamo finta di niente.

 

Il premio di più migliorato, come tutti i premi individuali, lascia il tempo che trova, però quest’anno potrebbe andare nelle mani di un giocatore che ha fatto del migliorarsi uno stile di vita sul quale costruire una carriera NBA di successo e per questo il premio acquisterebbe un po’ di valore. Pascal Siakam è diventato l‘ingranaggio perfetto per far funzionare una squadra vincente.

 

Super Leonard, Green decisivo: Toronto passa a Miami

Leonard e Green-Kawhi Leonard

Stanno diventando sempre più i Raptors di Leonard e Green. Toronto si lascia alle spalle un Christmas Day che li ha visti per l’ennesima volta assenti, e torna a vincere. Dopo l’assenza di Kawhi Leonard contro i 76ers, i Raptors volano a Miami dovendo fare a meno dell’altro all star, Kyle Lowry, a causa di un problema che lo tiene in dubbio anche per l’altra trasferta in Florida, questa volta ad Orlando.

Sul difficile campo degli Heat di Dwayne Wade sale in cattedra Kawhi, che mette a segno un altra super prestazione da 30 punti e 8 rimbalzi. Il due volte difensore dell’anno a fine gara si dice contento per il gioco espresso: “Giochiamo molto bene l’uno con l’altro”

Un match molto combattuto; dal momento in cui mancavano 1.19 secondi sul cronometro, le squadre si sono alternate per ben quattro volte il comando della partita. A decidere il tutto però, è stata una tripla nel finale di Danny Green, che riporta in vantaggio i Raptors dopo aver rimontato 17 punti. Una brutta marcatura di Wade ha causato il tiro decisivo; il futuro hall of famer alla fine del match ha espresso la sua amarezza: “Non sono arrabbiato per la sconfitta, quella ci può stare, ma per come ho giocato: ho bucato completamente la marcatura su Green nel possesso decisivo”

Danny Green sempre più uomo-chiave

Arrivato nello scambio Leonard-DeRozan, Green non era stato tenuto in grande considerazione durante l’offseason. I risultati sul campo però stanno ripagando le mosse della dirigenza canadese: Kawhi si dimostra uno dei principali candidati al premio di MVP; Danny Green un giocatore cruciale. Non è la prima volta che consegna infatti vittoria alla propria squadra e le ottime prestazioni gli continuano a garantire un posto da titolare.

 

Raptors senza Christmas Day, coach Nurse deluso

Toronto Raptors, Nick Nurse: "Siamo una squadra molto versatile"

Neppure quest’anno l’NBA si fermerà il giorno di Natale. Il menù del Christmas Day 2018 è più ricco che mai, eppure una delle portate principali sembra mancare all’appello. La migliore squadra della lega al momento, i Toronto Raptors, non vedono una loro partita in programma il prossimo 25 dicembre.

Questa assenza non ha fatto piacere al coach dei canadesi, Nurse, che in seguito alla sconfitta contro i Philadelphia 76ers (senza Kawhi Leonard) ha dichiarato: “Penso che sia un giorno da giocare, che il nostro team vorrebbe giocare, e che ai nostri fan piacerebbe sicuramente vederci giocare”.

Effettivamente il fatto che la franchigia di Toronto sia costretta a guardare in TV le altre contender affrontarsi in un giorno così importante lascia un po’ di amaro in bocca. I Raptors sono da anni al vertice della Eastern Conference e in questa stagione godono della presenza di un potenziale Mvp, quale Leonard, nel proprio roster; tutto ciò non basta. Per risalire all’ultima apparizione della franchigia tra le partecipanti nei match del 25 dicembre, bisogna addirittura tornare indietro fino al 2001, contro i New York Knicks (che tra l’altro questa rappresenta l’unica)

Natale senza Toronto, ma lo spettacolo rimane

Se da un lato sicuramente c’è rimorso per non poter vedere all’opera i Raptors, dall’altro si è certamente consapevoli dello spettacolo che attende ogni appassionato tra due giorni. Il piatto forte è sicuramente rappresentato dalla sfida dei Lakers di LeBron James ai Warriors, ma la maratona inizierà dalle 18, per poi concludersi il mattino seguente.

New York Knicks- Milwaukee Bucks alle 18

Houston Rockets-Oklahoma City Thunder alle 21

Boston Celtics-Philadelphia 76ers alle 23.30

Golden State Warriors-Los Angeles Lakers alle 2.00

Utah Jazz-Portland Trail Blazers alle 4.30

Niente back-to-back per Leonard, fuori anche contro i 76ers

Leonard back-to-back

Leonard back-to-back che non lo vedrà protagonista: ancora una volta. La sfida di questa notte fra Philadelphia e Toronto perde il suo protagonista principale: Kawhi Leonard. I Raptors infatti non hanno nessuna voglia di rischiare e preferiscono tenere fuori la loro star in gran parte dei back-to-back. Lo scorso hanno con la maglia degli Spurs aveva giocato solo 9 partite, causa infortunio che sarebbe meglio prevenire per una contender. L’importanza del giocatore in chiave playoff ha spinto coach Nurse a prendere questa decisione.

Niente sfida con Jimmy Butler dunque, in una sfida che si preannuncia comunque spettacolare tra due delle migliori franchigie ad Est. Il due volte difensore dell’anno ha dato però un super contributo nella vittoria della scorsa notte contro i Cavs, in cui ha messo a segno ben 37 punti.

Leonard back-to-back che salta di nuovo

Come detto i Raptors, complice la grande profondità del proprio roster, non hanno bisogno di forzare con minuti extra Leonard, aspettandolo per Aprile ed i mesi a seguire. Questa scelta però è vantaggiosa anche per il giocatore stesso, free agent nel 2019. Il rischio di incorrere in infortuni e quindi generare meno interesse nelle squadre che possono offrirgli un max contract (come successo a DeMarcus Cousins lo scorso anno), lo porta a prediligere di giocare qualche partita in meno, piuttosto che pagarne le conseguenze a fine stagione, in cui i Raptors faranno comunque di tutto per tenerlo.