Otto Porter va ai Chicago Bulls, Jabari Parker e Bobby Portis agli Wizards

Gli Washington Wizards avrebbero spedito Otto Porter Jr ai Chicago Bulls, in cambio di Jabari Parker e Bobby Portis, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

 

I Chicago Bulls avrebbero incluso una seconda scelta al draft NBA 2023, come riportato da Adrian Wjnarowski di ESPN.

 

Gli Wizards dicono con ogni probabilità addio ad ogni residua possibilità di post-season con la partenza di Porter. Jabari Parker diventerà con ogni probabilità free agent a fine stagione (team option sul secondo anno del biennale da circa 40 milioni di dollari per l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks).

 

Bobby Portis è all’ultimo anno del proprio contratto da rookie e diventerà free agent a fine stagione. Il prodotto di Arkansas sarà eleggibile per una qualifying offer annuale da 3.4 milioni di dollari a partire dal 1 luglio.

 

Come riportato da David Aldridge di The Athletic, la mossa degli Wizards consentirà a Washington di rifirmare in estate i giovani Tomas Satoransky e Thomas Bryant, due delle ben poche note positive della sventurata stagione nella capitale.

 

 

 

 

E’ una sensnazione un po’ strana” Così Bradley Beal sulla cessione di Otto Porter “Ma noi siamo dei professionisti, e come tali dobbiamo comportarci. Vengono prese delle decisioni, alcuni giocatori partono ed altri arrivano. Non possiamo farci molto. Otto (Porter, ndr) è stato per tanti anni parte di questa squadra… guardiamo avanti. Porter ha le qualità per diventare il leader di una squadra giovane, so che farà benissimo a Chicago. Noi diamo il benvenuto a Bobby (Portis, ndr) e a Jabari (Parker, ndr) e guardiamo avanti

Lakers, c’é ancora interesse per Trevor Ariza

Oltre all’affare Anthony Davis, che per il momento é entrato in una fase di stallo, i Los Angeles Lakers stanno vagliando il terreno per altri rinforzi. Rimane caldo il nome di Trevor Ariza: potrebbero esserci sviluppi prima della trade deadline. Lo riporta Ramona Shelburne di ESPN.

 

Lakers su Ariza: naufraga il progetto giovani?

I Lakers infatti, soprattutto dopo la batosta di questa notte, starebbero pensando ad un modo per rinforzare il roster, aggiungere giocatori di qualità ed esperienza in grado di dare una idendità difensiva chiara al team. Difficile capire però cosa farà Washington di uno dei suoi uomini di punta difensivamente parlando. Al momento Los Angeles tratta diversi giocatori per differenti ruoli, pronta a sferrare l’attacco decisivo per aumentare il tasso tecnico di una squadra giovane, ma senza grandissimi margini di miglioramento.

Potrebbbe dunque trattarsi nel caso di Ariza di una idea da sviluppare last minute, durante la trade deadline qualora l’eventuale proposta ultima arrivata ai Pelicans da parte di Magic and co, fosse rifiutata. C’è da attendere ancora un giorno prima che si decidano le sorti di molte franchigie, ma è chiaro che i Lakers e LeBron James hanno bisogno di ben altro per centrare l’obiettivo playoffs ed i giovani sembrano al momento fuori mentalmente dall’idea di restare ad LA complici voci di mercato che hanno destabilizzato completamente l’ambiente. Che succederà nelle prossime ore?

John Wall-infortunio: i tempi di recupero

Novità per gli Wizards sul tema John Wallinfortunio: infatti secondo quanto riportato da Shams Charania sul suo profilo Twitter, la stella degli Washington Wizards si è sottoposto ad un intervento chirurgico dopo essere caduto in casa e rotto di conseguenza il tendine d’achille. I tempi di recupero per il play di Washington non sono più gli originali 6-8 mesi, infatti dopo la caduta i tempi di recupero si sono allungati e diventati 12 mesi. Staremo a vedere se gli Wizards tenteranno di rimpiazzarlo in qualche modo anche magari nella prossima Free Agency

Concessa ai Wizards la Disabled Player Exception per John Wall

Disabled Player Exception-Lonzo Ball vs John Wall

La lega ha fatto sapere ai Washington Wizards di aver concesso loro la Disabled Player Exception per John Wall. La franchigia della capitale riceverà 8.6 milioni di dollari per via dell’infortunio che ha fatto chiudere la stagione al playmaker titolare dei Wizard (fonte Shams Charania giornalista di The Athletic).

Arriva la Disabled Player Exception per John Wall

Il 28enne americano è fermo da fine 2018 (l’ultima partita l’ha giocata il 27 dicembre contro i Pistons) dopo esser stato costretto a sottoporsi a un operazione che gli farà perdere dai 6 agli 8 mesi.

Il team di coach Scott Brooks ha tempo fino all’11 marzo per usare i soldi della DPE e mettere sotto contratto un giocatore. I maghi hanno attualmente una sola altra PG di ruolo, ossia Tomas Satoransky. Infatti, il nativo di Praga, è passato dal giocare 20/25 minuti a partita, in uscita dalla panchina, ai 39 giocati ieri sera contro i Warriors. I milioni arrivati dall’infortunio di Wall danno alla squadra di Washington la possibilità di mettere in rosa un play (anche piuttosto decente), che possa far rifiatare Satoransky a match in corso.

I Wizard hanno uno score di 20 W e 26 L (di cui 9 nelle prime 9 partite) e sono attualmente in decima posizione nella Eastern Conference, a sole due vittoria dagli Heat che occupano l’ultimo posto disponibile per i playoff.

Il cinque volte All-Star, John Wall, è stata una perdita pesantissima per il suo team (nonostante sia che dalla sua assenza è arrivata la sbocciatura dell’ex Barcellona). Infatti Wall stava viaggiando ha una media di 20.7 punti, 8.7 assist, 3.6 rimbalzi e 1.5 recuperi a match in 32 partite giocate.

Otto Porter in partenza? Una franchigia in pole per il ragazzo

Wizards-Thunder-mercato-Otto Porter

I Washington Wizards sarebbero disponibili a cedere la propria ala piccola, Otto Porter per liberare spazio salariale in vista della prossima estate e cercare di riformare una squadra equilibrata e libera da vincoli eccessivi del salary cap. Per farlo ovviamente dovrebbero sacrificare anche Bradley Beal visto il nuovo contratto di John Wall. Al momento gli Utah Jazz sarebbero interessati a cercare di aggiungere al proprio roster Otto Porter per dare profondità alla squadra.

Otto Porter a Salt Lake City?

E’ dunque possibile al momento che Washington tenti di scambiare alcune pedine vista la situazione ad Est. John Wall come detto è ai box e resterà così fino al termine della stagione. Ed anche se dovesse la squadra centrare l’obiettivo, non ci sono buonissime possibilità di fare strada complice un roster costruito senza troppo pensare agli equilibri di squadre e soprattutto dello spogliatoio.

Bradley Beal come detto è l’altro indiziato in casa Washington Wizards a lasciare la franchigia e cercare fortuna altrove anche se il prezzo da pagare per la guardia è molto superiore rispetto a quello di Otto Porter.

Al momento sul ci sarebbero i Los Angeles Lakers che non sembrano essere però intenzionati ad andare all-in già durante ultime settimane che ci separano dalla trade deadline, per potersi concentrare al meglio e lasciare spazio salariale in ottica estiva. Il motivo? I Big name in ballo e liberi dal proprio contratto che potranno essere attratti dal processo di crescita di Los Angeles attorno a LeBron ed i vari giovani.

Uno dei due partirà? Secondo the Athletic ci sarebbero le possibilità e ci sarebbe l’apertura da parte di Washington a cedere soprattutto Porter per mantenere Bradley Beal con John Wall per provare a costruire attorno a loro due il prossimo anno una squadra più funzionale.

Bradley Beal: rendimento al top, ma i Washington Wizards arrancano

Bradley Beal

Bradley Beal, insieme a John Wall, rappresenta il volto dei Washington Wizards, che per anni sono rimasti nelle zone nobili della Eastern Conference, senza però riuscire mai nel definitivo salto di qualità. Quest’anno il team sta facendo più fatica del previsto, ritrovandosi al momento fuori dalla zona playoff, senza Wall per il resto della stagione e senza Howard. Tra tante ombre, chi sta fugando molti dei dubbi a suo riguardo, è proprio Beal che, con prestazioni da All Star, sta cercando di far tornare Washington nella zona post season.

GLI ALTALENANTI WIZARDS

Che fosse un’annata particolare per i Washington Wizards lo si era già capito durante l’estate. Washington, infatti, ha deciso di puntare sulla voglia di rivalsa dei vari Dwight Howard, Austin Rivers (recentemente girato ai Rockets) e Jeff Green, con risultati alterni. Howard continua a patire infortuni frequenti, che ne minano la sicurezza in campo, dando sempre di più la sensazione di essere un lontano parente del dominante centro che fu. Jeff Green fa il suo senza eccellere, d’altra parte non è da lui che ci si aspetta il cambio di passo. Non può quindi sorprendere il tremendo 2-9 di inizio regular season e la pessima posizione attuale dei Wizards, con un record ampiamente negativo, che, in ogni caso, non è in linea con il valore della squadra e le aspettative di inizio stagione. In questo periodo buio, ad aggravare la situazione, si sono inoltre inseriti i continui mugugni sul difficile rapporto tra Beal e Wall, sia dentro che fuori dal campo.

 

Il momento dell’infortunio di John Wall: la dirigenza troverà un’alternativa valida?

Dopo l’inizio deficitario, i Wizards hanno cominciato un lento tentativo di recupero appoggiandosi alle sue due superstar. Proprio nel momento di maggiore sforzo del team, con le due stelle finalmente in palla, ecco arrivare prima lo stop di Howard in dicembre, i cui tempi di recupero non sono ancora ben definiti, e soprattutto il grave infortunio di John Wall al piede sinistro, che lo terrà fuori per tutto il resto della stagione. Beal sta cercando in tutti i modi di caricarsi la squadra sulle spalle, con buoni risultati soprattutto nell’ultimo mese, ma la franchigia deve decidere se tentare un recupero per i playoff (può essere visto in tal senso l’arrivo di un ottimo role player come Trevor Ariza), o scegliere il tanking per ripartire dal basso attraverso il draft. In questo secondo contesto si inseriscono le voci su una possibile clamorosa trade di Bradley Beal a stagione in corso, insinuazioni che finora non stanno distraendo il nostro, come stiamo per spiegare.

UN BRADLEY BEAL DECISIVO

La sconfitta del 27 dicembre contro Detroit, è stata l’ultima gara della stagione per John Wall. Quello che poteva essere il preambolo al tracollo definitivo dei Wizards, si è trasformato in ben altro. 6 vittorie in 10 partite è lo score dalla quella data, e gran parte del merito è da attribuire alla leadership di Bradley Beal.

Che il prodotto di Florida fosse un’attaccante fenomenale, non lo veniamo di certo a sapere solo ora. La capacità di saper segnare in più modi e da qualsiasi posizione in campo è nota, e Beal sta raggiungendo una sicurezza nei propri mezzi invidiabile, prendendosi tutte le responsabilità, da vero go to guy. Nonostante ciò, Beal conferma di non essere un mangia palloni, lasciando volentieri il timone ai compagni di squadra in quel momento più caldi, aspettando che sia la partita ad andare verso di lui e non il contrario. Beal sta migliorando tutte le voci offensive, comprese le percentuali al tiro e gli assist (5 di media). La specialità della casa, è sempre il tiro dalla lunga, sia sullo scarico che dal palleggio, dove Beal quando riesce a mettersi in ritmo, risulta immarcabile.

Beal ormai non è più pericoloso solamente off the ball…

Difensivamente si comporta molto meglio di altre star, aiutato da una taglia fisica importante, che gli permette di attutire ogni contatto, aiutando spesso i lunghi a rimbalzo (anche qui, 5 di media a partita).

Infine, Beal sta diventando sempre più clutch, e, anche con Wall in campo, è stato spesso lui a gestire i finali di partita, con risultati tutt’altro che negativi.

Nei finali di partita, da buon trascinatore, Bradley Beal si fa trovare sempre pronto.

CONCLUSIONE

In ogni caso non è tutto oro quello che luccica, e se i Wizards sono fuori dalla zona playoff un motivo ci sarà. Beal dovrà dare continuità alle sue ultime prestazioni, mettendo da parte gli alti e bassi che hanno caratterizzato finora la sua carriera. Molto starà anche alle decisioni della franchigia che, se vuole giocarsi le proprie chance di post season, dovrà effettuare dei movimenti di mercato puntellando un roster al momento molto corto, soprattutto con le defezioni di Wall e Howard. Staremo a vedere, nel frattempo l’auspicio di fans e dirigenza è che Bradley Beal continui a fare la differenza, candidandosi prepotentemente ad entrare a far parte degli All Star della lega.

Wizards, Otto Porter Jr può rimanere: si allontana l’ipotesi di una trade

Gli Washington Wizards, reduci dal successo del NBA London Game contro i Knicks, sono intenzionati a trattenere l’ala Otto Porter Jr.

Secondo quanto riportato da Zach Lowe di ESPN.com, il front office degli Wizards non avrebbe interesse nel valutare “contropartite incentrate su scelte future e giovani”. Il contratto del venticinquenne non è certamente dei più comodi da muovere in sede di trade. Il contratto di Porter prevede circa 26 milioni di dollari per questa stagione, cifra che aumenterà fino a 27 milioni nella prossima.

Otto Porter Jr, una stagione sottotono

 

Il nativo del Missouri non è stato in questa stagione all’altezza di cotanto contratto. Per Porter 12.8 punti, 5.7 rimbalzi e 1.9 assist a partita. Numeri di tutto rispetto, ma non per un giocatore dal grande potenziale, e dallo stipendio elevato. Cifre – complice anche un infortunio che ha limitato il prodotto di Georgetown a sole 33 gare disputate – notevolmente inferiori a quelle dello scorso anno.

L’infortunio di John Wall ha rimescolato le carte in casa Wizards. Dopo la trade che ha portato Kelly Oubre Jr. a Phoenix, Otto Porter Jr è diventato la seconda opzione offensiva della squadra per coach Scott Brooks, dietro all’All-Star Bradley Beal.

I destini degli Wizards dipenderanno soprattutto dal rendimento di Porter, e Washington conta ancora sull’apporto dell’ex Georgetown Hoyas per puntare ai playoff. Una delle storiche pretendenti di Otto Porter Jr, i Sacramento Kings, potrebbero arrivare ad offire un “pacchetto” incentrato su Justin Jackson e Bogdan Bogdanovic, sebbene in California uno degli obiettivi principali in queste fasi finali di mercato rimane liberarsi dei contratti di Zach Randolph e Kosta Koufous.

Wizards vincenti a Londra, Ted Leonsis suona la carica: “Tanking? Mai, nostro obiettivo i playoffs”

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Ted Leonsis, proprietario degli Washington Wizards, aveva un sogno: “50 vittorie e la finale di Conference – come minimo”. Il trionfo nella Stanley Cup 2018 dei suoi Washington Capitals avrebbe dovuto funzionare da trampolino di lancio per degli Wizards forti di 3 All-Star (Wall-Beal-Howard) e di una panchina rinforzata dagli arrivi di Jeff Green da Cleveland e dalla Finale NBA, e di Austin Rivers dai Los Angeles Clippers.

Era solo ottobre.

4 mesi malcontati dopo, gli Washington Wizards (19-26) di Bradley Beal, Tomas Satoransky e poco altro sbarcano a Londra per sfidare i New York Knicks e tenere vive le speranze di playoffs, nonostante una prima metà di stagione da incubo.

Un posto di rincalzo ad Est non si nega a nessuno, da anni ormai. Fuori John Wall (intervento al piede sinistro, stagione finita), fuori da subito Dwight Howard (seconda operazione alla schiena, rientro previsto a… chissà), via Austin Rivers, via Kelly Oubre Jr, dentro il talismano Trevor Ariza, minuti di valore per la classe operaia NBA, rappresentata al suo meglio da Sam Dekker da Cleveland, dal secondo anno Thomas Bryant, persino dall’undrafted Chasson Randle, passato anche dalla massima serie ceca.

Alla o2 Arena di Londra il copione funziona alla perfezione, e salva “capra e cavoli” per la NBA nonostante le assenze per infortunio ed i problemi di politica internazionale.

Wizards sotto di 10 all’intervallo, sotto di 12 a fine terzo quarto contro dei Knicks (10-34) privi di Trey Burke, Enes Kanter, ovviamente di Kristaps Porzingis (“non schierato” nemmeno per gli autografi) e guidati dall’arrembante Emmanuel Mudiay (25 punti e 7 rimbalzi a fine gara).

Un quarto quarto giocato all’assalto riporta (ça va sans dire) gli Wizards in partita. Dekker suona la carica, Beal e Otto Porter Jr (20 punti e 11 rimbalzi in uscita dalla panchina) sorpassano a destra i Knicks (92-91) con 4:34 ancora da giocare. Mudiay non permette alla gara di sfuggirgli di mano ed a 33 secondi dal termine il punteggio dice +1 New York (100-99 su canestro di Noah Vonleh).

Sbaglia Beal da tre, ri-sbalgia Kevin Knox sempre da tre (infrazione di 24 secondi annessa) e con 0.4 decimi di secondo sul cronometro della partita è Thomas Bryant a depositare nella retina l’assist di Trevor Ariza per il definitivo 101-100 (Allonzo Trier devia il layup di Bryant ma la palla è già in parabola discendente).

 

Washington Wizards, Ted Leonsis: “Tanking? Mai”

 

Vittoria, coriandoli e speranze di playoffs sempre vive per gli Washinton Wizards. Le circostanze hanno costretto Mr. Leonsis a correggere il tiro, ma non hanno fiaccato la volontà di vedere la sua squadra ancora tra le 16 grandi:

Si fissano degli obiettivi, ed è a questi che bisogna guardare. Il nostro obiettivo è fare i playoffs, e fare meglio di quanto fatto lo scorso anno. Questo farebbe della nostra stagione un successo, nonostante tutto. E incoraggiante sapere che nessuno dei ragazzi si stia piangendo addosso. Per tanti di loro è una nuova opportunità, ci sono giocatori che stanno avendo tanti minuti, e tutti vogliono trarre il massimo da tale opportunità. L’obiettivo della squadra sono i playoffs

– Ted Leonsis sugli Washington Wizards –

 

Con la vittoria di Londra, sale a 7-4 il record degli Wizards in assenza John Wall. Bradley Beal è uno dei motivi principali della tenuta della squadra:

Bradley Beal me l’ha promesso: ‘andremo ai playoffs, abbiamo abbastanza armi, non la deluderemo’ Per cui, chi sono io per cambiare piani in corsa? Ninete scuse, per noi sarebbe stato facile dare la colpa agli infortuni, ma non lo faremo (…) siamo stati a Philadelphia, loro avevano scarpe con il motto ‘Trust The Process’. Per anni (i Sixers, ndr) hanno faticato (…) giocare a perdere sistematicamente è una cosa rischiosa, non credo si possa ordinare a giocatori e staff di perdere apposta. Noi non ci daremo mai al tanking. Quando rilevai la squadra, il nostro piano fu liberarsi dei contratti pesanti e ricostruire via draft. E l’abbiamo fatto, siamo stati in grado di trattenere qui le nostre prime scelte con un secondo, a volte con un terzo contratto. Questa è stata a nostra versione di “The Process”. E non è una cosa che ho intenzione di ripetere a breve, per cui non dirò a nessuno di cercare di non vincere troppe partite. Se questa squadra sarà in grado a fine stagione di partecipare ai playoffs, sarà un risultato fantastico (…) se non saremo in grado di tener fede ai nostri obiettivi, allora bisognerà prendere dei provvedimenti, questo è certo. Ci penseremo a tempo debito, ma ora siamo solo alla 40esima partita. Le decisioni possono attendere

Miami Heat-Washington Wizards vista dal vivo. Un vero e proprio spettacolo!

La sera del 4 gennaio mi trovavo a Miami,FL per un viaggio di piacere. Ho avuto la fortuna di assistere direttamente dall’American Airlines Arena alla partita degli Heat, che quella sera ospitavano i Washington Wizards. Indipendentemente dalla bellezza della partita, giocata punto a punto fino ai secondi finali e vinta dagli Heat per 115-109, vorrei parlarvi di quanto bello sia assistere alle partite NBA dal vivo, direttamente nei palazzetti sportivi americani. Proprio in questi giorni in cui continuiamo ad assistere a problemi negli stadi italiani (riferendomi sopratutto al calcio), la testimonianza di un evento americano vissuto dal vivo probabilmente potrà aiutare a capire il gap che ancora c’è con loro.

E’ sport, ma anche spettacolo

Innanzitutto è necessario sottolineare l’organizzazione perfetta che ho trovato all’American Airlines Arena. Il biglietto era elettronico, fila di 5 minuti, controlli efficienti e veloci ed ero subito dentro. All’interno del palazzetto si trova di tutto: cibo e bevande, ruota della fortuna dove vinci premi, store degli Heat con un capo in omaggio solo per la sera della partita (in quel caso era una felpa degli Heat a soli 20 dollari), addetti presenti ovunque a cui rivolgersi in caso di necessità.

Sono arrivato 45 minuti prima dell’inizio della partita, ma annoiarsi è impossibile. Il dj coinvolge tutti con la musica, e sono subito pronti a inquadrarti nello schermo presente al centro del palazzetto in alto, quindi c’è la gara a chi viene ripreso prima.

Dopo il riscaldamento, inno americano e presentazione dei giocatori. Spettacolare ovviamente quella della squadra di casa, con il fuoco che veniva provocato ogni volta che veniva presentato un giocatore degli Heat. Fantastici anche i giochi di luce e il video della presentazione pre-partita.

Poi inizia la partita, ma già ti sei divertito tantissimo. Vedere i giocatori e ciò che fanno dal vivo è tutta un’altra cosa. A ogni timeout si inventano qualche competizione tra gli spettatori per vincere soldi in beneficienza, ci sono le ragazze pon-pon e si balla. Durante la partita alcuni ragazzi si mettono in ogni settore dello stadio per animare gli spettatori e regalano gadget a chi tifa di più.

La vera differenza tra la nostra mentalità e la loro

Come scritto sopra, è stata una partita giocata punto a punto, in bilico fino alla fine grazie alla solita grande prestazione di Beal e a un dominante Whiteside. Nonostante questo, nessuna offesa per avversari o arbitri, nessun problema tra i tifosi, clima allegro e sereno. Probabilmente, anche se Miami Heat-Washington Wizards fosse finita con una vittoria degli ospiti, la gente sarebbe uscita fuori dal palazzetto comunque divertita e contenta di aver passato una bella serata. E’ proprio un’altra mentalità.

Wizards, prima tripla doppia in carriera per Satoransky e Bucks KO: “Difesa e tiro da tre punti le chiavi “

Prima tripla doppia in carriera per Tomas Satoransky, la point-guard ceca ex Barca ed un Bradley Beal da 32 punti conducono gli Washington Wizards alla vittoria casalinga per 113-106 su dei Milwaukee Bucks privi di Giannis Antetoukounmpo.

Un problema muscolare ferma precauzionalmente il greco dei Bucks, Ersan Ilyasova prende il posto di Giannis in quintetto base e chiude con 12 punti e 5 rimbalzi in 25 minuti di gioco. Khris Middleton ed Eric Bledsoe si caricano sulle spalle l’attacco della squadra allenata da coach Mike Budenholzer, ma le percentuali di tiro dei due ne risentono. Middleton chiude con 21 punti e 3 su 9 dalla lunga distanza, mentre l’ex Clippers e Suns non fa meglio di 7 su 21 al tiro, ma sfiora la tripla doppia (18 punti, 8 rimbazli e 9 assist).

I Bucks chiudono con 13 su 40 da dietro l’arco, mentre per gli Wizards il solo Trevor Ariza segna 6 delle 12 conclusioni pesanti tentate (20 punti in 40 minuti per l’ex Rockets). Bradley Beal piazza l’ennesima prova da almeno 24+5+5 della sua stagione (32 punti, 5 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi) e Satoransky guida le danze per gli Wizards, siglando la sua prima tripla doppia in carriera (18 punti, 12 rimbalzi e 1o assist in 35 minuti d’impiego).

Gli Washington Wizards fanno gruppo contro la cattiva sorte che ha privato la squadra di coach Scott Brooks di John Wall (operazione al piede destro e stagione finita), Dwight Howard (schiena) e Markieff Morris (collo), e salgono a 18-25 (5 vinte e 3 perse dallo stop forzato di Wall). Record valido per la decima piazza ad Est, a due partite di distanza dagli Charlotte Hornets.

Wizards, Tomas Satoransky: “Siamo migliorati in difesa”

 

Nel posta partita, arrivano per Tomas Satoransky i complimenti pubblici di Bradley Beal: “E’ stato grande, siamo tutti contenti per lui. A fine partita gli abbiamo fatto una bella doccia celebrativa, ci ha dato grande energia ed ha saputo cogliere il momento“.

Così il diretto interessato a fine gara:

Siamo migliorati molto in difesa ultimamente, in campo si vede. Lottiamo su ogni possesso, anche quando il nostro attacco non gira. Nel secondo quarto qualche palla persa di troppo avrebbe potuto scoraggiarci, ma abbiamo tenuto duro e siamo rimasti in partita. abbiamo difeso di squadra e tirato bene in attacco (…) era solo questione di tempo, i tiri che creiamo sono buoni, Jeff (Green, ndr) e Trevor (Ariza, ndr) hanno trovato ritmo nel secondo tempo, quando ne avevamo bisogno (…) La tripla doppia? E’ una bella iniezione di fiducia, le partite NBA sono così, bisogna riuscire a rimanere continui per tutto l’arco della gara

– Tomas Satoransky –

Gli Wizards richiedono la “disabled player exception” da $8.6M dopo lo stop di John Wall

John Wall and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Washington Wizards at Capital One Arena

Gli Washington Wizards hanno inoltrato alla NBA la richiesta di beneficiare della “disabled player exception” da 8.6 milioni di dollari, a seguito dello stop forzato di John Wall.

Il 5 volte All-Star John Wall si è sottoposto nella giornata di martedì ad un intervento chirurgico al piede sinistro. Lo stop previsto per Wall è di sei-otto mesi.

Se concessa, la “disabled player exception” permetterà agli Washington Wizards di rimpiazzare lo spot lasciato libero da John Wall con un nuovo giocatore, ad una cifra pari alla metà (al massimo) del salario corrisposto al giocatore infortunato, o pari alla mid-level exception riconosciuta alle squadre al di sotto della soglia della luxury tax.

L’eccezione riconoscerebbe lo status di giocatore “inattivo” di John Wall, consentendo a Washington (che ha già 15 giocatori a roster) l’ingaggio di un rimpiazzo per l’ex Kentucky Wildcats.

Tale contratto non graverebbe sul salay cap. Gli Wizards avrebbero tempo sino al prossimo venerdì 15 marzo per sfruttare l’eccezione salariale.

I Washington Wizards vincono per la prima volta ad OKC. George: “Partita strana”

Limbo NBA

I Washington Wizards battono gli Okhlaoma City Thunder per 116-98, in quella che, probabilmente, è una delle vittorie più inaspettate della stagione fin ora. Ciò che la rende ancora di più sorprendente è che, quella di domenica notte, è stata la prima vittoria della storia degli Wizards in casa dei Thunder.

Infatti l’ultima vittoria degli Wizards contro la franchigia fu nel marzo 2008, ma, ai tempi, la squadra si chiamava ancora Seattle SuperSonics.

Washington vince meritatamente grazie ad un Bradley Beal da 25 punti, 5 rimbalzi e 6 assist, tirando però per ben 27 volte. Otto Porter, uomo di lusso dalla panca, mette a referto 20 punti, 6 rimbalzi e 5 assist.

Dall’altra parte grande delusione di un po’ tutta la squadra. Russel Westbrook piazza la dodicesima tripla doppia della stagione, 22 punti, 13 assist e 15 rimbalzi per lui, tirando però con 9/23 dal campo e perdendo ben 8 palloni. Paul George sottotono chiude con 20 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Pessimo Dennis Schroder che, in 17 minuti di utilizzo, colleziona un imbarazzante -37 di plus minus.

Tutti si aspettavano un calo degli Wizards dopo che John Wall annunciava di operarsi al tallone. Invece i maghi hanno vinto 3 delle ultime 4 partite.

Bradley Beal: “Abbiamo fatto un buon lavoro

Bradley Beal nel post partita: “Abbiamo fatto un buon lavoro, rispettando il piano partita e sapendo che loro sono una grande squadra nei rimbalzi offensivi e nel convertire in punti le palle recuperate. Così abbiamo eliminato le nostre palle perse e limitato i loro rimbalzi difensivi. Siamo riusciti a fargli prendere tiri dalla media piuttosto che tiri nel pitturato, nel quale sono top 5 nella lega.”

Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare, sia collettivamente in difesa, che in attacco, muovendo la palla e condividendola.” Ha aggiunto Beal. “Siamo scesi in campo con la giusta mentalità anche grazie alle parole di Coach Brooks, che non aveva più vinto qui”.

Dall’altra parte Russel Westbrook è parso comunque ottimista: “Sono 82 partite. Non si può pensare di giocarle bene tutte quante, sarà meglio la prossima. Ogni partita ha la sua storia, ma non dobbiamo abbassare la concentrazione”

Paul George ha invece definito una “strana partita” in questo modo: “Siamo caduti nella trappola degli Wizards. Partite come queste sono scomode. Non ci sono scuse. Faremo sicuramente meglio la prossima.”