Bradley Beal sul mercato, i Washington Wizards stabiliscono il prezzo

Si riaprono le voci di mercato riguardo Bradley Beal dei Washington Wizards. La franchigia della capitale starebbe pensando seriamente di smantellare la squadra a causa della pessima stagione in corso, caratterizzata da numerose sconfitte ed infortuni. Le previsioni erano ben diverse a inizio stagione. Austin Rivers definiva infatti la sua, oramai ex, squadra come una mina vagante.

Vari gli infortuni: in primis John Wall, fuori per tutto il resto della stagione a causa di un’ operazione al piede sinistro, Marcus Morris, fuori 6 settimane, e Dwight Howard, alle prese coi problemi alla schiena da inizio stagione.

Inoltre Kelly Oubre jr. e Austin Rivers sono stati sbarcati ai Phoenix Suns, in cambio di Trevor Ariza (salvo poi Rivers finire a Houston).

Il record attuale degli Wizards è di 15-24, 11esimi ad est e playoff lontani. I rumors sono iniziati già quando i maghi partivano in stagione con un record di 2-9, e tutta la squadra si trovava sul mercato.

Breadley Beal, prezzo fissato per il giocatore

I Washington Wizards hanno stabilito il prezzo per Breadley Beal: 2 giocatori e 2 seconde scelte al draft, secondo quanto riportato da Sean Deveney di Sporting News.

Beal rimane probabilmente il giocatore più appetibile per le altre franchigie NBA che cercano di concludere accordi importanti. La guardia tiratrice di 25 anni è un elite nel suo ruolo. Tiratore micidiale, grande atleta, buon passatore, pecca solo di costanza, con prestazioni a volte altalenanti. Si trova sotto contratto fino al 2021 con uno stipendio annuo di $27 milioni.

Tra le squadre interessate sono spiccati i Toronto Raptors, che con l’innesto di Beal potrebbero diventare una seria contender al titolo.

Beal, in 39 partite giocate quest’anno, sta collezionando medie di tutto rispetto: 23.9 punti di media, 4.9 rimbalzi e 4.8 assist, e 1.2 palle rubate, tirando col 46% dal campo, 34% da 3 punti in 36.7 minuti di impiego a partita.

Bradley Beal su Wade: “Il mio numero 3 è in suo onore”

Bradley Beal su Wade: il giocatore degli Wizards, nella serata di ieri, ha affrontato gli Heat di Dwyane Wade, il quale come ha già annunciato ad inizio stagione, si ritirerà al termine del campionato.

Al seguito di tale incontro, il quale è stato vinto dai padroni di casa degli Heat per 115 a 109, la guardia dei capitolini ha rilasciato alcune dichiarazioni su Flash, lasciando intendere la sua profonda ammirazione verso il 3 volte campione NBA.

BRADLEY BEAL SU WADE: LE DICHIARAZIONI

Beal e Wade al termine dell’incontro di ieri con le rispettive casacche di gioco

In particolare, il 25 enne ha rilasciato ad Associated Press le personali emozioni vissute a margine del suo incontro con quello che egli stesso ha ritenuto il suo idolo.

Ho cercato di non perdere la testa quando l’ho visto avvicinarsi per darmi la sua maglia. Non l’ho mai ammesso prima ma lui per me è una leggenda, un idolo. Ho cercato di sviluppare il mio gioco basandomi sul suo, è davvero incredibile. Il mio numero di maglia è dedicato a lui.

Il nativo di Saint Louis, nel match contro Miami, ha disputato un’ottima prestazione, totalizzando 33 punti su 25 tiri totali, che però non sono bastati a portare a casa la vittoria. Wade, dal canto suo, è stato autore di una solida prova dalla panchina, con 14 punti e 6 assist. Stando alle parole della stella dei Maghi, quest’ultimo gode di un profondissimo rispetto verso l’ex Cavaliers.

E’ davvero umile, mai arrogante, uno dei migliori che abbia mai incontrato. Nonostante tutto quello che ha passato, è ancora qui, a combattere con noi. Non posso avere che rispetto per lui.

Nonostante tutte le sensazioni vissute, Beal dovrà ancora affrontare per un’altra volta Wade da avversario prima del suo ritiro. Il prossimo match tra Wizards e Heat, infatti, sarà nella capitale statunitense il prossimo 23 Marzo.

Wizards, John Wall si ferma per un problema al piede sinistro, “considera l’intervento” e 6-8 mesi di stop

Wizards, John Wall consulterà uno specialista per il problema al piede sinistro, uno sperone osseo, che sta condizionando la stagione del 5 volte All-Star di Washington.

Wall è stato costretto a saltare la partita di venerdì notte alla Capital One Arena di Washington D.C.. Gli Wizards, privi di Otto Porter, Wall e Markieff Morris sono stati sconfitti per 101-92 dai Chicago Bulls di Zach LaVine, cadendo a 13-23, 10 partite sotto il .500 di vittorie.

John Wall si sottoporrà ad una visita specialistica nella giornata di sabato, come riportato da Candace Buckner del Washington Post. L’ex kentucky Wildcats ha rivelato nelle scorse settimane di soffrire da tempo di tale problema fisico, ma di aver sempre cercato di sopportare e giocare sopra il dolore.

Nelle ultime settimane, fastidio ed infiammazione sarebbero aumentate al punto tale non consentire alla star degli Wizards di muoversi efficaciemente per il parquet. Da qui la decisione di vederci più chiaro, e tentare di risolvere il problema.

Wall sarà quindi con tutta probabilità indisponibile per il prossimo impegno dei suoi Washington Wizards, la sfida casalinga contro gli Charlotte Hornets in programma domenica 30 dicembre. Il posto di Wall in quintetto base sarà coperto da Tomas Satoransky.

Così coach Scott Brooks sulle condizioni fisiche di John Wall:

Un problema del genere può essere davvero condizionante per un giocatore del suo livello. Finora John è stato in grado di gestire il fastidio, ci sono giorni buoni e giorni meno buoni, John ha una grande resistenza al dolore ed una grande capcità di sopportazione (…) ci sono alcune sere però, come stasera, in cui John non è proprio in grado di scendere in campo. E’ arrivata per lui l’ora di consultare uno specialista, vedremo quali sarrano gli esiti e le decisioni

– Scott Brooks su John Wall –

 

Gli infortuni sono diventati un problema non da poco in casa Wizards. Dwight Howard è fermo da novembre a causa di un problema alla schiena che lo terrà ai box per almeno altri due mesi.

Otto Porter Jr è invece alle prese con un problema muscolare alla gamba destra, problema che ha interssato anche il ginocchio e che ha costretto il giocatore a saltare le ultime 9 gare dei suoi Wizards. Un problema al collo ha invece costretto Markieff Morris in panchina durante la sfida di venerdì notte a Washington.

Update: John Wall opta per l’intervento, 6-8 mesi di stop

 

Come riportato da Candace Buckner nella serata di sabato, dopo il consulto specialistico John Wall starebbe seriamente considerando l’ipotesi di intevento chirurgico. Un ricorso all’operazione potrebbe risolversi in uno stop di almeno 6-8mesi per Wall. Un eventuale lungo stop per l’ex Kentucky porrebbe con ogni probabilità la parola fine alle speranze di risalita e di playoffs nella capitale.

Al momento, come riportato da Shams Charania di The Athletic, una decisione sull’intervento verrà presa non prima di una settimana, sebbene fonti interne agli Wizards vedono un John Wall “molto propenso” all’intervento.

Wizards, Dwight Howard parla del suo infortunio: “Non sono finito e lo dimostrerò, il recupero una sfida”

Ottava giornata Dunkest NBA

Wizards, Dwight Howard sull’infortunio: “Non sono preoccupato, ci sono già passato”.

Il grande acquisto estivo degli Washington Wizards, che negli auspici del proprietario Ted Leonsis avrebbero dovuto competere per la semifinale di Conference, è stato sicuramente Dwight Howard.

Il lungo ex Orlando, Lakers e Atlanta era arrivato in estate da free agent dopo la risoluzione del suo contratto con Brooklyn nets, che a loro volta avevano acquisito l’ex Super Man dagli Charlotte Hornets via trade.

Per giocare a Washington, Howard ha accettato la sola mid-level exception da 5.3 milioni di dollari offertagli dal gm Ernie Grunfeld. La campagna 2018\19 di Dwight Howard è iniziata ai box per un problema muscolare ad un gluteo.

Howard ha fatto il suo esordio stagionale il 2 novembre scorso, contro gli Oklahoma City Thunder, ma nemmno un mese più tardi, il 30 novenbre, la notizia di un nuovo stop. Per Dwight, operazione chirurgica alla schiena, un intervento di microdiscectomia alla quarta e quinta vertebra lombare che lo terrà fuori dai giochi per almeno altri due mesi.

Dwight Howard sta affrontando le prime fasi della riabilitazione a casa sua, in Georgia. Candace Bucknee del Washington Post ha raccolto le parole dell’ex Magic, che ha spiegato la sua scelta di rimanere lontano da Washington in questa fase del suo persorso di recupero:

Se fossi rimasto a Washington con la squadra, avrei affrettato i tempi per la voglia di scendere in campo. I nostri dottori hanno adottato la soluzione migliore: mi hanno detto di andare a casa, rilassarmi e rimettermi in forma, per poi ritornare (a Washington, ndr) tirato a lucido ed andare alla caccia del titolo

– Dwight Howard sull’infortunio –

 

Howard non potrà fare rientro in campo prima di due o tre mesi:

Sarò pronto quando riuscitò a scendere in campo senza problemi. Non è questa la cosa che mi preoccupa, ci sono già passato e so cosa mi ci vuole per tornare ad essere quello di prima. Saltare, potermi gettare a terra su una palla vagante, tornare in piena forma. Mi sono sempre paciute le sfide. A 33 anni e dopo un’operazione alla schiena, un sacco di gente dirà: ‘E’ finito, è rotto’. Questa è una grande opportunità per me di dimostrare quanto questa gente si sbagli, e per dimostrare a me stesso che posso superare qualsiasi prova

LeBron James su Wall: “Ci ha dominato dall’inizio alla fine”

LeBron James su Wall: il fuoriclasse dei Lakers, dopo la brutta prova effettuata dalla sua squadra nella scorsa notte contro i Wizards, ha voluto commentare la performance esaltante del play avversario John Wall. Quest’ultimo. in particolare, è stato il trascinatore della sua squadra con una gara da autentico trascinatore, guidando i suoi con 40 punti, 14 assist e 6 rimbalzi.

Il Re, al contrario, ha molto deluso, mettendo in mostra una partita incolore, arricchita da soli 13 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e ben 4 palle perse. LeBron non è mai entrato davvero nella contesa, la quale è invece stata dominata soltanto da un unico personaggio, ovvero il già citato Wall.

LEBRON JAMES SU WALL: LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Wall contrastato da James in un vecchio Wizards-Cavaliers

Il numero 23 dei Lakers ha voluto mettere in chiaro il concetto di dominio esercitato dal giocatore della franchigia capitolina con parole molto coincise.

Ha fatto quel che voleva. Ha avuto un’energia spaventosa, paragonabile a quella di Westbrook. Ci ha tenuto sulle gambe per tutto il tempo e non siamo riusciti a fermarlo.

Il 28enne ex Kentucky, dopo un’inizio di stagione davvero problematico, sembra aver ripreso un buon ritmo di gioco. Allo stato attuale, infatti, il numero 2 presenta delle medie in lenta risalita:

  • 21,5 punti
  • 3,6 rimbalzi
  • 8,9 assist
  • 45,2 FG%
  • 31,3 3P%
  • 67,3 FT%

Sul suo conto, comunque, non smettono di circolare voci di mercato che parlano di un futuro del regista lontano dalla capitale americana. Per il momento, però, egli rappresenta una risorsa imprescindibile per i Maghi, e stanotte anche i Lakers ne hanno avuto una conferma.

Già, Los Angeles. Dal canto loro, nonostante questo brutto stop, regna un certo ottimismo. Il Prescelto, infatti, non è sembrato preoccupato per gli eventuali risvolti negativi all’interno del suo team, mostrando al contrario di essere fiducioso verso i suoi compagni, come dimostrano le parole da lui rivolte nei confronti di Lonzo Ball. Le ultime partite, eccetto l’ultima, hanno mostrato una sempre maggiore coesione e chimica tra i vari componenti della franchigia, tanto da garantire la risalita ai vertici della Western Conference (4° posto in attesa dei Clippers).

Da quando è iniziato il campionato siamo sempre migliorati. Se continuiamo così, ad Aprile saremo esattamente dove vorremo essere. Mi piace la direzione che abbiamo intrapreso.

Wizards, il talismano Trevor Ariza per la disperata caccia a i playoffs

Trevor Ariza non si muoverà da Washington. Mettendosi nei panni dell’ex Rockets e Suns, passare da una squadra sul fondo della Western Conference ad una sul (quasi) fondo della Eastern Conference potrebbe non fare una gran differenza.

E invece no. La situazione contrattuale di Trevor Ariza, e la situazione grave ma non seria degli Washington Wizards finiranno per formare il connubio perfetto, a partite già dalla prossima partita.

I tremendi Washington Wizards – per quanto tremendi – sono oggi a sole 3 partite di distanza dall’ottavo posto ad Est. Il tempo per fare meglio (o peggio) non manca per Bradley Beal e compagni. L’ultima volta che Trevor indossò la maglia di Washington (2013\14), gli Wizards griffati Wall, Beal, Ariza e Nené vissero una stagione trionfale: 44-38 e semifinali di conference, roba che non si vedeva nella capitale dai tempi di Gilbert Arenas.

Poi gli Wizards tentarono il tutto per tutto per portare Kevin Durant nella sua città natale. E persero. E Trevor Ariza se ne andò a Houston.

In nome dei vecchi tempi, e dell’aria appena appena tesa negli spogliatoi della Capital One Arena, Ariza è oggi di nuovo un Wizards, e lo resterà sino a fine stagione.

Il super veterano ex Knicks, Magic, Lakers, Pelicans e Rockets (e campione NBA 2009) era all’epoca ed è oggi considerato una presenza benevola e nume tutelare di John Wall, che si è detto “felicissimo” di riavere Ariza in squadra.

Il contratto di Ariza, un annuale da 15 milioni di dollari, non peserà sul cap di Washington a lungo, ne è ipotizzabile che il due volte finalista NBA possa rimanere agli Wizards oltre il 1 luglio 2019. Altri lidi ed altre contender attendono solo l’estate per metterci sopra le mani.

Ariza avrà da subito minuti, forse il quintetto base e di certo le chiavi dello spogliatoio di Washington. Kelly Oubre è volato a Phoenix (doveva andare a Memphis, ma tant’è), Otto porter è il titolare ma i due possono giocare assieme, la panchina di coach Scott Brooks si è ristretta di colpo, senza più Dwight Howard, Jason Smith e l’ex Kansas Oubre.

Ariza è dunque a Washington per restarvi. Solo una disgrazia (leggasi altre sconfitte) tra oggi e febbraio potrebbe portare le due parti ad una risoluzione del contatto anzitempo, disgrazia non nei programmi del proprietario della baracca Ted Leonsis (Leonsis che vuole sempre le sue 50 vittorie, giova ricordarlo). Gli Washington Wizards hanno due mesi scarsi per rimettere insieme i cocci e provarci.

Con il loro talismano Trevor Ariza.

Trevor Ariza-Wizards, arriva la trade: ai Suns Kelly Oubre Jr e Austin Rivers

Ariza-Wizards, i Phoenix Suns spediscono l’ala Trevor Ariza agli Washington Wizards, in Arizona volano Kelly Oubre Jr e Austin Rivers.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski  di ESPN, via Twitter.

Le due squadre reduci del mancato scambio tre che avrebbe dovuto coinvolgere i anche i Memphis Grizzlies hanno trovato l’intesa per chiudere la trade nella giornata di sabato.

Nella versione “originale” della trade, Oubre sarebbe dovuto finire a Memphis, in cambio di MarShon Brooks e Wayne Selden Jr, mentre Trevor Ariza sarebbe dovuto volare a Washington, in cambio di Austin Rivers.

La trade è però saltata a causa di un’incredibile incomprensione sull’identità del Brooks protagonista dello scambio: Memphis avrebbe voluto inserire MarShon Brooks, ex Nets, Celtics e Olimpia Milano, mente i Suns avevano puntato (ed inteso) su Dillon Brooks, secondo anno da Oregon e considerato incedibile dai Grizzlies.

Trevor Ariza-Wizards, cosa cambia per Phoenix e Washington

 

Trevor Ariza, 33 anni, aveva firmato in estate un contratto annuale di 15 milioni di dollari con i Phoenix Suns. La stagione difficile dei Suns ha sin dalle sue prime battute alimentato voci di mercato su Ariza, veterano con alle spalle due finali NBA (titolo 2009) con i Los Angelels Lakers, ed una finale di Conference raggiunta lo scorso anno con gli Houston Rockets.

Gli stessi Lakers si erano fatti avanti negli ultimi giorni per Ariza. Il rifiuto di includere in ogni scenario almeno uno tra Brandon Ingram, Kyle Kuzma e Lonzo Ball, e la volontà del proprietario dei Phoenix Suns Robert Sarver di non concedere l’ex Rockets ai Lakers hanno però precluso ogni possibilità di accordo.

Ariza, già agli Washington Wizards tra 2012 e 2014, andrà a coprire i minuti di Kelly Oubre Jr nelle rotazioni di coach Scott Brooks. Washington è attualmente alle prese con i guai fisici di Otto Porter Jr, fuori da circa una settimana per un problema al ginocchio sinistro.

Kelly Oubre Jr è all’ultimo anno del suo contratto da rookie. In 29 partite sinora disputate, l’ex Kansas ha sinora viaggiato a 12.9 punti e 4.4 rimbalzi a partita in 26 minuti di utilizzo. Gli Washington Wizards non avrebbero avuto la possibilità in estate di rifirmare Oubre, da qui la decisione di procedere ad una trade per evitare di perdere il giocatore per nulla durante la prossima free agency.

Austin Rivers, arrivato l’estate scorsa a Washington via Los Angeles Clippers in una trade che aveva coinvolto il lungo polacco Marcin Gortat, è all’ultimo anno di un triennale da 35 milioni di dollari complessivi.

Trevor Ariza, i Memphis Grizzlies, gli Washington Wizards e la trade che non c’era

Trevor Ariza, la trade che non c’era. L’ex Magic, Lakers, Wizards e Rockets, ora ai Phoenix Suns, è diventato eleggibile per una trade dalla mezzanotte di sabato 15 dicembre.

Sulle tracce di Ariza c’erano da giorni Los Angeles Lakers e Houston Rockets, entrambe determinate a riportare a casa il veterano e specialista difensivo.

Entrambe si sarebbero però ritrovate beffate sulla linea del traguardo dai Memphis Grizzlies, se non fosse intervenuto un incredibile scambio di persona.

Washingon Wizards, Phoenix Suns e Memphis Grizzlies avevano trovato in serata l’accordo per una trade a tre team. Scambio che avrebbe coinvolto Trevor Ariza, Kelly Oubre Jr, Austin Rivers, Wayne Selden Jr e… Brooks.

Quale Brooks? MarShon, l’ex Nets, Celtics e Olimpia Milano. Tutto chiaro. O quasi.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, l’interessante trade che avrebbe dovuto portare Kelly Oubre Jr a Memphis sarebbe decaduta, a seguito di un’incomprensione su quale dei due Brooks (MarShon e Dillon) in forza ai Grizzlies avrebbe dovuto lasciare il Tennessee, in direzione Phoenix, assieme a Selden Jr e Austin Rivers.

Grizzlies e Suns protagonisti del qui pro quo, con Phoenix convinta di portare a casa Dillon Brooks, il canadese prodotto di Oregon, l’anno scorso autore di un’ottima stagione a Memphis, e con i Grizzlies pronti a separarsi da MarShon.

Scoperto il disguido, Memphis si è immediatamente ritirata dall’affare, lasciando Suns e Wizards (che stagione, ragazzi) col proverbiale cerino in mano, alla ricerca di una terza squadra con cui chiudere la trade (per la fredda cronanca, la colpa sarebbe da attribuire agli Washington Wizards, mediatori tra le squadre coinvolte).

Trevor Ariza ed il suo contratto annuale da 15 milioni di dollari, che in tutto questo giro sarebbero dovuti finire a Washington, rimangono per ora in Arizona. Ore dopo il fallimento della trade, giustificazioni, precisazioni e dettagli emergono impietosi.

Da parte loro, i Memphis Grizzlies sottolinenano di non aver mai citato Dillon Brooks, considerato incedibile, e di aver dato per scontato che il Brooks “giusto” sia sempre stato l’ex Providence MarShon.

Roberts Sarver, proprietario dei Phoenix Suns e protagonista di una settimana bella intensa, ha reso noto di aver aderito alla trade con Washington e Memphis per “evitare di lasciare Trevor Ariza ai Los Angeles Lakers”, soprattutto visto il rifiuto di Magic Johnson e Rob Pelinka di includere almeno uno tra Brandon Ingram, Lonzo Ball, Kyle Kuzma e Josh Hart nell’affare.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter, Trevor Ariza non sarà in campo stanotte per la partita tra Suns e Twolves in programma a Phoenix. I Suns stanno ancora lavorando ad una possibile trade che coinvolga di nuovo gli Washington Wizards, sulla base dell’accordo saltato nella nottata di venerdì.

I Cavs distruggono gli Wizards, John Wall: “In campo anche se infortunato, stasera non riuscivo a muovermi”

Sexton-Burks-Osman-Blossomgame-Thompson. Questo il quintetto dei Cleveland Cavs che ha battuto i sempre più disfunzionali Washington Wizards, e tenuto John Wall alla miseria di 1 punto segnato in 26 minuti di gioco.

I Cleveland Cavaliers (6-20), reduci da due settimane di trade che ne hanno rimescolato il roster, ruotano otto giocatori, hanno 12 punti con 4 su 4 da dietro l’arco in 14 minuti dal two-way contract Jalen Jones e tirano col 52.8% dal campo (15 su 31 da tre punti). Collin Sexton segna 29 punti con 6 assist e guida i suoi Cavs al 116-101 finale.

Clevland segna 38 punti nel primo quarto e tocca il +28 nella terza frazione di gioco.

Per gli Wizards è notte fonda. Bradley Beal vende cara la pelle, come sempre: 27 punti, 4 rimbalzi, 5 assist in 33 minuti sul parquet, mentre i suoi compagni affondano e John Wall chiude con la peggior partita della sua carriera NBA.

Wizards, John Wall: “In campo non riuscivo a muovermi”

 

Nel post gara, John Wall (1 punto, 4 rimbalzi e 6 assist in 26 minuti) ha spiegato di convivere da qualche tempo con un problema al piede sinistro, uno sperone osseo che causa fastidio ed infiammazione all’ex Kentucky Wildcats:

Non riuscivo quasi a muovermi, in campo. Figuriamoci correre. Probabilmente non avrei dovuto giocare (…) è colpa mia, ho voluto giocare lo stesso e questi sono i risultati, convivo da un po’ con questo problema fisico (…) alcuni giorni va bene, altri va male. Bisogna solo tenere d’occhio la cosa, e non tentare di forzare e giocare sopra il dolore. Correre è quasi impossibile

– John Wall dopo Wizards-Cavs –

 

 

MVP di serata Tristan Thompson. Per il veterano dei Cavs 23 punti, 19 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, mentre sono 13 i punti dalla panchina di Larry Nance Jr, con 7 rimbalzi e 7 assist.

Bradley Beal non accampa scuse per la pessima prestazione dei suoi: “Partita inaccettabile. Ci vuole maggior ordine in campo, stasera non abbiamo avuto nemmeno lontanamente la stessa intensità delle ultime tre partite“.

I problemi fisici di John Wall e la malaparata ormai delineatasi per gli Washington Wizards potrebbero spingere il front office capitolino –  e lo stesso Wall – ad uno stop precauzionale per la star degli Wizards. Washington tornerà in campo lunedì notte ad Indianapolis, per sfidare gli Indiana Pacers.

Washington Wizards, la fine è vicina? Beal e Wall sono in bilico

Washington Wizards
Una squadra da playoff. Se ad inizio anno qualcuno vi avesse chiesto cosa pensavate dei Washington Wizards questa è stata sicuramente la vostra risposta. Oggi le cose sono un po’ cambiate e non è soltanto per il record di 10-14 che anzi colloca la squadra di coach Brooks a 2 vittorie dall’ottavo posto ad Est, ma soprattutto per il tanking che si inizia a prospettare nella società della capitale.
È ovvio che ogni franchigia in difficoltà inizia a pensare a cambi drastici nel proprio roster, ed è proprio ciò che sta per accadere in questo caso.
Poche settimane fa un tweet di Adrian Wojnarowski ha sconvolto il mondo Nba: “Washington mette sul mercato ed è disposta ad accettare trade per ogni giocatore del proprio roster, compresi i due all stars“.

Washington Wizards: due all star poco star

Quando si parla di palla a picchi questo non è mai un traguardo banale, avere due di questi talenti in rosa è quasi sempre sinonimo di vittoria soprattutto se questi si chiamano Bradley Beal e John Wall.
Beal è senza dubbio uno dei migliori tiratori dal perimetro della lega (sicuramente lo ricorderete in finale nella gara del tiro da tre del 2014 contro Marco Belinelli) ma forse anche dei più sottovalutati in circolazione. Wall invece una point guard molto popolare e al vertice nelle classifiche fra i top player.
Stranamente è il primo dei due ad essere davvero ricercato ed al centro di numerosi rumors di mercato. C’è chi lo considera addirittura il giocatore perfetto da affiancare a LeBron James ai Lakers e difficilmente non andrà via entro la deadline di febbraio, viste le tante richieste ricevute.
Il secondo invece è costretto a vivere una situazione complicata, non dal vista economico sicuramente (circa 38 milioni a partire dalla prossima stagione), ma dall’ambiente. Ormai infatti non è più considerato al centro del progetto neanche dai tifosi che dimostrano di non amarlo nonostante difenda questi colori dal 2010; e dal coach con cui è stato protagonista di una lite. Come se non bastasse sono sempre meno le franchigie interessate a prendersi il peso di un mega contratto di tal genere ed ecco che la possibilità di tanking si riduce ma…se Wall non sta più bene a Washington e Washington non si basa più sul gioco di Wall, davvero non si troverà una soluzione? Poco probabile. Sono tante le franchigie Nba che in questo periodo hanno la possibilità di accogliere nel proprio roster giocatori strapagati perché godono di un ottima situazione salariale e comunque prendendo un giocatore di livello assoluto, quindi pensare al tank dei Wizards non deve più sembrare un’anomalia seppur una stranezza, visti i giocatori che ne fanno parte. Insomma, pronosticare le mosse di questa dirigenza è sempre più complicato.

Wizards, Bradley Beal: “Le voci di mercato? Senza senso. Io rimango qui”

Bradley Beal dà un taglio alle voci che lo vedrebbero in uscita da Washington.

Intervistato da Dennis Scott per NBA TV dopo la vittoria dei suoi Wizards contro gli Houston Rockets, il due volte All-Star rivela di non voler sentire parlare di un suo futuro lontano dalla capitale, a meno che la franchigia “non dovesse decidere altrimenti”.

L’inizio di stagione degli Washington Wizards è stato – senza usare giri di parole – tremendo. Partite perse con scarti apocalittici, liti in allenamento, infortuni e giocatori in crisi d’identità e messi al centro del mirino del gossip NBA, per voci di mercato e motivi altri che non fossero le prestazioni sul parquet.

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Il record attuale dei capitolini dice 8-12. Nulla di irreparabile: l’ottavo posto della Eastern Conference (occupato da Orlando) dista al momento solo una partita e mezza. Washington ha approfittato di una serie di partite casalinghe per recuperare terreno e vincere 3 delle utime 4 gare disputate.

Contro i Rockets di un James Harden da 54 punti, sono occorsi un tempo supplementare e tutto il talento della coppia d’assi Beal-Wall: 68 punti in due, 49 minuti di gioco per Bradley (ai primi posti della lega per minuti a partita giocati con 35.5).

Bradley Beal: “Wizards, io non vado da nessuna parte”

A fine partita, le parole da leader di Beal, che ha sempre ribadito di non volere per nessun motivo abandonare la nave Wizards, nonostante le difficoltà:

Le voci di una mia partenza? Non hanno alcun senso. Le sento sempre, anche qui prima della partita, ma io indosso la maglia degli Wizards, faccio il mio lavoro giorno dopo giorno e lo farò finché la franchigià non deciderà altrimenti. Washington è dove voglio essere ora, e continuerò a lavorare per questa squadra

– Bradley Beal sulle voci di mercato –

Beal, 25 anni prodotto di Florida, è una delle migliori guardie tiratrici della NBA. In 20 partite sinora disputate, Bradley sta viaggiando a 21.5 punti a partita, 4.6 rimbalzi, 4.1 assist ed il 45.5% al tiro.

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Marcin Gortat al veleno: “Non ero io il cancro nello spogliatoio Wizards”

Marcin Gortat si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Il centro dei Los Angeles Clippers ha infatti rilasciato delle dichiarazioni, che faranno discutere, circa la situazione della sua ex squadra, i Washington Wizards.

Il centro polacco aveva lasciato la capitale, in cambio di Austin Rivers, ed i motivi erano stati ricondotti al cattivo rapporto con il playmaker All-Star John Wall. L’accusa era quella di aver diviso lo spogliatoio che, oggi, è il problema principale della squadra di coach Brooks.

Marcin Gortat-Wizards: le parole del polacco

“Dal modo in cui sono stato scambiato sembrava fossi io il cancro dello spogliatoio”, ha detto Gortat a Ben Standig della NBC Sports Washington dopo il ko 125-118 di martedì sera contro la sua ex squadra.

Il polacco aveva collezionato 11.6 punti, 9.2 rimbalzi e 1.1 stoppata a partita, tirando con il 55.5% dal campo, con la maglia dei Wizards ed il suo addio in estate, in cambio di Austin Rivers, non venne preso in malo modo da nessuno-

Gortat è rimasto però sorpreso dal fatto che un suo ritorno non fosse stato accolto da nessun tipo di video tributo durante il match: “Tanti ragazzi stanno ricevendo tributi quando tornano sul campo della loro ex squadra. Ovviamente è tutto un fatto di organizzazioni, ma suppongo che Austin Rivers abbia fatto abbastanza per ottenere il suo tributo mentre io no. E’ stato strano, lo hanno capito anche alcune persone nel team”.

Dopo il ko contro Washington, i Clippers si trovano con un record di 11-6 ed occupano il quarto posto nella Western Conference mentre i Wizard sono decimi nella Eastern e non vivono di certo un bel periodo visto che la società ha messo sul mercato tutto il roster in primis Wall e Beal.