Team USA, ecco l’elenco dei 19 che prenderanno parte al training camp di Las Vegas

Derrick Rose. Fonte: Keith Allison (Wikipedia)
Derrick Rose. Fonte: Keith Allison (Wikipedia)

E’ stato reso noto l’elenco dei 19 giocatori del Team USA che parteciperanno al training camp di Las Vegas in vista della Coppa del Mondo FIBA, che si svolgerà dal 30 agosto al 14 settembre 2014. Tanti i nomi altisonanti, come quelli di Kevin Love, Kevin Durant e soprattutto Derrick Rose. Tuttavia, non verranno svolti dei tagli subito e non si esclude che altri giocatori possano aggregarsi al camp prima che venga deciso il roster definitivo.

 

Questo è l’elenco ufficiale:

Bradley Beal (Washington Wizards)
DeMarcus Cousins ​​(Sacramento Kings)
Stephen Curry (Golden State Warriors)
Anthony Davis (New Orleans Pelicans)
DeMar DeRozan (Toronto Raptors)
Andre Drummond (Detroit Pistons)
Kevin Durant (Oklahoma City Thunder)
Kenneth Faried (Denver Nuggets)
Paul George (Indiana Pacers)
Blake Griffin (Los Angeles Clippers)
James Harden (Houston Rockets)
Gordon Hayward (Utah Jazz)
Kyrie Irving (Cleveland Cavaliers)
Kyle Korver (Atlanta Hawks)
Damian Lillard (Portland Trail Blazers)
Kevin Love (Minnesota Timberwolves)
Chandler Parsons (Dallas Mavericks)
Derrick Rose (Chicago Bulls)
Klay Thompson (Golden State Warriors)

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (daniele_Maggio on Twitter)

Wizards: obiettivo Kevin Durant?

L’ottima post-season dello scorso anno ha portato grande entusiasmo a Washington dove si lavora sodo in vista delle prossime stagioni.  Dopo la cessione di Ariza a Houston e l’approdo di Paul Pierce nella capitale, l’idea folle per il 2016 è quella di firmare Kevin Durant. L’ala piccola dei Thunder infatti sarà free-agent al termine della  stagione 2015/2016 e dovrà decidere se rimanere o meno in Oklahoma, riflettendo con calma su tutte le possibili mete. Ad attendere la grande notizia, oltre ai Wizards, ci saranno tutte quelle squadre che in quest’estate sono rimaste a bocca asciutta dopo le decisioni di Carmelo Anthony e di LeBron James.

Kevin-Durant-Fined-25K

I maghi nonostante la concorrenza farebbero di tutto pur di portare KD35 al Verizon Center. La dirigenza infatti è pronta a smantellare la  squadra per liberare spazio salariale, mantenendo a tutti  i costi sotto contratto i soli Wall e Beal.  Tra i nomi dei possibili partenti spicca quello del brasiliano Nenè che, avendo un contratto da 26 milioni di dollari per i prossimi 2 anni, verrebbe sacrificato volentieri per arrivare all’ex Seattle. Le idee non mancano ma basteranno per garantire a Durant una squadra da titolo?

 

 

TOP 5 Playmakers ad Est: Irving-Lowry o Wall in testa?

Dopo i migliori centri e le migliori guardie della stagione, mi ritrovo di nuovo qui a provare a stilare i migliori cinque playmakers della Eastern Conference. Leggendo i vostri commenti agli articoli precedenti ci tenevo a precisare una cosa, queste non sono classifiche che tengono conto del valore assoluto del giocatore, o della carriera, ma soltanto del loro andamento durante la stagione 2013/2014. Ovviamente è una mia classifica quindi decisamente opinabile, anzi il dibattito è fondamentale per crescere.

Con l’infortunio di Rajon Rondo e di Derrick Rose, la costa Est ha sicuramente perso due pezzi pregiati che sarebbero sicuramente stati nei primi cinque della classifica, ma purtroppo le pochissime partite giocate dai due non hanno permesso un loro ovvio inserimento nei primi cinque.

Al 5° posto

Deron Williams

2012-12-26-deron-williams-4_3_r560

Il playmaker dei Brooklyn Nets non ha certo avuto la sua miglior stagione della carriera. Ha giocato soltanto 64 partite per problemi alle solite caviglie che lo hanno limitato anche nel gioco, e sicuramente il nuovo assetto della squadra con i nuovi veterani e la partenza non proprio brillantissima hanno contribuito alla sua stagione travagliata. Ha chiuso la regular season con 14.3 punti, 6.1 assist, 1.5 palle recuperate e un rapporto tra assist e palle perse di 2.74. Il dato che mi ha obbligato a inserirlo almeno al quinto posto (ci sono almeno altri due play con statistiche migliori di lui) è stata la differenza del NetRtg dei Nets con DWill in campo e quello con lui fuori. Si passa, infatti, da un -0.6 senza Deron ad un 5.2 con Williams in campo. E’ senza dubbio il miglior differenziale, e rende bene l’idea di quanto sia importante per i Nets. Ha avuto una media di 77.8 tocchi per partita con un tempo di possesso pari a 6.1 minuti sui 32.2 passati sul parquet. Sui 60.6 passaggi effettuati, 12.7 sono state opportunità di assist e, come già detto, 6.1 lo sono diventati rendendo 15.1 punti. Si è preso 11.2 tiri a partita (che sono il 21.9% dei totali di squadra) che ha realizzato con il 45%. In difesa non è mai stato un “cuor di leone” e i problemi fisici lo hanno limitato ulteriormente ma con lui in attacco Brooklyn la differenza la sente.

Al 4° posto

Kemba Walker

5fd46e51bf98e26b89517dc61be863b7_crop_north

Il playmaker ex UConn ha fatto senza dubbio una grande stagione, grazie a lui e Al Jefferson i Bobcats (ora Hornets) hanno raggiunto la post season dopo anni di lottery. 17.7 punti e 6.1 assist ed un NetRtg che migliora di 3 punti quello di squadra. 15.2 tiri a partita sono stati il 25.8% dei possessi offensivi. Ha avuto una media di 100.3 tocchi per gara e 77.3 passaggi a fronte di soltanto 2.3 palle perse, e questo significa che la qualità delle scelte di passaggio è stata elevata. Le opportunità di assist sono state 12.2 a partita e dai suoi assist Charlotte ne ha fruttato ben 14 punti. L’Assist Ratio (assist per 100 possessi) è stato di 23.4 ed il rapporto tra assist e palle perse di 2.64. E’ andato in lunetta per 4.6 volte a gara convertendo i liberi con l’83.7%. Dal campo ha tirato con il 39.3% e nei 4.5 tentativi dalla lunga distanza ha avuto il 33.3% di realizzazione.

Al 3° posto

Kyrie Irving

kyrie-irving

Qui so già che solleverò qualche polemica. Kyrie è stato il miglior realizzatore tra i play ad est con 20.8 punti per partita con il 43% dal campo. I 17.4 tiri di media sono il 28% dei tiri dei Cavs e lo rendono il principale terminale offensivo di squadra. Ma…..si c’è un ma….ha effettuato soltanto 56.1 passaggi di media su 81.1 tocchi e le assist opportunity sono soltanto 11.7. Gli assist sono 6.1 e hanno prodotto 13.9 punti. E’ vero che dobbiamo anche valutare i compagni, ma sicuramente per il tempo che passa con la palla tra le mani, ovvero 6.2 minuti, a mio parere quest’anno ha cercato troppo poco i compagni, in più il suo NetRtg è peggiore di quello di squadra, da -3.5 a -5.1. Vedremo se nella prossima stagione riuscirà a coinvolgere meglio la prima sceta assoluta Wiggins.

Al 2° posto

Kyle Lowry

kyle_lowry_nets

Come per Kemba Walker, i risultati di squadra per me contano, e Lowry è stato il playmaker della terza forza della Eastern Conference. 17.9 punti di media con 13.7 tiri tentati che ha realizzato con il 42.3%, di questi 6.3 li ha presi da tre punti segnandoli con il 38%. E’ andato in lunetta più volte di tutti tra i playmakers ad est, con 4.9 tentativi e l’81,3%. Nelle sue statistiche compaiono anche 4.7 rimbalzi per gara. Nei 36.2 minuti passati in campo ha una meda di 90 tocchi ed un totale di 6.8 minuti di possesso in cui effettua 68.2 passaggi con appena 2.5 palle perse. Le palle recuperate sono invece 1.5. Si crea 14.2 opportunità di assist che diventano tali per 7.4 volte producendo 17.2 punti per i suoi Raptors. Il rapporto tra assist e palle perse è un pauroso 3.02. La grande stagione dei Toronto Raptors passa anche dalle sue mani oltre che da DeRozan!

Al 1° posto

John Wall

John-Wall-is-No.-1.-Dan-Lippitt-NBAE-Getty-Images

Nella classifica dei migliori assist man della Lega è arrivato secondo dietro soltanto a Chris Paul, e di conseguenza è il miglior uomo assist delle Eastern Conference. Ma non è al primo posto della mia personalissima e opinabilissima classifica soltanto per questo. I suoi punti di media sono 19.3 con il 43.3% dal campo, il 35.1% dalla lunga distanza e l’80.5% dalla lunetta su 4.8 tentativi. Migliora di ben 2 punti il NetRtg di squadra nei 36.3 minuti di media. Le palle perse sono 3.6, un pochino tante, ma se consideriamo i 95 tocchi per partita e 70.1 passaggi, la percentuale un po’ si attenua. I minuti di reale possesso palla sono 7.8 dove però si crea 17.2 possibilità di assist. 8.8 diventano assist reali e producono 21.3 punti. Se sommati ai suoi  punti, per le mani di Wall passano più di 40 punti a partita, che sono veramente parecchio fatturato per una squadra! In più ci sono 1.8 palloni recuperati ed una gran leadership in campo, per me assolutamente il miglior playmaker della costa est.

Per nbapassion.com
Alberto Vairo (@albicoach)

Clippers molto attivi in ottica free agency: le ultime

Giorni impegnativi per molte franchigie della NBA che sono al lavoro per costruire quello che sarà il roster della prossima stagione, a prescindere dalle ambizioni che esse coltivano.  Certamente non stanno a guardare i Los Angeles Clippers, che nelle ultime ore stanno vagliando alcune piste, soprattutto in ottica free agency.

Carmelo Anthony. Fonte: Keith Allison (Flickr.com).
Carmelo Anthony. Fonte: Keith Allison (Flickr.com).

I biancorossi, in barba ad alcuni rumors che circolano tra gli addetti ai lavori, sarebbero in corsa per arrivare a Carmelo Anthony. Melo sarebbe l’uomo giusto da affiancare a Chris Paul e Blake Griffin per tentare la corsa all’Anello 2014/2015. La strada è comunque in salita:  l’ala piccola è seguita con grande interesse da Chicago Bulls, Los Angeles Lakers e ovviamente dagli stessi New York Knicks.  Scartata, per il momento, l’ipotesi di una sign – and – trade, i Clippers potrebbero convincere la star con un bel contratto sostanzioso ed un progetto vincente.  Nel frattempo si resta vigili sul fronte LeBron James, ma anche qui la situazione appare piuttosto intricata, con il Prescelto che alle squadre interessate avrebbe chiesto un contratto al massimo salariale.

Trevor Ariza, obbiettivo dei Clippers. Fonte: Keith Allison (Wikipedia)
Trevor Ariza, obbiettivo dei Clippers. Fonte: Keith Allison (Wikipedia)

Tuttavia si valutano tutte le alternative nel caso in cui non arrivasse la desiderata star. Il nome più gettonato in tal senso è quello di Trevor Ariza, ala piccola che l’hanno scorso ha indossato la maglia dei Washington Wizards.  Il giocatore potrebbe anche firmare un contratto a cifre minori rispetto a quello che percepiva precedentemente. Anche qui non mancano le concorrenti, con i soliti Lakers, i Dallas Mavericks e i Detroit Pistons che  braccano a vista il classe 1985.  E per una squadra che pensa in grande, non si possono non ricercare i rincalzi utili da affiancare ai pezzi grossi.  I biancorossi sarebbero  interessati ad un big man utile a far prendere il fiato a Griffin e DeAndre Jordan: in pole ci sarebbe l’ex Cleveland Cavaliers Spencer Hawes che gradirebbe la destinazione e che non avrebbe grosse pretese economiche.

Tra tutti gli affari menzionati quello che coach Doc Rivers considera una delle priorità è l’ingaggio di Darren Collison, riserva di CP3 che sta sondando il mercato la free agency. Rivers lo rivuole con sé per le sue doti tecniche e umane.

Insomma, non si può dire che i Los Angeles Clippers siano immobili alla voce mercato: le grandi manovre sono appena iniziate e vedremo presto quali saranno i risvolti futuri.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (daniele_maggio on Twitter)

Top 5 Guardie: De Rozan, Wade e Stephenson, chi è il migliore?

La guardia tiratrice è sicuramente un ruolo super popolato in NBA, ma in tutta questa quantità non si vede troppa qualità. E per qualità intendo il senso più puro del termine, ovvero delle guardie che siano anche All-Star in tutto e per tutto. Di seguito elencherò quelle che per me sono state le migliori cinque “shooting-guard” della stagione appena conclusa della Eastern Conference.
Beal Wizards
Al 5° posto Bradley Beal, Washington Wizards
Beal ha avuto la miglior stagione in carriera. In coppia con Wall ha formato uno dei migliori, se non il migliore, backcourt della Eastern Conference. Ha viaggiato a 17.1 punti di media con il 41.9% al tiro su 15.7 tiri a partita, a cui ha aggiunto 3.3 assist e 3.7 rimbalzi. Di questi 17 punti, 5.8 li ha ottenuti in situazione di “catch and shoot”, e sempre in tale situazione ha tirato da tre con il 44.3% a fronte di un già buon 40.2% totale dalla lunga distanza. Quasi 16 tiri a partita non sono di certo pochi (il 24.4% dei possessi offensivi dei Wizards), ma considerato che quasi un terzo li ottiene da catch and shoot e se guardiamo il suo raggio di tiro, li converte con una buonissima percentuale. Ha dato un notevole contributo alla ottima stagione di Washington, il NetRtg con lui in campo è migliore del complessivo, ed è un buon metodo di valutazione dell’impatto sulla squadra.
122113-fsf-nba-Orlando-Magic-Arron-Afflalo-PI
Al 4° posto Arron Afflalo, Orlando Magic
La guardia di Orlando ha giocato una buona stagione se consideriamo i piccoli problemi fisici riscontrati durante l’annata, un team in ricostruzione che doveva valorizzare Oladipo ed ovviamente il brutto record di squadra. Ha concluso la regular season con una media di 35 minuti passati in campo, 18.2 punti, 3.4 assist e 3.6 rimbalzi. Ha tirato con il 46%, ottima percentuale per il livello qualitativo dei tiri dei Magic, ed il 43.4% dalla lunga distanza. In catch and shoot segna 6.1 punti convertiti con il 44.6%. Voleva giocare in una squadra da playoff e in questi giorni è stato scambiato e rimandato ai Denver Nuggets dove proverà a ripetere la bella stagione.
Wade vs Green Heat-Spurs
Al 3° posto Dwyane Wade, Miami Heat
Nonostante i problemi alle ginocchia e l’utilizzo limitato che ne ha fatto Spoelstra, non si può non inserire nella Top5 ad Est il tre volte campione NBA con gli Heat. Non ha mai giocato nei back to back ma ha comunque avuto 33 minuti di media in 54 partite. Le sue cifre sono quindi veritiere. Ha segnato 19 punti di media con il 54.5% dal campo. Percentuale pazzesca per una guardia sotto i 2 metri di altezza, ma ovviamente dei 14 tiri di media presi, la maggior parte sono al ferro, magari dopo un taglio smarcato in area. Alle sue cifre ha aggiunto anche 4.7 assist, che sono il 24.9% del totale degli assist degli Heat, e 4.5 rimbalzi. Il suo NetRtg è più basso di quello di squadra, questo perché con quelle ginocchia fatica a stare in campo e difendere con continuità, è comunque ancora un All-Star, almeno, nella Eastern Conference.
NBA: Indiana Pacers at Portland Trail Blazers
Al 2° posto Lance Stephenson, Indiana Pacers
La guardia dei Pacers era all’ultimo anno di contratto e come tutti i giocatori in contract year non ha deluso le aspettative. Grazie anche all’ottima regular season di Indiana, ha messo assieme 13.8 punti, 4.6 assist e 7.2 rimbalzi. Gli 11.2 tiri di media sono il 19.5% dei possessi offensivi di squadra, e li ha convertiti con il 49.1%. Anche questa è stata una grande percentuale se si pensa che da tre ha avuto soltanto il 35.2%. Non è una guardia da catch and shoot, si crea molto di più il tiro dal palleggio oppure servito dai compagni su un taglio in area come Wade. E’ un difensore assurdo, sia sulla palla che sulle linee di passaggio, ed un tremendo rimbalzista. Ha un fisico compatto e grosso che gli permette di fare tagliafuori anche su giocatori più alti di lui. A mio modo di vedere, per rendimento complessivo sui due lati del campo, è stata la seconda miglior guardia ad est.
de rozan Raptors
Al 1° posto DeMar DeRozan, Toronto Raptors
Per cifre assolutamente la miglior guardia della Eastern Conference. 22.7 punti, 4 assist e 4.3 rimbalzi. 42.9% dal campo ed il 30.5% da tre. E’ stato sicuramente il primo terminale offensivo dei Raptors e i 17,8 tiri di media a partita (28.2% di USG) lo dimostrano ampiamente. E’ un giocatore offensivamente completo, può crearsi il tiro dal palleggio, gioca bene i tagli back door senza palla ed è un buon tiratore da catch and shoot, anche se la percentuale si abbassa leggermente al 41.7% sui 4.7 tiri presi in tale situazione. Ha contribuito in modo notevole alla grande stagione dei Toronto Raptors, che non raggiungevano la post season da qualche anno, e ha quasi “rischiato” di passare il primo turno. Ottima guardia, soprattutto vista la data di nascita, e non potrà che migliorare.

 

Per NBA Passion,
Alberto Vairo

Draft 2014, nessuna sorpresa (o quasi) per i Lakers: i gialloviola scelgono Randle e scommettono su Clarkson

Per la serie: ‘te l’avevo detto’.  O quasi. Già , si potrebbero etichettare con questa frase le mosse dei Los Angeles Lakers fatte durante la notte del Draft NBA 2014 che, rispetto a quello che stava circolando nelle ultime ore, non ha regalato particolari colpi di scena, almeno per quanto riguarda i gialloviola.

Julius Randle. Fonte: TonyTheTiger (Wikipedia)
Julius Randle. Fonte: TonyTheTiger (Wikipedia)

Nonostante la frattura al piede, Joel Embiid è stato draftato alla 3a posizione dai Philadelphia Sixers: il centro camerunense era entrato in ottica Lakers (che avevano la 7a scelta) proprio perché si pensava ad una chiamata ‘tardiva’ a causa dell’infortunio. Invece l’ex Kansas è stato  scelto dopo Andrew Wiggins e Jabari Parker. I californiani quindi hanno dovuto ripiegare sulla soluzione che appariva più scontata: Julius Randle. L’ex di Kentucky, ala grande in grado di smarcarsi con facilità sotto canestro e abile in situazioni di pick and roll, sbarca a Los Angeles  con la possibilità concreta di  ritagliarsi una bella fetta di spazio visto che al momento,  per quanto riguarda il ruolo di power forward, in casa Lakers brancola dell’incertezza. Seppur Randle pecchi di atletismo e abbia delle lacune a livello difensivo, la franchigia riserva grande fiducia nel ragazzo.

E così alla fine i Lakers non hanno regalato ai propri tifosi il colpo di teatro tanto atteso anche se  Mitch Kupchak ha voluto scommettere ben 1.800 000 sulla 46esima scelta: i californiani hanno infatti acquistato i diritti di Jordan Clarkson dai Washington Wizards. Potrebbe essere il playmaker proveniente dalla Missouri University la vera e propria ‘sorpresa’ di questo Draft a tinte gialloviola? Ai posteri l’ardua sentenza.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (daniele_maggio on Twitter)

Eastern Conference, Top 5 centri: Noah contro tutti?

Non è più la NBA degli anni ’90 e inizio millennio. Non è più la NBA dei grandi centri degli anni ’90 e inizio millennio. Giocatori dominanti come Hakeem Olajuwon, Patrick Ewing, David Robinson, Shaquille O’Neal, Alonzo Mourning non esistono più. Il ruolo di centro inteso come “big man” che gioca in post basso spalle a canestro ed è il primo terminale offensivo della squadra è andato, neanche tanto lentamente, scemando. Il basket moderno richiede sempre di più giocatori alti e versatili, che abbiano piedi veloci e mani educate anche dai sei metri. Ma se non esiste più il ruolo di centro come lo conoscevamo noi, cresciuti a pane e NBA negli anni novanta con il mito degli anni ottanta, è altrettanto vero che il ruolo si è evoluto, ma esiste ancora e non è scomparso. Proverò quindi a stilare una classifica dei migliori cinque centri della Eastern Conference della stagione appena conclusa. Non terrò in considerazione soltanto le “classiche” statistiche, ma cercherò di andare un po’ più a fondo e giudicare anche l’impatto che il giocatore ha avuto durante i minuti passati sul parquet.

Al 5° posto

Roy Hibbert

Indiana Pacers (56-26)

033114_HibbertMad

Hibbert, a livello fisico, ricorda sicuramente i grandi centri del passato, 218cm ed una stazza che si fa sentire sotto canestro. Movimenti spalle a canestro e semi-gancio dai due metri sia con mano destra che sinistra. Non ha molti possessi offensivi, soltanto il 19.5% per 10.8 punti a partita. Il suo punto debole sono i rimbalzi che controlla con soltanto il 12.5%, per una media di 6.6 a gara, a fronte dei 52.1% controllati da Indiana (prima nella Lega). Un po’ poco per un giocatore della sua altezza e per la posizione che occupa in campo. Ha comunque un buon impatto sia sull’attacco che sulla difesa della sua squadra. Con Hibbert in campo, Indiana, migliora sia per punti in attacco, passando da 101.5 a 103.4 di OffRtg; sia in difesa, dove da 96.7 punti per 100 possessi subiti, scende a 95.9. Il NetRtg sale quindi da +4.8 a +7.5. E’ uno dei migliori stoppatori con 2.2 per gara ma ha soltanto il 43.9% di realizzazione dal campo.

Al 4° posto

Marcin Gortat

Washington Wizards (44-38)

8124836

Il centro della squadra della capitale per completezza ed impatto ha vissuto una delle migliori stagioni della carriera. Ha avuto una media di 13.2 punti, 9.5 rimbalzi, 1.5 stoppate ed il 54.2% al tiro. Non sono certo statistiche da far sgranare gli occhi, ma se andiamo ad osservare in maniera più approfondita noteremo che con lui in campo, i Wizards, concedono ben 2.6 punti in meno per 100 possessi agli avversari e ne segnano 1.3 in più. Il NetRtg ( differenza punti per 100 possessi) con lui in campo è di +4.8 a fronte di un +0.9 complessivo di squadra. Il miglioramento è notevole se si pensa che ha una media di 32.8 minuti passati in campo. I poco più di 13 punti di media sono da considerarsi anche in rapporto al fatto che gestisce soltanto il 18% dei possessi in attacco. Wall, Beal e Nene sono tutti e tre sopra il 24% a testa. Mentre, se escludiamo Gooden che ha giocato soltanto 22 partite, è il primo con il 16.3%, per percentuale di rimbalzi ottenuti dalla sua squadra. Per fare un paragone interno, Nene ne controlla soltanto l’11%.

Al 3° posto

Andre Drummond

Detroit Pistons (29-53)

7888914

Come Hibbert, anche Drummond ha un fisico tipicamente da centro vecchio stampo. E’ giovane, 20 anni, ed è al secondo anno nella Lega. Rispetto alla scorsa stagione ha raddoppiato le sue cifre a livello di punti e rimbalzi. Ha segnato 13.5 punti e catturato 13.2 rimbalzi per partita, di cui 5.4 in attacco. Ha 1.6 stoppate e ha convertito con il 62.3% i 9.5 tiri di media. I Pistons recuperano il 51.4% dei rimbalzi disponibili in partita e di questi il 22.6% sono preda di Drummond. Cifra che lo porta ad essere il primo rimbalzista di squadra. Con lui in campo, Detroit, non ha una gran variazione di cifre a livello di punti fatti e concessi, si passa da un NetRtg di -4.4 a -5, questo perché la stagione della squadra della città dei motori non è di certo stata esaltante con appena 29 vittorie. Ma se Drummond dovesse continuare a crescere a questi ritmi, ci troveremmo di fronte ad un giocatore di sicuro impatto, non soltanto fisico ma anche tecnico.

Al 2° posto

Joakim Noah

Chicago Bulls (48-34)

joakim-noah

Con l’assenza di Derrick Rose, Noah è, senza ombra di dubbio, l’anima della squadra dell’Illinois. Il suo impatto sulle partite è fatto di energia allo stato puro. Non perde mai occasione per caricare compagni e pubblico. Ma non si limita soltanto ad un contributo emotivo, in campo fa tante cose che lo portano ad essere uno dei migliori centri, non solo della Eastern Conference, ma dell’intera Lega. Segna 12.6 punti a partita con 10 tiri di media (che corrispondono al 18.7% dei possessi offensivi dei Bulls) che converte con il 47.5%. Se nel DefRtg non si nota la differenza con lui in campo o seduto in panchina a riposare, tale differenza diventa importante nella fase offensiva dove nei 35.2 minuti che Noah passa sul parquet Chicago segna 101.7 punti per 100 possessi a fronte dei 99.7 di squadra. Il francese è importantissimo nell’attacco dei Bulls, è il primo in squadra per assist con 5.4, che sono il 25.8% degli assist totali di Chicago. E’ abbastanza atipico che il centro sia anche il miglior assist-man, ma Noah è anche questo. Nonostante tutto è anche il miglior rimbalzista di squadra con 11.3 “Rodmans” catturati ed il 18.2% dei rimbalzi totali dei Bulls. In più ci sono tutte quelle cose che non finiscono sulle statistiche ma che Noah fa costantemente, come aiuti difensivi, aiuti e recuperi, o blocchi in attacco per i compagni. Assolutamente un giocatore completo che merita di essere uno dei migliori nel suo ruolo.

Al 1° posto

Al Jefferson

Charlotte Bobcats/Hornets (43-39)

Charlotte Bobcats v Denver Nuggets

Per punti e rimbalzi è sicuramente il miglior centro della costa Est. Ha fatto la famosa stagione da 20 e 10, quella che i GM valutano per darti contratti che ti cambiano la carriera. Per la precisione sono stati 21.8 i punti e 10.8 i rimbalzi di media. E’ stato sicuramente il primo terminale in attacco di Charlotte con 18.8 tiri di media a partita che sono il 29.7% dei possessi offensivi di squadra. Ha avuto una percentuale dal campo del 50.9%. A rimbalzo ha catturato il 17.6% dei rimbalzi totali, secondo solo a Biyombo con il 18.9%, ma è stato il miglior rimbalzista difensivo di squadra con 8.7 a partita che sono il 28.1% di squadra. Aggiunge anche 1.1 stoppate a partita e migliora di 1.2 il NetRtg di squadra. Anche grazie a lui i Bobcats hanno raggiunto i playoffs. Per questo merita il “premio” come miglior centro della Eastern Conference.

Per nbapassion.com
Alberto Vairo

Wizards, quale sarà il futuro di Andre Miller?

I Washington Wizards devono decidere il da farsi con il contratto di Andre Miller: il veterano arrivato dai Denver Nuggets è stato piuttosto altalenante in questa metà stagione nella capitale degli Stati Uniti e per questo motivo la franchigia sta cercando di guardarsi intorno, per cercare giocatori di sicuro affidamento che potrebbero arrivare al suo posto.

Miller

 

La squadra della capitale ha una team option da 4,6 milioni di dollari da poter esercitare per la prossima stagione. Nonostante l’indubbia utilità di Miller come backup di Wall (nonché come veterano e mentore per il giovane play), i Wizards starebbero pensando di effettuare un buyout da 2 milioni e spedire il 38enne nella prossima free agency. Chi arriverà al suo posto?

Chicago Bulls, pronto il piano B: Trevor Ariza!

I Chicago Bulls vogliono tornare a sognare in grande e, ciò sarà possibile solo se la franchigia dell’Illinois ingaggerà un terzo violino che possa colmare i buchi offensivi della squadra di Tom Thibodeau. Le prime opzioni sono Carmelo Anthony ( che sarà free-agent) e Kevin Love ( il cui contratto scade nella prossima stagione, ma potrebbe esser scambiato). Dunque qual’è il piano B in caso di mancato raggiungimento di uno di questi due stelle? Il primo nome nella lista del “piano B” dei Bulls corrisponde a  Trevor Ariza, che sarà restricted free-agent al termine della stagione, e che ha impressionato nella serie proprio contro Chicago. download

L’ala 28enne nativa di Miami, ed ex Lakers, ha viaggiato in tutta la stagione a 15.6 punti di media a partita,essendo una delle chiavi della fantastica cavalcata dei Wizards ai Playoffs, piazzando anche 30 punti proprio contro i Bulls. Un dato importantissimo a favore di Ariza è l’incremento della percentuale dalla linea da 3 punti, avendo viaggiato con il 40.7% durante la regular season. Ciò aprirebbe il campo alle penetrazioni di D-Rose e Jimmy Butler, e costituendo una minaccia continua per le difese avversarie. L’ingaggio di Ariza o di un’altra star sarebbe resa possibile  dall’amnesty sul contratto pesantissimo di Carlos Boozer ( 16.8 milioni). I Bulls vogliono vincere, ma Ariza sarà la carta giusta per formare quel poker d’assi necessario per dominare la lega?

Per Nba Passion,
Francesco Papillo

Washington Wizards, rinnovi: Ariza-Gortat legati al destino di Wittman

La parola sorpresa a cosa vi fa pensare? Washington Wizards!
I Maghi della capitale, dopo lunghe annate disastrose da tutti i punti di vista, si sono finalmente ritagliati un posto al sole nella disastrata Eastern Conference. Il merito del successo però, è conferibile più che in parte a Coach Randy Wittman, che è stato capace, non solo di valorizzare le scelte al draft ma di costruire un sistema offensivo molto efficace. Dunque, nonostante un record di 91 W-122, secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski,  la proprietà ha deciso di premiarlo con un rinnovo triennale da circa 3-3.5 milioni di dollari l’anno.

images

Al destino di Wittman, sono legati anche i rinnovi contrattuali dei due veterani Trevor Ariza e Marcin Gortat, che hanno letteralmente fatto la differenza ai Playoffs. Infatti se il coach rinnoverà ci saranno molte più probabilità di rinnovo di due delle colonne portanti del quintetto dei Wizards. Che finalmente i Maghi, siano riusciti a trovare la formula magica dell’incantesimo della vittoria? Solo il tempo ce lo dirà!

Per NBA Passion,
Francesco Papillo