San Antonio Spurs, anche Batum nella lista di Popovich!

Nicolas Batum agli Spurs, il giocatore riflette
L’ala dei Portland Trail Blazers, a quanto pare, sarebbe finito nel mirino degli Spurs, l’assalto inizierà nella prossima offseason, quando il giocatore sarà free-agent. Questa stagione Batum non ha tenuto medie esaltanti, ma come al solito è un giocatore che assicura difesa e versatilità. Quando i giornalisti hanno chiesto all’ ala di come vede l’opzione Spurs, lui ha risposto che non ci ha ancora pensato ma non sente il bisogno di cambiare aria, poiché a Portland si trova molto bene e sono 7 anni che ormai si trova ai Blazers.

Attualmente Nicolas Batum ha un contratto con Portland per una sola altra stagione: non è escluso per questo che in caso di mancato rinnovo con i Trail Blazers, possa essere inserito in una trade. Molto dipenderà dalle sorti di LaMarcus Aldridge e cosa deciderà di fare quando sarà free agent: restare in Oregon o cambiare aria?
Magari entrambi a San Antonio..

Brooklyn Nets, Brook Lopez usufruirà della player option

Il lungo dei Brooklyn Nets, eterna promessa, mai realmente realizzata, per via dei suoi continui infortuni, Brook Lopez, starebbe pensando di firmare la player option con la sua attuale franchigia.

Il fratello di Robin Lopez, in forza ai Portland Trail Blazers, probabilmente testerà la free agency, ma è difficile immaginare una squadra che gli offra un lungo contratto, soprattutto alle cifre che attualmente percepisce a Brooklyn (ben oltre i 15 milioni di dollari).

Secondo Yahoo Sport Brook resterà un altro anno a Brooklyn per poi cercarsi una nuova franchigia, sempre che i suoi infortuni non lo mettano ancora, nuovamente KO.

 

Oklahoma City Thunder, si ferma Kevin Durant: le ultime

Gli Oklahoma City Thunder perdono la gara contro i Warriors nella notte, ma non solo: si è fermato anche Kevin Durant.

L’MPV dell’ultima season, dopo un avvio di gara a dir poco spettacolare con 10-13 dal campo di cui 5-6 da tre punti in appena 18 minuti, con 30 punti rifilati alla difesa dei Warriors, che se fosse rimasto in campo per tutta la gara sarebbero diventati probabilmente almeno il doppio, per il suo stato di forma.

Ma invece quando Kevin Durant sembrava essere al massimo della forma dopo il suo infortunio, ecco che la sfortuna lo ferma di nuovo: prima dell’halftime infortunio alla caviglia, che lo terrà fuori dal resto della gara.

I tempi di recupero non si conoscono ancora, ma per fortuna sembra si tratti solo di una forte storta e non dovrebbe tenerlo lontano dal parquet per molte gare. Gli Oklahoma City Thunder hanno ora più che mai bisogno del miglior Kevin Durant per riprendere l’ottavo posto occupato dai New Orleans Pelicans del mostruoso Anthony Davis.

L’esame ai raggi X ha dato inoltre esito negativo e quindi non si temono problemi di maggiore entità!

Boom Dallas: ecco Rajon Rondo! Tutto sulla trade Celtics-Mavs

 I Mavericks lanciano un chiaro segnale a tutta la Lega. Negli ultimi minuti infatti si è completata una clamorosa trade con i Boston Celtics: Rajon Rondo si trasferisce in Texas insieme a Dwight Powell, mentre fanno il percorso inverso Jameer Nelson, Brandan Wright e Jae Crowder. Nell’affare anche delle future scelte a favore dei Celtics.

Dopo nove stagioni e un titolo Nba, Rondo lascia così Boston, ormai lontana dall’essere una contender delle potenze dell’East. Il play, prodotto di Kentucky, è così pronto a mettersi alle spalle le ultime difficili annate, causa infortuni varii, e il suo rilancio passa da Dallas, destinazione preferita a Houston e Los Angeles, sponda gialloviola.

rondo 9

“Mr. Triple Double” è stato fortemente voluto sia dal proprietario Mark Cuban che da coach Rick Carlisle oltre che per le qualità tecniche fuori dal comune, soprattutto per lo spirito da leader dimostrato dal “9”, qualità che forse a Dallas mancava proprio nel ruolo più importante, quello di playmaker.

Rondo andrà così a completare lo straordinario quintetto dei Mavericks, formando insieme a Monta Ellis una coppia che promette spettacolo. A coach Carlisle l’arduo compito di far quadrare il cerchio.

Per NbaPassion,

Francesco Bocchini.

 

Chicago Bulls, recupera Noah. Out Rose e Gibson?

Dopo aver saltato le ultime quattro partite di Regular Season, finalmente questa notte tornerà in quintetto Joakim Noah, che sembra esser riuscito a risolvere i suoi persistenti problemi alle ginocchia e alla caviglia, che dall’inizio della stagione stanno tormentando l’ultimo ‘difensore dell’anno’ e soprattutto non gli hanno permesso ancora di ottenere quella continuità di prestazioni che l’anno scorso lo hanno portato a diventare il leader emotivo dei Bulls.

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Lo stesso centro francese ha tranquillizzato tutti riguardo la sua salute : “Il mio ginocchio sta bene, questa è la cosa più importante rispetto alla caviglia. Penso che sia stato buono solo per ottenere alcuni trattamenti e basta che io mi prenda cura del mio corpo, lasciarlo guarire, ora mi sento abbastanza bene e sono entusiasta di poter giocare questa sera contro New York.”

Anche Coach Thibodeau ha parlato riguardo la situazione fisica di Noah, dicendo che ha partecipato all’allenamento e quindi è fiducioso riguardo il contributo che potrà dare nella partita contro i New York Knicks. Anche se in casa Bulls ci potrebbero essere altri forfait, infatti sono in forte dubbio sia Derrick Rose per problemi di salute e anche Taj Gibson per problemi alla caviglia.

Inoltre riguardo gli infortunati di Chicago è stato operato il rookie Doug McDermott al ginocchio destro e inizierà il periodo di riabilitazione che lo terrà fermo ai box per circa 4-6 settimane.

Boston Celtics : Rondo non è più incedibile, Mavericks in vantaggio?

La stagione dei Boston Celtics era iniziata sicuramente con una notevole quantità di incognite ma la principale sembra non aver trovato ancora la propria soluzione. Il futuro di Rajon Rondo è molto incerto e,  naturalmente, questa situazione anche per la franchigia più titolata della NBA rappresenta un enorme punto interrogativo sia per questa stagione ma soprattutto per i prossimi anni, nella quale i Celtics dovranno cercare a tutti costi di ritornare ad essere una seria candidata al titolo NBA.

Dragic-Rondo-PacersIn estate il GM Danny Ainge aveva più volte dichiarato pubblicamente il desiderio di fondare un progetto pluriennale intorno alla classe e al carisma di ‘Mr. Triple Double’ ma dopo queste prime 25 partite di Regular Season e un record (9-16) non esaltante, ma addirittura peggiore dello scorso anno (11-14) dove la squadra, guidata al primo anno da coach Stevens, non risentì particolarmente dell’assenza del suo leader e in questo momento la conferma di RR9 come superstar dei Celtics non è cosi scontata. Tutto ciò insieme alla sua attuale situazione contrattuale che lo porterà ad essere Unrestricted Free Agent, ovvero la possibilità di scegliere liberamente la franchigia in cui giocare dalla prossima estate,  fanno realmente considerare tutte le possibili soluzioni alla franchigia del  Massachusetts, soprattutto quella di un’eventuale trade, che sarebbe alleviata anche dalla presenza nel suo ruolo del rookie Marcus Smart che come prototipo sembra essere molto più vicino alla concezione di Point Guard moderna.

 

rondoProprio in questi ultimi giorni Adrian Wojnarowski, fonte molto affidabile per quanto riguarda trade, rumors e draft ha affermato che i Celtics starebbero pensando seriamente ad una cessione di Rondo, a causa di un ridimensionamento delle sue prestazioni e anche un’ inaffidabilità inusuale dimostrata quest’anno nei finali di partita che avrebbero fatto tentennare la dirigenza riguardo la sua eventuale ri-firma, visto che lo stesso Rondo, il quale attualmente guadagna circa 12 milioni, ha fatto capire di voler ricevere un’offerta molto vicina al massimo salariale.

Il 28enne in questa stagione sta viaggiando a 8.0 punti, 10.6 assist e 7.5 rimbalzi a partita, che rappresentano sicuramente delle cifre da grandissimo giocatore ma che vengono sporcate da un 40% dal campo e soprattutto dal 33% ai tiri liberi, entrambi minimi in carriera. Nonostante ciò molte squadre si sarebbero mostrate interessate a Rajon Rondo, che naturalmente farebbe molto comodo a una contender per il titolo , vista la sua esperienza e leadership , dimostrata più volte durante i playoff.

 

dal_mavs_rankings_00I Mavericks in questo momento sarebbero la squadra più vicina all’acquisizione di Rondo, visto che avrebbero presentato l’offerta più concreta rappresentata da Brandan Wright e una prima scelta al prossimo Draft più vari asset non ancora chiari e Dallas con il playmaker andrebbe a formare un quintetto spaziale completato da Ellis, Parsons, Nowitzki e Chandler.

Anche se la franchigia di Mark Cuban non è l’unica che si è fatta avanti, infatti secondo ESPN i Celtics avrebbero parlato anche con Rockets, Lakers, Knicks e Kings. Insomma staremo a vedere se Danny Ainge deciderà realmente di cedere Rondo, che potrebbe rappresentare la mossa giusta per ripartire qualora non fosse sicuro di poter rifirmare l’attuale miglior assistman della lega.

Per NBA Passion,                                                                                                                    Giuliano Granata

#123Ragioni per cui i Lakers non dovrebbero tankare

Mentre Magic Johnson ha augurato (se vogliamo dirla così) ai Los Angeles Lakers di perdere tutte le partite restanti della stagione per potersi assicurare una scelta alta al prossimo Draft, Kobe Bryant ha risposto che “i giocatori giocano e cercano di vincere ogni singola partita. Questo è esattamente ciò che facciamo noi”. Le parole del 24 gialloviola appaiono piuttosto chiare: niente tanking per i Lakers, abituati sempre a giocare al massimo per cercare di vincere il più possibile. Per questo questo speciale appuntamento con la rubrica ‘#123Ragioni’ serve a spiegare i motivi per cui i gialloviola non dovrebbero tankare.

1) Questione di fama

La pratica del tanking consiste nell’indebolire sempre di più la squadra, aggiungendo al roster giovani elementi che, per ovvie ragioni, finiscono per vincere pochissime partite per piazzarsi in fondo alla classifica. Il tutto serve per assicurarsi al Draft una scelta alta per selezionare i migliori talenti che si rendono eleggibili. Detto questo, difficilmente una franchigia come i Los Angeles Lakers accetterebbe di sprofondare nel baratro venendo asfaltati dagli avversari. Nel corso degli anni la franchigia si è costruita una reputazione vincente ( ha vinto 16 titoli NBA) che non vorrebbe perdere scendendo in campo con la consapevolezza che la sconfitta è dietro l’angolo.

2) La Free Agency 2015

 

Goran Dragic. Fonte: Wikipedia.
Goran Dragic. Fonte: Wikipedia.

La rebuilding ( o  parte di essa) può passare dalla prossima free agency, senza che tutte le speranze vengano soddisfatte dall’urna del Draft. Nella prossima offseason i Los Angeles Lakers avranno abbastanza spazio salariale (con i contratti in scadenza di Lin e Nash si libereranno 25 milioni) per potersi accaparrare qualche giocatore utile alla causa: sul mercato ci sarà gente come Goran Dragic, Rajon Rondo, Wesley Matthews, Gerald Green, Jeff Green, Paul Millsap, LaMarcus Aldridge, Kevin Love (che potrebbe utilizzare la player option per rimanere eventualmente a Cleveland), Marc Gasol, Brook Lopez e Omer Asik. Se appare difficile arrivare ai pezzi forti per motivi economici, immaginate un quintetto base con Dragic – Bryant – Johnson (rifirmato a cifre favorevoli) – Millsap ( o Randle) – Brook Lopez: con qualche conferma low cost e l’ingaggio di qualche giovane, i Lakers potrebbero già aver da subito un roster per arrivare almeno ai playoff e giocarsela.

3) La presa di posizione di Kobe

 

Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers. Fonte:Sgt. Joseph A. Lee (Wikipedia)
Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers. Fonte:Sgt. Joseph A. Lee (Wikipedia)

Si sa, la parola di Bryant  è quasi legge in quel di Los Angeles. E’ lui il punto di riferimento non solo dello spogliatoio, ma anche per la dirigenza che deve per forza dar conto al suo parere. Dopo l’addio di Phil Jackson e la scomparsa di Jerry Buss, il Black Mamba ha ormai assunto la funzione di leader spirituale e tecnico. La replica a Magic Johnson sulla faccenda ha chiaramente esposto il suo punto di vista e le intenzioni che alla riguardo la stagione in corso. E chi sta intorno a lui è pronto a seguirlo.

Insomma, l’alternativa al tanking è finire la regular season in maniera più dignitosa possibile per poi fare le più opportune valutazioni. Con una minuziosa strategia e un occhio di riguardo al salary cap, presentando inoltre agli aspiranti lacustri un progetto convincente, i Los Angeles Lakers possono seguire questa via, senza passare necessariamente dal Draft.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

La corsa al titolo di coach dei Kings continua: gli ultimi rumours

Rudy Gay dei Sacramento Kings

Penultimi nella Pacific Division, 11esimi nella combattutissima Western Conference dopo uno straordinario inizio, ben oltre le aspettative, e una striscia di 8 sconfitte in 10 partite, di cui le ultime 4 consecutive, anche e soprattutto a causa dell’assenza per meningite del proprio leader offensivo ed emotivo: DeMarcus Cousins.
Si, per i Kings l’anno della consacrazione sta prendendo una brutta piega, e a pagarne le conseguenze come spesso accade è stato il coach, Mike Malone, che proprio ora dopo una difficile e lunga opera di gestione e maturazione del gruppo stava iniziando a vedere i risultati. Ma il proprietario dei Kings, Vivek Ranadivè (per intenderci, uno alla Ferrero che ha suggerito al proprio staff tecnico di giocare in 4 in difesa per avere sempre uno in contropiede pronto a segnare) non ci ha messo molto a ringraziarlo e salutarlo.
Ora impazza il toto allenatore per una panchina particolarmente ambita: i Kings infatti quest’anno sono molto più appetibili, si sono mossi bene distribuendo tanti di quei doppioni che anziché aiutare peggioravano le cose, e con l’aiuto dei due leader Gay e Cousins, anche i giovani McLemore, Collison e Williams stanno iniziando a far vedere sprazzi di talento.

Dopo il no, per altro non convintissimo stando a quanto riportano diversi giornalisti NBA, di Chris Mullin, e passando per l’ipotesi di Tyron Corbin (attuale coach ad interim ma secondo con Malone) fino a fine anno per poi cedere la guida proprio all’ex giocatore di Warriors e Pacers e hall of famer Mullin, i nomi in voga adesso sembrano essere 3: George Karl, coach di ventennale esperienza reduce da diversi anni alla guida dei Nuggets, Vinnie Del Negro, reduce dall’esperienza Clippers e Bulls, e come ultima suggestione Marc Jackson, esonerato tra le polemiche dai Warriors e forse profilo più adatto per un team così giovane e grezzo.
Magari riuscirà a far raggiungere a Gay, Cousins e Collison il livello di Curry e Thompson. Magari renderà, dopo troppi anni di anonimato, la franchigia di Sacramento una franchigia (nuovamente) che  competitiva per il titolo..

Per Nba Passion
Luca Mazzella

La storia d’amore tra Cavaliers e Dion Waiters è ai titoli di coda?

Tra i nomi più caldi in chiave di eventuali trade è presente Dion Waiters: la quarta scelta del 2012, infatti, dopo l’arrivo di Lebron ha visto diminuito il suo ruolo nel sistema dei Cavs e non ha tardato nel manifestare tutta la sua insoddisfazione.

In stagione, finora, non ha mantenuto medie esaltanti: 9.3 punti, 2.1 assist e 1.2 rimbalzi. Il front-office di Cleveland è deciso più che mai ad utilizzare Dion Waiters come possibile asset per prendere un buon lungo in grado di proteggere il pitturato. Di certo, non mancano squadre a cui una guardia serve come il pane: il contesto migliore per lui potrebbe essere NOLA ed a New Orleans, Waiters potrebbe crescere ancora, senza la pressione di vincere a tutti i costi che, invece, opprime Cleveland da quando è approdato il re. Ma anche a New Orleans potrebbe non avere il posto garantito, anzi, vista la presenza di Jrue Holiday come PG ed Eric Gordon come SG: quest’ultimo però è spesso ai box e potrebbe tornare molto utile una guardia duttile come Dion Waiters ai Pelicans. Ma a quale costo?

Golden State Warriors, si pensa al “sacrificio” di David Lee

David Lee golden state

Tempo di scelte in casa Golden State Warriors: con un progressivo incremento di prestazioni di Draymond Green, nonché prossimo allo status di “Restricted Free Agent” l’estate prossima, iniziano a sorgere i primi dubbi in ambito contrattuale e di rinnovi di David Lee.

Su David Lee, che delle 24 gare totali disputate fin’ora ne ha giocata solo una causa infortunio, grava il contratto più oneroso dell’intero roster, che a partire dalla prossima stagione sforerà il tetto dei 15.400.000 milioni di dollari.
Una cifra di certo non indifferente visto anche l’ammontare salariale di 50 milioni da destinare tra Curry, Bogut, Iguodala e Thompson (tra cui spicca il recente rinnovo di quest’ultimo, quadriennale per circa 70 milioni di dollari).  Nel frattempo il già citato Green da il proprio contributo in modo sempre più efficiente e credibile.

Quasi certamente Kerr non ha la benché minima intenzione di privarsi di Draymond, anche a costo di sacrificare qualcuno dal roster attuale. Vedremo su chi ricadrà la scelta, anche se probabilmente si opterà per il calante, ma comunque versatile, David Lee.

Per NBA Passion,
Teto Ceneri