Tar Heels contro Bulldogs, per una notte da campioni

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Due squadre, 40 minuti rimasti. Non più di tre settimane fa i team ancora in lizza erano ben 68. C’erano ancora tante partite da giocare e ognuno di noi, appassionati di college basketball, aveva delle certezze. La maggior parte di queste sono andate inesorabilmente a farsi benedire. Perchè se ci si poteva immaginare una finale tra North Carolina e Gonzaga (entrambe teste di serie nel tabellone), pochissimi avrebbero pronosticato South Carolina e Oregon tra le ultime quattro squadre rimaste. Gamecocks e Ducks hanno giocato un torneo straordinario, ma ora è il momento dei Tar Heels. E dei Bulldogs, alla primissima finale di sempre. Che lo spettacolo cominci.

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Joel Berry II giocherà con delle caviglie non proprio al 100%

Il torneo

Sono state, ovviamente, alcune settimane piene di sorprese. Specialmente nell’East Regional. La prematura uscita di scena di Villanova e Duke ha aperto la strada per la cavalcata di South Carolina, terminata in semifinale. Dall’altra parte è Oregon, priva di Chris Boucher, ad arrivare in fondo. Sulla strada per le Final Four i Ducks hanno eliminato Kansas, che fino a quel momento aveva schiacciato le avversarie.

Gonzaga se l’è vista brutta contro West Virginia e Northwestern, ma è riuscita ad andare avanti. I Bulldogs (37-1) hanno acquisito sempre più sicurezza col passare del tempo, meritandosi ampiamente l’accesso alle Final Four prima, alla finale poi. Nel frattempo i Tar Heels, dopo la passata stagione, avevano un solo obiettivo. Riguadagnarsi la possibilità di giocare per il titolo. L’hanno raggiunto, altrettanto meritatamente, dopo che – non dimentichiamo – Arkansas ha rischiato seriamente di piazzare l’upset al secondo turno.

La finale

È una finale che mette di fronte due squadre fantastiche. Entrambe hanno dovuto affrontare e superare difficoltà pazzesche per arrivare qui. Gli Zags, in semifinale, stavano gettando tutto all’aria contro South Carolina. Un parziale di 16-0 aveva portato i Gamecocks dal -14 addirittura al vantaggio. Gonzaga non si è persa d’animo. Tre possessi dopo, i Bulldogs già erano di nuovo in controllo (anche grazie a una tripla ‘fortunosa’ segnata da Zach Collins). In vista della finale, gli Zags dovranno affidarsi alla propria difesa, cercando di limitare al massimo la potenza offensiva di UNC.

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Una partita sontuosa di Zach Collins contro South Carolina (14 punti, 13 rimbalzi, 6 stoppate) ha aiutato i Bulldogs a raggiungere la finalissima

Kennedy Meeks è ovviamente l’uomo da tenere d’occhio sotto i tabelloni. Per lui, contro i Ducks in semifinale, ben 8 rimbalzi offensivi (sui 14 totali). L’ultimo, preso mangiando in testa a Jordan Bell a 4 secondi dalla fine, è stato decisivo. I Tar Heels sanno bene che pochi ottengono una seconda opportunità. La finale dell’anno scorso è ancora la motivazione principale per questi ragazzi, nonostante in pochi abbiano avuto mai il coraggio di rivedere quella partita contro Villanova. Adesso hanno modo di prendersi il sesto titolo nella storia di North Carolina. Sarebbe uno in più di Duke, cosa che dovrebbe far piacere ai tifosi dei Tar Heels.

Tar Heels leggermente favoriti

Secondo i pronostici la squadra di Williams è la vincente più probabile. Arrivati a questo punto, però, le quote dei bookmaker interessano il giusto. Dopo due settimane di March Madness eccoci qui, rimane solo una notte in bianco da portare a casa. Un’ultima sfida in cartellone. L’aristocrazia del college basketball contro la nuova borghesia che avanza. Williams contro Few, Berry II, contro Williams-Goss. Lo strapotere fisico di Meeks contro la pulizia tecnica di Karnowski. Due squadre fortissime.

Sono i Tar Heels di North Carolina contro i Bulldogs di Gonzaga, in una finale da non perdere.

Guida ragionata alla Final Four NCAA

Anche quest’anno, come sempre in questo periodo, gli appassionati di pallacanestro attendono le Final Four del torneo NCAA. Una competizione di breve durata ma che parte da lontano, che prende per la sua imprevedibilità e il suo sapore di futuro. March Madness, la chiamano, e a ragione.

Quello che stiamo per proporvi è la guida alla Final Four di un torneo che NBA Passion è riuscita, pur essendo una redazione di non professionisti, volontari, wanna-be ma soprattutto di gente innamorata della palla a spicchi, a coprire quasi per intero. Un coronamento, non solo per la futura regina.

SOMMARIO

pagina 2: North Carolina

pagina 3: Oregon

pagina 4: Gonzaga

pagina 5: South Carolina

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No. 4 Florida vs No. 7 South Carolina: “Elite 8” preview

La sfida tra le “cenerentole” dell’east regional, che hanno distrutto ogni bracket, vede i Florida Gators contro i sorprendenti South Carolina Gamecocks. Le due squadre arrivano alla partita di stasera dopo due match completamente diversi: i Gators hanno vinto contro i Wisconsin Badgers con un tiro incredibile all’ultimo secondo di Chris Chiozza, la vera anima della squadra, mentre i Gamecocks hanno demolito contro ogni aspettativa Baylor. Nonostante ciò, non bisogna farsi condizionare dai match precedenti, in quanto nel torneo NCAA tutto può succedere: lo abbiamo visto pure ieri notte, con la favorita al titolo finale, Kansas, che è stata sotto tutta la partita e ha perso contro Oregon. La chiave in questa partita sarà il gioco sugli esterni: se Chiozza riuscirà a fermare Thornwell, come ha fatto con Koenig, la partita per South Carolina si metterà fin
da subito in salita.
Purtroppo però per i Florida Gators la vittoria non è così scontata, per due motivi: anche se dovessero limitare Thornwell a cattive percentuali dal campo (che di per se sembra già un impresa),  il numero 0 dei Gamecocks rimane comunque un giocatore versatile, che avrà un grande impatto sia in difesa che in attacco, dove spesso è chiamato a portare palla; inoltre i Gators potrebbero far enorme fatica in fase di realizzazione, a causa della difesa dei Gamecocks, che utilizzano un mix di man coverage e zone coverage, che fino ad ora nel torneo è stata letale per gli attacchi avversari. La partita con molta probabilità sarà molto chiusa e fisica, e potrebbe finire con le due squadre punto a punto negli ultimi minuti di gioco.

Giocatori chiave offensivamente: KeVaughn Allen (Florida Gators)-Sindarius Thornwell (South Carolina)
Giocatori chiave difensivamente: Chris Chiozza (Florida Gators)-PJ Dozier (South Carolina)
: South Carolina, che possiede maggior potenziale offensivo, potrebbe raggiungere per la prima volta nella storia dell’università le Final Four. Chi sono io per porre fine al sogno?

March Madness: Kansas v Oregon, road to the final4

IT’S MARCH MADNESS TIME

Sprint Center, Kansas City, Missouri. Questo è il luogo che stanotte all’1:50, in diretta su sky sport, vedrà i Jayhawks di Bill Self, vedersela con i Ducks di Dana Altman.

Kansas Jayhawks

I Jayhawks sono “nearly unstoppable”, come piace dire agli americani. Nelle sweet16 contro l’ostica Purdue (almeno sulla carta) i ragazzi di Bill Self avrebbero dovuto sì vincere, ma almeno sudare un pò, invece non è stato così. Allo Sprint  Center di Kansas City, è andato in onda un massacro, di cui Goya avrebbe potuto dipingere un capolavoro. E’ stato un 98-66 che era difficilmente pronosticabile alla vigilia. Mason III e Graham, hanno fatto i gemellini carini, piazzandone 26 a testa, Jackson si è limitato a 15, mentre Mykhailiuk e Vick hanno scritto 10 e 12. Una vittoria devastante figlia del 54% dal campo, con il 53% da 3.

dominatore assoluto

Oregon Ducks

I Ducks l’hanno scampata bella, come invece piace dire agli italiani. La partita contro i Wolverines è stata tesa fino all’ultimo secondo, ed è finita con un thrilling 69-68, per i ragazzi di coach Altman. Tyler Dorsey chiamato affettuosamente dai compagni, e meno affettuosamente dagli avversari “Mr. March“, ha detto ventello e ventello è stato, con un roboante 5/7 da 3. I 16 di Bell, i 12 di Brooks e i 10 di Ennis hanno contribuito alla vittoria super clutch dei Ducks, che è riassunta qua sotto.

Dorsey con il congelatore al posto del sangue, Bell con una fisicità devastante

The Game

Kansas avrà inizialmente due compiti fondamentali. Contestare i tiri di Dorsey e Brooks, e attivare i retro razzi e partire in contropiede, con il trio meraviglia: Mason III, Graham e Jackson, che contro Purdue hanno fatto 67 punti dei 98 totali. Allo stesso tempo, la transizione avrà diritto di cittadinanza solamente se ci sono tanti rimbalzi. Contro i Boilermakers ne sono arrivati 36. Sarà fondamentale ripeterli, per indirizzare bene il match. Come d’altronde rubate e stoppate, che danno grande spazio a correre i 28 metri. Per i Ducks la musica è più o meno la stessa. Evitare di farsi travolgere dalla marea bianca o blu (dipende dalla maglia che metteranno), cercare di controllare i rimbalzi e armare la mano del dynamic-duo Brooks & Dorsey. Attenzione alla sfida Bell vs Lucas sotto le plance. Voleranno schiaffi.

Must Watch

La March Madness sta entrando nella sua fase finale, e tutte la NBA osserva i futuri talenti da acquisire. Oregon ha Dorsey e forse dovrebbe bastarvi. Un second-year di assoluto livello offensivo collegiale. Kansas risponderà con Mason III, che essendo all’ultimo anno di college, sarà duro a morire e a lasciare il posto per le F4.

 

Zags, ci siamo quasi! Xavier ultimo ostacolo prima delle Final Four

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Le Sweet 16 di quest’anno ci stanno regalando emozioni a non finire. Florida ha vinto contro Wisconsin grazie a una preghiera di Chris Chiozza sulla sirena. South Carolina ha asfaltato Baylor, chiudendo la partita a +20. Il West Regional non è stato da meno. Gonzaga ha superato West Virginia grazie a una tripla di Jordan Mathews nel finale. Arizona soccombe dinanzi a una Xavier che sembra sempre più una predestinata. Zags e Musketeers si affronteranno stasera per guadagnarsi l’accesso alle Final Four.

Zags con carattere sui Mountaineers

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Jevon Carter ha giocato da vero leader, ma non è bastato ai Mountaineers

Gonzaga torna alle Elite 8 con una prova di forza (mentale soprattutto) contro West Virginia. I ragazzi di Bob Huggins ha dominato a tratti la partita, innalzando gradualmente l’intensità difensiva (16 palle perse alla fine per gli Zags) e guadagnandosi un’infinità di secondi possessi (41 rimbalzi catturati, ben 20 offensivi). Una gestione offensiva non all’altezza non ha permesso però ai Mountaineers prendere il largo nel punteggio. I Mountaineers hanno chiuso infatti a 16/60 dal campo, pari al 26.7%, tenuti a galla (offensivamente) solo da un Jevon Carter strepitoso. WVU può e deve recriminare sull’ultimo possesso offensivo, gestito in maniera… discutibile dallo stesso Carter e compagni.

Nonostante i rimbalzi concessi, i problemi ai liberi e una carestia offensiva nel secondo tempo durata circa 4 minuti, gli Zags l’hanno spuntata. Il loro più grande merito è essere rimasti lì con la testa, quando i fantasmi di un ennesimo fallimento iniziavano a farsi sempre più imponenti. A due minuti dalla fine WVU era in vantaggio dopo due triple di Miles jr. e Carter. La tripla di Mathews con meno un di un minuto sul cronometro ha risolto tutto. Ma la difesa degli Zags, in particolare sull’ultimo tentativo dei Mountaineers, è il vero manifesto della squadra di Mark Few, a un passo dalle prime Final Four nella storia del programma.

Altro che cenerentola, Xavier fa sul serio

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J.P Macura, Trevon Bluiett e Malcolm Bernard hanno trascinato Xavier alle Elite 8

Per la prima volta dal 2008 i Musketeers tornano a giocarsi una finale del Regional. Contro Arizona la squadra di Chris Mack ha dimostrato di avere la durezza necessaria per essere considerata più che una semplice sorpresa. La difesa a zona, già efficace contro FSU, è riuscita a limitare anche i lunghi di Arizona. Lauri Markkanen si è fermato a 9 punti con 3/9 dal campo.

Anche Xavier, come Gonzaga, è riuscita a superare un periodo di sterilità offensiva (anche per loro durato circa quattro minuti) per poi andare a vincere. In questo lasso di tempo Allonzo Trier, solo 4 punti nella prima frazione, ne ha segnati 15 di fila trascinando i Wildcats a un vantaggio di 8 punti a circa quattro minuti dalla fine. A quel punto Xavier si è risvegliata, Arizona ha praticamente smesso di attaccare, e il canestro di Sean O’Mara ha chiuso i giochi. L’ultimo tentativo di Trier si è spento sul ferro.

I protagonisti

Trevon Bluiett si è confermato attaccante di striscia, segnando nel solo primo tempo 18 dei suoi 25 punti finali. È stato lui a trascinare Xavier nel momento di maggiore difficoltà. Anche J.P. Macura e Malcolm Bernard hanno avuto un’ottima partita (14 e 15 punti rispettivamente). Bernard in particolare (3/3 da tre punti) ha segnato un paio di canestri nel finale che hanno riportato a contatto i suoi, prima del canestro decisivo di O’Mara.

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Nigel Williams-Goss deve tornare a essere decisivo in attacco per Gonzaga.

I Musketeers si sono resi protagonisti di una rimonta eccezionale nei minuti finali. Gonzaga è stata altrettanto brava a mantenere la concentrazione contro una rognosissima WVU. In casa Zags ci si aspetta di più in attacco da Nigel Williams-Goss, che ha chiuso con un misero 2/10 dal campo. Il numero 5 ha comunque l’esperienza necessaria per reagire nella finale di questa notte. Sarà interessante anche vedere Karnowski, big man per eccellenza, contro la difesa di Xavier.

La storia aspetta

Una tra queste due squadre è in procinto di andare alle Final Four per la prima volta nella storia dei rispettivi atenei. Un motivo in più per guardare la partita di questa sera. Entrambe le formazioni sono arrivate a questo risultato tramite progetti che partono da lontano, nessuno farà un passo indietro. Gonzaga-Xavier, a 40 minuti dalla storia.

No. 7 South Carolina vs No. 3 Baylor: “Sweet 16” preview

thornwell

I Gamecocks dopo aver eliminato i “nobili” del basket NCAA, i Duke Blue Devils, vogliono ancora stupire contro una Baylor che finalmente sembra essere solida e, al contrario degli ultimi anni, è riuscita a sopravvivere al primo weekend del torneo.
South Carolina è una delle migliori squadre a provocare palle perse (sono quarti per percentuale di possessi degli avversari terminati con un turnover): se i bears vogliono evitare l’upset devono prima di tutto controllare il ritmo di gioco e giocare semplice, per non perdere troppi palloni e non concedere troppi punti facili in contropiede a Thornwell (26.5 punti a partita nelle prime due del torneo).
I Bears amano giocare molti possessi difensivi a zona, ma contro i Gamecocks può essere fatale, in quanto essi segnano più punti per possesso contro le difese a zona (0.979) che contro quelle a uomo (0.779).

Giocatori chiave offensivamente: Manu Lecomte (Baylor)-Sindarius Thornwell (South Carolina).
Giocatori chiave difensivamente: Jonathan Motley (Baylor)-Chris Silva (South Carolina).
Previsione: tra tutte le partite, questa forse presenta la maggiore probabilità di upset. I tifosi di Baylor sono avvisati, South Carolina potrebbe continuare a “ballare”.

No. 7 Michigan vs No.3 Oregon: “Sweet 16” preview

I Wolverines, forse il team più in forma della nazione, affronteranno i Ducks in un match up che vede due dei migliori team della NCAA dall’arco dei tre punti.

La chiave per vincere questa partita per entrambe le squadre sarà quella di limitare il gioco perimetrale degli avversari: da questo punto di vista è decisamente avvantaggiata Oregon, che è tra le migliori difese della nazione, e con i cambi tra il “4” Dillon Brooks e il centro, Jordan Bell, può mettere in seria difficoltà l’attacco di Michigan, che può patire la fatica a causa delle numerose partite in cui le stelle hanno giocato quasi 40 minuti.
D’altra parte i due lunghi dei Wolverines, Wilson e Wagner, sono probabilmente i giocatori con la mano più calda nel torneo in questo momento, e, se dovesse risvegliarsi anche Derrick Walton, il loro attacco potrebbe rivelarsi troppo esplosivo per Oregon, soprattutto se i Ducks dovessero ritrovarsi a dover commettere troppi falli con i lunghi, dato che la coperta là davanti è un po’ corta.

Giocatori chiave offensivamente: Tyler Dorsey (Oregon)-Derrick Walton (Michigan).
Giocatori chiave difensivamente: Jordan Bell (Oregon)-Moritz Wagner (Michigan).
Previsione: sarà una partita combattuta, ma Oregon potrebbe sopravvivere grazie alla maggiore esperienza nel torneo.

Xavier ha ormai dimenticato Sumner, la squadra è pronta per Arizona

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Nella seconda partita del tabellone West si affrontano Arizona e Xavier. I Wildcats si sono affermate come una delle migliori squadre della nazione. Il loro record stagionale adesso recita 32 vittorie e 4 sconfitte. Possono contare su quello che è attualmente uno dei quintetti più forti del torneo. Lauri Markkanen ne è la punta di diamante. Xavier ha però dimostrato di poter fare fuori una buonissima squadra come Florida State. E il modo in cui l’hanno fatto… il punteggio finale di 91-66 la dice lunga. La striscia di sei sconfitte consecutive è un ricordo lontano, adesso i Musketeers sono di nuovo pronti a fare rumore.

Xavier alle Sweet 16 per la quarta volta dal 2010

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Il grave infortunio subito da Edmond Sumner poteva significare la fine anticipata della stagione per Xavier, ma i Musketeers hanno saputo reagire

Il grave infortunio di Edmond Sumner al ginocchio, occorso durante l’ultima partita di gennaio contro St. John’s, sembrava essere un ostacolo insuperabile per i Musketeers. Fino a quel punto il sophomore viaggiava a 15 punti e 5 assist di media. La squadra di coach Chris Mack ha infatti accusato il colpo nel difficile finale di stagione. Il sostituto di Sumner, Quentin Goodin – freshman, ha preso però sempre più confidenza col nuovo ruolo da titolare. Da backup di Sumner (in 21 partite) giocava 14.8 minuti a partita per 3.4 punti e 1.9 assist. Da quando ha un posto fisso in quintetto gioca in media 35.8 minuti, per 7.4 punti e 5.4 assist. A marzo ha anche sistemato le sue percentuali al tiro, che a febbraio erano disastrose. E Xavier ha ritrovato la quadratura.

I punti comunque non sono competenza di Goodin. Specialmente ora che Trevon Bluiett sta giocando il miglior basket della sua stagione. Nelle prime due partite del torneo ha segnato 29 e 21 punti, con 15/29 dal campo (51.7%) e 8/15 da tre (53.3%). On fire a dir poco. Se continua a giocare così Xavier ha una chance. Di più, se Xavier gioca come ha fatto contro FSU il risultato è già scritto. Contro i Seminoles Mack ha chiesto poche e semplici cose ai suoi ragazzi: difendere a zona per costringere gli avversari, molto più grossi, a tirare da fuori; non lasciare loro punti in transizione; non regalare seconde opportunità. I ragazzi hanno eseguito alla perfezione, così FSU è stata spazzata via.

Wildcats duri, talentuosi e solidi

Non molti possono contare su un quintetto come ce l’ha Arizona. Markkanen è un freshman di 7-piedi che sa mettere la palla per terra e anche tirare da fuori. Quasi un Porzingis in divenire. Allonzo Trier, sophomore, e Kadeem Allen, senior, formano un backcourt che sa difendere, che sa come togliere le guardie avversarie dalla partita. Goodin, da questo punto di vista, sarà messo alla prova data la sua mancanza di esperienza. A completare il quintetto dei Wildcats ci sono Rawle Alkins, freshman e secondo realizzatore della squadra, e Dusan Ristic, junior. Un lungo serbo che sa essere molto efficiente in area.

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Chris Mack (a sinistra) è stato assistente allenatore di Sean Miller (a destra) a Xavier prima di prenderne il posto nel 2010

Cinque talenti, cinque giocatori che possono segnare in doppia cifra. Coach Sean Miller, che ha allenato Xavier per cinque stagioni (Mack era suo assistente), ha guidato la propria squadra a due vittorie totalmente diverse finora, nel torneo. Nella prima partita i Wildcats hanno dimostrato tutto il potenziale del proprio attacco vincendo 100-82 contro North Dakota. Nel secondo turno, la partita contro Saint Mary è stata brutta, senza mezzi termini, ma Arizona l’ha spuntata ugualmente per 69-60. Dopo l’uscita di scena di alcune delle squadre più forti (Villanova, Duke, Louisville) più o meno tutti possono arrivare alla vittoria finale. Arizona è sicuramente tra quelle in cima alla lista.

Osservati speciali

Sumner sarebbe sicuramente tra i giocatori da tenere d’occhio per Xavier, ma come detto il suo infortunio purtroppo lo ha costretto a finire anzitempo la sua stagione. Tra i Musketeers attenzione quindi a Trevon Bluiett. Il giocatore nativo di Indianapolis non doveva nemmeno giocarla questa stagione. Si è ritirato dal Draft a fine maggio scorso, decidendo di continuare la sua carriera in quel di Cincinnati. Dovesse giocare altre partite sui livelli delle ultime due, potrebbe attirare le attenzioni di qualche club importante.

Nonostante il Draft di quest’anno sia anticipato come uno dei più profondi e talentuosi della storia, Lauri Markkanen sarà probabilmente tra i primi dieci nomi chiamati da Adam Silver la sera del 22 giugno prossimo. Non serve nemmeno parlare troppo di statistiche, basta vederlo in azione per capire quanto potenziale abbia questo ragazzo. Altri due nomi da annotare nel roster di Arizona sono quelli di Allonzo Trier e Kobi Simmons. Il primo dei due sarà sicuramente protagonista contro Xavier, il secondo invece è uscito quasi completamente dalla rotazione nell’ultimo periodo. Le cause? Il rientro dopo una lunga sospensione dello stesso Trier, in primis, e i troppi alti e bassi del giocatore secondo lo stesso Sean Miller.

March Madness: Florida v Wisconsin

La March Madness essendo un torneo pazzo, molte volte ti mette di fronte a sfide inattese. E’ il caso della sweet 16 che andrà in onda nella conference EAST. Perchè se i Gators, hanno rispettato tabellone e le attese, i Wisconsin Badgers (finalisti 2 anni fa) hanno firmato l’upset dell’anno, sconfiggendo i campioni uscenti e seed 1, Villanova Wildcats.

Florida

Sinceramente quasi tutti si aspettavano di vedere i Gators esattamente dove sono. Ovvero a giocarsi l’accesso tra le migliori 8 della nazione. Contro i Virginia Cavaliers, la difesa di Florida è stata semplicemente favolosa. L’attacco dei Cavaliers non è certo riconosciuto come quello degli Houston Rockets però concedere 39 punti in 40 minuti è una prestazione che varca i limiti della perfezione. Il 29% dal campo e il 6% da 3, sono la prova schiacciante. In più i 14 di Leon e Robinson, sono bastati per vincere di 26.

Wisconsin

Eccoli i Badgers. La formazione che, ora si può dire, aveva le maggiori chance di upset, avendo in dote un seed veramente basso, rispetto alle abilità. Contro ‘Nova, coach Greg Gard ha detto ai suoi di non curarsi del seed, ma di andare in campo e combattere su ogni singolo possesso e diciamo che lo hanno ascoltato. I 19 di Hayes e i 17 di Koenig hanno aiutato parecchio. In più il 53% dal campo ha sovrastato il 41% di Villanova tanto da far meritare il viaggio a NYCity (giocheranno al Garden) al college di Madison, Wisconsin.

Tutto il secondo tempo sotto. La rimonta. Poi il layup di Hayes + il libero di Brown ed è partita la festa.

The Game

Ora la pressione è tutta sui Gators, che però hanno validi argomenti per offrirsi come favoriti per la sfida. Oltre alla difesa devastante, per lunghezza e versatilità, che abbiamo già incensato in precedenza, c’è la presenza di Devin Robinson. Il big man, come vengono chiamati i lunghi otreoceano, gioverà dell’assenza di Egbunu, e proverà a ripetere le prestazioni  che ha messo in atto nelle ultime due uscite (24 & 14+11).

Wisconsin ora potrà avere due reazioni: o rimane appagata e viene spazzata via dalla difesa di Florida, oppure cavalca l’onda buona e trionfa anche contro i rivali del sud-est americano. Sicuramente l’attacco non è il punto forte dei Gators, perciò una buona difesa potrà essere più che sufficiente. La differenza va fatta in attacco con Koenig e Hayes,  e il 53% dal campo che i Badgers hanno saputo tenere.

Sarà una sfida punto e punto e trovare un vincitore è molto difficile.

Must Watch

Hayes e Robinson. Due lunghi completi, in orbita NBA, che però secondo gli esperti verranno selezionati intorno alla 40esima posizione.

March Madness: Kansas v Purdue

Finalmente ci siamo! Sweet 16 in arrivo, nelle giornate di giovedì e venerdì. Perciò  torneo NCAA che entra nel suo vivo.

Kansas Jayhawks v Purdue Boilermakers

C’è lo aspettavamo! Kansas contro Purdue era la sweet 16  che tutti gli analyst avevano previsto. Troppo forti le due squadre rispetto alle rivali della loro conference, e infatti tutti i potenziali upset sono morti immediatamente.

Kansas

Kansas arriva dall’ottima vittoria contro Michigan State, che poteva essere un’ avversaria scomoda per chiunque, ma i Jayhawks l’hanno fatta sembrare ordinaria amministrazione. Soprattutto quando ad inizio secondo tempo, gli Spartans sono tornati sotto, la gestione è stata fenomenale. Che è sorprendente per dei ragazzi così giovani. Josh Jackson ha guidato la truppa con 23 punti, seguito da Graham (18) e Mason III(20). Il supporting cast è stato come al solito di primissimo livello, e il punteggio finale è stato un rotondo 90-70.

Purdue

I Boilermakers avevano sulla carta un qualcosa di più ostico: gli Iowa State Cyclones. La partita sembrava andare sui binari preferiti da Purdue, con una leadership di 19 punti. Poi però Iowa, mettendo in pratica il proprio soprannome, ovvero Cyclones, è tornata sotto con una rimonta furiosa. Gli uomini di Matt Painter alla fine della fiera, sono riusciti a tornare davanti grazie al loro miglior uomo: Caleb Swanigan. Il giocatore dell’anno della BIG TEN, si è messo in testa a comandare e i suoi 20, con 12 rimbalzi, aiutati dai 21 con 10 rebs di Edwards e dai 14 del sesto uomo Isaac Haas, hanno contribuito a far raggiungere a coach Painter la prima SWEET16 in 7 anni.

Come potete vedere qua. L’attacco di Purdue, passa molto da Swanigan…

The Game

Kansas deve preoccuparsi di sè stessa. Le percentuali dovranno lievemente fermentare, soprattutto quelle da dietro l’arco. Contro Michigan c’è stato un deludente 8su20. Deludente perchè in regular season, i  Jayhawks ci avevano preparato a ben altra musica. Sintomatico di queste basse percentuali, è l’andamento di Frank Mason da dietro l’arco. 47% in stagione e non ancora una tripla in questa #Madness. La chiave però sarà Landen Lucas. Un giocatore praticamente identico a Tristan Thompson. Un lavoratore instancabile, che va fortissimo a rimbalzo e che dovrà fronteggiare Swanigan.

Swanigan: “ci penso io raga”

Come analizzato sopra, il duello Lucas-Swanigan sarà la chiave. L’attacco di Purdue passa praticamente nel 60% delle volte a lui, e nelle situazioni disperate, è quasi un 90%. Anestetizzarlo o non saperlo controllare, darà indicazioni molto nette alla partita. Vince Edwards gli darà una mano, soprattutto con la sua capacità di segnare anche da fuori. La panchina di Purdue dovrà essere all’altezza di quella dei Jayhawks, per aiutare il quintetto nelle segnature.

Ovvio però, che i se piccoletti di Kansas (Mason+Graham), tengono il ritmo di queste prime 2, per i Boilermakers sarà durissima provare a stargli dietro.

Bill Self: “voglio qualche tripla Frank” … MasonIII “ci sto lavorando coach”… “ok batti il pugno”

Must Watch

Fissatevi su Landen Lucas. Il giocatore che ogni allenatore vorrebbe. Difesa+rimbalzi, attacco con movimenti più che discreti, intensità pazzesca e non è un mangia palloni per i realizzatori, sapendo di non esserlo. E’ un Tristan Thompson a livello collegiale.

 

Bulldogs finalmente pronti all’ultimo passo?

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I Bulldogs non sono andati molto lontani dalla sconfitta in una incredibile partita contro Northwestern. La sfida contro i Wildcats è stata decisa anche da un paio di decisioni a dir poco imbarazzanti della terna arbitrale. Per chi se lo fosse perso: interferenza a canestro di Zach Collins non fischiata e sul ribaltamento dell’azione fallo tecnico fischiato a Chris Collins, allenatore dei Wildcats. Inerzia della partita rovesciata e NW non si avvicina più ai Bulldogs, che vincono e passano il turno. Sulla NCAA si scatena una bufera, ma il risultato non cambia. Gonzaga torna alle Sweet 16, affronterà West Virginia.

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Una classica azione di Nathan Adrian

‘Press’ Virginia pronta alla battaglia

Non esiste probabilmente un giocatore di basket che passa più tempo per terra di Nathan Adrian. Il giocatore dei Mountaineers, nativo di Morgantown, a 10 minuti dal campus dell’università, è il simbolo della tenacia della squadra di Bob Huggins. La difesa asfissiante di WVU ha forzato 15 palle perse a Bucknell nel primo turno, e 14 a Notre Dame nel secondo. Adrian è un giocatore imprescindibile in questo sistema di gioco, data la sua enorme capacità di aggredire l’avversario e e di sporcarne le linee di passaggio.

Gli Irish hanno chiuso il torneo con una partita assolutamente non da loro. Secondi nella nazione per rapporto assist-palle perse, contro West Virginia hanno commesso una marea di errori. Palle perse, falli di frustrazione e una generale confusione in campo hanno mandato ND fuori rotta, nonostante la partitona di Bonzie Colson (27 punti e 8 rimbalzi). La difesa dei Mountaineers, forse la migliore tra le squadre rimaste in lizza, li ha mandati fuori di testa. Se l’attacco continua a girare – cinque giocatori in doppia cifra contro gli Irish – rischiano seriamente di non fermarsi più.

Bulldogs: now or never

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Quando in giornata, karnowski è il centro più dominante del college basketball

I Bulldogs nella sfida contro Northwestern hanno continuato a tirare malissimo da tre punti. Il 26.7% nella prima partita del torneo e il 25% netto nella seconda non promettono bene. Anche dalla lunetta i dati non sono incoraggianti: quattro tra i giocatori principali tirano con una percentuale inferiore al 75% in stagione. Nelle prime due partite del torneo i Bulldogs hanno tirato col 57.4% (31/54). Un finale in volata non sarebbe l’ideale per i ragazzi di Mark Few.

Altrettanto importante sarà la capacità degli ‘Zags di mantenere la calma per tutti i 40 minuti. WVU cerca di farti impazzire alzando il ritmo e forzando errori. Sembra una vera e propria prova del nove per i Bulldogs, favoriti – ma non troppo. Se Notre Dame ha perso la testa, Gonzaga non se lo può permettere. Un dato che li tranquillizza sicuramente è il minutaggio di Przemek Karnowski (tra i lunghi più dominanti della nazione), che è fresco, ha giocato solo 36 minuti nelle prime due partite. Potrebbe, dovrebbe essere la vera arma in più dei Bulldogs d’ora in poi.

Osservati speciali

West Virginia spera in un’altra grande prestazione del proprio backcourt. Jevon Carter e Daxter Miles Jr. sono stati fenomenali contro Notre Dame. In due hanno messo a referto 42 punti, 5 assist e 0 palle perse, tirando 13/23 dal campo e 11/13 dalla lunetta. La vera e propria definizione di efficienza. Anche Esa Ahmad ha fatto il suo (11 punti, 9 rimbalzi), oltre ad essere il protagonista degli highlights di giornata.

Per i Bulldogs occhio ovviamente a Nigel Williams-Goss e Karnowski, dai quali ci si aspetta molto. Il primo sta litigando con le percentuali ma è stato decisivo contro Northwestern, autore di una partita da 20 punti, 8 rimbalzi e 4 assist. Il secondo può essere un matchup da incubo per qualsiasi avversario. Jordan Mathews e Zach Collins hanno avuto due partite solide finora, e potrebbero essere ancora più protagonisti anche nel prossimo turno.

Verso UCLA – Kentucky?

Non nascondiamoci dietro a un dito: la sfida del raggruppamento meridionale che tutti stanno aspettando è quella tra Bruins e Wildcats. Comprensibile: sono due potenze tradizionali e due squadre attualmente molto competitive. Hanno il fascino del passato e quello del presente. C’è un “ma”: «Ma prima di arrivare a questo incontro, entrambe dovranno superare ancora un ostacolo»

I gialloblù dovranno affrontare Cincinnati. Lo fanno da favoriti, e non potrebbe essere altrimenti: quella contro Kent State di UCLA, al di là dei limiti dell’avversario, è stata la manifestazione di quello stile cestistico californiano che ammirato da queste parti con i Lakers di Magic, i Kings di Webber e i Warriors di Curry, ovvero una ricerca spasmodica del contropiede primario, e qualora questo non riesca un attacco che crei più spazio possibile al talento individuale.

Ball e Leaf sono due animali da parquet, e verosimilmente saranno loro i trascinatori contro i Bearcats. I quali dalla loro sono pericolosi soprattutto in post basso, anche se non disdegnano di far male dalla media distanza attorno alla linea della carità, o in punta. Capuain e Clark saranno i “must watch” per la difesa losangelina.

Kentucky, dal canto suo, prosegue nel sentiero tracciato da coach Calipari fatto di un sistema di penetra-e-scarica che esalti le qualità dei singoli giocatori. La presenza fisica di Adebayo a questi livelli sposta, e tanto, così come il killer instinct di Fox e Priscoe. Magari la panchina non è lunghissima, rispetto ad altre versioni dei Wildcats calipariani, ma in una gara secca gli equilibri di squadra sono sempre più influenti rispetto alle alternative che si accomodano sul pino.

L’avversaria, Wichita State, si è sbarazzata nel turno precedente dei Flyers di Dayton, sovvertendo il pronostico. Morris, creativo, e Kelly, chirurgico, sono temibili, senza dimenticare l’estone Nurger che è pur sempre un centro in grado di mettere palla per terra. Insomma, Kentucky avrà anche il pronostico dalla sua, ma di certo dovrà sbucciarsi le ginocchia contro questi Schockers.