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Il cambiamento di DeMar DeRozan

Il gioco della stella dei Toronto Raptors quest'anno si è notevolmente evoluto, consentendogli di essere un killer ancora più pericoloso

In questa prima metà di regular season il gioco di DeMar DeRozan è notevolmente cambiato e di conseguenza la stella dei Toronto Raptors è diventata una minaccia ancor più pericolosa di quanto non lo fosse già. Infatti al DeRozan degli anni passati è sempre stato rimproverato il suo tendere a diminuire le spaziature offensive per se stesso e per la sua squadra, in quanto non costituiva una vera minaccia da dietro la linea del tiro da tre punti (si prendeva meno di un tiro da tre punti a partita lo scorso anno); qualcosa però è cambiato, visto che oggi DeRozan si prende quasi due tiri da oltre l’arco per partita.

Nella NBA moderna per sopravvivere devi saper tirare da tre, altrimenti le difese si chiudono veramente troppo e il campo non è sufficientemente aperto, il che comporterebbe un grande grattacapo per l’attacco; fino allo scorso anno il numero 10 dei Toronto Raptors effettuava il 92% in area portandolo anche spesso e volentieri a forzare un tiro, o comunque a prendersi un tiro più complesso, per via della poca sicurezza nel suo tiro da tre punti. Infatti le difese avversarie puntualmente lo battezzavano ad ogni azione, in quanto sapevano delle sue difficoltà dalla lunga distanza.

In questa stagione DeRozan ha notevolmente ampliato il suo bagaglio tecnico, rendendolo più pericoloso e meno prevedibile dalle difese avversarie, in quanto possono scommettere sempre di meno sul tiro da fuori della guardia dei Raptors: il californiano si prende quasi il 20% dei suoi tiri da oltre l’arco e segnandone il 34%, quindi una percentuale assolutamente da rispettare. Di questa suo cambiamento ne ha giovato sia lui stesso che la squadra, visto che i compagni si trovano ad avere molto più spazio per penetrare o comunque per giocare vicino al ferro.  DeRozan viaggia approssimativamente con 23 punti a partita (meglio solamente lo scorso anno, con 27.3) e 5.2 assist di media (career high); inoltre ha anche il miglior offensive rating della sua carriera (116 punti in 100 possessi). Le scelte della shooting guard dei Raptors sono anch’esse migliorate: avendo acquisito maggiore sicurezza nel suo tiro pesante forza anche meno il palleggio arresto e tiro dalla media distanza, un fondamentale di cui DeRozan tendeva ad abusare fino allo scorso anno. Fatta eccezione per la stagione 2015/16, il numero 10 ha eseguito sempre ben oltre il 30% dei suoi tiri dal midrange, diventando quindi facilmente leggibile dalle difese avversarie. In questa stagione DeRozan si prende solamente il 19% dei suoi tiri dalla media, andando quindi a variare molto di più le sue soluzioni.

Ormai DeRozan riesce ad infilare triple in scioltezza.

La stella della franchigia canadese è cresciuto tantissimo e dopo questa sua evoluzione si è guadagnato di diritto l’ingresso nel ristretto club dei migliori scorer della lega, tenendo conto che riesce anche a segnare con costanza i tiri contestati (li segna attorno al 50%) .Nell’annata in corso ha già sfornato prestazioni superlative sotto l’aspetto realizzativo (contro i Bucks 52 punti). DeRozan è quindi la prova che con il duro lavoro si riesce ad ottenere quasi tutto. Essendo nato in una delle zone più pericolose dell’America ha quindi dovuto lottare per la sopravvivenza, mentre anche nei suoi primi anni nella lega era soggetto a molte critiche, definendo il suo basket come appartenente ad una corrente cestistica ormai superata.

Coi suoi sacrifici sta ora ottenendo molte soddisfazioni, diventando anche tiratore rispettato: non serve essere un giocatore come Steph Curry o Klay Thompson, basta prendersi qualche tripla in più per essere più eclettici, versatili e utili al lavoro di squadra.

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