I migliori contratti dei giocatori NBA

I migliori contratti dei giocatori NBA

Dopo aver analizzato i 5 peggiori contratti della NBA, ci soffermiamo sui migliori contratti firmati dalle squadre. Saranno esclusi dall’analisi i contratti da rookie: molti giovani riescono a fornire un contributo solido fin dalle prime stagioni, durante le quali sono pagati secondo un ammontare fissato dalle regole NBA. Per mantenere flessibilità salariale, è importantissimo avere rookies con contratti favorevoli a roster. Per fare due esempi banali, Jayson Tatum guadagna attualmente meno di 7 milioni di dollari e Jaylen Brown poco più di 5. Questo significa che Boston può mantenere una rotazione lunga e di valore garantendo ricchi salari a veterani come Irving, Horford e Hayward.

I GM delle squadre NBA non possono però contare sempre su giovani di valore come i due Celtics. Per questo motivo, le valutazioni sui contratti da rinnovare e le cifre da elargire sono di capitale importanza per il successo di una franchigia. Andiamo ora ad analizzare 5 tra i migliori contratti firmati nelle passate stagioni. Si tratta in ogni caso di gregari dai salari medi, il cui valore sul campo va ben oltre quel che viene loro corrisposto dai proprietari.

MONTREZL HARRELL (LOS ANGELES CLIPPERS)

Montrezl Harrell e Tobias Harris.

Il genio manageriale di Jerry West ha colpito ancora. Dopo i successi a Los Angeles sponda Lakers nel periodo Bryant-O’Neal, West ha contribuito a risollevare i Clippers dopo il fallimento del progetto Lob City. Chris Paul, Blake Griffin e DeAndre Jordan vestono ora altri colori, ma i Clippers si ritrovano in testa alla Western Conference dopo un quarto di stagione. In una squadra priva di superstar c’è spazio per talenti emergenti: tra questi il principale candidato attuale al premio di Sixth Man of the Year, Montrezl Harrell.

Insieme a Lou Williams e Patrick Beverley, Harrell è arrivato a Los Angeles grazie alla trade che ha portato Paul a Houston. Harrell è stato rinnovato nell’estate 2018 con un contratto da 6 milioni annui per due stagioni. Il lungo ex-Rockets si è rivelato in grado di mettere insieme cifre importanti (16.5 punti e 7 rimbalzi di media) partendo dalla panchina, alle spalle di Marcin Gortat. Harrell d’altra parte finisce spesso le partite, perchè Rivers vuole sfruttare l’intensità profusa a rimbalzo d’attacco e la capacità di cambiare sui blocchi. Queste caratteristiche sono ormai fondamentali nella NBA moderna. Avere a roster un lungo simile per due stagioni significa per i Clippers avere una base solida ma economica su cui puntare per partire all’assalto di free agents che facciano fare il salto di qualità (Leonard?). Il contratto di Harrell è attualmente il più vantaggioso dell’intera lega.

LOU WILLIAMS (LOS ANGELES CLIPPERS)

Lou Williams.

Il contratto di Lou Williams è un altro furto clamoroso da parte della dirigenza Clippers. Nel corso della passata stagione, la dirigenza ha rinnovato la guardia con un triennale da 24 milioni complessivi. Un affare incredibile, considerato che solo pochi mesi dopo Williams è stato incoronato Sixth Man of the Year, proprio grazie alle ottime prestazioni in maglia Clippers. Nella stagione in corso, Lou sta segnando quasi 18 punti di media, condendoli con 4.4 assist. Williams è molto spesso l’uomo che ha la palla in mano nei minuti decisivi, quando scotta di più. La sua capacità di crearsi tiri e segnare anche ben contestato lo ha reso più volte l’arma decisiva di Rivers per risolvere finali punto a punto.

La franchigia losangelina può insomma contare su due contratti molto vantaggiosi per la stagione attuale e la prossima. Harrell e Williams occupano insieme solo 14 milioni nel cap! Migliorare è più semplice quando vengono prese le giuste decisioni. Complimenti a West e al resto della dirigenza, che si gode il primo posto a Ovest.

P.J. TUCKER (HOUSTON ROCKETS)

P.J. Tucker.

Gli Houston Rockets si trovano in una situazione salariale complicata, a causa dei maxi-rinnovi alle superstar Chris Paul e James Harden. Al loro fianco, oltre all’ottimo Clint Capela, si trova P.J. Tucker, uno dei migliori difensori sugli esterni della lega. Il suo contributo offensivo rimane quello di un comprimario: 8 punti e un assist con un buon 40% da tre. D’altra parte, il gioco di D’Antoni cerca di isolare i fuoriclasse della squadra in uno contro uno o coinvolgerli in un pick and roll con Capela: lo scarico sui tiratori rimane la terza opzione. P.J. Tucker si fa valere soprattutto nella metà campo difensiva, dove riesce a coprire alcune delle lacune dei suoi compagni. L’ala è ora al secondo anno di un quadriennale da 32 milioni complessivi. Un buon affare per la dirigenza Rockets, considerando quanto i cosiddetti 3&D siano materiale richiesto nella lega. La rarità di questo tipo di giocatori causa il rischio di strapagarli, come dimostrano i 15 milioni dati dai Suns ad Ariza o i 26 dei Wizards a Otto Porter.

E’TWUAN MOORE (NEW ORLEANS PELICANS)

E’Twaun Moore.

Di 3&D parliamo anche nel caso di E’Twaun Moore, arrivato nel 2016 a New Orleans da Chicago. La dirigenza puntava a circondare Anthony Davis di tiratori affidabili. Moore è al terzo anno di un quadriennale da 34 milioni complessivi, e ha ormai superato ogni scetticismo iniziale dimostrando di valere di più della cifra percepita. La guardia segna quasi 15 punti di media con ottime percentuali, garantendo in particolare pericolosità dall’arco. Dopo essere stata a lungo incapace di fornire a Davis il supporto necessario, la dirigenza dei Pelicans sembra ora aver puntato su giocatori validi, firmandoli a cifre giuste. Moore ha uno dei contratti più appetibili della squadra, di valore sia in caso di permanenza del giocatore a New Orleans sia in caso di trade per arrivare a una superstar che affianchi Davis. Recentemente, Moore ha visto incrementare ulteriormente la propria importanza dopo l’infortunio di Payton. L’assenza del play ex Magic ha costretto i Pelicans a usare Holiday da point guard, aumentando i minuti e le responsabilità di Moore tra i ruoli di guardia e ala piccola.

JAE CROWDER (UTAH JAZZ)

Jae Crowder-Jazz

Jae Crowder.

Anche l’ultimo contratto che andiamo ad analizzare è quello di un 3&D. Ancora una volta bisogna sottolineare l’importanza capitale di affiancare alle superstar giocatori validi al prezzo giusto. Questo è il caso di Jae Crowder, passato a Utah nell’ambito della trade che ha portato Rodney Hood ai Cavs. La breve esperienza di Crowder al fianco di LeBron a Cleveland è stata piuttosto deludente. Crowder arrivò ai Cavs nella trade che portò Irving a Boston. I tifosi Celtics ricordano principalmente la scarsa precisione al tiro negli ultimi playoffs a Boston, nel 2017. Tuttavia, Crowder sembra aver trovato la sua dimensione ai Jazz e il suo contratto da 15 milioni complessivi nelle prossime due stagioni si sta rivelando uno dei più meritati. Nonostante le attuali difficoltà dei Jazz, che si trovano nei bassifondi della Western Conference, Crowder continua a garantire esperienza e solidità sui due lati del campo. Le sue cifre parlano di 12.7 punti, 4.8 rimbalzi e 1.9 assist di media, con uno scarso 31% dall’arco. L’ala ex-Boston migliorerà probabilmente questo dato nel corso della stagione. In ogni caso, 7.5 milioni annui sono una cifra più che onesta per un giocatore both-ends del suo livello.

Giandamiano Bovi
giandamianobovi@libero.it
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