Il Limbo NBA: la teoria del Triangolo delle Bermuda applicata al basket a stelle e strisce

Limbo NBA, praticamente la dura verità che alcune squadre devono affrontare: restare a metà strada tra diventare grandi e ripartire da zero. In questo articolo, andremo ad analizzare la situazione critica di alcune squadre che, per una serie di errori di management fatti in passato sono cadute in una sorta di limbo dalla quale fanno fatica ad uscire. Nella concezione religiosa, il limbo è un termine usato per indicare il luogo privo di pena ma anche della visione di Dio. Applicando questo concetto al basket potremmo dire che il limbo è raggruppamento di squadre che non sono nè cosi scarse da tankare, nè così forti da poter puntare al titolo. Ovviamente questa è una definizione abbastanza approssimativa, che però ci aiuterà ad esporre la condizione di certe franchigie che necessitano di un profondo cambiamento se non vogliono disperdersi come appunto se fossero nel Triangolo delle Bermuda. Numerose sono le squadre in tale situazione, ma in particolare analizzeremo le seguenti 4:

  • Indiana Pacers,
  • Memphis Grizzlies,
  • Detroit Pistons
  • Washington Wizards.

La particolarità di queste 4 squadre è il fatto che siano, a mio parere, tanto uguali quanto diverse.

 

Limbo la situazione dei Pacers e non solo

Partendo dai Pacers, bisogna riconoscere loro che prima dell’infortunio di Oladipo che li ha totalmente ridimensionati, erano una squadra che in prospettiva di playoffs nessuno avrebbe voluto incontrare per via della loro buona organizzazione e del loro fattore campo, infatti alla Bankers Life FieldHouse di Indianapolis il loro record recita un 18-7 che comprende vittorie di un certo spessore come quelle contro Bucks, Celtics e Raptors che sarebbero sulla carta le prime 3 squadre ad est se escludiamo gli imprevedibili 76ers.

Queste sono tutte testimonianze di come la squadra di McMillan avesse le potenzialità per quantomeno infastidire le squadre top dell propria conference.

La domanda sorge spontanea allora… come mai hai deciso di inserirli in questo limbo accumunandoli a squadre che faticano molto di più come ad esempio i Grizzlies ? Beh, poichè dal momento che difficilmente una superstar del calibro di Durant, Leonard o Davis deciderà di vestire la casacca gialloblù che anni fa è appartenuta a Reggie Miller, i Pacers sono destinati ad arrivare sempre ai playoffs,per poi essere eliminati ai primi turni da squadre più competitive a meno di exploits vivendo perennemente una sorta di dejàvu per ogni stagione che passa.

Urge specificare che questo è un punto di vista molto pessimistico e la svolta può essere sempre dietro l’angolo, chiedere ad esempio ai Nuggets che fino a qualche anno fa sembrano essere finiti irrimediabilmente in questa situazione ma poi hanno pescato con la 41esima scelta del draft 2014 un tale Nikola Jokic.

Per analizzare la posizione dei Grizzlies e dei Pistons,invece, partiremo da una serie di presupposti che valgono per entrambe, ma evidenzieremo in conclusione una sostanziale presa di posizione di una delle due franchigie che può far capire le mosse da compiere per provare ad uscire da questo fatidico limbo.

Sia la squadra di Detroit che quella di Memphis possono vantare la presenza di due stelle nelle loro fila, Griffin e Drummond da una parte e Gasol e Conley dall’altra, inoltre entrambe, cosiccome i sopracitati Pacers, non sono piazze in grado di cogliere attenzione da parte dell’elite della lega.

La differenza che ho messo in risalto nell’introduzione di queste due franchigie risale ad una notizia fresca di pochi giorni, secondo la quale il GM di Memphis, Chris Wallace, di comune accordo con il coach JB Bickerstaff, ha deciso di rendere disponibili sul mercato proprio i due giocatori cardine vale a dire Gasol e Conley. Questo sta a manifestare che molto intelligentemente, secondo la mia opinione, le due parti ( dirigenza e giocatori) hanno capito che insieme non sarebbero arrivati a vincere ed hanno deciso di prendere strade differenti facendo si che le due stelle possano accasarsi in un’altra organizzazione e che i Grizzlies invece rifondino, partendo dal loro talentuoso rookie Jaren Jackson Jr.

Questo tipo di ragionamento non è stato fatto invece dai piani alti dei Pistons, poichè, dal momento che la nuova arena costruita nel centro di Detroit viene anche considerata come un modo di dare un sostegno alla comunità della Motor City, scambiare gli unici giocatori in grado di fare vincere qualche partita alla franchigia locale sarebbe un suicidio economico visto anche che i dati di affluenza alla nuova Little Caesars Arena non sono del tutto esaltanti anzi…

Per quanto riguarda i Washington Wizards, sono stati inseriti nell’articolo per mettere in luce un’altra tipologia di squadra persa nella “terra di nessuno”, infatti quest’ultimi sono il caso che più avvalora la tesi iniziale secondo la quale quelle scelte di management discutibili alla lunga si pagano. Le premesse per i Wizards erano ottime dal momento che, dopo l’avvincente semifinale di conference persa 4 a 3 contro i Celtics di Isaiah Thomas, sembrava che finalmente Beal e Wall avessero unito i loro intenti e grazie a un supporting cast di un buon livello composto da Otto Porter, Morris e Gortat potessero ambire a un posto al sole nella non irresistibile Eastern Conference per usare un eufemismo. Alla lunga tutto ciò si è rivelato solo un’illusione e dopo la rifirma di Porter a cifre astronomiche la franchigia capitolina si ritrova con un salary cap intasato e con una squadra disunita e martoriata da infortuni (vero John Wall ? ). Nonostante ciò il GM dei Wizards ( Ernie Grunfeld) ha voluto insistere su questo core di giocatori, rifiutando l’opzione trade per Beal che a quanto pare sembra essere l’unico con un discreto valore sul mercato. Ecco che si è creata una situazione dalla quale difficilmente si otterrà qualcosa di buono per Washington che al momento della stesura di questo articolo risulterebbe fuori dai playoffs ad est (!!).

Queste erano le 4 analisi di squadre che, per sforuna e cattive decisioni sono accumunate da un non florido futuro…E voi cosa ne pensate ? Cosa suggerireste ai rispettivi GM per migliorare le sorti delle loro squadre?

 

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Moving on.

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