Il volo dei Milwaukee Bucks: abbiamo una nuova contender? | Nba Passion

Il volo dei Milwaukee Bucks: abbiamo una nuova contender?

Il volo dei Milwaukee Bucks: abbiamo una nuova contender?

Ad inizio stagione la Eastern Conference si presentava molto indebolita rispetto all’anno passato, soprattutto dopo il passaggio di LeBron James ai Los Angeles Lakers. Questa situazione ha tolto pressione ad alcune squadre, che, lavorando sotto traccia, hanno imbastito un gioco sorprendentemente efficace. Un esempio lampante sono i Milwaukee Bucks, che si sono appropriati delle prime posizioni della graduatoria, facendo la voce grossa anche contro i top team della lega. In questo articolo andiamo ad analizzare come, sotto l’aspetto del gioco, i Bucks siano riusciti a raggiungere tale livello.

MILWAUKEE BUCKS: IL CONTROLLO DEL RITMO

Il primo dato che salta all’occhio, è la strepitosa efficienza della manovra dei Milwaukee Bucks. Il Net Rating (rapporto tra Offensive Rating e Defensive Rating), è largamente il migliore della lega ed è presto spiegato. I Bucks, riescono quasi sempre ad avere il completo controllo del ritmo della partita fattore che, soprattutto nei finali punto a punto, risulta fondamentale per portare a casa la vittoria. Rispetto alle ultime annate, i miglioramenti più evidenti sono nella fase offensiva, dove la seconda posizione attuale nella lega per l’offensive rating, dietro solo ai campioni in carica di Golden State, è davvero sorprendente. L’attacco gira che è una meraviglia, l’ottima circolazione porta tanti assist ed una distribuzione dei tiri ben ripartita, con Antetokounmpo “go to guy” nei momenti di difficoltà.

Coach Budenholzer ha fatto un gran lavoro col materiale umano a sua disposizione, portando giocatori molto istintivi, come Bledsoe e Antetokounmpo, a gestire la manovra in maniera intelligente, accelerando solo nel momento giusto, per “ammazzare” definitivamente la partita. I motivi principali di questa esplosione sono la leadership sempre più imponente di Giannis Antetokounmpo, la concretezza del supporting cast e la distribuzione uniforme dei minuti in campo tra quasi tutti i componenti del roster. Questi fattori, raggiunti con un ottimo lavoro dello staff nel recruiting e nel lavoro in palestra, sommate alla solidità difensiva, stanno portando in alto la franchigia del Wisconsin.

SORPRESE E CONFERME

Che i Milwaukee Bucks negli ultimi anni fossero una delle squadre in ascesa era chiaro a tutti, ma il livello raggiunto in questa prima parte di Regular Season, è veramente sorprendente. Parte del merito è da attribuire al grande impatto avuto finora su entrambi i lati del campo, dal supporting cast della stella Antetokounmpo e dalla second unit in uscita dalla panchina.

Tra le conferme più positive, abbiamo il fido scudiero del greco, Khris Middleton. Il tiratore da Texas A&M, dopo una stagione da candidato MIP con più di 20 punti a partita, sta continuando sulla falsariga dell’anno scorso. Sebbene le statistiche siano in lieve calo, è importante sottolineare come le sue percentuali stiano migliorando, segnale di una maggiore attenzione alle scelte e della capacità della squadra di metterlo in ritmo al tiro.

Discorso simile anche per Eric Bledsoe, arrivato dopo poche giornate nella passata stagione. L’ex Suns sta confermando, numeri alla mano, lo stesso impatto degli anni passati con una differenza importante, la gestione del ritmo di gioco. Bledsoe, infatti, ha incrementato di molto le proprie percentuali al tiro, limitando i turnovers, conseguenza di una forte crescita nella conduzione del pallone. Arrivato all’undicesima stagione in NBA, il processo di trasformazione in point guard di alto livello, sembra finalmente concluso.

La principale sorpresa di questa stagione in casa Bucks, è Brook Lopez. Il centro era ormai bollato da anni come un giocatore prossimo alla “pensione”, buono a mettere su numeri importanti solo nelle squadre da “tanking”. Invece quest’anno Lopez sembra aver trovato la sua dimensione, in una squadra solida e talentuosa, in grado di togliere troppe responsabilità all’ex Lakers. Lopez, sentendosi parte di un progetto importante, sta rispondendo presente, innalzando il proprio impatto rispetto al passato (soprattutto in difesa), diventando un fattore importante. I numeri sono discreti nulla più, ma l’importanza del suo ruolo, per una volta nella sua carriera, non lo si vede dalla cifre.

Menzione d’onore, inoltre, per Malcolm Brogdon che, dopo aver subito lo scotto della sorprendente vittoria del ROY con un’annata anonima, sta dando un ottimo apporto, principalmente in attacco, e per Tony Snell, micidiale dall’arco dei tre punti e preziosa arma difensiva.

In via generale, tutti i membri dei Milwaukee Bucks stanno portando il proprio mattoncino alla causa, risultando decisivi per il raggiungimento dei risultati del team.

THE GREEK FREEK: UN PASSO DA MVP

Giannis Antetokounmpo.

Devastante. Non ci sono altri aggettivi per descrivere questi primi quattro mesi della stagione di Giannis Antetokounmpo. Nella nostra top 10 della corsa all’MVP, lo avevamo posizionato all’ottava posizione, con dubbi riguardanti più il livello della squadra di appartenenza, che per il reale valore del giocatore. Il nostro auspicio di crescita del team è stato ascoltato, come spiegato in precedenza, potendo supportare cosi al meglio Giannis nello svolgimento delle partite. Anche grazie ai propri compagni, il greco sta mettendo su numeri e prestazioni pazzesche, a riprova del definito salto di qualità raggiunto.

Le statistiche su punti e rimbalzi sono simili e quelle dell’anno passato (27+10 contro 27+13 attuale), con i soliti, cronici problemi nel tiro da tre punti, che rappresentano l’ultima pecca del suo arsenale offensivo. Quello che sorprende è la consapevolezza nei propri mezzi, che lo sta portando ad essere sempre più cinico nei momenti clou della partita. Inoltre, sta migliorando tantissimo nella gestione dell’uno contro uno, forzando meno le conclusioni, cercando lo scarico sui compagni liberi sugli aiuti che attrae (da qui, i 6 assist a partita, massimo in carriera). La prepotenza con cui attacca il canestro, invece, non è cosa nuova. Se possibile, in questa annata sembra ancora più aggressivo, risultando praticamente immarcabile se gli viene lasciato lo spazio di andare in penetrazione.

Difensivamente non si è mai tirato indietro contro alcun avversario, aiutato da un’apertura alare incredibile. La capacità di cambiare su qualsiasi ruolo lo rende pedina fondamentale, e l’aumento della massa muscolare evidente negli ultimi anni, lo aiuta contro avversari più grossi. Infine, le lunghe leve gli permettono di intercettare agilmente i passaggi e le azioni in palleggio, e di stoppare i tentativi di penetrazione, tenendo costantemente sotto pressione l’attacco avversario.

Manca veramente poco per raggiungere il livello dell’élite NBA, e tutt’oggi Antetokounmpo è uno dei principali candidati al titolo di MVP.

CONCLUSIONE

La domanda quindi è: questi Milwaukee Bucks possono competere per il titolo? È ancora presto per dirlo, ed è forse un po’ prematuro etichettarli come una contender. Quello che è sotto gli occhi di tutti, è l’escalation della franchigia nelle ultime stagioni, sotto la sapiente guida di Budenholzer. L’obiettivo prefissato è migliorare il risultato dell’anno passato (eliminazione al primo turno playoff), e in questa Eastern Conference, non sembra impossibile. Quello che eventualmente verrà dopo, sarà tutto di guadagnato, e questa tranquillità può portare il team verso traguardi importanti. Forse non vincerà il titolo, ma le grandi della NBA faranno bene a tenere d’occhio questi sorprendenti Milwaukee Bucks.

Antonio Sena
antonio-sena@libero.it
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