Blake Griffin chi? L’ascesa dei nuovi Los Angeles Clippers

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Blake Griffin chi? L’ascesa dei nuovi Los Angeles Clippers

Dopo l’addio di Blake Griffin i Los Angeles Clippers sembravano in procinto di smantellare tutto il resto del roster per rifondare da zero, ma per fortuna dei tifosi cosi non è stato: DeAndre Jordan, nonostante i moltissimi rumors, alla fine è rimasto mentre Lou Williams ha esteso il suo contratto fino al 2021. La loro perdita sarebbe stata un duro colpo per i losangelini, soprattutto Williams visto il suo rendimento stagionale: l’ex Sixers sta viaggiando a 23.3 punti, 2.5 rimbalzi e 5 assist di media a partita. Numeri alla mano questa è la miglior annata della sua carriera. Stabilità e impegno sono solo alcuni dei fattori che lo hanno reso un giocatore in costante miglioramento. Lo sa bene Golden State che lo scorso gennaio lo ha visto realizzare 50 punti alla Oracle Arena.

 

In fade away, da tre punti o anche in semplice penetrazione: il bagaglio offensivo di “Sweet Lou” è illimitato

Da quando Griffin se ne è andato i Los Angeles Clippers hanno vinto 10 delle successive 14 partite issandosi all’ottavo posto della Western Conference. Oltre a Williams stanno destando scalpore le prestazioni di Tobias Harris e Montrezl Harrell. Il primo non ha palesato problemi di ambientamento, anzi si è subito confermato scorer purissimo ed eccellente tiratore da oltre l’arco; mentre l’ex Rockets nelle ultime gare sta viaggiando a 17 punti di media con il 64% dal campo. Senza dimenticare anche il cospicuo contributo del nostro Danilo Gallinari (20.1 punti di media dopo la trade deadline) frenato solo da un infortunio, l’ennesimo, alla mano destra.

 

Tobias Harris è il secondo miglior realizzatore dei Los Angeles Clippers

Los Angeles Clippers: più squadra senza Blake?

La risposta è nettamente si. Los Angeles paradossalmente si è rivelata più squadra senza la sua ex superstar come dimostra l’Assist Ratio: inizialmente i Clippers producevano di media 16 assist a partita, dal giorno della trade quasi 22. Lungi da noi addossargli tutte le colpe del caso, ma bisogna ammettere che il neo Pistons tendeva a costruirsi troppi tiri in isolamento non coinvolgendo il resto dei compagni. La manovra offensiva adesso è infatti più fluida, i giocatori muovono maggiormente la palla e si prendono molti tiri aperti; non è un caso che si siano riscontrati notevoli miglioramenti nell’Offensive Rating (107.8 punti di media al pari dei New Orleans Pelicans) e nella Field Goal Percentage (con il 52.8% sono piazzati al nono posto in questa speciale classifica).

DeAndre Jordan

DeAndre Jordan centro dei Los Angeles Clippers.

Anche quest’anno la fortuna non è stata dalla parte dei Los Angeles Clippers (in caso contrario non sarebbero i Clippers) a causa di una serie di infortuni che ha falcidiato la squadra di Doc Rivers: Patrick Beverley rimarrà fermo ancora per molti mesi, Gallinari out fino a tempo indeterminato, mentre DeAndre Jordan e Austin Rivers hanno solo di recente smaltito i loro problemi fisici. Malgrado ciò sono riusciti a mantenere un rendimento costante e a 17 partite dal termine della regular season, i playoff sono più che mai alla loro portata. I Los Angeles Clippers nelle ultime annate ci hanno sempre abituato a grandi inizi e altrettanti deludenti finali di stagione. Questa volta dovranno mantenere i nervi saldi e non perdersi d’animo, oppure quanto fatto finora verrà vanificato. Se è vero che “Historia magistra vitae est”, i losangelini dovrebbero aver imparato qualcosa.

Daniele Guadagno
dany20991@gmail.com

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

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