Manuale Oklahoma City Thunder 2018/2019: l’anno della redenzione

Oklahoma City Thunder 2018/2019

Manuale Oklahoma City Thunder 2018/2019: l’anno della redenzione

L’annata 2017/2018 è stata a dir poco deludente per gli Oklahoma City Thunder. Partiti con ambizioni altissime, Westbrook e compagni non sono stati all’altezza delle aspettative, a causa di diversi fattori (l’infortunio di Andre Roberson e l’ego di Carmelo Anthony tra i principali). Una stagione che si presentava come esaltante, si è conclusa con l’uscita al primo turno degli scorsi playoffs. Sam Presti, general manager dei Thunder, per la stagione in procinto d’iniziare, si è rimboccato le maniche e ha imbastito un roster giovane, atletico e che si completa al meglio con il talento di Russell Westbrook e Paul George. Sarà sufficiente per sopravvivere nel selvaggio West? Di seguito il nostro manuale Oklahoma City Thunder 2018/2019.

MANUALE OKLAHOMA CITY THUNDER 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE

Come menzionato, la seconda stagione senza Kevin Durant in maglia Thunder, è stata un altro mezzo fallimento. Di seguito andiamo a vedere i numeri:

  • Record: 48-34 (.585)
  • Piazzamento: 2° posto Northwest Division, 4° posto Western Conference
  • Playoff: sconfitti al primo turno dagli Utah Jazz 4-2.
  • Offensive Rating: 110.7 (7th of 30)
  • Defensive Raiting: 107.2 (9th of 30)
  • Leaders: Russell Westbrook (25.4 PTS), Russel Westbrook (10.3 AST), Russel Westbrook (10.1 REB)

MANUALE OKLAHOMA CITY THUNDER 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Sam Presti ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei migliori general manager in circolazione. Non solo è riuscito nell’impresa di rifirmare Paul George con un contratto pluriennale, ma ha aggiunto atletismo e difesa a un roster che fa di questi fattori i cardini principali del suo gioco. Altre firme importanti sono stati i ritorni in free agency di Jerami Grant e  Raymond Felton, la firma di Nerlens Noel e l’aggiunta tramite trade di quella che forse è la miglior backup point guard in circolazione al momento: Dennis Schröder.

Di seguito il dettaglio di tutte le movimentazioni estive:

Trade: Dennis Schröder, Timothe Luwawu-Cabarrot, Abdel Nader, Haminu Diallo

Free agents: Paul George, Jerami Grant, Raymond Felton, Nerlens Noel, Deonte Burton (2 way contract), Tyler Davis (2 way contract)

Draft: Devon Hall, Kevin Harvey,

Cessioni e contratti non rinnovati: Carmelo Anthony, Kyle Singler (tagliato), Josh Huestis, Cory Brewer.

E’ sicuramente importante sottolineare come il GM dei Thunder sia riuscito, non solo ad assemblare una squadra competitiva, ma anche a liberarsi di un contratto pesante e ingombrante come quello di Carmelo Anthony. Grazie alla rimozione della “no-trade clause” di Anthony, I Thunder son riusciti a ricevere in ritorno due giocatori che saranno utilissimi durante l’anno: Dennis Schröder e Timothe Luwawu-Cabarrot.

MANUALE OKLAHOMA CITY THUNDER 2018/2019: L’ANALISI

Sin dalla partenza di Kevin Durant nell’estate del 2016, i Thunder hanno cercato di costruire una squadra che esaltasse le qualità di un playmaker moderno come Russell Westbrook. Il primo anno la squadra è stata assemblata in fretta e furia e si pensava che la stagione scorsa potesse dare migliori risultati, ma così non è stato.
Quest’anno la musica sembra esser cambiata. Il roster di Oklahoma City sembra costruito alla perfezione per supportare il duo Westbrook-George: un mix di atletismo, versatilità difensiva, e abilità offensiva.

Un assaggio di quello che può essere Westbrook-George? La rimonta da -25 nel terzo quarto in gara 5 contro gli Utah Jazz con Melo in panchina:

Volendo analizzare nello specifico le caratteristiche di questi nuovi Thunder, troveremo:

Atletismo: la dirigenza Thunder ha sempre amato avere grandi atleti in squadra, fisici importanti, e lunghe leve, ma poco affidabili dall’arco dei tre punti. Quest’anno non è stato da meno. E’ facile aspettarsi che l’atletismo aggiunto in estate si tradurrà in un gioco fisico veloce e aggressivo, incentrato sul contropiede. Queste sono tutte qualità che calzano a pennello con lo stile di gioco di Russell Westbrook.

Difesa: sotto questo aspetto, Oklahoma City sulla carta è uno dei team meglio attrezzati e, senza dubbio, faranno di questo fattore il loro punto di forza. In quintetto, Paul George, Andre Roberson, Steven Adams e uno tra Patrick Patterson e Jerami Grant (dipende chi partirà titolare) sono tutti giocatori temibili e affidabili in difesa. Tutti possono intercambiarsi difensivamente e marcare su più posizioni, mettendo in difficoltà la maggior parte degli attacchi. Dalla panchina uscirà uno tra Patterson e Grant, Noel (ottimo rim-protector), Alex Abrines (che ha dimostrato miglioramenti importanti in difesa verso la fine della passata stagione) e Timothe Luwawu-Cabarrot (interessante prospetto nella metà campo difensiva).

Attacco: come menzionato precedentemente, i Thunder proveranno a trarre vantaggio dalla loro velocità e forza fisica, ma non solo. Il roster è formato da giocatori che sono in grado di trovare il tiro dopo giocate 1 vs 1, ma allo stesso tempo possono aprire il campo per penetrazioni tramite il pick ’n roll con Steven Adams (o Noel). Il “decision-making” sarà anch’esso un fattore fondamentale. Ci sono dubbi riguardo la compatibilità tra Westbrook e Schröder causa il loro stile di gioco molto simile. Da notare però che è dai tempi di Reggie Jackson che a OKC manca una backup point-guard in grado di essere una vera minaccia in attacco, e avere un “sesto uomo” come Dennis Schröder, non può far altro che aiutare la second-unit.

CONCLUSIONE

Seppur la Western Conference sia ricca di squadre con grosse ambizioni, i presupposti per una stagione entusiasmante per i Thunder ci sono tutti. Presti ha costruito una squadra che potrà competere per i primissimi posti nella Western Conference e che, a scanso d’infortuni, potrà dire la sua finalmente anche nei playoff.

Alberto Bodei
bodei_alberto@hotmail.com

Alberto Bodei, scrittore per NBAPassion.com Focus sui giovani rookie della lega

No Comments

Post A Comment