NBA MIP 2018-2019: tra i premi maggiormente contesi, anche quest’anno ci sarà il Most Improved Player. Questo premio, come di consueto, viene assegnato al giocatore che ha mostrato maggiori miglioramenti rispetto alla passata stagione.

Rispetto agli anni passati, tuttavia, il vincitore del premio ha dovuto realizzare un campionato da autentica stella per potersi aggiudicare questo riconoscimento. Basti pensare agli ultimi 3 MIP:

  • CJ McCollum è diventato una star quando ha vinto il premio nel 2015-16, aumentando i suoi punti di media da 6.8 ad un clamoroso 20.8, diventando allo stesso tempo uno dei tiratori dal perimetro più efficienti del campionato.
  • Giannis Antetokounmpo ha battuto i suoi numeri da 16,9 punti, 7,7 rimbalzi e 4,3 assist a 22,9 punti, 8,8 rimbalzi e 5,4 assist per gara. The Greek Freak è diventato un All-Star per la prima volta nel 2016-17, e da lì in poi non si è più guardato indietro.
  • L’ultimo MIP è stato Victor Oladipo, nella stagione 2017-2018. Passato dall’essere considerato una spesa in eccesso allo status di All Star, in quest’ultima annata si è affermato come uno degli attaccanti più devastanti dell’intera Lega.

Tra i candidati per il prossimo titolo, quindi, non ci sono soltanto delle semplici rivelazioni del momento, ma anche dei potenziali fuoriclasse.

6.NBA MIP 2018-2019: TRE POSSIBILI BREAK-OUT, OVVERO MYLES TURNER (C), D’ANGELO RUSSELL (PM/G), DANTE EXUM (PM)

cinque giocatori
D’Angelo Russell, play dei Nets

Nonostante i problemi di salute che hanno limitato l’uso dell’ex Lakers a 48 partite l’anno scorso, DLo ha mostrato delle buone prestazioni e un’efficienza in fase di miglioramento.

Sebbene sia un giocatore molto abile nell’utilizzo del pick and roll, Russell ha mostrato anche un incremento delle sue percentuali in fase realizzativa (41,4% dal campo e 32,4% nel tiro da 3 punti). Se garantirà una maggiore stabilità in salute ed un rendimento costante, potrà essere sicuramente un degno candidato per questo riconoscimento.

Myles Turner, centro dei Pacers

Discorso simile va effettuato anche per il 22enne Myles Turner, centro dei Pacers. Quest’ultimo, però, al contrario di Russell, la scorsa stagione non ha mantenuto le attese che si erano create su di lui, facendo dei passi indietro. In particolare, è aumentata la sua percentuale al tiro da 3 punti (dal 21,4 di inizio carriera al 35,7 dell’anno scorso), ma allo stesso tempo i suoi numeri ai rimbalzi sono diminuiti (da 7,3 a 6,4).

Ciò nonostante, Turner rimane un giocatore molto intrigante, anche se avere fiducia in lui dopo la stagnazione dello scorso anno non è facile.

Dotato di atletismo di livello superiore e gioco esercitato alla massima energia, Exum è già considerato un difensore molto aggressivo a livello individuale. Nonostante ciò, probabilmente a causa dell’infortunio, è spesso sembrato incapace di rallentare e di leggere il gioco.

Forse sarà sempre considerato come un giocatore non così affidabile da elaborare il gioco in situazioni critiche. O forse alla fine si rilasserà durante una stagione in piena salute e legittimerà la sua alta scelta al draft (n. 5 nel 2014), che sia a Salt Lake City o in un’altra città. Se però dovesse mantenere le attese nella terra di Stockton e di Malone, però, gli Utah Jazz avranno una stella versatile in fiore nelle loro mani.

5. NBA MIP 2018-2019: LA PROMESSA DI DENVER, JAMAL MURRAY (PM/G)

Jamal Murray. ai Nuggets dal 2016

La scorsa stagione, Murray ha avuto una media di 16,7 punti a partita, con una percentuale di tiro effettiva del 57,6%. Queste statistiche sono state raggiunte, alla sua età, soltanto da altri sei giocatori: Magic Johnson, Anthony Davis, Shaquille O’Neal, Adrian Dantley, Karl-Anthony Towns e Kevin Durant.

Murray è un realizzatore di talento, e la sua precisione nel tiro catch and shoot (42,7 %), unita al miglioramento in altre aree del gioco di attacco, gli ha permesso di accumulare punti. Inoltre, un altro dei suoi aspetti positivi è sicuramente il suo ball handling, il quale ha fatto cadere molti baluardi difensivi. In questa stagione, in tale ottica, non sono esclusi step back estremamente crudeli.

Nel 2018-2019, potremmo assistere ad un ulteriore upgrade del numero 27 dei Nuggets. Non è utopia, infatti, ipotizzare un’annata da 20 punti a partita e con percentuali 50/40/90, le quali lo farebbero entrare in un club molto esclusivo.

4. NBA MIP 2018-2019: IL NUOVO KD, ATTESO ALLA CONSACRAZIONE CON IL SUO NUOVO MENTORE LEBRON JAMES, OVVERO BRANDON INGRAM (AP)

 

NBA Christmas Preview Isaiah Thomas Lakers
Ingram marcato da Taj Gibson

Dopo due anni di apprendistato, ormai è giunto il momento per Brandon Ingram di dimostrare la legittimazione della scelta spesa dai Lakers per lui nel draft 2016.

Nella seconda parte della scorsa stagione, in particolare, l’ala piccola ha mantenuto medie piuttosto interessanti

  • 16 punti
  • 5,3 rimbalzi
  • 4,6 assist
  • 50,5 FG%
  • 45,3 3P%

Con questi numeri, è lecito aspettarsi dal giocatore di L.A. una grande stagione 2018-2019, purchè mantenga statistiche simili per tutto l’arco del campionato, e non solo per un periodo.

Tra gli aspetti che Ingram dovrà migliorare, sicuramente ci sarà il suo profilo di tiro. In particolare, lo scorso anno la sua percentuale di tentativi da tre punti è scesa a 1,8 tiri a partiti, compensati però con maggiori attacchi al canestro. Conseguenza di quest’ultimo aspetto, è l’aumento dei suoi passaggi in lunetta il suo tasso (da 2,7 a 4,8). Idealmente, i Los Angeles Lakers potrebbero ottenere aumenti del gioco da Ingram in entrambe le aree sopra considerate.

La presenza di LeBron James, poi, seppur a volte può marginalizzare i giocatori di ruolo,ha portato comunque notevoli sviluppi nel livello di chi gli sta attorno. Un esempio lampante in tal senso sono le migliorie apportate dal Re al gioco del suo ex compagno Kyrie Irving. Ingram è abbastanza talentuoso da seguire un percorso simile, trovando le sue opportunità in collaborazione e in rilievo con James, qualora la situazione lo richiedesse.

Se l’ex Duke non rimarrà troppo devoto al Prescelto, comunque, potrebbe attestarsi a medie stagionali piuttosto elevate, intorno ai 20 punti per partita. Se, poi, dovesse mantenere queste statistiche per tutta la stagione, il numero 14 si attesterebbe come uno dei migliori marcatori della Lega. E i Lakers, in questo caso, sarebbero molto contenti

3. NBA MIP 2018-2019: JOSH RICHARDSON, TALENTO DI CASA HEAT (G/AP)

Josh Richardson-Richardson rimane ai Miami Heat
Josh Richardson

I Miami Heat hanno bisogno che Richardson faccia quel salto di qualità in grado di farlo passare da semplice scelta al secondo turno a stella del panorama NBA. Se, infatti, il numero 0 eseguirà questo miglioramento, la franchigia della Florida potrà uscire dalla situazione attuale di mediocrità.

L’ala piccola, infatti, nella scorsa stagione si è mostrato tra i più abili e rapaci difensori. Egli è in grado di riuscire a marcare senza troppa fatica il suo avversario, anche con misure più robuste ed atletiche. Nella scorsa annata, in particolare, dei giocatori più lunghi di 6’7″ solamente Draymond Green e Danny Green hanno totalizzato più stoppate del talento degli Heat.

Dal punto di vista offensivo, poi, Josh Richardson ha tirato con un buon 37,8% dall’arco, mostrandosi anche con buoni dote realizzative. Il suo percorso al prossimo MIP dipenderà molto, in tal senso, dal miglioramento della sua capacità ad attaccare con più frequenza il canestro, in modo da ottenere maggiori contatti (e quindi falli).

Scommettere sul miglioramento di un difensore quotato è sempre un buon affare, in quanto gran parte del successo di un giocatore a tal fine si riduce al lavoro, allo studio e alla guida. Se Richardson riuscirà ad applicare questi tratti al suo sviluppo offensivo, Miami avrà la sua stella a doppio senso.

2. NBA MIP 2018-2019: DEJOUNTE MURRAY, SIMBOLO DELLA RINASCITA SPURS? (PM)

 

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Murray accanto al suo ex compagno Kawhi Leonard

Dejounte Murray, prossimo alla sua terza stagione NBA, sta per entrare nella seconda fase della sua carriera, ovvero quella successiva al suo apprendistato.

Murray, come Richardson a Miami, è un’arma di difesa. Nella scorsa stagione è stato uno dei soli quattro giocatori qualificati a fare almeno 2.0 rubate e 0,6 stoppate in 36 minuti. Gli altri giocatori a riuscire in questa impresa sono stati Oladipo, Kent Bazemore e Eric Bledsoe.

I contributi difensivi, tuttavia, non sempre attirano l’attenzione, quindi Murray, per fare un salto verso il MIP, dovrà migliorare tutte quelle qualità meno annunciate e sposarle con numeri “più glamour”. Ciò si concretizza in più aggressività in attacco, specialmente nella transizione, dove gli Spurs hanno notevolmente arrancato negli ultimi anni.

Dal punto di vista offensivo, Dejounte non si è finora classificato come un tiratore affidabile, ma è stato nettamente migliore nella realizzazione dei c.d. jumper da 2 punti. Da 10 a 16 piedi, in particolare, ha aumentato il tasso di conversione dal 18,2% nel 2016-17 al 34,4%. Da 16 a 23 piedi, inoltre, è passato dal 16,7 al 36,7%. Queste percentuali, per quanto non troppo interessanti, tuttavia mostrano il livello di crescita fatto vedere dal giocatore. Murray sta lavorando, e non è pazzia ipotizzare un aumento di volume delle percentuali dal campo e del tiro da tre punti.

Se tutto va come dovrebbe, Murray dovrebbe alzarsi ad una media punti di almeno una dozzina di colpi a partita, con almeno quattro di questi provenienti da tentativi oltre l’arco. Nello specifico, lo sviluppo di quest’ultimo aspetto sarà fondamentale, dato che gli Spurs verosimilmente dedicheranno una parte significativa del loro attacco a DeMar DeRozan, LaMarcus Aldridge e Rudy Gay. Murray passerà molto tempo dunque come giocatore di spazio, e quindi dovrà essere pronto quando l’occasione lo richiederà.

1.NBA MIP 2018-2019: L’OGGETTO MISTERIOSO DI PHILADELPHIA, MARKELLE FULTZ (G/AP)

Markelle Fultz, al suo secondo anno in NBA

I dati su Fultz della scorsa stagione sono piuttosto scarni, data la limitata presenza in campo della prima scelta al draft 2017. Basti pensare che egli ha giocato soltanto 14 partite, troppo poche per poter dimostrare il suo reale valore.

Nonostante questo, è indubbio il carico di talento che il numero 20 ha mostrato nelle poche apparizioni della scorsa annata. Dotato di un cambio di ritmo impercettibile e velocissimo in transizione, Fultz è una dinamo atletica, uno che ha la fortuna di avere anche pieno controllo del suo corpo, qualità assolutamente unica e fondamentale.

Ma cosa succederà se il giocatore dovesse migliorare nella percentuale al tiro? E se riuscirà a tramutare il suo enorme sforzo estivi di 150.000 tiri nell’affidabile 41,7% al tiro mostrato negli anni al college? La risposta a queste domande sicuramente farà felice tutta la città dell’Amore Fraterno.

Se, tuttavia, non dovesse mantenere aspettative così alte, Fultz potrebbe facilmente essere un sesto uomo in grado di spaccare la partita. Se eccelle in quel ruolo, Philadelphia potrà avere un’arma in più in grado di dominare il sempre più aspro e povero Est.

La sua stagione da rookie è andata peggio di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare. Nonostante questo, però, le abilità ci sono. Il pedigree è inappuntabile. In conclusione, il fantastico primo anno che tutti ci aspettavamo nel 2017-18 sta arrivando … solamente una stagione in ritardo.

 

 

 

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