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Nets-Celtics: cinque spunti di riflessione

A mezzanotte in punto di due giorni fa, al Barclays Center di Brooklyn, si è giocata la partita Nets-Celtics, conclusasi con il punteggio non troppo scontato di 85-87. Infatti i Celtics hanno avuto non poche difficoltà nel battere i ragazzi di coach Kenny Atkinson, e la partita l’ha risolta, stavolta, il rookie Jayson Tatum, che ha messo una schiacciata e una tripla nel corso dell’ultimo minuto di gioco su due assist del solito Kyrie Irving. Quei 5 punti sono risultati fondamentali per vincere la partita: il tap-in di Harris a 36.9 dalla fine aveva messo la partita in discussione, soprattutto dopo il ‘non canestro’ dei Celtics nell’azione successiva. Hollis-Jefferson ci ha provato più volte nei secondi finali a segnare il canestro del pari anche dopo un paio di rimbalzi, ma la difesa degli ospiti si è fatta trovare pronta soprattutto con Irving, e alla fine l’hanno spuntata loro.

 

1) IRVING SEMPRE PIU’ LEADER

Che Kyrie Irving fosse un giocatore di livello lo avevamo capito da tempo, che avesse personalità lo avevamo capito anche quando si prendeva gli ultimi tiri decisivi al posto di LeBron ai Cavs. Ma ciò che sta facendo adesso ai Celtics è assolutamente il completamento della sua carriera e delle sue potenzialità. Il venticinquenne draftato nel 2011, infatti, da primo violino sta rendendo anche meglio di quando faceva il secondo a  Cleveland. Certo, dal Prescelto ha imparato molto, ma senza di lui sta diventando un vero e proprio leader dei Celtics. Contro i Nets per lui sono arrivati 20 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e una stoppata. Numeri che non faranno impazzire, ma che lo hanno portato ad essere il top scorer della partita. Poi, come accennato prima, la metà dei suoi assist son stati decisivi per i due canestri nel finale di Tatum. Insomma, è un giocatore completo, sa tirare da lontano, da vicino, sa andare in penetrazione. Ora che può farlo liberamente e dare la sua impronta alla squadra, migliorando i suoi compagni meno esperti, sarà difficile trovare un modo per contenerlo.

 

2) MAI SOTTOVALUTARE L’AVVERSARIO

 

Daniel Theis ha sostituito l’indisponibile Al Horford in Nets-Celtics.Stabilire se lo abbiano fatto intenzionalmente o meno, è impossibile. Fatto sta che forse i Celtics non si aspettavano una resistenza così agguerrita da parte dei Nets. L’assenza di Al Horford non ha di certo aiutato coach Brad Stevens, che ha schierato al suo posto Daniel Theis. Il numero 27 non ha sfigurato, mettendo a referto 8 punti e 10 rimbalzi. Insomma, ha fatto pienamente il suo, senza strafare. Infatti l’apporto maggiore lo ha dato in difesa: 2 stoppate e 1 palla rubata. Considerando, però, anche il fatto che di quei 10 rimbalzi7 siano stati difensivi, il suo apporto anche sotto il proprio canestro è stato utilissimo ai Celtics, e, seppure minimamente, Horford è stato rimpiazzato.

 

3) NETS IN CRESCITA

Nets-Celtics è stata un’altra dimostrazione del periodo di forma positivo della squadra di casa. Sebbene il record e la posizione di classifica non siano eccelsi, e l’acquisto clou estivo, D’Angelo Russell, sia ancora ai box (ne avrà ancora per un po’), i ragazzi di coach Atkinson sembrano aver trovato l’intesa giusta per giocare insieme, da squadra, al netto delle varie assenze (mancano anche Jeremy Lin, legamento rotto e stagione finita per lui, e Timofey Mozgov, per decisione del coach). I Nets infatti occupano la dodicesima posizione nella Eastern Conference. Di certo non è tanto, ma per la loro situazione, per il roster e visti gli ultimi anni, può essere considerato un piccolo passo avanti. Il fatto di essere a sole 5 vittorie dai playoff, poi, è anch’esso un piccolo traguardo. Sia chiaro, l’obiettivo è alquanto utopico, ma comunque ancora non sono affossati completamente. Aspettando il rientro di Russell, però, Spencer Dinwiddie lo sta sostituendo alla grande. Per lui, questa notte, 20 punti,3 rimbalzi e 3 assist. Peccato per le 4 palle perse, ma ci si può lavorare. Comunque stiamo parlando di un giocatore che non è mai stato un top nel reparto e che inizialmente non doveva neanche partire titolare, poteva andare peggio.

 

4) TIRI DA 2

Nella pallacanestro moderna sempre più giocatori in tutti i ruoli stanno imparando a tirare da 3, possiamo notare i vari Brook Lopez o DeMarcus Cousins, ad esempio, mettere delle triple, mentre in passato un Shaquille O’Neal o un Alonzo Mourning si sognava tale tipo di scelta, preferendo un attacco al ferro che sarebbe stato certamente più redditizio. E i Celtics, in un certo senso, l’hanno pensata così stanotte. Questo non perché non abbiano giocatori che sappiano tirare da 3, sia chiaro, ma perché comunque la soluzione da 2 sarà sempre più sicura di una soluzione da 3, e con un giocatore come Irving, esperto in penetrazioni con scarico o con tiro, in una partita tesa come questa non poteva che essere una soluzione da considerare. 32-24 i tiri da 2 segnati dai Celtics, che hanno battuto anche la supremazia ai rimbalzi (55-44) degli avversari e hanno ottenuto questa grande vittoria di squadra.

 

5) PROSSIMAMENTE

Dopo Nets-Celtics, i padroni di casa affronteranno i Toronto Raptors martedì 9 gennaio all’1:30, sempre al Barclays Center. I Raptors vengono da quattro vittorie consecutive, e contro Brooklyn cercheranno di continuare questa striscia positiva per continuare ad inseguire i Celtics nella Eastern Conference e mantenere il vantaggio sui Cleveland Cavaliers. Boston, di contro, giocherà a Londra, dove gli uomini di Stevens affronteranno i Philadelphia 76ers. Anche loro hanno sono in striscia positiva: quattro vittorie consecutive, e per Boston non sarà facile continuare su questa scia. Un passo falso, vista la situazione di classifica, potrebbero anche permetterselo.

2 Commenti
  1. Phill dice

    Ma Boston non gioca a Londra con i 76ers?

    1. Marco Tarantino dice

      Sisi ovviamente 🙂

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