Power Ranking NBA-NBA-finals-2019-warriors-festeggiano-Golden State Warriors 2018/2019

Come ogni inizio settimana tutti i principali siti che ruotano intorno al basket americano hanno rilasciato dei nuovi Power Ranking NBA. Quelli di questa 21esima settimana di regular season iniziano a suscitare maggior interesse perchè mancano 40 giorni all’inizio dei Playoff, trovandoci a tre quarti della stagione. Ogni testata giornalistica ha i suoi esperti che stipulano queste classifiche basandosi su prestazioni recenti, record ed elaborate statistiche di ogni squadra. Ad interessare maggiormente sono, ovviamente, le prime posizioni, in lotta per la postseason, ma anche i bassifondi dei Rankings, per la lotta al miglior tanking volto ad accaparrarsi le prime scelte al Draft. Draft 2019 che, ormai lo sanno tutti, addetti ai lavori e non, sarà estremamente ricco di talenti, aldilà del trio di fenomeni di Duke: Zion, RJ Barret, Cameron Reddish.

 

Tornando ai nostri Power Rankings, tutti concordano nel confermare i Bucks al primo posto: Milwaukee ha il miglior record della lega 48-16 e un ottimo Net rating (differenza tra media di punti concessi e realizzati) di +9.1, anche questo il migliore dell’NBA. Il tutto accompagnato dalla miglior media di vittorie casalinghe (.833) e condito dai miglioramenti clamorosi di Giannis al tiro da 3. Warriors (44-19) e Raports (46-18) si contendono il secondo posto. La super squadra di Oakland ha faticato con un 3-4 nelle ultime 7, facendo riposare le sue stelle e soffrendo un lieve infortunio di Klay Tomphson. A Toronto invece tutto va bene, nonostante la sconfitta incassata a Detroit. Ora serve però trovare la quadratura del cerchio in vista dei Playoff.

 

Subito sotto si posizionano i Nuggets (42-21) in fase leggermente calante (sconfitte casalinghe con Utah e New Orleans) dopo la vittoria fondamentale contro OKC, che li porta 3-0 in RS contro la squadra di coach Donovan.  Dopo la squadra di Denver, Blazers (39-24) Rockets (38-25) e Jazz (36-27) superano, seppur non in classifica di Confernce, ma almeno nella maggior parte dei Power Rankings, i Thunder (39-24), che hanno dovuto fare a meno della stella Paul George nelle ultime 3 partite e che solo ieri hanno interrotto una serie da 4 sconfitte di fila. I Blazers sono in crescita grazie anche ad un Rodney Hood pescato nel mercato dei Buy-out che sta dando buoni punti in uscita dalla panchina ai suoi. A Houston la squadra continua ad essere condotta dal signore con la barba e il numero 13 e sorride per l’uscita dall’infermeria di Gordon e Capela, fondamentali per il sistema D’antoni. A Utah, infine, Donovan Mitchell sembra tornato la miglior versione di se stesso e ha castigato sia Denver che OKC con ottime prestazioni.

 

Dopo queste cinque franchigie occidentali troviamo generalmente secondo gli esperti i 76ers (40-23), che, visto l’appannamento di Boston, si affermano come terza forza a Est, in attesa del ritorno in campo di Embiid. Sono seguiti dai Clippers (37-29) di Danilo Gallinari, lanciati verso un posto ai Playoff anche grazie alla vittoria fondamentale sui Kings. Il derby con i Lakers vinto nella notte dà loro una sicurezza maggiore in chiave postseason e condanna Lebron e compagni. Seguono poi Pacers (41-23), sorprendente quinto record di tutta la lega, senza la sfortunata stella Victor Oladipo, sostituito a sorpresa e dignitosamente da Wesley Matthews; e Celtics (38-26). La squadra di Boston sta attraversando un periodo nero, manca di coesione in campo e, apparentemente, fuori e non riesce a trovare soluzioni di gioco che esaltino tutti i giocatori migliori. Finisse così non avrebbero nemmeno il vantaggio dell’home court al primo turno. Seguono poi tutte le altre squadre in lotta per gli ultimi posti Playoff nelle rispettive Conference, come Spurs (36-29), Pistons (31-31) e Nets (33-33). Molto lontani i Lakers (30-34) di Lebron, che non rientrano nemmeno tra le top 20 di nessun esperto.

 

Power Ranking NBA playoffs edition

 

Mancando 40 giorni al primo turno di postseason, NBA.com ha rilasciato ieri un ideale Bracket se tutto finisse in questo momento.

 

Lato Ovest

 

Warriors (1) – Spurs (8)

Il super team di Coach Kerr dovrebbe liquidare senza problemi i texani. Serie che dà l’impressione di poter finire in 4 o 5 partite, con gli Spurs che potrebbero giusto strappare una vittoria tra le mura amiche, dove stanno ottenendo ottimi risultati. Sarà comunque dura, anche per una difesa attenta e fisica come quella di Aldrige e compagni, fermare la devastante potenziale produzione offensiva dei GSW. L’unica arma di San Antonio potrebbe essere proprio la difesa fisica e al limite che, come dimostrato dalle Finals di Conference contro i Rockets l’anno scorso, può mettere in difficoltà Curry e compagni.

 

Trail Blazers (4) – Rockets (5)

Il vero tie-breaker di questa serie, che si presenta sulla carta equilibrata, potrebbe essere l’home court advantage. Sembra infatti al momento una possibilità non remota che la serie si chiuda in 7 partite, e la possibilità di giocare un game 7 in casa è sempre un ottimo vantaggio. Certo però, dipenderà tutto da come la squadra di D’antoni giungerà alla postseason, perchè il potenziale di chiudere la questione in 5 o 6 partite, sulla carta, c’è.

 

Thunder (3) – Jazz (6)

Flashback da incubo per OKC, che l’anno scorso è stata buttata fuori al primo turno da un super Mitchell e un Joe Ingles che dominò uno spento Paul George, il tutto in 6 partite. Quest’anno i Thunder sembrano un’altra squadra, PG13 è in versione MVP, Westbrook ha imparato ha fare il comprimario e, al posto di un Melo oggetto misterioso, troviamo uno Schroder in grande spolvero. I Jazz, tuttavia, non saranno affatto un cliente facile, con Mitchell che proprio in queste settimane sta tornando sui ritmi della scorsa stagione. Azzarderei i Thunder in 6 o 7 partite.

 

Nuggets (2) – Clippers (7)

Fino a qualche settimana fa i Nuggets avrebbero avuto ogni favore del pronistico. Ora sono in leggero calo, mentre i Clippers in crescita. E’ chiaro che per metà Aprile Denver avrà superato questa flessione, quasi fisiologica per una squadra così giovane. Ad oggi la serie sarebbe lunga ed equilibrata, da 6 o 7 partite. Ma se i Nuggets ritroveranno un loro equilibrio, potrà finire anche in 5.

canestro-tre-punti

Come arrivano i team ad Est

Bucks (1) – Magic (8)

 

Va bene che i Magic sono giovani e in miglioramento, ma questa è una serie che la squadra numero 1 della lega dovrebbe liquidare in 4 partite. Deve farlo se vuole confermare le sue ambizioni Finals e, perchè no, da titolo. Poco da dire, Giannis e compagni dovranno chiudere presto la serie, anche per guadagnare il vantaggio del riposo sulla squadra che incontreranno al secondo turno. Sarà la vincente tra quarta e quinta, serie sempre equilibrata e lunga.

 

76ers (4) – Celtics (5)

 

Al momento sarebbe questo, un po’ a sorpresa, lo scontro tra quarta e quinta. Due franchigie da cui tutti si aspettavano di più. Ricche di stelle che però faticano a funzionare insieme. Philadelphia senza dubbio ha più attenuanti: Butler e Harris sono arrivati a stagione in corso. A Boston invece sono due anni che convivono tutti questi talenti, senza apparentemente realizzarsi insieme. Sono infatti giunti in gara 7 contro Lebron alle finali a Est senza Kyrie e Gordon Hayward. Irving che oggi si dice sia del tutto corpo estraneo nello spogliatoio. 76ers che, allo stato attuale delle cose vincerebbero la serie in 5 o 6 partite, vendicandosi di quella persa lo scorso anno.

 

Pacers (3) – Detroit (6)

 

Nessuno, dopo lo sfortunato infortunio a Oladipo, si sarebbe aspettato di vedere così in alto Indiana, che ha migliorato di molto la sua posizione dello scorso anno. Resta da vedere se riusciranno a rimanere su questi livelli, spinti da un super Bogdanovic e un sorprendente Matthews. Si troverebbero contro dei Pistons in grande crescita, con un Blake Griffin che si candida a Dark Horse per l’MVP, con una splendida stagione da all-around player. Sarebbe una serie senza dubbio equilibrata, che potrebbe finire a gara 7, dove Indiana avrebbe il vantaggio di casa.

 

Raptors (2) – Nets (7)

 

Vale lo stesso discorso fatto per i Bucks, se vogliono confermare le loro ambizioni, i Raptors devono liquidare in fretta i Nets. Considerando anche qui che l’avversaria che incontreranno in semifinale uscirà da una serie lunga e combattuta. I Nets dal canto loro sono una squadra giovane e che gioca bene a basket, ricostruita dalle macerie e con intelligenza, non avendo Draft Picks alti negli ultimi anni. Il roster è basato su giocatori rivalutati, in precedenza scartati da altri, come il centro Allen, grande stoppatore, o il campione del tiro da 3 Joe Harris, o lo stesso DLo, scambiato dai Lakers per fare spazio a Lonzo Ball. Chissà se in California stanno avendo ripensamenti, intanto Rusell con ogni probabilità i Playoff li farà, loro no..

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