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Thunder-Jazz: cinque spunti di riflessione sulla partita

Dalla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City, Oklahoma, nella notte (ore 2:00) si è giocata la sfida Thunder-Jazz, finita 100-94 per i padroni di casa dopo una partita tutta a rincorrere gli avversari, che avevano finito il primo quarto addirittura in vantaggio 28-19. Poi gli altri due quarti sono stati equilibrati, con un dislivello di punti quasi nullo, fino ad arrivare all’ultimo quarto, con i Thunder assoluti protagonisti nella rimonta decisiva. Andiamo allora a vedere cinque spunti di riflessione sulla partita, per capire meglio cosa è successo in Thunder-Jazz.


1) SOLITO WESTBROOK

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Westbrook insegue la palla durante Thunder-Jazz.


Sembra scontato e ripetitivo dirlo, ma ancora una volta è lui l’MVP della gara. Solita tripla doppia (numero 87 in carriera), con 34 punti, 13 rimbalzi e 14 assist. Fondamentale anche la sua unica palla rubata, a 4:10 dalla fine, che ha permesso ai suoi di passare in vantaggio per la seconda volta in partita (la prima era stata subito dopo la palla contesa con 2 punti di Robertson88-87, dopo 3 quarti di agonia e di sofferenza, sempre in svantaggio.  Westbrook stavolta non ha ottenuto ottime percentuali (48% dal campo, 22,2% da tre punti), ma comunque questo è stato dovuto soprattutto alla maggior quantità di tiri tentati (25 in totale). Nonostante questo, però, la sua prestazione è stata superba, ma non è stato l’unico a giocare bene. Steven Adams, dopo la doppia doppia di lunedì scorso, stanotte l’ha sfiorata, mettendo a referto 20 punti e 9 rimbalzi, tirando col 90% dal campo e facendo quello che sa fare meglio: usare la sua fisicità. Sono tornati a fare prestazioni felici anche Melo (14 punti, 8 rimbalzi e 1 assist) e Paul George (21 punti, 3 rimbalzi e 1 assist), con George che, oltre a tirare dalla media, in penetrazione e in step back (soluzione usata più di una volta dal numero 13), ha messo anche qualche tripla importante, mentre Melo, che da tre non ne ha messa nessuna, è stato più prezioso ai rimbalzi e alle conclusioni ravvicinate.

2) ROOKIE IN MIGLIORAMENTO

31 punti, 4 assist, 5 palle rubate: questo il bottino di Donovan Mitchell, tredicesima scelta dell’ultimo draft arrivata a Salt Lake City via Denver Nuggets, che in questa stagione si sta dimostrando sempre più decisivo per i suoi. Il ragazzo classe 1996 non è più un mistero ormai: non è nuovo a grandi prestazioni individuali (41 punti contro i New Orleans Pelicans qualche giorno fa, high career), e sta dimostrando sempre più il suo talento. La guardia non ha ottenuto percentuali eccelse, ma comunque dignitose, come il 50% dal campo e il 41,7% da tre punti, dimostrando di saper tirare da ogni posizione del campo e in qualsiasi modo, che sia in penetrazione o in sospensione, dalla media o dai 7 metri. Per i Jazz, però, dopo un inizio travolgente, non c’è stato un altro giocatore decisivo, con il solo Ingles a superare i 15 punti (realizzandone 16 per giunta) e con pochi acuti da parte dei suoi compagni, arrivando così a subire la rimonta da parte dei Thunder, che, va detto, ci hanno creduto fino alla fine.

3) ULTIMO QUARTO DECISIVO

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Dopo un inizio da incubo, i Thunder l’hanno rimessa in piedi nell’ultimo quarto, riuscendo a trovare una vittoria importante: la terza consecutiva. I Thunder adesso sono vicini a mettere il loro record in positivo (11-12 al momento) e dopo un brutto inizio di regular season, sembrano finalmente aver iniziato a carburare. Il quarto quarto si era infatti aperto sull’80-68 per i Jazz, e 12 punti da recuperare sono tanti in un solo quarto. Un fattore importante lo abbiamo visto soprattutto sulle seconde palle: dopo un rimbalzo o una stoppata, i giocatori de i Thunder sono stati sempre i primi a prenderla (in particolare,bene Grant sotto questo punto di vista), i Thunder sono riusciti a recuperare pian piano i punti di svantaggio, arrivando al primo vantaggio del quarto con Westbrook, come detto nel punto 1. I Jazz però non si sono dati per vinti, mettendo un paio di canestri di fila, più un tiro libero, che li aveva portati sul 92-90 grazie al fallo subito su tiro realizzato di Burks. La partita però non era ancora finita: a circa 2 minuti dal termine, i Jazz vincevano di due, ma i Thunder hanno messo una serie di canestri di fila che li ha portati sul 99-92 a poco più di 20 secondi dal termine. I tifosi di casa già intonavano il coro Popopo che ci è stato tanto caro nel 2006, e la vittoria era imminente: a nulla è servito l’ennesimo canestro di Mitchell, in penetrazione, per il 99-94 19.5 secondi dalla fine. Scontato il fallo dei Jazz su Paul George, per i due tiri liberi che hanno fermato il tempo: il numero 13 ne ha segnato solo uno, ma tanto è bastato per il 100-94 finale.

4) UN PO’ DI STATS

In Thunder-Jazz, e conclusioni da due punti sono state fondamentali: addirittura 35-23 canestri realizzati dentro il perimetro per i Thunder, che gli hanno permesso la rimonta sui Jazz che, nonostante 7 triple segnate in più (11-4), non sono riusciti a contenere gli attacchi avversari. Questo anche perché i Thunder hanno preso molti più rimbalzi dei Jazz: 46-35, se contiamo solo quelli difensivi siamo 34-26. Infatti la rimonta dei Thunder  è costruita sui rimbalzi e sulla lotta sotto canestro, e non è un caso che un giocatore come Adams abbia fatto 20 punti. In generale, comunque, sono stati importanti anche i tiri liberi, dove non c’è stata una netta prevalenza da parte di una delle due squadre (18-15 per i Thunder), ma se consideriamo che nell’ultimo quarto i Thunder ne hanno messi 7 e i Jazz 1 capiamo molte cose. Proprio nell’ultimo quarto, come abbiamo visto nel punto 3, i Thunder hanno costruito la loro rimonta, e tali statistiche ce lo confermano. Da notare anche come gli stessi rimbalzi nell’ultimo quarto siano stati 21-7 per i Thunder. Questo dato si commenta da solo.

5) PROSSIMAMENTE

Gli Oklahoma City Thunder, dopo tre partite in casa, andranno a New York, al Barclays Center, per affrontare i Brooklyn Nets, reduci da un doppio confronto contro gli Atlanta Hawks che li ha visti perdere in casa e vincere fuori. I Nets, che hanno record 9-14, sono tredicesimi nella Eastern Conference, e i Thunder potrebbero batterli senza particolari problemi. Peccato che questi Thunder siano ancora tutti da scoprire, e fare un pronostico è difficile. Venerdì alle 4:00 scopriremo chi vincerà. Gli Utah Jazz invece, dopo la trasferta in Oklahoma, torneranno in casa e alla Vivint Smart Home Arena affronteranno gli Houston Rockets. I Rockets, che vengono da sette vittorie consecutive, sono un avversario sicuramente ostico per i Jazz, e venerdì alle 4:30 sapremo chi prevarrà tra le due squadre. Interessante sarà il confronto Harden-Mitchell.

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