Derrick Rose

Gli atleti della NBA appaiono al pubblico come della macchine perfette: indistruttibili, inarrivabili, ma anche loro sono umani e come tutti hanno una storia alle spalle. Storie di povertà,  di vite difficoltose e di continui spostamenti in cerca di fortuna. Storie di cadute e rivincite. Tutte store accomunate da una sola cosa: l’amore per il basket. Una delle storie che più ha commosso il mondo del basket è quella di Derrick Rose, passato dall’essere il più giovane MVP della lega, al fantasma di se stesso, fino al riscatto nella stagione 2018/2019.

 

DERRICK ROSE: IL NUOVO INIZIO COI TIMBERWOLVES

Derrick Rose sta trovando una seconda giovinezza in uscita dalla panchina di Minnesota
Derrick Rose ha trovato una seconda giovinezza nella franchigia dei Lupi

A Minnesota Rose rincontra l’amore tecnico della sua vita: Tom Thibodeau, l’uomo che lo ha lanciato nel grande Basket e che crede tantissimo in lui. Il primo acuto del nuovo Rose arriva dopo la quarta partita di Regular Season; contro i Mavericks fa registrare una prestazione da 28 punti, 5 assist,  5 rimbalzi, 2 palle recuperate e un 40% al tiro da 3 e 52.4% complessivo dal campo in 32 minuti uscendo dalla panchina. Finalmente si inizia a intravedere il Derrick Rose che noi tutti conosciamo. Il vero capolavoro arriva il 31 Ottobre del 2018 contro gli Utah Jazz: Rose mette a segno: 50 punti (career high), 6 assist, 4 rimbalzi con il 57.1% da 3 punti e il 61.3% dal campo. Tutta la frustrazione, le critiche subite, la voglia di riscatto si evincono dalle lacrime a fine partita. Un nuovo inizio di carriera per D-Rose che finalmente scaccia via i fantasmi del passato.

 

UN ROSE… PIÙ RIFLESSIVO

 

Non sarà esplosivo come un tempo, ma Derrick Rose sa come sbarazzarsi del proprio marcatore. Anche sfruttando il pick and roll.

Il Rose di Chicago era un giocatore immarcabile grazie ad un primo passo che lasciava tutti sul posto, attaccava il ferro con tutta la sua potenza chiudendo spesso e volentieri con una schiacciata. Non coinvolgeva troppo i compagni, preferendo le iniziative personali. Adesso è un giocatore più riflessivo, conscio dei suoi limiti fisici sfrutta la tecnica e l’intelletto. Utilizza il suo ball handling per ubriacare gli avversari e poter entrare nel pitturato per concludere l’azione in layup (circa il 46% dei suoi punti proviene dal pitturato) o scaricando per i compagni liberi. Quando l’area è chiusa e non può penetrare ha inserito nella suo bagaglio tecnico un arresto e tiro piuttosto credibile (44.4 % dalla media e 37% da 3 ). Rose è il leader tecnico ed emotivo della squadra, è il giocatore che apre le difese attirando i raddoppi su di se lasciando così libero un suo compagno pronto a ricevere l’assist. I numeri della stagione in corso sono i seguenti: 18.0 punti di media 4.3 assist e 2.7 rimbalzi con il 48.2% dal campo e 85.6% ai tiri liberi. Un giocatore completamente ritrovato, spesso decisivo per le vittorie della sua squadra, dimostrando che la partita contro gli Utah Jazz  non era un caso fortuito.

 

IL FUTURO DEI TIMBERWOLVES

Derrick Rose assieme a Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins.

La stagione dei Minnesota Timberwolves sta volgendo al termine,  la franchigia può praticamente dire addio ai playoff. Sicuramente non è andata come l’ambiente sperava e ci sono altrettante incertezze sul futuro: la scelta di un nuovo allenatore, l’impatto di Andrew Wiggins che in questa stagione è stato davvero minimo. Ci sono anche delle certezze da cui ripartire: le prestazioni mostruose di Karl-Anthony Towns, l’inserimento da inizio anno di due ragazzi interessanti come Dario Saric e Robert Convigton, ma soprattutto l’aver ritrovato un giocatore così decisivo come Rose, capace di risolvere le partite quando serve. In scadenza di contratto, il suo futuro è tutto da scrivere. Ed intanto il buon Derrick può godersi la sua rinascita.

 

 

 

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