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Euro step: il movimento del Barba, e non solo…

James Harden utilizza spesso una mossa in particolare che gli permette di concludere con facilità al ferro. L'euro step è un movimento difficile quanto utile. Di cosa si tratta?

James Harden, la superstar degli Houston Rockets, è al momento considerato il favorito per la corsa al premio di MVP della stagione regolare: una della sue mosse più celebri sul parquet è senza dubbio lo step back ma anche l’Euro step. L’ex OKC è il perno del secondo miglior attacco NBA (dopo GS) e le sue intenzioni sono di non farsi sfuggire il riconoscimento di miglior giocatore dopo la disfatta dello scorso anno inflitta da Russel Westbrook. Il Barba sta sfornando più di 31 punti a partita; ogni match il suo sventurato difensore deve fare delle scelte ben precise su come marcarlo e che tipologia di tiri concedergli. Il fadeaway da oltre l’arco è la sua specialità: metà delle sue conclusioni sono da 3 punti. Dunque non si può permettere al numero 13 un tiro talmente comodo. Al tempo stesso, sia in situazioni di isolamento, sia giocando in pick and roll con Clint Capela, le sue penetrazioni sono difficilmente contenibili. Soprattutto per un movimento che esegue con alta frequenza: l’euro step. Di cosa si parla?

 

James Harden’s euro step

Che cosa è l’Euro Step?

L’euro step è sostanzialmente un terzo tempo eseguito in una maniera tale da eludere il difensore. Dopo aver fermato il palleggio, infatti, occorre affondare il primo piede nella direzione in cui è posizionato colui che vuole contrastare il tiro, per poi evitarlo cambiando velocemente direzione con l’altro piede, ottenendo così una conclusione in solitudine. The Beard non è il primo a sfruttare questo movimento per poter realizzare buona parte dei suoi canestri in penetrazione. Così come Harden, infatti, molteplici guardie utilizzano spesso questa move per lasciare inermi i difensori in aiuto dal lato debole.

Le radici di questo gesto atletico risalgono agli anni ’60. Elgin Baylor, Julius Erving e Archie Clarck sono i primi ad averlo eseguito in un campo da basket professionistico. Tuttavia il brevetto e così la diffusione dell’euro step hanno (il nome non mente) connotazioni europee. E’ Šarūnas Marčiulionis, guardia dei GSW ai tempi dei Run TMC, a battezzarlo nei palazzetti NBA negli anni ’90. A renderlo popolare sarà invece una guardia che lo sfrutterà nella miglior maniera possibile: con giocate di astuzia e imprevedibilità, l’euro step è una delle mosse più spettacolari ed efficaci del numero 20 dei San Antonio Spurs, Manu Ginobili.

Dapprima lo esibisce nelle arene italiane con le maglie di Viola Reggio Calabria e Virtus Bologna, poi lo sfoggia davanti al mondo intero evitando le stoppate dei più grossi centri statunitensi nelle Finals NBA, giocate con il suo team nel primo decennio degli anni 2000. Adesso nel web circolano parecchi video tutorial su come eseguire il movimento correttamente. Il più esaustivo rimane quello dell’argentino.

Video tutorial su come eseguire l’euro step.

La diffusione dell’Euro Step e l’arrivo in NBA

La diffusione di questo movimento, tanto utile quanto difficile, si è implementata nel corso degli anni. Così, parecchi coach insegnano ai loro giocatori come eseguire correttamente l’euro step, sia perché è semplice incorrere in un’infrazione di passi, sia perché permette alle point guard più soluzioni offensive da giocare nell’arco di una partita. John Calipari, coach della squadra di college di Kentucky, è uno di questi. Ne troviamo conferma in alcuni dei talenti da lui sfornati che adesso deliziano i parquet degli USA con giocate ad altissima intensità concluse con varie modificazioni dell’originario euro step.

Oltre agli ex Wildcats (John Wall, Eric Bledsoe, Tyreke Evans, Derrick Rose, Brandon Knight) troviamo altre guardie statunitensi che eseguono in ogni match, per almeno una volta, questo movimento. A chi non è capitato vedere Dwyane Wade lasciare immobile il difensore e battere ogni legge della fisica per concludere da solo con un semplice sottomano? Eh sì, è pure questione di fisica. La finta di corpo è fondamentale per riuscire ad andare a canestro incontrastato, ed è dunque l’equilibrio del giocatore che stabilisce se il movimento avrà una buona o una cattiva realizzazione.

Dato che agilità ed equilibrio sono i due focus del movimento, sono i giocatori dotati di tali caratteristiche ad utilizzarlo maggiormente, nei momenti giusti e con astuzia. Harden ne risulta essere l’esempio più lampante. Non vuol dire, però, che solo le guardie abbiano tali attributi, soprattutto nell’attuale contesto NBA, in cui ogni ruolo sta vivendo una sua evoluzione.

 

Euro step del pivot francese in contropiede.

 

Un centro in particolare, infatti, non disdegna l’utilizzo di questo gesto, sfruttandolo contro i pari ruolo dalle movenze più lente, dotati di fisici molto meno atletici del giocatore a cui si sta facendo riferimento. Non a caso anch’egli è un europeo, gioca a Utah e risponde al nome di Rudy Gobert.

 

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