From The Corner #20: Il ridicolo caso di Kyrie Irving

Sta tenendo banco l’ultimo capitolo della “telenovela fatta franchigia” proveniente dall’Ohio.
La finale NBA appena trascorsa, per i Cavs, è di difficile lettura. Hanno si perso, ma sembrava abbastanza assodato già da tempo che così sarebbe andata a finire. Le basi per riprovarci in realtà ci sarebbe, basterebbe solo che nessuno spacchi il “giochino” creato fin’ora.
Sfiga.
Kyrie Irving se ne vuole andare.
Stupore generale.
Più che altro perché sembra una scelta totalmente senza senso, dato che dopo il piccolo matrimonio tecnico consolidato consolidato da LeBron James con D-Wade a South Beach, Miami, ha comunque partorito due titoli NBA.

Kyrie Irving

C’è comunque da fare delle considerazioni che ancora non sono assolutamente state toccate. Prima di tutto la motivazione: sconosciuta. Si abbiamo tutti sentito dire che vuole essere lui il primo violino, ma personalmente finchè non è il soggetto in questione ad ammetterlo, non mi mischio con questa soluzione fin troppo facile. Nessuno ha considerato che magari potesse aver già pianificato questo momento, finale 2017 vinta o persa che sia? Magari il rapporto col proprietario Dan Gilbert ha smesso semplicemente di funzionare, dato che anche quest’ultimo ha dimostrato di essere una persona di difficile lettura. O perchè non pensare che molto semplicemente non crede che i Cavs siano più da titolo, primo o secondo violino che sia?

Ovvio non sto mettendo la carne sul fuoco e passando la salsa senza il permesso dello chef, tanto più che dall’altro lato della barricata oceanica, tutto tace. Nessuna indiscrezione è venuta fuori tranne i soliti allenamenti del Micione col 23 in giro per gli States e la lista di squadre che farebbero contento l’ex playmaker di Duke University, con nomi come Minnesota e San Antonio.

Irving al tiro

Già, la lista!
Dimenticatevela: ad oggi le pretendenti sembra possano essere Phoenix, New York e Miami. Per Kyrie i Cavs non vogliono meno che Josh Jackson (che personalmente ADORO) o Carmelo Anthony. Da Miami invece si parla di Dragic e Justice Winslow. Magari non conviene così tanto ad Irving di andarsene, dato che con quelle tre squadre, per vedere i playoff deve minimo fare l’abbonamento a NBA League Pass.
Oltretutto secondo un recente studio, oltre alla possibilità di poter giocare playoff e finali NBA in via consecutiva dal 2014 al ’17, Irving ha anche più punti di media, più tiri ralizzati e più minuti giocati.
Magari non è il primo violino ma non mi sembra che gli vada poi così male.

Ovviamente i Cavs pensano bene proprio e magari, suppongo quindi non prendetela per certo, si rifiutano di stare alle richieste di un ragazzo. Per quanto milionario possa essere, ma sempre un ragazzo.

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