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Dopo aver vissuto un dicembre da incorniciare, trascinando gli Houston Rockets a dieci vittorie in undici gare e aggiudicandosi il premio di Giocatore del mese, James Harden sembra non voler porsi limiti nemmeno a gennaio, mese che ha iniziato con una sontuosa tripla doppia da 44 punti, 10 rimbalzi e 15 assist con tanto di tripla decisiva per la vittoria sul campo dei campioni in carica dei Golden State Warriors all’overtime. Con la gara vinta per 126-114 lo scorso 14 dicembre contro i Los Angeles Lakers di LeBron James, in cui ha messo a referto una tripla doppia da 50 punti, 10 rimbalzi e 11 assist, divenendo il giocatore con più triple doppie da 50 punti nella storia (4), il Barba non si è più fermato.

Colpiti e affondati i Memphis Grizzlies con un’altra tripla doppia (32 punti, 12 rimbalzi e 10 assist), infatti, l’MVP in carica ha contribuito in maniera determinante alle vittorie contro Utah Jazz, Washington Wizards, segnando rispettivamente 47 e 35 punti, per poi rifilarne altri 35 punti ai Miami Heat, capaci però di imporsi nel finale. Dopo l’infortunio di Chris Paul, in molti ipotizzavano un nuovo declino dei Rockets e in particolar modo di Harden, che invece di calare di rendimento è addirittura salito di colpi, permettendo ai suoi di infilare ben sei vittorie consecutive.

Dopo aver sconfitto i San Antonio Spurs con ben 39 punti, il fuoriclasse barbuto ha inaugurato il suo lungo show di quarantelli, facendo registrare la seconda miglior prestazione nella storia del Christmas Game, nonché la migliore nella storia degli Houston Rockets, con 41 punti contro gli Oklahoma City Thunder, per poi segnarne 45 contro i Boston Celtics, 41 contro i New Orleans Pelicans e 43 – con 10 rimbalzi e 13 assist – contro i Memphis Grizzlies. Basta così? Nient’affatto, perché il Barba è spietato e decide di farla grossa, disputando una delle migliori gare della sua carriera nel successo per 135-134 al supplementare contro i Golden State Warriors alla Oracle Arena.

Un Barba che fa la storia della NBA: semplicemente James Harden

James Harden, Player of the Month di dicembre e tra i principali candidati all’MVP grazie alle sue prestazioni leggendarie.

Privo dell’apporto di Eric Gordon e Chris Paul, entrambi out per infortunio, James Harden si carica la squadra sulle spalle e annienta i campioni in carica con una tripla doppia da 44 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, la tripla del momentaneo 119-119 nel finale del quarto e quella del definitivo 135-134 a un secondo dalla fine dell’overtime. Dopo una leggera flessione nel ko in casa dei Portland Trail Blazers, che non gli ha comunque impedito di segnare la bellezza di 38 punti, la striscia di gare consecutive con almeno 40 punti si è fermata a cinque, ma Harden continua a riscrivere la storia della lega sera dopo sera.

Con i 42 punti, con tanto di 11 rimbalzi e 6 assist, messi a referto nel recente ko per 116-109 contro i Milwaukee Bucks, infatti, il numero 13 dei Rockets ha fatto registrare la quattordicesima gara consecutiva con almeno 30 punti a referto, eguagliando Tracy McGrady, che riuscì nell’impresa nel 2003, quando indossava la maglia degli Orlando Magic e si laureò miglior marcatore della regular season. Il Barba ora punta ad agguantare un altro mostro sacro della pallacanestro a stelle e strisce, ossia Kobe Bryant, fermatosi a quota 16.

Oltre a ciò, dalla sopracitata gara della tripla doppia da 50 punti contro i Lakers ai 42 punti contro i Bucks, Harden ha collezionato numeri da videogame, con medie di 40.3 punti, 7.1 rimbalzi, 9.3 assist e 1.9 palle recuperate in quattordici partite, permettendo ai suoi di vincerne ben undici e di uscire indenni dal tour de force di fine dicembre (Spurs, Thunder, Celtics, Pelicans), tornando così prepotentemente in corsa per il premio di MVP, grazie a medie di 33.9 punti, 6 rimbalzi, 8.6 assist e 2 palle recuperate in 37 presenze.

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