Celtics-Raptors: cinque spunti di riflessione

Ieri sera, alle ore 21:30 italiane (finalmente un orario abbordabile) è andata in scena, al TD Garden, Celtics-Raptors, partita conclusasi con il punteggio di 95-94 per i padroni di casa. Nonostante l’assenza di Kyrie Irving (oltre alla già nota indisponibilità di Gordon Hayward dalla prima di regular season) i biancoverdi hanno ottenuto la loro dodicesima vittoria stagionale e si portano sempre più primi nella Eastern Conference. DeRozan e compagni non hanno però reso la vita facile ai ragazzi di coach Brad Stevens, ma proprio DeRozan non è riuscito a segnare il tiro decisivo sulla sirena, consegnano così la vittoria agli avversari. Allora andiamo ad analizzare cinque spunti riguardanti la partita.

 

1) RIMBALZI

Aron Baynes.

Ieri sera un fattore fondamentale che ha aiutato i Celtics a vincere sono stati sicuramente i rimbalzi. Dalle statistiche notiamo un importante 46-36 per i Celtics, ma la superiorità si è notata in particolare nei rimbalzi offensivi (15-6). Sotto questo aspetto, la partita di Aron Baynes e Daniel Theis, nonostante i 5 punti in due, è stata fondamentale: ben 8 rimbalzi a testa, seguiti da Tatum a 7, Rozier a 6 e poi via via tutti gli altri, rimbalzi che hanno permesso ai Celtics di dominare l’area e produrre più punti degli avversari, anche se alla fine il vantaggio è stato solo di 1. In ogni caso, questi Celtics non riescono a fermarsi più (non che vogliano farlo) e al momento riescono a vincere contro tutti e in qualsiasi modo, anche quando non segnano tanti punti. Da segnalare anche che è la loro dodicesima vittoria stagionale (nessuno come loro fino ad ora), nonché la loro dodicesima vittoria consecutiva. Dopo la sconfitta del 19/10 contro i Bucks, infatti, non si sono più fermati, e hanno sempre vinto, anche quando gli infortuni sembravano poter prendere il sopravvento.

 

2) TORNA HORFORD, MANCA IRVING

 

Se in casa Celtics il ritorno di Al Horford in quintetto è stata una notizia positiva, è stata subito smorzata dall’infortunio di Kyrie Irving a causa dello scontro rimediato sabato contro il compagno Baynes dopo 1 minuto di gioco contro gli Hornets. La notizia, che chiaramente già si sapeva da un paio di giorni, non deve preoccupare i tifosi dei Celtics: il trauma cranico è stato scongiurato, per fortuna. Comunque potrebbe rientrare a breve, per aiutare i suoi compagni, che a dir la verità sanno vincere anche senza i titolari. Infatti, nonostante il contributo importantissimo di Horford, che ha messo 21 punti a referto, risultando il top scorer della sua squadra, sono andati più che bene anche gli “altri”, tra cui un ottimo Terry Rozier, autore di 16 punti, 6 rimbalzi e 3 assist, che è stato anche colui che ha segnato più triple per la sua squadra (3/7). Buona prova anche da parte di Jaylen Brown (18 punti per lui), con un 2/3 da 3 punti che non fa mai male. Questo contributo importante da parte di tutti fa ben sperare coach Stevens, che ha seriamente tra le mani una grande squadra.

 

3) OK DEROZAN E LOWRY

DeRozan non riesce ad infilare il canestro della vittoria, al fotofinish.

Non è un mistero che i due giocatori di punta dei Raptors siano DeMar DeRozan e Kyle Lowry, come non è un mistero che entrambi siano dei buoni tiratori (soprattutto il primo). Ecco, ieri sera forse qualcosa nei tiri da 3 è mancata, perché se Lowry fa un buon 4/8 da 3, DeRozan si accontenta di un 1/4, sicuramente poco per le sue possibilità. Infatti, nonostante il numero 10 dei Raptors sia stato il top scorer dei suoi e della partita (24 punti), non ha avuto una giornata positiva dalla distanza, tant’è che ha anche sbagliato il tiro (difficile) sulla sirena che poteva far vincere la sua squadra. E’ logico che però non si possa dare la colpa a uno di loro due per la sconfitta, che è arrivata per ben altri motivi. Ok che si vince e si perde tutti insieme, ma forse qualcosa è andato storto.

 

4) LUNGHI POCO INCISIVI

Il pacchetto dei lunghi, formato dai vari Valanciunas, Ibaka, Anunoby, Siakam, Nogueira e Poltl, durante Celtics-Raptors a livello di punti non è stato molto incisivo, e lo stesso si può dire per quanto riguarda i rimbalzi. Se è vero che, come detto nel punto 1, i Celtics hanno preso più rimbalzi dei Raptors, forse è anche un po’ “colpa” (tra virgolette non a caso) dei lunghi che non sono riusciti a tener botta con i loro pari avversari. Poco incisivi perché hanno segnato 31 punti in sei, che sono solo 7 punti in più del solo DeRozan, per dire. Il tabellino parla chiaro: servono più segnature e più rimbalzi dai lunghi per la squadra canadese, che comunque ha tenuto botta fino alla fine. La differenza si è notata anche quando i Celtics hanno avuto parziali di vantaggio anche abbastanza importanti, soprattutto nel terzo quarto. Da migliorare sicuramente la fase offensiva, dunque.

5) PROSSIMAMENTE

james harden
James Harden, prossimo avversario dei Toronto Raptors.

Mercoledì, ora 1:30 italiana, i Celtics andranno al Barclays Center per giocare contro i Brooklyn Nets orfani di D’Angelo Russell (infortunato, ne avrà per un po’), per cercare di centrare la tredicesima vittoria stagionale consecutiva. I Raptors, invece, andranno (sempre mercoledì, ma alle 2:00 italiane) in Texas, a Houston, per giocare contro i Rockets al Toyota Center. Il Barba e compagni non saranno un avversario facile per i canadesi, che però vorranno certamente vincere, soprattutto dopo la buona prestazione contro i Celtics. Vedremo chi vincerà.

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Raoul Oliva

Mi sono appassionato al basket fin da piccolo, grazie alle magie di Kobe Bryant, il quale mi ha fatto diventare “tifoso” dei Lakers, che sostengo tutt’ora, ma mi piace il basket americano in generale (e non solo). Ho anche praticato questo sport fino a 12 anni, ovvero quando si è sciolta la squadra. Da lì non l’ho più praticato, se non per divertimento tra amici. Ma la passione per questo sport è rimasta immutata, semplicemente perché “I LOVE THIS GAME”.

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