Il dilemma di Porzingis non è ancora risolto

IL DILEMMA PORZINGIS NON E’ ANCORA RISOLTO – DA The Ringer

“A New York City è cominciata l’era Kristaps Porzingis. Con Carmelo Anthony a Oklahoma City, il passaggio atteso da due anni e’ arrivato. Porzingis ora è l’unico talento d’elite dei Knicks. Lui è la franchigia. Ogni mossa da qui in avanti deve essere mirata a farlo migliorare. Non abbiamo mai visto un giocatore come lui prima d’ora: uno stoppatore di 2.20 che può correre come una guardia e tirare da tre dal palleggio.

Porzingis è ancora lontano dal raggiungere il suo pieno potenziale, ma nessun ragazzo di 22 anni è un “prodotto finito”, e nelle sue prime due stagioni in NBA non è mai stato in un buon contesto. L’affare Carmelo è stato soltanto il primo passo. Il nuovo front office dei Knicks ha ancora molto lavoro da fare.

La prima cosa è decidere se Porzingis sia un’ala grande o un centro. Lui e’ un mismatch in ogni caso. KP sarebbe il più grosso 4 dell’NBA e uno dei più veloci 5. Dove giochera’ determinerà l’identità del resto della squadra. Più si è grossi, più è facile proteggere il canestro. Più si è veloci, più è facile difendere sul perimetro. In una lega orientata verso lo small-ball, la sua posizione naturale è quella da 5. Ha segnato 31.1 punti di media in 36 minuti giocando da centro per la Lettonia a Eurobasket quest’estate. La competizione non era un granché, ma non stava affrontando propriamente degli sconosciuti.Tra gli altri, si è scontrato con Nikola Vucevic, Timofey Mozgov e Anthony Randolph. Tutti dei lunghi tradizionali, che non possono marcare Porzingis sulla linea dei 3 punti. Lo marchi stretto e lui ti batte in palleggio. Gli dai spazio e lui ti può segnare con tiri aperti.

Ci sono molti motivi per voler tenere Porzingis da 4. Il primo è che è comodo. Lui stesso ha detto al media day di preferire quella posizione. Come molti giovani lunghi, anche Porzingis preferirebbe evitare i colpi fisici che si prendono giocando da centro. E la dirigenza dal canto suo dovrebbe provare ad avere il migliore dei rapporti possibili con Porzingis dopo tutto quello che è successo con Phil Jackson quest’estate.

Il secondo motivo è la salute. Gli infortuni saranno sempre una preoccupazione per un ragazzo di 2.20 con arti così lunghi. Porzingis ha avuto infortuni in entrambe le sue prime due stagioni, e lui stesso sta ancora sviluppando il suo corpo. Ha speso molto tempo su Instagram quest’estate postando i suoi allenamenti, e a dire il vero durante Eurobasket e’ sembrato piu’ grosso e muscoloso.

Il terzo motivo è che non è ancora pronto ad essere il perno di una difesa. È un rimbalzista sotto la media per un ragazzo della sua stazza (11.8% la percentuale di rimbalzi totali l’anno scorso), ed una calamita per i falli (4.1 falli di media in 36 minuti nella stagione 2016/17). Ha ancora molto da imparare. Quando cerca di stoppare, non e’ ben posizionato, si trova costretto a reagire alle giocate invece di anticiparle, e spesso finisce commette sciocchi falli di frustrazione. In sette gare di Eurobasket, è stato espulso per falli in due di esse e in altre due ne ha commessi quattro.

I Knicks sono intenzionati a farlo giocare da 4 per adesso. Hanno già quattro centri tradizionali nel roster, spendendo tra l’altro un sacco di soldi per loro. Enes Kanter, la contropartita principale che i Knicks hanno ricevuto per Carmelo, costerà alla squadra 20.6 milioni di dollari quest’anno e probabilmente nella prossima stagione eserciterà la sua player option da 18.6 milioni. Joakim Noah ha firmato uno dei contratti piu’ inscambiabili della lega (ci sono ancora tre anni e 50 milioni da pagare). Stretchare il suo contratto potrebbe essere l’unico modo per sbarazzarsi di lui. Willy Hernangomez si e’ mostrato una promessa da rookie, ma non giocherà molto quando Noah tornera’ dopo una squalifica di 20 gare per la positivita’ a una sostanza proibita. Kyle O’Quinn, una solida riserva con ancora due anni e 8,3 milioni a contratto, è adesso un ripensamento. Solo il 21% dei minuti giocati la scorsa stagione da KP sono stati utilizzati come centro, e la statistica potrebbe peggiorare quest’anno.

Tenerlo da 4 limiterebbe la sua efficienza offensiva. È difficile per Porzingis eludere difensori più piccoli e più veloci. Secondo le statistiche di Synergy Sports, nell’ultima stagione è stato nel 28esimo percentile dei realizzatori in isolamento. Può usare la sua lunghezza (2,30 metri di apertura alare) per tirare oltre le braccia dei difensori, ma fa fatica a prendersi il contatto. È stato nel 31esimo percentile dei realizzatori in post. Solo perché KP è capace di crearsi tiri aperti, non significa che sia così efficiente nel segnarli. È un buon tiratore, ma non eccelso. Le sue percentuali al tiro in carriera sono 43.6% dal campo, 34.6% da 3 e l’81.1% ai liberi. Aspettarsi che sia il nuovo Dirk Nowitzki sarebbe ingiusto. Dirk è uno dei migliori tiratori della storia dell’NBA, a prescindere dal ruolo. Dire che un 2.20 che sa tirare è il nuovo Dirk è come dire che una guardia di 1,90 che sa tirare è il nuovo Steph Curry. Dirk segna di routine tiri impossibili con i difensori aggrappati. Questo potrebbe non essere il modo giusto di utilizzare Porzingis.

Un lineup in stile “Torri Gemelle” impedirebbe a Kristaps di giocare nel pitturato. Porzinigs e’ stato più efficiente nella scorsa stagione quando era piu’ vicino al canestro. Secondo le statistiche diNBA.com, ha tirato con il 64.3% entro un metro e mezzo dal canestro, con il 42.7% da un metro e mezzo a quattro metri e con il 38.2% da quattro a sette metri e mezzo. Giocare con centri che non allargano il campo lo forzano a stare in post alto e al gomito. Un realizzatore in post di elite come Kanter può creare tiri aperti per Porzingis grazie ai raddoppi, ma i centri avversari resteranno nel pitturato e lasceranno Kanter libero nel momento in cui Porzingis attaccherà il ferro. Questo è stato un problema l’anno scorso: Porzingis è stato nel 55esimo percentile come bloccante nel pick and roll. Tutto il traffico nel pitturato lo ha costretto a giocare in spazi stretti, invece di poter semplicemente raccogliere il passaggio e schiacciare. È molto più facile leggere il campo quando il difensore in aiuto arriva dalla linea dei tre punti invece che dal pitturato.

Porzingis ha bisogno di migliorare come playmaker. Finora è stato un finalizzatore, non un creatore di gioco. Ha tenuto la palla per una media di 1.5 secondi l’anno scorso. Anthony (2.8) quasi il doppio, mentre Derrick Rose (5.8) piu’ del triplo. Quando aveva la palla, Porzingis ha sempre pensato a segnare. Ha totalizzato 1.5 assist di media a fronte di 1.8 turnovers ed è stato uno degli unici tre giocatori l’anno scorso (assieme a Harrison Barnes e Kevin Love) ad aver totalizzato in media più di 18 punti a partita e meno di 2 assist. E questo e’ successo non solo in NBA. A Eurobasket ha distribuito 0.9 assist su 1.7 palle perse a partita. Probabilmente KP non sarà mai un passatore di elite, ma deve muovere la palla quando la difesa aiuta, cosa che accadrà più spesso quest’anno. La carriera di Anthony è la prova che è difficile costruire una grande squadra intorno a un fulcro che non crea tiri per i compagni.

Un grande balzo in avanti nella fase offensiva di Porzingis è la migliore opportunità per i Knicks per tornare ad essere una squadra rispettabile. Aggiungere uno dei peggiori centri difensivi nell’NBA (Kanter) a una delle peggiori difese della lega (25esima l’anno scorso) e’ piu’ una sottrazione che un’aggiunta. Nessuna delle altre new entry (Ramon Sessions, Jarrett Jack, Tim Hardaway Jr., Michael Beasley, e Doug McDermott) è famosa per la difesa. Non c’è molto talento nel roster. Sessions, una carriera da girovago, e Jack, che ha giocato 34 partite nelle ultime due stagioni, sono in competizione per il posto da playmaker titolare. Non c’è nessun play di alto livello. Courtney Lee, un 3-and-D, e Hardaway, un realizzatore puro, saranno chiamati a uscire dalla loro area di “comfort”. McDermott, Mindaugas Kuzminskas e Lance Thomas sono le uniche ali piccole. I Knicks avranno subito bisogno del contributo dei giovani: Frank Ntilikina (ottava scelta al draft), Damyean Dotson (scelta numero 44) e Ron Baker (free agent undrafted).

Ntilikina è un vero e proprio “work in progress”. Il francese ha appena compiuto 19 anni e ha la corporatura leggera di un teenager. Ha giocato solo 19.3 minuti di media per Strasburgo nel massimo campionato francese l’anno scorso. Non era il leader della squadra. Usciva dalla panchina come specialista difensivo e playmaker di riserva. Jackson ha scelto Ntilikina per la sua capacità di giocare l’attacco triangolo. I playmaker dell’attacco triangolo non devono tenere la palla e attaccare il ferro. Ntilikina ha l’altezza, l’abilità nel tiro e il QI cestistico per ricoprire varie posizioni su entrambi i lati del campo. Senza Jackson, adesso i Knicks dovranno capire quale ruolo avrà in futuro la loro ultima scelta al draft.

Quello che Porzingis e Ntilikina hanno in comune è la versatilità. Entrambi sanno posizionarsi bene in campo e marcare più ruoli, in modo che New York potrà cambiare i loro ruoli nella lineup in base a chi verrà draftato nel 2018 e negli anni successivi. Adesso che i Knicks non si affidano più al triangolo potranno prendere il miglior giocatore disponibile invece di pensare a chi abbia delle skills specifiche. Per la prima volta dopo molto tempo, i Knicks controllano tutte le loro future prime scelte, sebbene i prossimi quattro secondi giri in qualche modo siano tutti destinati ai 76ers. Sotto James Dolan, l’organizzazione ha sempre cercato di prendere scorciatoie. L’assunto era che la rebuilding non è un’opzione a New York. Invece adesso i Knicks non hanno più scelta. Andranno male, per un po’. Quest’anno l’obiettivo è costruire delle fondamenta. La cosa più importante che possono fare è usare al meglio le loro prossime prime scelte. Il destino dell’era Porzingis sarà determinato dai giocatori che i Knicks riusciranno a mettergli intorno.

Traduzione di Lorenzo Vellante”

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