L’arrivo di Minnesota?

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Jimmy Butler è stato sicuramente uno dei colpacci di mercato dell’estate NBA. Proviamo ora, dopo aver metabolizzato la notizia con la calma dovuta, a immaginare l’impatto che l’ex swingman dei Chicago Bulls potrà (e dovrà) avere sui Minnesota Timberwolves.

“Occhio a Minnesota!!!” è diventata una frase tormentone che, ormai da qualche anno, spopola sui social. Si, perché effettivamente Minnesota sembra sempre un fuoco d’artificio, pronto ad esplodere, che però non esplode mai veramente. Con l’arrivo di Karl Anthony Town si è visto un passo avanti, senz’altro. KAT è stato un giocatore da 25 punti di media nell’ultima stagione, con 62 doppie doppie e, soprattutto, la capacità di ergersi a leader, laddove finora ha toppato l’altra grande promessa Timberwolves: Andrew Wiggins.

Jimmy Butler, il colpo di mercato estivo firmato dai Minnesota Timberwolves.

 

Il core sembrava già esserci, poi ecco che in una notte di draft di inizio estate arriva il colpo di scena: Zach LaVine e Kriss Dunn  salutano e a Minneapolis arriva Mr Butler… WOW!

L’arrivo del buon Jimmy ha sicuramente emozionato i tifosi della franchigia, che pochi giorni dopo hanno visto anche l’arrivo di Taj GibsonJamal Crawford. Diciamo che hanno trascorso estati molto meno movimentate. Con Butler non ci si può più nascondere: i playoff devono essere un obiettivo, finalmente, reale. E’ vero, l’ovest è diventato ancora di più competitivo: OKC ha preso Paul George, gli Houston Rockets Chris Paul (e Anthony?) i Denver Nuggets hanno firmato Paul Millsap.. insomma, anche quest’anno il rischio di non farcela è reale.

Butler con coach Tom Thibodeau, ai tempi dei Chicago Bulls.

 

A Jimmy verrà chiesto, oltre al ruolo di star, da condividere con KAT, soprattutto un ruolo di mentore, dall’alto della sua esperienza dovrà cercare di prendere un gruppo di giovani speranze e guidarlo alla maturità. Se poi a questo aggiungiamo che un certo Kyrie Irving, voglioso di lasciare Cleveland, avrebbe messo Minneapolis tra le mete preferite, si può sognare davvero. Perché con l’arrivo di un’ottima point guard con tanti punti nelle mani (che avrà comunque bisogno di collaudarsi) piena di talenti individuali, i playoff sarebbero addirittura l’obiettivo minimo. Certo è che, in quel caso, sarà da evitare il problema di aver bisogno di due palle in campo.

Restiamo sintonizzati e “occhio a minnesota!!”

Amante dello sport, scrittore per passione. Grande tifoso Milan, Timberwolves, Olimpia Milano. Appassionato di cinema, politica e Charles Bukowski. Cresciuto a pane, Kerouac, Shevchenko e Kevin Garnett.

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