Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint SmartHome Arena

Game 43 Recap: Jazz-Lakers

A quasi due mesi dalla gara dello Staples Center, alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City seconda sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (23-19) e Utah Jazz (21-21).

I gialloviola – reduci dai successi contro Dallas e Detroit – dovranno fare a meno di LeBron James almeno per un’altra settimana, mentre il rientro di Rajon Rondo dovrebbe avvenire ad inizio Febbraio. Non se la passano meglio i mormoni, privi di ben sei elementi tra cui Rubio, Exum ed Allen oltre al lungodegente Sefolosha.

Scelte obbligate per i due coach: Waton schiera Zo, Hart, Ingram, Kuz e McGee, Snyder risponde con Mitchell, O’Neale, Ingles, Favors e Gobert

Jazz-Lakers, Ingram tiene a contatto i suoi

I Lakers provano ad attivare subito Kuzma – reduce dai 41 a referto contro i Pistons – che fallisce le prime due conclusioni, così come McGee autore di due goffi tentativi. Utah mette subito in mostra l’ottima organizzazione offensiva e trova due triple con Royce O’Neale, 3-8 e timeout per Walton dopo poco più di due minuti di gioco.

I lacustri faticano a costruire buoni tiri contro la solida difesa mormone, mentre nella propria metà campo Ball ed Hart non riescono a contenere Mitchell, autore di quattro canestri consecutivi, 7-17.

Gobert e Favors fanno la voce grossa sotto canestro, ma i Jazz sono meno efficaci nel coprire la transizione e consentono ai gialloviola di correre per qualche possesso. Hart prima segna, poi serve Ingram nell’angolo per la tripla del 12-19 a poco più di metà quarto, timeout Jazz.

Con l’ingresso delle seconde linee la ridotta rotazione della franchigia del lago salato provoca l’inevitabile calo dell’intensità in entrambe le fasi del gioco. Approfittando degli errori avversari, Tiny Dog prima e – dall’arco – KCP ed Hart poi, pareggiano a quota 20.

A scuotere i ragazzi di Snyder ci pensa il veterano Kyle Korver, che segna tre liberi, una tripla ed innesca Favors dopo il pick-and-roll. Il canestro di Ingram chiude la frazione, 26-32.

I californiani faticano a scardinare l’ottima difesa dei Jazz e restano a contatto solo grazie all’ottimo avvio di Brandon Ingram. 5/7 dal campo per il terzo anno contro il 6/18 dei compagni di squadra.

Jazz-Lakers, L.A. affonda

Walton schiera Zo, KCP, Lance, Beasley e Zu in avvio del secondo periodo. Nonostante faccia fatica a chiudere quando i pari ruolo avversari tagliano verso il canestro, quanto meno Ivica Zubac riesce ad essere efficace come rollante…

…ricevendo e segnando due volte. 32-38 ad otto minuti dall’intervallo lungo.

Dopo il terzo canestro del centro croato, i Jazz si accedono sfruttando la pessima difesa lacustre sul perimetro: prima colpisce Mitchell, poi Crowder segna tre liberi ed infine O’Neale sigla il 34-46. Inevitabile il timeout per coach Luke Walton a 6’53” dalla fine del tempo.

Al rientro il leitmotiv non cambia. I mormoni stoppano ogni tentativo di transizione lacustre commettendo subito fallo, costringendo Kuzma ed Ingram ad attaccare il ferro – vanamente – a difesa schierata oltre che a commettere banali perse.

In attacco poi Joe Ingles e compagni eseguono il pick-and-roll alla perfezione, sfruttando la cronica incapacità dei lunghi Lakers – che non siano Chandler – di difendere sui blocchi. Ed è proprio un blocco di Gobert a spianare la strada a Donovan Mitchell che posterizza McGee ed accende l’arena. Il sophomore poi stoppa Kyle Kuzma (0/8 dal campo) e lancia la transizione chiusa dalla tripla di Ingles che ammazza la partita, 38-58 due minuti dall’intervallo.

L.A. non segna praticamente più e la quarta tripla di O’Neale chiude il tempo, 41-62. Il 32% dal campo (3/13 dall’arco), il 6/12 ai liberi ed i soli tre punti segnati in transizione sintetizzano la fin qui disastrosa gara dei gialloviola.

Inoltre, i soli 41 punti a referto sono la seconda peggior prestazione stagionale nei primi ventiquattro minuti di gioco. La peggiore? Contro i Jazz, a Novembre (38).

Jazz-Lakers, Lonzo ci prova

Limitato dai tre falli nella prima parte di gara, Ball quanto meno non lesina l’impegno, lottando a rimbalzo e provando a tenere in vita i lacustri. Zo assiste il primo canestro della gara di Kuz, poi segna dall’arco ed in transizione, 50-67.

I Lakers però non riescono a contenere Mitchell, che continua a segnare e raggiunge quota 25. Le flebili speranze di rientro svaniscono quando viene sanzionato un flagrant a Josh Hart per un contatto con Rudy Gobert. Il lungo francese non sbaglia dalla lunetta, 50-71 a 7’42” dalla fine del quarto.

Walton sceglie di andare small schierando Zo, KCP, Ingram, Kuz e Beasley. Utah sbaglia dal campo e perde qualche possesso esponendosi alla transizione gialloviola. Inoltre, l’ingresso di Michael Beasley aggiunge pericolosità all’attacco contro la difesa schierata. B-Easy segna otto punti in tre minuti prima che Pope segni…

…il canestro del 64-76 con tre minuti da giocare nella frazione. Per Lonzo Ball nei nove minuti disputati 5 punti, 6 rimbalzi, 2 assist ed altrettanti recuperi.

Al rientro dal timeout chiesto dai Jazz, il prodotto di UCLA commette il quinto fallo ed è costretto ad uscire. Nei minuti finali i Lakers falliscono diverse occasioni per ridurre ulteriormente il distacco, consentendo così a Derrick Favors di segnare dalla lunetta e nel pitturato i punti che chiudono il periodo, 68-83.

Jazz-Lakers, ultima frazione senza storia

Dopo una gara fin qui anonima, Lance Stephenson segna prima un layup, poi dall’arco. Risponde Korver, 73-90 a 9’12” dalla fine.

Al rientro Mitchell segna la quarta tripla della gara, prologo al massimo vantaggio (+23) segnato da Gobert. Il #45 dei mormoni perde poi un paio di possessi, consentendo facili canestri a Beasley – due – e Kuzma, 79-95 con sei minuti da giocare.

L’attacco lacustre si poggia su null’altro che gli isolamenti della seconda scelta del Draft 2008, mentre la difesa continua a concedere troppe triple incontestate. I mormoni ringraziano segnando con O’Neale, Crowder ed Ingles raggiungendo anche le venticinque lunghezze di vantaggio.

I minuti finali scorrono velocemente, fino ai canestri di Moe Wagner e KCP che chiudono la gara, 95-113.

Jazz-Lakers, Mitchell top scorer

Nonostante il precoce terzo fallo lo abbia tolto dalla gara, Ball è l’unico lacustre a disputare una prova decorosa. Lonzo (6+7+6 con 2 recuperi) fatica al tiro (3/13) ma è l’unico a mettere in ritmo i compagni ed a provarci fino alla fine. Non a caso Zo registra il miglior Net Rating (1.4) e Plus Minus (-1) tra i lacustri con minutaggio significativo.

Kuzma (11, 4/18) fatica per tutta la gara non riuscendo mai ad entrare in ritmo, mentre Ingram (15+5, 6/11 dal campo, 2/6 ai liberi)dopo un ottimo primo quarto si spegne come tutti i Lakers.

Hart (6+5, 6 falli) fatica troppo in difesa e non riesce ad incidere in attacco, così come KCP (12+5, 5/13) è meno preciso rispetto alle uscite precedenti.

Ai limiti del presentabili le prestazioni di McGee (4+8, 2/8) e Zubac (10+5, 4/10) travolti dai lunghi avversari. Solo cinque minuti causa problemi alla schiena per Chandler.

Ancora un buon contributo di Beasley (17, 6/15) dalla panca, più efficace rispetto allo spento Lance (5). Pochi minuti per Moe Wagner e Svi.

JaVale McGee and Rudy Gobert, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint SmartHome Arena
JaVale McGee and Rudy Gobert, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint SmartHome Arena (Melissa Majchrzak, NBAE via Getty Images)

Mitchell continua il suo ottimo momento perforando la difesa avversaria per tutta la gara. Donovan chiude con 33 punti (14/24 dal campo, 4/5 dall’arco), 4 rimbalzi e 9 assist. Doppie doppie per Gobert (12+18), Favors (11+13) ed Ingles (14+12). Cinque triple per O’Neale.

Box Score su NBA.com

Jazz-Lakers, una sconfitta “programmata”?

Prestazione da dimenticare in fretta per i Lakers, soffocati dalla difesa dei Jazz e mai in grado di imporre il proprio ritmo. Utah è riuscita a disinnescare la transizione lacustre, limitata a soli sette punti.

Nell’attacco a metà campo poi Ingram e soprattutto Kuzma non sono mai riusciti ad aprire la difesa mormone, complice anche una delle peggiori serate dell’anno dall’arco (5/27).

A fine gara Walton non usa mezzi termini…

<Cosa vogliamo analizzare? Siamo affondati.>

…voltando subito pagina e focalizzando l’attenzione verso le prossime sfide interne contro Cavs e Bulls – sulla carta alla portata dei gialloviola – nell’attesa del rientro di James.

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 3:30 italiane – nella notte tra Domenica 13 e Lunedì 14 Gennaio, allo Staples Center arrivano i Cleveland Cavaliers.

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