JaVale McGee and Andre Drummond, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena

Game 69 Recap: Pistons-Lakers

Il road trip dei Los Angeles Lakers (31-37) – dopo il successo di Chicago e la sconfitta di Toronto – prosegue alla Little Caesars Arena, casa dei Detroit Pistons (34-33).

Tante cose sono cambiate rispetto alla gara di Gennaio dello Staples Center: i lacustri vinsero trascinati dallo scatenato Kuzma (41, nuovo career high) restando in zona play-off nonostante l’assenza di LeBron. Al contrario, la franchigia del Michigan ha vinto diciassette delle successive ventotto partite, risalendo fino ad insidiare il sesto seed nella EC occupato dai Nets.

Il finale di stagione gialloviola assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra: oltre ai lungodegenti Lonzo BallBrandon Ingram, Walton deve rinunciare anche a LeBron James – niente back-to-back onde evitare sorprese -, Josh Hart ed agli acciaccati Stephenson e Chandler.

Con il roster in versione South Bay, scelte obbligate per il figlio di Bill che schiera Rondo, Bullock, Kuzma, Muscala e McGee. Nessun problema per Casey che risponde con Jackson, Ellington, Brown, Griffin e Drummond.

Pistons-Lakers, dodici minuti di confusione

L’avvio della gara non è adatto ai deboli di stomaco. I lacustri si affidano alle iso di Rondo e Kuzma ed a qualche sporadico scarico convertito da McGee. Detroit affida il pallone nelle mani di Griffin, che segna due triple ma è inefficace nel pitturato.

Entrambe le squadre faticano a costruire buoni tiri e le percentuali – ed il punteggio – al primo timeout sono emblematiche: 9/24 dal campo combinato, 10-11 il parziale con 6’31” da giocare nel quarto.

I californiani provano a raddoppiare Griffin, scelta tanto scellerata quanto mal eseguita dato che JaVale commette tre falli in un amen, venendo sostituito da Wagner. Non va meglio in attacco, dove Bullock sbaglia due volte dall’arco e perde tre possessi, inevitabile l’ingresso dell’altro ex Pistons, KCP.

I Lakers muovo il punteggio grazie ad un paio di drive & dish chiusi da Kuzma ed il neo entrato Williams, ma l’attacco continua ad essere confusionario. Dopo una transizione sprecata, KCP risponde alla tripla di Thon Maker, 19-23 a meno di un minuto dalla fine della frazione.

Moe e Williams quantomeno ci provano e si procurano tre viaggi in lunetta (4/6), prima del jumper di Galloway che chiude il quarto, 22-27.

16.7% dall’arco e sei perse per L.A., 35.7% dal campo per Motor City.

Pistons-Lakers, gli attacchi latitano

Walton riparte con Caruso, Bonga, KCP, Moose e JWIII e per l’occasione coach Dwane Casey riporta alla luce i resti del due volte Campione NBA Zaza Pachulia. Il georgiano stoppa subito – di petto – Williams prima di atterrare Alex Caruso.

Il two-way player, reduce dal career high contro i Raptors, è tra i pochi positivi e prova ad attaccare il pitturato oltre a segnare l’unico canestro – da oltre i 7.25 – del quarto dei Lakers. Non che facciano meglio i Pistons, a segno solo due volte con Langston Galloway. 27-32 a 6’52” dall’intervallo lungo.

Rientrano gli starter ed i gialloviola trovano il vantaggio grazie a JaVale McGee – a segno due volte – e Kuzma.

L’ex Warriors poi stoppa Griffin ed in transizione corregge l’errore di Kyle, 35-32.

Il parziale lacustre viene fermato da Galloway, a segno due volte dall’arco, rispondono gli ex Bullock e Pope, parità a quota 40 ad 1’28” dalla fine del tempo.

Le triple di Ellington e, dopo che Rondo sciupa l’ennesima transizione in superiorità, Jackson – sulla sirena, come da tradizione californiana – fissano il punteggio al rientro negli spogliatoi, 40-46.

Entrambe le contendenti faticano a superare il 35% dal campo, in favore della franchigia del Michigan le otto triple (contro tre) a segno ed i sette punti in più prodotti dalle perse. Solo due i punti in transizione per i californiani.

Pistons-Lakers, Motor City allunga con le triple 🏀🏀🏀

Al rientro in campo Detroit prova ad allungare, sfruttando le seconde possibilità generate dal dominio di Andre Drummond – 14 rimbalzi, la metà offensivi – ed il canestro dall’arco di Ellington.

I lacustri restano in scia grazie ad un layup e due liberi di Rajon Rondo ed un canestro di Kuzma, ma nei possessi successivi non riescono a ridurre lo svantaggio fallendo sei conclusioni consecutive, 50-57 a 6’19” dalla fine della frazione.

LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Carlos Osorio, AP Photo)

Rondo e Kuzma scuotono ancora l’attacco gialloviola, ma Detroit continua a non trovare opposizione sul perimetro e segna ancora con Ellington e Reggie Jackson. Il nativo di Pordenone è on fire e realizza dall’arco ed il jumper del massimo vantaggio, 56-68 con 3’10 da giocare, timeout per coach Luke Walton.

L.A. continua a lasciare troppo spazio ai tiratori di Motor City: Wayne Ellington segna per la quarta volta da oltre i 7.25 e Galloway – complice l’altra specialità della casa, il fallo sul tiro – realizza tre liberi.

Due layup del play ex Celtics e Pelicans ed i liberi di Caruso riducono il passivo, 62-77 il parziale all’ultimo mini-break.

Pistons-Lakers, Kuzma in versione facilitatore

I lacustri provano a tornare sotto grazie all’energia di Caruso – che completa due giochi da tre punti – e Kentavious Caldwell-Pope, che segna dall’arco, realizza tre liberi e…

…schiaccia in contropiede subendo il fallo, 78-87 a 7’52” dalla fine.

A contenere il rientro dei Lakers è Ish Smith, che segna sette punti in un amen oltre a servire l’alley-oop per Drummond.

In una serata poco brillante al tiro, Kyle Kuzma evita di forzare preferendo cercare i compagni. Dopo aver servito Caruso e KCP, Kyle imbecca due volte McGee, raggiungendo per la prima volta in carriera la doppia cifra negli assist.

L’ultimo sussulto gialloviola – la prima tripla della gara di Rondo – viene spento dal solito Galloway, a segno due volte dall’arco. 90-104 a 3’13 dalla fine e gara praticamente finita.

McGee, KCP e Caruso riducono il passivo prima dei liberi dell’impreciso Blake Griffin ed il tip di Drummond che chiudono la gara, 97-111.

Pistons-Lakers, McGee e Galloway top scorer

Top scorer lacustre McGee (20+13 con 3 stoppate e 10/16 dal campo) da qualche gara tornato ai livelli pre polmonite. Ovvero, tanto efficace JaVale nel convertire vicino al canestro quanto in difficoltà contro big man della stazza di Drummond.

Bravo Kuzma a cercare di coinvolgere maggiormente i compagno (12+6+10) in una serata in cui ha faticato tantissimo a trovare la via del canestro (5/14 al tiro con 0/4 da tre). Discreta la prova di KCP (17 con tre triple), salito di livello dopo un brutto avvio.

Impietoso, in linea con le ultime uscite, il confronto tra Caruso (16+4+2, 4/11 al tiro, 2 triple e 0 di +/-) e Rondo (15+8+7, 6/13 al tiro, 3 perse e -20 di +/-). La differenza di energia, abnegazione e determinazione tra i due è imbarazzante.

Poco meno che impalpabile Muscala (4+4), clamorosamente preferito a Wagner (3+3+2, 0/5 dal campo) nello starting five. Ancora male al tiro (0/5 dall’arco) Bullock. Meno efficace rispetto ad altre occasioni Williams, pochi minuti per Ingram e Bonga.

Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Ty Nowell, Lakers.com)

Drummond domina sotto le plance (19+23, con 11 rimbalzi offensivi e +25 di +/-) mentre Griffin (15+2+9) è troppo impreciso sia dal campo (3/12) che dalla lunetta (7/12). Quattro triple a testa per Galloway (23, 8/10 al tiro), Jackson (20+5+5, 6/19 dal campo) ed Ellington (12, 4/8 da tre).

Box Score su NBA.com

Pistons-Lakers, quattordici triple in più per Detroit

Con il roster ridotto all’osso, impossibile competere per i lacustri. Soprattutto poi quando la differenza delle percentuali dall’arco assume la forma di una voragine: sei triple col 24% per KCP e compagni contro le venti con il 43.6% di Detroit.

A fine gara Walton ha elogiato la capacità di Kuzma di coinvolgere i compagni:

<È cresciuto da quando è arrivato da noi. Certo, ci sono alti e bassi, ma credo che stasera sia stata la sua migliore gara dal punto di vista di cercare i compagni. Quanto più riuscirà a combinare il playmaking con la capacità di segnare, tanto meglio sarà per noi.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 17:00 italiane – Domenica 17 Marzo per affrontare al New York Knicks.

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