Pau Gasol, un azzardo ragionato per gli Spurs

Pau Gasol

Pau Gasol, un azzardo ragionato per gli Spurs

In una delle free agency più entusiasmanti (e ricche) della storia NBA, il passaggio di Pau Gasol ai San Antonio Spurs è rimasto sullo sfondo rispetto alle scelte di Kevin Durant prima e di Dwayne Wade dopo. Il catalano, dopo due anni a Chicago, rappresenta davvero la scelta ottimale per i texani, reduci dalla bruciante e netta eliminazione nella semifinale di Western Conference con OKC? Alcuni fattori sui quali vale la pena soffermarsi.

LE STATISTICHE

Nell’ultima stagione con i Bulls, terminata a metà aprile senza accedere ai playoff, Gasol ha mantenuto medie di tutto rispetto: 31.8 minuti, 16.5 punti, 11 rimbalzi, 4.1 assist, 46.9% dal campo, 34.8% da 3. Da centro in un quintetto con Leonard, Aldridge, Parker e Green, probabilmente non sarà sempre la prima soluzione in fase offensiva, ma l’apporto in termini di efficienza può essere ancora importante.

 L’ETÀ

36 anni compiuti il 6 luglio, l’inserimento in uno dei roster più anziani della NBA, in una fase nella quale lo small ball e i “piccoli” vanno per la maggiore. In casa gli esempi Tony Parker, Manu Ginobili e Tim Duncan (se non ufficializza il ritiro) in comprensibile parabola discendente, la scelta degli Spurs può rappresentare un azzardo.

 LEADERSHIP

Nel 2015, dopo un inizio di Europeo complesso per la squadra, si è caricato la Spagna intera sulle spalle e l’ha condotta al titolo in Francia. A Los Angeles, nel 2009 e nel 2010 insieme a Kobe Bryant ha conquistato due anelli da protagonista assoluto. Il suo carisma e la sua intelligenza cestistica non sono in discussione e Pop, se Tim Duncan dovesse davvero ritirarsi, ha individuato in lui il giocatore che potrebbe degnamente sostituirlo. Pau può fare da mentore ai più giovani e allo stesso tempo offrire una soluzione in più ai vari Leonard, Aldridge e Parker nei momenti decisivi dei match. E soprattutto nelle fasi caldissime dei playoff, può rappresentare IL fattore, per inseguire l’ultima grande vittoria della sua carriera.

 IL CONTRATTO

Probabilmente l’ultimo della sua carriera NBA, sicuramente l’ultimo di una certa importanza dal punto di vista economico: 2 anni per complessivi 30 milioni di dollari. In una free agency ricchissima, col salary cap più alto della storia (e salirà ancora nei prossimi anni), il contratto di Gasol non è tra i top firmati in questi giorni, ma in quanti a 36 anni hanno strappato un accordo del genere?

 IL GIOCO

La capacità di prendersi rimbalzi offensivi e difensivi, il suo tiro dalla media distanza e il gioco in post basso sono tutti elementi che possono aiutare la squadra, distrutta da Oklahoma nei playoff proprio quando Aldridge è stato ingabbiato.

L’EFFICIENZA

In una squadra che non ha fatto della velocità la sua arma migliore, l’inserimento di Gasol può comportare un freno al rinnovamento e ringiovanimento del roster. Nelle rotazioni di Popovich, con forse meno minuti a disposizione saprà essere comunque determinante? Fra meno di quattro mesi le prima risposte.

Per NBA Passion,
Teo Santaguida