San Antonio Spurs: playoff, ci siamo quasi…

A San Antonio (Texas) nessuno ad inizio stagione credeva che la squadra cinque volte campione NBA e il loro capitano Gregg Popovich potessero centrare la qualificazione ai playoff per il ventunesimo anno consecutivo. Le ragioni erano molteplici. Lo scambio enigmatico che ha portato Demar DeRozan e Jakop Poeltl a vestire la maglia degli Spurs e Kawhi Leonard e Danny Green quella dei Toronto Raptors; l’approdo di Tony Parker a Charlotte ed il ritiro di Manu Ginobili, giocatore simbolo della franchigia. Tutto lasciava presagire una stagione di transizione e la chiusura di un ciclo. Ma la corazzata di Gregg Popovich ha smentito tutti con una stagione superba. Ad oggi infatti gli speroni si trovano al quinto posto a Ovest con un record di 42 vittorie e 29 sconfitte.

UNA NUOVA SAN ANTONIO

La pioggia di triple dei San Antonio Spurs contro gli OKC Thunder

L’inizio di stagione è stato piuttosto altalenante: da ricordare le vittorie contro dirette avversarie come Houston e Golden State e le sconfitte con squadre di più bassa caratura come i Magic e i Suns. La squadra ha due tipi di gioco che variano in base al quintetto che si trova in campo. Con DeRozan (44.3% da 2) e Aldridge (47.1%) il gioco si restringe parecchio con più isolamenti, penetrazioni al ferro e tiri dalla media distanza. Con il secondo quintetto, invece, dove sono presenti Mills (39.3% da 3), Belinelli (38.4%) e Bertans (45%) si utilizza di più il tiro da tre punti. Quest’ultima modalità è risultata decisiva per vincere molteplici match. Un esempio sono le 14 triple consecutive contro OKC. Il rating offensivo non è dei migliori: sono la diciassettesima squadra della Lega con 111.9 punti per gara. La differenza dunque la fa un ottima difesa di sistema, la buona capacità di andare a rimbalzo e ovviamente la guida esperta e saggia di coach Popovich.

LA CHIAVE DEL GIOCO

Le due stelle dei San Antonio Spurs: Demar DeRozan e LaMarcus Aldridge

Le chiavi della squadra sono affidate ai due leader tecnici ed emotivi che sono: DeRozan e Aldridge. Il primo è un giocatore di grande tecnica che sfrutta le sue doti di palleggiatore per entrare in area e appoggiare comodamente al vetro o scaricare fuori per un compagno pronto a tirare da 3. In alternativa, la guardia ex Raptors si diletta con iniziative personali utilizzando lo step pack e concludendo con un tiro da due punti. Attualmente, il numero 10 sta viaggiando a 21.6 punti 6.1 assist e 6.2 rimbalzi di media. Aldridge invece è un giocatore più compassato. Cerca spesso l’isolamento per sfruttare il mismatch con un avversario più piccolo. Ed è così che, grazie alla sua stazza, può tirare sopra la testa del suo diretto marcatore, punendolo con un tiro infallibile dalla media distanza. Oltre a ciò, occorre menzionare la sua ottima capacità di andare a rimbalzo, fattore chiave per canestri decisivi. I numeri del 12 bianconero sono i seguenti: 21.2 punti 2.4 assist e 9.0 rimbalzi di media in stagione. I San Antonio Spurs non sono più una squadra di sistema, ma spesso e volentieri si affidano alle iniziative personali di questi due fuoriclasse per tirarsi fuori dai guai.

ASPETTATIVE PLAYOFF

Festeggiamenti dell’ultimo anello dei San Antonio Spurs

La striscia positiva di nove vittorie consecutive ottenute contro avversati blasonati come OKC, Nuggets, Bucks e GSW, dimostra come San Antonio sia ancora una squadra competitiva. Con la quinta posizione attualmente occupata, la squadra dell’Alamo è dunque quasi sicura di un’altra partecipazione ai playoff. Nonostante la stagione positiva la franchigia texana è data per sfavorita e rischia di uscire al primo turno come l’anno precedente. Rispetto alle altre squadre, infatti, San Antonio risulta inferiore sul piano del gioco. Anche le sue superstar sembrano meno decisive delle altre, ma la storia ci ha insegnato a non dubitare mai degli Spurs, capaci di vincere da sfavoriti il titolo NBA del 2014 contro gli Heat. Anche in questa occasione siamo tutti convinti che venderanno cara la pelle prima di arrendersi al verdetto del campo.