Tutta questione di parentela: “brothers at work in NBA”

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Cari baskettari, ci eravamo lasciati l’ultima volta con un’approfondita analisi sul binomio padre-figlio in NBA, valutando come spesso la mela sia caduta non così lontana dall’albero.

Nella Lega da noi tanto amata tuttavia vi è stata nel corso degli anni la presenza non solo di eredi, più o meno dotati dei loro genitori, ma di fratelli, spesso divisi da accese rivalità dovute all’appartenenza a questa o quella squadra.

Gli esempi in tal senso non mancano attualmente nella Lega, dove i casi più rilevanti riguardano i Lopez (Brook e Robin), nonché i ben più quotati, per risultati e prestigio internazionale, Gasol (Pau e Marc), sui quali il presente articolo non si soffermerà, essendo rivolto ad un’analisi dell’NBA in the past.

Premettendo, inoltre, che una disamina completa sul punto rischierebbe di dilungare l’argomento, portando a deviazioni verso carriere che spesso hanno a malapena sfiorato il basket made in USA, e memori della già avvenuta trattazione dei fratelli Barry, eccovi qua un assaggio di diversi brothers at work in the League.

 

DOMINIQUE & GERALD WILKINS

Per chi ha frequentato i salotti televisivi tra gli anni ’80 e i ’90 il nome Wilkins è sinonimo di spettacolarità e bel gioco, spesso meno di concretezza. Tra i due fratelli l’elemento che emerse maggiormente agli onori delle cronache è stato il buon Dominique, il maggiore dei fratelli. Per chi non lo avesse mai visto giocare, The Human Highlight Film è stato probabilmente una delle ali piccole più atletiche della storia, tanto da reggere perfettamente il confronto i i dunkettari oggi presenti in Lega, che più che essere dei perfezionisti della tecnica si limitano ad imitare le invenzioni di chi ha trasmesso l’arte della schiacciata, facendone un tratto caratteristico della spettacolarità dello sport americano. Dominique, 3a scelta al Draft 1982 ha avuto una carriera tale da proiettarlo nell’elite dell’NBA. Passò i primi 12 anni della carriera ad Atlanta facendo le fortune di una franchigia che, dopo un ventennio di anonimato tornò finalmente alla ribalta, senza tuttavia portare mai a casa un titolo o una finale, a causa di un cast di supporto non sempre all’altezza (ma come dimenticare il minidunker Spud Webb come regista). Seguirono brevi esperienze ai Clippers, Boston, San Antonio e, a chiusura, Orlando, inframmezzate da un anno al Panathinaikos, dove conquisto l’Eurolega nel 1996, ed uno alla Fortitudo Bologna, ricordato per la vittoria in Coppa Italia ma, anche e soprattutto, per il disgraziato fallo da 4 punti a Danilovic in Finale Scudetto. Ad ogni buon conto, checché se ne dica, i numeri parlano chiaro: 9 volte All-Star, scoring leader nel 1986 (l’ultma prima del dominio Jordaniano), All-NBA First Team nel 1986, quattro volte All.NBA Second Team più 2 All-NBA Third Team, due volte Slam Dunk Champion (memorabili i duelli tra lui e Jordan), maglia n. 21 ritirata dagli Hawks, oltre 26.000 punti in carriera con una media complessiva di 24.8, membro della Hall of Fame dal 2006: serve altro?

Dal canto suo il fratellino minore Gerald, senza mai vantare somiglianze con il fratello, ha costruito da solo una solida carriera da mestierante tra Knicks (8 anni), Cavaliers, Grizzlies e Magic, dove nell’ultima stagione giocò insieme a Dominique. Specialista difensivo (veniva spesso messo a braccare MJ) ha saputo raccogliere bene i frutti del minutaggio a disposizione tenendo una media carriera di 13 punti in 14 stagioni. Il buon Geraldo ha avuto altresì un figlio, Damien, professionista in NBA per alcuni anni ad inizio millennio come discreto panchinaro, reinventatosi poi tra Cina, Venezuela e D-League. VAI AL PROSSIMO>>>

DOMINIQUE & GERALD WILKINS
DOMINIQUE & GERALD WILKINS

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