Adam Silver: “Molti giocatori in NBA sono isolati ed infelici”

L’NBA commissioner Adam Silver ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni durante la conferenza Sloan Sports Analytics al MIT su come molti giocatori della Lega siano spesso scontenti ed isolati.

 

“Quando mi incontro con loro la cosa che mi sorprende maggiormente è che alcuni sono davvero infelici e la cosa più incredibile è che la maggior parte di questi sono ragazzi giovani”, le sue parole riportate da Nicole Yang di Boston.com.

 

Adam Silver e la problematica giocatori

 

“Stiamo vivendo un momento d’ansia”, ha aggiunto Adam Silver come riportato da ESPN. “Tutto questo, a mio parere, può essere ricondotto ai social media”. Va detto che queste problematiche possono essere ricondotte anche all’alto stress a cui sono sottoposti continuamente i vari atleti ma se in un ambiente come quello della NBA ci sono tanti casi del genere bisogna dare una risposta definitiva e chiara per non compromettere poi la salute dei giocatori.

 

A tal proposito bisogna ricordare che l’NBPA (National Basketball Players Association) ha lanciato un nuovo programma di benessere nel maggio 2018 per assistere i giocatori con problemi di salute mentale. Nell’ultimo anno alcune star del calibro di Kevin Love e DeMar DeRozan hanno parlato pubblicamente delle loro battaglie contro la depressione e l’ansia rendendo dunque queste difficoltà subite nel corso della carriera di ordine pubblico e facendo dunque riflettere l’associazione in merito per tutelare al meglio i propri atleti.

 

 

 

 

 

Limite minimo d’età draft NBA, Adam Silver propone alla NBPA l’abbassamento a 18 anni

Limite d’età draft NBA, la lega ha ufficialmente inoltrato all’Associazione Giocatori la proposta di abbassare il limite d’età minimo per accedere al Draft NBA a 18 anni, come riportato da USA Today.

 

A seguito della proposta, la presidente della NBPA Michele Roberts si sarebbe riservata di esaminare la richiesta a partite dalla prossima settimana. Colloqui informali tra NBA ed Associazione Giocatori riguardo a limite minimo d’età ed eleggibilità dei giovani prospetti per la G-League sono in essere già da alcune settimane, e lo stesso Commissioner Adam Silver è sempre stato un forte sostenitore della necessità di abbassare l’attuale limite di 19 anni d’eta compiuti per l’iscrizione al draft NBA.

 

 

La NBA guarda al 2022 quale anno primo della riforma. Ogni modifica dell’attuale regolamento necessiterà l’approvazione di lega ed NBPA.

 

Il recentissimo quanto bizzarro infortunio occorso alla probabile prima scelta assoluta al prossimo draft ZionWilliamson di Duke, ha riportato all’attualità la questione su utilità e convenienza di imporre a giocatori 18enni già in possesso di qualità fisiche e tecniche “sufficienti” un anno di “ferma” al college (rischiando così infortuni seri e – di fatto – perdendo milioni di dollari di potenziali contratti professionistici).

 

 

Il limite d’età minimo di 19 anni fu introdotto dall’ex Commissioner NBA David Stern.

 

Nuove regole NCAA, NBA spiazzata. Agenti e limite d’età per il draft i nodi

 

La cooperazione tra NBA, NCAA e USA Basketball porrà fine alla “one-and-done rule”?

Anthony Davis, la soluzione migliore per tutti è tenerlo fuori? I Pelicans premono

Anthony Davis scossone definitivo sulla sua situazione contrattuale con i Pelicans.

La pausa per l’All-Star Game di Charlotte è servita al rinnovato management dei New Orleans Pelicans, Danny Ferry in testa, per riavviare con la NBA le trattative sulla questione Anthony Davis.

A seguito della mancata trade verso Los Angeles, il progetto dei Pelicans di fermare Davis per il resto della stagione, con l’obiettivo di tutelare interessi ed immagine pubblica della squadra, è stato rispedito al mittente dalla lega, che ha intimato ai vertici Pelicans di continuare a schierare il 6 volte All-Star.

Dallo scorso 7 febbraio, sono 4 le partite disputate da Anthony Davis, che in sole due settimane ha avuto il tempo di segnare 32 punti in 25 minuti al ritorno in campo, criticare aspramente lo sforzo profuso dai propri compagni alla terza partita (un -30 casalingo contro gli Orlando magic), ed infortunarsi alla spalla sinistra alla quarta, mettendo addirittura a rischio la sua partecipazione alla Partita delle Stelle di Charlotte.

Una situazione imbarazzante e potenzialmente dannosa per i New Orleans Pelicans. La mala-gestione del caso Davis è costata il posto di lavoro all’ex General manager Dell Demps. La soluzione più logica per una squadra attualmente al 13esimo posto nella Western Conference a sole 23 partite dal termine della regular season – ovvero fermare la propria star scontenta e sul piede di partenza – non si è rivelata finora praticabile.

Anthony Davis, Adam Silver: “Situazione dannosa per tutti”

Come riportato da Marc Stein del NY Times, i Pelicans avrebbero rinnovato nei confronti della NBA la loro istanza, chiedendo sostanzialmente alla lega di tornare sui propri passi e “rimuovere” l’obbligo imposto di schierare Anthony Davis, in mancanza di motivi invalidanti.

Durante la consueta conferenza stampa di metà stagione, il Commissioner NBA Adam Silver ha dichiarato come la vicenda Davis si sia gradualmente trasformata in una distrazione: “E’ una situazione dannosa. Dannosa per il team (i Pelicans, ndr) e dannosa anche per Davis, sinceramente“.

L’attenzione della NBA nella salvaguardia della propria immagine, ed alcuni precedenti potrebbero correre in aiuto del New Orleans Pelicans. I casi Carmelo Anthony e Chandler Parsons – tenuti fuori squadra dai rispettivi team senza motivazioni di carattere fisico o disciplinare – sono troppo recenti per non essere citati in favore delle istanze dei Pelicans.

Il valore ed il “volume” di una superstar come Anthony Davis conferiscono una dimensione diversa alla questione. Nel recente passato, altre star hanno chiesto ed ottenuto una trade dai rispettivi ex-team. Paul George rese nota l’intenzione di non rifirmare con Indiana nell’estate 2017, lasciando ai Pacers il tempo e modo di cercare la soluzione migliore per tutti (l’obiettivo – noto ma non manifesto – di George era all’epoca quello di trasferirsi ai Lakers, che non furono però in grado di imbastire una trade).

Le poche partite giocate in questa stagione da Jimmy Butler in maglia Timberwolves non sono state prive di momenti imbarazzanti (a causa anche dell’ostinazione dell’ex head coach della squadra Tom Thibodeau) ma – al pari di George – gli oltre 3 mesi di “mercato aperto” a disposizione dei Twolves hanno permesso alla squadra di risolvere la questione senza particolare fretta.

E’ innegabile che la tempistica della richiesta di trade di Davis e Rich Paul abbia danneggiato gli interessi di squadra e giocatore. L’italico “gioco delle 3 carte” messo in piedi dai Pelicans in due settimane di trattative con i Los Angeles Lakers ha peggiorato i rapporti tra Davis e management.

E’ dunque probabile che – allo stato attuale delle cose – interessi di Davis, New Orleans Pelicans ed NBA possano collimare, ed incontrarsi su di una linea comune: permettere ai Pelicans di non mettere a repentaglio integrità fisica e valore di mercato della propria star, risparmiare ai tifosi paganti dello Smoothie King Center di New Orleans lo spettacolo di una superstar in campo da separato in casa da qui ad aprile, e risparmiare a Davis e compagni momenti imbarazzanti, domande (per quanto possibile), fischi e “ruoli da cattivo”.

Almeno per 3 mesi.

“Le richieste pubbliche di trade? Non le ho gradite” Parola di Adam silver

Anthony Davis, Jimmy Butler, Kyrie Irving, i panni sporchi (ergo le richieste di trade) si lavano in famiglia? Il Commissioner NBA Adam Silver – che non ha giurisdizione su tali dinamiche – preferirebbe di sì.

Rispondendo alle domane dei cronisti durante il consueto appuntamento “sullo stato della NBA” con i media nazionali ed internazionali a margine dell’All-Star Weekend, Silver ha dichiarato di non aver gradito particolarmente le recenti richieste pubbliche di trade dei giocatori, facendo riferimento – pur senza citarli direttamente – ai casi di Jimmy Butler ed Anthony Davis.

Se devo essere sincero, no, non mi piace la pratica di richiedere una trade da parte dei giocatori, specie se resa pubblica. Mi piacerebbe vedere questioni di questo tipo affrontate in maniera più riservata e discreta. Richieste di questo tipo hanno ovviamente un grande impatto mediatico, sono paragonabili ad uno spettacolo pubblico. Ma non sono il tipo di intrattenimento cui la NBA pensa

– Adam Silver –

A seguito della pubblica richiesta di trade, diffusa consapevolmente ed in aperta violazione del regolamento NBA in materia, da parte di Anthony Davis e  del suo agente Rich Paul, la lega ha multato la star dei New Orleans Pelicans per 50mila dollari, riconoscendo nelle azioni dei due “un tentativo volontario di compromettere la relazione professionale tra Anthony Davis ed i New Orleans Pelicans

Parte Basketball Africa League, patrocinata da NBA e FIBA: palla a due nel 2020, Obama testimonial?

Da Charlotte, North Carolina, sede dell’edizione 2019 dell’All-star Game, la NBA annuncia la prima edizione della Basketball Africa League, pronta a partire dal 2020 tra Angola, Egitto, Kenya, Marocco, Ruanda, Senegal, Sud Africa e Tunisia.

Due il numero massimo di squadre per ogni nazione partecipante, in un formato che richiamerà la formula della Uefa Champions League di calcio. Il torneo di qualificazione alla competizione continentale inizierà nella seconda parte del 2019.

L’organizzazione del torneo sarà condivisa tra NBA e FIBA, e vedrà la “partecipazione straordinaria” – in un ruolo ancora da definire – del 44esimo presidente degli Stati Uniti Barack Obama. La lega oggi guidata da Adam Silver è attiva in territorio africano da diversi anni, con iniziative come “Basketball Without Borders“.

“La BAL (Basketball Africa League, ndr) è un passo importante nel processo di diffusione della pallacanestro nel continente africano. Il campionato permetterà a tanti giovani talenti di mettersi in mostra in una vetrina importante, e che servirà da ispirazione per le future generazioni di ragazzi e giocatori

– Adam Silver –

Siamo onorati di avere la possibilità di lavorare al fianco della NBA” Così Alphonse Bile, numero 1 FIBA in AfricaPer l’organizzazione di un torneo continentale senza precedenti nel continente africano. La Basketball Africa League darà la possibilità ai maggior club ed ai migliori giocatori africani di competere in un campionato di alto livello

Adam Silver: “NFL? No grazie, concentrato al 100% sulla NBA e sul suo futuro”

ADAM SILVER #LEBRON JAMES

Il Commissioner NBA Adam Silver non cederà alle sirene della ricca NFL e rimarrà alla guida della lega cestistica più famosa al mondo “al 100%”.

Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti dei proprietari delle 32 squadre NFL avrebbero ufficiosamente “proposto” la candidatura di Adam Silver quale nuovo grande capo della massima lega di football americano.

L’attuale “Commish” NFL Roger Goodell – subentrato nel 2006 al grande Paul Tagliabue – ha siglato nel 2017 un nuovo accordo del valore di oltre 200 milioni di dollari per guidare la National Football League sino al 2022.

Dirò soltanto che non ci ho mai pensato, nemmeno per un minuto” Così Silver a Ramona Shelburne di ESPN. Il Commissioner NBA non ha smentito i “rumors” su un suo futuro incarico NFL, ma si è detto concentrato esclusivamente sul suo ruolo attuale.

Mi sento davvero fortunato (di poter lavorare per la NBA, ndr). Da tifoso di lunga data e da storico dipendente NBA, avere avuto l’opportunità di poter guidare la lega è qualcosa che ha superato persino i miei sogni da ragazzo. Ho apprezzato ogni singolo giorno da Commissioner NBA, e credo che la lega abbia davanti a sé un grande futuro, ricco di opportunità (…) e sento un forte senso del dovere verso i tifosi e la grande famiglia NBA. Il mio impegno è garantito al 100%

– Adam Silver –

Silver prese il posto nel 2014 di David Stern, Commissioner NBA dal 1984. L’estate scorsa, il contratto che lega Adam Silver alla NBA è stato prolungato sino al termine della stagione 2023\24.

ASG 2019, Wade e Nowitzki ci saranno, Dwyane: “LeBron scegli bene!”

ASG 2019, Dirk Nowitzki e Dwyane Wade inseriti d’ufficio nei roster delle due squadre dal commissioner NBA Adam Silver.

 

La lega ha deciso di tributare un ulteriore onore ai due fuoriclasse ed ex campioni NBA Dirk Nowitzki e Dwyane Wade, giunti alla loro ultima stagione da professionisti.

 

La star dei Miami Heat e l’MVP 2007 saranno selezionati da LeBron James e Giannis Antetokounmpo, capitani delle due selezioni che si sfideranno domenica 17 febbraio a Charlotte, in uno speciale “terzo giro” dell’All-Star Game Draft che si terrà in diretta TV nazionale su TNT giovedì 7 febbraio. “L’All-Star Game NBA, una clebrazione della pallacanestro globale, è il palcoscenico ideale per salutare e rendere omaggio a due grandi campioni” Così Silver.

 

Dwyane Wade, 12 volte All-Star in carriera, ha così commentato:

 

Ringrazio comunque i miei tifosi per tutti i voti che mi hanno dato, non volevo finire per rubare il posto ad un giocatore più meritevole di me quest’anno, che magari sarebbe stato al primo o secondo All-Star Game. Io ne ho già giocati 12, ho apprezzato molto la scelta del commissioner di includere me e Dirk (Nowitzki, ndr) creando due posti extra. Sono davvero contento di poter condividere questo momento con Dirk, uno dei più grandi giocatori mai esistiti ed uno degli avversari più forti mai incontrati. La cosa giusta da fare. In che squadra finiro? A LeBron (James, ndr) conviene scegliermi

 

– Dwyane Wade –

 

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Adam Silver su NBA e Europa: “Dopo Londra, Parigi, la nuova arena di Bercy è pronta”

Dopo Londra, Parigi, il Commissioner NBA Adam Silver dedica alla capitale francese un passaggio della conferenza stampa che ha inaugurato l’edizione 2019 di NBA London Game.

Secondo Silver, Parigi potrebbe essere la futura sede dell’ormai fisso appuntamento stagionale della lega più bella del mondo con l’Europa. Dopo anni di assenza dalla Ville Lumiere, la NBA è pronta a ritornare a Parigi, alla rinnovata arena di Bercy, la AccorHotels Arena che ospita l’annuale torneo Master 1000 del circuito ATP di Parigi-Bercy.

Negli anni scorsi abbiamo giocato tante partite a Parigi. Ero presente quando Michael Jordan ed i Chicago Bulls giocarono a Parigi, e ricordo con piacere il grande entusiasmo che circondò allora squadra ed evento, la Francia continua ad essere un mercato importante per noi. Negli ultimi anni non ci è stato possibile giocare a Parigi per via dei lavori di ristrutturazione del palazzo dello sport. Non ho ancora avuto il piacere di visitare la nuova arena di Bercy, ma mi è stato riferito che si tratta di un impianto all’avanguardia. Sarà un vero piacere poter ritornare a Parigi in futuro

– Adam Silver su NBA e Europa –

 

La stagione NBA 2019\20 prevede un solo appuntamento europeo. Parigi potrebbe succedere a Londra, e nel frattempo la lega si prepara a sbarcare per la prima volta in India.

I Sacramento Kings del proprietario indo-americano Vivek Ranadivé e gli Indiana Pacers giocheranno due partite di pre-season a Mumbai, India, il prossimo 4 e 5 ottobre. Sempre ad ottobre (in rigoroso regime di pre-season) i Los Angeles Lakers di LeBron James ed i Brooklyn Nets voleranno in Cina, tra Shanghai e Shenzhen, per due partite. Utah Jazz, Orlando Magic e Chicago Bulls sono state invece le protagoniste di una tre giorni NBA a Città del Messico, lo scorso 13, 14 e 15 dicembre.

La NBA in India, due gare di preseason a Mumbai, Ranadive: “Momento storico per il mio paese”

Vlade Divac

NBA India, i Sacramento Kings e gli Indiana Pacers saranno le prime due squadre NBA a giocare una partita in India.

L’annuncio ufficiale della lega, diffuso oggi, segue la dichiarazione d’intenti rilasciata a mezzo stampa dal Commissioner NBA Adam Silver in estate, a Mumbai.

NBAPassion.com aveva riportato in estate dei programmi della NBA di giocare una partita di pre-season nel sub-continente indiano. L’appuntamento per i tifosi è dunque fissato per il 4 e 5 ottobre prossimi al NCSI Dome di Mumbai.

Ambasciatore dello sbarco della lega nel suo paese natale è il proprietario dei Sacramento Kings, Vivek Ranadivé, nato proprio a Mumbai:

I Sacramento Kings sono orgogliosi di essere la prima squadra NBA a giocare una partita in India. Come indiano-americano sono personalmente onorato di aver contribuito a questo momento storico per il paese in cui sono nato e cresciuto. La pallacanestro è in una fase di crescita esponenziale in India, e siamo elettrizzati all’idea di poter contribuire ad accrescere la popolarità della NBA in tutto il globo. L’intero pianeta vede l’India e la pallacanestro mondiale quali nuove frontiere di sviluppo

– Vivek Ranadivé su NBA India –

 

Di rito le parole del grande capo NBA Adam Silver:

La nostra prima partita NBA in India contribuirà a coltivare e sfruttare le enormi potenzialità di uno sport, la pallacanestro, in un paese la cui cultura sportiva cresce di giorno in giorno, e coinvolge ogni giorno di più una delle nazioni più giovani ed in espansione al mondo. Ringraziamo gli Indiana Pacers ed i Sacramento Kings per la loro partecipazione allo storico evento

– Adam Silver –

Adam Silver: “La NBA la lega politicamente più attiva? Orgogliosi” I Can’t Breathe e Trump, NBA in prima linea

Adam Silver e Strive Masiyiwa

Adam Silver sulla NBA: “Siamo la lega sportiva americana più politicamente attiva? Una cosa di cui andare orgogliosi“.

Così il Commissioner NBA durante un incontro di rappresentanza a New Orleans, Loiusiana, sulla reputazione attuale della NBA e dei suoi protagonisti, in materia di attivismo e prese di posizione socio-politiche.

Per Adam Silver, grande capo NBA dal 2014, il grande merito della “sua” lega è quello di garantire e tenere in grandissima considerazione la libertà di opinione ed espressione dei propri atleti: “La loro (di atleti e membri di staff tecnici, ndr) libertà di espressione, anche in politica, è un diritto primario in questa lega“. Così Silver a New Orleans.

Il Commissioner si è detto in verità non al corrente della definizione di lega “più attiva, presente” (“wokest” è il termine usato, ndr) dello sport professionistico made in USA conferita alla NBA:

Non sapevo che la NBA fosse così definita. Ma ne capisco perfettamente il motivo, ed è qualcosa di cui andiamo estremante orgogliosi

– Adam Silver sulla NBA –

 

Squadre e giocatori NBA si sono distinti negli ultimi anni per le loro prese di posizione nette su temi politici e sociali.

Di questi ultimi mesi la querelle tra LeBron James ed il presidente USA Donald Trump, capitolo della personale crociata lanciata dal miliardario newyorchese controi grandi network americani come CNN, così come la scelta dei Golden State Warriors di non recarsi alla tradizionale visita alla Casa Bianca riservata ai vincitori del titolo NBA.

Altro esempio celebre di presa di posizione da parte di moltio giocatori fu l’adesione alla campagna “I Can’t Breathe”, nel 2014. Durante i minuti di riscaldamento pre partita, i giocatori indossarono delle t-shirt nere recanti la frase, un riferimento al caso di Eric Garner. Il 17 luglio 2014 a New York, Garner, un nero di Staten Island, fu ucciso dalla manovra di immobilizzazione di uno dei poliziotti che avevano fermato l’uomo – disarmato – per un controllo. Il video amatoriale dell’arresto fece rapidamente il giro del web, suscitando la rabbia dell’opinione pubblica e della comunità nera americana.

Le divise alternative griffate Nike dei Golden State Warriors durante le ultime due stagioni NBA fanno riferimento a “The Town”, nome con cui è concosciuta la città di Oakland, rispetto alla più ricca e celebre “The City” – San Francisco – dall’altra parte della Baia.

Ancora, i Sacramento Kings annunciarono nei mesi scorsi l’adesione al programma “Black Lives Matter”, a seguito dell’uccisione di Stephon Clark.

Il 18 marzo scorso, Il 22enne Clark fu abbattuto dalla polizia a seguito di una segnalazione per atti di vandalismo, a poca distanza dalla casa della nonna materna del ragazzo – che risultò poi essere disarmato – a Sacramento. L’incidente causò nei giorni seguenti tensioni e scontri in città tra attivisti e forze dell’ordine.

Shareef Abdur-Rahim nuovo presidente della NBA G-League: “Verso grandi traguardi”

Shareef Abdur-Rahim, l’ex giocatore di Vancouver Grizzlies, Atlanta Hawks e Sacramento Kings, è il nuovo presidente della NBA G-League. Abdur-Rahim sostituirà Malcom Turner, diretto a Vanderbilt per ricoprire la carica di Athletic Director.

L’ex scelta numero 3 al draft NBA 1996 è stato in precedenza Vice-President of Basketball Operations della NBA, nonché assistente General Manager per i Sacramento Kings e GM dei Reno Bighorns durante la stagione 2013\14.

Sono emozionato ed orgoglioso per la grande possibilità concessami. Ho avuto la fortuna di testimoniare la grande crescita della G-League sotto l’amministrazione Turner, e non vedo l’ora di mettermi all’opera e lavorare al fianco di giocatori, squadre e colleghi per portare la G-League verso traguardi sempre più importanti

– Shareef Abdur-Rahim presidente G-League

 

 

La G-League (nota come D(evelopmental) League prima dell’ingresso di Gatorade) è cresciuta negli ultimi anni sino ad espandersi alle attuali 27 franchigie. Tra gli obiettivi primari della lega, quello di raggiungere quota 30, in modo da avere una franchigia affiliata a ciascuna delle 30 squadre NBA (Portland, New Orleans e Denver le “ritardatarie”).

Uno degli obiettivi più ambiziosi per il futuro di NBA e G-League sarà quello di rendere la lega di sviluppo una scelta alternativa al college per i futuri giocatori NBA.

Oggi, i giovani atleti in uscita dalla high school non sono immediatamente eleggibili per l’ingresso in G-League. NBA, NBPA, USAB ed NCAA hanno da pochi mesi aperto i lavori per il superamento della cosidetta “one-and-done rule”, e la NBA ha al momento allo studio un percorso di avvicinamento ed orientamento al professionismo dedicati ai migliori prospetti liceali d’America. Percorso che nelle speranze del Commissioner NBA Adam Silver, portà coinvolgere anche la G-League.

Mark Tatum, vice-Commissioner NBA, ha così commentato la nomina di Shareef Abdur-Rahim:

La grande esperienza di Shareef Abdur-Rahim come giocatore, dirigente e membro del dipartimento NBA per le ‘basketball operations’ fa di Shareef il profilo ideale quale prossimo presidente della NBA G-League

– Mark Tatum su Shareef Abdur-Rahim presidente G-League –

Steve Kerr e Zion Williamson: “Pensavo che LeBron fosse unico nel suo genere, ma Zion…”

Kerr-lebron-jordan-L'allenatore dei Golden State Warriors

Steve Kerr, coach dei Golden State Warriors paragona Zion Williamson, il freshman fenomeno di Duke a LeBron James.

Kerr scomoda il Re durante un incontro post allenamento con i reporter per la sfida di giovedì notte tra Warriors e Bucks.

Al coach tre volte campione NBA viene domandato della fin qui impressionante stagione di Giannis Antetokounmpo, e di un possibile paragone tra il greco e James.

Kerr scherza: “Non so, ma ieri sera ho visto un ragazzo di Duke che mi ha fatto una bella impressione…”, parlando ovviamente di Zion Williamson di Duke, uno dei prospetti colegiali più interessanti degli ultimi anni, che ha fatto il proprio esordio ufficiale NCAA con la maglia dei Blue Devils.

Continua Kerr:

Santo cielo…temo di non poter dire niente di più che il suo nome, altrimenti mi beccherei una multa… pensavo che LeBron fosse irreplicabile, unico nel suo genere, ma a quanto pare ne sta arrivando uno uguale… OK, prima di essere multato, meglio tornare alla domanda iniziale… Adam (Silver, Commissioner NBA, ndr) ovunque tu sia, ti prego non multarmi, non stavo parlando di nessuno…

– Steve Kerr su Zion Williamson –

Kerr scherza sulla regola che impedisce agli addetti ai lavori NBA di “indurre con parole, azioni e manifestazioni pubbliche d’interesse un giocatore sotto contratto con altra squadra a giocare per la propria” (regola chiamata tampering in inglese).

Zion Williamson è attualmente iscritto all’unversità di Duke, ed i camp per i prospetti collegiali decisi a passare al professionismo al termine della stagione attuale inizieranno nel maggio 2019.

Williamson ha esordito nella nottata di martedì contro Kentucky. Per il fenomeno classe 2000 da Salisbury, North Carolina, 28 punti e 7 rimbalzi, con 11 su 13 dal campo.