Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Sacramento Kings

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.

Cinque giocatori che probabilmente si ritireranno prima dei trent’anni

Purtroppo il destino di molti giocatori che calcano i campi della NBA è fortemente condizionato dalla tenuta fisica.
Spesso – tra gli ‘internauti’ – si sente dire la tipica frase: “Se non avesse avuto tutti quegli infortuni sarebbe diventato uno dei migliori della lega!
Ecco, andremo a vedere cinque casi di giocatori che, a causa dei problemi fisici, rischiano di vedere terminare la propria carriera prima dei trent’anni. VAI AL PROSSIMO >>>

Il 1° devastante infortunio in carriera di Derrick Rose

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Che fine ha fatto Gordon Hayward?

NBA: Utah Jazz-Media Day-Boston Celtics, Hayward

L’attuale stagione che è sta arrivando al suo giro di boa è ormai la terza per Gordon Hayward, come “The Man” in quel degli Utah Jazz. La nona scelta del primo giro del draft 2010, ha giocato tutte le sue sei stagioni a Salt Lake City e ‘gli addetti ai lavori’ cominciano ad attendere da lui la consacrazione finale. Dopo aver visto svariate volte cominciare la partita dalla panchina o essere il migliore giocatore della sua squadra, lo staff vuole che  possa essere un punto di riferimento per tutti i compagni, sia dentro che fuori dal campo. Il suo bagaglio tecnico unito alle sue capacità atletiche (203 m per 103 kg) lo rendono per l’head coach Quin Snyder un giocatore assai versatile, da poter utilizzare all’occorrenza come guardia o come un’ala piccola. È noto che un giocatore con questa capacità di variare il suo gioco ha la possibilità di ‘gonfiare’ le sue statistiche e i suoi numeri parlano chiaro: nella scorsa stagione ha ottenuto 19.25 punti, 4.12 assist, 4.91 rimbalzi e 1.42 palle rubate e in questa 18.88 punti, 3.09 assist, 5.21 rimbalzi e 1.2 palle rubate. Analizzando particolar modo la voce ‘Assist’, il nativo di Indianapolis ha avuto un lento, ma progressivo peggioramento: dalla stagione 2013/14 i numeri sono calati dal 5.2 agli attuali 3.09. Grazie a stats.NBA.com, nelle statistiche avanzate si evince maggiormente questo calo, infatti alla voce AST% (la % con la quale i compagni di squadra segnano grazie ad un suo assist) il calo è stato dal 23.7 della stagione 2013/14 al 15.8 di quella attuale. Tradotto vuol dire che Hayward ha cominciato a smistar meno assist ai compagni e quelli che compie non generano spaziature sufficiente per produrre punti per vincere, rompendo l’azione in malo modo. 

Gordon Hayward
Gordon Hayward

Logico pensare che questo calo sia dovuto a una nuova tipologia di gioco, ma per un giocatore così versatile e che si propone di essere la stella di questi Jazz è impensabile. All’interno della squadra è infatti quello che tiene maggiormente la palla e che viene impiegato per più tempo sul parquet (35.4 minuti). In una stagione in cui i pezzi più pregiati della sua squadra si dovuti fermare (Alec Burks fuori per sei settimane per una frattura alla caviglia, Rudy Gobert fuori a tempo indeterminato per una distorsione al ginocchio sinistro) è chiaro che Hayward sta facendo gli straordinari per riuscire a tenere a galla la sua squadra. Ora, però, tutti i fans dei Jazz si aspettano che anche in situazioni di difficoltà il leader della loro squadra possa compiere quel salto in avanti che li permetta di ritornare ad assistere ai tanto desiderati playoff.

Jazz, Alec Burks out per almeno sei settimane

Come riporta il sito thescore.com, la shooting guard degli Utah Jazz Alec Burks sarà indisponibile almeno sei settimane a causa di una frattura alla caviglia. Il 24enne si è infortunato sabato durante la partita persa contro i Los Angeles Clippers.

Il nativo di Grandview stava giocando una buona stagione come testimoniano le sue medie: 14.3 punti, 3.6 rimbalzi con il 38.7 % dall’arco dei 6.75 metri.

Rodney Hood, la shooting guard titolare della squadra, sarà costretto a fare gli straordinari a causa proprio dell’assenza di Burks. Anche lui, come il suo compagno di squadra, sta viaggiando a buone medie durante questo scorcio di stagione: 12.1 punti, 2.6 rimbalzi e 2.6 assist in 30 minuti di impiego.

Burks però non è l’unico infortunato della squadra: gli Jazz, infatti, sono già senza il centro di nazionalità francese Rudy Gobert, che è indisponibile a causa di un problema al ginocchio.

Bosh torna straripante, Miami piega Utah

ritorno Chris Bosh

I Miami Heat battono gli Utah Jazz e continuano a migliorare il proprio record (6-3), iniziando a gettare basi molto interessanti per il proseguo della stagione.

A dominare la scena è stato Chris Bosh, autore di 25 punti, 8 rimbalzi e 4 stoppate da urlo, di cui una decisiva nelle fasi finali della partita. Spoelstra, in assenza di Wade a causa del figlio ricoverato in ospedale (nulla di grave per lui), schiera nel quintetto iniziale Josh Richardson nel backcourt affianco a Goran Dragic, il quale lo ripaga con 8 punti in 21 minuti, grazie ad un buon 3 su 5 dal campo.

Tuttavia, la vera sorpresa per la squadra della Florida è stato Tyler Johnson, possibile capolavoro estivo di Pat Riley all’ultimo draft. Il prodotto di Fresno, undrafted lo scorso giugno e poi firmato dagli Heat durante la summer league di quest’estate, sta mostrando dei segnali interessantissimi per il futuro, come dimostrano i 17 punti messi a segno contro Utah.

Anche i compagni di squadra riconoscono il grande lavoro che sta facendo il ragazzo, come dimostrano le parole di Chris Bosh “Tyler è impressionante, può giocare. Ha svolto un grande training camp e lavora duramente ogni giorno, lavorando sulle sue debolezze. Ha iniziato letteralmente dal basso e si sta facendo spazio per un ruolo molto importante in questa squadra”. Lo stesso Pat Riley gongola e si gode il ragazzo “Ora c’è, è quello che gli ho detto anche io ‘Gioca, te non sei più la terza guardia’ e noi crediamo in lui”.

Tra gli altri giocatori di Miami meritano menzione i 14 punti di Dragic ed i 9 di Whiteside, con quest’ultimo che ha aggiunto 14 rimbalzi (di cui 11 difensivi) e 5 stoppate.

Per Utah invece non bastano le buonissime prestazioni di Favors (25 punti e un buonissimo 10 su 18 dal campo, 12 rimbalzi 3 7 stoppate), Alec Burks (24 punti uscendo dalla panchina) e Gordon Hayward (24 punti e 11 rimbalzi). Per la giovane squadra la crescita sembra essere continua e i tifosi possono sognare un grande futuro per la prossima franchigia, da troppi anni fuori dai vertici della lega.

https://www.youtube.com/watch?v=ecWrECN5PwI

Jazz, Gordon Hayward: “Mi vedo come uno dei migliori in NBA nel mio ruolo”

25 anni, ancora parecchio margine di crescita e parecchia fiducia in se stesso: possiamo riassumere così Gordon Hayward, talento di casa Utah Jazz fresco di una stagione di notevole fattura ma con molto ancora da dimostrare.

Seppur manchi ancora l’approdo ai Playoffs o quantomeno la convocazione da All-Star, Hayward potrebbe ambire ad entrambi nel giro delle prossime stagioni: durante una intervista gli è stato chiesto se si considera tra i migliori giocatori nel ruolo, l’ala piccola dei Jazz risponde con un si: “Durante il campionato mi vedo, ad oggi, come uno dei migliori nel mio ruolo.” 

Prosegue l’intervista da parte di Jody Genessy di Deseret News“Bisogna puntare sul lavoro costantemente, sulla preparazione, essere in grado di poter fare tutto per aiutare la propria squadra a vincere”

Nonostante gli Utah Jazz abbiano ancora difficoltà nel perseguire risultati importanti, giovani come Hayward stanno progressivamente rappresentando la marcia in più di cui il team necessità da tempo: senza escludere altri giovani di talento sulla quale far perno per il futuro come Rudy Gobert, Alec Burks o Dante Exum.
Numeri alla mano, la stagione di Hayward è stata più che positiva:
Quasi 20 punti di media conditi dal 44% dal campo e dal 36% dalla linea da tre, il tutto in poco più di 30 minuti di media in 76 partenze da titolare.

Con costante impegno e grazie all’aiuto di tutti i membri del roster, i Jazz potrebbero seriamente puntare ad arrivare tra le prime otto squadre nell’agguerritissima “Western Conference“.
Gli enormi margini di miglioramento dei talenti più giocavani della squadra consentirà, nel breve termine, di divenire una franchigia in grado di giocarsela con chiunque o quasi.

“Qui a Utah le cose iniziano a farsi davvero interessanti” conclude Hayward.

Per NBAPassion,
Teto Ceneri

Utah Jazz @ Charlotte Bobcats 88-85: dopo la brutta sconfitta di venerdi (-33 punti) i Jazz tornano alla vittoria

Non basta il solito Kemba Walker (20 pts, 5 rbz, 4 ass) ai Bobcats e i 19 punti con 11 rimbalzi di Al Jefferson per portare a casa la vittoria.
Vincono i Jazz con ben 5 giocatori con piu di 10 punti .
Sono Trey Burke (20 pts, 3 rbz, 4 ass), Derrick Favors (14 pts, 9 rbz, 4 ass), Richard Jefferson (13 pts, 3 rbz), Gordon Hayward (12 pts, 10 rbz, 3 ass) e Alec Burks (11 pts, 3 rbz, 3 ass).
Durante l’intervallo “his airness”, MJ, presidente dei Bobcats, ha presentato la nuova brand per l’anno prossimo: tornano gli originali “Hornets”.
NBA: Preseason-Golden State Warriors at Utah Jazz
UP Next Jazz : Lunedi @ Memphis
UP Next Bobcats : Lunedi vs Milwaukee

M.M.

I Wizards passano nel finale, James e Wade schiantano i Jazz

Al Madison Square Garden i Wizards vincono in una delle partite più emozionanti della notte NBA, grazie al canestro decisivo di Beal a 6 secondi dalla fine. Dopo essere andati negli spogliatoi sul punteggio di 53-42 gli ospiti hanno rischiato di rovinare tutto nel terzo periodo, dove i Knicks, trascinati da un Carmelo Anthony in formato super, hanno avuto una grande reazione e sono passati in vantaggio. Ad essere decisivo è l’ultimo quarto, in cui i Knicks passano in svantaggio, recuperano con il contro sorpasso per poi capitolare a 6 secondi dalla fine. 102-101 lo score finale. Per New York grandi prestazioni di Anthony, autore di 32 punti, e J.R. Smith, autore di 18 punti e 6 assist. Per Washington grandissima prestazione di Webster, che partendo dalla panchina segna ben 30 punti. Da segnalare anche la serata di Beal, autore di 21 (tra cui i 2 punti decisivi) punti e 7 rimbalzi, e Wall, 20 punti e 7 assist.

webster

All’AmericanAirlines Arena di Miami gli Heat superano i Jazz nel secondo tempo. Dopo essere andati in svantaggio per 50-47 gli Heat sono tornati sul parquet sapendo di poter vincere agevolmente e così è stato. Netti i parziali del terzo e quarto quarto: 21-36 e 34-23. Per Utah si mette in bella mostra Alec Burks, che al cospetto di LeBron mette a segno 30 punti e 7 assist partendo dalla panchina, ma è mal supportato dai compagni. Soltanto Favors è riuscito a ad avere un buon rendimento segnando 17 punti, cogliendo 7 rimbalzi e stoppando i tiri avversari in 2 occasioni. Miami, invece, mette in mostra tutte le sue stelle. Su tutti spicca, come sempre, il nome di LeBron James, autore di 30 punti, 9 assist e 9 rimbalzi. Buonissime anche le prestazioni di Dwayne Wade, autore di 27 punti, e Chris Bosh, 20 punti.

Bosh James Wade Miami Heat

Portland vince senza sforzi a Salt Like City: 105-94 su Utah (VIDEO)

Il secondo game di season tra Jazz (4-19) e Trail Blazers (18-4)  finisce con la prevedibile vittoria di Portland, che riscatta in qualche modo il deludente K.O. subito in casa ad opera di Dallas e si conferma come una delle franchigie che vincono di più in trasferta. Ci pensano i soliti Aldridge e Lillard a tenere a bada la formazione di coach Corbin, che si comporta comunque bene sul proprio parquet, tentando fino all’ultimo di tener testa ad una Portland di altro livello, ma forse un po’ stanca. Da sottolineare la precisione al tiro di Alec Burks dalla panchina, che fa 20 punti in 25 minuti con 8/11 da due e 4/4 ai liberi. Enes Kanter aggiunge 19 punti e 5 rimbalzi (9/18 da due) e Trey Burke 15 punti, con 6 rimbalzi e 5 assist. Tra i Trail Blazers sono 24 i punti di Aldridge (con 6 reb e 10/18 da due), 18 i punti di Lillard e 15 quelli di Robin Lopez, che va in doppia doppia raccogliendo 11 rimbalzi e fa 6/9 al tiro da due.

Portland trail blazers, Utah Jazz, Matthews, Robin Lopez, Aldridge

 

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