Gli Oklahoma City Thunder rilasciano Alex Abrines, fuori da dicembre per “motivi personali”

Gli Oklahoma City Thunder rilasciano la guardia spagnola Alex Abrines, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

 

Il 26enne Abrines, ai Thunder dal 2016, ha disputato 31 partite in questa stagione. L’ex giocatore del Barcellona nella Liga ACB aveva saltato più di 20 partite in questa stagione a causa di problemi personali, e di una non meglio precisata malattia di probabile origine virale che ne ha fortemente limitato prestazioni ed impatto. In 174 presenze con la maglia degli Oklahoma City Thunder, Alex Abrines ha viaggiato a 5.3 punti e 1.4 rimbalzi a partita, col 36.8% al tiro da tre punti.

 

 

Abrines aveva fatto il suo ritorno in campo lo scorso lunedì 4 febbraio ad Orlando, in casa degli Orlando Magic. Dopo aver giocato 15 minuti complessivi nelle due sfide contro Magic e Miami Heat, Abrines non ha preso parte alle partite casalinghe dei Thunder contro gli stessi Orlando Magic ed i Memphis Grizzlies.

 

Con il taglio di Abrines e dopo la trade che ha spedito Timothé Luwawu-Cabarrot ai Chicago Bulls, gli Oklahoma City Thunder hanno al momento soli 12 giocatori a roster. Il regolamento NBA obbligherà OKC a portare la propria rosa ad un numero minimo di 14 giocatori entro le prossime due settimane.

Paul George guida i Thunder a Miami: “Wade un mentore per me, noi concreti e pericolosi”

Paul George statistiche-Thunder-Jazz, Paul George

Tutta la solidità della grandissima stagione di Paul George in una sola partita, 43 punti e 10 tiri da tre punti mandati a bersaglio per stendere i Miami Heat a domicilio, e lanciare gli Oklahoma City Thunder all’inseguimento dei due leader della Western Conference Denver Nuggets e Golden State Warriors.

 

A Miami, Thunder-Heat termina 118-102 per gli uomini di coach Billy Donovan, guidati da George e da un efficacissimo Dennis Schroeder dalla panchina (28 punti con 11 su 13 al tiro per l’ex Atlanta Hawks).

 

 

Oklahoma City Thunder (33-18) che riaccolgono lo spagnolo Alex Abrines, assente da oltre un mese a causa di motivi personali e di una “misteriosa” infezione virale che ha tenuto l’ex Barca lontano dai campi nelle ultime 20 partite giocate da OKC. per Abrines, 9 minuti di gioco in uscita dalla panchina.

 

Un controllato Russell Westbrook chiude con la quinta tripla-doppia consecutiva (14 punti, 12 rimbalzi e 14 assist), la 18esima in stagione. Per George anche 7 rimbalzi, 5 assist e 2 recuperi difensivi, in 35 minuti d’impiego.

 

Paul George è stato incredibile stasera. Abbiamo tentato ogni marcatura prevista nel nostro playbook oggi su di lui: uno contro uno, raddoppi, zona… una delle esibizioni offensive più impressionanti che abbia mai visto in questa stagione

 

– Eric Spoelstra su Paul George –

 

Paul George: “Wade un modello per me, quando siamo così concreti siamo pericolosi”

 

La vittoria di Miami è la settima consecutiva per gli Oklahoma City Thunder. Così l’MVP di serata Paul George nel post gara:

 

La settima in fila? Siamo in gran ritmo. Ormai di difese ne ho viste tante, l’ultima contro Wade? E’ stata bella, D-Wade è un esempio per tutti, abbiamo condiviso tanti momenti in campo, l’ho sempe visto come un mentore in campo e fuori. Wade ha vissuto una carriera eccezionale, non potrei aggiungere molto altro di più rispetto a tutto quello che è stato detto su di lui, tranne che l’ho sempre considerato un modello. La Western Conference è ultra-competitiva, non ci si può permettere di perdere terreno, una sconfitta in più può farti scivolare indietro in classifica. Noi siamo concentrati, sappiamo qual è il nostro obiettivo. Oggi abbiamo giocato ad alto ritmo e difeso in maniera eccellente, senza forzare e prendendo le decisioni giuste. Schroeder? Ci ha dato una gran mano, sa giocare il pick and roll ed è un grande attaccante. Quando siamo così conreti siamo davvero una bella squadra

 

– Paul George dopo Thunder-Heat –

 

per Miami (24-26) la sconfitta di venerdì notte è la 15esima sconfitta casalinga stagionale, a fronte di 11 vittorie, e la terza consecutiva. Miglior marcatore in casa Heat è Kelly Olynyk (21 punti in uscita dalla panchina, solo 7 i punti in 23 minuti di gioco per Dwyane Wade.

 

Eurozona vol.3

Sic transit gloria mundi. Vola via anche Abrines, in questa Eurozona che non ha i mezzi per farsi rispettare dalla lega più forte del pianeta.

Spiace, anche se la Spagna resta grande favorita e regina in pectore d’Europa.

Le altre, però, ora che ha perso un’altra freccia la guardano ancora più famelica. Nonostante ci siano ancora i Gasol.

Eurozona sensibile

Nell’Italia che dibatte sulla Nazionale in criptato qualcuno la voce l’ha alzata per altro, per il campo.

Hanno gettato la croce addosso a questa nazionale, dopo la Germania, e questo è male.

I teutonici avevano una selezione fisicamente prestante, mentre noi eravamo costretti a Davide contro Golia per la terza giornata di fila, con la prospettiva della quarta contro la Georgia.

Non è un male, ricordarsi i propri limiti. Certo, è un’Italia che ha segnato poco e spesso neanche bene, ma da lì a stracciarsi le vesti occorrerebbe maggiore raziocinio.

Paghiamo, comunque, l’essere piccoli e stortignaccoli, ma ci rifacciamo con la grinta e l’esplosività che spesso questa Azzurra sa mettere sul parquet.

Eurozona rimozione

Basterà? Non basterà? Ai post, inteso come zone del campo ma anche come teorie dei social, l’ardua sentenza.

Intanto, qualche variabile impazzita ha sparato fuori sentenze non banali.

La Finlandia seconda sintomo di un movimento che è in crescita costante dal 2009, e poco importa che sia conosciuta più per le bellezze avvenenti piuttosto che per la palla a spicchi.

I finnici avversari degli italiani sono una nazionale ultravera, Dettman li guida bene dalla panca e Koponen dal pino, detto che bisogna vedere questo Markkanen di che pasta è fatto quando si gioca dentro-fuori.

L’Ungheria da quarta che fa fuori la Repubblica Ceca simbolo del “Poveri ma belli”, e poco male se Hanga dopo il passaggio al Barcellona sarà un po’ meno povero.

Infine, alla voce suicidi: la sconfitta contro l’Italia e la contemporanea vittoria ucraina ha fatto fuori gli uomini di Tbilisi, da tutti indicati come sorpresa.

Peccato, così come vedere Israele ospitante e uscire mestamente con una sola vittoria e dubbi in quantità sul perché anche la nazionale, dopo il Maccabi, soffra.

Erik Horne (The Oklahoman): cinque domande sui Thunder

Thunder

I Thunder sono attualmente in Europa per un tour di preseason in Spagna. Dopo aver affrontato lunedì il Real Madrid, questa sera alle 20.30 scenderanno in campo al Palau Sant Jordi per sfidare il Barcellona. Una sfida dal sapore particolare, visto che il palazzetto di Barcellona è lo stesso dove il Dream Team del ’92 vinse l’oro olimpico.

Erik Horne, autore per The Oklahoman e NewsOK Sports, ha risposto poco prima del match ad alcune domande dei fan su Twitter.

Cosa ne pensi di Sabonis?

Mi è piaciuto il suo gioco da quel che ho visto di lui alle Olimpiadi. Grandi mani e buoni piedi che possono muoversi meglio di quanto pensassi. Come ho già detto quest’estate, la gestione dei falli in difesa è da monitorare.

L’infortunio di Steven Adams è serio?

Non conosciamo ancora l’entità del suo infortunio. Ha già affrontato distorsioni alla caviglia in passato nella sua carriera e sembra essere la stessa situazione anche questa volta. Verrà rivalutato quando tornerà negli Stati Uniti.

Pensi che i minuti di Abrines nella rotazione possano essere un segno importante per il suo futuro in NBA?

Vediamo un paio partite di preseason. Donovan stava provando molte combinazioni di ragazzi che potrebbero non giocare quando conta. Certo che segnare e tenere un’ottima difesa sono tutti buoni segnali che lasciano pensare che potrebbe trovare spazio nella rotazione.

Chi ha più possibilità di essere ceduto: Ilyasova o Lauvergne?

Non credo che questi due giocatori siano in procinto di andarsene. Però se dovessi fare un pronostico tra i due direi che terrebbero Ilyasova per le sue capacità di tiro.

Come ti è sembrato il movimento di palla dei Thunder finora?

Abbiamo visto solo una partita, ma mi è piaciuto l’altruismo. Forse anche troppo da parte di Westbrook, ma vedrete che le cose cambieranno quando ci troveremo di fronte a ben altri contesti.