David Griffin: “Anthony Davis potrebbe rimanere ai Pelicans”

David-Griffin-Cavaliers

David Griffin, Vice President of Basketball Operations dei New Orleans Pelicans, crede che ci siano ragioni per essere ottimisti sul fatto che Anthony Davis possa essere disposto a rimanere a New Orleans.

L’ennesimo capitolo del “teatrino” Anthony Davis. La superstar aveva richiesto la trade ai Pelicans a febbraio prima della trade deadline. New Orleans ha successivamente rifiutato tutte le offerte per il giocatore, tra cui quella clamorosa dei Los Angeles Lakers, cercando di prendere tempo e di riprovarci quest’estate.

Griffin, tuttavia, rimane positivo, citando la sua relazione con l’agente di Davis, Rich Paul di Klutch Sports. Paul rappresenta anche LeBron James, star dei Los Angeles Lakers, e, quando Davis si affidò a Rich Paul, appunto, il suo passaggio ai Lakers sembrò più che possibile.

Come sappiamo, lo scambio non avvenne e Griffin ha recentemente dichiarato: “Guardo alla situazione con una buona dose di ottimismo, e la ragione è perché ho un ottimo rapporto lavorativo con Rich Paul.” Così Griffin a ESPN’s The Jump. “Penso che ci saranno apprezzamenti sul fatto che non sarei venuto qui se non fosse stato per la seria intenzione di vincere da parte di Gayle Benson e il suo team di proprietari. Per questo motivo, credo che alcune preoccupazioni che Rich Paul aveva, saremo in grado di alleviarle.”

Griffin ha poi aggiunto: “Credo che ci siano le ragioni per essere ottimisti riguardo le intenzioni di Davis di rimanere. Ma la vera domanda è, che cosa vuole fare e cosa possiamo darci a vicenda di ciò che abbiamo bisogno per raggiungere i traguardi migliori possibili. Spero ce la faremo, ma non è sicuramente qualcosa che crediamo non possa accadere”.

Anthony Davis ha ancora un anno di contratto con i Pelicans. L’All-Star a fine stagione dichiarò in conferenza stampa che potrebbe rimanere ai Pelicans la prossima stagione. I Los Angeles Lakers e i Boston Celtics sono le due squadre più attrezzate per proporre uno scambio ai Pelicans quest’estate.

David Griffin: “Anthony Davis? Non rinuncio al’idea di trattenerlo ai Pelicans”

padre Anthony Davis

Il nuovo vice-presidente dei New Orleans Pelicans David Griffin blinda la posizione di coach Alvin Gentry, e non esclude la possibilità che Anthony Davis possa cambiare idea, ed accettare di rimanere in Louisiana.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Griffin ha dichiarato di avere intrattenuto in passato dei rapporti professionali “lunghi e di successo” con Klutch Sports, l’agenzia che fa capo a Mr Rich Paul, agente di Davis e da anni di LeBron James: “Io e Rich (Paul, ndr) abbiamo parlato di Davis, e credo che da parte di entrambi ci sia sia il giusto entusiasmo per le possibilità che abbiamo qui di costruire qualcosa di importante“.

Molte cose sono cambiate ai piani alti in casa Pelicans, dal febbraio scorso. Il front office di Dell Demps e la struttura dirigenziale sono già stati in parte smantellati con in licenziamento di Demps ed l’arrivo di Griffin. L’ex GM dei Cleveland Cavs guiderà uno staff completamente nuovo (“Ho accettato quanto la proprietà ha appoggiato le mie richieste ‘oltraggiose’ circa la composizione del nuovo staff“), e sarà l’unico referente della proprietaria della squadra Gayle Benson, vedove di Tom, storico owner dei new Orleans Saints.

Assieme a Demps, archiviata anche la figura di Mickey Loomis, vice presidente esecutivo dei Saints e uomo di fiducia dei Benson anche per i New Orleans Pelicans, che con l’arrivo di Griffin tornerà ad occuparsi in pianta stabile di football.

Rich Paul si è detto sinceramente soddisfatto della nuova situazione. A suo tempo, Rich ha contribuito alla scelta di LeBron James di accettare la sfida di Cleveland, convinto dalla bontà del progetto che abbiamo poi messo in pratica“.

Così Gayle Benson:

Davis? Di certo non vogliamo trattenere a tutti i costi un giocatore scontento. Spero però che Anthony possa cambiare idea, e se lo darà noi lo riaccoglieremo con le braccia aperte. Noi vorremmo che lui rimanesse qui

David Griffin ha poi parlato di coach Alvin Gentry, confermandone in pieno la posizione: “Il mio metodo di costruzione di un gruppo di lavoro è quello di costruire un ambiente famigliare, in cui vi sia un confronto franco. Io e Alvin (Gentry, ndr) abbiamo questo tipo di rapporto dai tempi di Phoenix, Gentry sarà una parte fondamentale del processo. Il coach dà il meglio di sé quanto sa di avere il giusto supporto alle spalle, e noi lo metteremo in condizione di lavorare al meglio“.

Pelicans, David Griffin lavora al nuovo front office, Alvin Gentry confermato

David Griffin che parla in conferenza stampa

I New Orleans Pelicans hanno deciso di dare l‘incarico formale di Vice-President of Basketball Operations a David Griffin.

L’ex GM dei Cleveland Cavaliers non sarà l’unico nuovo membro del front office della franchigia della Louisiana. Da quanto fatto sapere dai proprietari dei Pelicans in prima persona, Griffin non verrà lasciato solo. Per evitare di commettere l’errore fatto con Dell Demps, Griffin verrà affiancato da un team di alto livello, come riportato da Scott Kushner del New Orleans Advocate.

David Griffin, il front office dei Pelicans vuole essere pronto per l’addio di Davis

In un rapporto ufficiale della società di New Orleans è stato specificato che Griffin sarà a capo del reparto di scouting, con un general Manager e diversi assistenti, che verranno selezionati insieme. Tutti gli incaricati avranno un grande compito e responsabilità, anche se l’ultima parola, su qualunque questione, spetterà a Griffin.

I componenti della sezione scouting saranno arruolati entro il prossimo draft NBA, primo passo di una difficile e tortuosa estate in casa Pelicans, che sceglieranno con una chiamata presumibilmente piuttosto alta.

La fase di più importante dei prossimi mesi, se non di tutta la prossima stagione, sarà senza dubbio la free agency. Il grattacapo principale, per Griffin, non sarà quello di cercare qualche buon free agent disposto a firmare con i Pelicans, ne quello di rinnovare il roster (pochi i giocatori di New Orleans in scadenza a giugno).

L’operazione fondamentale sarà trovare la trade giusta per Anthony Davis. Il centro All-Star ha fatto capire già a gennaio che la storia tra il giocatore e la squadra di coach Alvin Gentry è finita. L’ex Kentucky Wildcats è fortemente corteggiato da diverse franchigie (Lakers e Celtics su tutte).

Blindata – almeno per il momento – la posizione di coach Alvin Gentry, starà dunque al nuovo uomo forte del front office dei Pelicans David Griffin trovare la miglior soluzione al caso Davis, senza troppi rimpianti e con la possibilità di ricostruire la squadra da subito.

Fine stagione, parlano diversi Lakers: “Ci siamo persi dopo la Trade deadline”

Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center

La stagione regolare della NBA si è appena conclusa, chi non prenderà parte ai Playoff è allora già in vacanza. Tra i vacanzieri anticipati rientrano anche i Los Angeles Lakers. In California non tutto è andato come previsto, quasi nulla, ad essere più severi.

La franchigia gialloviola, fino a Natale, sembrava lanciata verso un posto Playoff praticamente assicurato. Il 25 Dicembre era arrivata la vittoria sui Golden State Warriors, che ha lasciato tuttavia in eredità ai Lakers un infortunio per Lebron James.

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena
LeBron James, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena (Tony Avelar, AP Photo)

Da lì la stagione del “King” e compagni è stata un capitombolo continuo. Con picchi negativi in corrispondenza delle dichiarazioni di Lebron sulla sua voglia di giocare con Anthony Davis, e sulle relative discussioni di scambio con i New Orleans Pelicans. Lo scambio è saltato, ma ha lasciato strascichi molto pesanti sulla squadra, specialmente sui giovani coinvolti nella trattativa.

Oltre a questa situazione, a destabilizzare la squadra hanno provveduto i numerosissimi infortuni.

Se il colpevole principale del polverone di mercato, Magic Johnson, ha rinunciato spontaneamente al suo posto, il responsabile della preparazione atletica dei Lakers, Marco Nunez, è stato licenziato in nottata, come riportato da Dave McMenamin.

Parlano i Lakers, “Trade deadline destabilizzante”

Dave McMenamin ha anche riportato, per ESPN, le parole di diversi membri dei Lakers riguardo la stagione appena conclusa.

Per Kentavious Caldwell-Pope le settimane intorno alla Trade deadline sono state le più difficili:

“Alla Trade deadline tutti si sono un po’ persi. Gli scambi erano tutto ciò a cui pensavano. (…) Dopo, secondo me, tutti si sono rilassati e sono tornati a giocare a basket, senza preoccuparsi delle chiacchiere esterne”

Josh Hart, uno dei diretti interessati alla questione dello scambio per Anthony Davis, ha commentato il tutto così:

“E’ stato fastidioso. Oggi con i social media, si parla solo di quello. Li apri e leggi di scambi, trattative di scambio, è quello il fatto. Li apriamo e vediamo il nostro nome e quello degli altri. Credo sia una parte amplificata della questione. (…) I media e i social hanno amplificato il tutto e l’hanno reso ancora più fastidioso. Ma noi siamo rimasti uniti come gruppo, provando a controllare ciò che si poteva controllare”

Rajon Rondo, uno dei leader della squadra, ha parlato così delle ultime settimane, durante le quali i Lakers sono stati decimati dagli infortuni:

“Lo so, è incredibile, ma nelle ultime settimane il nostro rapporto come squadra è migliorato molto. In ogni trasferta andavamo a cena fuori, trovavamo il tempo di giocare a carte. E perciò il nostro rapporto si è fortificato. Certo è assurdo il fatto che sia avvenuto alla fine e non all’inizio dell’anno”

Tyson Chandler, ai box come buona parte del roster, ha discusso così dei problemi che hanno afflitto questo gruppo:

“Ci sono stati gli infortuni e poi la questione della trade-deadline. Non sarei onesto se non lo dicessi, ma è andata così. Gli infortuni non hanno aiutato una squadra già di per sè giovane a trovare la quadratura del cerchio. (…) Io voglio giocare un altro anno, so che sarà quello buono”

Lonzo Ball, compagno di infermeria di Chandler, afflitto da problemi alla caviglia, ha parlato della pressione di giocare nei Lakers e con Lebron James:

“Ovviamente ci sono molte distrazioni, appari nei media ogni giorno, ma finchè si è uniti internamente, il rumore esterno non conta. (…) Giocare con Lebron? Un sogno che si avvera, è stato come un fratello maggiore”

Infine Javale McGee ha commentato l’esposizione mediatica della squadra:

Siamo stati la squadra con più partite in TV nazionale, e con un record negativo. Questo ti fa capire quanta esposizione e quante opportunità hai qui a LA. (…) Rinunciare a tutto questo per paura dell’esposizione mediatica stessa è infantile”

 

 

Coach Gentry: “Situazione Davis nata da cattivi consigli. Mai vissuto nulla del genere in 30 anni”

Gentry su Davis

Coach Alvin Gentry può vantare una carriera NBA lunga 31 anni. Non ricorda però di aver mai vissuto una situazione tanto “tossica” quanto quella generatasi negli ultimi mesi intorno ad Anthony Davis. Il Coach dei New Orleans Pelicans ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’accaduto, riportate da Nick Friedell per ESPN.

Nelle interviste post-partita del finale stagionale dei suoi Pelicans, perso per 112-103 contro i Golden State Warriors, Gentry non si è tirato indietro dal rispondere a domande dal tema prevedibile. Prevedibile perchè in queste ore il GM dei Lakers, Magic Johnson, ha rinunciato alla sua posizione.

Si tratta della seconda testa a “saltare” in seguito alla confusione generata dallo scambio sfumato di Anthony Davis tra le due franchigie, dopo il licenziamento, nella settimana successiva alla trade deadline, del GM dei Pelicans Dell Demps.

Gentry: “Mai visto nulla del genere in 31 anni”

Gentry ha risposto senza troppi giri di parole alla domanda di chi gli ha chiesto se avesse mai vissuto una situazione come questa:

“No, così tossica no. Non che abbia colpito così due franchigie, due persone. Una ha perso il lavoro, l’altra ha rinunciato al suo incarico. Per cui no, in 31 anni non ho mai vissuto situazioni simili con questo tipo di ricadute”.

A chi gli ha chiesto cosa sapesse della situazione interna dei Lakers ha detto:

“Non so nulla, noi già abbiamo i nostri problemi a cui pensare. Sono sorpreso? Senza dubbio. Le motivazioni di Magic? Le conosce davvero solo lui, per cui non credo sia utile per noi spendere tempo a provare a immaginarle. Sicuramente riteneva di aver fatto il suo tempo in quella organizzazione”

Il Coach dei Pelicans ha infine parlato direttamente di Anthony Davis:

“Credo sia un bravo ragazzo, solido. Ritengo abbia ricevuto cattivi consigli… mi conoscete, io dico sempre la verità (…) Non vi dirò di più, comunque non c’è nulla di male con AD, è solido e ha un ottimo carattere. Questo è quello che penso”

Anthony Davis è ai box dal 24 marzo per problemi alla schiena. Il lungo potrebbe in effetti aver già giocato la sua ultima partita con la maglia dei Pelicans. Nella serata conclusiva della stagione dei suoi, Davis si è presentato con una t-shirt ispirata alla frase conclusiva degli episodi dei cartoni animati dei Looney Tunes: “That’s all folks!”.

Un messaggio per New Orleans e i suoi tifosi?

Pelicans alla ricerca del nuovo general manager, c’è anche l’ex Treviso Trajan Langdon

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto dalla NBA il permesso di tenere dei colloqui con alcuni candidati per il vacante posto di General Manager della squadra.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans organizzeranno nei prossimi giorni incontri con i primi tre candidati: Gersson Rosas, assistant general manager degli Houston Rockets, Trajan Langdon, General Manager dei Long Island Nets, squadra di G-League affiliata dei Brooklyn Nets, e Larry Harris dei Golden State Warriors.

I New Orleans Pelicans avevano licenziato a febbraio l’ex GM Dell Demps, all’indomani della “crisi” Anthony Davis e del manato passaggio della superstar dei Pelicans ai Los Angeles Lakers. L’incarico di GM ad interim era stato dunque affidato a Danny Ferry, ex General Manager dei Cleveland Cavaliers e da due stagioni consulente per la franchigia presieduta da Gayle Benson.

La nomina del nuovo general manager sarà al centro di una rinnovazione profonda della struttura del front-office dei Pelicans, voluta dalla proprietaria Benson e da Mickey Loomis, attuale President of Basketball Operations della squadra nonché General Manager dei New Orleans Saints (NFL).

Trajan Langdon, prodotto di Duke University e con un passato da giocatore alla Benetton Treviso ed al CSKA Mosca, ricopre da tre stagioni l’incarico di General Manager dei Long Island Nets, e si è appena giudicato il premio come miglior executive G-League 2018\19.

Larry Harris è da quattro stagioni Assistant General Manager di Bob Meyers, GM dei Golden State Warriors, e Gersson Rosas – uomo di esperienza più che ventennale come executive NBA – è agli Houston Rockets dal 2004\05.

Ai primi tre nomi potrebbero presto aggiungersi altri candidati.

Kobe Bryant: “Giusto scambiare Ball, Ingram e Kuzma per Davis”

Secondo Kobe Bryant i Lakers dovrebbero scambiare il loro nucleo giovane per arrivare ad Anthony Davis. Senza peli sulla lingue il Black Mamba che “demolisce” di fatto il progetto giallo-viola di puntare sui vari Lonzo Ball, Brandon Ingram e Kyle Kuzma in questi anni per svilupparli al meglio ed essere il futuro della franchigia.

Qualcosa in questo senso, tuttavia, si era già visto quando Magic e Pelinka provarono a portare il lungo dei Pelicans qui a Los Angeles mettendo di fatto sulla bilancia tantissimi giocatori, compresi, in una specifica offerta, anche questi 3.

Kobe Bryant sicuro: “Se puoi prendere Davis… “

“Kuzma, Lonzo, Ingram… questi 3 sono migliori di Anthony Davis? No! Ciao! Davis è uno dei migliori giocatori al mondo. Di cosa stiamo parlando? Se puoi fare trading per arrivare a lui lo fai sennò rimani con tre giocatori molto giovani che lavorano sodo, sono intelligenti ma devono ancora svilupparsi, vero, ma Anthony Davis è qualcosa di superiore”, le parole di Bryant a AS.com.

Le voci di un possibile approdo di Davis ad LA sono state infinite anche dopo la scadenza della trade deadline del 7 febbraio. Indipendentemente da come finirà, questa sarà la saga più drammatica della storia della NBA dal 2010, l’anno della famosa “The Decision” di LeBron James. In caso di arrivo di The Brow ai Lakers quella con James sarà sicuramente la coppia più forte vista in California da quando Kobe Bryant e Shaquille O’Neal hanno portato i giallo-viola alla conquista di 4 titoli della Western Conference e a 3 titoli NBA.

L’ex Lakers sa benissimo di quanto una coppia del genere potrebbe spostare gli equilibri nella Lega, avendo vinto sia con Shaq ma anche con Pau Gasol e dunque la sua posizione ha senso. La domanda è: riusciranno Magic e Pelinka a convincere a portare Davis da LeBron?

 

 

 

 

 

NBA scambi estivi: ecco alcune 5 possibilità interessanti

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Arrivati a questo punto della stagione, i roster delle franchigie sono pressoché definitivi salvo piccoli aggiustamenti, ma c’è chi pensa già nella NBA agli scambi estivi.

Lo scatto finale della Regular season, la corsa ai premi individuali e i tanto attesi playoffs si preparano ad infiammare la primavera americana sotto canestro. Gli addetti ai lavori dei front-office delle 30 squadre hanno tuttavia già da un pezzo la testa alla preparazione della prossima stagione, che passa dalla off-season estiva.

Draft, free-agency e possibilità di scambi stanno riempiendo teste e scrivanie.

Nei mesi antecedenti e subito successivi alla trade-deadline di questa stagione (7 febbraio 2019) alcuni giocatori e alcune franchigie sono stati chiari protagonisti. E’ indubbio che questo avrà strascichi ed effetti diretti sui movimenti della off-season imminente.

Vediamo quali sono gli scambi che potrebbero infiammare il mercato, quelli non scontati ed anzi piuttosto differenti dai soliti rumors, e che si basano proprio sugli eventi dello scorso febbraio.

5. Kevin Love agli Charlotte Hornets

Un’altra trade deadline è passata, e Kemba Walker è rimasto a Charlotte, nonostante i tanti rumors che negli ultimi anni hanno ipotizzato un’eventuale partenza tramite scambio della star degli Hornets.

Le motivazioni sono sostanzialmente due:Il contratto di Walker scadrà a fine stagione: questo da un lato potrebbe aver scoraggiato altre squadre a farsi avanti per il prodotto di UConn, rischiando di sacrificare giocatori e scelte per perdere il giocatore già in estate.

Da un altro lato, un’eventuale giuramento di fedeltà agli Hornets da parte di Kemba potrebbe aver portato i suoi a non accettare eventuali offerte, naturalmente rilanciate al ribasso a causa dell’imminente free-agency del giocatore.

La tesi del rinnovo sarebbe suffragata dalle ripetute dichiarazioni d’affetto verso la franchigia rilasciate, negli anni, dalla stessa point-guard degli Hornets.

Spingendoci un poco in la e dando per assodato il nuovo contratto di Kemba Walker, se la franchigia di Michael Jordan volesse puntare con decisione ai prossimi playoffs, dovrebbe cercare una seconda stella da affiancargli. Gli Hornets, “piagati” da una situazione salariale difficile, dovrebbero ricorrere ad una trade.

La soluzione potrebbe trovarsi in una stella le cui quotazioni siano in calo. Una di loro gioca in una squadra che vuole alleggerire il suo monte ingaggi per uscire dalla fascia Luxury Tax (pagata dalle franchigie dopo un limite di circa 120 milioni del totale stipendi): Kevin Love dei Cleveland Cavaliers, vistosi poco in stagione a causa di un infortunio.

Il pacchetto proposto dagli Hornets potrebbe essere composto da:

  • Bismack Byombo, con un contratto che scadrà nel 2020, se il giocatore attiverà, a giugno, l’opzione da 17 milioni;
  • Malik Monk, con un anno rimasto nel suo contratto rookie da circa 4 milioni e un opzione di squadra da 5 milioni fino al 2021;
  • Il giocatore selezionato in sede di Draft 2019 dagli Hornets, sotto ovvie indicazioni dei Cavs; (la scelta non potrebbe andare direttamente ai Cavs per la “Stepien rule“, che vieta ad una squadra di scambiare la propria prima scelta per due anni consecutivi)
  • La prima scelta degli Hornets all Draft 2020.

I Cleveland Cavs si libererebbero del lungo contratto di Love (scadenza 2023), ottenendo in cambio un contratto in scadenza (Biyombo) ed un giovane con potenziale (Monk), oltre alle due scelte al draft.

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Cleveland Cavaliers 2018/2019

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LA Lakers, tutto in un’estate, LeBron James a Kawhi Leonard: “Restiamo in contatto”

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena

La disgraziata stagione dei Los Angeles Lakers ha evidenziato quello che si definirebbe un “problema di fascino” per la franchigia giallo-viola, la cui supremazia cittadina è insidiata dagli ambiziosi piani dei cugini Los Angeles Clippers.

Al netto dei tanti infortuni (Lonzo Ball, LeBron James, Brandon Ingram, Rajon Rondo, Javale McGee), il punto di svolta – in negativo – per le fortune dei Lakers vanno ricercate nella gestione delle due settimane che portarono alla trattativa tra front office losangelino e New Orleans Pelicans per la superstar Anthony Davis.

Una trattativa iniziata male (l’annuncio urbi et orbi di Davis e del neo agente Rich Paul di voler lasciare la Louisiana al più presto, nel tentativo di forzare la mano ai Pelicans e far preparare la pista d’atterraggio a Los Angeles), e finita peggio, con la proprietà dei Pels – nelle figure di Miss Gayle Benson, dell’executive dei New Orleans Saints Mickey Loomis e dell’allora GM Dell Dempsdecisa a non cedere Davis ai Lakers nemmeno per tutto il proverbiale oro del mondo.

La gestione pubblica della trattativa ha provocato ai piani alti del centro di El Segundo, Los Angeles, una certa dose di irritazione, come emerso nelle ultime ore.

La politica aggressiva ed intempestiva di Rich Paul, agente di Davis ma soprattutto storico agente ed amico personale di LeBron James, avrebbe sostanzialmente mandato a monte ogni piano di trattativa sotto traccia da parte dei Lakers.

Un piano costellato di difficoltà sin dall’inizio. Le accuse – eccessive – di “tampering” rivolte a James dopo alcune, banali parole di apprezzamento di LeBron a Davis avevano provocato la reazione furiosa dei New Orleans Pelicans, e minato ogni tipo di rapporto diplomatico tra le due squadre.

A partire dalla prossima off-season, che per entrambe le squadre inizierà alla mezzanotte del prossimo 11 aprile, il front office dei Pelicans che sarà chiamato a risolvere la grana Anthony Davis sarà molto diverso dall’attuale. Nelle prossime settimane i Pels inizieranno i colloqui per la selezione del nuovo General Manager, una figura autorevole ed in grado di agire da interfaccia con la proprietà e permettere a Loomis di tornare ad occuparsi a tempo pieno di football e dei Saints (di proprietà della famiglia Benson).

La direzione da tenere verrà comunque indicata dalla famiglia Benson e dai suoi fidati consiglieri. E l’intenzione attuale dei New Orleans Pelicans, come riportato da Marc J. Spears di ESPN, rimane quella di non cedere Davis ai Los Angeles Lakers, squadra in cui l’assistito di Rich Paul potrà comunque approdare nell’estate 2020, da free agent (e quando LeBron James avrà 35 anni).

Lakers, LeBron James a Kawhi Leonard: “Rimaniamo in contatto”

Il sopracitato “problema di fascino” dei Los Angeles Lakers potrebbe risultare un ostacolo notevole per una squadra con ampissima disponibilità salariale, ed alla ricerca di rinforzi immediati e corposi per la superstar James, il cui infortunio di dicembre ha dimostrato la vulnerabilità del roster attuale.

Ad un anno di distanza dal “gran rifiuto” di Paul George, e dall’impossibilità di attrarre a Los Angeles Kawhi Leonard (il niet dei San Antonio Spurs che ha ispirato la politica dei Pelicans a febbraio), i Lakers sono ancora in ballo. Il posto di lavoro di Magic Johnson (come da lui stesso garantito) e la competitività della squadra sono legate a quanto avverrà in estate.

La caccia a Kawhi vedrà la concorrenza diretta dei Los Angeles Clippers. Quella – difficile ma non impossibile –  a Kevin Durant anche (per non citare i New York Knicks). Klay Thompson potrebbe diventare disponibile sei gli Warriors tentennassero nell’elargire al prodotto di Washington State l’agognato e meritato massimo salariale (cosa che non avverrà prima di aver preso atto della volontà di Durant, noblesse oblige).

La pista Anthony Davis rimarrà percorribile, nonostante l’astio tra le due squadre (gli affari sono affari), i Boston Celtics dovranno decidere se sacrificare Jayson Tatum, il cui solo nome è in grado di far pendere la bilancia verso il Massachusets. Kemba Walker, Khris Middleton, DeMarcus Cousins, persino l’impensabile cavallo di ritorno D’Angelo Russell sono dei piani B, per quanto di lusso.

Los Angeles Lakers e Toronto Raptors si sono affrontate nella nottata di giovedì, in una partita con poco significato “ai fini della classifica” come si diceva a Novantesimo Minuto. Dopo la sirena finale, LeBron James ha avvicinato lo stimato collega Kawhi Leonard e lo ha salutato: “Rimaniamo in contatto“, le parole del Re.

La off-season dei Lakers è appena iniziata.

GM Pelicans cercasi: diversi i profili esaminati

New Orleans Pelicans

La convulsa situazione a New Orleans dopo la questione Davis ha lasciato alcune scorie, come il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps. Diversi i nomi sondati dalla dirigenza della franchigia in questione.

I GM individuati dai Pelicans

La mancata trade di Anthony Davis ha portato una slavina di conseguenzei. Oltre a un malcontento generale nello spogliatoio, si sono prese decisioni importanti.

La prima: preservare la condizione fisica di Davis per averlo disponibile per una trade estiva. Il giocatore ha negli anni dimostrato una fragilità fisica non indifferente e per NOLA – che non ha più ambizioni di playoffs – non avrebbe senso spremere la sua “fish” di scambio.

Il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps è il secondo provvedimento preso dalla dirigenza della franchigia. Danny Ferry in questo momento ha acquisito la posizione di GM ad interim proprio per occupare la posizione lasciata vuota dall’allontanamento di Demps.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans avrebbero individuato figure in grado di avere più peso all’interno della franchigia. Due i nomi seguiti da vicini: l’ex GM dei Cleveland Cavaliers David Griffin e l’assistente GM dei Celtics Mike Zarren che potrebbe portare – in parte – il know-how sviluppato dai Celtics negli ultimi anni con Danny Ainge.

Il presidente Mickey Loomis – direttore generale anche dei New Orleans Saints – in questi anni è intervenuto molto sul lavoro di Demps. L’executive dei Saints e la proprietaria Gayle Benson vogliono scovare una figura dirigenziale che possa essere un collante tra la proprietà e Loomis, che potrà così tornare a concentrarsi sul football.

Anthony Davis ospite dello show di LeBron: “Sono il CEO del mio business”

NBA scambi estivi-Anthony Davis in dubbio per l'ASG

Anche un semplice show televisivo può produrre grande rumore se ad esserne protagonisti sono due dei giocatori migliori dell’NBA, ovvero Anthony Davis e LeBron James.

 

L’attesissima puntata di “The Shop with LeBron James”, il programma trasmesso dall’emittente televisivo HBO, coincide inoltre con uno dei maggiori momenti di difficoltà dello stesso James, il cui team occupa una scomoda posizione in classifica, dopo che nelle scorse settimane era giunta la fumata nera riguardo un possibile passaggio, proprio da parte di AD. in maglia Lakers.

 

Gran parte della conversazione fra i due all star ha ovviamente trattato l’ormai celebre richiesta di trade della prima scelta assoluta al draft 2012, che a gennaio aveva messo a conoscenza i media della sua intenzione di rifiutare il prolungamento contrattuale che i New Orleans Pelicans potranno offrirgli a partire dalla prossima estate.

 

“Tutta la copertura mediatica è attorno a me, e ora ho la possibilità di prendere in mano la mia carriera e dire quello che voglio dire e fare quello che voglio fare”, ha detto il giocatore di NOLA,”Così ora vedi tutti dire, ‘Va bene, vedo cambiare AD.’ Tutti mi dicono: ‘Stai crescendo, è ora di prendersi cura dei tuoi affari, prenditi cura della tua carriera’. Così ora, come giocatore, come CEO del mio business, ho il potere, sto facendo quello che voglio e non quello che qualcuno mi dice di fare “.

 

 

Non si è fatta attendere l’opinione, nei confronti del collega, dell’altro n°23, LeBron James, che ha detto:“Per tutti i suoi primi 7 anni nella lega nessuno ha mai avuto da dire nulla di negativo su AD, mai, neppure una parola, nessun giornalista, nessun tifoso, nessun collega o amico. Ma nel momento in cui tu vuoi fare a modo tuo, e non come vogliono loro, allora la narrativa cambia. È per questo che è così importante per noi atleti continuare a sostenerci perché al vertice delle piramidi di potere di questo paese ci sono tante persone che vogliono controllare la narrativa che ci riguarda al posto nostro”.

 

Anthony Davis ospite dello show di LeBron: “Deluso dai fischi dei tifosi”

 

Anthony Davis ha anche parlato riguardo la reazione dei tifosi riguardo la sua volontà di lasciare la Luisiana. Tantissimi fischi hanno accompagnato i minuti in campo del prodotto di Kentucky, rimasto profondamente deluso da questo comportamento.

 

“Quando ho sentito i loro fischi sono rimasto deluso. Ma come? Dopo 7 anni in città, dopo tutto quello che ho fatto per la squadra e per la comunità, mi fischiano? Poi però si è alzata la palla a due e questo è questa sensazione è passata, ora volevo segnare 30 punti”.

 

Effettivamente AD è poi riuscito nel proprio intento, mettendo a referto 32 punti contro i Minnesota Timberwolves, ottenendo la propria rivincita nei confronti dei fan. “Prima i fischi a ogni possesso, poi quando siamo andati sotto e quasi da solo li ho riportati in partita sono arrivati gli applausi e i cori. Hey, mettetevi d’accordo, chiaritevi le idee: non potete fischiarmi e applaudirmi allo stesso tempo”. 

I Philadelphia 76ers tornano alla vittoria ma perdono Boban Marjanovic, coach Brown: “Preoccupati”

I Philadelphia 76ers tornano alla vittoria, battendo a domicilio i New Orleans Pelicans di Jrue Holiday e del rientrante Anthony Davis.

 

111-110 il risultato finale. Sixers guidati dai 29 punti e 10 rimbalzi di Tobias Harris e dalle doppie-doppie di Ben Simmons e Boban Marjanovic. Per New Orleans, minutaggio ridotto per Davis, che chiude la sua gara con 18 punti e 6 rimbalzi in soli 21 minuti di gioco.

 

76ers privi di Joel Embiid (ginocchio sinistro), l’ex LA Clippers Marjanovic sostituisce degnamente la star camerunense dei Sixers ma si procura un infortunio al ginocchio destro, quando la sua gamba rimane intrappolata sotto il peso del lungo dei Pelicans Cheick Diallo, girandosi in modo innaturale.

 

Marjanovic ha lasciato il campo sostenuto dallo staff medico di Philadelphia, e come annunciato dal team si sottoporrà nella giornata di martedì a risonanza magnetica. Così coach Brett Brown a fine gara:

 

I miei pensieri sono ora solo per Boban (Marjanovic, ndr), a dire il vero. Abbiamo vinto la partita, anche se abbiamo permesso (ai Pelicans, ndr) di rimontare alla fine. Per quanto possa essere non contento del nostro finale di gara, ora non è il momento di pensarci. Spero che Boban stia bene

 

 

Jimmy Butler (11 punti, 7 rimbalzi e 7 assist a fine partita) dà il +10 ai Sixers a 2:48 dal termine. I successivi errori ai tiri liberi danno però una chance di vittoria ai New Orleans Pelicans con E’twaun Moore.

 

C’è poco da dire: volevamo vincere e siamo contenti di aver vinto, ed un nostro compagni di squadra si è infortunato… è sempre brutto quanto queste cose accadono” Così Ben Simmons a fine gara. “(Marjanovic, ndr) ha fatto una buonissima partita oggi” Così l’uomo partita per i Sixers Tobias HarrisSperiamo di poterlo riavere con noi il prima possibile, è stato un brutto momento“.