New Orleans Pelicans, licenziato il GM Dell Demps

Dell Demps

Svolta importante nel caso Anthony Davis. Pochi minuti fa, i New Orleans Pelicans hanno comunicato la rescissione del contratto di Dell Demps, General Manager della franchigia della Louisiana. Sembrerebbe che, dopo la fine della trade-deadline, le divergenze delineatesi tra il front-office e Demps non si siano placate e tutto questo abbia portato ad una spaccatura all’interno dei reparti manageriali del club.

L’intera organizzazione e il proprietario dei Pelicans Gayle Benson sono già alla ricerca di un sostituto: le voci più ricorrenti parlano di un sostituto interno che traghetti la franchigia fino alla fine della stagione. I nomi in ballo sono quelli di David Booth e Danny Ferry, già facenti parte dell’organico di New Orleans e personalità molto vicine all’ex GM Dell Demps.

New Orleans Pelicans, le principali cause del licenziamento di Dell Demps

Fatale, per l’ormai ex GM dei Pelicans, la gestione del caso AD. Imperdonabili le decisioni intraprese da Dell Demps nelle comunicazioni con le franchigie interessate ad uno scambio e, in particolare, con i Los Angeles Lakers, rappresentati da Magic Johnson.

In particolare, però, la causa scatenante sarebbe stato l’infortunio occorso questa notte a Davis, nella gara contro gli OKC Thunder, e le conseguenti polemiche espresse da ambo le parti nel dopo gara. Nonostante questo, secondo ESPN, il proprietario dei Pelicans si è detto soddisfatto della reazione (sul campo e fuori) del roster, di Alvin Gentry e del suo staff, nonostante le tormentate settimane appena trascorse.

New Orleans sarà, quindi, molto attiva sul mercato per firmare una personalità di alto profilo ed esperienza nelle basketball operations, in grado di sanare i rapporti interni e di delineare in maniera concreta le papabili destinazioni dell’asso di NOLA, in conformità con il volere della società e con il futuro della franchigia. Il presidente Gayle Benson, ormai stufo dell’atteggiamento di Demps, vorrebbe un GM in grado di gestire e prendere il controllo dei trade talks per Anthony Davis.

Possibili aggiornamenti nelle prossime 48-72 ore, probabilmente dopo l’All-Star Game di domenica sera. Un altro capitolo della saga Anthony Davis-New Orleans Pelicans è stato appena scritto, aspettando l’atto conclusivo.

 

Pelicans, spalla KO per Anthony Davis, in forse per l’All-Star Game di Charlotte?

Davis-Lakers

New Orleans Pelicans, infortunio alla spalla sinistra per Anthony Davis, a rischio la partecipazione all’All-Star Game di domenica?

Davis si è infortunato durante il secondo quarto di gioco della sfida tra i Pelicans e gli Oklahoma City Thunder. La risonanza magnetica effettuata dopo la partita non avrebbe evidenziato danni strutturali, l’infortunio è stato classificato come “contusione” alla spalla.

La presenza di Anthony Davis alla Partita delle Stelle in programma domenica 17 febbraio a Charlotte rimane in forse. Il 6 volte All-Star dei New Orleans Pelicans sarà comunque a Charlotte.

Davis è stato costretto ad abbandonare la partita dopo appena 16 minuti di gioco (14 punti e 4 rimbalzi a fine gara per lui). I New Orleans Pelicans (26-33), guidati da un Julius Randle da 33 punti e 11 rimbalzi e dai 32 punti e 7 assist di Jrue Holiday, hanno superato gli Oklahoma City Thunder per 131-122.

Non basta ad OKC (37-20) la mostruosa tripla doppia da 44 punti, 14 rimbalzi ed 11 assist di Russell Westbrook. Thunder ancora privi di Jerami Grant (caviglia) e Dennis Schroeder, e che pagano la cattiva serata di tiro di Paul George (28 punti, 7 rimbalzi e 6 assist a fine gara per George, con un pessimo 3 su 17 da dietro l’arco dei tre punti.

La tripla-doppia di Russell Westbrook è l’undicesima consecutiva per l’MVP 2017 (nuovo record NBA).

Trade Deadline piccante, ma per i veri botti aspettare la prossima estate

Trade deadline 2019

Il grande botto di febbraio alla fine non è scoppiato: Anthony Davis è rimasto a New Orleans, con buona pace dei Los Angeles Lakers che tenteranno una nuova sortita ad inizio luglio. Il duo Pelinka-Johnson ha messo sul piatto tutto il giovane core della squadra più i contratti di Rondo e Stephenson, ma la dirigenza dei Pelicans, nonostante l’esplicita richiesta di essere ceduto, non ha voluto sentir ragioni. Non si sono mossi nemmeno Mike Conley, a lungo conteso dagli Utah Jazz, e Nikola Vucevic, al centro di discussioni a poche ore dalla trade deadline. Questa breve sessione di mercato ha comunque offerto una serie di scambi intriganti, alcuni volti ad avere un impatto immediato nella corsa ai playoff, altri in ottica lungimirante. Ecco qui un riassunto dei principali affari conclusi questa settimana.

Alla conquista del Canada

Si parte dal Colpo per antonomasia di questa trade deadline. Marc Gasol ai Toronto Raptors, Jonas Valanciunas, Delon Wright, C.J. Miles e una seconda scelta 2024 ai Memphis Grizzlies. Il catalano non ha bisogno di presentazioni: centro versatile, abile nel tiro da fuori, elegante nel gioco in post e dotato di una visione di gioco pari a quella di Jokic. I lunghi di scuola europea hanno sempre detto la loro in NBA e il fratello di Pau non fa eccezione. I Raptors puntano al bottino grosso e considerati i contratti in scadenza di Leonard, Green e Siakam, questa potrebbe essere la loro unica occasione. Memphis invece dà inizio a un rebuilding troppo a lungo rimandato, l’era Grizz & Grind è ufficialmente giunta al termine e la cessione di Conley è stata solo posticipata a luglio. Il presente e soprattutto il futuro dei Grizzlies risponde al nome di Jaren Jackson Jr.

Marc Gasol non dovrebbe cambiare casacca prima della trade deadline.
Trade deadline: Gasol ai Raptors

New York si gioca tutto in estate, Dallas sempre più europea

Un infortunio al ginocchio ha impedito a Kristaps Porzingis di essere protagonista sul parquet ma non nelle vicende extra-cestistiche : la settimana scorsa ha chiesto la cessione e qualche ora dopo è stato ceduto ai Dallas Mavericks in cambio di Dennis Smith Jr, DeAndre Jordan e Wesley Matthews (immediatamente rilasciato). Alla corte di Carlisle sono arrivati insieme al lettone Courtney Lee, Trey Burke e Tim Hardaway Jr. New York punta tutto sulla free agency 2019, con il rischio di rimanere a bocca asciutta ma anche con la possibilità di pescare due All-Star del calibro di Durant e Irving. Molto dipenderà da quanti zeri sottoscriveranno nel contratto e dal rookie che approderà nella Grande Mela (Zion?). Il gioco vale la candela. La franchigia di Cuban, reduce dall’esperienza Nowitzki, affida le chiavi della squadra nelle mani di due giovani europei destinati alla grandezza. Qualora Porzingis tornasse l’anno prossimo al 100% in coppia con Doncic potrebbe seriamente rendere Dallas una mina vagante della Western Conference. Se poi dovessero sbarcare in estate dei talentuosi role-players, si potrebbero nutrire ben altre ambizioni.

Trade deadline: Porzingis ai Mavericks

L’era dei big-four

Quando si fa riferimento ai giocatori più sottovalutati della NBA, impossibile non citare Tobias Harris. Le stats annuali recitano 20.9 punti, 7.9 rimbalzi e 2.7 assist tirando con il 49% dal campo e con il 43% da tre. Avesse giocato subito ad Est sarebbe stato chiamato all’All-Star Game. E invece il trasferimento si è consumato qualche settimana dopo le nomination: I Philadelphia 76ers hanno scambiato Wilson Chandler,  Landry Shamet, Mike Muscala (subito girato ai Lakers) e un pacchetto di prime scelte in cambio di Tobias Harris e Boban Marjanovic. I Clippers si rifanno il look in vista dei playoff, perdendo il loro top scorer ma allungando le rotazioni, Philadelphia invece rinnova le sue ambizioni da titolo: solo il quintetto base (Simmons-Redick-Butler-Harris-Embiid) è in grado di garantire una produttività offensiva da almeno 90 punti a partita. Basterà per vincere la conference? Forse. Nel frattempo le altre contender dell’Est si sono rinforzate.

Trade deadline: Harris ai 76ers

Mirotic-Bucks: l’ennesimo tiratore alla corte di Budenholzer

Che i Bucks siano la rivelazione di questa stagione non fa più notizia. Antetokounmpo sta giocando da MVP, Bledsoe ha messo la testa a posto e Middleton sta proseguendo una impetuosa crescita che lo ha portato al primo All-Star Game in carriera. Il vero segreto dell’attuale capolista però siede in panchina: Mike Budenholzer ha tirato fuori il massimo dai suoi giocatori e orchestrato un sistema di gioco affine con il roster a disposizione. Antetokoumpo è libero di gestire i possessi, penetrare ogni qualvolta ce ne fosse l’occasione per poi concludere in lay-up o scaricare per uno degli altri 4 tiratori presenti sul parquet (i due lunghi, Lopez e Ilyasova stanno tirando con il 40% da oltre l’arco). Milwaukee ha il secondo miglior attacco ed è la franchigia che ha realizzato più triple in stagione. Ecco perciò spiegata la trade per Nikola Mirotic scambiato con Stanley Johnson, Thon Maker, Jason Smith e tre seconde scelte. Lo spagnolo allunga le rotazioni e garantisce ulteriore pericolosità da oltre l’arco (17 punti di media con il 37% da tre). Una potenza di fuoco che rende questi  Bucks i principali Anti-Warriors.

Trade deadline: Mirotic ai Bucks

Step-by-step Kings

A proposito di rivelazioni, nemmeno il tifoso più ottimista avrebbe mai pensato di trovare i Sacramento Kings in zona playoff a questo punto della stagione. Eppure Fox e compagni, giocando un corale basket champagne, si sono presi lo scalpo delle squadre più accreditate e occupano il nono posto della Western Conference. Il passo successivo è stato inserire in questo solido meccanismo un giocatore quale Harrison Barnes, campione NBA con i Warriors, difensore roccioso e tiratore impeccabile. Tralasciando le modalità con cui è stato comunicato, l’acquisto di Barnes rappresenta un colpo interessante in ottica lungimirante. Prossimo passo, raggiungere quella postseason che manca da ormai 13 anni. La strada è ancora lunga e in salita, ma questi giovani Kings hanno ampi margini di miglioramento e, passo dopo passo, ritorneranno in vetta alla classifica.

Trade deadline: Barnes ai Kings

Provaci ancora Fultz

Tra Philly e Markelle Fultz non è mai scoccata la scintilla. Selezionato con la first pick al draft 2017, negli ultimi due anni ha passato più tempo in infermeria che sul campo a causa di un problema alla spalla che continua a tormentarlo ancora oggi. 33 partite giocate, 7.7 punti, 3.4 rimbalzi e 3.4 assist in media con il solo merito di essere diventato il più giovane di sempre ad aver realizzato una tripla doppia in regular season. Ancora più impetuose le percentuali al tiro: 41.9% dal campo, 26.7% da tre e 53.4% ai liberi. Il rischio di essere ricordato come il peggior bust della NBA è alto, i 76ers lo hanno aspettato e coccolato ma alla fine hanno perso la pazienza. Nel ultimo giorno della trade deadline è stato spedito agli Orlando Magic per Jonathon Simmons, una prima e una seconda scelta al prossimo draft. Orlando mette le basi per un rebuilding prossimo ed inevitabile, la scelta di Fultz potrebbe essere stata un azzardo ma, se dovesse tornare lo splendido diamante ammirato a Washington State, allora il presidente Weltman si troverebbe fra le mani una sicura All-Star in futuro.

Trade deadline: Fultz ai Magic

Dalle stelle alle stalle

Non ce ne voglia Mike Muscala, ma i tifosi Lakers si aspettavano ben altro alla fine della trade deadline. Anthony Davis, malgrado le estenuanti trattative di Magic, è rimasto a New Orleans ed i Lakers hanno perciò virato sull’ex power forward dei 76ers, spedendo all’altro lato della città Micheal Beasley e Ivan Zubac. La caccia alle All-Star riprenderà in estate, per il momento coach Walton potrà comunque disporre di un giocatore versatile, capace di garantire pericolosità nel pitturato e oltre l’arco. Negli ultimi anni molti semplici role-player hanno superato i loro limiti stando al fianco di LeBron James. Che Muscala possa ripercorrere le loro orme? I “delusi” tifosi purple-gold se lo augurano.

Mike Muscala
Trade deadline: Muscala ai Lakers

Anthony Davis ritorna in campo tra i fischi “Sensazione strana. Pentito della richiesta di trade? No”

New Orleans Pelicans

Anthony Davis è di nuovo in campo. da separato in casa, fischiato dal pubblico dello Smoothie King Center di New Orleans (cosa che sarebbe sembrata fantascienza, prima dell’avventata richiesta di trade-lampo del suo agente Rich Paul), ma comunque in campo con i suoi vecchi compagni.

 

A New Orleans, i Pelicans battono i Minnesota Timberwolves di Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins ed ancora alle prese con i problemi fisici di Robert Covington e Derrick Rose (caviglia).

 

 

32 punti e 9 rimbalzi in soli 25 minuti d’impiego per Anthony Davis, al rientro dopo 9 gare d’assenza legata ad un problema al dito indice della mano sinistra, ed a motivi “strategici”. I New Orleans Pelicans accolgono il nuovo arrivato Stanley Johnson (6 punti e 2 rimbalzi in 23 minuti di gioco) e si godono la buona prestazione del rookie da Texas Christian Kenrich Williams (19 punti e 6 rimbalzi in 37 minuti di gioco).

 

La vittoria spezza una striscia perdente di quattro partite per i New Orleans Pelicans. Davis segna 24 dei suoi 25 punti nel primo tempo, e coach Alvin Gentry non schiera il 5 volte All-Star nel quarto periodo nonostante la partita sia in equilibrio: “Non lo avrei fatto giocare 38 minuti nella sua prima partita dopo due settimane di stop. Avevamo concordato per un impiego sui 20\25 minuti, per questo non l’ho rimesso in campo nel quarto quarto.  Anthony ha fatto benissimo nei minuti a disposizione, ho visto il solito Anthony Davis“.

 

Nonostante l’assenza di Davis, I Pelicans tengono a bada i Twolves nel periodo finale e si impongono per 122-117, grazie ai 27 punti e 9 assist di Jrue Holiday.

Anthony Davis: “Sensazione strana. Pentito della richiesta di trade? No”

 

Nel post gara, Anthony Davis non ha potuto sottrarsi alle domande sull’accoglienza riservatagli dal pubblico di casa. Tanti fischi e boati per Davis, soprattutto ad inizio gara, trasformatisi gradualmente in applausi nel quarto periodo, a partita ancora in bilico e con la star dei Pelicans seduto in panchina d incitare i compagni.

 

“La reazione del pubblico? Decisamente una sensazione strana. I Fischi? Ok, me li aspettavo ma non importa, io continuerò a giocare. Sono rimasto un po’ sorpreso, questo si. Ma la vita è fatta così, non si può piacere a tutti. Sono solo contento di essere di nuovo in campo (…) bisognerebbe scegliere da che parte stare, ma sinceramente questa cosa non mi interessa. Io voglio giocare, i commenti, le chiacchiere e le critiche sul web, su Twitter… le comprendo ma non ci presto attenzione. Io voglio giocare, ed oggi sono contento di essere ritornato in campo

 

Anthony Davis ha poi dichiarato di aver preso in considerazione – di comune accordo con la squadra – l’ipotesi di non scendere in campo per il resto della stagione, dopo il mancato passaggio ai Los Angeles Lakers.

 

Ero preparato all’idea. Fa parte del gioco, sapevo che (i Pelicans, ndr) avrebbero potuto tutelarsi in tal senso. Quando però la dirigenza mi ha comunicato che sarei ritornato a giocare, ho iniziato a concentrarmi di nuovo esclusivamente sul campo (…) non sapevo come mi sarei sentito in campo oggi, se sarei riuscito ad essere efficace come al solito. Per fortuna è andata bene, abbiamo vinto e per me vincere è la cosa più importante di tutte, Io sono un professionista. Pentito della richiesta di trade? No, non mi pento mai di nulla di ciò che faccio

 

I New Orleans Pelicans gestiranno da qui a fine stagione con particolare oculatezza il minutaggio di Davis. E’ possibile che il 5 volte All-Star possa saltare almeno una delle due partite di un back-to-back, il prosieguo della stagione per i Pels (25-31, 13esima piazza ad Ovest) potrebbe indurre in ogni caso New Orleans a fermare la propria star se la “zona playoffs” dovesse ulteriormente allontanarsi.

Jayson Tatum: “Sono grato di essere rimasto qui a Boston”

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

I Boston Celtics hanno lavorato molto bene negli ultimi anni sul mercato. Hanno fatto scambi intelligenti e pescato bene al draft, e ora sono pronti a competere di nuovo per le finali di Conference e per il titolo NBA. Danny Ainge aspetta soltanto un’occasione favorevole per completare la squadra con un ultimo tassello. Un altro All Star, importante per potersi sentire alla pari dei Golden State Warriors. E nelle discussioni per favorire questa trade, Jayson Tatum è spesso menzionato.

Il gioiello di Brad Stevens è ovviamente un talento riconosciuto da tutti, ed è un asset molto importante a disposizione dei Celtics. Con la richiesta di trade da parte di Anthony Davis alla dirigenza dei Pelicans, Ainge ha cominciato a pensare come convincere New Orleans in estate. E sicuramente Tatum sarà richiesto, se questo non è già avvenuto, dalla franchigia della Louisiana.

 

Tatum sul rimanere a Boston

Per il momento, però, Tatum rimane nel Massachusetts. Ecco le sue parole a riguardo, rilasciate dopo la sconfitta casalinga contro i Los Angeles Lakers:

Sono grato di essere ancora parte di questa squadra. Sono contento che, almeno per il momento, il mercato sia finito. Qui sto bene, tutti sono contenti di rimanere qui e ci divertiamo a giocare l’uno con l’altro. Sentire il mio nome all’interno di molti rumors di mercato è strano. Ma mi concentro soltanto su ciò che posso controllare, cioè scendere in campo e giocare a basket.

Ricordiamo che, in ogni caso, i Celtics non potevano arrivare a Davis già ora, per via della Rose rule.

Boston adesso è sicuramente una tra i favoriti per arrivare ad AD e, se veramente riuscirà ad aggiudicarsi le sue prestazioni, è molto probabile che Tatum sia inserito nel pacchetto da scambiare a New Orleans. Solo il tempo ci dirà se sarà la scelta giusta per portare i Celtics di nuovo alla vittoria del titolo NBA.

Pelicans sulla situazione di Davis: “Salterà i back-to-back e scenderanno i suoi minuti”

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

La mancata trade con i Los Angeles Lakers ha portato il malcontento non solo tra i tifosi dei giallo-viola, ma anche nello spogliatoio dei New Orleans Pelicans.

 

A NOLA c’è un persona in particolare che non ha preso bene il rifiuto di tutte le offerte della franchigia losangelina: Anthony Davis. Proprio il protagonista delle vicenda è colui che è uscito peggio dalla trattativa: Davis non vestirà la canotta che avrebbe voluto indossare già da oggi, e si trova in un ambiente ormai ostile e nel quale ha dichiarato di non voler restare.

 

Proprio per questo i Pelicans hanno voluto precisare la situazione di Davis.

 

I Pelicans sulla situazione di Davis

 

Davis era stato specificamente richiesto da LeBron James e il Presidente dei Lakers Magic Johnson ha offerto di tutto (forse troppo) pur di portare Davis a Los Angeles. Il front officedei Pelicans ha rifiutato ogni proposta, arrivando a chiedere addirittura sei prime scelte più giocatori.

 

A conferma del fatto che il rapporto tra il front office della squadra della Louisiana e l’entourage del lungo nativo di Chicago abbia preso una brutta piega c’è un tweet di Adrian Wojnaroski di ESPN.

 

 

Davis salterà i back-to-back e diminuiranno drasticamente i suoi minuti in campo (media di 37 minuti a partita per AD). Il 25enne dei Pelicans sta viaggiando a una media di 29.3 punti, 13,3 rimbalzi, 4.4 assist, 2.6 stoppate e 1.7 palle recuperate a partita. Il tutto condito da ben 32 doppie doppie su 41 partite giocate.

 

I Pelicans ormai sono al 13esimo posto della Western Conference, a 6 vittorie di distanza dall’ultimo posto disponibile per i playoff. Con la riduzione dell’utilizzo di Davis e il passaggio di Nikola Mirotic ai Milwaukee Bucks, il team di Alvin Gentry dice addio alle residue speranze di arrivare alla postseason. Per i Pelicans, dopo una sola apparizione ai playoff, si aprono scenari di “tanking”, in attesa di vedere cosa arriverà in estate in cambio di Anthony Davis.

All Star game: le migliori prove individuali degli ultimi anni

biglietto All Star Game? All Star Game

L’All Star game è sempre vista come un evento più spettacolare che sportivo, visto che i giocatori tendono a “dimenticare” cosa sia la difesa e ad esaltare tutte le loro doti atletiche e tecniche in attacco per far divertire i fans. Una naturale conseguenza del giocare senza difesa è ovviamente quella di sfornare tantissime prestazioni individuali veramente incredibili, con tantissimi punti ed assist nel tabellino di ogni giocatore che prende parte alla partita All Star; andiamo ora a ricordare alcune delle migliori prestazioni individuali sfornate durante l’All Star Game.

playoff LeBron James

All Star Game da ricordare

Quali sono state alcune delle migliori prestazioni degli ultimi anni?

  • Anthony Davis&Russell Westbrook: nella partita All Star del 2017 Anthony Davis fu autore di una prestazione individuale super! Infatti l’attuale giocatore dei New Orleans Pelicans (ancora per poco forse…) sfornò una partita da 52 punti conditi da 10 rimbalzi portando così il Team West alla vittoria per 192-188. A guidare Team West ci fu anche un sensazionale Russell Westbrook autore di 41 punti in 19 minuti giocati!
  • LeBron James: Nell’ultima versione vista dell’All Star Game King James sfornò una partita da 29 punti, 10 rimbalzi ed 8 assist, portando alla vittoria Team LeBron contro Team Stephen per 148-145; LeBron nel finale della partita trascinò la sua squadra insieme a Kevin Durant, visto che negli ultimi minuti le due squadre hanno anche messo su una difesa più che accettabile, quindi quest’ultima partita All Star fu senza dubbio una partita vera.
  • Paul George: All Star Game del 2016, Paul George segnò 41 punti con 5 rimbalzi e tirando con il 61% dal campo. Purtroppo per lui non fu abbastanza per permettere al Team East di vincere la partita.
  • Kyrie Irving&Kevin Durant: Il playmaker dei Boston Celtics nell’edizione della partita All Star targata 2014 segnò ben 31 punti conditi da 14 assist tirando con 11/11 da 2 punti e 3/6 dalla lunga distanza, mentre dall’altra parte KD segnò 38 punti con 10 rimbalzi e 6 assist e vincendo peraltro la partita.
  • Chris Paul: CP3 nella partita All Star del 2013 mise a referto una partita mostruosa da 20 punti, 15 assist e 4 palle rubate con un 4/5 da 3 punti; Team West vinse per 143-138.
  • Kevin Durant da una parte, LeBron James&Dwayne Wade dall’altra: All Star Game, andiamo direttamente all’anno 2012, con una gara che fu veramente bellissima: infatti per il Team West (che vinse 152-149) KD segnò 36 punti con 7 rimbalzi, 3 assist e 3 palle rubate; non bastarono per la Eastern Conference le prove di LeBron James (36 punti, 7 assist e 6 rimbalzi) e di Dwayne Wade (24,10,10)
  • Kevin Garnett: Andando un po’ più in la con la memoria, nel 2003 KG sfornò una partita All Star da 37 punti, 9 rimbalzi, 5 palle rubate e 3 assist portando alla vittoria la Western Conference per 155-145.

Tutte prove mostruose, per scoprire chi sarà il prossimo MVP della partita delle stelle dobbiamo però aspettare la sfida tra Team LeBron e Team Giannis del 18 febbraio.

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

Davis-Lakers: affare ancora non naufragato. Le ultimissime dagli States danno ancora l’affare in corso nonostante mancano 24 ore alla trade deadline.

Davis-Lakers: le ultime da Adrian Wojnarowski

Nella giornata di ieri sembrava tutto finito e naufragato l’affare Anthony Davis ai Los Angeles Lakers, ma in questi ultimi minuti arriva l’ennesimo colpo di scena sulla telenovela di mercato che sta appassionando i fan di tutta la Nba.

Stando a quanto riportato da Adrian Wojnarowski, insider di ‘Espn.com‘, i New Orleans Pelicans non hanno risposto alle proposta di trade avanza dai Lakers nei giorni scorsi e che l’affare non è in fase di stallo come riferito nelle ultime 24 ore. Nel tweet appena pubblicato, Adrian Wojnarowski cita testualmente che le due franchigie Nba si incontreranno nelle prossime ore per sviluppare una probabile trattativa a poco più di un giorno dal termine delle trattative, fissato alle 3 p.m. (ore 21:00 in Italia) di domani pomeriggio.

Nelle ultime ore, quindi, sembra essersi verificato un riavvicinamento tra le parti, dovuto anche alla minima ma espressa volontà dei Pelicans di chiudere la trattativa prima della deadline. Situazione in divenire, vista soprattutto la spaccatura nello spogliatoio LAL evidenziata questa notte nella gara giocata e malamente persa ad Indianapolis. Una disfatta che potrebbe però presagire un’imminente tempesta, questa volta derivante dal mercato e dalle mossa di Magic Johnson e Rob Pelinka, protagonisti assoluti della scena della Lega in questo momento.

Protagonisti che, proprio per le recenti vicende extra-campo, dividono (e non poco) i tifosi giallo-viola: nonostante tutto, nessuna trattativa è stata ancora portata a termine. Indiscrezioni che tirano nuovi rumors, come nel caso della trattativa-lampo imbastita con i Detroit Pistons per Reggie Bullock, per cui manca ancora l’ufficialità. Nell’attesa, naturalmente, del colpo più atteso..

Davis-Lakers dunque ancora possibile. Sarà forse il vero botto di mercato dopo la maxi trade di stamane tra Sixers e Clippers? Manca ancora un giorno al termine del mercato e per il momento la situazione non è del tutto in stallo.

Anthony Davis-Lakers: la fumata bianca è lontana, ecco l’ultima offerta dei Lakers

Anthony Davis, New Orleans Pelicans

La trade Anthony Davis-Lakers si fa sempre più complicata: secondo Brad Turner del LA Times i gialloviola si sarebbero rifiutati di accontentare le altissime richieste dei New Orleans Pelicans.

 

Adrian Wojnarowski di ESPN rimane scettico sull’esito della trade, ma non alza un muro insormontabile: il giornalista riporta che Magic Johnson e Rob Pelinka non si sono ritirati definitivamente dalla corsa, ma che starebbero aspettando una controfferta meno corposa da parte dei Pelicans.

 

 

Una trattativa difficile insomma, le ultime notizie non sembrano essere positive per i tifosi gialloviola, ma come puntualizzato da Woj quella dei Lakers potrebbe anche essere una tattica per far abbassare il prezzo alla franchigia del New Orleans, sapendo anche della volontà del giocatore di vestire la maglia gialloviola.

 

L’ultima offerta presentata dai Los Angeles Lakers prevedeva Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Brandon Ingram, Josh Hart, Ivica Zubac, Kentavious Caldwell-Pope e 2 future prime scelte. I Lakers avrebbero accolto inoltre il contratto di Solomon Hill.

 

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

Infortunio Davis che diventa un vero e proprio caso tra il giocatore e il front-office del team della Louisiana. Situazione sempre più tesa in casa New Orleans alla vigilia della trade deadline.

Infortunio Davis: le ultime da Chris Haynes

A due giorni dal termine della trade deadline, in casa New Orleans Pelicans sono ore di trepidante attesa per capire il destino del possibile approdo ai Los Angeles Lakers di Anthony Davis via trade.

In attesa di ulteriori sviluppi sulla trattativa che potrebbe mescolare ancora una volta le carte sul futuro della Nba, Yahoo Sports ha riportato che i rapporti tra ‘UniBrow‘ e il team della Louisiana forse sono ai minimi storici.

Stando a quanto riportato sia da Chris Haynes, sia dal profilo twitter dell’insider italiano de ‘La Gazzetta dello SportDavide Chinellato; i Pelicans avrebbero imposto il riposo a Anthony Davis nonostante le sue ottime condizioni fisiche.

Secondo ultime indiscrezioni la situazione potrebbe andare avanti anche nella prossima partita dei Pelicans in quel di Chicago, ma anche fino alle partite antecedenti all’All Star Game di Charlotte, in modo tale da capire la situazione tra le parti in caso di mancata cessione.

In questo momento New Orleans, senza l’apporto del big-man nativo di Chicago; la squadra guidata da coach Alvin Gentry ha vinto solo 3 delle ultime 13 partite di regular season.

 

Lavar Ball su Walton: “Lui è sicuramente il peggior coach mai avuto da Lonzo”

LaVar Ball su Donald Trump

Negli ultimi minuti Lavar Ball su Walton con una dichiarazione molto pesante; infatti il padre di Lonzo, ha dichiarato (come riportato da AZSports ed anche da Bryan Kalbrosky) che Luke Walton è il peggior allenatore avuto da Lonzo in tutta la sua vita. Inoltre Lavar Ball su Walton ha continuato dichiarando che il periodo trascorso da suo figlio Lonzo con Coach Walton ed i Lakers sia stato assolutamente controproducente, in quanto hanno dato a Lonzo un’attitudine perdente, concludendo che sono ben tre anni che suo figlio subisce sconfitte con i suoi (per ora) Lakers. Infine, nel tweet riportato da Bryan Kalbrosky, si continua ad affermare che Lavar vorrebbe vedere Lonzo giocare nei Phoenix Suns, quindi potrebbe essere una conferma importante sulla possibile trade a tre squadre riguardante Anthony Davis.

Celtics, Danny Ainge “allude” a Jayson Tatum ed invita i Pelicans a prendere tempo

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

Anthony Davis e Jayson Tatum, i New Orleans Pelicans prendono tempo, incoraggiati dal General Manager dei Boston Celtics Danny Ainge.

 

Ainge rimane convinto delle possibilità di arrivare a Davis a partire dal prossimo tardo giugno, ed invita dei Pelicans sotto pressione a “tenere duro” ed attendere l’offerta dei Celtics. Come riportato da Chris Mannix per Sports Illustrated, Danny Ainge avrebbe “dato l’impressione” a New Orleans – pur senza citarne il nome – di essere disposto ad inserire in una eventuale proposta il gioiellino Jayson Tatum.

 

Boston non vuole rinunciare alla pista Anthony Davis, nonostante la free agency imminente di Kyrie Irving e nonostante la star dei New Orleans Pleicans non abbia inserito i Celtics tra l’ufficiosa lista di destinazioni predilette in caso di trade.

 

Secondo Mannix, i Celtics sarebbero pronti a “mettere qualsiasi cosa” sul tavolo delle trattative, persino Jayson Tatum, qualora i Pelicans di dimostrassero pronti ad aprire i lavori per il passagio di Anthony Davis in bianco-verde.