Trae Young Rookie dell’anno? Donovan Mitchell e Kyle Kuzma non hanno dubbi

Trae Young ha aumentato i giri del motore con l'anno nuovo con prestazioni da urlo

Nella notte Trae Young, forte candidato a Rookie dell’anno, ha messo a referto un’altra ottima prestazione, portando i suoi Atlanta Hawks alla vittoria contro i Philadelphia 76ers, per 127-129, con un tiro sulla sirena finale.

La giovane guardia, prodotto del College di Oklahoma, ha fatto registrare 32 punti e 11 assist, facendo muovere la retina da oltre l’arco dei tre punti in 4 occasioni su 9 tentate.

Questo risultato è solo il culmine di un crescendo continuo che ha coinvolto il numero 11 da inizio stagione ad oggi. Nei primi due mesi si era limitato a 15 punti a partita, con il 24% da tre punti.

Da Febbraio ad oggi invece sembra aver messo il turbo: 23 punti, 4 rimbalzi e 9 assist di media, conditi dal 40% da tre. Young sta facendo cose straordinarie per la sua squadra e per sé, riaprendo una corsa per il Rookie dell’anno che sembrava chiusa, in favore di Luka Doncic.

Rookie dell’anno: Trae Young si sta facendo notare

Dal momento in cui si è dichiarato per il Draft, Young è stato paragonato a Stephen Curry: prodotto di un College minore e abile tiratore da lontanissimo. Ma questo non è stato l’unico paragone con cui ha dovuto convivere.

Nella notte del Draft 2018, infatti, i Dallas Mavericks, che l’avevano scelto con il Pick numero 5, l’hanno girato agli Hawks insieme alla loro prima scelta 2019 in cambio del Pick numero 3 dello stesso Draft: Luka Doncic.

Non si è trattato certo di una situazione facile: oltre alle pressioni di routine che investono i giovani rookie che entrano nella NBAYoung ha dovuto giocare con l’ombra del due volte MVP di Golden State e di un giocatore come Doncic, già MVP Eurolega e più pronto ad ambienti professionistici.

I due giovani saranno sempre ed inevitabilmente messi a confronto durante le loro carriere.

A partire della lotta per il titolo di Rookie dell’anno 2019, che li vede già l’uno contro l’altro. E se fino a qualche mese fa lo sloveno dei Mavs sembrava protagonista assoluto, le ultime uscite di Young stanno creando un nuovo caso di incertezza intorno al premio.

Diversi giocatori NBA si stanno schierando con il playmaker di Atlanta, come Donovan Mitchell, fresco di ROY 2018 sfumato per mano di Ben Simmons.

O anche Kyle Kuzma, al secondo anno di NBA come la guardia degli Utah Jazz.

Non sono i primi a schierarsi così apertamente. Nick Young, che ormai sembrerebbe essere un ex giocatore NBA, si era già dichiarato sostenitore della causa di Young, seppur riconoscendo le abilità di Doncic.

I due giovani arriveranno probabilmente appaiati alla corsa finale al premio, e, senza dubbio, chiunque lo dovesse vincere, daranno grande spettacolo nella Lega per molti anni da oggi.

 

Trae Young: stiamo assistendo alla nascita di una stella

Trae Young

Più che una romantica storia d’amore come il film candidato all’Oscar, la stagione di Trae Young può essere paragonata ad un film d’azione, con alti e bassi, ed importanti colpi di scena. Tanti erano i dubbi che aleggiavano sul play degli Hawks, i principali riguardanti la taglia fisica undersize rispetto a molti pari ruolo, e la pochezza del roster di Atlanta. Se come squadra la franchigia ha confermato i limiti previsti, singolarmente Young ha mostrato a più riprese tutto il suo talento, fugando molte delle perplessità di inizio stagione. A pochi mesi dalla fine della Regular Season, possiamo quindi tirare le prime somme sull’annata da Rookie dell’ex Oklahoma State.

L’ANNO SBAGLIATO PER IL ROOKIE OF THE YEAR

Trae Young e Doncic si salutano, sarà lo sloveno a spuntarla per il ROY?
Trae Young e Doncic si salutano, sarà lo sloveno a spuntarla per il ROY?

Partiamo da un presupposto, a meno di miracoli Young non vincerà il Rookie of the Year. Dall’inizio del nuovo millennio, il premio di ROY ha visto annate completamente differenti tra di loro. Infatti, a fronte di fenomenali astri nascenti vincitori a man bassa del titolo (vedi LeBron o Irving), è talvolta capitato che, in una classe draft senza stelle assolute, siano stati giocatori di medio-alto livello, o vere e proprie sorprese, ad accaparrarsi il prestigioso riconoscimento (un esempio recente è Brogdon, andando più indietro ricordiamo il “desaparecido” Carter-Williams). Se il 2019 fosse stato uno di quegli anni,  Trae Young avrebbe potuto spiccare nel gruppo dei papabili vincitori, grazie ad un’escalation di prestazioni veramente impressionante. Purtroppo per lui, un campione destinato già nel breve all’élite della Lega sta esplodendo in tutto il suo splendore, offuscando qualsiasi altro pretendente. Parliamo ovviamente di Luka Doncic, in grado di mettere a tacere i (pochi) detrattori fin dall’inizio della stagione. Il play di Atlanta, comunque, sta disputando un’ottima annata da rookie, ed è la base su cui Atlanta vuole ricostruire il futuro della franchigia.

L’IMPATTO DI TRAE YOUNG CON L’NBA

Con Internet e Youtube è facilissimo reperire immagini, video ed informazioni sugli atleti più interessanti. Sono quindi entrati presto nella memoria degli appassionati, le meraviglie di Trae Young ad Oklahoma State dove, da stella indiscussa della squadra, ha messo in piedi cifre da capogiro, con prestazioni balistiche incredibili. E’ bastato quindi qualche video in rete ed una corporatura esile, per azzardare paragoni che al momento non stanno in piedi, e che hanno avuto come conseguenza solo un aumento della pressione sul ragazzo. Di tutta risposta, Young ha mostrato una forte maturità, ignorando gli accostamenti di media ed addetti ai lavori, proseguendo per la sua strada. Condizionato dalla pessima stagione del team, l’impatto di Young nella Lega è spesso sembrato sottovalutato, anche se i numeri sono in parte dalla sua.

Trae ha esordito in NBA con una prova da 35 punti e 10 assist, risultando il più giovane di sempre a raggiungere tale traguardo. Poi, come detto, prestazioni altalenanti, in una squadra oggettivamente troppo debole per supportare uno Young che è si talentuoso, ma è pur sempre un rookie. L’esperienza è fondamentale nel processo di crescita, ed è bastata solo mezza stagione per vedere cambiamenti significativi nel suo stile di gioco.

L’ESPLOSIONE DI TRAE YOUNG NEL NUOVO ANNO

Trae Young ha aumentato i giri del motore con l'anno nuovo con prestazioni da urlo
Trae Young ha aumentato i giri del motore con l’anno nuovo con prestazioni da urlo

Con l’arrivo del 2019, un nuovo Trae Young ha vestito la canotta degli Hawks. Dopo l’All Star Game, il nativo di Lubbock in Texas è letteralmente esploso, accrescendo il proprio impatto, sia come leadership, che sotto l’aspetto dei numeri. Tra Gennaio e Febbraio, Young ha dato il primo scossone ai detrattori, facendo registrare 30,26,23 e 28 punti in quattro partite consecutive, racchiuse in soli sette giorni, mostrando tutto il suo arsenale offensivo, fatto di triple siderali, tear-drop dal centro dell’area e fulminee penetrazioni a canestro. Dopo questa sfuriata, Young è tornato su standard più normali per una matricola, mettendosi al servizio della squadra e lasciando spesso il palcoscenico all’altro astro nascente di Atlanta, John Collins. Ma è nel finale del mese di Febbraio che Young ha deciso di rendere speciale la sua prima annata in NBA.

Young è cosi partito con una  “discreta” doppia doppia da 30 punti e 10 assist a Detroit, e poi, contro Houston e Minnesota, ha sfoderato due gare incredibili, in cui per due volte ha segnato 36 punti, risultando completamente immarcabile per chiunque. Per intenderci, stiamo parlando del primo rookie dai tempi di Iverson (1997!) ad infilare due partite consecutive sopra i 35 punti.

Ma per Young non è ancora abbastanza.

Nella notte dell’uno Marzo Trae ha veramente esagerato. 49 punti, 17 assist e 8 rimbalzi. Bastano questi numeri per descrivere quella che è stata una delle più incredibili prestazioni per un rookie negli ultimi anni, in una partita tra l’altro incredibile, chiusa dopo ben 4 supplementari con la vittoria dei Bulls sugli Hawks.

Alcune delle giocate di Trae Young nell’incredibile prova contro i Bulls

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica. Young deve ancora crescere, e molto, soprattutto nella gestione della partita e nelle scelte di tiro. Difatti, le pessime percentuali ottenute finora non si possono imputare solo al basso livello della squadra, ma anche ai problemi di circolazione della palla degli Hawks, di cui lui come playmaker, è il principale responsabile. Ovviamente questi problemi sono fisiologici per un ventenne al primo anno tra i pro, che potrà da qui in avanti solo migliorare, di pari passo con la squadra. Non vincerà il Rookie of the Year, ma chissà se questi grandi traguardi raggiunti in questa prima annata a titolo personale, eguagliando illustri predecessori, non siano di buon auspicio per un futuro da All Star

Di una cosa siamo certi, una stella sta nascendo!

 

Heat-Hawks, Vince Carter è il 20esimo miglior marcatore NBA, Wade guida le guardie NBA per stoppate

L’inossidabile Vince Carter e Dwyane Wade, avversari per l’ennesima volta nella notte di lunedì alla American Airlines Arena di Miami, Florida, hanno ritoccato alcuni record personali.

 

Grazie ai 21 punti messi a referto (con 7 tiri da tre punti mandati a bersaglio su 11 tentativi) nella sconfitta in trasferta per 113-114 dei suoi Atlanta Hawks, Vince Carter è diventato il 20esimo miglior marcatore della storia NBA.

 

Carter ha raggiunto a Miami quota 25.280 punti segnati in carriera, superando Reggie Miller (fermo a quota 25.279). L’ex star di Toronto Raptors, New Jersey Nets e Dallas Mavericks è oggi a 371 punti di distanza da Carmelo Anthony, attualmente 19esimo e fermo dallo scorso dicembre.

 

 

Non sono bastate per Atlanta le prestazioni di Carter e Kent Bazemore (18 punti, 7 rimbalzi e 3 assist in 28 minuti). Trae Young incappa in una brutta serata di tiro e chiude con 14 punti (4 su 11 dal campo), 8 assist e 8 palle perse.

 

Dwyane Wade conduce di peso i suoi Miami Heat (29-34) ad un’importante vittoria per non abbandonare la corsa ai playoffs della Eastern Conference. Il 3 volte campione NBA ha chiuso la sua partita con 23 punti e 5 assist in ben 31 minuti di gioco, in uscita dalla panchina.

 

Grazie ad una stoppata sul rookie degli Atlanta Hawks B.J. Johnson, Dwyane Wade è inoltre diventato la guardia NBA con più stoppate in carriera, con 1.052 tiri respinti. Il record NBA per stoppate complessive “rifilate” da una guardia NBA per la sola regular season appartiene invece a Michael Jordan (893), come riportato da ESPN. L’ex giocatore di Phoenix Suns ed Atlanta Hawks Joe Johnson e l’ex Bulls Ben Gordon le “vittime” predilette in carriera da Dwyane Wade in questa particolare classifica.

 

I Miami Heat occupano al momento la decima posizione nella Eastern Conference, a sola mezza partita di distanza dagli Orlando Magic, attualmente ottavi.

 

Atlanta, ascolta Trae Young: “Io e Luka Doncic possiamo diventare grandi come Magic e Bird”

Luka Doncic e Trae Young, i cui destini e la cui percezione saranno inevitabilmente legati allo scambio di scelte in sede di draft NBA 2018 tra Dallas Mavericks e Atlanta Hawks, rappresenteranno assieme ai giovani colleghi Ben Simmons, Donovan Mitchell, Jayson Tatum, Marvin Bagley (e chissà, il duo delle meraviglie di Duke Zion Williamson e R.J. Barrett) il meglio che la nuovissima generazione di talenti NBA (quella nata a partire dalla seconda metà degli anni ’90) avrà da offrire negli anni a venire.

 

Luka Doncic ha travolto da subito la lega con la sua grande maturità tecnica e fisica, doti affinate in anni di professionismo nel vecchio continente, tra Liga ACB, Eurolega e nazionale slovena.

 

La stagione di Trae Young, iniziata rilento complici anche le difficoltà di una squadra tanto talentuosa quanto giovane, è esplosa nel mese di febbraio.

 

 

23 punti e 9 assist a partita per l’ex point-guard dell’università di Oklahoma nell’ultimo mese, prodotto di una maggiore intraprendenza in attacco, e di un progressivo ambientamento a spazi e distanze NBA.

 

La fiducia nei proprio mezzi di Trae Young (mai mancata), è cresciuta nell’ultimo periodo a tal punto da far registrare alla giovane point-guard degli Atlanta Hawks la prima espulsione in carriera (a causa di un gesto considerato “intimidatorio” – senz’altro ribaldo – dagli arbitri nei confronti di Kris Dunn dei Chicago Bulls), nonché numeri accostabili alla prima stagione NBA di un certo Allen Iverson.

 

Luka Doncic e Trae Young: “Il confronto con Luka una sfida per me”

 

Uno dei passaggi più interessanti della sua recente partecipazione in “Winging It”, podcast curato dai compagni di squadra Vince Carter e Kent Bazemore e da Annie Finberg per The Ringer, Trae Young lo dedica proprio alla sfida che un paragone come quello tra lui ed il talento dei Dallas Mavericks Luka Doncic rappresenta per la sua giovane carriera.

 

Sento la responsabilità di rappresentare il futuro di questa squadra (gli Atlanta Hawks, ndr)” Così Young “Voglio che nessuno debba mai guardarsi indietro, a quello che successe la notte del draft con lo scambio. Questo per me rappresenta una sfida, voglio vincere e voglio portare la squadra ai playoffs già dall’anno prossimo“.

 

 

Young si “lancia” poi in un paragone impegnativo, che spiega però quale tipo di dicotomia potrebbe crearsi in futuro tra due talenti indiscutibili, e così strettamente legati:

 

Spero che tra tanti anni la gente possa guardare alle nostre carriere e pensare a giocatori come Magic (Johnson, ndr) e Larry Bird, a tutte le loro sfide ed al livello di competizione che c’era tra loro. Io e Luka abbiamo la possibilità di diventare grandi

 

Prosegue poi Young: “Dove mi vedo tra 5 anni? Al quinto All-Star Game e campione NBA! Scherzi a parte, mi piacerebbe diventare una persona in grado di avere un impatto sulla comunità qui ad Atlanta, voglio fare grandi cose qui“.

Trae Young espulso nella rivincita Hawks contro i Chicago Bulls: “Sorpreso, non ho detto nulla a Dunn”

Le partite tra Atlanta Hawks e Chicago Bulls non possono essere considerate partite normali. 24 ore dopo la maratona da 329 punti complessivi e ben quattro overtime, Bulls e Hawks sono tornate in campo allo United Center di Chicago per “gara 2”, partita che è valsa a Trae Young la prima espulsione in carriera.

 

Durante il terzo quarto della sfida di Chicago, il rookie degli Atlanta Hawks si è visto assegnare il secondo fallo tecnico della partita per un gesto considerato “intimidatorio” nei confronti della point-guard dei Bulls Kris Dunn.

 

 

Dopo un canestro da tre punti da oltre otto metri di distanza che aveva dato il +16 ai suoi Hawks (78-62), Young si porta le mani ai fianchi puntando lo sguardo verso Dunn per alcuni secondi. Un gesto di sfida non gradito, che causa per il prodotto dell’università di Oklahoma il secondo fallo tecnico e la conseguente espulsione.

 

Trae Young sulla sua esplulsione: “Sorpreso, stavo guardando il pubblico…”

 

Il fischio arbitrale lascia interdetto Trae Young, che dopo la gara ricostruisce l’accaduto:

 

Io gioco sempre con grande intensità e grande energia, cerco sempre di dare il massimo e di divertirmi. Dopo il tiro ho semplicemente guardato per qualche secondo l’arena attorno a me (…) non ho detto niente (a Kris Dunn, ndr), sono rimasto sorpreso, forse era dovuto a qualcosa che era accaduto nella partita precedente, non saprei (…) prima d’oggi ero stato espulso solo una volta al liceo, non ricordo nemmeno per cosa

 

– Trae Young sulla sua espulsione –

 

Mark Ayotte, l’arbitro autore del fischio, ha così spiegato la sua decisione nel post-gara: “Il gesto (di Young, ndr) era rivolto ad un singolo avversario, gesto punibile con un fallo tecnico per ‘taunting’ (intimidazione, ndr)”.

 

 

Singolare il commento di Reggie Miller, ex grande giocatore NBA ed oggi commentatore per TNT: “Cosa è successo al mio amato Gioco? Non c’era alcun motivo per fischiare un fallo tecnico a Trae Young, se ai miei tempi il metro arbitrale fosse stato questo, sarei finito in mezzo a una strada in due anni

 

Gli Atlanta Hawks (22-42) si sono imposti per 123-118, grazie ai 28 punti e 5 rimbalzi di Alex Len, alle 21 triple mandate a bersaglio, su 42 tentativi, ed agli 11 punti in 19 minuti del rookie B.J. Johnson da Syracuse, approdato ad Atlanta con un contratto decadale.

Maratona tra Bulls e Hawks, vince Chicago al quarto overtime, Young; “Partita divertente, peccato averla persa”

Maratona tra Bulls-Hawks, 329 punti combinati tra Chicago Bulls ed Atlanta Hawks nella sfida di venerdì notte della StateFarm Arena di Atlanta, Georgia.

 

I Chicago Bulls si sono imposti per 168-161 sui padroni di casa dopo ben 4 tempi supplementari, i 329 punti complessivi sono validi per la terza miglior prestazione ogni epoca per due squadre NBA in partita singola, dietro ai 370 punti di Detroit Pistons e Denver Nuggets nel 1970, ed ai 337 punti segnati da Milwaukee Bucks ed Indiana Pacers nel 1982.

 

Agli Hawks non bastano i 49 punti (in ben 56 minuti di gioco!) del gioiellino Trae Young (anche 16 assist per l’ex Oklahoma Sooners). Guidati da un Lauri Markkanen da 31 punti e 17 rimbalzi, e dal career high di Zach LaVine (47 punti, 9 rimbalzi e 9 assist), i Bulls la spuntano nel quarto ed ultimo overtime.

 

 

Una tripla di Trae Young a 22 secondi dal termine dei regolamentari pareggia la gara e manda tutti ai tempi supplementari, e sempre Young rimedia ad un suo errore nel finale del primo overtime e forza il secondo tempo supplementare, dopo un 1 su 2 dalla lunetta di Wayne Selden Jr.

 

DeAndre Bembry e Young sprecano l’occasione di chiudere la gara al terzo overtime, ed una tripla di Ryan Arcidiacono rimette i Bulls in parità prima della cavalcata finale degli ospiti nel quarto ed ultimo overtime, ispirata da Markkanen.

 

Bulls-Hawks, i numeri da record di Trae Young e Vince Carter

 

Con i 49 punti segnati a fine gara, Trae Young diventa il primo rookie dai tempi di Allen Iverson (1997) a segnare almeno 120 punti in 3 partite consecutive, ed appena il quinto giocatore al primo anno di sempre a mettere a referto una partita da almeno 45 punti, 10 assist e 5 rimbalzi in una partita singola: “Una partita divertente, forse la più divertente che abbia mai giocato. Sono orgoglioso dei ragazzi, di come abbiamo lottato fino all’ultimo. Peccato per la sconfitta“.

 

Nel mese di febbraio, Trae Young ha viaggiato a 23 punti e 9 assist a partita, con il 44% al tiro da tre punti. La partita di venerdì notte è la terza escursione consecutiva sopra quota 36 punti per il rookie da Oklahoma.

 

Il “vecchio” Vince Carter continua a sfidare il tempo e l’età, e chiude la sua partita con 13 punti e 7 rimbalzi in 44 minuti di gioco. L’ex star dei Toronto Raptors è diventato il più anziano giocatore NBA di sempre a giocare ameno 45 minuti in partita singola.

 

Pronostici NBA 18-19: Kings-Hawks, due squadre con lo sguardo al futuro

Fox e Bagley

Pronostici NBA 18-19: Kings-Hawks probabilmente non è l’incontro più interessante della notte ma è un match tra due squadre che stanno cercando di fare le cose per bene con lo sguardo ben rivolto al futuro. In chiusura di nottata, poi, in campo i Portland Trail Blazers e gli Utah Jazz, con la classifica della Western Conference sempre molto incerta.

Vogliamo premiare come Mvp della notte un giocatore di cui non si parla mai: Jahlil Okafor, che sta sostituendo alla grande Davis, aiuta i Pelicans alla clamorosa vittoria su Houston. Vittoria agevole dei 76ers sul campo dei Lakers (Joel Embiid 28+11+6) e dei Bucks sul campo di Detroit (quasi tripla doppia per Antetokounmpo). E’ servito invece il canestro allo scadere di Rudy Gay agli Spurs per aver la meglio sui Phoenix Suns.

Pronostici NBA 18-19: Kings-Hawks

Sacramento Kings (25-25) vs Atlanta Hawks (16-33). Nessuno avrebbe predetto un record al 50% a questo punto della stagione per i Kings. Se pensiamo poi che parliamo del 21esimo attacco e della 26esima difesa della Lega, il record è ancora più incredibile. I Playoff sarebbero ancora alla portata ma è difficile che in un Ovest così selvaggio i giovani Kings possano trovare un posto. Le chiavi del successo? Il talento che la squadra ha a disposizione e la sfrontatezza di un roster giovanissimo. Benissimo Buddy Hield (che parteciperà alla gara del tiro da 3 dell’All-Star Game) e il rookie Marvin Bagley III che sarà uno dei pilastri della franchigia nel futuro.

Per i falchi il record è negativo, ma non tutto è così male. Sicuro, ci vorrà molto tempo per tornare competitivi a livello di Playoff, ma il core sembra iniziare ad avere un senso. Trae Young, valutato nell’interezza della stagione sta mostrando molti margini di miglioramento e un’ottima capacità di lettura. Sarà, purtroppo per lui, sempre l’uomo paragonato a Curry e scambiato per Doncic. Ma se saprà lavorare bene sarà un ottimo player. Così come un giocatore fondamentale sarà John Collins che sta facendo registrare una doppia doppia di media e un’ottima energia.

Quote

  • Money Line: Kings (quota 1.45)
  • Handicap: Kings -5.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 234.5

Suggerimento

  • Kings -2.5 (1.57)

Pronostici NBA 18-19: dopo Kings-Hawks, Blazers Jazz

Portland Trail Blazers (31-20) vs Utah Jazz (29-22). Quarta e settiman della Western Conference si sfidano a Portland. Nei precedenti 2 incontri dell’anno, 2-1 il parziale in favore dei Jazz, che hanno bisogno di accumulare del vantaggio sulle inseguitrici. Molto bene fin qui il terzetto dei Blazers, Lillard,Mccollum e Nurkic che sperano di essere protagonisti anche più avanti. Miglior squadra a rimbalzo i Blazers, che possono anche contare sulla seconda percentuale al tiro di tutta la Nba. I Jazz stanno ritrovando un Donovan Mitchell versione 2018, quello che aveva incantato nel finale di stagione regolare e ai Playoff. Con lui e la presenza sotto le plance di Rudy Gobert, Utah sta trovando un equilibrio su entrambe le fasi, con un picco clamoroso in difesa (secondo defensive rating). Sfida dunque molto aperta con un leggero vantaggio per i padroni di casa proprio per il fatto di giocare tra le mura amiche.

Quote

  • Money Line: Blazers (quota 1.83)
  • Handicap: Blazers -1.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 218.5

Suggerimento

  • Over 208.5 (1.40)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Boston Celtics vs Charlotte Hornets: over 209.5 (1.43)
  • Minnesota Timberwolves vs Memphis Grizzlies: Timberwolves (1.45)
  • Washington Wizards vs Indiana Pacers: Pacers +4.5 (1.50)

Vince Carter fa gli onori di casa: “Dwyane, un onore essere stato tuo avversario” Maglia per Trae Young

Vince Carter onora Dwyane Wade in occasione della sfida tra Atlanta Hawks e Miami Heat alla State Farm Arena di Atlanta, Georgia.

I Miami Heat e Dwyane Wade, impegnato nell’ultima stagione da professionista NBA, hanno perso malamente ad Atlanta, un vistoso giro a vuoto per una squadra (19-19) in piena corsa per l’ottavo ed ultimo posto disponibile nei playoffs della Eastern Conference.

106-82 il risultato finale tra Heat e Hawks. Miami segna la miseria di 37 punti nel primo tempo, mentre Atlanta si gode i segnali di crescita di Trae Young, protagonista di una partita ordinata (19 punti, 3 su 3 da dietro l’arco in 30 minuti di gioco) ma ancora caratterizzata dalle troppe palle perse (4 a fine gara).

Le foto-ricordo di rito di fine partita sono tutte per il prodotto di Oklahoma, amico di Zaire Wade (primogenito di Dwyane ed interessante prospetto liceale). Young ha ricevuto da Wade la maglia indossata in partita dal 3 volte campione NBA.

Sinora ho scambiato maglie e foto con tanti veterani, è sempre una cosa positiva quando un giovane viene a chiederti la maglia. Ne sono stato onorato, sono sicuro che mi divertirò a guardare la crescita in campo (di Trae Young, ndr) nei prossimi anni. Gli ho detto che sarò pronro ad aiutarlo e a lavorare con lui, voglio che lui e mio figlio Zaire possano allenarsi assieme in futuro

– Dwyane Wade su Trae Young –

 

Vince Carter onora Dwyane wade: “Un onore essere tuo avversario”

 

Prima della palla a due, è toccato al super veterano Vince Carter, 41 anni e grande eminenza grigia NBA, rendere il giusto omaggio a Dwyane Wade. “Vincredible” ha scelto Twitter per diffondere un video-tributo allo storico avversario:

D-Wade, congratulazioni ad un futuro hall of famer. Ci hai stupito con le tue giocate per anni, ed è stato un onore per me scendere in campo contro di te in tutti questi anni. Ti meriti ogni onore ed ogni riconoscimento che ogni giorno squadre ed avversari ti rendono. Spero tu ti possa godere la vita oltre la pallacanestro, ci mancherai in campo

– Vnce Carter onora Dwyane Wade –

 

Vince Carter e Dwyane Wade hanno terminato la loro ultima partita da avversari con rispettivamente 8 e 11 punti a referto. Per Vince anche 7 rimbalzi e 2 su 5 da tre punti, 4 rimbalzi e 3 assist in 23 minuti di gioco per Dwyane.

Young e gli Hawks stendono Minnesota, Wiggins sbaglia i liberi e viene fishiato: “Alcuni tifosi sono cattivi tifosi”

Passo indietro dei Minnesota Timberwolves, che dopo due preziose vittorie esterne cedono in casa contro gli Atlanta Hawks, dopo un tempo supplementare.

Al Target Center di Minneapolis, Hawks-Twolves finisce 123-120 per Trae Young e compagni. Per Atlanta le note positve sono i sei uomini in doppia cifra, e la doppia-doppia da 21 punti e 10 rimbalzi (con 4 assist) del secondo anno John Collins. Topo scorer di serata per gli Hawks è Kent Bazemore, autore di 23 punti.

La panchina di coach Lloyd Pierce contribuisce con 32 punti (12 per Alex Poyhtress e 9 in 14 minuti per l’inossidabile Vince Carter). Trea Young disputa una delle partite più ordinate della stagione e chiude con 16 punti, 11 assist, 4 rimbalzi ed un solo tiro tentato (e segnato) dalla lunga distanza. Gli Hawks chiudono col 45.7% (16 su 35) da dietro l’arco dei tre punti.

Nel primo quarto, la difesa disastrosa dei Timberwolves concede ben 42 punti ad Atlanta. Bazemore trova il canestro dalla distanza, Young semina puntualmente Derrick Rose e gli Hawks toccano il +20 (52-32) con 8:32 da giocare sul cronometro del secondo quarto.

Karl-Anthony Towns, Rose e Robert Covington guidano il tentativo di rimonta Twolves. L’ex Sixers segna dall’angolo il -11 (64-53), il primo tempo si chiude sul 71-59 Hawks.

La rimonta dei padroni di casa si completa nel terzo quarto, chiuso 30-18 da Minnesota. 8 punti per Towns nella frazione, 11 per Covington, ed i Twolves mettono la testa avanti (92-89) ad inizio quarto periodo con una tripla di Derrick Rose (25 punti e 9 assist per Rose a fine gara). L’ex Bulls da il massimo vantaggio ai suoi (103-94 a 7:52 dal termine), Bazemore e Collins ricuciono lo strappo e la partita prosegue punto a punto sino alla sirena finale.

Towns (31 punti, 19 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate a fine gara) schiacchia il +3 Twolves a 2 dal termine. Dopo una serie di errori, Kent Bazemore ruba un pallone ed impatta il match sul 112 pari a 17 secondi dal termine. L’errore sulla sirena di Rose manda tutti all’overtime.

Hawks-Twolves, Wiggins, “I fischi? Alcuni tifosi sono cattivi tifosi”

 

Nel tempo supplementare, Covington (28 punti e 7 rimbalzi) da il +2 a Minnesota, ma Trae Young segna da 9 metri in transizione l’unica tripla della sua partita per il nuovo +1 Hawks (118-117) a 1:48 dal termine. Kevin Huerter colpisce di nuovo dalla distanza e Wiggins sbaglia dalla lunetta il libero del pareggio (121-120) a 4 secondi dalla fine.

A fine partita, sono proprio i liberi a condannare gli uomini di Tom Thibodeau. Minnesota fa 21 su 38 in lunetta, Andrew Wiggins (16 punti con 5 su 14 al tiro) non va oltre un modesto 5 su 12 e subisce i fischi del Target Center. L’ex Kansas ha sbagliato ben 4 tiri liberi nel solo overtime:

I Liberi? Succede, ci sono sere, delle partite in cui le cose vanno così. I Fischi? I tifosi sono fatti così, ci sono tifosi buoni e tifosi s*****i. E’ così che funziona

– Andrew Wiggins dopo Hawks-Twolves –

 

 

Karl-Anthony Towns, Robert Covington e Derrick Rose hanno trascinato la squadra nel secondo tempo. KAT ha individuato nella mancanza di energia nel primo tempo il problema principale per i suoi: “Nel secondo tempo abbiamo tirato fuori quella determinazione che ci è mancata nei primi 24 minuti. Ci siamo scavati da soli una buca dal quale è stato difficile tentatre di uscire. Ci abbiamo provato e ci siamo andati vicini, ma non abbastanza

Per gli Hawks, a fine gara Kent Bazemore elogia coach Lloyd Pierce:

Siamo una squadra giovane, ci piace correre e giocare in velocità. L’inesperienza si fa sentire a volte con troppe palle perse, ma coach Pierce vuole che i ragazzi in campo siano quel che sono, che giochino secondo le loro caratteristiche e che siano aggressivi

– Kent Bazemore dopo -Hawks-Twolves –

Vince Carter su Trae Young: “Le difficoltà lo aiuteranno a diventare grande”

Il compito di Trae Young agli Atlanta Hawks non è di certo facile. Cercare di cambiare il destino di una franchigia che ha terminato col peggior record ad Est nella scorsa stagione, per un rookie, è una bella montagna da scalare, ma la presenza nel roster di giocatori come Vince Carter può di certo aiutare.

La guardia, che ha compiuto 20 anni a settembre, ha avuto degli alti e bassi in questa prima parte di stagione, toccando tuttavia vette di gioco davvero interessanti. Dopo 29 gare il ragazzo ha collezionato 15.4 punti, 7.2 assist, 2.7 rimbalzi e 0.7 recuperi di media a partita. Il grande problema riscontrato fino ad oggi sono le scarse percentuali al tiro. Young, infatti, ha appena il 24.1% da 3 punti, qualità nella quale avrebbe dovuto eccellere.

Hawks in difficoltà: le parole di Trae Young

“Dico sempre agli altri che mi ritengo fortunato perché gioco in una squadra in fase di ricostruzione ma che può contare su veterani come Jeremy Lin e come Vince che ha fatto la storia di questo sport”, ha detto Trae Young a HoopsHype dopo il ko 144-127 contro i Brooklyn Nets il 16 dicembre.

Al momento gli Hawks hanno collezionato soltanto sei vittorie a fronte di ben 23 ko. Ad oggi Atlanta è la franchigia con meno successi in questa stagione, peggio anche di Phoenix, Chicago e Cleveland che sono a quota 7. “E’ l’NBA. Succede. A nessuno piace perdere ma le sconfitte fanno parte della crescita che dovremo affrontare. Continuerò a fare quello che mi ha fatto arrivare a questo livello. Se il tiro non entra devo riuscire a trovare altri sbocchi per il mio gioco”, ha terminato Young.

Fortunatamente la scelta di Atlanta sta guidando la classifica degli assist fra i rookie oltre ad avere la percentuale di assistenza più alta (38%) ed il rapporto migliore (26,5%) tra tutti i giocatori del primo anno.

Vince Carter-Trae Young: “Le difficoltà di oggi lo faranno diventare grande”

Anche Vince Carter ha parlato a HoopsHype, soffermandosi sull’importanza di queste stagioni per i giovani: “Penso che quello che sta passando ora lo aiuterà in futuro a diventare grande. Quando cominci a vivere già dall’inizio annate fatte di alti e bassi quando ti ricapiterà in futuro sarà più facile affrontarle”.

Il 41enne ha poi continuato: “La parte più importante è che deve capire quale sia la sua posizione in campo e nella gestione della squadra. Tutto il resto verrà di conseguenza. Devi guidare il tuo team ma non solo individualmente, deve avere la capacità di coinvolgere anche John Collins e Kent Bazemore e tutto il resto dei suoi compagni. E’ questo il suo punto di partenza”.

In conclusione Young ha un futuro roseo davanti, soprattutto per quello che sta mostrando. Avere Carter come punto di riferimento (21esima stagione in NBA, ndr), poi, può aiutarlo a sviluppare il suo gioco e ad acquisire anche doti di leadership che, più avanti, saranno fondamentali per lui se vorrà diventare un uomo franchigia in grado di guidare la sua squadra a grandi successi.

 

 

LeBron James celebra Tyson Chandler: “Ecco il mio uomo!”

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Atlanta Hawks at Staples Center

LeBron James su Tyson Chandler: “Questo è il mio uomo!”

I Lakers vincono la terza partita consecutiva (prima volta in stagione), battendo gli atlanta Hawks allo Staples Center di Los Angeles solo negli ultimi secondi (qui il recap di NBAPassion.com a cura di Giovanni Rossi).

Per L.A. è la terza vittoria dall’arrivo di Tyson Chandler. Il lungo ex Mavs è arrivato da Phoenix per dare manforte a JaVale McGee nel reparto lunghi dei Lakers, è si è subito distinto per attività a rimbalzo offensivo, leadership e giocate decisive nei finali di partita.

Domenica sera allo Staples, Tyson Chandler ha regalato la vittoria ai giallo-viola, deviando il tentativo di (facile) layup del rookie di Atlanta Trae Young all’ultimo secondo, sul 107-106 Lakers:

LeBron James su Tyson Chandler: “Ecco il mio uomo!”

Per giocare nella squadra di LeBron James, occorrono talento, esperienza e guts, coraggio e voglia di vincere.

L’abbraccio riservato da James a Tyson Chandler a fine partita è il benvenuto ufficiale del campione NBA 2011 alla corte del Re, in qualità di nuovo favorito, e soprattutto di “cane da guardia”.

A fine partita, James ha parlato della giocata di Chandler, e del contributo che l’ex Suns ha portato alla causa giallo-viola sin da subito:

L’abbraccio a fine gara? Una giusta reazione alla grande giocata di Tyson, da parte di tutti. Credo che sia una gran cosa per lui la possibilità di tornare a giocare per vincere. La sua reazione a fine partita racconta questo. Una stoppata vincente, sulla sirena, non è una cosa che si veda tante volte, in questa lega

– LeBron James su Tyson Chandler –

James ha confermato l’ingresso tra i “buoni” di Chandler con un post sul proprio profilo Instagram:

 

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Lakers-Hawks: Tyson Chandler saves the day!

Tyson Chandler, Los Angeles Lakers vs Atlanta Hawks at Staples Center

Game Recap #13, Lakers-Hawks

Back-to-back per i Los Angeles Lakers (6-6) che a meno di ventiquattro ore dal successo in casa dei Kings tornano allo Staples Center per affrontare gli Atlanta Hawks (3-9).

I californiani sono reduci da una discreta prestazione difensiva – come evidenziato da James e Walton – e sono chiamati a dare continuità ai piccoli miglioramenti visti a Sacramento. Atlanta invece è reduce da sette sconfitte nelle ultime otto gare ed il ritmo gara forsennato – PACE più alto della Lega – non è sostenuto da una difesa adeguata.

Lineup abituale – Zo, B.I., LBJ, Kuz e McGee – per i gialloviola, i falchi rispondono con Young (18.4 punti e 7.8 assist per il rookie), Bazemore, Prince, Spellman e Len.

Lakers-Hawks, brutto avvio dei gialloviola

Inizio di gara complicato per i Lakers che falliscono le prime tre conclusioni della gara e perdono banalmente due possessi. Viceversa gli Hawks trovano senza problemi la via del canestro e dopo due minuti volano sullo 0-9.

L’attacco lacustre si mette finalmente in moto, ben condotto da Lonzo Ball che assiste i primi quattro canestri dei compagni. Zo pesca due volte JaVale McGee nel pitturato. Avvio positivo per l’ex Warriors, che mette a referto anche due stoppate. In due minuti lo strappo è ricucito, 10-11.

Di tutt’altro tono i primi minuti di Ingram, che perde qualche pallone di troppo e decide di complicarsi la vita in attacco. Slenderman lascia il posto a Josh Hart che al contrario entra subito nella gara.

Il prodotto di Villanova colpisce dall’arco e, dopo il bis di LeBron, si esibisce nell’altra specialità della casa…

steal & fastbreak, 19-14 a -3’49”.

I gialloviola sono troppo superficiali e regalano diversi possessi alla franchigia della Georgia, che non ne approffitta perché dopo il 3/4 dal campo dei primi minuti, i ragazzi di coach Lloyd Pierce segnano solo 5 delle successive 19 conclusioni.

Negli ultimi minuti del quarto provano a mettersi in evidena due volti noti al pubblico dello Staples Center, Lin e Bazemore, che contengono l’allungo lacustre ispirato dalle triple di Hart e Kentavious Caldwell-Pope (2), 28-22.

Lakers-Hawks, Lonzo sale in cattedra

Atlanta non ci sta a fare da comparsa ed in soli due minuti riporta la gara in equilibrio grazie alle triple di Alex Len e Bazemore, oltre ad un paio di transizioni che puniscono la svogliata lineup – RR, KCP, Lance, Kuz e McGee – scelta da Walton, 31-32 dopo due minuti.

Rientrano James ed Ingram, ma non Lonzo. Brandon segna due jumper ma l’attacco dei Lakers continua a faticare e commette troppe perse (13) che agevolano la transizione degli Hawks, 41-47.

Coach Luke Walton scongela – dopo 10 minuti circa – Ball,  che arma subito James…

…oltre a dare il la alla transizione chiusa da Kuzma. Dopo aver cercato un paio di alley-oop che non vengono convertiti da McGee, il prodotto di UCLA segna dall’arco prima di servire Kuzma che impatta a quota 50 a novanta secondi dall’intervallo lungo.

La prima tripla della gara di Young ed un layup di Kuz fissano il punteggio del primo tempo, 52-53.

I gialloviola hanno assistito ben 14 dei 20 canestri realizzati, lavoro vanificato però dalle 15 perse. Le tante turnover non sono risultate fatali solo a causa del pessimo 38.5% dal campo dei Falchi.

Lakers-Hawks, LeBron conduce l’allungo

Lonzo riparte da dove si era fermato, segnando dall’arco prima di servire Kuzma nell’angolo, 60-55 dopo neppure due minuti di gioco.

Sfruttando le amnesie di James e Kuzma, Taurean Prince tiene a contatto gli Hawks prima che Lonzo assista ancora una volta LeBron James – in versione rollante – per l’affondata. L’ex Cavs ed Heat dopo un primo tempo sotto tono difende per qualche possesso oltre a segnare l’and-one del 68-62 a poco più di metà quarto.

LeBron poi premia il taglio di Kyle Kuzma

…e risponde alla tripla di Prince. Lonzo raggiunge la doppia cifra negli assist servendo Chandler per il massimo vantaggio Lakers, 79-65 a -3’29”.

Rientra la second unit ed Atlanta riesce a ridurre lo svantaggio grazie ai canestri di Young e Kent Bazemore, l’ex lacustre segna la tripla che chiude il quarto, 84-75

Lakers-Hawks, finale al cardiopalma

Atlanta prova a completare la rimonta con le triple: due a segno per Prince, una da distanza siderale per Young. Risponde due volte Lance Stephenson, 90-84.

L’attacco gialloviola fatica a produrre a difesa schierata consentendo a Carter di segnare il canestro del -2. Lakers lenti nelle rotazioni ed inefficaci sul perimetro.

Dopo le triple di KCP e Young, Walton chiama timeout e rimette gli starter ad eccezione di KCP per Kuz. Tuttavia i titolari non riescono ad invertire l’inerzia della gara, segnano solo un canestro con Brandon Ingram mentre Trae trova due volte Len, 98-99 a -5’26”. Il figlio di Bill ferma il gioco e reinserisce Tyson e Kuzma.

Trae Young segna ancora da lontanissimo per il +4. Al momento entrambe le squadre hanno tentato 15 tiri dal campo, 11 quelli realizzati dagli Hawks, solo 5 quelli lacustri.

Walton toglie incomprensibilmente dalla gara Ball, preferendo Hart. L’attacco lacustre è immobile, James forza due triple praticamente da fermo oltre a gestire malamente un altro paio di possessi.

In soccorso dei Lakers arriva l’inesperienza del rookie di Atlanta che esagera tentando un’altra tripla impossibile prima di perdere banalmente un possesso che consente ad Hart di partire in transizione e servire Kuzma. Bazemore rimedia un tecnico, Kyle converte il libero, 105-104.

L’eterno Vince Carter punisce la pessima difesa lacustre per il sorpasso a 1’21” dalla fine.

Kuzma, Hart e Spellman sbagliano, così come LeBron che fallisce entrambi I liberi. Sul secondo il più lesto è Kuzma che prova e fallisce il tip-in che viene corretto da James, 107-106 a 15.3” dalla sirena.

Nell’ultimo possesso Young riesce a battere in velocità Ingram, ma…

…trova l’ultimo, insormontabile, ostacolo verso il canestro: Tyson Chandler. In nativo di Compton stoppa Trae e consegna la vittoria ai Lakers, 107-106 il finale.

Tyson Chandler saves the day!

Il commento di Stu Lantz di Spectrum SportsNet.

Lakers-Hawks, LeBron e Young i top scorer

26 punti – 10/20 dal campo, 3/9 dall’arco -, 7 rimbalzi, 4 assist, 4 perse e 2 recuperi per LeBron James. Il #23 gialloviola è salito in cattedra nel terzo quarto, salvo poi commettere diversi errori nei minuti finali.

James, complice la contemporanea assenza dal campo di Ball e Rondo, ha monopolizzato il pallone tentando un paio di triple da fermo oppure scaricando dopo diversi secondi di possesso statico. Così come lo 0/2 dalla lunetta nel finale poteva costare carissimo.

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Atlanta Hawks at Staples Center
LeBron James, Los Angeles Lakers vs Atlanta Hawks at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

8+6+11 con 2 triple, 3 perse, 1 stoppata ed un recupero per Ball, autore di un’ottima parte centrale di gara e tenuto troppo in panchina da Walton. Soffre in difesa Kuzma, mentre in attacco cresce alla distanza: 18+8 con 8/18 per Kyle. Male Ingram, 10+3 con 3/8 dal campo e 6 persi, apparso per lunghi tratti fuori dalla fase offensiva della gara. 9 punti con 2/7 dall’arco per Hart.

Decisivo per vittoria Chandler, che chiude il pitturato e guadagna diversi possessi extra grazie ai rimbalzi offensivi. Impreciso McGee (3/9) che non riesce a convertire diverse comode conclusioni vicino al ferro.

Lance ha segnato due triple in un momento importante della gara e non ha particolarmente ecceduto in bizze. KCP per una sera si riscopre tiratore (3/6 dall’arco), mentre Rondo (2+6+5) ha compensato qualche buona letture offensiva con le solite amnesie difensive.

Per Atlanta, buona prova di Prince (23+7, 5/8 da tre), Young (20+12, 4/8 dall’arco), Bazemore (21) e Len (17+11).

Box Score su NBA.com

Lakers-Hawks, passo indietro per i Lakers

Non si nasconde Walton, che riconosce le difficoltà riscontrate:

Non è stata una bella prestazione, ma una vittoria è una vittoria. In attacco credo che abbiamo fatto un passo indietro stasera.

Tuttavia destano qualche dubbio alcune lineup schierate, così come la scelta di preferire Hart a Ball nel finale. Il coach ha dichiarato che ha preferito Josh perché lo ha ritenuto più adatto alla difesa su Young.

Indubbiamente non la migliore delle gare lacustri, che ancora una volta hanno rischiato di sciupare tutto nel quarto finale. Vista la pochezza degli Hawks, la vittoria è buona in quanto tale, perché tutte le lacune evidenziate dal campo dimostrano quanto siano ancora lontani i Lakers dalla continuità.

Prossimo impegno per i Los Angeles Lakers nella notte – 4:30 italiane – tra Mercoledì 14 e Giovedì 15 Novembre, allo Staples Center arrivano i Portland Trail Blazers, per il terzo atto delle serie stagionale.