Celtics-Sixers, Horford stoppa Embiid: “Ho sbagliato partita, colpa mia”, Hayward: “Al partita super”

La prima sconfitta dei “Phantastic 5” di Philadelphia è targata Boston Celtics. Al Wells Fargo Center di Philadelphia, i Celtics privi di Kyrie Irving superano di misura i 76ers di Joel Embiid.

112-109 il risultato finale per gli uomini di coach Brad Stevens, che si affidano all’esperienza di Al Horford ed alla grande partita in uscita dalla panchina di Gordon Hayward, ed ottengono la seconda vittoria stagionale sui rivali Philadelphia 76ers.

Al Horford è autore di un partita completa, chiusa con 23 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi in 35 minuti di gioco. Hayward conferma la buona vena offensiva dimostrata contro i Los Angeles Clippers e chiude con 26 punti e 6 triple mandate a bersaglio (su 7 tentativi), in 28 minuti.

Per i Sixers, cattive percentuali di tiro per Joel Embiid (autore di 23 punti e 14 rimbalzi) e Tobias Harris (10 punti e 8 rimbalzi, ma con 0 su 6 dalla lunga distanza). Jimmy Butler tra i migliori dei suoi, con 22 punti e 9 rimbalzi (7 su 12 al tiro e 7 su 10 ai tiri libero).

La sfida tra Celtics e Sixers si decide solo nel finale. Jimmy Butler sigla il -3 Phila allo scadere del terzo periodo (77-74), Joel Embiid e Ben Simmons tengono a contatto i Sixers ad inizio quarto quarto ma i Celtics continuano a colpire dall’arco dei tre punti, con Hayward, Horford (3 su 5 per l’ex Atlanta Hawks) e Jayson Tatum.

Embiid segna il canestro del +1 Sixers (103-102) a 2 minuti dal termine, prima della replica di Gordon Hayward dall’angolo destro. A 30 secondi dal termine, Boston è avanti di 2 lunghezze (108-106), quando Marcus Smart penetra a canestro attaccando un Joel Embiid gravato da 5 falli. La star dei 76ers non va in aiuto, e Smart schiaccia il +4 Celtics.

Jimmy Butler ricuce lo strappo in entrata, (108-107) ma Tatum non sbaglia dalla lunetta e chiude la partita.

Celtics-Sixers, Joel Embiid: “Che arbitraggio! Ma io ho sbagliato partita”

Al Horford si conferma cliente scomodo per Joel Embiid. Nelle ultime 10 partite tra Sixers e Celtics (tra playoffs 2018 e stagione regolare 2018\19) Horford ha limitato la stella dei 76ers a soli 0.73 punti per possesso (a fronte di una media di 1.08 quando marcato da altri difensori, dati ESPN), con una percentuale al tiro inferiore al 37%.

Ben 12 dei 16 tiri da tre punti presi da Embiid nelle 10 partite prese in esame sono arrivati contro Horford.

“(Horford, ndr) non fa nulla di che, sostanzialmente se ne sta fermo. Io ho dormito per tre quarti, ho sbagliato approccio. La sconfitta è colpa mia, e di nessun altro. La giocata sul +3 Boston? Sono stato uno stupido, ho recuperato il rimbalzo offensivo e segnato da 2, quando avrei dovuto riaprire per un tiro da tre per pareggiare. Ho presupposto che avessimo ancora un time-out, ma così non era. Ho fatto canestro ed ho pensato subito: ‘Joel, sei uno stupido’. Colpa mia, devo fare meglio. Gli arbitri hanno fatto schifo, comunque

– Joel Embiid dopo Celtics-Sixers –

Una critica che costerà alla star camerunense dei Sixers una multa, con ogni probabilità.

Gordon Hayward, autore di una delle sue migliori partite stagionali, spende parole di ammirazione per Al Horford a fine gara:

Al (Horford, ndr) è un difensore intelligente. Sa usare gli spazi e gli angoli giusti, e sa quando avvicinarsi e far sentire il fisico (a Joel Embiid, ndr), e quando allontanarsi. E’ tosto, cerca il contatto, non arretra mai ed è in grado di sprintare per contrastare il suo tiro da fuori. Embiid è un mostro fisicamente, vedere Al giocare così contro di lui è davvero incoraggiante

– Gordon Hayward dopo Celtics-Sixers –

Pronostici NBA 18-19: 76ers-Celtics, antipasto di Conference Finals?

Philadelphia 76ers 2018/2019

Pronostici NBA 18-19: 76ers-Celtics è il match di punta del martedì Nba: si sfidano infatti due della squadre più accreditate a succedere al regno di James. Philadelphia con il nuovo innesto Tobias Harris mentre per Boston è certa l’assenza di Kyrie Irving. In chiusura di giornata, i Warriors aspettano Utah per continuare la caccia al miglior record della Lega.

OKC-Thunder-tre-punti

Tantissime prestazioni degne di nota nella notte, ma vogliamo premiare il dynamic duo Paul George-Russell Westbrook, grazie ai quali Okc supera Portland. Continua la serie anche per James Harden nella vittoria di Houston su Dallas e quella, negativa, dei Knicks, arrivati ora alla sconfitta consecutiva numero 17. Nel big match, infine, c’è voluto un canestro di Kawhi Leonard nel finale per consentire ai Raptors di avere la meglio sui coriacei Nets.

Pronostici NBA 18-19: 76ers-Celtics

Philadelphia 76ers (36-20) vs Boston Celtics (35-21). L’innesto di Tobias Harris ha fin qui convinto gli addetti ai lavori. L’ex Clippers con il suo tiro e l’intensità difensiva sta assolutamente completando il quintetto della squadra di Brown. Sarà soprattutto la fase difensiva la chiave degli eventuali successi di questo roster nei Playoff, dato che l’attacco ha tantissime armi a disposizione. Anche JJ Redick sembra in crescita, probabilmente anche grazie al fatto che in campo ora sono tutti pericolosi in attacco. Da verificare infine l’impatto dei nuovi arrivati dalla panchina, con Marjanovic che troverà spazio con continuità dal pino.

I Celtics sono sulla bocca di tutti e probabilmente ogni sconfitta viene enfatizzata troppo. Sta di fatto, però, che la squadra di Brad Stevens sta trovando enormi difficoltà nella gestione delle partite e sembra che qualcosa si sia rotto all’interno dello spogliatoio. Non solo spifferi, in quanto le dichiarazioni di Marcus Morris parlano di poca gioia nel team. Il problema sembra sempre lo stesso: troppi giocatori “forti”, quindi da far ruotare, con Gordon Hayward che deve necessariamente trovare il ritmo partita dopo un anno fermo. Sulla carta rimangono favoriti ad Est, ma non sarà così semplice.

Quote

  • Money Line: 76ers  (quota 1.40)
  • Handicap: 76ers  -6.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 225.5

Suggerimento

  • 76ers -2,5 (1.48)

Pronostici NBA 18-19: dopo 76ers-Celtics, i Warriors

Golden State Warriors (40-15) vs Utah Jazz (32-24). 9 vittorie nelle ultime 10 uscite per i Warriors, che stanno scaldando i motori per Aprile. La cosa che sembra sempre più evidente è che anche in serate storte (ad esempio Steph Curry nelle ultime uscite), gli uomini di Steve Kerr trovano comunque il modo, grazie al talento e al sistema, di vincere le partite. L’unico appunto che si potrebbe fare a questo team è che la difesa sta latitando in tanti momenti, ma siamo abbastanza sicuri che quando ci sarà da far sul serio, anche la retroguardia di Golden State sarà al livello che ci aspettiamo. Continua la corsa ai Playoff dei Jazz, che fanno invece della difesa il pezzo forte della sua pallacanestro. In crescita Ricky Rubio, dopo essere stato al centro delle voci di trade per tutte le ultime settimane. Donovan Mitchell sta tornando ai livelli dello scorso anno e non vediamo l’ora di capire quanta strada potranno fare gli uomini di Snyder. 

Quote

  • Money Line: Warriors (quota 1.22)
  • Handicap: Warriors -9.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 227.5

Suggerimento

  • Over 219.5 (1.44)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Atlanta Hawks vs Los Angeles Lakers: Lakers (1.47)

Morris sui Celtics: “Non ci divertiamo più come squadra”

Boston Celtics

Morris sui Celtics: il giocatore di Boston si è espresso a margine della bruciante sconfitta patita dal suo team contro i Clippers questa notte. La squadra biancoverde, infatti, dopo aver accumulato un vantaggio di 28 punti nel secondo quarto, ha subito una clamorosa rimonta culminata nel 123 a 112 finale.

MORRIS SUI CELTICS: LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Marcus Morris
Il numero 13 di Boston, alla seconda stagione in biancoverde

Il nativo di Philadelphia, nello specifico, si è sfogato con i giornalisti, ammettendo il periodo non semplice in casa Celtics, contrariamente alle attese previste ad inizio stagione.

Non è divertente perdere così giocando in questo modo. Guardo gli altri team, i ragazzi in panchina, e vedo che sono entusiasti in campo. Noi non stiamo facendo squadra, vedo soltanto un gruppo di individui.

The Celtics lost ugly, again. And this time, Marcus Morris wasn’t having it, going off on his team for its lack of attitude and toughness. From @ByJayKing: https://t.co/JPSN0w0vxA pic.twitter.com/AKetnWdOUK

I problemi di Boston, quindi, non sembrano quindi finiti, nonostante il record di squadra di 35-21 valevole il quinto posto nella Eastern Conference.

Non ci divertiamo proprio, non abbiamo nessuna durezza, sembra che giochiamo per perdere. Questo è un atteggiamento che dobbiamo cambiare obbligatoriamente, perchè ormai il periodo degli scambi si è chiuso e il team rimarrà quello attuale fino alla fine dell’anno. I ragazzi non riescono ad essere competitivi e, ribadisco, non è divertente giocare così.

Marcus Morris, che nella partita contro i Clippers ha chiuso con 15 punti e 6 rimbalzi, non è il primo ad aver criticato apertamente i più giovani membri della squadra biancoverde. Qualche settimana fa, infatti, anche Irving si era espresso in toni piuttosto netti, contribuendo però ad alimentare ulteriormente la tensione.

In conclusione, la situazione nell’ex team di Bird e Russell non è tra le più rosee. Coloro che si aspettavano un’annata trionfale nel deserto dell’Est, finalmente libero del dittatore LeBron, si sono dovuti presto ricredere. Ovviamente non tutto è perduto: mancano ancora due mesi all’inizio dei playoff e la stagione, fin qui altalenante, di Boston, può ancora volgere al meglio. Il tempo, però, inizia a scarseggiare e la concorrenza continua a migliorare.

 

 

 

Jayson Tatum: “Sono grato di essere rimasto qui a Boston”

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

I Boston Celtics hanno lavorato molto bene negli ultimi anni sul mercato. Hanno fatto scambi intelligenti e pescato bene al draft, e ora sono pronti a competere di nuovo per le finali di Conference e per il titolo NBA. Danny Ainge aspetta soltanto un’occasione favorevole per completare la squadra con un ultimo tassello. Un altro All Star, importante per potersi sentire alla pari dei Golden State Warriors. E nelle discussioni per favorire questa trade, Jayson Tatum è spesso menzionato.

Il gioiello di Brad Stevens è ovviamente un talento riconosciuto da tutti, ed è un asset molto importante a disposizione dei Celtics. Con la richiesta di trade da parte di Anthony Davis alla dirigenza dei Pelicans, Ainge ha cominciato a pensare come convincere New Orleans in estate. E sicuramente Tatum sarà richiesto, se questo non è già avvenuto, dalla franchigia della Louisiana.

 

Tatum sul rimanere a Boston

Per il momento, però, Tatum rimane nel Massachusetts. Ecco le sue parole a riguardo, rilasciate dopo la sconfitta casalinga contro i Los Angeles Lakers:

Sono grato di essere ancora parte di questa squadra. Sono contento che, almeno per il momento, il mercato sia finito. Qui sto bene, tutti sono contenti di rimanere qui e ci divertiamo a giocare l’uno con l’altro. Sentire il mio nome all’interno di molti rumors di mercato è strano. Ma mi concentro soltanto su ciò che posso controllare, cioè scendere in campo e giocare a basket.

Ricordiamo che, in ogni caso, i Celtics non potevano arrivare a Davis già ora, per via della Rose rule.

Boston adesso è sicuramente una tra i favoriti per arrivare ad AD e, se veramente riuscirà ad aggiudicarsi le sue prestazioni, è molto probabile che Tatum sia inserito nel pacchetto da scambiare a New Orleans. Solo il tempo ci dirà se sarà la scelta giusta per portare i Celtics di nuovo alla vittoria del titolo NBA.

Free agency Kyrie Irving, Ainge convinto della permanenza a Boston

Irving su Belinelli

Il futuro di Kyrie Irving sarà ancora a Boston, almeno secondo Danny Ainge. Il President of Basketball Operations dei Boston Celtics ha fatto sapere di essere convinto che il primo 1 luglio, con l’apertura della free agency, il “matrimonio” tra Irving e i Celtics sara ufficializzato.

 

“Il modo in cui ho visto la situazione è che penso che molte persone, a causa dell’annuncio di Kyrie all’inizio dell’anno, pensavano che fosse un matrimonio”, ha detto Ainge alla radio sportiva Boston 98.5 The Sports Hub, “Penso che per ora sia più come un fidanzamento ma ci sposeremo il 1° luglio. Da quanto ho capito parlando con Kyrie, penso che questo fidanzamento sia ancora attivo, per quanto ne so, ma non possiamo firmare quel contratto fino alla prossima estate”.

 

Free Agency Kyrie Irving: molto dipenderà da Anthony Davis?

 

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche dell’ex coach dei Phoenix Suns, le ormai celebri parole di Irving “Ask me July 1st”, lasciano aperta una grande possibilità che il n°11 dei Celtics decida di rifiutare la player option per la prossima stagione, uscendo dal proprio contratto per testare la free agency.

 

Anche in questo caso, Boston sembrerebbe la squadra favorita per rifirmarlo, ma i rumors su una possibile trade di Anthony Davis hanno cambiato tutti i piani.

 

In caso di approdo a Boston in estate del lungo di New Orleans, Irving farebbe certamente un altro passo verso la permanenza, ma altre intriganti ipotesi si sono fatte strada nell’ultimo periodo.

 

Quella certamente più interessante riguarda un suo possibile passaggio ai Los Angeles Lakers di LeBron James, con cui il play ha riallacciato i rapporti dopo il brutto addio ai tempi di Cleveland.

 

Tralasciando i vari rumors di mercato però, un altro ruolo chiave nella decisione di Irving sarà certamente rappresentato dai risultati sul campo ottenuti dalla franchigia del Massachusetts, attualmente quarta nella Easter Conference dopo la sconfitta contro i rivali di sempre, proprio i Los Angeles Lakers.

Celtics-Lakers: l’ex Rondo beffa Boston sulla sirena

LA Lakers-Rajon Rondo, LeBron James and Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Game 55 Recap: Celtics-Lakers

Poche ore dopo la trade deadlinequa lo speciale di NBAPassion – al TD Garden si affrontano per la trecentosessantatreesima volta, tra RS e PO, i Boston Celtics ☘️ (35-19) ed i Los Angeles Lakers 💜🧡 (27-27), da oltre settant’anni la sfida per eccellenza della Lega.

Ron Artest and Kevin Garnett, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Ron Artest and Kevin Garnett, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Elise Amendola, AP Photo)

Le due rivali sono state anche le protagoniste della prima tappa della corsa ad Anthony Davis, alla fine rimasto in Louisiana. I C’s al momento hanno ceduto Jabari Bird, sondano con attenzione ai prossimi buyout e si candidano per l’acquisizione di The Brow durante l’estate.

I lacustri hanno puntellato il roster acquisendo Reggie Bullock dai Pistons in cambio di Svi Mykhailiuk e Mike Muscala – appena arrivato dai 76ers – dai Clippers cedendo Michael Beasley e Ivica Zubac. Ad incombere ora sul futuro dei californiani, è il free agent Melo Anthony.

I gialloviola, reduci dal blowout in casa dei Pacers, al momento sarebbero fuori dai playoff e non possono lasciare più niente per strada. Con Lonzo Ball out ed i nuovi arrivi ovviamente indisponibili, scelte obbligate per Walton che schiera Rondo, Ingram, LBJ, Kuz e McGee.

I Celtics con cinque successi consecutivi hanno affiancato Indiana al terzo posto della Eastern Conference e non vogliono certo fermarsi qua. Stevens non ha problemi e schiera Irving, Tatum, Smart, Morris ed Horford.

 

Celtics-Lakers, Stephenson tiene a contatto i suoi

 

Nei primi minuti della gara i lacustri si affidano agli isolamenti di LeBron ed Ingram, che alternano soluzioni personali a servizi per i compagni, entrambe le scelte non pagano perché i Lakers sono imprecisi e segnano solo quattro dei primi quattordici tiri tentati.

Boston pur non brillando attacca in maniera ordinata, si poggia su Tatum – a segno con il classico fadeaway ed in penetrazione – e riesce a distendersi in transizione. In difesa però concede seconde chance agli ospiti che restano a contatto. 9-11 con 6’48” da giocare nel quarto.

I primi cambi della gara sono KCP e Chandler per Rondo e McGee da una parte, Hayward per Smart dall’altra.

James, dopo aver subito un recupero da Irving, completa un gioco da tre punti in transizione cui replica subito Horford. Kyrie invece fatica a trovare la via del canestro e viene stoppato da Tiny Dog prima e Kuzma poi.

Con l’ingresso di Lance per Kuz e Brown e Rozier per Morris e Smart si completa la sequenza dei cambi.

L’attacco californiano fatica, non riuscendo a costruire buoni tiri a difesa schierata. Dalla lunetta poi le percentuali sono subito disastrose (2/7). 13-20 con 3’10” sul cronometro. A scuotere i gialloviola ci pensa Lance Stephenson, a segno due volte dall’arco prima e dopo la tripa di Rozier.

Dopo quattro errori, Ingram…

…si sblocca e con Born Ready segna i canestri che chiudono la frazione, 24-30.

Tutto troppo facile per i verdi, che hanno assistito quasi tutte (9 su 10) le conclusione realizzate ed hanno surclassato in contropiede (8-0) gli avverarsi. Notte fonda per tutti gli angeleni diversi di Lance, che combinano 6/21 dal campo e 3/9 dalla lunetta.

 

Celtics-Lakers, LeBron tiene vivi i lacustri

 

Il secondo periodo inizia nel segno di Terry Rozier vs Rondo. I due si scambiano triple – due per Scary, una per Rajon – e trash talking. McGee converte un paio di passaggi dei compagni, ma Jayson Tatum è on fire e segna tre canestri in poco più di cento secondi.

Dopo la tripla del prodotto di Duke, inevitabile il timeout per coach Luke Walton. 33-43 ad 8’51” dall’intervallo ed immediato rientro di LBJ.

JaVale non contesta sul perimetro Theis, mentre James, Ingram e Kuzma non riescono a trovare la via del canestro. Boston dilaga grazie all’inarrestabile Jaylen Brown, che vola due volte in contropiede prima di segnare la tripla del 35-53 a meno di sette minuti dalla fine del tempo.

Dopo aver provato la zona, Walton tenta la carta small – Lance, KCP, Ingram, LBJ e Kuz – per aumentare le spaziature e cambiare meglio in difesa, ma dopo qualche minuto – e gap invariato – torna sui suoi passi inserendo Chandler.

Sotto di diciotto lunghezze, per evitare la fine prematura della gara LeBron James prova a prendere completamente nelle sue mani l’attacco gialloviola: il quattro volte MVP segna da lontanissimo, serve Lance e due volte KCP sul perimetro, prima di schiacciare…

…in contropiede l’alley-oop alzatogli da Ingram. 54-61 a 2’10” dalla pausa lunga.

L’ex Cavs ed Heat rifiata e fallisce due liberi, Gordon Hayward stoppa il rientro lacustre (13-2 il parziale) prima delle triple di Lance ed Horford che chiudono il tempo, 57-66.

Con LeBron a suonare la carica, dodici punti in transizione, nessuna persa e cinque triple i californiani riescono a restare in scia dei Celtics, che dopo l’uscita di Tatum pagano i troppi errori di Irving (2/10).

 

Celtics-Lakers, gialloviola on fire 🔥

 

Al rientro dalla locker room, i lacustri sembrano più determinati e concentrati sulla fase difensiva. Persino JaVale McGee prova ad andare oltre la stoppata in aiuto e contesta qualche tiro dalla lunga distanza. Con due canestri dell’ex Warriors e due triple di Kuzma, lo svantaggio si riduce a sole tre lunghezze, 67-70.

James assiste ancora i due: il lungo nel pitturato, il sophomore oltre l’arco.  Kyle Kuzma è caldo e segna la quarta tripla 🏀🏀🏀 in altrettanti minuti e riporta avanti i Lakers. Risponde dai 7.25 Irving, che impatta a quota 75 a metà quarto.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

La gara è equilibrata, anche perché entrambe le difese concedono spazio sul perimetro. Alla tripla ed il layup di Rondo risponde Tatum convertendo l’and-one, mentre a quelle di Ingram e Kentavious Caldwell-Pope
controbatte il positivo Daniel Theis, 86-85 con quattro minuti da giocare nel quarto.

LeBron, in step-back, e KCP realizzano l’ottava e la nona tripla gialloviola della frazione, mentre Irving fatica a segnare dal campo contro le lunghe leve di Brandon Ingram. Beantown resta a contatto grazie all’energia del lungo tedesco, prima del layup di Rondo che chiude il periodo, 99-93.

Dodici minuti irreali per i Lakers: 42 punti segnati (+15), 9/13 dall’arco. Incredibile. Come il 4/14 dalla lunetta.

 

Celtics-Lakers, finale al fotofinish

 

Walton vara forse il peggior quintetto possibile – Rondo, Lance, KCP, Hart e McGee – in termini di assortimento ed efficacia difensiva e difatti Boston torna in vantaggio in meno di due minuti. Brown corregge un errore di Tatum prima di colpire dall’arco, Theis manda per farfalle McGee prima di schiacciare. 101-102, timeout e rientro di LBJ per Hart.

Sfruttando il pessimo timing di Rondo negli aiuti e nelle rotazioni, Rozier segna due volte dall’arco. Il play prova a riscattarsi in attacco, assistendo la schiacciata di Ingram. Theis dopo l’ennesimo tip stoppa proprio Rajon, ma il rimbalzo è lacustre e termina nelle mani di James che segna da oltre i 7.25, 108-110.

Dopo aver raccolto il rimbalzo che certifica la tripla doppia, il nativo di Akron segna il -1 dall’arco, risponde l’ex compagno Irving, 113-117 a quattro minuti dal termine. Kyrie segna il liberi del +6, riuscendo ad accoppiarsi sempre con Kuzma, troppo lento per contenerlo.

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Brian Babineau, NBAE via Getty Images)

Ingram e Kyle riportano a contatto i Lakers, Brandon sbaglia un libero mentre Uncle Drew è gelido. Dopo l’errore di Kuzma, Marcus Morris sfrutta gli spazi creati da Irving e segna dall’arco il primo tiro della sua gara, 118-124 con 1’24” da giocare.

Al rientro dal timeout, KCP non sbaglia e segna la tripla che dimezza lo svantaggio. Nel possesso seguente Irving perde la bussola e dopo qualche momento di confusione la palla giunge nelle mani di LeBron, che dall’angolo pareggia a 50″ secondi dal termine. 124 pari.

Tatum non sbaglia dalla lunetta, ma i gialloviola serbano per il finale la migliore azione della gara: tutti toccano la palla, James serve Rondo che penetra e scarica su Brandon. Tiny Dog trova l’extra pass per Kuzma che segna la tripla del +1 a 19″ dalla fine.

I Lakers scelgono di non commetere fallo e Kyrie Irving si conferma clutch e nonostante avesse faticato tutta la gara (5/20) segna il jumper del sorpasso ad 11″ dalla sirena. Sulla rimessa la palla non giunge nelle mani di LeBron, Ingram si avventura nel pitturato e viene stoppato – goaltending? – da Al Horford. I Celtics non controllano il possesso, Tyson Chandler la spizza fuori e viene raccolta da Rajon Rondo

…che segna il primo buzzer beater della sua carriera proprio contro la sua Boston. Finale 129-128.

 

Celtics-Lakers, tripla doppia per James

 

LeBron mette a tacere le polemiche sul suo reale stato di salute, giocando quasi 38 minuti senza risparmiarsi. James chiude con 28 punti (11/21 dal campo, 5/10 da tre, 1/5 ai liberi), catturando 12 rimbalzi e servendo altrettanti assist. Per il quattro volte MVP anche tre perse e tre recuperi.

Il canestro della vittoria – il primo in carriera al dodicesimo tentativo – e la buona prestazione al tiro, consentono – per una sera – di focalizzarsi sulle solite leggerezze difensive che hanno caratterizzato la prova di Rondo. Il grande ex chiude con 17+7+10, 3/4 dall’arco e tre perse.

Nonostante non abbia ancora recuperato a pieno dal problema all’anca, la prestazione di Kuzma è stata la migliore delle ultime uscite. La sparata di Kyle nel terzo quarto e la tripla nei minuti finali sono stati fondamentali. Come per Rondo le difficoltà difensive passano in secondo piano, anche se rispetto al compagno quantomeno c’è l’applicazione. Per Kuz 25+5 con 10/21 al tiro e 5/8 dall’arco.

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Quaranta minuti in campo per Ingram, chiusi con un Net Rating di +22.2 e un Plus/Minus di 18, il migliore dei lacustri con Chandler. Brandon ha faticato in attacco, non riuscendo ad essere efficace (4/14 dal campo, 2/6 dalla lunetta) salvo che nell’assistere i compagni. Dove si Tiny Dog si è fatto valere è stato in difesa, duellando per diversi tratti del match con Irving, che a fine gara ha riconosciuto la difficoltà nell’attaccare contro Slenderman. Per il #14 11+2+7 con 2 recuperi ed una stoppata.

Tanto efficace in attacco quanto lacunoso in difesa. McGee chiude con buoni numeri (17+8, 7/11) ma il Defensive Rating è impietoso: 140.0, per un Net di -36.7 oltre ad un Plus/Minus di -21.

Bene KCP, che chiude con 17 punti, 5/9 dall’arco ed alcune triple nei momenti chiavi della gara. Analogo discorso per Lance, con un minutaggio ridotto, che quando decide di non strafare dimostra di poter essere anche utile nelle rotazioni. Born Ready chiude con 17+2+2 e 3/8 da tre. Pochi minuti per l’acciaccato Hart.

Monumentale Chandler. La schiena lo tormenta, ma Tyson spende il gettone mettendoci più di quello che aveva. L’ex Suns chiude con l’irreale 51.3 di Net Rating oltre al miglior Plus/Minus della gara, +19.

Solite rotazioni allargate ed equilibrate per coach Brad Stevens, che schiera dopo Tatum ed Irving ben sette giocatori con minutaggi compresi tra i 19 ed i 26 minuti.

Top scorer dei verdi Irving (24+7+8) che fatica al tiro (6/21) ma è glaciale nel finale e dalla lunetta (10/10). Ottime prove anche per Tatum (22+10+5, 9/14 al tiro) ed il sorprendente Theis (20+6, 9/11). Bene dalla panca Brown (18, 7/10) e Rozier (19+4+6). Horford non brillante come le ultime uscite (12+7+2) mentre con Hayward (4+6+5) in campo Boston è sembrata più equilibrata. Imprecisi al tiro Morris (1/5) e Smart (2/10).

Box Score su NBA.com

 

Celtics-Lakers, Rondo emozionato

 

Il giorno dopo aver acquisito due tiratori, i lacustri realizzano 22 triple, nuovo record di franchigia. Sull’efficacia dall’arco i Lakers hanno costruito il rientro e l’allungo nella seconda parte di gara, compensando le difficoltà ad attaccare a difesa schierata.

Con le rotazioni accorciate, Walton ha dovuto concedere più minuti del necessario a LBJ oltre a schierare Hart. La difesa, priva di Lonzo, si è retta sull’esperienza di Chandler e la voglia di Ingram, che ha provato a difendere sia su Tatum che su Irving.

In attacco, LeBron nel momento del bisogno si è preso in mano l’attacco, producendo in prima persona oltre a coinvolgere i compagni. L’eroe di giornata però è Rondo, che a fine gara non nascone l’emozione per l’impresa realizzata:

<Che ci crediate o no, ho sempre sognato qualcosa del genere. Ma non l’avevo mai immaginato in questo modo. Tornare a casa, 13 anni dopo, dove tutto è iniziato. Wow.>

Sulla stessa lunghezza d’onda sia James…

<Essere qui al TD Garden, dove ha vinto un titolo ed ovviamente ha collezionato tanti ricordi, e riuscire a realizzare quel canestro… Beh dev’essere un finale storico per lui.>

…che Walton, che definisce l’epilogo della gara:

<Un finale perfetto.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo Domenica 10,  21:30 italiane, per affrontare al Wells Fargo Center i Philadelphia 76ers.

 

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Pronostici NBA 18-19: Celtics-Lakers è la partita per antonomasia in Nba. Le due squadre più iconiche dell’intera lega, che vantano il maggior numero di titoli vinti nella storia del gioco. I verdi stanno sicuramente meglio dei giallo-viola, che hanno lo spogliatoio in subbuglio per le voci di trade e in campo zoppicano. In chiusura di giornata si sfideranno poi Portland e San Antonio, due squadre di rilievo nella Western Conference.

Tante super prestazioni nella notte ma ci viene da premiare D’Angelo Russell e i Brooklyn Nets, che hanno la meglio sui lanciatissimi Denver Nuggets. Continua la sfida a distanza di probabili Mvp tra Antetokounmpo (43 punti nella vittoria dei Bucks sui Wizards) e James Harden (36 nel successo Rockets sui Kings). Dilagano infine i Warriors sui rimaneggiati Spurs (tutti i giocatori a disposizione con punti).

Pronostici NBA 18-19: Celtics-Lakers

Boston Celtics (35-19) vs Los Angeles Lakers (27-27). I Celtics stanno salendo di colpi in questo inizio 2019: il record delle ultime 10 uscite infatti parla di 9 vittorie e una sola sconfitta. Gran merito va alla fase difensiva, dove Boston sta milgiorando a vista d’occhio e al momento fa registrare il quarto defensive rating di tutta la Nba. Come succede per tutte le squadre, in questi giorni si parla di più del mercato che del campo: in questo i Celtics stanno seguendo l’evoluzione della situazione Davis. Gli asset a disposizione di Danny Ainge sono molteplici, sia come giocatori che come scelte future, ma sembra chiaro che per prendere in estate il monociglio occorrerà sacrificare Jayson Tatum. Succederà davvero?

I californiani stanno vivendo una telenovela. Tutti i giocatori a roster ad eccezione di Lebron James sembrano sul piede di partenza e ovviamente questo non fa bene alle prestazioni in campo. Il tempo stringe, sia per fare scambi che soprattutto per fare una rincorsa ai playoff che ora sono lontani 3 partite. Magic sta provando a fare qualcosa sul mercato, ma a questo punto viene da chiedersi se davvero avrebbe senso scambiare tutto il core giovane costruito per un unico, anche se fenomenale, giocatore.

Quote

  • Money Line: Celtics (quota 1.32)
  • Handicap: Celtics -6.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 221.5

Suggerimento

  • Over 215.5 (1.50)

Pronostici NBA 18-19: dopo Celtics-Lakers, Portland attende gli Spurs in back to back

Portland Trail Blazers (32-21) vs San Antonio Spurs (32-24). I Trail Blazers sembrano, secondo i rumors, attivi sul mercato per cercare di migliorare il roster. Crediamo che la dirigenza voglia vedere la squadra essere più competitiva quando inizieranno i Playoff, che sembrano ormai assicurati. Il talento del roster è inequivocabile ma le difficoltà degli ultimi anni in post season può portare a scelte anche dolorose (Jusuf Nurkic potrebbe partire). I texani sono in back to back dopo la sconfitta alla Oracle Arena contro i Warriors. La decisione di non far giocare LaMarcus Aldridge DeMar Derozan sembra improntata proprio per il loro utilizzo nella notte, ma con Popovich mai dire mai. Come dicevamo anche ieri, Buford sta esplorando il mercato per cercare qualche colpo last-minute e soprattutto trovare una collocazione a Pau Gasol. 

Quote

  • Money Line: Blazers (quota 1.45)
  • Handicap: Blazers -5.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 227.5

Suggerimento

  • Spurs +8,5 (1.52)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Indiana Pacers vs Los Angeles Clippers: Pacers (1.45)
  • Atlanta Hawks vs Toronto Raptors: Raptors -4.5 (1.47)

Kyrie Irving-rinnovo: i Celtics cautamente ottimisti

Irving su Belinelli

Il tema Kyrie Irving-rinnovo è sicuramente il più caldo al momento per i Boston Celtics, data l’impossibilità di imbastire una trade per Anthony Davis al momento. Secondo quanto riporta Zach Lowe di ESPN infatti i Celtics restano cautamente ottimisti riguardo al rinnovo contrattuale del loro playmaker, ma sono quantomeno scossi dalla scelta dei Knicks di liberare un secondo slot da massimo salariale con l’affare che ha portato Kristaps Porzingis in quel di Dallas; infatti i Knicks potranno dunque firmare due stelle in questa Free Agency e le recenti dichiarazioni su Kyrie Irving-rinnovo del diretto interessato fanno leggermente preoccupare la dirigenza biancoverde. Staremo a vedere cosa succederà questa estate, ma l’idea di formare un super team nella città della Grande Mela con Kevin Durant (o Jimmy Butler) e Zion Williamson potrebbe stuzzicare e non poco l’ex stella dei Cavs. Inoltre se i Knicks dovessero draftare Zion WIlliamson, potrebbero anche tentare l’affondo su Anthony Davis qualora non si sia ancora mosso da New Orleans, in quanto avrebbero giocatori del calibro di Kevin Knox, Dennis Smith Jr e lo stesso Williamson da offrire ai Pelicans.

Celtics, Danny Ainge “allude” a Jayson Tatum ed invita i Pelicans a prendere tempo

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

Anthony Davis e Jayson Tatum, i New Orleans Pelicans prendono tempo, incoraggiati dal General Manager dei Boston Celtics Danny Ainge.

 

Ainge rimane convinto delle possibilità di arrivare a Davis a partire dal prossimo tardo giugno, ed invita dei Pelicans sotto pressione a “tenere duro” ed attendere l’offerta dei Celtics. Come riportato da Chris Mannix per Sports Illustrated, Danny Ainge avrebbe “dato l’impressione” a New Orleans – pur senza citarne il nome – di essere disposto ad inserire in una eventuale proposta il gioiellino Jayson Tatum.

 

Boston non vuole rinunciare alla pista Anthony Davis, nonostante la free agency imminente di Kyrie Irving e nonostante la star dei New Orleans Pleicans non abbia inserito i Celtics tra l’ufficiosa lista di destinazioni predilette in caso di trade.

 

Secondo Mannix, i Celtics sarebbero pronti a “mettere qualsiasi cosa” sul tavolo delle trattative, persino Jayson Tatum, qualora i Pelicans di dimostrassero pronti ad aprire i lavori per il passagio di Anthony Davis in bianco-verde.

Il futuro di Anthony Davis riaccende la rivalità tra Lakers e Celtics

Anthony Davis, New Orleans Pelicans

Lakers vs Celtics su Davis: la richiesta di trade fatta da The Brow ha riacceso la rivalità tra L.A. sponda gialloviola e Boston, poiché entrambe le franchigie sono interessate ad assicurarsi le prestazioni del prodotto di Kentucky.

 

Ricostruire la storia della rivalità per eccellenza dell’NBA richiederebbe l’equivalente di un’enciclopedia a fascicoli. tanti sono gli aneddoti, i fatti ed i personaggi che l’hanno costruita.

Per uscire dal basket giocato e narrato, basti pensare che il videogame della Electronic Arts – Lakers versus Celtics and the NBA Playoffs – rilasciato verso la fine dell’era Showtime vs Big Three è ancora tra i più giocati sui vari emulatori online. Così come la puntata Celtics/Lakers: Best of Enemies è tra le più apprezzate della serie 30 vs 30 della ESPN.

Lakers vs Celtics and the NBA Playoffs
Lakers vs Celtics and the NBA Playoffs © Copyright 1989 Electronic Arts

Dopo le Finals del 2008 e 2010, la rivalità si è sopita a causa della ricostruzione intrapresa da entrambe le franchigie. Con l’arrivo nell’estate 2017 di Kyrie Irving a Boston e di LeBron James a Los Angeles la scorsa estate, i protagonisti dello storico titolo dei Cavaliers 2016 hanno riportato sotto le luci della ribalta le due avversarie.

Lakers vs Celtics su Davis: la richiesta di trade

La storia è nota. Rich Paul – fondatore della Klutch Sports Group nonché agente ed amico di LeBron – ha dichiarato alla ESPN che il suo assistito non avrebbe firmato l’estensione contrattuale, oltre a richiedere una trade verso una squadra che gli avrebbe consentito di competere per l’anello.

Lo strappo tra Anthony Davis – per anni faro della franchigia della Louisiana – ed il front-office dei Pelicans giunge nel corso dell’ennesima deludente stagione disputata da New Orleans. Il GM Dell Demps contava sul fatto che i quasi novanta milioni di dollari e l’anno in più che avrebbe potuto mettere sul piatto rispetto alle altre pretendenti, gli avrebbe concesso un vantaggio nella trattativa per il rinnovo.

L’NBA si è subito mossa a tutela dei New Orleans Pelicans, multando Davis poiché il contratto collettivo vieta ad atleti ed agenti la richiesta pubblica di trade. Inoltre, le dichiarazioni di Paul hanno come scopo quello di indebolire la posizione contrattuale dei Pels.

La dirigenza della Louisiana in una nota stampa ha ribadito che se ci sarà una trade, sarà secondo le loro condizioni oltre a richiedere alla Lega di inasprire le sanzioni per tampering.

Lakers vs Celtics su Davis: le pedine di Ainge ☘️

Per il numero ed il valore degli asset a disposizione, i Boston Celtics sono stati sempre considerati come una delle pretendenti più credibili della prima scelta dell’NBA Draft del 2012.

Il GM Danny Ainge può utilizzare come pedine di scambio sia atleti di esperienza come Marcus Smart e Gordon Haiward che giovani promettenti come Jaylen Brown e, soprattutto, Jayson Tatum. I verdi possono poi disporre della scelta dei Clippers, della migliore tra quella dei Kings e 76ers oltre a quella dei Grizzlies, che è libera da protezioni nel 2021.

A complicare i piani della Beantown è stata la tempistica della richiesta di cessione dall‘entourage di Davis: il regolamento vieta alle franchigie di acquisire via trade due atleti che hanno firmato l’estensione contrattuale con la cosiddetta Rose Rule. In soldoni, Boston può acquisire The Brow dopo il 1° Luglio, quando Irving diventerà free agent, a meno di non inserire nella scambio lo stesso Uncle Drew.

A complicare le mosse dei Celtics c’è poi la volontà del diretto interessato. Secondo Shams Charania di The Athletic e Watch Stadium, per il prodotto di Kentucky Boston non sarebbe una destinazione gradita ma solo una tappa di passaggio. La destinazione preferita? Ancora Charania ha riportato che si tratta proprio dei Lakers.

Jayson Tatum and Anthony Davis
Jayson Tatum and Anthony Davis (Greg M. Cooper, USA TODAY Sports)

Come se non bastasse, nei giorni il papà del sei volte All Star ha dichiarato alla ESPN che non gradirebbe vedere il figlio indossare la canotta biancoverde:

<Non vorrei mai che mio figlio giocasse per Boston, dopo come hanno trattato Isaiah Thomas. Nessuna lealtà. Un ragazzo ha dato il cuore e l’anima per loro e lo hanno scambiato.>

Condivisibili o meno, le parole di Anthony Davis Sr. sembrano allontanare sempre più A.D. dal Massachusetts.

Lakers vs Celtics su Davis: la posizione dei gialloviola

L’arrivo di LeBron ha dato una violenta accelerata al processo di ricostruzione dei Los Angeles Lakers. Il passo successivo è quello di affiancare una o più stelle a James e l’ala dei Pelicans risponde al profilo ideale, grazie alle indiscutibili qualità di cui dispone.

Al termine della gara dello Staples Center, gli apprezzamenti fatti da LBJ nei confronti del #23 di NOLA non erano piaciuti a coach Alvin Gentry ed al front office dei New Orleans, che avevano invocato l’intervento della Lega, tramutatosi in un richiamo generale al rispetto delle regole sul tampering.

Ad alimentare le polemiche, la notizia riportata da Chris Haynes di Yahoo Sports – insider molto vicino al nativo di Akron – sulla cena post partita condivisa dalle due superstar.

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?
LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

Pur non avendo la possibilità di offrire scelte come quelle dei Celtics, i Lakers hanno tutto l’interesse affinché la trade si faccia prima della deadline – essendo Boston al momento fuori gioco – e di conseguenza hanno iniziato la partita a scacchi con la dirigenza dei Pels.

Lakers vs Celtics su Davis: le mosse dei lacustri 💜🧡

Nelle prime ore della trattativa, secondo Dave McNenamin di ESPN, Demps non era intenzionato a rispondere alle telefonate del GM lacustre Rob Pelinka, pronto a sottoporre ben cinque proposte alla dirigenza della Louisiana.

Tuttavia, stando alla ricostruzione fatta da Wojnarowski e Zach Lowe di ESPN, preso atto del fatto che Davis non avrebbe firmato l’estensione contrattuale con team diversi dai Lakers, il front office dei Pelicans ha iniziato a dialogare con Magic Johnson.

Per Adrian Wojnarowski, la prima offerta lacustre era composta da Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Rajon Rondo, Michael Beasley ed una prima scelta.

Per Shams Charania questa proposta – come alternative che possano comprendere veterani come Rondo o Stephenson – non interessa New Orleans, che non ritiene all’altezza il pacchetto offerto. La trattativa però sembra avviata ed i californiani sono aperti ad inserire tutti i membri del roster ad eccezione di Kentavious Caldwell-Pope, anch’egli rappresentato dalla Klutch Sports Group.

Tania Ganguli e Broderick Turner del Los Angeles Times, hanno riportato che i Pelicans stanno valutando la possibilità di fare una controproposta, aggiungendo una seconda first pick a quella già offerta, soprattutto perché con l’arrivo di The Brow le pick saranno verosimilmente meno appetibili. Secondo le due penne del Times, i dialoghi tra le parti dovrebbero riprendere in queste ore.

Lakers vs Celtics su Davis: il futuro di Irving ☘️

Oltre che l’affaire Davis, Ainge pare debba prepararsi ad una trattativa tutt’altro che semplice per il rinnovo di Kyrie Irving. Dopo aver pubblicamente manifestato la volontà di ri-firmare con la franchigia di The City on a Hill, negli ultimi tempi sembra essere meno convinto.

Per Haynes, uno dei motivi per cui Davis non è attratto dall’idea di finire a Boston è proprio l’incertezza che regna sul futuro di Irving.

In un’intervista rilasciata a Ian Begley di ESPN prima della gara contro i New York Knicks, l’ex Cavaliers ha dichiarato che avrebbe scelto che sarebbe stato meglio per il suo futuro, chiudendo l’argomento rimandando tutti i discorsi a dopo il primo Luglio.

Durante la gara, i tifosi del Madison Square Garden hanno intonato l’eloquente coro We want Kyrie!. Ancora Begley riporta le parole di Irving al termine della gara:

<Apprezzo quando ricevo il supporto dei fan, in ogni arena. Ovviamente quando torno a casa, con tutte le voci che ci sono in giro… Non posso farci nulla in merito. Accetto ed apprezzo, ma sono concentrato sulle sfide che mi attendono.>

Le parole pre e post partita di Kyrie hanno dato adito a diverse speculazioni, amplificate dal fatto che sono giunte a poche ore di distanza dalla trade con cui la franchigia newyorchese, cedendo ai Mavs Kristaps Porzingis, ha liberato lo spazio salariale per provare a firmare due stelle nella prossima free agency.

Un’altra firma di ESPN, Tim Bontemps, ha ricostruito uno scenario secondo il quale Irving potrebbe sbarcare nella Big Apple in compagnia di Kevin Durant e – con un po’ di fortuna con le palline della lottery – del freshman delle meraviglie Zion Williamson.

Uno scenario da incubo per i tifosi del pride, secondo solo a quelli ipotizzati da Brian Windhorst di ESPN o da Ric Bucher di Bleacher Report: lo sbarco nella City of Angels di Kyrie per una clamorosa reunion dell’unico duo capace di battere Golden State.

Lakers vs Celtics su Davis: il ruolo di LeBron 💜🧡

I due protagonisti delle NBA Finals del 2016, proprio nei giorni scorsi si sono riavvicinati e, dopo una lunga telefonata, LeBron James ha parlato positivamente dell’ex compagno.

Ma in virtù del suo star power, l’impatto mediatico ed i precedenti nel corso della sua lunga carriera, ogni mossa di James scatena le fantasie di media e fan, oltre a poter essere interpretata a sostegno di una tesi e di quella opposta.

Dalla volontà di assurgere a LeGM per intervenire sul roster dei Lakers, alla – presunta – poca considerazione che nutre nei confronti di Luke Walton

…basta poco per immaginare LeBron come un grande burattinaio capace di agire indisturbato dietro le quinte della Lega.

Al momento dunque Los Angeles favorita su Boston, che invece potrebbe tornare avanti nel caso la trade non si finalizzi entro la deadline.

In ogni caso, la rivalità sembra destinata a segnare nuovamente la Lega. I californiani possono contare sulla presenza catalizzatrice di James, mentre i verdi hanno giovani ed asset per restare ai vertici della Eastern Conference per tanto tempo.

Il conto alla rovescia prosegue e tutti, proprio tutti, hanno gli occhi puntati sugli account dei maggiori insider. Anche durante il Super Bowl.

Ironia della sorte, la sera della trade deadline al TD Garden si affronteranno proprio Celtics ☘️ e Lakers 💜🧡.

L’importanza di Al Horford per i Celtics: i numeri

Celtics-Sixers.

L’importanza di Al Horford per i Boston Celtics non può essere giudicata solo dalle statistiche. Il centro biancoverde, oltre ad essere un leader della squadra di Stevens, è fondamentale a livello tattico e realizza giocate fondamentali, sopratutto in difesa. Nonostante i numeri non rendano giustizia all’ex Atlanta Hawks, è opportuno notare come le sue ultime prestazioni siano state davvero degne di nota. Anche grazie a queste i Boston Celtics hanno raggiunto il 4° posto in classifica nella Eastern Conference, trovandosi a una sola partita di distanza dai 76ers che occupano la 3° posizione.

I numeri di Al

Non considerando la partita di venerdì contro i New York Knicks, Horford nelle ultime 7 partite ha segnato 17.3 punti, raccolto 8.9 rimbalzi ed effettuato 2.4 stoppate a partita. Al Madison Square Garden, con 14 punti, 9 rimbalzi e 4 assist in 27 minuti ha guidato la sua squadra alla vittoria. E nelle ultime 8, i Celtics sono 7-1, con l’unica sconfitta maturata al Garden contro i Warriors per 4 punti.

Al è un giocatore completo, forte in entrambi i lati del campo. Lunedì scorso, contro i Brooklyn Nets, ha effettuato 6 stoppate nei primi due quarti. Contro i Knicks, i 10 punti segnati da lui nel solo 3° quarto hanno aiutato Boston a maturare il vantaggio decisivo.

E’ utile anche sottolineare come i Celtics sono 8-2 quando Horford segna 16 o più punti; quando raccoglie 8 o più rimbalzi, sono 11-5.

Da questa analisi sembra proprio che quando il n°42 è in forma, anche i Celtics lo sono.

Se i biancoverdi vogliono arrivare a giocare le NBA Finals quest’anno molto dipenderà da Horford, probabilmente vero ago della bilancia della squadra di Brad Stevens.

Celtics, Morris su Irving: “Giocatore polarizzante nella NBA”.

Kyrie Irving è una delle star più bizzarre dell’intera NBA. Le sue dichiarazioni sulla terra piatta hanno fatto parlare, e ridere, moltissime persone sia all’interno della lega che in giro per il mondo. Proprio del suo modo d’essere ha voluto parlare un suo compagno di squadra, Marcus Morris, che ha rilasciato alcune parole nel post gare di Knicks-Celtics.

“E’ un ragazzo molto polarizzante nella NBA e nel mondo e quindi tutto ciò che dice, anche se lo fa scherzando, è sempre al centro dell’attenzione e molto spesso le sue parole sono fraintese. Come ho detto è un grande professionista e tutti gli vogliamo bene. Lo vogliamo ancora qui con noi”, ha chiosato il lungo a The Associated Press.

Irving rumors: le parole di Kyrie

Irving ha terminato l’ultima gara con 23 punti, 10 rimbalzi e 6 assist in 36 minuti giocati nella vittoria contro New York per 113 a 99. Il play dei Celtics ha detto di aver apprezzato gli applausi dei tifosi avversari, aggiungendo che tutto quello che sta ascoltando in questo momento è soltanto ‘rumore’. Ecco le sue parole: “Sono molto riconoscente per il supporto dei fan che ottengo in ogni palazzetto, ovviamente ci penso quando torno a casa. Quello che sto sentendo in questo periodo, i vari rumors e commenti, sono soltanto un mucchio di sciocchezze. Non posso farci nulla e per questo ho accettato questa cosa, ora devo concentrarmi sul mio gioco”.

Nonostante le voci insistenti sul futuro di Kyrie Irving e sulla possibile trade per arrivare ad Anthony Davis, i Boston Celtics hanno vinto 8 delle ultime 9 uscite, ed ora hanno un record di 33 vinte e 19 perse che vale il quarto posto ad Est. L’unico ko, per la cronaca, è arrivato contro i Golden State Warriors, con gli uomini di coach Stevens che si sono arresi 111 a 115 in casa.

Negli ultimi giorni sono uscite voci secondo cui la star di Boston sarebbe disposta a tornare a giocare con LeBron James dopo il divorzio ai Cleveland Cavaliers anche se, al momento, questa appare soltanto un’ipotesi che i Lakers potrebbero prendere in considerazione nella prossima estate visto che ora la priorità è il lungo dei New Orleans Pelicans.