I Celtics in crisi si preparano ad affrontare un lungo viaggio ad Ovest

I Boston Celtics hanno fallito un test molto importante questa notte. La partita contro gli Houston Rockets poteva essere quella che rilanciava la squadra di Stevens, invece è arrivata un’altra sconfitta. Il risultato finale, 115-104, è anche leggero rispetto alla partita che si è disputata. I Rockets hanno preso il controllo del match già dai primi minuti, andando subito sul +10. I Celtics sono andati sotto anche di 28 lunghezze (nel 3° periodo), a causa di una difesa totalmente in difficoltà e ai soliti problemi in attacco. Eric Gordon da 3 ha fatto ciò che ha voluto (8/12 da 3), e Irving sembra non riuscire a tirare fuori il massimo dai propri compagni in zona offensiva. 

La rimonta finale dei biancoverdi, che sono arrivati fino al -8, non è bastata. L’ultimo quarto, giocato dai Boston Celtics che conosciamo, non è stato sufficiente per evitare la sconfitta. 

Adesso inizia un viaggio ad Ovest molto impegnativo per Irving e compagni che definirà la posizione in classifica dei biancoverdi, in attesa dei PlayOff. 

Grande prestazione per Gordon, come detto, e Harden (42 punti). Per i Celtics, bene Smart (18 punti) e Horford (19 punti e 6 rimbalzi)

Le dichiarazioni dei protagonisti

Proprio Al Horford, uno dei migliori ieri sera (come spesso accade), ha detto questo ai microfoni dei media:

Non credo sia tutto così nero come sembri. Penso semplicemente che stiamo avendo molti alti e bassi, e in questo momento stiamo attraversando un periodo molto negativo. Ne usciremo insieme, dobbiamo essere tutti uniti e ancor più vicini l’uno con l’altro

Stevens soddisfatto: “La difesa dei Celtics ha deciso la partita”

Brad Stevens

I Boston Celtics sono tornati alla vittoria. Questa notte, contro i Washington Wizards, rivali di sempre, i biancoverdi sono riusciti a interrompere la striscia di 4 sconfitte consecutive, vincendo per 107-96. Partita in bilico fino al quarto quarto, dopo un grande inizio della squadra di Brad Stevens. Nel secondo quarto Beal e compagni hanno ricucito lo strappo, e il terzo è stato equilibrato. Nell’ultima frazione Boston ha aumentato il livello difensivo, concedendo solo 15 punti agli ospiti e provocandogli 7 palle perse.

Doppia doppia per Kyrie Irving (13 punti e 12 rimbalzi), e buona prova di Marcus Morris (17 punti però con 3/11 da 3, e 9 rimbalzi). Il migliore dei Celtics è stato però Al Horford, con 18 punti (7/11 dal campo) e 6 rimbalzi. Dall’altre parte, solita bella partita di Beal (29 punti e 11 assist) e buone prova anche di Green e Satoransky (15 punti a testa).

Le dichiarazioni di Smart e Stevens

Finalmente serene le dichiarazioni dei protagonisti in maglia biancoverde. Ecco le parole di Marcus Smart a fine partita:

Stanotte è stato bello per tutti. Abbiamo attacco bene e abbiamo difeso bene. Abbiamo fatto le giocate tutte nel modo giusto

Soddisfatto anche coach Stevens, che ha evitato la quinta sconfitta di fila (che non accade da più di 4 anni):

La nostra difesa ha deciso la gara, sono molto contento di questo.

L’importanza di Al Horford per i Celtics: i numeri

Celtics-Sixers.

L’importanza di Al Horford per i Boston Celtics non può essere giudicata solo dalle statistiche. Il centro biancoverde, oltre ad essere un leader della squadra di Stevens, è fondamentale a livello tattico e realizza giocate fondamentali, sopratutto in difesa. Nonostante i numeri non rendano giustizia all’ex Atlanta Hawks, è opportuno notare come le sue ultime prestazioni siano state davvero degne di nota. Anche grazie a queste i Boston Celtics hanno raggiunto il 4° posto in classifica nella Eastern Conference, trovandosi a una sola partita di distanza dai 76ers che occupano la 3° posizione.

I numeri di Al

Non considerando la partita di venerdì contro i New York Knicks, Horford nelle ultime 7 partite ha segnato 17.3 punti, raccolto 8.9 rimbalzi ed effettuato 2.4 stoppate a partita. Al Madison Square Garden, con 14 punti, 9 rimbalzi e 4 assist in 27 minuti ha guidato la sua squadra alla vittoria. E nelle ultime 8, i Celtics sono 7-1, con l’unica sconfitta maturata al Garden contro i Warriors per 4 punti.

Al è un giocatore completo, forte in entrambi i lati del campo. Lunedì scorso, contro i Brooklyn Nets, ha effettuato 6 stoppate nei primi due quarti. Contro i Knicks, i 10 punti segnati da lui nel solo 3° quarto hanno aiutato Boston a maturare il vantaggio decisivo.

E’ utile anche sottolineare come i Celtics sono 8-2 quando Horford segna 16 o più punti; quando raccoglie 8 o più rimbalzi, sono 11-5.

Da questa analisi sembra proprio che quando il n°42 è in forma, anche i Celtics lo sono.

Se i biancoverdi vogliono arrivare a giocare le NBA Finals quest’anno molto dipenderà da Horford, probabilmente vero ago della bilancia della squadra di Brad Stevens.

Rozier: “Irving mi prepara mentalmente ogni volta che non può giocare”

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Questa notte è arrivata la 30esima vittoria stagionale dei Boston Celtics griffata Terry Rozier. Al TD Garden i Cleveland Cavaliers sono stati sconfitti dai biancoverdi per 123-103. La vittoria è stata importante anche perché è avvenuta senza Kyrie Irving e Al Horford, due elementi fondamentali nello scacchiere di Brad Stevens. Certamente l’avversario era abbordabile, però è capitato già più di una volta che Boston inciampasse in casa contro avversari alla sua portata.

Dopo un primo quarto equilibrato, i Celtics hanno dato lo strappo nel 2° quarto, realizzando un parziale di 38-20. Per i biancoverdi si tratta della quinta vittoria consecutiva, e ora saranno i Golden State Warriors i prossimi avversari.

Rozier e il suo mentore: Kyrie

Terry Rozier è stato l’MVP della serata. 26 punti, 8 rimbalzi e 6 assist per la guardia di Brad Stevens. Proprio Scary Terry ha rilasciato una intervista in cui ha rivelato un curioso fatto che avviene ogni volta che dovrà partite titolare:

Kyrie Irving mi scrive ogni volta che è costretto a saltare una partita. Lo fa per prepararmi mentalmente, ed è davvero bravo. Lo fa da quando giochiamo insieme: riesce a trasmettermi la giusta fiducia, a farmi sentire pronto per la partita che dovrò disputare.

Queste dichiarazioni sono molto importanti, poiché fanno capire come Irving sta provando in tutti i modi ad essere il leader di questa squadra. Dalle sue azioni sul campo e fuori dipendono le sorti dei Boston Celtics.

Brad Stevens elogia Jaren Jackson Jr: “Giocatore maturo, mi ricorda Jayson Tatum”

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La maturità in campo del rookie dei Memphis Grizzlies Jaren Jackson Jr ha positivamente colpito il capo allenatore dei Boston celtics Brad Stevens.

Al termine della sfida del FedEx Forum tra Grizzlies e Celtics, vinta da Boston in rimonta per 112-103, l’ex coach dell’università di Butler ha speso parole ed un paragone importante per descrivere l’impatto di Jaren Jackson Jr sulla sua squadra e sulla NBA.

14 punti e 5 rimbalzi in 21 minuti per Jackson, limitato da problemi di falli, che hanno confermato però i numeri tenuti in stagione dall’ex Michigan State Spartans: 13.2 punti e 4.7 rimbalzi di media a partita, in quasi 26 minuti d’impiego e con il 51.6 al tiro.

Alcuni giorni fa, l’allenatore dei Memphis Grizzlies J.B. Bikerstaff aveva speso per Jackson Jr un impegnativo paragone con un giovane Kevin Garnett. Brad Stevens ha voluto invece paragonare il prodotto di Michigan State a Jayson Tatum:

“Jaren Jackson Jr. dimostra in campo un livello di maturità che non dovrebbe avere, vista l’età. Sembra più vecchio di quanto non sia, e decisamente già avanti ed in grado di avere un impatto su di una partita, anche nella NBA. Per certi versi mi ricorda Jayson Tatum

– Brad Stevens su Jaren Jackson Jr –

I Boston Celtics perdono contro Portland: in cosa bisogna migliorare?

Boston Celtics

Il viaggio a Ovest dei Boston Celtics non è stato affatto soddisfacente. Le 4 sconfitte subite nelle ultime 5 partite la dicono tutta sul brutto momento che i Celtics stanno attraversando. I biancoverdi non convincono, non hanno continuità di prestazione e sono lontani dal livello fornito lo scorso anno. Una squadra che alterna alti e bassi, che può giocarsela con tutti se vuole, ma può perdere anche contro qualsiasi avversario se incappa in una giornata no. Il record di 7-6 non è chiaramente quello che ci si aspetta dalla favorita della Eastern Conference, e Brad Stevens è chiamato ai ripari.

E’ necessario vedere sempre quello spirito combattivo in fase difensiva che contraddistingue da molto tempo i Boston Celtics. E in fase offensiva non ci si aspettano tutte le difficoltà riscontrate nel finale della scorsa stagione: i due uomini in più rispetto a maggio, Irving e Hayward, non sono riusciti a risolvere i problemi in attacco. Il primo è incappato in molte partite negative, l’ex Utah Jazz non riesce ad essere ancora molto incisivo.

La sconfitta contro Portland

Il ritorno in campo proprio di Irving non è bastato per vincere in casa dei Blazers. Infatti, anche contro Portland questa notte si sono visti dei Celtics discontinui: tanta fatica nel primo tempo (il vantaggio di Lillard e compagni ha toccato i 21 punti di vantaggio), grande prestazione nel secondo, sfiorando la vittoria in un campo molto ostico e difficile.

Ecco le parole di coach Brad Stevens riguardo la partita di questa notte:

Abbiamo avuto l’opportunità di vincere la partita. Dobbiamo fare i complimenti ad Aminu: era 1 su 5 da 3 e poi ha segnato quelle 2 triple, una delle quali da quasi 9 metri. 

Anche Al Horford ha commentato così il match:

Abbiamo avuto le nostre chances ma loro hanno realizzato delle giocate fondamentali e segnato dei tiri importanti, tra cui le 2 grandi triple di Aminu. 

Ora Boston tornerà in campo nella notte tra il 14 e il 15 novembre, giocando al TD Garden contro i Chicago Bulls.

 

Boston abbiamo un problema. Stevens: “Dobbiamo migliorare nel pitturato”

Brad Stevens

I punti nel pitturato continuano ad essere un problema per i Celtics. La squadra allenata da Brad Stevens è arrivata al match di lunedì contro i Denver Nuggets, perso 115 a 107,  con una media di soli 35.3 punti per partita.

Proprio il coach di Boston ha dichiarato di come punti facili sotto canestro è la più grande mancanza della sua squadra da due stagioni a questa parte.

Problema pitturato: le parole di Stevens

“Anche lo scorso anno non siamo stati molto bravi sotto questo punto di vista”, ha detto Brad Stevens in merito ai pochi punti segnati nel pitturato dai suoi.

“Questo è un problema importante che ci portiamo dietro da 18 mesi. E dire che prima eravamo abbastanza bravi. Dobbiamo continuare a lavorare su questo per cercare di migliorare”, ha chiosato il tecnico dei Celtics.

Tale problema va ricondotto soprattutto al fatto che uno dei lunghi più utilizzati in campo, Al Horford, non è il classico centro che gioca sotto canestro ma piuttosto un giocatore capace di segnare anche dalla lunga distanza e di riuscire a smistare il pallone venendo fuori dall’area e favorendo i tagli dei propri compagni.

Detto questo Stevens deve riuscire a trovare un giusto equilibrio e l’aumento dei punti nel pitturato potrebbero rappresentare per i suoi Celtics una svolta positiva, soprattutto se giocatore come Kyrie Irving riuscissero ad arrivare con facilità al ferro.

 

 

 

Celtics, Jerome Allen si dichiara colpevole di corruzione, accettò tangente per un reclutamento

Celtics mercato Danny Ainge Boston Celtics

Boston Celtics Jerome Allen, l’ex giocatore di Virtus Roma e Pallacanestro Udine, e oggi assistant coach di Brad Stevens, si è dichiarato colpevole di aver accettato una tangente da 18mila dollari nel 2014.

Allen ha ammesso davanti ad un giudice del Southern District of Florida di aver accettato il danaro da parte del padre di un giovane prospetto liceale, ai tempi in cui l’ex playmaker della Virtus Roma fu capo allenatore dell’università della Pennsylvania.

Boston Celtics Jerome Allen è assistente di Brad Stevens (nella foto) dal 2015

Jerome Allen dovrà restituire l’intera somma.

Allen ha già ricevuto una sanzione da 200mila dollari in sede legale, per violazione del regolamento NCAA.

Nella sua ammissione di colpevolezza, Allen ha dichiarato di aver accettato dall’uomo la somma “allo scopo di sfruttare la mia posizione di capo allenatore per far sì che il figlio venisse ammesso all’ateneo in qualità di atleta ufficialmente reclutato”.

Allen ha diffuso un comunicato in cui, tramite il proprio legale Donald Sullivan, dichiara:

Di aver fallito su piani diversi. Per prima cosa, come uomo: non seppi tener fronte agli alti standard che mi prefissai, e che l’ateneo della Pennsylvania pretendeva da me in qualità di head coach. Mi dispiace. Ho deluso la mia famiglia, quanti mi sono vicini, la mia alma mater (Allen giocò a Penn University, ndr) ed i Boston Celtics (…) sono enormemente dispiaciuto dal fatto che, da oggi, i miei giocatori – passati e presenti – sapranno che ho infranto la legge (…) spero però che il mio esempio possa servire come lezione, e possa insegnare loro ad accettare le proprie responsabilità, e le conseguenze di una condotta impropria

Boston Celtics Jerome Allen: le parole di Danny Ainge

Come riportato da Steve Bulpett del Boston Herald, Danny Ainge ha commentato la vicenda Allen, chiarendo la posizione dei Celtics.

Ainge non ha voluto commentare i fatti del 2014, ma si è detto “felice di come Jerome abbia gestito la vicenda, sin dalla formale incriminazione da parte della Corte”.

Jerome Allen andrà probabilmente incontro ad una sospensione. Danny Ainge ritiene che la NBA non avrà motivo di intervenire, e che permetterà ai Celtics di gestire internamente la questione.

E’ con dispiacere che abbiamo accolto la notizia, ma è un bene che Jerome si sia assunto le sue responsabilità. Lo ha fatto sin dall’inizio, ed è un comportamento che ho personalmente apprezzato. La vicenda risale a prima che Allen si unisse ai Boston Celtics. Oggi Jerome è parte importante della nostra organizzazione, è stato un buon modello per i giovani. Ha commesso un grave errore, ma ha dimostrato di volersene fare carico ed assumersene le conseguenze, e guardare avanti”

Jerome Allen è assistente allenatore dei Celtics dal 2015.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica nel 2009, l’ex giocatore di Roma, Udine, Napoli e Veroli noto come “Pooh” ai tempi del liceo negli USA, è stato capo allenatore dei Quakers dell’università della Pennsylvania dal 2010 sino al 10 marzo 2015.

Nell’ultimo anno, la NCAA è stata investita dallo scandalo relativo alle pratiche illegali di reclutamento dei migliori prospetti liceali del Paese.

L’inchiesta condotta dal FBI a partire dal novembre 2017 ha coinvolto attuali ed ex allenatori di college, tra cui Rick Pitino, gli ex giocatori NBA Chuck Person e Kevin Ollie (Uconn), atenei prestigiosi come Arizona, Louisville, e giocatori di college.

Tatum: “Da piccolo volevo essere come Kobe. Odiavo Boston! “

I Boston Celtics si stanno preparando per l’inizio della nuova stagione NBA. L’anno scorso, senza Kyrie Irving e Gordon Hayward, i biancoverdi si sono inchinati soltanto al Re, LeBron James, in Finale di Conference. I vari Tatum, Brown e Horford non sono bastati Boston per arrivare alle Finals. Quest’anno i Celtics, al completo, ci riproveranno. Loro, insieme ai Toronto Raptors di Kawhi Leonard, sono i favoriti ad Est.

Tatum come Bryant

Una grandissima sorpresa per Boston è stato il rendimento del rookie Jayson Tatum. Per l’ala 18.5 punti a partita ai PlayOff, 43% da 3 in Regular Season. I Celtics ripartiranno anche da lui.

Proprio Tatum, intervistato nel Podcast di Bill Simmons di The Ringer, ha commentato la propria ammirazione nei confronti di Kobe Bryant:

Quando avevo 4 o 5 anni, mia mamma mi chiedeva chi volevo diventare da grande. Io rispondevo “voglio essere come Kobe”. Lei mi rispondeva “quindi vuoi giocare in NBA”, e io “no, voglio essere esattamente come Kobe”. Era il mio giocatore preferito, Avevo i suoi poster, le sue magliette. Era il mio idolo. E odiavo i Celtics.

Nonostante ora sia una colonna dei biancoverdi allenati da Brad Stevens, Tatum continua a manifestare la sua l’ammirazione nei confronti di Bryant. I 2 si sono incontrati più volte, e lo scorso mese si sono anche allenati insieme (come testimonia una foto postata dallo stesso JT su Instagram).

Brad Stevens non si accontenta: ‘Dobbiamo giocare meglio’

I Boston Celtics hanno vinto gara 1 delle finali della Eastern Conference, asfaltando i Cleveland Cavaliers 108-83. Boston ha tirato con una percentuale del 51% dal campo limitando Cleveland al solo 36%, ma secondo Brad Stevens la sua squadra deve giocare ad un livello ancora più alto per portare a casa la serie e le Nba Finals 2018.

Penso che siamo a conoscenza del fatto che martedì riceveremo un colpo pesante (in gara 2) ha detto Stevens ai giornalisti dopo la vittoria di 25 punti dei Celtics. “Martedì dovremo giocare meglio.”

Perchè queste dichiarazioni per Brad Stevens?

La ragione principale di ciò è una: LeBron James. Boston è riuscita a tenere LeBron a 15 punti con 5-16 al tiro in Gara 1, cosa che molto difficilmente si ripeterà in gara 2. Eppure, altrettanto importante, i celtics hanno anche cancellato il supporting cast di LeBron. I Cavs hanno tirato con un ridicolo 15,4% da oltre l’arco, e mentre James stesso ha registrato uno 0-5 da 3, Kevin Love, Kyle Korver e J.R. Smith hanno segnato soltanto 2 delle 12 triple prese.
Tuttavia, molte di quelle sbagliate erano tiri aperti, cosa che Stevens sa che non deve succedere in primo luogo.
“Secondo Brad, possiamo fare molto meglio”, ha detto Terry Rozier parlando della difesa, secondo Nicole Yang di Boston.com.
Si percepisce quindi una mentalità vincente in casa Boston con la voglia di fare sempre meglio e dover migliorare a tutti i costi. Ma Stevens lo sa che gioca contro il Re, e ha scelto così di mettere in guardia i suoi.

Stevens: “Non ho mai parlato con Hayward del suo ritorno in campo”

Gordon Hayward

E’ dal 17 ottobre, giorno in cui Hayward si è fratturato la tibia e lussato la caviglia, che i tifosi dei Celtics si interrogano sulla data in cui avverrà il suo ritorno in campo. Ricordiamo che Hayward ha disputato appena 5 minuti e 15 secondi di regular season nella prima gara stagionale contro i Cleveland Cavaliers, prima che accadesse il gravissimo infortunio. Nel corso di questi mesi i Boston Celtics sono riusciti a comportarsi molto bene in campo, mantenendo la leadership della Eastern Conference per parecchi mesi (prima di perderla solo qualche giorno fa), ma la presenza sul parquet di Hayward sarebbe molto preziosa per i biancoverdi e per il sistema offensivo di Brad Stevens.

Quando accadono infortuni simili è fondamentale rispettare le fasi di riabilitazione senza fretta. Hayward ha bisogno di recuperare sia la giusta mobilità, sia la fiducia nelle sue gambe. Come detto da lui stesso, non tornerà in campo finché non avrà paura di fare determinati movimenti. Perciò è davvero importante, per il totale recupero di Gordon, non affrettare i tempi.

Le parole di Stevens

Anche Stevens, parlando della data del ritorno di Hayward, ha voluto trasmettere questo messaggio ai fan:

Io e Gordon non abbiamo mai parlato del suo ritorno in campo. Gli ho sempre chiesto “Come ti senti? In cosa stai migliorando? Sei pronto per passare alla fase successiva di riabilitazione?”.
La mia convinzione è che lui non ritorni in questa stagione. I tempi sono molto lunghi e non c’è modo per accelerarli. Bisogna fare una cosa per volta, giorno per giorno. Per questo non ho mai considerato l’idea di un suo possibile ritorno nell’immediato.
E’ stato un infortunio terribile, non facile da superare a livello fisico e mentale. E’ bene celebrare i progressi che ha compiuto, ma nessuno deve associarli alla possibilità che lui giochi presto una partita NBA.

 

Stevens sulla sconfitta: “Gli Heat hanno meritato la vittoria. Hanno dato tutto in campo.”

Celtics-Sixers streaming-Terry Rozier su Brad Stevens

La striscia di vittorie consecutive dei Boston Celtics è stata interrotta. Questa notte, i Miami Heat sono riusciti a sconfiggere i biancoverdi, interrompendo la serie di 16 vittorie consecutive. Il risultato finale è stato 104-98 per il team della Florida. Decisivi per la vittoria Goran Dragic (27 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) e Dion Waiters (26 punti e 6 assist). Nonostante l’ennesima rimonta (da -18 a -1, dopo un parziale di 13-0), i Celtics si sono dovuti arrendere dopo due triple fondamentali della guardia ex Thunder. Non sono bastate le prestazioni di Kyrie Irving (23 punti), Jayson Tatum (22) e Jaylen Brown (14). Arriva così la terza sconfitta stagionale per Boston che non perdeva da 35 giorni. Il suo però rimane il miglior record della lega.

Le dichiarazioni di Stevens e Horford

Dopo il match, alcuni membri del team dei Celtics si sono presentati in conferenza stampa per parlare della partita.

Ecco le parole di coach Brad Stevens:

Gli Heat sono una buona squadra, ben allenata. Hanno dato tutto e hanno meritato di vincere. Quando siamo concentrati interamente sulla partita, siamo abbastanza bravi. Ma quando non lo siamo ci prendiamo troppi periodi di pausa durante il match.  Le triple di Waiters? Per me, non è fortuna. Si sono costruiti i tiri e sono riusciti a realizzarli.”

Anche Al Horford ha parlato ai microfoni dei giornalisti. Queste sono le sue dichiarazioni:

Questa sconfitta è dura da mandare giù, ma sono orgoglioso di questo gruppo. Ci eravamo messi in condizione di vincere, ma alla fine non ci siamo riusciti. Dobbiamo migliorare questo aspetto. Durante la striscia di vittorie non siamo stati dominanti, ma bisogna tenere conto della forza di volontà di questo team.”