Washington Wizards, le possibili conseguenze in caso di selezione di Bradley Beal per un quintetto All-NBA

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Dietro la fallimentare stagione degli Washington Wizards, conclusasi con l’undicesimo posto nella Eastern Conference, si nasonde quella fantastica di Bradley Beal.

Complice la lunga assenza dell’infortunato John Wall, il n°3 si è dimostrato il leader indiscusso della franchigia della capitale statunitense, riuscendo a realizzare 25.6 punti, 5.5 assist e 5 rimbalzi di media, disputando tutte le 82 partite della regular season.

Le grandi prestazioni di Beal rischiano tuttavia di compromettere i piani futuri della dirigenza Wizards. La terza scelta assoluta del draft 2012 è infatti tra i principali candidati per i tre quintetti All-NBA, che verranno annunciati con ogni probabilità a fine maggio.

Bradley Beal-All NBA, le conseguenze economiche

Nell’eventualità in cui la shooting guard venga selezionata per far parte di un quintetto All-NBA (presumibilmente il terzo), avrà diritto a un contratto supermax. Questo tipo di accordo, in caso di intesa fra le parti coinvolte, entrerebbe in vigore a partire dal 2021-2022, e permetterebbe al giocatore di incassare 194 milioni di dollari in quattro anni.

Tale cifra rappresenterebbe addirittura il 35% del salary cap degli Wizards. Una situazione analoga a quella di John Wall, che a partire dalla prossima stagione guadagnerà 170 milioni distribuiti in 4 anni.

Se ciò si verificasse, Washington potrebbe vantare la presenza in squadra di due All-Star di livello. I loro contratti andrebbero però ad incidere su tre quarti dello spazio salariale disponibile, riducendo inevitabilmente il margine di manovra per andare alla ricerca di un cast di supporto adeguato.

Lakers-Wizards: successo per i gialloviola, sempre in controllo della gara

LeBron James and the Los Angeles Lakers, Los Angeles Lakers vs Washington Wizards at Staples Center

Game 74 Recap: Lakers-Wizards

Allo Staples Center sfida tra due delle maggiori delusioni dell’anno: Los Angeles Lakers (32-41) e Washington Wizards (30-44), che rispetto alla gara di Dicembre hanno dovuto fare i conti con un rendimento nettamente al disotto delle attese.

I lacustri, privi di Lonzo Ball, Josh Hart e Brandon Ingram, hanno come solo obiettivo quello di chiudere dignitosamente la stagione mentre in vista della prossima si susseguono i rumor sui papabili a sostituire Walton.

Reduce da quattro sconfitte consecutive, la franchigia della capitale ha già premuto il pulsante reset cedendo alcuni contratti pesanti e sta sfruttando queste ultime gare per capire su chi puntare per la ricostruzione.

LeBron James and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Washington Wizards at Staples Center
LeBron James and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Washington Wizards at Staples Center (Jae C. Hong, AP Photo)

Il figlio di Bill, privo anche di Reggie Bullock e Mike Muscala conferma la lineup della vittoria contro i Kings: Rondo, KCP, LBJ, Kuz e McGee. Brooks non dispone da tempo di John Wall e Dwight Howard e risponde con Satoransky, Beal, Brown Jr, Ariza e Bryant.

Lakers-Wizards, avvio equilibrato

Nei primi minuti della gara, complice McGee, si mette subito in evidenza l’ex Thomas Bryant che, dopo aver schiacciato con veemenza il primo pallone giocato, segna dall’arco ed assiste Troy Brown Jr.

JaVale risponde approfittando della sua maggiore verticalità per catturare e convertire due rimbalzi offensivi. LeBron – dopo aver cercato i compagni nei primi possessi della gara – segna il layup e risponde al gioco di tre punti dell’altro ex, Trevor Ariza. 13-14 dopo cinque minuti di gioco.

James poi si procura un viaggio in lunetta ma sbaglia entrambi i liberi, tirando un clamoroso airball al primo tentativo. Ancora più incredibile l’errore di Rondo, che in transizione alza l’alley-oop al cronometro dei 24” piazzato sul canestro dei Wizards. 🤦🏾‍♂️

LBJ e Rajon lasciano il campo a Caruso e Lance, mentre per Washington entrano Portis e Parker.

L’attacco dei maghi viene monopolizzato da Beal che mostra tutto il suo arsenale offensivo segnando in penetrazione, con lo step-back e dalla lunetta. Alle giocate di Real Deal i gialloviola rispondono ancora con JaVale McGee.

L’ex Warriors prima stoppa Jeff Green lanciando la transizione di KCP, poi segna altre due volte convertendo i passaggi dei compagni. 23 pari con 2’53” da giocare nel quarto.

Dopo aver segnato due volte in transizione, Kentavious Caldwell-Pope realizza due triple mentre Green e compagni trovano il canestro solo dalla lunetta.

La frazione si chiude con un jumper di Lance Stephenson, a bersaglio dopo…

…aver letteralmente mandato al bar con il crossover lo stesso Jeff, 34-29.

Lakers-Wizards, LeBron scalda i motori

I lacustri allungano continuando a servire i lunghi nel pitturato, dopo McGee tocca a Moe Wagner schiacciare ben servito da Caruso. L’attacco californiano punisce la poco attenta difesa dei Wizards tagliando forte verso il canestro, soprattutto dal lato debole. Dopo il layup di Kuzma, inevitabile il timeout per coach Scott Brooks. 41-33 a 9’07” dall’intervallo lungo.

I maghi riducono le distanze con le triple di Chasson Randle e – dopo la terza bomba di KCP – le giocate di Bobby Portis, subito attivo sotto canestro. Il rientro viene però subito stoppato da Kyle Kuzma che dopo aver segnato quattro liberi colpisce da oltre i 7.25, 57-46 con 4’32” sul cronometro.

I Lakers non riescono a controllare i rimbalzi e concedono spazio a Jabari Parker, che trova due putback oltre a convertire un gioco da tre punti.

LeBron James – dopo un altro airball, questa volta dall’arco – prova a lasciare il segno sulla gara e dopo il jumper prima…

…chiude la transizione alla sua maniera, poi premia ancora un taglio di Kuz. 66-54 ad 1’34” dalla fine del tempo.

La schiacciata di Bryant ed il libero di Williams fissano il punteggio al rientro nelle locker room: 67-56.

Gara al momento caratterizzata dall’allegria delle difese, con tanti tiri non contestati e troppi rimbalzi offensivi concessi. Tipico di una sfida tra due franchigie che non hanno più nulla da chiedere alla stagione.

Lakers-Wizards, Beal prova a riaprire la gara

I gialloviola partono forte e dopo i liberi di McGee puniscono le perse dei Wizards con le triple di LeBron e Rajon Rondo. 75-58 e timeout per Brooks dopo neppure due minuti di gioco.

James è in controllo ed alterna conclusioni personali, segnando due jumper, a servizi per i compagni: McGee…

…schiaccia, Kuz e KCP sbagliano.

Non sbaglia Bradley Beal che sfrutta l’accoppiamento con Rondo per colpire due volte in poco più di venti secondi da tre, 70-83 con 7’14” da giocare, time per coach Luke Walton.

Il prodotto di Florida è immarcabile per gli esterni lacustri e segna ancora due volte oltre a convertire tre liberi. Per il #3, nonostante due liberi sbagliati, diciassette punti consecutivi.

Con LBJ in panca l’attacco lacustre si affida a KCP – a segno due volte dall’arco – ed alla transizione, anche perché tutte le altre soluzioni si tramutano in delle perse, ben otto. Lo stesso Pope, Lance e Rondo spingono e trovano la via del canestro, 95-79 con 1’43” da giocare nel quarto.

Il layup di Parker ed i liberi di Wagner chiudono la frazione, 97-83.

Lakers-Wizards, lacustri in controllo

Con Beal in panca, Washington si affida alle iniziative di Jordan McRae – oltre 30 di media con i Capital City Go-Go in G League – unico in grado di costruire buone soluzioni dal palleggio. Dopo la tripla di Alex Caruso, LeBron serve due volte Wagner e realizza il jumper del 106-91 con 7’49” da giocare nel quarto.

Rientra Bradley, subito a segno dalla lunetta, che con Tomas Satoransky prova a riportare sotto i Wizards. James prima di rientrare in panca segna e pesca McGee che…

…schiaccia il 110-98.

Il solito BB3 riporta i suoi sul -9 ma è il solo a trovare la via del canestro. Rondo lancia KCP in transizione, LBJ – rimesso da Walton – ragala la schiacciata a McGee. 119-114 a cento secondi dalla sirena e partita praticamente finita.

I coach svuotano le panche, Scott Machado completa il gioco da tre punti e, oltre a segnare i primi punti in gialloviola, fissa il punteggio finale: 124-106.

Lakers-Wizards, tre lacustri oltre i 20

LeBron dopo un brutto inizio di gara sale di giri e prende il controllo della gara. James in poco più di 32 minuti chiude con 23 punti, 7 rimbalzi e 14 assist con 11/20 al tiro (1/6 da tre) e due liberi sbagliati.

Impreciso Kuzma, che si è visto solo nella parte centrale del secondo quarto. Per Kyle 15+4 con 5/15 dal campo. Meno dannoso del solito Rondo (7+3+10) prontamente rimosso dalla copertura su Beal visti i disastrosi risultati.

Tra un’amnesia difensiva ed un goaltending continua il buon momento di McGee, autore di 20 punti con 9/11 al tiro. Per JaVale anche 15 rimbalzi e 4 stoppate. Come il bicampione NBA, bene – in vista della FA? – KCP che mette a referto 29 punti con 6/12 da tre.

Bene Lance (7+10+5) dalla panca, autore della play of the game alla fine dei primi dodici minuti di gioco. Discreto Wagner (11 con 4/5) che perde qualche possesso di troppo. Solita dose di grinta ed energia per Caruso e Williams. Primo canestro con i Lakers per Machado.

Lance Stephenson and Jeff Green, Los Angeles Lakers vs Washington Wizards at Staples Center
Lance Stephenson and Jeff Green, Los Angeles Lakers vs Washington Wizards at Staples Center (Yong Teck Lim, Getty Images)

Troppo solo Beal (32+5 con 10/19 dal campo) per poter provare ad impensierire LBJ e compagni. Con Bradley gli unici in doppia cifra sono Parker (18) e Portis (10+7+4) dalla panca. Poco brillante al tiro Satoransky (8+5+11 con 4/10). Dopo un buon avvio si spegne Bryant, mentre Ariza si vede per meno di sette minuti.

Box Score su NBA.com

Lakers-Wizards, Walton su Lance e Rondo

-8. La fine della stagione è sempre più vicina.

Come le altre di questo periodo, gara che non lascia spunti ed è buona soltanto per concludere dignitosamente la stagione. I lacustri sono stati in controllo praticamente dell’inizio ed hanno vinto tutte e quattro le frazioni.

Walton ha fine gara ha parlato sia del canestro di Lance che di Rondo:

<Sono felice che Lance abbia segnato, capisco che gli altri abbiano apprezzato, ma si tratta comunque di un canestro. […] Mi ha impressionato di più come è andato a rimbalzo, piuttosto che quella giocata.>

<A Rajon ho chiesto di fare più passaggi al petto che schiacciati, tutto qua.>

Back-to-back per i Los Angeles Lakers, che tornano in campo domani notte – 00:00 italiane – per affrontare alla Vivint Smart Home Arena gli Utah Jazz.

Wizards, Jabari Parker vale una riconferma? Beal: “Potrà esserci utile”

Il mercato NBA di febbraio è servito agli Washington Wizards per fare chiarezza, alleggerire un monte salari oberato da contratti pesanti, e per portare nella capitale talento e forze fresche.

L’arrivo via Chicago di Jabari Parker e Bobby Portis non è servito a Bradley Beal e compagni per centrare una qualificazione ai playoffs in una stagione difficile sin dall’inizio, e complicata ulteriormente dagli infortuni di Dwight Howard prima e di John Wall poi.

Fallito l’ingresso nella post-season per la sola seconda volta nelle ultime cinque stagioni, l’obiettivo dichiarato del proprietario Ted Leonsis è quello di una rapida “ristrutturazione” della squadra attuale. Nei piani di Mr Leonsis, la parola “ricostruzione” non compare, non almeno in questa fase. La presenza di una star conclamata come Beal (sotto contratto per le prossime due stagioni), rappresenta un punto d’appoggio saldo per risollevare da subito le sorti della squadra.

Il front office degli Wizards, guidato dallo storico GM Ernie Grunfled, sara chiamato in estate a scelte importanti, riguardanti la free agency di Tomas Satoranky, Bobby Portis e Thomas Bryant, e la team option prevista sul secondo ano di contratto per Jabari Parker.

Satoransky e Bryant sono state le due note positive della brutta stagione nella capitale. I due giovani si sono rivelati giocatori di ruolo affidabili e di valore.

Bobby Portis, giocatore prezioso e con capacità di aprire il campo, ha fornito numeri solidi nelle 19 partite sinora disputate in maglia Wizards.

Bradley Beal: “Jabari Parker giocatore versatile, ci sarà utile”

Più complesso il discorso relativo a Jabari Parker. L’ex giocatore dei Milwaukee Bucks è titolare di un biennale da circa 40 milioni di dollari, in scadenza nel 2020. Al pari di Portis, Parker ha garantito solidità e punti a coach Scott Brooks, e si è guadagnato un attestato di stima dalla star della squadra, Bradley Beal:

Mi piace tantissimo come giocatore. Jabari è versatile, può giocare spalle a canestro, da esterno… lo si può mettere ovunque in campo, mi è piaciuto tantissimo giocare con lui e credo che Jabari possa essere un pezzo importante del nostro futuro

Parole riprese da coach Brooks: “Credo che Parker non abbia ancora raggiunto il massimo del suo potenziale. Il suo impegno e la sua dedizione qui con noi sono stati impeccabili, non vedo in lui necessariamente un centro, o un’ala. E’ un giocatore versatile, può coprire qualunque posizione“.

La versatilità di Jabari Parker, reduce da due gravi infortuni alle ginocchia nonostante la giovane età, è stata però nei primi anni di carriera perlopiù un ostacolo.

L’esplosione di un altro atipico come Giannis Antetokounmpo ha rapidamente allontanato Parker da Milwaukee. Dopo un inizio incoraggiante a Chicago, l’avvicendamento Fred Hoiberg-Jim Boylen, rigido allenatore di scuola Spurs, ha spinto l’ex Duke Blue Devils ai margini delle rotazioni, prima della trade che lo ha portato a Washington.

Gli Wizards dovranno decidere se esercitare l’opzione sul secondo anno di contratto di Parker, consci del fatto che tale mossa non permetterebbe a Washington di trattenere il terzetto Satoransky, Bryant e Portis.

Bradley Beal giura fedeltà ai Wizards: “Morirò con questa maglia”

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Bradley Beal e il suo futuro con i Washington Wizards sono stati argomenti molto spesso al centro dell’attenzione cestistica statunitense e non. Beal è stato spesso menzionato tra i candidati nelle potenziali trade della franchigia della capitale, e spesso sono sorti dei fraintendimenti.

 

Tutto è iniziato con il pessimo inizio di stagione degli Wizards, 8 sconfitte di fila all’esordio e i buoni propositi di stagione già falliti. Inoltre, oltre alla già pessima situazione di risultati, si uniscono infortuni a vari membri del team. John Wall in primis, che dopo essersi operato al tallone, si rompe il tendine d’Achille cadendo dalle scale di casa. Dopodiché è toccato a Dwight Howard, tormentato dai problemi alla schiena. Ciò ha portato il presidente della società a mettere tutti i componenti della squadra sul mercato, e a chiudere diverse trade a febbraio.

 

Anche Bradley Beal è stato accostato ad alcune squadre, Los Angeles Lakers e Toronto Raptors in primis, ma dopo aver giurato più volte fedeltà alla maglia, Ted Leonsis lo ha tolto dal mercato. Inoltre Leonsis ha anche dichiarato che i due all-star della squadra non si sarebbero mossi dalla capitale, portando Beal ad affermare i suoi pensieri una volta di più.

 

Bradley Beal: “Morirò con la canotta degli Wizards

 

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“Sono diverso da molte persone, odio i cambiamenti. Ha detto Beal a Chris Haynes di Yahoo Sports. “Odio cambiare. Sai, odio tutto ciò, se potessi morirei con la canotta degli Wizards al 100%. Finché arriverà quel giorno, mi godrò il contratto giorno dopo giorno. Se la franchigia vuole tenermi, rimarrò, se non vogliono, è stato bello”.

 

Beal ha poi aggiunto che apprezza la lealtà perché è così che è stato cresciuto, e ha promesso di continuare a dare tutto per il suo club.

 

“Alla fine della giornata, sono qui.” Ha detto Beal.Non penso che andrò da qualche parte e me lo hanno chiarito, e finché arriverà il giorno che dovrò cambiare canotta, combatterò duramente per ottenere un anello“.

Bradley Beal reclutatore per Washington: “Sta andando molto bene”

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L’All Star Game 2019 di Charlotte che si è da poco concluso non ha solo regalato spettacolo sul campo, bensì qualcosa sembra essersi mosso anche “dietro le quinte”.

 

La star dei Wizards Bradley Beal ha voluto sfruttare l’importante evento per reclutare, fra gli all star in scadenza di contratto, colleghi con cui giocare a Washington.

 

Secondo quanto raccontato dallo stesso n°3, le sue conversazioni potrebbero aver portato risultati graditi per i tifosi Wizards, riuscendo ad ottenere l’interesse di qualche stella.

 

Fino a non molto tempo fa, Bradley Beal sembrava sul punto di partenza, eppure il suo eccellente rendimento sembrerebbe aver fatto cambiare idea alla dirigenza della franchigia della capitale USA. Anche lo stesso giocatore aveva annunciato di voler concludere la propria carriera in maglia Wizards.

 

Bradley Beal reclutatore per Washington, “Non farò nomi”

 

“E ‘stato davvero pazzesco”, ha detto Beal dopo la partita di domenica a Fred Katz di The Athletic“Molti ragazzi venivano a parlarmi e mi chiedevano come mi sentivo: il processo di reclutamento sta andando davvero bene, sta andando tutto bene, ci sto provando, questo è nuovo per me”.

 

Beal Ha comunque precisato la sua chiara volontà di non fare alcun nome, in primo luogo per evitare inutili polemiche di tampering, “Non farò nessun nome. Li terrò per me, sperando di poter fare qualcosa in estate”.

 

Bradley Beal è titolare di un contratto che scadrà nel 2020-2021, quindi in caso di arrivo di un’altro top player, i Wizards non avranno nessuna necessità di inserirlo in qualche trade ed iniziare il processo di rebuilding. Il roster a disposizione di coach Scott Brooks gode già di un grande duo (Wall e appunto Beal), che potrebbe lottare per i vertici della Eastern Conference nell’eventualità di un nuovo importante innesto.

 

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All Star Game 2019, a Charlotte Durant MVP, Giannis raccoglie il testimone di LeBron James

All-Star Game 2019, Team LeBron batte Team Giannis per 178-164, è Kevin Durant l’MVP della partita di Charlotte.

31 punti e 7 rimbalzi per la star dei Golden State Warriors, che vince per la seconda volta in carriera il premio di miglior giocatore della Partita delle Stelle (la prima nel 2012). La squadra di capitan James rimonta uno svantaggio vicino ai 20 punti nel terzo periodo, e chiude con una quarta frazione da 46 punti (96 punti nel solo secondo tempo!).

Sono ben 62 (record per l’All-Star Game) i tiri da tre punti mandati a bersaglio dalle due squadre. 20 punti in uscita dalla panchina per Klay Thompson e 18 per Damian Lillard (Team LeBron), mentre il leggero infortunio alla spalla sinistra limita Anthony Davis a soli 5 minuti di gioco.

Kawhi Leonard e Kyrie Irving contribuiscono con rispettivamente 19 e 18 punti. Sono 7 i punti in 16 minuti di gioco per Dwyane Wade, al suo ultimo All-Star Game.

La gara non devia dal consueto copione della Partita delle Stelle. Zero difesa, tantissimo talento in campo, numeri ad alta quota e tanti sorrisi tra compagni ed avversari.

Giannis Antetokounmpo guida la sua squadra con 38 punti, Steph Curry sfiora la tripla-doppia (17-9-7) nonostante un ben poco “stellare” 6 su 23 al tiro. Khris Middleton dimostra la bontà della sua convocazione con 20 e 6 triple a bersaglio uscendo dalla panchina, mentre il padrone di casa Kemba Walker si ferma a soli 4 punti segnati in 20 minuti di gioco.

9 punti infine per Dirk Nowitzki, al pari di Wade all’ultima partecipazione in un All Star Game (ma non necessariamente all’ultima stagione in carriera, come dichiarato dal tedesco), con tre triple a bersaglio in soli 5 minuti di campo. 12 minuti e 6 punti al suo primo All-Star Game per D’angelo Russell dei Brooklyn Nets, che sostituisce l’infortunato Victor Oladipo.

All Star Game 2019, Dirk Nowitzki e Dwyane Wade ai saluti

Dirk Nowitzki e Dwyane Wade sono stati inseriti d’ufficio dal Commissioner NBA Adam Silver nel roster delle due squadre, un giusto tributo alla carriera di due tra i giocatori più forti della loro epoca, vincitori di 4 titoli NBA e rispettivamente 14 e 13 volte All-Star in carriera.

Voglio ringraziare il Commissioner e la NBA per aver permesso a me e Dwyane di essere qui ancora una volta, lo abbiamo apprezzato molto. Grazie naturalmente a tutti i tifosi in tutto il mondo per il grande supporto, buona partita! (…) voglio ringraziare tutti i giocatori qui presenti, il Gioco è in buonissime mani con loro, lasciare la pallacanestro giocata sarà più facile con persone così. Ragazzi siete fantastici, grazie per l’opportunità

– Dirk Nowitzki e Dwyane Wade all’ultimo All-Star Game  –

Saluta dunque l’All-Star Game Dwyane Wade, che ha approfittato del weekend di pausa per “introdurre” all’ambiente NBA il primogenito Zaire, interessantissimo prospetto liceale e probabile futuro giocatore NBA.

Con la sua 15esima apparizione in quintetto base, LeBron James ha eguagliato il record di Kobe Bryant. La Partita delle Stelle di Charlotte è stata inoltre l’occasione del debutto tra i grandi per D’Angelo Russell, Ben Simmons, Nikola Jokic, Khris Middleton e Nikola Vucevic.

10 i punti per Simmons (ma niente tiro da tre punti, nemmeno in una partita di esibizione…), rispettivamente 6 e 4 per i due Nikola in campo, Jokic e Vucevic, in 13 e 11 minuti di gioco.

Gara tranquilla per l’MVP in carica James Harden (12 punti in 26 minuti di campo), che in partita viene infilato da un letale “step-back three” da Paul George, che a fine partita “infierisce” sul suo avversario:

Gliel’ho fatta pagare (ride, ndr)… è sempre divertente giocare contro James (Harden, ndr), è uno dei migliori giocatori della lega. Ma oggi gli ho fatto assaggiare un po’ della sua medicina! Anch’io so segnare da tre in step-back, e non è infrazione di passi…

– Paul George su James Harden –

20 i punti a fine gara per George, e 17 per il compagno di squadra Russell Westbrook.

All Star Game 2019, weekend “di lavoro” per Bradley Beal

La pausa per l’All Star Game è stata l’opportunità per la star degli Washington Wizards di lasciarsi temporaneamente alle spalle le difficoltà della sua squadra, travolta dagli infortuni, rimescolata dalle tante trade ed impegnata in una difficile rincorsa all’ultimo posto disponibile ai playoffs della Eastern Conference.

La star degli Wizards ha chiuso la sua gara con 11 punti in 17 minuti di gioco.

Per stessa ammissione di Beal però, il weekend non è servito da semplice momento di evasione dai tormenti capitolini. Come riportato da Chase Hughes di NBCS Washington, l’ex stella dell’università di Florida ha impiegato parte del suo tempo in “attività di reclutamento” tra colleghi All-Star e non solo. L’obiettivo? Convincere una seconda star e\o potenziali rinforzi a raggiungerlo a Washington: “Non posso fare nomi” avrebbe dichiarato Beal “Ma ho avuto riscontri positivi“.

La mancanza di nomi risparmierà a Bradley Beal un’accusa di tampering, ma le attività laterali di “public relations” tra colleghi non sono certo cosa nuova durante l’All-Star Weekend di febbraio. E’ ormai di dominio pubblico la corte serrata che Draymond Green rivolse all’allora star degli Oklahoma City Thunder Kevin Durant, in occasione della Partita delle Stelle 2016, a Toronto.

Le recenti operazioni di mercato condotte dal General Manager Ernie Grunfeld hanno abbattuto il pesante payroll della squadra. Il contratto di John Wall, che sarà costretto a saltare l’intera stagione 2019\20 a causa della rottura del tendine d’Achille, rimane però virtualmente inamovibile.

All Star Game 2019, capitan Giannis: “Io e Khris assieme, fantastico”

Milwaukee Bucks tra le squadre meglio rappresentate alla Partita delle Stelle 2019. Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton in campo, coach Mike Budenholzer e relativo coaching staff in panchina per la squadra a momento detentrice del miglior record NBA (43-14).

A fine gara, così capitan Giannis, felice nonostante la sconfitta:

Nel secondo tempo loro (Team LeBron, ndr) si sono scaldati, hanno cominciato a segnare triple su triple. Ci siamo divertiti, abbiamo giocato assieme… per me e Khris (Middleton, ndr) poter rappresentare i Milwaukee Bucks oggi è stata una cosa incredibile. Partecipare all’All-Star Game è sempre bello, ma parteciparvi assieme ai tuoi compagni ed ai tuoi allenatori è ancora più bello. Sono contento ed orgoglioso di loro, la nostra squadra è forte, non c’è limite a ciò che possiamo fare

– Giannis Antetokounmpo sui Milwaukee Bucks –

Alla ripresa delle operazioni, i Milwaukee Bucks saranno la squadra da battere ad Est. L’innesto di Nikola Mirotic, arrivato due settimane fa dai New Orleans Pelicans, ha aumentato considerevolmente la potenza di fuoco degli uomini di coach Budenholzer, e reso ancora più complicata la per gli avversari la marcatura sull’atipico per eccellenza Giannis Antetokounmpo, uno dei più seri candidati al titolo di MVP stagionale.

Beal giura fedeltà a Washington: “Voglio concludere qui la carriera”

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Durante uno dei tanti eventi che la NBA ha organizzato in concomitanza con l’inizio dell’All Star Weekend, sono arrivate importanti indicazioni riguardo il futuro di Bradley Beal, uno dei partecipanti al match domenicale tra Team Giannis e Team LeBron.

Il giocatore dei Washington Wizards ha effettuato una vera e propria dichiarazione di lealtà verso la squadra in cui milita sin dal 2012, anno del proprio ingresso nella lega.

“Se potrò ritirarmi con questa maglia, lo farò. La lealtà è tutto per me”, ha detto rispondendo alla domanda di un fan.

Beal giura fedeltà a Washington: la dirigenza Wizards ricambierà?

Nonostante queste parole, pronosticare il futuro del n°3 sembra estremamente complicato, vista la situazione difficile in casa Wizards. Nel corso degli scorsi mesi, complice la stagione fin qui fallimentare della franchigia della capitale USA, spesso i nomi dello stesso Beal e di John Wall sono stati inseriti nei rumors di mercato. Il grave infortunio subito da Wall però, potrebbe aver drasticamente modificato i pieni della dirigenza.

In estate gli Wizards si troveranno di fronte ad una scelta che, nel bene o nel male, cambierà le sorti della squadra: mettere in atto il rebuild o proseguire con il roster attuale.

Sicuramente costruire un sistema intorno ad un due volte all star come Bradley Beal, non potrebbe essere considerata una scelta sbagliata. Il venticinquenne sta realizzando medie estremamente interessanti: 25.1 punti, 5.1 rimbalzi e 5.4 assist a partita, tirando col 34.9% da tre.

 

Raptors, un tiratore per i playoffs e le carte in regola per Bradley Beal

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Toronto Raptors alla ricerca di un tiratore, con la suggestione Bradley Beal.

Il sogno probito di ogni contender NBA, la guardia degli Washington Wizards Bradley Beal, non è mai stato ufficialmente in vendita. Il prdotto di Florida ha sin dalle prime difficoltà della squadra rispedito al mittente ogni voce di mercato che lo riguardasse, dedicandosi anima e corpo alla difficile rincorsa ai playoffs.

Voto di fedeltà rinnovato in quel di Londra, prima della vittoria dei suoi Wizards sui New York Knicks nell’edizione 2019 di NBA London Game, per voce del proprietario della squadra Ted Leonsis: “Bradley (Beal, ndr) mi ha promesso i playoffs, i Washington Wizards non si daranno mai al tanking“.

La disgraziata stagione di Washington (un inizio da incubo, l’infortunio di Dwight Howard, i problemi di spogliatoio, le trade, lo stop di John Wall) ha dato presto il via libera alle fantasie (di mercato) più sfrenate sull’ex Florida Gators, autore sinora di una stagione da quintetto All-NBA (24.9 punti, 5 rimbalzi e 5 assist a gara con il 35.4% da dietro la riga dei tre punti in ben 37.3 minuti a partita), e destinato alla sua seconda convocazione consecutiva all’All-Star Game.

Los Angeles Lakers e Toronto Raptors le squadre più attrezzate per intavolare una – al momento improbabile – trade per la stella degli Washington Wizards. Del valore attuale – e soprattutto di mercato – dello “young core” dei Lakers si è già detto di tutto in soli tre mesi di regular season.

Toronto Raptors e Bradley Beal, serve un tiratore…

 

I lanciatissimi Raptors (35-13) hanno superato alla grande la prima metà di una stagione che potrebbe definire i destini della pallacanestro in città per i prossimi 10 anni. Ad Est, Toronto è assieme ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo la favorita d’obbligo per la finale NBA. Il General Manager dei Raptors Masai Ujiri ha puntato tutto su Kawhi Leonard, con l’obiettivo di convincere l’MVP delle finali 2014 a rimanere in Canada oltre la presente stagione.

Una corsa trionfale sino alle Finals aiuterebbe. Mettere le mani su un giocatore di 26 anni, una stella nascente della nuova generazione di fenomeni NBA che sarà sotto contratto per altre due stagioni oltre all’annata in corso garantirebbe continuità al progetto Raptors anche in caso di addio di Leonard e – cosa più importante – potrebbe rivelarsi la carta giusta per trattenere l’ex Spurs in città a lungo.

I Toronto Raptors sono alla ricerca di un tiratore che possa aumentare la pericolosità dall’arco degli uomini di coach Nick Nurse. I Raps sono 24esimi per percentuale, ma 11esimi per tentativi da tre punti a gara.

Kyle Lowry sta viaggiando con il massimo in carriera per assist (9.4) ma il suo 31.1% da dietro l’arco è la peggior prestazione dalla stagione 2009\10 per la guardia 32enne.

Poco meglio del 4 volte All-Star Lowry fanno gli specialisti C.J. Miles (28.9%) e Fred VanVleet (36%). Danny Green sta vivendo in canada una seconda giovinezza, mentre i giovani Paskal Siakam (candidato al premio di giocatore più migliorato dell’anno) e OG Anunoby non sono ancora diventati tiratori affidabili (i playoffs potrebbero metterne a nudo i limiti in questo senso) Il nuovo arrivo Patrick McCaw non può essere la risposta ai problemi al tiro pesante dei Raptors.

Un pacchetto incentato su Jonas Valanciunas, OG Anunoby (Siakam è considerato incedibile) e\0 C.J. Miles e scelte future (Toronto detiene i diritti su tutte le proprie future scelte ad eccezione di quella del 2019 di proprietà degli Spurs) – ed eventuali variazioni sul tema – sarebbe quanto di meglio gli Washington Wizards potrebbero sperare di ottenere a febbraio (i Los Angeles Lakers non intendono muoversi). Valanciunas ha 26 anni ed un contratto in scadenza nel 2020 (player option, come Miles), OG Anunony è un prospetto di grande potenziale.

E Bradley?:

Bradley vuole vincere, vuole competere al massimo livello possibile, vuole giocare per il titolo. Credo che stia iniziando a vedere dei progressi (a Washington, ndr), ed il ragazzo è intenzionato a fare qualsiasi cosa per aiutare e guidare la sua squadra. Gli Wizards sono finiti sul fondo (ad inizio stagione, ndr), ed ora Bradley sta cercandi di fare di tutto per tirarli fuori

– Mark Bartelstein, agente di Bradley Beal –

Wizards vincenti a Londra, Ted Leonsis suona la carica: “Tanking? Mai, nostro obiettivo i playoffs”

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Ted Leonsis, proprietario degli Washington Wizards, aveva un sogno: “50 vittorie e la finale di Conference – come minimo”. Il trionfo nella Stanley Cup 2018 dei suoi Washington Capitals avrebbe dovuto funzionare da trampolino di lancio per degli Wizards forti di 3 All-Star (Wall-Beal-Howard) e di una panchina rinforzata dagli arrivi di Jeff Green da Cleveland e dalla Finale NBA, e di Austin Rivers dai Los Angeles Clippers.

Era solo ottobre.

4 mesi malcontati dopo, gli Washington Wizards (19-26) di Bradley Beal, Tomas Satoransky e poco altro sbarcano a Londra per sfidare i New York Knicks e tenere vive le speranze di playoffs, nonostante una prima metà di stagione da incubo.

Un posto di rincalzo ad Est non si nega a nessuno, da anni ormai. Fuori John Wall (intervento al piede sinistro, stagione finita), fuori da subito Dwight Howard (seconda operazione alla schiena, rientro previsto a… chissà), via Austin Rivers, via Kelly Oubre Jr, dentro il talismano Trevor Ariza, minuti di valore per la classe operaia NBA, rappresentata al suo meglio da Sam Dekker da Cleveland, dal secondo anno Thomas Bryant, persino dall’undrafted Chasson Randle, passato anche dalla massima serie ceca.

Alla o2 Arena di Londra il copione funziona alla perfezione, e salva “capra e cavoli” per la NBA nonostante le assenze per infortunio ed i problemi di politica internazionale.

Wizards sotto di 10 all’intervallo, sotto di 12 a fine terzo quarto contro dei Knicks (10-34) privi di Trey Burke, Enes Kanter, ovviamente di Kristaps Porzingis (“non schierato” nemmeno per gli autografi) e guidati dall’arrembante Emmanuel Mudiay (25 punti e 7 rimbalzi a fine gara).

Un quarto quarto giocato all’assalto riporta (ça va sans dire) gli Wizards in partita. Dekker suona la carica, Beal e Otto Porter Jr (20 punti e 11 rimbalzi in uscita dalla panchina) sorpassano a destra i Knicks (92-91) con 4:34 ancora da giocare. Mudiay non permette alla gara di sfuggirgli di mano ed a 33 secondi dal termine il punteggio dice +1 New York (100-99 su canestro di Noah Vonleh).

Sbaglia Beal da tre, ri-sbalgia Kevin Knox sempre da tre (infrazione di 24 secondi annessa) e con 0.4 decimi di secondo sul cronometro della partita è Thomas Bryant a depositare nella retina l’assist di Trevor Ariza per il definitivo 101-100 (Allonzo Trier devia il layup di Bryant ma la palla è già in parabola discendente).

 

Washington Wizards, Ted Leonsis: “Tanking? Mai”

 

Vittoria, coriandoli e speranze di playoffs sempre vive per gli Washinton Wizards. Le circostanze hanno costretto Mr. Leonsis a correggere il tiro, ma non hanno fiaccato la volontà di vedere la sua squadra ancora tra le 16 grandi:

Si fissano degli obiettivi, ed è a questi che bisogna guardare. Il nostro obiettivo è fare i playoffs, e fare meglio di quanto fatto lo scorso anno. Questo farebbe della nostra stagione un successo, nonostante tutto. E incoraggiante sapere che nessuno dei ragazzi si stia piangendo addosso. Per tanti di loro è una nuova opportunità, ci sono giocatori che stanno avendo tanti minuti, e tutti vogliono trarre il massimo da tale opportunità. L’obiettivo della squadra sono i playoffs

– Ted Leonsis sugli Washington Wizards –

 

Con la vittoria di Londra, sale a 7-4 il record degli Wizards in assenza John Wall. Bradley Beal è uno dei motivi principali della tenuta della squadra:

Bradley Beal me l’ha promesso: ‘andremo ai playoffs, abbiamo abbastanza armi, non la deluderemo’ Per cui, chi sono io per cambiare piani in corsa? Ninete scuse, per noi sarebbe stato facile dare la colpa agli infortuni, ma non lo faremo (…) siamo stati a Philadelphia, loro avevano scarpe con il motto ‘Trust The Process’. Per anni (i Sixers, ndr) hanno faticato (…) giocare a perdere sistematicamente è una cosa rischiosa, non credo si possa ordinare a giocatori e staff di perdere apposta. Noi non ci daremo mai al tanking. Quando rilevai la squadra, il nostro piano fu liberarsi dei contratti pesanti e ricostruire via draft. E l’abbiamo fatto, siamo stati in grado di trattenere qui le nostre prime scelte con un secondo, a volte con un terzo contratto. Questa è stata a nostra versione di “The Process”. E non è una cosa che ho intenzione di ripetere a breve, per cui non dirò a nessuno di cercare di non vincere troppe partite. Se questa squadra sarà in grado a fine stagione di partecipare ai playoffs, sarà un risultato fantastico (…) se non saremo in grado di tener fede ai nostri obiettivi, allora bisognerà prendere dei provvedimenti, questo è certo. Ci penseremo a tempo debito, ma ora siamo solo alla 40esima partita. Le decisioni possono attendere

Wizards, prima tripla doppia in carriera per Satoransky e Bucks KO: “Difesa e tiro da tre punti le chiavi “

Prima tripla doppia in carriera per Tomas Satoransky, la point-guard ceca ex Barca ed un Bradley Beal da 32 punti conducono gli Washington Wizards alla vittoria casalinga per 113-106 su dei Milwaukee Bucks privi di Giannis Antetoukounmpo.

Un problema muscolare ferma precauzionalmente il greco dei Bucks, Ersan Ilyasova prende il posto di Giannis in quintetto base e chiude con 12 punti e 5 rimbalzi in 25 minuti di gioco. Khris Middleton ed Eric Bledsoe si caricano sulle spalle l’attacco della squadra allenata da coach Mike Budenholzer, ma le percentuali di tiro dei due ne risentono. Middleton chiude con 21 punti e 3 su 9 dalla lunga distanza, mentre l’ex Clippers e Suns non fa meglio di 7 su 21 al tiro, ma sfiora la tripla doppia (18 punti, 8 rimbazli e 9 assist).

I Bucks chiudono con 13 su 40 da dietro l’arco, mentre per gli Wizards il solo Trevor Ariza segna 6 delle 12 conclusioni pesanti tentate (20 punti in 40 minuti per l’ex Rockets). Bradley Beal piazza l’ennesima prova da almeno 24+5+5 della sua stagione (32 punti, 5 rimbalzi, 7 assist e 3 recuperi) e Satoransky guida le danze per gli Wizards, siglando la sua prima tripla doppia in carriera (18 punti, 12 rimbalzi e 1o assist in 35 minuti d’impiego).

Gli Washington Wizards fanno gruppo contro la cattiva sorte che ha privato la squadra di coach Scott Brooks di John Wall (operazione al piede destro e stagione finita), Dwight Howard (schiena) e Markieff Morris (collo), e salgono a 18-25 (5 vinte e 3 perse dallo stop forzato di Wall). Record valido per la decima piazza ad Est, a due partite di distanza dagli Charlotte Hornets.

Wizards, Tomas Satoransky: “Siamo migliorati in difesa”

 

Nel posta partita, arrivano per Tomas Satoransky i complimenti pubblici di Bradley Beal: “E’ stato grande, siamo tutti contenti per lui. A fine partita gli abbiamo fatto una bella doccia celebrativa, ci ha dato grande energia ed ha saputo cogliere il momento“.

Così il diretto interessato a fine gara:

Siamo migliorati molto in difesa ultimamente, in campo si vede. Lottiamo su ogni possesso, anche quando il nostro attacco non gira. Nel secondo quarto qualche palla persa di troppo avrebbe potuto scoraggiarci, ma abbiamo tenuto duro e siamo rimasti in partita. abbiamo difeso di squadra e tirato bene in attacco (…) era solo questione di tempo, i tiri che creiamo sono buoni, Jeff (Green, ndr) e Trevor (Ariza, ndr) hanno trovato ritmo nel secondo tempo, quando ne avevamo bisogno (…) La tripla doppia? E’ una bella iniezione di fiducia, le partite NBA sono così, bisogna riuscire a rimanere continui per tutto l’arco della gara

– Tomas Satoransky –

Bradley Beal sul mercato, i Washington Wizards stabiliscono il prezzo

Si riaprono le voci di mercato riguardo Bradley Beal dei Washington Wizards. La franchigia della capitale starebbe pensando seriamente di smantellare la squadra a causa della pessima stagione in corso, caratterizzata da numerose sconfitte ed infortuni. Le previsioni erano ben diverse a inizio stagione. Austin Rivers definiva infatti la sua, oramai ex, squadra come una mina vagante.

Vari gli infortuni: in primis John Wall, fuori per tutto il resto della stagione a causa di un’ operazione al piede sinistro, Marcus Morris, fuori 6 settimane, e Dwight Howard, alle prese coi problemi alla schiena da inizio stagione.

Inoltre Kelly Oubre jr. e Austin Rivers sono stati sbarcati ai Phoenix Suns, in cambio di Trevor Ariza (salvo poi Rivers finire a Houston).

Il record attuale degli Wizards è di 15-24, 11esimi ad est e playoff lontani. I rumors sono iniziati già quando i maghi partivano in stagione con un record di 2-9, e tutta la squadra si trovava sul mercato.

Breadley Beal, prezzo fissato per il giocatore

I Washington Wizards hanno stabilito il prezzo per Breadley Beal: 2 giocatori e 2 seconde scelte al draft, secondo quanto riportato da Sean Deveney di Sporting News.

Beal rimane probabilmente il giocatore più appetibile per le altre franchigie NBA che cercano di concludere accordi importanti. La guardia tiratrice di 25 anni è un elite nel suo ruolo. Tiratore micidiale, grande atleta, buon passatore, pecca solo di costanza, con prestazioni a volte altalenanti. Si trova sotto contratto fino al 2021 con uno stipendio annuo di $27 milioni.

Tra le squadre interessate sono spiccati i Toronto Raptors, che con l’innesto di Beal potrebbero diventare una seria contender al titolo.

Beal, in 39 partite giocate quest’anno, sta collezionando medie di tutto rispetto: 23.9 punti di media, 4.9 rimbalzi e 4.8 assist, e 1.2 palle rubate, tirando col 46% dal campo, 34% da 3 punti in 36.7 minuti di impiego a partita.

I Cavs distruggono gli Wizards, John Wall: “In campo anche se infortunato, stasera non riuscivo a muovermi”

Sexton-Burks-Osman-Blossomgame-Thompson. Questo il quintetto dei Cleveland Cavs che ha battuto i sempre più disfunzionali Washington Wizards, e tenuto John Wall alla miseria di 1 punto segnato in 26 minuti di gioco.

I Cleveland Cavaliers (6-20), reduci da due settimane di trade che ne hanno rimescolato il roster, ruotano otto giocatori, hanno 12 punti con 4 su 4 da dietro l’arco in 14 minuti dal two-way contract Jalen Jones e tirano col 52.8% dal campo (15 su 31 da tre punti). Collin Sexton segna 29 punti con 6 assist e guida i suoi Cavs al 116-101 finale.

Clevland segna 38 punti nel primo quarto e tocca il +28 nella terza frazione di gioco.

Per gli Wizards è notte fonda. Bradley Beal vende cara la pelle, come sempre: 27 punti, 4 rimbalzi, 5 assist in 33 minuti sul parquet, mentre i suoi compagni affondano e John Wall chiude con la peggior partita della sua carriera NBA.

Wizards, John Wall: “In campo non riuscivo a muovermi”

 

Nel post gara, John Wall (1 punto, 4 rimbalzi e 6 assist in 26 minuti) ha spiegato di convivere da qualche tempo con un problema al piede sinistro, uno sperone osseo che causa fastidio ed infiammazione all’ex Kentucky Wildcats:

Non riuscivo quasi a muovermi, in campo. Figuriamoci correre. Probabilmente non avrei dovuto giocare (…) è colpa mia, ho voluto giocare lo stesso e questi sono i risultati, convivo da un po’ con questo problema fisico (…) alcuni giorni va bene, altri va male. Bisogna solo tenere d’occhio la cosa, e non tentare di forzare e giocare sopra il dolore. Correre è quasi impossibile

– John Wall dopo Wizards-Cavs –

 

 

MVP di serata Tristan Thompson. Per il veterano dei Cavs 23 punti, 19 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, mentre sono 13 i punti dalla panchina di Larry Nance Jr, con 7 rimbalzi e 7 assist.

Bradley Beal non accampa scuse per la pessima prestazione dei suoi: “Partita inaccettabile. Ci vuole maggior ordine in campo, stasera non abbiamo avuto nemmeno lontanamente la stessa intensità delle ultime tre partite“.

I problemi fisici di John Wall e la malaparata ormai delineatasi per gli Washington Wizards potrebbero spingere il front office capitolino –  e lo stesso Wall – ad uno stop precauzionale per la star degli Wizards. Washington tornerà in campo lunedì notte ad Indianapolis, per sfidare gli Indiana Pacers.