Kobe Bryant: “Giusto scambiare Ball, Ingram e Kuzma per Davis”

Secondo Kobe Bryant i Lakers dovrebbero scambiare il loro nucleo giovane per arrivare ad Anthony Davis. Senza peli sulla lingue il Black Mamba che “demolisce” di fatto il progetto giallo-viola di puntare sui vari Lonzo Ball, Brandon Ingram e Kyle Kuzma in questi anni per svilupparli al meglio ed essere il futuro della franchigia.

Qualcosa in questo senso, tuttavia, si era già visto quando Magic e Pelinka provarono a portare il lungo dei Pelicans qui a Los Angeles mettendo di fatto sulla bilancia tantissimi giocatori, compresi, in una specifica offerta, anche questi 3.

Kobe Bryant sicuro: “Se puoi prendere Davis… “

“Kuzma, Lonzo, Ingram… questi 3 sono migliori di Anthony Davis? No! Ciao! Davis è uno dei migliori giocatori al mondo. Di cosa stiamo parlando? Se puoi fare trading per arrivare a lui lo fai sennò rimani con tre giocatori molto giovani che lavorano sodo, sono intelligenti ma devono ancora svilupparsi, vero, ma Anthony Davis è qualcosa di superiore”, le parole di Bryant a AS.com.

Le voci di un possibile approdo di Davis ad LA sono state infinite anche dopo la scadenza della trade deadline del 7 febbraio. Indipendentemente da come finirà, questa sarà la saga più drammatica della storia della NBA dal 2010, l’anno della famosa “The Decision” di LeBron James. In caso di arrivo di The Brow ai Lakers quella con James sarà sicuramente la coppia più forte vista in California da quando Kobe Bryant e Shaquille O’Neal hanno portato i giallo-viola alla conquista di 4 titoli della Western Conference e a 3 titoli NBA.

L’ex Lakers sa benissimo di quanto una coppia del genere potrebbe spostare gli equilibri nella Lega, avendo vinto sia con Shaq ma anche con Pau Gasol e dunque la sua posizione ha senso. La domanda è: riusciranno Magic e Pelinka a convincere a portare Davis da LeBron?

 

 

 

 

 

Lakers, Brandon Ingram operato con successo, in campo per il training camp

Brandon Ingram and Taj Gibson, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center

Lakers, Brandon Ingram si è sottoposto con successo ad un intervento di rimozione di un trombo all’altezza del braccio destro, e sarà pronto a tornare in campo per l’inizio della prossima stagione.

A riportare la notizia gli stessi Los Angeles Lakers, tramite account Twitter ufficiale.

Ingram è stato operato al Ronald Reagan UCLA Medical Center di Los Angeles. Lo scorso 9 marzo, esami specialistici evidenziarono la presenza di un coagulo sanguigno all’altezza del braccio destro per l’ala al terzo anno dei Lakers, che avevano fermato il giocatore in via precauzionale.

In 52 partite disputate in questa stagione, Brandon Ingram ha viaggiato a 18.3 punti, 5.1 rimbalzi e 3 assist a gara, con il 49.7% al tiro in 33.8 minuti d’impiego. Ingram salterà pertanto il resto della stagione 2018\19, al pari di Lonzo Ball, e sarà pronto per la ripresa delle operazioni al prossimo training camp di settembre.

Brandon Ingram, l’agente “Pieno recupero”

Subito dopo l’intervento, Jeff Schwartz, agente di Brandon Ingram, ha parlato delle condizioni del suo assistito. Così a Dave McMenamin di ESPN:

Il problema di Brandon (Ingram, ndr) è dovuto alla sua struttura fisica, piuttosto che – e per fortuna – rispetto ad una condizione ematica. Non ci sarebbe potuta essere evoluzione migliore, date le condizioni, una differenza come quella tra il giorno e la notte rispetto alla seconda ipotesi. Brandon è di buon umore e si riprenderà completamente

L’intervento subito da Ingram è un’operazione abbastanza diffusa tra gli atleti professionisti soggetti a ripetizioni frequenti di un certo gesto atletico, come giocatori di baseball o nuotatori. Il giocatore dei Lakers dovrebbe essere in grado di riprendere l’attività tra 8-12 settimane, senza la necessità di seguire terapie farmacologiche che vadano oltre il periodo stimati di recupero.

LeBron James: “Sapevo a cosa sarei andato incontro venendo a Los Angeles”

LeBron James-Lakers-Brandon Ingram and LeBron Jams, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

In una stagione da dimenticare, il problema di salute che ha colpito Brandon Ingram nei giorni scorsi ha rappresentato per i Los Angeles Lakers il punto più basso e difficile.

Con 16 partite ancora di disputare e la zona playoffs ormai lontanissima, LeBron James si trova ora nell’inconsueta posizione di dover trovare un senso a questo finale di stagione, tra infortuni, sconfitte e dubbi sul futuro della squadra.

Un’annata a due facce per i Lakers, in crescita e fiduciosi, e scesi in campo con un record di 19-14 alla Oracle Arena di Oakland per la classica partita di Natale, e poi travolti dagli infortuni in serie di James, Rajon Rondo (mano) e Lonzo Ball (caviglia).

Lo sbandamento di squadra e dirigenza durante i caldissimi giorni della trade deadline di febbraio e della caccia ad Anthony Davis hanno fatto il resto, minando le fragili fondamenta costruite da coach Luke Walton in oltre due mesi di regular season.

LeBron James riflette sull’ultimo periodo della sua squadra, masticando amaro sui tanti problemi ma guardando in ogni caso avanti:

E’ dura, lo ammetto. Sapevo cosa mi avrebbe aspettato venendo qui, ciò che non potevo prevedere era di dover rimanere fuori per infortunio per oltre cinque settimane, e proprio in una fase cruciale per la nostra stagione. Non ci aspettavamo certo che le nostre due point-guard (Rajon Rondo e Lonzo Ball, ndr) si infortunassero contemporaneamente, questo è stato un duro colpo per noi. I nostri giovani sono però dei giocatori puri, amano questo gioco. Continueranno a migliorare ed imparare, noi veterani dobbiamo solo aiutarli ed essere pazienti con loro

LeBron spende poi alcune parole sulla situazione di Brandon Ingram. Il giocatore dei Los Angeles Lakers è stato fermato dalla squadra dopo la scoperta di un coagulo di sangue all’altezza del braccio destro, problema di salute che richiederà tempo ed adeguata terapia farmacologica per Ingram, in attesa di conoscere i tempi di recupero esatti.

Un problema come quello di Brandon (Ingram, ndr) rimette le cose in prospettiva. Siamo professionisti, le nostre vittorie e le nostre sconfitte fanno la differenza, ma davanti ad un problema serio ci si rende conto che non possiamo dare per scontato il fatto che il giorno dopo saremo sempre in campo. Guardiamo a cosa è successo a Ingram o a Lonzo (Ball, ndr), spero davvero possano riprendersi presto

Al pari di Ingram, Lonzo Ball salterà il resto della stagione a causa di un infortunio alla caviglia destra. L’obiettivo per i Los Angeles Lakers in questo finale di stagione sarà quello di preservare la salute fisica di LeBron James (minutaggio controllato per l’ex Cleveland Cavs), e di concedere minuti a giocatori come Moe Wagner, Jonathan Williams e Reggie Bullock (che sarà free agent ed in cerca di rinnovo in estate).

15-8 il record stagionale dei Los Angeles Lakers nelle sole 23 partite disputate assieme dal terzetto James-Ingram-Ball.

Lakers, infortunio per Kyle Kuzma, caviglia destra KO, possibile una settimana di stop?

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Miami Heat at Staples Center

La pesante sconfitta nel derby cittadino contro i Los Angeles Clippers ha lasciato in dote ai Lakers di LeBron James l’infortunio di Kyle Kuzma.

Il giocatore al secondo anno da Utah è stato costretto ad abbandonare il campo a causa di un infortunio alla caviglia destra, procuratosi a circa 6 minuti dal termine della gara. Dopo essere atterrato malamente sulla caviglia destra dopo un salto, Kuzma è rimasto a terra dolorante per alcuni attimi, prima di raggiungere gli spogliatoi assistito dallo staff medico dei Los Angeles Lakers.

Gli esami radiografici non hanno evidenziato danni strutturali, le condizioni di Kyle Kuzma verranno rivalutate nelle prossime ore.

I Los Angeles Lakers hanno ceduto per 113-105 contro i Los Angeles Clippers di un Danilo Gallinari da 23 punti e 6 rimbalzi. Per Kuzma, 15 punti con 5 su 15 al tiro in 36 minuti. L’infortunio di Kyle Kuzma è l‘ultimo di una serie di problemi fisici che ha interessato Lonzo Ball (Caviglia destra), Lance Stephenson, Tyson Chandler e Brandon Ingram (spalla destra), assenti per la sfida dello Staples Center.

Nel posto partita, coach Luke Walton ha dichiarato: “Kuzma? Date le condizioni, sarei sorpreso di rivederlo in campo per la prossima partita“.

I Los Angeles Lakers (30-34) ritorneranno in campo mercoledì notte allo Staples Center per sfidare i Denver Nuggets di Nikola Jokic.

Infortunio di Kyle Kuzma, MRI negativa

La risonanza magnetica effettuata nella giornata di martedì sulla caviglia destra di Kyle Kuzma ha dato esito negativo. Le condizioni del giocatore saranno rivalutate giorno per giorno, appare dunque probabile che Kuzma possa essere costretto a saltare i prossimi impegni dei Los Angeles Lakers, a partire dalla sfida casalinga contro i Denver Nuggets di mercoledì.

Domenica 10 marzo i Lakers ospiteranno allo Staples Center di Los Angeles i Boston Celtics di Kyrie Irving, prima di una serie di 5 trasferte ad est tra Chicago, Toronto, Detroit e Milwaukee.

Lakers ancora KO, LeBron James: “Ancora distratti? I Lakers non fanno per te. Rimaniamo lì”

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Indiana Pacers at Bankers Life Fieldhouse

Continuano lontano dallo Staples Center i dolori dei Los Angeles Lakers. Al FedEx Forum di Memphis, Tennessee, arriva per LeBron James e compagni la 19esima sconfitta stagionale in trasferta, e la seconda consecutiva contro una squadra ben al di sotto del .500% di vittorie.

 

A Memphis, Grizzlies-Lakers termina 110-105. I tiri liberi di Mike Conley nel finale fermano il tentativo di rimonta disperata degli ospiti, che con una tripla di Kyle Kuzma si riavvicinano a -2 (105-103) ad un minuto dalla sirena finale.

 

 

Per i giallo-viola, LeBron James chiude con una tripla doppia da 24 punti, 12 rimbalzi e 11 assist. Kyle Kuzma e Brandon Ingram ne aggiungono rispettivamente 22 e 32 (con un ottimo 12 su 18 al tiro per Ingram). i Lakers trovano ben 26 punti in contropiede ma perdono nettamente la lotta a rimbalzo, dove Jonas Valanciunas e Joakim Noah dominano.

 

30 punti e 5 assist a fine gara per Mike Conley. Grizzlies privi di Jaren Jackson Jr, coach J.B. Bickerstaff concede minuti in uscita dalla panchina a Chandler Parsons, alla sua terza partita consecutiva dopo quasi 4 mesi di assenza (5 punti e 4 rimbalzi in 19 minuti per l’ex Dallas Mavericks). L’ex Toronto Raptors Valanciunas chiude con 20 punti e 13 rimbalzi.

 

Grizzlies-Lakers, LeBron James: “Se tutto ciò che c’è attorno a te ti distrae, i Lakers non fanno per te”

 

Le due sconfitte consecutive complicano i piani di post-season per i Los Angeles Lakers, ora decimi nella Western Conference a 3 gare di distanza dai San Antonio Spurs.

 

A fine gara, coach Luke Walton cerca di evidenziare quanto di buono dimostrato dalla sua squadra, dopo la disastrosa sconfitta di New Orleans:

 

Mi sono piaciuti lo sforzo di squadra e la voglia di sacrificarsi del gruppo. Credo che siamo sulla buona strada, ho rivisto i Lakers di inizio stagione. Sfortunatamente per noi, non siamo stati in grado di fare le giocate decisive per vincere nel finale. Abbiamo perso, e la sconfitta brucia. ma è solo una partita, avanti con la prossima, abbiamo una chance immediata di rivincita

 

 

Più netta la posizione di LeBron James, leader di una squadra travolta dagli infortuni ed ormai priva dell’identità dimostrata nei primi due mesi di stagione. Dal giorno di Natale (e dell’infortunio di James) i Lakers hanno viaggiato con un record di 10-17.

 

Se arrivati a questo punto della stagione, qualcuno lascia ancora spazio a distrazioni, allora gioca nella squadra sbagliata, e dovrebbe semplicemente farsi avanti e dire: ‘non sono in grado, non fa per me’. Se tutte le cose che sono successe, che sono state dette e scritte in questi mesi ti distraggono dalla lotta playoffs, allora lascia perdere (…) dobbiamo rimanere positivi, e questo vale soprattutto per me. Dobbiamo rimanere lì, farci sentire e dare un seguito allo sforzo profuso stasera. Se continuiamo così saremo in grado di superare questo momento difficile e giocarci le nostre possibilità

 

– LeBron James dopo Lakers-Grizzlies –

 

Con la partita di Memphis, LeBron James è entrato nella top 10 All-Time per punti ed assist in carriera (superato Andre Miller nella speciale classifica). La 79esima tripla doppia in carriera vale per il tre volte campione NBA il quinto posto di sempre nella graduatoria per triple-doppie realizzate in carriera.

 

LeBron James stende i Rockets: “La squadra è questa, io sono contento di ciò che abbiamo”

Lakers-Cavs, LeBron James: "Qui ho dato tutto quello che potevo"

La prima sfida stagionale tra Los Angeles Lakers e Houston Rockets era terminata con Rajon Rondo e Chris Paul muso contro muso e squalificati dalla NBA. La seconda partita era proseguita con i difensori dei Lakers  mani dietro la schiena, nel tentativo disperato di evitare che James Harden finisse in lunetta ogni possesso offensivo.

48 punti dell’MVP in carica ed un tempo supplementare decisero invece la terza partita della serie stagionale tra Lakers e Rockets, lo scorso 19 gennaio.

La sfida di giovedì notte dello Staples Center di L.A. è stata invece per i tifosi giallo-viola il palscoscenico per un bellissimo duetto tra LeBron James e Brandon Ingram.

106-111 il risultato finale tra Lakers e Rockets. 56 i punti a fine gara della coppia James-Ingram, LeBron inaugura la prima gara della sua seconda parte di stagione con una prova da 29 punti, 11 rimbalzi e 6 assist.

Gli Houston Rockets ritrovano Clint Capela dopo più di un mese di stop (12 punti e 11 rimbalzi per il lungo svizzero, in 33 minuti di gioco). James Harden chiude con 30 punti ma con un modesto 2 su 10 al tiro da tre punti, uscendo persino per raggiunto limite di falli ad un minuto e mezzo dal termine, ed i Rockets (33-25) pagano un quarto periodo da soli 16 punti segnati.

Un ritrovato spirito difensivo ed un LeBron James determinato a portare la sua squadra ai playoffs lanciano un parziale da 51-27 con cui i Lakers terminano la gara. A fine partita, King James ha voluto ribadire ad alta voce la sua fiducia nella squadra e nei suoi compagni, chiamati da oggi a lasciarsi alle spalle le incomprensioni dei frenetici giorni della caccia ad Anthony Davis.

Lakers, LeBron James: “La squadra è questa, ed io non chiedo di meglio”

LeBron James parla al microfono di Rosalyn Gold-Onwude di TNT di una “ripartenza” per la sua squadra, nell’immediato dopo gara contro gli Houston Rockets:

Nel secondo tempo siamo stati bravissimi nel difendere senza commettere tropi falli, questo ci ha permesso di correre e segnare canestri facili. Il nostro piano partita era questo, attenzione e poche palle perse, e precisione ai tiri liberi. Stasera lo abbiamo fatto

– LeBron James dopo Lakers-Rockets –

Così LeBron sulla prova dei Los Angeles Lakers:

Questa deve essere una ripartenza per noi. E’ la seconda parte della stagione, la trade deadline è passata ormai, la squadra è questa ed io sono contento di ciò che abbiamo. Amo la mia squadra e continueremo a lottare assieme per il resto della stagione. Harden? E’ difficile fermare un giocatore che sta segnando 35 punti di media a partita, bisogna cercare di fargli prendere tiri difficili e pressarlo e raddoppiarlo, quando possibile. Nella prima parte di stagione la troppa pressione ci ha spesso impedito di giocare con tranquillità. Ora dobbiamo tornare a divertirci in campo. La pallacanestro che abbiamo giocato nel secondo tempo è la vera ‘Lakers-Basketball’

Warriors-Lakers: senza LeBron, i gialloviola crollano nel finale

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Golden State at Oracle Arena

Game 53 Recap: Warriors-Lakers

L’NBA Saturday Primetime propone alla Oracle Arena il terzo atto della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (27-25) e Golden State Warriors (36-15).

Nella prima sfida a Dub City i lacustri disputarono una delle migliori prestazioni della LABron Era, mentre nella gara dello Staples Center un Thompson da record affondò i padroni di casa, falcidiati dagli infortuni.

Proprio nel match di Natale di Oakland LeBron James ha patito l’infortunio più grave della sua carriera, saltando le diciassette gare successive. Il quattro volte MVP è rientrato nel successo contro i Clippers, giocando oltre quaranta minuti. Tuttavia lo staff medico dei Lakers, in virtù dell’imminente road trip sulla East Coast, ha deciso di concedere un turno di riposto al nativo di Akron.

Assente nel Christmas Game, JaVale McGee riceve da Iguodala il secondo anello vinto con gli Warriors.

I Campioni NBA – dopo un avvio di stagione inferiore alle attese – hanno inanellato undici successi consecutivi, tornando a guidare la Western Conference in coabitazione con i Nuggets. La striscia di Golden State è stata interrotta dai 76ers, ma il segnale lanciato al resto della Lega da Steph e compagni è eloquente: per il titolo i favoriti restano loro.

I gialloviola, privi di Lonzo Ball, tengono a riposo anche Tyson Chandler. Walton schiera Rondo, KCP, Ingram, Kuz e Zubac. Kerr risponde con gli splash brothers, KD, Green e DMC.

Warriors-Lakers, avvio sprint dei Campioni NBA

I primi possessi della gara evidenziano immediatamente l’abisso che c’è tra le due squadre nella capacità di eseguire offensivamente. I Campioni NBA spingono la transizione e con la circolazione arrivano quasi sempre indisturbati – tre volte il solo Thompson, 6/8 di squadra – al ferro. I lacustri non costruiscono tiri puliti (3/11) e perdono un paio di possessi, 6-13 dopo poco meno di quattro minuti di gioco.

Il timeout non giova agli angeleni, che perdono altri due possessi mentre gli Warriors continuano a martellare. DMC segna nel pitturato e da oltre i 7.25, risponde due volte JaVale McGee. L’aria della Oracle Arena sembra giocare al lungo gialloviola, che segna il terzo canestro della sua gara schiacciando…

…l’alley-oop alzato da Rondo, 14-22.

I Lakers continuano a faticare in attacco, anche perché Iggie e compagni fanno un ottimo lavoro su Ingram, costretto a prendere – e sbagliare – tiri dall’alto quoziente di difficoltà. A tenere a galla i suoi ci pensa Rondo, segnando un paio di canestri oltre a servire Lance sul perimetro. 21-31 a meno di un minuto dalla fine del quarto.

Il canestro di McKinnie e la tripla allo scadere dei 24” di Rajon Rondo chiudono il quarto, 24-33. Con queste percentuali – 35.5% contro 63.6% – dal campo, restare in partita sembra impossibile.

Warriors-Lakers, Wagner suona la carica

Coach Luke Walton riparte con una lineup – Lance, Hart, Ingram, Beasley e Wagner – in grado di fornire migliori spaziature allargando il campo. La scelta paga, perlomeno in attacco, poiché – dopo due canestri di B-Easy – l’area meno affollata permette ad Ingram di battere due volte Green. Golden State si affida allo scatenano Klay Thompson, che segna tre canestri consecutivi, di cui due dall’arco. 19 punti in soli 14 minuti per il figlio del grande Mychal.

I lacustri riescono persino a distendersi in transizione, trovando il canestro con Moe Wagner, carico come una molla, che segna nonostante la manata di Green. Il tedesco non completa il gioco da tre punti, 36-41 dopo tre minuti di gioco nella frazione. Con la seconda tripla di Lance Stephenson ed un jumper di Ingram, gli angeleni restano a contatto.

I gialloviola, rispetto al primo quarto, sembrano essere entrati nella gara soprattutto mentalmente. Wagner dopo un fallo su DMC colpisce dall’arco, Josh Hart dopo un’infrazione di passi recupera un pallone su KD e serve Kyle Kuzma che schiaccia in transizione. 46-47 ed immediato timeout chiesto da coach Steve Kerr.

Dopo il disastroso primo quarto (11/31 dal campo) il positivo Moe è compagni hanno realizzato nove delle undici conclusioni tentate nella seconda frazione.

Nella metà campo difensiva Walton propone la strategia della gara di Natale, raddoppiando Steph e KD preferendo sfidare al tiro le seconde linee di GSW, come McKinnie e Looney. La gara vive un momento di stasi: i Campioni NBA non trovano la via del canestro, mentre i Lakers perdono banalmente un paio di palloni.

Ad eccezione dei liberi di KD e Kuz, nessuno segna per quasi tre minuti. Durant interrompe il torpore schiacciando indisturbato, Klay segna in transizione. 48-53 a tre minuti dall’intervallo lungo, timeout lacustre.

La difesa perde efficacia  contro la Death Lineup di Golden State, capace di punire i raddoppi trovando l’uomo libero: Iggie può affondare due volte senza nessuno che lo contesti. L’attacco continua a funzionare: Brandon Ingram – dopo l’1/6 del primo quarto, 4/5 nel secondo – tiene a contatto i suoi coadiuvato da Kuzma e Zubac, 58-61 a 25″ dalla fine del tempo.

Ancora un canestro dell’MVP delle NBA Finals del 2015 fissa il punteggio alla fine del primo tempo, 58-63. Trentaquattro punti nella frazione per Ingram e compagni, tornati a pieno titolo nel match.

Warriors-Lakers, i gialloviola provano l’allungo, DMC lo stoppa

Il secondo tempo inizia con un bel canestro di Tiny Dog…

…preludio al rientro lacustre. Dopo due jumper di Durant, Kuzma segna la tripla del -2 prima che Rondo serva KCP nel pitturato ed Ivica Zubac che schiaccia in transizione, 71-69 dopo quattro minuti di gioco nel quarto.

I gialloviola sono caldi. Rondo prova a compensare le amnesie difensive del primo tempo continuando ad assistere i compagni. L’ex Celtics e Pelicans pesca prima Ingram che schiaccia, poi arma Kentavious Caldwell-Pope sul perimentro. Un long two dall’angolo di Brandon porta i Lakers sul +9, 14-0 il parziale.

DMC – dopo aver sbagliato tre triple consecutive – interrompe il parziale lacustre segnando dalla lunetta prima e dopo la tripla di KCP. La gara vive il momento di svolta proprio grazie a DeMarcus Cousins. L’ex Kings e Pelicans chiude un pick-and-roll con Durant schiacciando con veemenza sul malcapitato Kuzma. Troppa, dato che gli arbitri lo sanzionano con un tecnico.

KCP sbaglia il libero – 88% in stagione, 0/3 nella gara – DMC completa il gioco da tre punti e l’Oracle Arena si scalda, intonando Beat L.A.! Beat L.A.!. Dopo avergli consegnato l’anello, Iguodala firma anche un poster a McGee, schiacciando il -1 in transizione.

L.A. risponde con Pope, Ingram forza un tiro impossibile e – dopo che Durant ed Hart vengono sanzionati con un doppio tecnico – Alfonzo McKinnie realizza la tripla che riporta in vantaggio i Campioni NBA, 84-85 a due minuti dalla fine del quarto.

McGee si riscatta…

…schiacciando l’alley-oop, ma nel possesso successivo commette infrazione di passi. Ringrazia Iggie – innescato dal decimo assist della gara di Kevin Durant – che dall’arco chiude la frazione, 86-88.

Warriors-Lakers, Iggie e Steph calano i titoli di coda

Dopo qualche errore da ambo le parti, un libero di Rondo ed il tip di Zu riportano avanti gli angeleni, ma il punteggio si capovolge in un minuto: un paio di errori di Lance e Kuz vengono capitalizzati al massimo da Andre Iguodala, a segno due volte dall’arco. 89-96 dopo due minuti di gioco, timeout per Walton.

Lance stoppa il parziale, ma fermo è soprattutto l’attacco lacustre (2/10 al tiro) che si affida le iso di Born Ready e Beasley. Klay dall’arco e dalla lunetta riporta il vantaggio in doppia cifra.

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena
Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena (Noah Graham, NBAE via Getty Images)

Dopo aver sbagliato le prime otto conclusioni della sua gara – …e persino un libero – Steph Curry si iscrive alla gara segnando dieci punti con due triple in due minuti. Tranne un jumper e due liberi, le iso di Kuzma ed Ingram non producono praticamente nulla, Durant in transizione schiaccia e chiude la partita. 97-113 a 3’30” dal termine.

L.A. non segna praticamente più ed a due minuti dal termine entrambi i coach svuotano le panche. I canestri di Svi e Zubac fissano il punteggio finale, 101-115

Warriors-Lakers, Klay top scorer

Tanti, forse troppi, minuti per Ingram. Il #14 dopo un avvio difficile, nella parte migliore della gara si è reso autore di alcuni canestri d’autore, salvo poi spegnersi con gli altri nell’ultimo quarto. Per Brandon 20+4+3 con 9/21 al tiro.

Senza LeBron, Rondo ha provato ad assumere il comando della squadra riuscendoci per qualche momento soprattutto ed ovviamente nella fase offensiva. Rajon è stato bravo ad alimentare la transizione, ma è stato inefficace al tiro oltre a difendere con la solita leggerezza. RR chiude con 12 punti (5/14 dal campo, 1/5 dall’arco), 8 rimbalzi, 11 assist e 4 perse.

Ancora fuori giri Kuzma (14+4+2) impreciso al tiro (4/12) ed assente a rimbalzo. Che sia l’anca o il coinvolgimento nei tanti rumor, è fondamentale recuperare Kyle quanto prima. Tanta confusione e troppi minuti per Lance, che alterna buone giocate a numerosi errori e leggerezze. Per Born Ready 10+6+4 con 4 perse e 4/13 dal campo.

KCP si accende solo nel terzo quarto, mentre per il resto della gara è praticamente impalpabile. L’ex Pistons realizza 12 punti (2/5 da tre), cattura 6 rimbalzi e recupera 2 palloni. Ancora più invisibile Hart, che lascia il segno nella partita solo con un recupero ed una stoppata in post su DMC, per il resto 20 minuti tra i più anonimi possibili.

Zubac prova ad opporsi a DMC, ma la sua gara viene limitata da una botta all’anulare della mano sinistra, che sarà oggetto di ulteriori accertamenti nelle prossime ore. Per Ivica 10+9 con 5/11 dal campo. Un paio di schiacciate e poco più per McGee (9+2, 4/5 dal campo). Sei punti con 2/4 al tiro in meno di otto minuti per Beasley.

Moritz Wagner and Draymond Green, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena
Moritz Wagner and Draymond Green, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena (Ben Margot, AP Photo)

Meritava sicuramente di più Wagner, ottimo nel secondo quarto durante il rientro lacustre. Moe ha rivisto il campo solo a due minuti dal fine della partita. Il rookie chiude con 7 punti, 3 rimbalzi e 3/3 dal campo. Analogo discorso per Svi, cui sarebbero potuti essere destinati alcuni dei minuti di Lance.

Thompson top scorer dei Campioni NBA con 28 punti e 10/15 dal campo. Ottime prove per KD (21+5+11 con 8/13 dal campo) e Iggie (17+3+4 con 7/9 al tiro e 3/4 da tre). Imprecisi ma decisivi per il rientro e l’allungo DMC (18+10, 5/15) e Steph (13+4+2, 5/15 con 2/9 dall’arco). 4+3+7 per Green.

Box Score su NBA.com

Warriors-Lakers,

Con l’assenza di LeBron ed in virtù dello stato di forma degli Warriors, era davvero improbabile un esito diverso della gara. I lacustri sono stati bravi a rientrare in partita dopo il brutto avvio, salvo poi barcollare dopo l’affondata di DMC e crollare sotto le triple di Iggie.

I canestri di Iguodala dall’arco hanno disinnescato il piano partita dei Lakers, fino a quel momento efficace grazie agli errori dello stesso Cousins e Green da oltre i 7.25.

Con il solo Ingram in grado di costruirsi un tiro, lo slump di Kuzma, le difficoltà al tiro di Lance e Rondo hanno complicato le cose. Brandon è stato bravo nella parte centrale della gara a liberarsi della guardia di KD ed Iggie, mentre nel finale ha scelto un paio di tiri al dir poco impossibile.

A fine gara alcuni reporter hanno riportato un diverbio su rotazioni e minutaggi tra Walton ed i veterani, ridimensionato poi da testate più vicine all’ambiente gialloviola. Sarebbe quanto meno paradossale, dato che al figlio di Bill potrebbe essere persino rimproverato un uso troppo esiguo di Svi e Moe.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 5 e Mercoledì 6 Febbraio per affrontare al Bankers Life Fieldhouse gli Indiana Pacers.

Clippers-Lakers: i gialloviola ritrovano LeBron e la vittoria

LeBron James, Los Angeles Lakers vs LA Clippers at Staples Center

Game 52 Recap: Clippers-Lakers

Dopo l’infortunio più lungo della sua irreale carriera, i Los Angeles Lakers (26-25) ritrovano dopo oltre un mese e diciassette gare d’assenza LeBron James, che rispetta le ultime previsioni e rientra per la sfida con i LA Clippers (28-23).

Tanta sofferenza – 6-11 il bilancio senza il quattro volte MVP – nelle ultime cinque settimane per i lacustri, alle prese con tanti infortuni e coinvolti in pieno dall’uragano scatenato dalla richiesta di trade fatta da Anthony Davis.

Con Lonzo Ball ancora out, perlomeno Walton può contare sugli acciaccati Kuz, Hart e Chandler. Il figlio di Bill schiera Rondo, Ingram, LBJ, Kuz e Zubac. Rivers non dispone di Danilo Gallinari e risponde con SGA, Beverley, Bradley, Harris e Gortat.

Clippers-Lakers, Ingram risponde alla triple dei padroni di casa

In avvio di gara i Clippers sono subito caldi dall’arco e segnano con Patrick Beverley – due volte – e Bradley. Reduce dal suo career-high contro i 76ers, Ingram risponde con un layup e due liberi. Dopo aver sbagliato le prime due conclusioni e perso un paio di palloni, LeBron si sblocca in transizione, 8-11 dopo quattro minuti di gioco.

I lacustri non esasperano la transizione provando a ragionare a difesa schierata, soprattutto per evitare le troppe perse delle ultime uscite. Brandon e Kuz segnano pareggiando a quota 14.

Dopo il primo timeout entrano in campo Harrell, Scott e Williams, con i primi due a segno prima e dopo la tripla di Kyle Kuzma. Walton inserisce Hart e Beasley per far rifiatare gli acciaccati James e Kuz.

Con l’uscita di Rondo, la guida nell’attacco Lakers passa nelle mani di Tiny Dog che prova a coinvolgere i compagni servendo prima McGee nel pitturato – che non realizza – e poi con un outlet pass Hart, 20-21 a 3’21” dalla fine del quarto.

Entra Lance, subito a segno dall’arco dopo un paio di canestri di Harris. Mentre McGee, tra una dormita a rimbalzo e l’altra, stoppa Harrell e segna due volte in fadeaway e con un bel layup.

I gialloviola provano ad allungare con un and-one di Brandon Ingram

…ed un floater di B-Easy, concedendo però un indisturbato tip ad Harrell. 32-26 dopo i primi dodici minuti di gioco.

Clippers-Lakers, i padroni di casa tornano sotto

I lacustri ripartono con Lance, Hart, LBJ, Beasley e Chandler. I velieri continuano a tirare tantissimo dall’arco – già sedici conclusioni tentate – e ritornano sotto con le triple di SGA e Mike Scott. Shai pareggia segnando contro James, Williams trova il sorpasso: 35-36 a 9’38” dall’intervallo.

I gialloviola si accendono e segnano tre volte in meno di un minuto da oltre i 7.25 con Stephenson e – due volte – Kentavious Caldwell-Pope ritornando sul +6.

Rientrano gli starter – con Ingram per LeBron – che continuano a concedere troppo spazio sul perimetro ai Clippers, ancora a segno con Lou e Beverley, intramezzati da un jumper di Brandon. Dopo aver recuperato un possesso, Kuzma si incarta contro Gortat consentendo ad Avery Bradley di pareggiare in transizione. 46 pari a poco più di cinque minuti dalla fine del tempo, immediato timeout per coach Luke Walton.

La gara vive un momento, a dir poco, di stasi: i Lakers faticano a costruire buoni tiri ed a trovare le spaziature in campo, mentre i Clippers pur catturando diversi rimbalzi offensivi non hanno le percentuali avute per un quarto e mezzo.

A smuovere l’attacco lacustre ci pensa Rajon Rondo, che segna due volte prima di servire LBJ. 52-51 con 1’49” da giocare. Dopo lo sforzo, il play può prendersi un momento di riposo…

…fingendosi morto dopo un contatto 😂😂😂. I canestri di KCP e Sweet Lou chiudono il tempo, 54-53.

Gara in equilibrio – 11 lead changes, 5 volte in parità – con i Clippers efficaci a rimbalzo (+6 in attacco) e dall’arco, mentre i Lakers sono insolitamente precisi dalla lunetta (9/11 contro 2/8).

Clippers-Lakers, californiani precisi dal campo e dalla lunetta

Dopo un primo tempo di sofferenza, i lacustri provano a coinvolgere Ivica Zubac che segna col gancio e dalla lunetta prima e dopo la tripla di Kuzma. I ragazzi di coach Doc Rivers eseguono meglio, trovando sempre l’uomo libero con extra pass o servendo i tagli dal lato debole.

LeBron segna la prima tripla della sua gara, poi smazza il sesto assist trovando Rondo che sigla il 67-61 dopo quasi cinque minuti di gioco. James serve anche Kuzma, mentre Rondo punisce la sfida lanciatagli dalla difesa Clippers segnando indisturbato dall’arco.

Il play poi trova ad occhi chiusi Ingram…

…che schiaccia il massimo vantaggio gialloviola, 75-65 a poco più di quattro minuti dalla fine del quarto.

Nel possesso precedente, tegola per Rivers che perde Bradley a causa di una distorsione alla caviglia. Per fortuna l’ex Celtics e Pistons torna a sedersi in panchina pochi minuti dopo.

Nei minuti finali della frazione il ritmo della gara cala, dopo la tripla di Beverley il punteggio si muove solo dalla lunetta – Lakers ancora precisi, 5/6 – fino al primo canestro della gara da oltre i 7.25 dell’ex Williams, 82-73 con 1’51” da giocare.

Ingram segna ancora e dopo un tap out di Chandler serve Lance che non sbaglia dall’arco, prima che Harrell punisca ancora la distratta frontline lacustre siglando il canestro che chiude il periodo, 87-75.

Clippers-Lakers, it’s overtime!

Coach Luke Walton cambia quintetto e riparte con Rondo, KCP, Lance, Hart e McGee. Il lungo ex Warriors continua ad alternare buone giocate – segnando col gancio – a clamorose topiche, come quando regala l’and-one a Trez.

Dopo aver segnato un bel layup, Jerome Robinson stoppa Rondo avviando la transizione chiusa da Montrezl Harrell che schiaccia con veemenza il -6. La troppa foga dell’ex Rockets viene sanzionata dagli arbitri, consentendo a LBJ di segnare il libero che interrompe il parziale (7-0) dei Clippers.

Dopo un pull-up del quattro volte MVP, la tredicesima scelta dell’ultimo draft colpisce anche dall’arco: 96-90 con 8’24” da giocare.

Shaqtin McGee continua ad imperversare, prima commettendo fallo dopo il canestro di Lou Will, poi dopo l’errore del #23 non taglia fuori Boban Marjanovic sfrutta tutti i suoi 221 cm per catturare il rimbalzo, segnare e completare il gioco da tre punti, meno due.

Il bi-campione NBA lascia il posto a Tyson Chandler, che incide subito catturando il rimbalzo offensivo con il quale serve sul perimetro Born Ready. Dopo il liberi di Harris, Lance Stephenson segna ancora allo scadere dei 24″ da quasi nove metri. Quinta tripla  🏀🏀🏀 della gara per l’ex Pacers che può scatenare la sua air guitar 🎸. 103-97 a 6’24” dalla fine.

Boban continua ad imperversare, mentre Robinson è il più lesto dopo il suo errore e segna il -2. Il rookie prova a contrastare LeBron James

…che segna col suo signature fadeaway, prima che il gigante serbo schiacci ancora indisturbato. Difesa lacustre incapace di contenere le penetrazioni degli esterni ed i tagli dei rollanti, tutto troppo facile per Williams e compagni.

Lance dalla lunetta ed Ingram dal campo non sbagliano, James è il più lesto dopo l’errore dall’arco di Brandon e segna il 111-103 a 3’17” dal termine.

Chandler non è al meglio, rientra McGee per la gioia dei Clips che tornano a banchettare con il pick-and-roll cercando di accoppiarsi sempre con Rondo e JaVale. In due possessi, Lou segna un easy layup e serve una tripla – incontestata – per Bradley, che sbaglia.

I due Lakers soffrono anche in attacco: Rajon sbaglia dal campo, il lungo dalla lunetta. L’ex Celtics e Pelicans commette fallo su Lou Williams, che segna ma fallisce il libero supplementare. Nessun problema per Marjanovic che sovrasta anche Chandler e segna il 112-109 ad 1’47” dalla sirena.

Il veterano si riscatta disinnescando con Ingram il pick-and-roll di Lou, che rischia la persa e produce un brutto tiro di Harris. Rondo e LBJ sbagliano dall’arco, non Tobias Harris che pareggia con trentacinque secondi sul cronometro.

Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs LA Clippers at Staples Center
Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs LA Clippers at Staples Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Lance spara subito dall’arco, i Lakers difendono bene concedendo un tiro difficile a Bradley che sbaglia. Con dieci secondi da giocare, LeBron attacca il ferro ma Harris gli sporca il possesso costringendo James all’ultimo tocco. Nei tre secondi restanti Williams prova il tiro della disperazione, fallendolo. 112-112, overtime!

Clippers-Lakers, troppi errori per Williams e compagni

Walton schiera Rondo, Lance, B.I., LBJ e Tyson. Doc risponde con Lou, Beverley, Bradley, Harris e Boban. Dopo un paio di errori per parte, Chandler stoppa Boban mentre James e Rondo siglano il +4.

L’ex Suns lascia il posto a JaVale McGee che risponde al 2/2 dalla lunetta di Marjanovic, l’ex Warriors stoppa Harris ma il recupero viene vanificato da Rondo che pasticcia consentendo a Lou Will di segnare il 118-116 a due minuti dalla fine.

L’ex Wolf Pack fallisce l’alley-oop schiacciando sul ferro e nel possesso seguente la combo con Rondo ancora una volta non riesce a contenere Williams, che pareggia a 1’6” dalla fine.

LeBron non sbaglia, Bradley dalla linea di fondo scarica agli avversari, consentendo a Stephenson di andare a canestro, segnare e subire il fallo. La terna arbitrale rivede l’episodio e, discutibilmente, conferma la chiamata. I Clippers non segnano più – non convertendo le seconde chance prodotte – fino al canestro di Beverley a 2.6″ dalla fine.

I Lakers e Rondo tentano il suicidio rimettendo sui piedi di Boban, Williams scappa verso il canestro ma non riesce neppure a tirare prima della sirena. 123-120 il finale.

Clippers-Lakers, LeBron sfiora la tripla doppia

Il rientrante James non è apparso indietro fisicamente, dando la sensazione di aver recuperato al meglio. LeBron resta in campo per oltre quaranta minuti, realizzando 24 punti (9/22 al tiro, 1/6 dall’arco, 5/7 dalla lunetta), raccogliendo 14 rimbalzi e distribuendo 9 assist. Il quattro volte MVP ha contribuito segnando o assistendo a tutti i punti lacustri del supplementare.

Continua il momento positivo di Ingram (19+4+4), autore di una prova solida con tante giocate d’energia su entrambi i lati del campo. Brandon bene al tiro (7/12 dal campo, 5/5 dalla lunetta) ed oltre a realizzare il miglior plus/minus della gara (+8) in coppia con Chandler è la migliore risposta al pick-and-roll dei Clippers.

Dopo un primo tempo ordinato, Rondo si smarrisce nella seconda parte della gara alternando a qualche buona lettura offensiva troppi errori in attacco e soprattutto in difesa. Rajon chiude con 14+13+7, 5 falli commessi e 6/14 al tiro. Ancora una volta Lance è il tiratore più pericoloso (5/8) dall’arco, meritando di giocare le fasi finali della gara nonostante gli eccessi spesso superino la semplice schitarrata.

I tre lunghi si spartiscono quasi in parti uguali i minuti disponibili. Zubac (7+3, 1/6 al tiro, 5/6 dalla lunetta) soffre peso e cm dei pariruolo avversari. Giro sulle montagne russe per McGee (11+5, 3/5 dal campo e 5/6 ai liberi), capace di alternare buone cose a letture orrende con una facilità imbarazzante. Solo l’età limita l’utilizzo di Chandler (4+5, tre rimbalzi offensivi e due stoppate) che seppur a sprazzi dimostra che l’NBA Defensive Player of the Year del 2012 vinto nel 2012 non è stato un caso.

LeBron James and Tyson Chandler, Los Angeles Lakers vs LA Clippers at Staples Center
LeBron James and Tyson Chandler, Los Angeles Lakers vs LA Clippers at Staples Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Il minutaggio inferiore al consueto di Kuzma (10, 4/8 dal campo con due triple) e KCP (8, 2/3 da tre) ha scatenato le speculazioni sul loro imminente futuro. Pochi minuti per Beasley, ritornano nelle seconde linee col rientro di LBJ e Kuz.

Caldo, come sempre contro i Lakers, Lou Williams nonostante sbagli incredibilmente ben tre liberi. Sweet Lou chiude con 24+3+6 con 10/18 dal campo e 3 recuperi. Solita prestazione tutta energia per Beverley (17+8+4, 5/8 da tre) ed Harrell (15+8, 7/11). Imprecisi Harris (15+8+8, 5/13) e Bradley (13+8, 4/12).

Box Score su NBA.com

Clippers-Lakers, LeBron elogia il gruppo

Prestazione poco brillante per i Lakers soprattutto nell’ultimo quarto dove soprattutto in difesa hanno faticato a contenere l’attacco dei Clippers.

Fondamentale però era recuperare James e tornare al successo. Con la vittoria odierna i lacustri sono ad una gara di distacco dall’ottavo posto della Western Conference, occupato proprio dai velieri.

LeBron a fine gara ha elogiato la prestazione di tutto il gruppo…

<Abbiamo fatto gruppo. Sappiamo che ogni sera ognuno di noi può darci la spinta giusta. Oggi è toccato a Born Ready, che uscendo dalla panchina è stato efficace tirando bene da tre punti.>

…oltre a confermare di aver recuperato bene:

<Dopo essere stato fuori cinque settimane, adesso mi sento bene. Vorrei poter battere i tacchi e ritrovarmi immediatamente a casa, nel mio letto.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 2:30 italiane – tra Sabato 2 e Domenica 3 Febbraio per sfidare ad Oakland i Campioni NBA.

Lakers-76ers: Ingram non basta, gialloviola ancora sconfitti

Brandon Ingram, JJ Redick and Wilson Chandler. Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers at Staples Center

Game 51 Recap: Lakers-76ers

Mentre l’intera NBA è scossa dal terremoto Anthony Davis – disponibile lo Speciale di NBAPassion con tutti gli aggiornamenti -, i Los Angeles Lakers (26-24) ricevono allo Staples Center i Philadelphia 76ers (32-18).

Il futuro dell’ex Wildcats non lascia indifferenti i gialloviola, tra i concorrenti più accreditati a sbancare il jackpot The Brow 🎯 e sognare l’aggiunta di un terzo big – Klay Thompson? – nella prossima free agency. A poche ore dalla palla a due, la Lega comunica di aver sanzionato il comportamento della star dei Pelicans con una multa da 50.000 dollari.

I californiani devono fare ancora a meno di LeBron James – che dovrebbe rientrare contro i ClippersKyle Kuzma e Lonzo Ball, quest’ultimo tra i più papabili alla trade per arrivare a Davis in compagnia di Ingram e gli altri membri dello young core.

I Sixers – dopo aver aggiunto l’ex lacustre Brewer – sono alla ricerca di qualche innesto che gli consenta di allungare le rotazioni e consolidare la posizione tra le prime quattro della Eastern Conference, evitando possibilmente uno scomodo accoppiamento al primo turno dei Playoff.

Con Chandler ed Hart disponibili, anche se non al meglio, Walton conferma gli starter della vittoria con i Suns: Rondo, KCP, Ingram, Beasley e Zubac. Brown – privo del solo Markelle Fultz – recupera dopo tre gare sia Butler che Embiid, schierati in quintetto con Simmons, Redick e W. Chandler.

Lakers-76ers, avvio disastroso per Rondo e compagni

Inizio di gara pessimo per i lacustri, che nei primi sei possessi commettono tre turnover dalle quale i Sixers producono setti facili punti distendendosi in transizione, 2-12. Inevitabile il timeout chiesto da Walton dopo neppure tre minuti di gioco.

Al rientro i californiani quantomeno trovano la via del canestro con Ingram – due volte – e Beasley, lesti a correggere i propri errori sotto canestro. Il primo Lakers ad alzarsi dalla panca è Stephenson, subito a segno da oltre i 7.25, 11-20.

Le perse – sette (…) – continuano ad essere un problema oltre che propellente per Philadelphia, Jimmy Butler segna due volte indisturbato. 11-27 a cinque minuti dalla fine del quarto.

L.A. affonda sotto i colpi dall’arco di Mike Muscala (due) e Chandler, un jumper ed un libero di Ingram chiudono la disastrosa frazione lacustre, 20-39.

I numeri di perse (9-3) e relativi punti prodotti (1-17), transizione (6-21) e percentuali dal campo (32% vs 55.6%) sintetizzano bene l’orrenda prestazione offerta dai padroni di casa.

Lakers-76ers, Ingram guida la riscossa

Dopo qualche incertezza nel primo periodo, Joel Embiid monopolizza l’attacco 76ers segnando sia contro il redivivo Chandler che contro McGee. JoJo serve poi Shamet, autore della tripla con cui Philly doppia gli avversari, 24-48 ad 8’14” dall’intervallo.

La gara pare segnata prima dell’inattesa rinascita dei gialloviola. Dopo un jumper di Tiny Dog, Josh Hart prima segna in transizione poi cancella il tentativo di Muscala. Ingram segna altri due canestri prima della schiacciata e della tripla di Svi Mykhailiuk ed ancora Brandon autografa…

…un poster all’ex compagno Brewer. Il #14 in purple & gold converte l’and-one che chiude il parziale di 16-0 che riporta L.A. in partita e scatena – qui  il videoLeBron James in panchina.

40-48 a cinque minuti dall’intervallo lungo e timeout per coach Brett Brown, con immediato rientro in campo di Embiid.

Il lungo camerunense spreca il primo possesso, ma i lacustri non lo capitalizzano perdendo banalmente due possessi nella propria metà campo venendo immediatamente puniti con due triple da Wilson Chandler. Anche The Process segna dall’arco, rispondendo al canestro di Rondo, mentre i Lakers restano in scia grazie a due canestri di McGee, 49-60.

Altre due canestri di Brandon Ingram – quindici nel quarto, cinque schiacciate – ed i liberi di Butler chiudono il tempo, 53-64.

Lakers-76ers, Phila efficace dall’arco

Al rientro in campo, Ingram e compagni continuano ad attaccare il ferro, mentre Simmons spinge la transizione, 61-72 dopo tre minuti nel quarto.

Dopo il canestro da tre di Redick, si vede finalmente Ivica Zubac che costringe ad un flagrant Embiid e schiaccia…

…un bell’assist di Rondo. Phila continua ad essere calda dall’arco e colpiscono con Butler, rispondono Tiny Dog e Zu, 68-80 a 6’29” da giocare nella frazione.

I Lakers segnano finalmente dall’arco con KCP, risponde Landry Shamet che prima segna e poi blocca per liberare Embiid sul perimetro, 73-88. Tredici le triple a segno per i Sixers contro le solo undici tentate dai lacustri.

Ingram, McGee, Muscala ed Embiid segnano dalla lunetta, prima del layup di Hart ed il canestro di Brandon che chiudono il quarto. Slenderman sale a quota 32, eguagliando il suo career-high per punti segnati.

Lakers-76ers, Simmons in controllo

L’ultima frazione si apre con Ben Simmons che schiaccia indisturbato, siglando il +17 che pare chiudere la gara. L.A. però non molla, JaVale McGee lotta sotto canestro ed Hart, dopo aver servito sul perimetro Lance Stephenson, segna la tripla dell’89-99 a 9’34” dal termine.

Timeout chiesto da Brown soprattutto perché nell’ultimo possesso Embiid cade rovinosamente dopo un tentativo di alley-oop e lo staff di Philadelphia preferisce valutare le condizioni di JoJo con attenzione. Pochi minuti dopo il lungo torna al suo posto in panchina.

Rondo regala tre liberi a Brewer e nonostante l’assenza dello spauracchio Joel, i lacustri concedono troppe seconde chance agli avversari, che allungano sul +14 con Muscala. La difesa dei Lakers continua ad essere deficitaria, Hart non riesce a contenere Simmons mentre ancora Moose punisce la lenta rotazione di McGee. 93-110 a 5’16” dalla fine della gara.

I gialloviola hanno un ultimo sussulto tornando sotto con la tripla di Kentavious Caldwell-Pope ed un jumper di Ingram, 101-110 a poco meno di quattro minuti dalla fine. Ma le speranze lacustri si esauriscono subito perché Phila trova con Butler due volte la via del canestro, mentre per coach Luke Walton l’unico a produrre è il solito Ingram.

La tripla di Korkmaz ed il jumper di KCP chiudono la gara, 105-121.

Lakers-76ers, Ingram chiude con 36 punti

Da salvare nella serata lacustre la prestazione di Ingram, che ha sorretto l’attacco dei Lakers per quasi tutta la gara. Brandon chiude con 36 punti (16/20 dal campo, 4/5 ai liberi), 5 rimbalzi ed altrettanti assist e 3 perse. Slenderman si conferma di essere difensore di livello anche in una serata in cui è la fase offensiva da farla da padrone. Il #14 gialloviola è stato autore di un paio di pregevole chiusure difensive su Embiid, entrambe culminate con una persa per Joel.

Rondo conferma di essere pienamente recuperato, restando in campo per oltre 35 minuti. Rajon chiude con 5 punti (2/8), 7 rimbalzi, 11 assist e 5 perse. Molti dei passaggi smarcanti del play sono stati quelli che hanno alimentato il parziale lacustre del secondo quarto.

In difficoltà contro Embiid per tutta la gara Zubac (7+2, 2/5) meno incisivo rispetto alle ultime uscite. Pur non ancora al livello delle prestazioni pre-polmonite, JaVale McGee riesce ad essere quantomeno incisivo in attacco. Per l’ex Warriors 17+14 con 7/12 al tiro e le solite lacune in difesa.

Prova in chiaroscuro per Hart, evidentemente sofferente per il problema al ginocchio. Josh prova a metterci intensità ma soffre in difesa, soprattutto in single coverage su Simmons. Il sophomore chiude con 9 punti ed 1/5 dall’arco. Si accende a sprazzi KCP (12+2+2, 2/5 da tre).

Tanti minuti per Svi (7+5+2) che nonostante fatichi al tiro si lascia apprezzare per impegno, intensità ed attenzione. Al contrario tanta confusione per Lance (2/8, 5 perse) sceso in campo nella peggiore versione possibile. Pochi minuti per Beasley (4+5) e l’acciaccato Chandler.

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers at Staples Center
Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers at Staples Center (Lakers.com)

Phila sempre in controllo, potendo contare sull’apporto dei suoi big nei momenti di bisogno. Embiid (28+11+16), Butler (20+5+6, 7/9 al tiro e 5 recuperi) e Simmons (19+8+6) hanno prodotto nei momenti chiave della gara. Tre triple a testa per Redick (13), Chandler (9+4+3) e Muscala (17+7).

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Lakers-76ers, per Walton il primo quarto è stato un suicidio

Tutto troppo facile per Phila. Troppi gli errori lacustri nel corso della gara, apparsi per lunghi tratti fuori dalla partita e poco concentrati. Le tante perse non forzate e la scarsa vena dall’arco alla lunga sono state letali per i californiani.

Come ammesso senza tanti giri di parole da Walton a fine partita:

<Nel primo quarto non siamo riusciti a fronteggiare la loro intensità. Ci siamo suicidati con le perse.>

Non è andata meglio in difesa, dove i lunghi non sono riusciti ad opporre una credibile resistenza ad Embiid ed in generale sono state concesse troppe seconde opportunità che sembravano già tra le mani dei gialloviola. Non è andata meglio sul perimetro, con i tiratori Sixers quasi sempre liberi di realizzare senza nessuno a contestare.

Con l’orecchio rivolto ai rumor provenienti dalla Louisiana, è fondamentale per i Lakers recuperare James e Kuzma, così come appare necessario che Chandler ed Hart tornino alla piena efficienza, prima che la zona playoff diventi irraggiungibile.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Giovedì 31 Gennaio e Venerdì 1 Febbraio per affrontare allo Staples Center i LA Clippers.

Brandon Ingram su Anthony Davis: “Sarebbe un bene per i Lakers”

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center

La richiesta di trade da parte di Anthony Davis, ha aperto il dibattito in casa Los Angeles Lakers riguardo i giovani da sacrificare per arrivare al centro all-star. Mentre Lonzo Ball sembra ormai sul piede di partenza, molto più complicato è capire chi altro gli farà compagnia nell’eventuale viaggio in Louisiana, tra Brandon Ingram e Kyle Kuzma.

Se fino a non molto tempo fa Ingram era considerato il secondo violino da affiancare a LeBron James, ora tutto sembra essere cambiato. Alcune prestazioni recenti di Kuzma, in primis i 41 punti in tre quarti messi a referto contro Detroit il 10 gennaio.

Durante l’allenamento dei Lakers, non sono ovviamente mancate per Ingram, domande scomode riguardo la situazione di Anthony Davis. “Credo che prenderlo sarebbe un bene per i Lakers o per qualunque altra franchigia. Sono sicuro che sarebbe felice in qualunque situazione. Chiunque sarebbe felice di averlo, è un grande giocatore”.

Nonostante i tanti rumors di mercato in cui il n°14 è stato inserito, sembra essere, per il momento, concentrato su ciò che accade in campo.  “Nessuno qui, i giocatori, gli allenatori, il direttore generale, dice una parola a riguardo, quindi come ho detto, ascoltiamo solo le persone importanti “.

Lakers sul mercato, ma si guarda la classifica

In seguito ai tanti infortuni che hanno devastato i Lakers, attualmente la squadra si trova al nono posto ad Ovest. Riguardo all’argomento si è espresso lo stesso Brandon Ingram:

“Ora la guardiamo molto”, ha detto riferendosi alla classifica, “Sappiamo quali partite sono decisive. Ovvio, tutte le partite sono importanti, ma ora sappiamo quali sono più decisive per continuare a fare bene in classifica. Credo però che prima di ogni partita, sappiamo di dover battere la squadra che ci troviamo di fronte. Cerchiamo solo di fare del nostro meglio”. 

Anche se l’acquisto di Anthony Davis non dovesse concretizzarsi quindi, la squadra di coach Walton punta ad ottenere sempre il massimo risultato possibile, aspettando il rientro sempre più vicino di LeBron James.

 

 

Lakers-Suns: Zubac e Stephenson guidano i gialloviola

Ivica Zubac, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center

Game 50 Recap: Lakers-Suns

Allo Staples Center, in occasione della Dr. Jerry Buss Night, terza sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (25-24) e Phoenix Suns (11-40).

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I californiani, già vittoriosi nelle due gare precedenti, provano a tornare al successo dopo la brutta sconfitta interna patita contro i Timberwolves. Il clima in casa gialloviola non è dei migliori: i rumor e le fanta-trade si susseguono, mentre la natura dell’infortunio di LeBron Jamesuno dei capitani del prossimo All Star Game – resta avvolta nel mistero.

Oltre che del quattro volte MVP, i Lakers devono fare a meno di Lonzo Ball, Kyle Kuzma (anca) e Tyson Chandler (schiena). Non se la passano meglio i Suns, privi di Deandre Ayton, T.J. Warren e De’Anthony Melton.

Walton schiera Rondo, KCP, Ingram, Beasley e Zubac. Kokoskov risponde con Okobo, Booker, Bridges, Jackson e Bender.

Lakers-Suns, avvio equilibrato

I lacustri approfittano dell’assenza della prima scelta dell’ultimo draft – e l’inconsistenza di Bender – per attaccare indisturbati il pitturato dei Suns, trovando due canestri con Ingram e KCP.

Al contrario del connazionale, Zubac si fa sentire sia in difesa…

…che in attacco, segnando due canestri. Phoenix produce finalmente qualcosa grazie all’and-one di Jackson e la tripla di Oubre Jr., 14-10 a metà quarto.

Dopo aver sbagliato tutto lo sbagliabile, la franchigia dell’Arizona ritorna in partita trovando altri due canestri da oltre i 7.25 con Mikal Bridges, che pareggia a quota 16. Holmes e Booker rispondono a Rondo e KCP, mantenendo la gara in equilibrio, 22 pari a tre minuti dalla fine del quarto.

I liberi di JC ed il primo errore dal campo di Ingram chiudono il quarto, 31-27.

Lakers-Suns, Ingram inarrestabile

I lacustri ripartono con Lance, Svi, Hart, Beasley e McGee. Lance – dopo aver messo in scena alcuni dei suoi trick  – trova la via del canestro dall’arco ed in penetrazione. I veterani riescono ad essere produttivi, McGee converte il layup mentre Beasley schiaccia l’assist di Stephenson, 42-33 a 7’48” dall’intervallo lungo.

La combo Born Ready & B-Easy produce ancora prima di lasciare il posto a Rondo ed Ingram, che rientrano con KCP. Brandon si rimette subito in moto segnando il sesto canestro della sua gara riportando i Lakers sul +10.

Brandon Ingram sfrutta la maggiore wingspan contro chiunque Phoenix mandi sulle sue tracce per segnare ancora (8/9 dal campo), sporcare le linee di passaggio e servire i compagni, in particolare Zubac.

I Suns continuano a tirare male dal campo ed a commettere perse banali e smuovono il punteggio solo con gli and-one di Bender e Booker, 54-42 a 3’12” dalla fine del tempo.

Dopo il monologo del prodotto di Duke, l’attacco gialloviola torna nelle mani di Rajon Rondo, che serve prima l’affondata indisturbata di Hart ed assiste poi, due volte, Kentavious Caldwell-Pope. L’ex Celtics e Pelicans realizza poi…

…con la sinistra, dopo un bel cambio di mano, il canestro del +17.

Booker e compagni evitano che la partita finisca con due quarti di anticipo segnando cinque liberi (14/14 nella gara) prima del canestro di Emanuel Terry che chiude il tempo, 65-53.

Dominio lacustre nel pitturato. Per L.A. (in stagione 56.3 punti vicino al ferro), nei primi ventiquattro minuti di gioco è già a quota 52, tirando con il 56.9% dal campo. Inoltre, i californiani sono riusciti a non concedere neppure un punto in transizione agli avversari.

Lakers-Suns, si accende Booker

Coach Igor Kokoskov per contenere Zubac preferisce Holmes a Bender. L’ex 76ers contrasta meglio il lungo lacustre – comunque a segno due volte – grazie ad una maggiore fisicità e verticalità rispetto al compagno.

Dopo un primo tempo sottotono, Devin Booker si accende procurandosi un libero supplementare – terza volta nella gara – beffando continuamente il distratto KCP.

A fermare l’esterno Suns ci pensa Michael Beasley

…che lo stoppa con autorità.  Book non si scoraggia e segna ancora, riportando lo svantaggio dei Suns in singola cifra (-9) dopo quattro minuti di gioco. Rondo segna un bel floater e serve Ingram sul perimetro, risponde Josh Jackson, 77-67 a metà quarto.

Dopo l’errore di Beasley, Ivica Zubac cattura il suo decimo rimbalzo e segna il ventesimo punto della sua gara. Il croato, oltre ad essere produttivo in attacco, riesce ad essere efficace anche nella propria metà campo, eseguendo bene la trap sul pick-and-roll scelta da coach Luke Walton per disinnescare Booker.

Il prodotto di Kentucky segna prima e dopo la tripla di KCP, 87-75 con 3’32” da giocare nel quarto.

La gara, già non bellissima, vive il suo momento peggiore. I Lakers perdono due banali palloni, i Suns ringraziano sbagliando in transizione 3 vs 1. In generale entrambe le squadre eseguono con voglia ed intensità prossime allo zero.

Dopo il primo errore dalla lunetta – autore Terry – degli ospiti, Lance interrompe per un attimo lo scempio in campo. Il layup di Booker e lo 0/2 dalla lunetta di McGee chiudono la frazione, 90-81.

Lakers-Suns, one Lance show 🎸

Inizia male l’ultimo quarto della gara per Walton, costretto a richiamare subito in panchina Ingram. Il terzo anno, complice una dormita generale dei compagni su una rimessa, commette il quinto fallo su Richaun Holmes che completa il gioco da tre punti, 90-84.

A scuotere i lacustri ci pensa Lance, che segna dall’arco ed in transizione. Booker si becca un’evitabile tecnico consentendo a KCP di segnare il libero del +10.

Ma Lance Stephenson si è ormai acceso 🔥 e segna ancora due volte dall’arco 🏀🏀🏀…

…scaldando lo Staples Center e dando libero sfogo alla sua air guitar. Undici punti in meno di due minuti per Lance, timeout per Kokoskov. 102-88 ad 8’42” dalla sirena.

Al rientro KCP segna dell’arco ed un jumper, risponde Kelly Oubre Jr. dal campo e dalla lunetta. I Suns non ci credono più ad alzano la bandiera bianca richiamando Booker in panchina.

Zubac dopo aver sbagliato una schiacciata converte un and-one, stoppa Oubre Jr. e sbaglia il primo libero della sua gara, 111-95 a quattro minuti dalla fine.

Il sesto fallo del centro croato consente l’ingresso in campo di Moe Wagner, subito a segno dall’arco. Risponde Oubre Jr., realizzando la tripla che trasforma il We want tacos! del pubblico in un fragoroso Booooo!, il layup di Rondo chiude la gara, 116-102.

Lakers-Suns, Zu e KCP top scorer

Uomo copertina della gara senza dubbio Zubac, che approfitta dell’assenza di Ayton per dominare il pitturato. Ivica dopo il difficile avvio di stagione si candida al ruolo di miglior lungo del roster lacustre. Il croato chiude con 24 punti (9/16 dal campo, 6/7 ai liberi), 16 rimbalzi e 4 stoppate.

I falli sporcano la prestazione di Ingram, quasi perfetto in tutte le altre fasi della gara. Per Brandon 22 punti (9/11 al tiro, 3/6 dalla lunetta), 3 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate e altrettanti recuperi.

Fino alla sfuriata dell’ultimo quarto, prestazione come tante quest’anno con tanto fumo e poca sostanza. La riscossa, questa volta, è giunta al momento giusto. Stephenson chiude con 17 punti, 3 rimbalzi, 4 assist e 7/10 dal campo.

Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center
Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center (Lakers.com)

24 punti anche per KCP, che nonostante qualche difficoltà nella marcatura su Booker è autore di una buona prova. Per l’ex Pistons 9/17 dal campo, 4 triple, 6 rimbalzi e 2 recuperi.

Ancora un minutaggio elevato (42) per Rondo, che ha pensato soprattutto ad innescare i compagni (11 assist). Per Rajon 8 punti, 4/9 dal campo, 4 rimbalzi, 3 perse ed un recupero.

Pochi minuti per Hart, costretto ad uscire a causa di un problema al ginocchio. Luci ed ombre per Beasley (8+4+6): combattivo e presente in difesa (3 stoppate), meno preciso (4/12) del solito in attacco. Impreciso e falloso McGee, male al tiro Svi. Pochi minuti per Caruso e Wagner.

Suns corti e con la testa al draft. Booker chiude con 21+2+6, 9/18 dal campo e tanto nervosismo. Imprecisi Oubre Jr. (17+5, 4/12) e Jackson (12+8, 4/15), meglio Bridges (16+6, 3/6 dall’arco). Tanta energia per Holmes (12+10).

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Lakers-Suns, fondamentale recuperare gli infortunati

Test poco probante quello offerto da Phoenix, tuttavia giunto al momento giusto viste il momento dell’ambiente lacustre ed i tanti problemi fisici.

A fine gara Walton si è detto soddisfatto di come i suoi ragazzi hanno seguito il piano partita, in particolare l’uscita alta del lungo per rallentare il pick-and-roll di Booker. Il figlio di Bill ha poi dato credito a Rondo per aver portato equilibrio in attacco oltre a confermare che Hart potrebbe saltare la prossima gara per un fastidio al ginocchio.

In vista del prossimo road trip, per i gialloviola sarà fondamentale recuperare LeBron, oltre Kuzma e Chandler, perché le altri contendenti ai playoff della Western Conference non sembrano intenzionate ad interrompere la propria corsa.

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center
Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center (Lakers.com)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Martedì 29 e Mercoledì 30 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Philadelphia 76ers.

Lakers-Timberwolves: i gialloviola si sciolgono nel secondo tempo

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Game 49 Recap: Lakers-Timberwolves

Ultimo episodio della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (25-23) e Minnesota Timberwolves (23-24).

La sfida di Ottobre in Minnesota si decise con le triple dell’ormai ex Jimmy Butler, mentre la settimana dopo allo Staples Center i californiani pareggiarono il conto vincendo in volata. La seconda vittoria a Minneapolis non è bastata a Tom Thibodeau, licenziato al termine del blowout inflitto ai lacustri.

I gialloviola, reduci dalla sconfitta contro i Campioni NBA, sono ancora privi di LeBron James ma se non altro recuperano Rondo che Walton schiera in quintetto con KCP, Ingram, Kuz e Zubac. Saunders non dispone di Jeff Teague e Robert Covington e risponde con Rose, Okogie, Wiggins, Gibson e KAT.

Lakers-Timberwolves, avvio equilibrato

I primi possessi della gara sono tutti per i lunghi: KAT segna col gancio e dal perimetro prima e dopo il canestro di Zubac. Il rientrante Rondo prova ad innescare i compagni ma Kuzma ha le polveri bagnate. Minnie non è precisa ma sfrutta i tip di Towns e Gibson, risponde Rajon dall’arco, 11-13 a metà quarto.

Dopo il terzo canestro di Ivica Zubac, Ingram pareggia in transizione. Il neo entrato Beasley viene servito prima e dopo la tripla di Bayless dall’ex Celtics e Pelicans mantenendo la gara in equilibrio, 19-20 a 3’27” dalla fine del quarto.

Ingram serve Rajon Rondo che segna la tripla del primo vantaggio gialloviola della gara, LeBron apprezza in panchina. Il play – dopo un fadeaway di Tiny Dog – si invola in contropiede…

…per schiacciare il 26-22 con due minuti da giocare nella frazione. 8 punti con due triple, 2 rimbalzi e 4 assist per il prodotto di Kentucky.

Un passaggio a vuoto di Beasley annulla l’allungo lacustre: B-Easy concede due and-one – convertiti da Wiggo e Bayliss – e perde un possesso. Il layup di Lance chiude la frazione, 29-28.

Lakers-Timberwolves, second unit lacustre in difficoltà

Walton come di consueto riparte senza titolari – Lance, Svi, Hart, Beasley e McGee – ma il contributo delle seconde linee non è all’altezza. JaVale McGee schiaccia un pocket pass di Beasley ma fallisce il libero supplementare ed in difesa commette la seconda infrazione per goaltending della sua gara. Inoltre l’ex Warriors è sempre in ritardo nelle rotazioni e nei blitz sul pick-and-roll.

Male anche Josh Hart, che perde un possesso e sbaglia due triple wide open. In transizione Jerryd Bayless segna dall’arco, 31-37 e timeout per coach Luke Walton.

Lo stop giova ai lacustri, che riescono ad essere più attenti in difesa mentre in attacco armano Svi Mykhailiuk

…che non sbaglia. Hart perde ancora un pallone e – nonostante poi segni in transizione – viene prontamente sostituito da Kuzma.

Kyle rientra dopo che Walton lo aveva richiamato – dopo soli due minuti in campo – per redarguirlo su alcune scelte offensive. Il prodotto di Utah capisce i dettami del coach e nonostante continui a faticare al tiro (0/5 dal campo, 1/2 dalla lunetta), riesce a servire i compagni, assistendo le triple di Lance e KCP, 48-45 a 4’37” dalla fine del tempo.

Minnesota si affida alle sue stelle e risponde con i canestri di KAT, Rose e Wiggins. Rondo dopo aver segnato in transizione servito da Pope, ricambia trovando Kentavious Caldwell-Pope che completa il gioco da tre punti, 54-49 a poco più di due minuti dall’intervallo.

Minnie è precisa dalla lunetta (5/6 di Wiggins e Gibson), i canestri Ingram e di Kuzma – due volte – tengono avanti i gialloviola.

Dopo il libero di Brandon, con 4.2” da giocare i Wolves sfruttano l’indecisione di KCP che consente a Bayliss di segnare il tredicesimo punto personale, 61-58.

Lakers-Timberwolves, ospiti padroni delle plance

Coach Ryan Saunder deve rinunciare a Derrick Rose, out per un problema alla caviglia destra, e riparte con Bayless in quintetto. Ingram segna dopo il pick-and-roll con Kuzma, Zubac schiaccia. Subito massimo vantaggio (+7) della gara per i Lakers ed immediato il timeout chiesto dal figlio del compianto Flip.

La sosta non giova ai lacustri che commettono tre falli in attacco consecutivi ed in difesa concedono troppe seconde chance, convertite da Towns e Taj Gibson, 66 pari con 7’34” da giocare nel quarto. I Wolves continuano a dominare il pitturato e dopo un attacco durato tre possessi trovano la tripla del sorpasso con KAT.

Un tip di McGee ferma il parziale (9-0) di Minnie prima del ritorno sul parquet dello Staples Center dell’ex Luol Deng che lascia subito il segno da oltre i 7.25 e con un layup, rispondendo ai canestri di Brandon Ingram, 72-74 con 4’37” da giocare nel quarto.

Bayless colpisce dall’arco, punendo la pigra guardia di Rondo e Lance. Rajon è inevitabilmente calato alla distanza, anche se continua a servire i compagni, suoi gli assist per Beasley e Born Ready. Deng deride la difesa lacustre schiacciando tutto solo nel pitturato, salvo poi venir beffato dall’elegante spin move di Michael Beasley.

La tripla di Terrell ed un paio di canestri di McGee chiudono la frazione, 82-84.

Lakers-Timberwolves, resa lacustre senza condizioni

Dopo aver sofferto le attenzioni della difesa lacustre – citofonare Slenderman – per tutta la sera (5/16) Andrew Wiggins va subito a segno, bissando poi – grazie al regalo di Lance – la tripla di Jared Terrell, 82-92 dopo neppure ottanta secondi di gioco, timeout Lakers.

Wiggins segna altri due canestri, prima dell’and-one di Kyle Kuzma e la schiacciata di Ingram…

…che ferma, per un momento, la mareggiata Wolves. 87-96 a 8’22” dalla fine.

Hart finalmente segna dall’arco e con Ingram tiene a contatto i lacustri. Le flebili speranze dei Lakers vengono spazzate dai troppo regali concessi agli avversari – 28 punti dalla seconde opportunità, 30 dalle perse – e da Karl-Anthony Towns

La prima scelta dell’NBA Draft 2015 scherza McGee punendo la sua difesa, segnando i liberi derivanti da uno scontro tra JaVale e Dario Saric sottolineando infine quanto sia lacunoso sul pick-and-roll/pop l’ex Warriors punendolo dall’arco. KAT segna nove punti in meno di due minuti chiudendo di fatto la gara, 96-109.

Coach Luke Walton sceglie la via small schierando Kuzma per McGee. La tripla del 99-111 a tre minuti dalla fine è l’ultimo rantolo gialloviola. Minnie continua a dominare a rimbalzo, L.A. non segna praticamente più. KCP e Terrell fissano il punteggio finale, 105-120.

Lakers-Timberwolves, KAT & Wiggo top scorer

Rondo ricomincia da dove aveva lasciato, portando gestione ed inventiva in attacco e la solita rivedibile difesa. Rajon chiude con 15 punti, 3 triple, 6 rimbalzi, 13 assist, 1 recupero e 2 perse in 37 minuti.

La presenza di Rondo ha sollevato Ingram dall’eccessivo peso di gestire tutto l’attacco lacustre. Brandon è riuscito ad essere efficace sia in attacco (20+6, 8/14 dal campo) che in difesa. Ogni qual volta che Tiny Dog si è seduto in panchina, Wiggis ha tirato un sospiro di sollievo.

Troppi minuti per Kuzma (10+4+4, 4/12) apparso in evidente difficoltà a causa del problema all’anca. Vista la situazione generale, sarebbe stato meglio concedere un turno di riposo a Kyle.

Pur non brillanti ed imprecisi dall’arco (2/9 in due) KCP (13+2+3) ed Hart (5+2+3) avrebbero potuto giocare parte dei minuti riservati al disastroso Stephenson. La gestione di Lance a cavallo degli ultimi due quarti è stata terribile, ma soprattutto Born Ready è riuscito a fare “”meglio”” in difesa, concedendo metri di spazio agli esterni avversari, che hanno ringraziato non sbagliando mai da oltre i 7.25.

Zubac (10+8, 5/12 con 4 TO e 3 PF) e McGee (10+6, 5/7 con 3 TO e 4 PF) hanno sofferto contro Tows, anche se per letture ed ultimo rendimento sarebbe stato auspicabile che il croato avesse un minutaggio maggiore a scapito di JaVale.

Brandon Ingram, Rajon Rondo, Josh Hart, Lance Stephenson and JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Staples Center
Brandon Ingram, Rajon Rondo, Josh Hart, Lance Stephenson and JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Staples Center (Mark J. Terrill, AP Photo)

Troppo pochi i minuti concessi a Beasley (9 in 12 minuti) e Svi (6 con 2/4 da 3 in 7 minuti) in una serata in cui l’attacco ha faticato così tanto e dall’arco (8/24) è stata notte fonda per tutta la gara.

Per Minnesota, solida prestazione di Tows (27+15+5, 10/18 al tiro e 3/5 da tre) e Gibson (14+10, 6 rimbalzi offensivi) mentre Wiggins (23+8) ha faticato al tiro (9/23). Con Rose out, bene dalla panca Bayliss (16+8) e Terrell (10) che combinano 5/11 dall’arco. Per l’ex Deng, 7 punti con 3/4 dal campo e 3 rimbalzi.

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Lakers-Timberwolves, difesa non pervenuta

Quasi mai i soli numeri riescono a spiegare cosa accade sul parquet. Ma ce ne sono diversi che sintetizzano quanto siano stati molli i Lakers per buona parte della gara. Minnesota ha generato trentaquattro punti (+18) dalle venti perse (+6) da Rondo e compagni, ha prodotto altrettanto (+21) dalle seconde opportunità (+15) riuscendo a tirare 15 volte in più degli avversari. Inoltre, ancora una volta la differenza dalla lunetta si è fatta sentire: 9/14 per i lacustri, 22/25 per i Wolves.

Con due membri – Lonzo e Tyson – del miglior trio difensivo dei californiani fuori dai giochi, sarebbe stato impossibile ottenere la stessa efficienza difensiva delle serate migliori. Tuttavia a questi livelli anche i Terrell ed i Bayliss diventano efficaci dall’arco, se non contestati. La presenza di Rondo, McGee e Lance contemporaneamente è difficilmente sostenibile, soprattutto se il lungo e Born Ready non portano in attacco un contributo pari a quello del play.

Lasciano perplessi alcune scelte di Walton, come l’aver preferito l’ex Warriors per lunghi tratti a Zubac o non aver riproposto l’ottimo Svi visto nel secondo quarto. Ancora meno comprensibile la scelta di non dare più spazio a Beasley per preservare Kuzma, in evidente difficoltà.

Troppi i minuti concessi ad alcuni panchinari, soprattutto in considerazione del fatto che i gialloviola avranno un giorno di riposo in più rispetto al solito.

Coach Luke Walton, referee Justin Van Duyne and Rajon Rondo. Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Staples Center
Coach Luke Walton, referee Justin Van Duyne and Rajon Rondo. Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Staples Center (Mark J. Terrill, AP Photo)

Con l’ottavo posto che si allontana, il rientro di LeBron sembra l’unica ancora di salvezza per la nave lacustre.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 3:30 italiane – tra Domenica 27 e Lunedì 28 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Phoenix Suns.

 

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