Pronostici NBA 18-19: Raptors-Nets, sfida ad Est che apre la settimana

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Nets è un incontro molto interessante nella Eastern Conference. I nuovi Toronto Raptors, quelli con Marc Gasol, sfidano i bianconeri che hanno ritrovato Caris Levert dopo l’infortunio che sembrava potesse tenerlo fuori per tutta la stagione. Dopo l’incontro in Canada, derby texano tra Houston Rockets e Dallas Mavericks.

OKC-Dallas Mavericks

Hype o no, Luka Doncic sta facendo una stagione fuori dal normale: l’ultimo quarto del match contro Portland ha visto il rookie prendere in mano la situazione e ribaltare un -14. Nella sfida tra difese “allegre”, i 76ers superano i Lakers (Joel Embiid 37) mentre i Warriors superano gli Heat alla Oracle Arena grazie ad una rimonta nel finale (Kevin Durant 39 punti).

Pronostici NBA 18-19: Raptors-Nets

Toronto Raptors (41-16) vs Brooklyn Nets (29-28). In Canada si fa sul serio. Con l’arrivo di Marc Gasol, i dinosauri fanno un ulteriore step in avanti, per esperienza e per capacità in vista Playoff. Rimane ora da verificare la rotazione con lo spagnolo, partito in panchina nella sua prima apparizione con la nuova casacca. Con 4 vittorie consecutive il divario dai Bucks che comandano la Conference si è ora assottigliato ad una sola partita di distanza, segno che i tempi sono maturi per qualcosa di importante. Basterà questo per convincere Kawhi Leonard a rifirmare in estate, creando così il nucleo per gli anni in divenire?

Gli ospiti hanno ritrovato Caris Levert dopo il tremendo infortunio subito nella prima fase della stagione regolare. Un innesto anche dal punto di vista psicologico per la squadra di Atkinson, che a meno di crolli farà i Playoff. La crescita di D’Angelo Russell lo porterà anche alla prima convocazione all’All Star Game: l’ex Lakers in un ambiente “più comodo” di quello giallo-viola ha avuto l’opportunità di lavorare sulla sua pallacanestro e i risultati si vedono. Non appena tornerà dall’infermeria anche Spencer Dinwiddie, i Nets potranno rappresentare la mina vagante della Eastern Conference.

Quote

  • Money Line: Raptors (quota 1.16)
  • Handicap: Raptors -10.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 227.5

Suggerimento

  • Over 221.5 (1.50)

Pronostici NBA 18-19: dopo Raptors-Nets, derby in Texas

Houston Rockets (32-23) vs Dallas Mavericks (26-29). Anche i razzi si sono rinforzati in concomitanza della fine delle trade.  Con il poco margine a disposizione, le acquisizioni prima di Faried e poi di Iman Shumper possono essere fondamentali in vista post season. Nel frattempo sul parquet continua il dominio di James Harden, che sta continuando a performare con cifre incredibii. La domanda per tutti è sempre la stessa: reggerà il numero 13 anche in sede di Playoff, magari con l’aiuto di qualcuno, per ripercorrere le orme dello scorso anno? Come detto in precedenza, Dallas ha trovato in Doncic il suo uomo franchigia del futuro. Con lo scambio per arrivare a Kristaps Porzingis, i Mavs hanno completato un super colpo in ottica prossima stagione e lo spazio salariale consentirebbe un ulteriore colpaccio. Solo il tempo dirà se è stato una buona mossa da parte di Cuban.

Quote

  • Money Line: Rockets (quota 1.18)
  • Handicap: Rockets -10.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 221.5

Suggerimento

  • Under 229.5 (1.44)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Indiana Pacers vs Charlotte Hornets: Pacers (1.45)
  • Minnesota Timberwolves vs Los Angeles Clippers: Timberwolves (1.45)
  • Oklahoma City Thunder vs Portland Trail Blazers: Thunder -3.5 (1.55)

Brooklyn Nets: le fenici della NBA

I Brooklyn Nets sono passati dall’essere la franchigia barzelletta della NBA ad essere considerati una delle squadre che lavora meglio di tutte sotto molti punti di vista. Le infauste operazioni iniziali dell’allora neo socio di maggioranza, Mikhail Prochorov, sono state assorbite in tempi relativamente brevi e adesso Brooklyn è diventata una terra a cui molti giocatori di assoluto livello buttano un occhio e immaginano come possibile approdo, il che è paradossale essendo di fatto in un feudo Knicks. I Nets, nonostante alcuni infortuni importanti occorsi a giocatori decisivi, sono stabilmente nella zona playoff e sembrano soltanto poter crescere nei prossimi anni.

BROOKLY NETS: COME SONO RISORTI DALLE CENERI?

Per prima cosa hanno iniziato rimettendo ogni persona al proprio posto con i rispettivi ruoli, le ingerenze di Prochorov sono state limitate fortemente, ci si è affidati ad un asse GM-coach di assoluto livello: Sean Marks e Kenny Atkinson, i quali come primo obiettivo avevano quello di non fare danni e l’hanno centrato pienamente. Non potendo né puntare sul cap space, né sulle scelte (cedute tutte) al draft, si è scelto di puntare sull’acquisizione di brutti contratti (Mozgov, Carroll) per poter arrivare a qualche pick e a giocatori su cui poter lavorare con tempo e spazio a disposizione. Atkinson e il suo staff sono tra i migliori al mondo nel development e questo è uno dei segreti per la crescita esponenziale di molti giocatori inaspettati. A parole sembra facile prendere giocatori con potenziale inespresso, lavorarci seriamente sopra e farli esplodere, ma chiaramente è tutt’altro che semplice. Atkinson dice che la chiave per poter sviluppare un giocatore è quella del farlo immergere nel progetto fino al punto in cui sia realmente convinto di ciò che gli si propone; il lavoro è collettivo e ogni suo assistente ha specifici compiti nello sviluppo di un elemento: Jacque Vaughn si occupa soprattutto della fase difensiva, Pablo Prigioni è ogni giorno in campo con i ragazzi per rivedere ogni singolo aspetto passato in esame nella sessione video ecc.

 

C’è ghiaccio nelle sue vene!

Spencer Dinwiddie e Joe Harris sono stati entrambe delle seconde scelte al draft, il Jarrett Allen visto al college in Texas non lasciava presagire una crescita simile, D’Angelo Russell era uno scarto dei Lakers tacciato di essere carente di leadership e senza la testa giusta per puntare in alto. La maggior parte di questo enorme lavoro è stata fatta negli ultimi 2 anni e mezzo, perciò l’avvenire sembra poter essere soltanto più radioso. Dalle ceneri non rinascono solo le fenici, ma anche i Nets.

Magic Johnson non ha scelto di mandare via D’Angelo Russell senza motivazioni, il ragazzo ad LA ne ha combinate e il suo percorso di maturazione non sembrava essere prettamente sui binari ideali, anche se certamente aveva mostrato cose interessantissime e pure alcune stats lo dimostravano. Tuttavia i giocatori in grado di performare allo stesso livello in qualsiasi contesto, sono davvero pochissimi e per questo non va buttata la croce addosso al Magic di turno, perché ricoprendo ruoli del genere le valutazioni che si fanno sono innumerevoli ed è possibile sottostimare alcuni aspetti, fa parte del gioco. D’Angelo oltre ad essere migliorato in varie dinamiche di gioco, ha trovato costanza di rendimento e maggiore incisività all’interno delle partite. 19.7 punti, 6.4 assist, 3.7 rimbalzi e 1.1 rubate di media in 29.7 minuti, con la migliore percentuale ai liberi e da 3 della carriera, rispettivamente l’81 e il 37%. Malgrado giochi più minuti ed ha la palla in mano per un minutaggio superiore rispetto agli anni precedenti, le palle perse non sono incrementate, 2.9 di media a gara mentre in carriera si attesta a 2.8. La convocazione all’All Star Game di Charlotte in sostituzione dell’infortunato Victor Oladipo, non stupisce affatto chi ha visto la sua crescita nelle ultime 2 stagioni, quel talento grezzo visto ad Ohio State sta finalmente trovando la sua dimensione di vertice in NBA e per lui l’estate 2019 sarà fondamentale per la carriera. I Nets potranno pareggiare qualsiasi offerta che riceverà Russell grazie alla qualifying offer, ma non è detto che succederà e per lui firmare alle giuste cifre, nella squadra giusta, è determinante per il proseguo della carriera per quanto concerne il punto di vista prettamente sportivo. Uno dei motivi per cui D’Angelo si incastra bene con Brooklyn è il suo essere clutch, celebre la sua esultanza con “ice in my veins” dopo la realizzazione di canestri decisivi, infatti i Nets sono 10 vinte e 2 perse nei finali di partita punto a punto e vincere gare del genere è una forte dose di autostima per un gruppo giovane in costruzione.

PROSPETTIVE FUTURE

Se D’Angelo Russell e Rondae Hollis-Jefferson non dovessero restare si aprirebbero degli scenari interessanti in termini di spazio salariale, a quel punto sarebbe concreta la possibilità di firmare due grandi free agent e diventare una contender già l’anno prossimo. La free agency 2019 vedrà protagonisti moltissime stelle NBA molte delle quali vorranno approdare in squadre con altri campioni già in roster, questo i Nets non possono offrirlo, ma possono altresì offrire: un core group valido e giovane, un allenatore in rampa di lancio e i luccichii della Grande Mela.

Per fare un esempio, difficilmente Kevin Durant firmerà per i Nets se prima questi non si siano assicurati le prestazioni di un Jimmy Butler o un Klay Thompson. Detto ciò Brooklyn non ha bisogno di andare all in subito quest’estate e può anche aspettare il prossimo giro, magari intanto prendendo un Butler, che aveva messo la franchigia nella lista delle destinazioni gradite nel periodo della trade dai T’Wolves, per crescere insieme senza curarsi troppo dell’eventuale pesantezza del contratto. Questi tipi di ragionamenti possono esser fatti soprattutto grazie al favoloso lavoro di Sean Marks, perché il roster è composto anche di un 3&D nel corpo di un centro small ball come Rodions Kurucs, uno scorer come Caris LeVert, o una macchina dall’arco come Joe Harris, tutti giocatori con upside incredibile e diritto di cittadinanza in roster di vertice della lega con stipendi adeguati.

Panoramica sull’attualità dei Brooklyn Nets tramite alcuni dei dati principali forniti da nba.com

Le decisioni da prendere per il front office non sono affatto semplici, pochi contratti saranno ancora in essere nella stagione 2019/2020 (fun fact: Deron Williams percepirà 5.4  milioni anche il prossimo anno e poi terminerà il contratto) e dunque da una parte bisognerà pensare in grande con nomi grossi, dall’altra ci sarà da completare il roster con giocatori di contorno a basso costo. In più i Nets avranno 4 scelte da fare al draft 2019: prima scelta propria, prima scelta di Denver protetta 1-12 e due scelte al secondo giro, inutile dire che potrebbero diventare asset importanti in caso di trade oppure più verosimilmente si trasformeranno negli elementi per completare la squadra, dunque non si possono sbagliare le decisioni.

Il progetto di Brooklyn è da seguire attentamente per varie ragioni tecniche, la crescita dei giocatori, un allenatore già top e con potenziale da super top, una città viva e in perenne trending topic. Ma soprattutto perché dimostrano che se gli Stati Uniti sono la terrà delle opportunità, lo sport statunitense è il territorio delle seconde opportunità e risollevarsi in così breve tempo dopo i disastri fatti è uno smacco ai cugini di New York e a tutte quelle franchigie ferme nella palude della mediocrità. I Nets si sono rimboccati le maniche e hanno ottenuto il massimo da quella situazione, il raggiungimento dei playoff sarebbe un tassello importante, non decisivo, per la risalita e l’estate 2019 potenzialmente è quella che può dare una nuova linfa alla franchigia.

Infortunio Caris LeVert: l’ala dei Nets presto in campo secondo Woj

Infortunio Caris LeVert: l'ala dei Nets presto in campo secondo Woj

Arrivano aggiornamenti confortanti sulla situazione riguardante l’infortunio Caris LeVert. L’ala dei Nets sta per rientrare a pieno regime per il finale di stagione della franchigia newyorchese.

Infortunio Caris LeVert: rientro in campo previsto dopo l’All-Star Game di Charlotte

Se in pieno centro di New York, i Knicks stanno vivendo il loro peggior momento della stagione e della loro recente storia (ben 14 sconfitte casalinghe e il peggior record nella lega con 10 vittorie e 42 sconfitte); aldilà del tunnel i Nets possono trovare un’altra ragione per sorridere.

Stando a quanto riportato in questi ultimi minuti dall’insider Adrian Wojnarowski di ‘Espn.com‘, l’ala dei Nets Caris LeVert potrebbe tornare molto presto in campo; dopo il grave infortunio avvenuto lo scorso novembre al Barclays Center di Brooklyn nel corso del match contro i Minnesota Timberwolves.

L’ala dei Nets, finora a 18.4 punti, 4.3 rimbalzi, 3.7 assist e 1.2 recuperi di media ad allacciata di scarpe, ha iniziato infatti gli allenamenti 5vs5 con il resto del gruppo, in modo da poter essere a totale disposizione del roster a partire dal post All Star Game di Charlotte.

Ottima notizia per coach Kenny Atkinson, che oltre allo stato di grazia dei suoi giocatori (ufficiale anche la convocazione di Joe Harris per il three-point contest dell’All Star Saturday) e di un confortante sesto posto nell’Eastern Conference, spera di recuperare un altro elemento fondamentale del proprio roster in vista del rush finale di regular season.

Pronostici NBA 18-19: Celtics-Nets, la certezza e la sorpresa

Pronostici NBA 18-19: Celtics-Nets è il match di giornata nella Nba. Si sfidano la squadra che per tutti è quella da battere nella Eastern Conference e la più bella sorpresa della Eastern Conference, Brooklyn, con un Russell in netta crescita e un core giovane molto interessante. Poco prima, ad Indiana, i Warriors cercano la vittoria consecutiva numero 11 contro i Pacers privi di Oladipo per il resto della stagione.

OKC-Thunder-tre-punti

Un protagonista assoluto nella notte: Paul George vince la sfida diretta con Antetokounmpo, portando i Thunder al terzo posto ad ovest. Non basta un super Luka Doncic a Dallas per aver la meglio dei Raptors di un ottimo Kawhi Leonard. La notizia del giorno però è la richiesta di trade di Anthony Davis che oggettivamente può cambiare il destino della Lega.

Pronostici NBA 18-19: prima di Celtics-Nets, i Warriors

Indiana Pacers (32-16) vs Golden State Warriors (35-14). L’infortunio di Victor Oladipo ha rotto in parte le speranze per questa stagione dei Pacers. L’ex Thunder è l’ago della bilancia che permette di tenere un Pace basso con una difesa top della Lega. Senza di lui la squadra di sicuro non perderà mordente, ma chiaramente non potrà ambire a fare lo sgambetto a squadre più blasonate sulla carta. L’inserimento di Demarcus Cousins, invece, non poteva cominciare in maniera migliore per i Warriors. Il lungo sembra già ben inserito e anche fisicamente abbastanza pronto. Il che fa spavento se pensiamo a quando cominceranno i Playoff, con una squadra al completo e già rodata.

Quote

  • Money Line: Warriors (quota 1.25)
  • Handicap: Warriors -8.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 226.5

Suggerimento

  • Warriors -5.5 (1.56)

Pronostici NBA 18-19: Celtics-Nets

Boston Celtics (30-19) vs Brooklyn Nets (27-23). Boston è uscita dal super match contro i Warriors con una sconfitta ma con anche qualche certezza. Il talento a disposizione di Brad Stevens è tale da poter giocare alla pari anche con il superteam della Baia, con il picco di Kyrie Irving che si accende sempre quando vede giallo-blu. Al Horford è e rimane un giocatore sublime su entrambi i lati del campo, un ottimo collante delle due fasi e un leader silenzioso che guida i giovani. Proprio i giovani saranno l’ago della bilancia della stagione, con Tatum e Brown chiamati a crescere da qui ad Aprile. Gordon Hayward continua ad andare a strappi e non potrebbe essere altrimenti dopo il lungo stop, ma ci si inizia a chiedere se non sia il caso di esplorare qualche trade.

Gli ospiti come detto sopra sono la sorpresa in positivo della stagione. Soprattutto la crescita costante di D’Angelo Russell sta imprimendo un ritmo vincente costante che guida i compagni. Le notizie brutte vengono dall’infermeria, dove anche Spencer Dinwiddie sarà costretto a rimanere ai box per un certo periodo (ha evitato l’operazione per poterci essere ai Playoff). Con lui fuori anche Crabbe, Levert e Dudley, mentre sono in dubbio Hollis-Jefferson e Harris. Ma tutto questo non sta impedendo a coach Atkinson di proporre il suo stile di pallacanestro e crediamo che venderanno anche stanotte cara la pelle.

Quote

  • Money Line: Celtics (quota 1.15)
  • Handicap: Celtics -10.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 222.5

Suggerimento

  • Under 232.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Memphis Grizzlies vs Denver Nuggets: Nuggets (1.40)
  • Los Angeles Clippers vs Atlanta Hawks: under 240.5 (1.44)

Brooklyn Nets, possibile lungo stop per Spencer Dinwiddie, ancora out Crabbe

La guardia dei Brooklyn Nets Spencer Dinwiddie potrebbe essere costretto a fermarsi per 4-6 settimane, a causa di un infortunio alla mano.

Dinwiddie si è infortunato durante la sfida di mercoledì tra Nets ed Orlando Magic. Per l’ex giocarore dell’università del Colorodao una sospetta lesione ai legamenti del pollice destro, che se confermata renderebbe necessario un intervento chirurgico e successivo lungo stop.

Un duro colpo per le speranze di playoffs dei Brooklyn Nets (26-23), che occupano al momento la sesta posizione nella Eastern Conference ma che rischiano di dover rinunciare per un periodo di tempo esteso ad uno dei due migliori giocatori della squadra.

In 49 partite sinora disputate, Spencer Dinwiddie ha viaggiato a 17.2 punti, 5 assist e 2.5 rimbalzi a gara, con il 46% al tiro ed il 36.6% da dietro l’arco dei tre punti. Già a novembre i Brooklun Nets persero per infortunio la promettente guardia al terzo anno Caris LeVert.

Dinwiddie ed i Nets hanno siglato a dicembre un accordo per un’estensione contrattuale da tre anni e 34 milioni di dollari complessivi. Con l’assenza dell’ex Detroit Pistons, coach Kenny Atkinson si affiderà a Joe Harris, all’ex Portland Trail Blazers Shabazz Napier ed al rookie da Virginia Commonwealth Treveon Graham, in attesa del ritorno a pieno regime di Allen Crabbe, alle prese con un problema al ginocchio destro.

L’ex Blazers Crabbe è fermo dal 27 dicembre.

Kenneth Faried lascia i Brooklyn Nets, firmerà con gli Houston Rockets

Kenneth Faried ed i Brooklyn Nets hanno raggiunto un accordo per la buonusciuta del giocatore, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

L’ex giocatore dei Denver Nuggets era approdato a Brooklyn a seguito di una trade estiva che aveva coinvolto l’ala Darrell Arthur e la point-guard Isaiah Whitehead. Faried lascerà i Brooklyn Nets nella giornata di sabato per accordarsi con gli Houston Rockets, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

Kenneth Faried, 30 anni, firmerà con la squadra allenata da Mike D’Antoni un contratto al “veteran minimun” sino al termine della stagione. Il prodotto di Morehead State ha collezionato sole 12 presenze in maglia Brooklyn Nets, la buonuscita permetterà al GM della franchigia di New York Sean Marks di scaricare i restati 13.8 milioni di dollari sul contratto dell’ex Nuggets.

Faried raggiungerà Houston tra 48 ore, una volta uscito dalla lista dei giocatori svincolati. Ai Rockets, Faried potrebbe trovare spazio sin da subito a causa dell’infortunio subito da Clint Capela, che terrà il giocatore svizzero lontano dai campi per almeno 4-6 settimane.

Kenneth Faried venne selezionato dai Nuggets di coach George Karl con la 22esima chiamata al draft NBA 2011. In sette stagioni con la maglia dei Denver Nuggets, Faried ha viaggiato a 11.4 punti e 8.2 rimbalzi di media a partita, con il 54% al tiro in 24.9 minuti d’impiego.

Celtics KO a Brooklyn, Jaylen Brown replica a Kyrie Irving: “Non possiamo puntarci il dito contro”

I 34 punti di D’Angelo Russell spingono dei Boston Celtics privi di Kyrie Irving un passo in più dentro la crisi, di risultati e di nervi.

Al Barclays Center di Brooklyn, Nets-Celtics termina 109-102.

Un Russell da 7 su 13 al tiro da tre punti, 7 assist e 5 rimbalzi ed un Rodion Kurucs da 19 punti mandano al tappeto dei Celtics (25-18) imprecisi, che in assenza Irving (a riposo a causa di un fastidio muscolare) si affidano a Jayson Tatum.

Sono 34 a fine gara i punti per l’ex Duke Blue Devils (12 su 19 al tiro), con 5 rimbalzi e 3 stoppate. Un terzo quarto da 44 punti subiti spedisce Boston a -26 ad inizio quarto periodo (66-92), mentre il pubblico del Barclays Center festeggia i suoi Brooklyn Nets avviati verso la 22esima vittoria stagionale, e si prende gioco degli avversari di giornata:

La tardiva reazione d’orgoglio dei bianco-verdi arriva nel quarto quarto, chiuso 36-19 dagli uomini di coach Brad Stevens. Jaylen Brown segna in estrata il canestro del -7 (105-98) a 1:30 dal termine, ma Wanamaker prima e Tatum sul possesso successivo sbagliano da tre punti, e Brooklyn chiude i conti dalla lunetta.

 

Boston Celtics, Jaylen Brown replica a Kyrie Irving?

Dopo la sconfitta (105-103) rimediata due giorni fa ad Orlando, un adirato Kyrie Irving si era lasciato andare ad una lunga (ed ennesima) tirata nei confronti dei suoi compagni.

Secondo l’ex Cavs, “la mancanza di esperienza” avrebbe tradito i Celtics in più di un’occasione in questa prima metà di stagione: “(…) A volte posso eccedere e dire cose che non vorrei, non mi permetterò più di mettere in discussione i miei compagni pubblicamente. Io voglio solo vincere, maledettamente (…) io sono venuto qui perché credo in questa squadra, e voglio aiutare questi giovani ad avere successo. E per fare ciò, è indispensabile che tutti qui siano ‘alla stessa pagina’, e che capiscano che è una questione di titolo o niente. A volte quest’urgenza può avere la meglio su di me“.

Nel post gara di Brooklyn sono arrivate alcune dichiarazioni di Jaylen Brown (22 punti e 6 rimbalzi a fine gara per l’ex California University). Secondo Brown, la separazione demarcata da Irving tra “giovani” e “veterani” avrebbe un effetto contro-producente sulla squadra:

Dobbiamo giocare con più tranquillità, e farci valere come gruppo. Non è colpa dei giovani, e non è colpa dei veterani. E’ colpa di tutti, dobbiamo venirne fuori come una squadra. Abbiamo avuto periodi in cui abbiamo giocato una grande pallacanestro, altri in cui non lo abbiamo fatto per nulla (…)  dobbiamo spalleggiarci l’un l’altro, supportarci. Non possiamo puntarci il dito contro e fare commenti. Se facciamo così, tutti gli sforzi saranno inutili. Abbiamo il talento e la consapevolezza per di poter fare bene, dobbiamo solo rimanere più calmi, concentrati e liberi di testa

– Jaylen Brown replica a Kyrie Irving –

 

Pronostici NBA 18-19: Nets-Celtics e Clippers-Pelicans

Ainge sullo scontro Brown-Morris

Pronostici NBA 18-19: Nets-Celtics apre la settimana Nba ed è un match piuttosto complicato per gli ospiti. I Nets, nonostante il record negativo, sono settimi nella Conference e giocano a viso aperto contro chiunque, con alti e bassi. I verdi non riescono a dare continuità nelle prestazioni e si vedono segnali di nervosismo. A chiudere il lunedì, allo Staples Center arrivano i Pelicans di Anthony Davis.

Tante belle prestazioni nella notte, ma per una volta vogliamo premiare un giocatore sconfitto: Bradley Beal ha trascinato i Raptros a 2 supplementari, dopo una tripla doppia assolutamente fantastica. Super prestazione anche per Ben Simmons che sfiora la tripla doppia e raccoglie 22 (!) rimbalzi. Nella bellissima sfida, infine, tra Warriors e Mavericks, splende la luce di Steph Curry, che manda a bersaglio 11 triple e sigla 48 punti.

Pronostici NBA 18-19: Nets-Celtics

Brooklyn Nets (21-23) vs Boston Celtics (25-17). Tutto sommato fin qui ottima stagione per i bianconeri. All’inizio dell’anno erano nel novero dei team che potevano giocarsi i Playoff e così sta andando. Considerato inoltre l’infortunio di Caris Levert, giovane in rampa di lancio che stava facendo segnare i numeri migliori della carriera e quello di Hollis-Jefferson (vicino al rientro),  allora c’è da essere soddisfatti. Il fatto che dopo anni si intraveda una luce per Brooklyn fa ben sperare anche per la prossima free agancy, dove lo spazio salariale per un big c’è tutto (voci dicono Jimmy Butler).

Per Boston invece non si può parlare di inizio sfolgorante: ci si aspettava oggettivamente di più dato il talento in campo e anche in panchina. Le ultime due partite, che hanno portato altrettante sconfitte, ci hanno poi mostrato il lato più umano della squadra: litigio tra Morris Brown seguito poi dallo sfogo in campo e fuori di Kyrie Irving dopo la L subita ad Orlando. Uncle Drew si è prima lamentato della gestione dell’ultimo possesso e poi, in sala stampa, ha dichiarato che i giovani non hanno idea di cosa fare quando si decidono le partite. E’ ovvio che queste cose non precludono nulla, ma i segnali che ci sia qualcosa che non va diventano sempre più evidenti.

Quote

  • Money Line: Celtics (quota 1.55)
  • Handicap: Celtics -4.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 219.5

Suggerimento

  • Over 211.5 (1.48)

Pronostici NBA 18-19: dopo Nets-Celtics, i Clippers provano a ripartire

Los Angeles Clippers (24-18) vs New Orleans Pelicans (20-23). Una cosa che accomuna le due squadre è la coperta abbastanza corta. I californiani ruotano in 8 in pratica, con la necessità che in pochi sbaglino la partita. L’attacco continua ad essere uno dei migliori della lega, in contrapposizione alla fase difensiva, con la mancanza di un vero centro (Gortat in netto calo). Brutte notizie per il nostro Danilo Gallinari dalle votazioni per l’All-Star: la sua partecipazione sembra sempre di più una chimera. Gli ospiti hanno riabbracciato Nikola Mirotic dopo l’infortunio ma tra tutte le squadre in lotta per la Western Conference, sembrano tra quelli messi peggio. Certo, Anthony Davis sta continuando a macinare punti e gira con medie da Mvp, ma se questo non ti porta a vincere allora sono guai seri. Come per i Clippers, super attacco (terzo di lega) e pessima difesa (quartultima).

Quote

  • Money Line: Clippers (quota 1.68)
  • Handicap: Clippers -2.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 238.5

Suggerimento

  • Pelicans +9.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Houston Rockets vs Memphis Grizzlies: over 197.5 (1.47)
  • Utah Jazz vs Detroit Pistons: under 217.5 (1.40)

Knicks, futuro in dubbio per Kristaps Porzingis: i Nets alla finestra

Secondo Stefan Bondy il futuro di Kristaps Porzingis potrebbe non essere più ai New York Knicks. La clamorosa indiscrezione del giornalista del New York Daily News sta circolando da qualche ora e potrebbe non essere del tutto pazzesca.

Infatti, stando alle ultime, la dirigenza starebbe muovendo dei dubbi importanti circa il recupero del giocatore lettone e potrebbe anche pensare di non rinnovargli il contratto.

Kristaps Porzingis: possibile futuro ai Nets?

Sarebbero proprio i Brooklyn Nets a monitorare la situazione riguardante il futuro di Kristaps Porzingis. Il lungo lettone non è ancora mai sceso in campo in questa stagione ed in estate diventerà restricted free agent e potrà dunque ricevere delle offerte ma rimanere ai Knicks qualora tale richiesta venisse pareggiata.

La strategia della dirigenza newyorkese potrebbe proprio essere quella di aspettare e vedere come si evolverà la situazione sul mercato per poi capire se adeguarsi o meno alle offerte che arriveranno per Porzingis. Il ragazzo, dal canto suo, vorrebbe rimanere nella Grande Mela anche se sembrerebbe non sposare a pieno il progetto Knicks. A tutto questo va aggiunto che New York difficilmente offrirà il massimo salariale, soprattutto perché non c’è la certezza di come verrà recuperato il ragazzo fermo ormai da tantissimo tempo per un brutto infortunio.

Proprio per questo motivo si aprono diversi scenari tra cui, appunto, quello riguardante i Nets con il GM Sean Marks che da sempre apprezza Porzingis e che sarebbe contentissimo di averlo a Brooklyn.

 

Spencer Dinwiddie: emergere, crescere, dominare

Emergere: la storia d’amore tra Spencer Dinwiddie e il duro lavoro

Quanto spesso nel mondo dello sport si sente dire che il solo talento non basta per mettersi in luce? Quante volte conosciamo storie di sportivi venuti dal nulla solo grazie alla dedizione e al lavoro in palestra? Diciamolo pure, è vero che “il duro lavoro batte il talento quando il talento non lavora duro”, ma talvolta questa rimane solo una dichiarazione di circostanza. Alla fine vanno avanti quelli forti, per dirla brutalmente. Ma quelli forti si possono palesare come tali subito o emergere successivamente, mostrando al mondo cui appartengono che si era sbagliato sul loro conto. Nella NBA questa è la storia di Spencer Dinwiddie. A Detroit e a Chicago il tempo passato più in D-League (pardon, G-League) che in NBA testimonia di una fiducia verso il giocatore mai sbocciata. Nel 2016 i ricostruenti Brooklyn Nets gli hanno dato una nuova occasione e ora Spencer Dinwiddie, bisogna dirlo, è in corsa per il Sesto Uomo dell’Anno.

Spencer Dinwiddie ha avuto la sua occasione di emergere grazie ai Brooklyn Nets
Spencer Dinwiddie ha avuto la sua occasione di emergere grazie ai Brooklyn Nets

Crescere: diventare un (ottimo) attaccante

Non si era visto poi questo grande talento in Spencer Dinwiddie fino alla stagione scorsa, eppure c’era e ci deve essere sempre stato, senza sbocciare dal nulla. Dopo l’ultimo anno, che ne ha segnato l’emersione definitiva, l’annata corrente vuol significare un processo di veemente crescita. Una crescita che parte dalla capacità di Dinwiddie di diventare un efficiente attaccante, in grado di passare dal 38.7% dal campo dello scorso anno al 46.6% di quest’anno, pur tirando quasi due volte in più a partita (da 10.5 conclusioni a 12.4). Gli assist sono scesi da 6.6 a 5.3, ma i suoi miglioramenti offensivi gli impongono di essere prima di tutto un realizzatore micidiale dalla panchina, e solo in un secondo momento di essere creatore di gioco, una metamorfosi possibile anche grazie a una rinnovata convivenza con D’Angelo Russell.

La nuova convivenza con D'Angelo Russell ha permesso la metamorfosi di Spencer Dinwiddie in un grande realizzatore
La nuova convivenza con D’Angelo Russell ha permesso la metamorfosi di Spencer Dinwiddie in un grande realizzatore

L’abilità del numero otto dei Nets di crearsi tiri da solo, con l’uno contro uno, è l’elemento più incredibile: quest’anno quasi il 70% dei suoi punti arriva senza un assist. Una pericolosità data dall’imprevedibilità di chi può tirare e segnare tanto da due quanto da tre punti (rispettivamente il 54.9% e il 45.1% dei suoi punti), compiendo scelte che alla critica odierna piace definire “moderne” (solo il 3.3% dei punti arriva dal mid-range). Una vera e propria stella della second-unit, passata dal 20% di usage dell’ultima annata all’oltre 24% attuale. Un giocatore che parte dalla panchina per poi giocare anche i minuti decisivi. Perché non conta mai chi comincia la gara, ma sempre chi la finisce. E Spencer Dinwiddie allora conta, e conta davvero molto.

Dominare: duello con D-Rose per il Sixth Man Of The Year?

Dopo aver scavato in profondità, torniamo in superficie per la chiosa finale. 17.5 punti, 5.3 assist e 2.3 rimbalzi in 29 minuti uscendo dalla panchina sono numeri da Sixth Man Of The Year, questo è indubbio. Certo è che di Dinwiddie in questa prospettiva si sta parlando anche troppo poco. La resurrezione di Derrick Rose in quel di Minnesota, con tutto il (giustificato) romanticismo che le aleggia attorno, non poteva che oscurare le prestazioni di un ragazzo che è di fatto un novellino tra “quelli forti” di cui sopra. Le cifre di D-Rose non si distanziano di molto: 18.9 punti, 4.8 assist e 2.8 rimbalzi in quasi 30 minuti. Un duello che è simbolo di metamorfosi e di consacrazione: un debuttante tra le stelle che sfida il più giovane MVP della storia NBA, quasi a chiedergli il permesso di diventare anch’egli una superstar. Ma è pur sempre un duello ed è giusto che tutto il mondo NBA non si dimentichi e racconti la storia di dedizione di Spencer Dinwiddie. Una parabola degna della Bibbia cestistica: emergere, crescere, dominare.

 

La grande capacità di Spencer Dinwiddie si segnare in uno contro uno

Spencer Dinwiddie piega gli Hornets dopo 2 overtime: “Che lotta… All-Star Game? Difficile”

Vittoria importantissima dei Brooklyn Nets contro i rivali diretti Charlotte Hornets (16-17) al Barclays Center di Brooklyn, New York.

Nets-Hornets termina 134-132 dopo una battaglia finita solo ai tempi supplementari. Le due squadre segnano complessivamente 34 tiri da tre punti, per Brooklyn (17-19) Spencer Dinwiddie chiude con 37 punti e 11 assist, e prevale anche nel duello personale con Kemba Walker, autore di 35 punti, 6 rimbalzi e 5 assist in 44 minuti di gioco.

Una partita combattutissima, con ben 18 cambi di vantaggio tra le due squadre, ed i cui tempi regolamentari si chiudono sul 114 pari. A 3 secondi dal termine, Walker fa 1 su 2 dalla lunetta, e commette fallo su DeMarre Carroll seguendo il proprio errore sul secondo tentativo. Dalla linea della carità, Carroll fa a sua volta 1 su 2 (dopo aver ripetuto e sbagliato per due volte il secondo tentativo).

Nel primo overtime, Spencer Dinwiddie risponde a Tony Parker e Jeremy Lamb (31 punti al fine gara per l’ex OKC Thunder), e lo stesso Parker sbaglia il tiro della vittoria sul 121 pari. La partita si chiude solo al secondo tempo supplementare: Joe Harris (27 punti con 5 su 8 da tre a fine partita) da il +6 (130-124) ai Nets a 2:45 dal termine, Malik Monk da dietro l’arco e Kemba Walker con gioco da tre punti replicano ed impattano sul 130 pari con 1:49 ancora da giocare.

Dinwiddie prima, e Marvin Williams dopo fanno 132 pari. Sull’ultimo possesso Hornets, Dinwiddie nega la ricezione a Walker, Malik Monk perde malamente il pallone e Joe Harris sigla il definitivo +2 (134-132) a 3 secondi dal termine. Dopo un incredibile malfunzionamente del cronometro della partita, Charlotte ha un’ultima chance di vittoria, ma il tiro da 10 metri di Monk non trova il bersaglio.

Nets-Hornets, Kemba Walker: “Neanche al college, pazzesco”

 

La difesa dei Brooklyn Nets e di Spencer Dinwiddie sull’ultimo possesso del secondo overtime ha colpito Kemba Walker. Nei minuti finali di partita, l’ex stella dell’università di Connecticut non è riuscita a ricevere il pallone, lasciando a Malik Monk, e Jeremy Lamb il compito di amministrare l’attacco Hornets.

A fine gara, Walker ha così commentato, come riportato da Anthony Puccio di NetsDaily.com:

Pazzesco, non vedevo una cosa così dai tempi del college. Il modo in cui hanno difeso su di me oggi è una cosa che non credo sia mai capitata a nessun giocatore NBA ultimamente. La loro sembrava una “box-and-one”, una cosa che non vedevo dai tempi di UConn. Veramente pazzesco, ma credo che dovrò farci l’abitudine e sopratutto continuare ad avere fiducia nei miei compagni

– Kemba Walker dopo Nets-Hornets –

 

Nets-Hornets, Spencer Dinwiddie: “Una battaglia, se inizio bene le partite…”

 

Spencer Dinwiddie ha saputo prendere per mano i suoi Brooklyn Nets nel momento del bisogno, dopo il grave infortunio dell’emergente Caris LeVert, ed è ora un possibile quanto impronosticabile candidato per un posto all’All-Star Game 2019 in programma a Charlotte.

Dinwiddie ha punito gli Hornets con una prova da 37 punti, 11 assist (una sola palla persa) e 7 triple mandate a bersaglio su 16 tentativi (recordi squadra per tiri da tre punti segnati e tentati da un giocatore in uscita dalla panchina). Gli Charlotte Hornets sono solo l’ultima di una serie di “vittime” che il prodotto di Colorado si è lasciato alle spalle in questa stagione, a suon di giocate decisive ed esplosioni offensive

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I Brooklyn Nets sono oggi a sola mezza partita di distanza dai Miami Heat, detentori dell’ottavo ed ultimo posto disponibile per l’accesso ai playoffs della Eastern Conference. Il GM dei Nets Sean Marks ha saputo ricompensare le prestazioni di Dinwiddie con un prolungamento triennale da 34 miloni di dollari, che scatterà a partire dalla prossima stagione.

A fine gara, le parole dell’MVP di serata:

E’ stata un battaglia contro una buonissima squadra. (Gli Hornets, ndr) sono sesti ad Est, hanno un All-Star come Kemba (Walker, ndr), siamo stati bravi nel fare una giocata decisiva più di loro, attacco e difesa, abbiamo dimostrato grande maturità. Ve l’avevo già detto, se inizio bene la partita e segno un paio di tiri, allora non c’è niente che possa fermarmi, prendo il volo (…) L’All-Star Game? Non credo di poter vincere, in termini di popolarità, contro Kyrie (Irving, ndr), Kyle Lowry o Kemba (Walker, ndr). Ma in campo, mi sento il miglior giocatore del mondo, chiunque abbia di fronte, che sia LeBron James o il nostro PR. Questo è quello che provo, ma capisco che sarà molto improbabile che io possa spuntarla in una gara di popolarità, per cui non ci perderò il sonno

– Spencer Dinwiddie dopo Nets-Hornets –

Brooklyn Nets: dal disastro alla rinascita

cinque giocatori

La sciagurata trade dell’estate 2013 portò a Brooklyn due campioni del calibro di Paul Pierce e Kevin Garnett, ma privò a lungo i Nets di scelte al Draft e flessibilità salariale. Al termine della stagione in corso, i Nets avranno di nuovo la loro prima scelta al Draft 2019, mentre le scelte 2014, 2016, 2017 e 2018 erano nelle mani di Danny Ainge e dei Celtics. Quelle scelte cedute nel 2013 si sono tramutate in giocatori ora al centro del progetto in una delle migliori squadre della Eastern: Jaylen Brown, Jayson Tatum (tramite un’altra trade con Philadelphia) e Kyrie Irving, arrivato a Boston grazie alla scelta Nets spedita a Cleveland (ottava scelta 2018, ovvero Collin Sexton).

I Nets acquisirono insomma un duo di gran blasone, ma giunto ormai al termine della carriera, ipotecando il proprio futuro a lungo termine. Cosa significherebbe, oggi, vedere Irving, Brown e Tatum in canotta Nets? Come si sono ripresi i Nets a cinque anni di distanza da quella sciagurata trade? Lo straordinario lavoro del nuovo GM Sean Marks sta iniziando a dare i frutti sperati. Dopo il disastro del 2013, la rinascita dei Nets è iniziata.

Indice:

 

Brooklyn Nets, primi tagli al roster
Sean Marks

Primo passo: assorbire scelte e contratti

Sean Marks fu assunto nel ruolo di GM nel febbraio 2016, incaricato di ricostruire una franchigia priva di scelte, giovani e prospettive. Da quel momento, Brooklyn iniziò a compiere le scelte più sensate sul mercato. Il primo passo avvenne al Draft 2016, durante il quale si acquisirono i diritti a Caris LeVert in cambio di Thaddeus Young. La seconda mossa di Marks fu al Draft successivo, nel 2017. Marks sfruttò la volontà dei Lakers di liberarsi del terribile contratto di Mozgov e al contempo far spazio a Lonzo Ball lasciando partire D’Angelo Russell. Il talento scelto solo due anni prima dai Lakers aveva ormai deluso la dirigenza californiana, ma aveva e ha tuttora un grande potenziale inespresso. Per bilanciare la trade Mozgov-Russell, furono spediti ai Lakers Brook Lopez in scadenza di contratto e i diritti su Kyle Kuzma. Osservando la crescita di Kuzma, possiamo ora dire che questa sia l’unica pecca di una trade nel complesso vincente per i Nets.

Molti si chiedono chi sia la guardia ideale da affiancare a LeBron James: Lonzo Ball o D’Angelo Russell?

Nella stessa estate 2017 i Nets acquisiscono Demarre Carroll, discreto giocatore non più utile a Toronto, insieme a una prima scelta al Draft 2018, tramutatasi nell’acerbo talento di Dzanan Musa.

chi è Dzanan Musa

Nel corso della stessa stagione 2017/2018, Marks accettò una trade con i 76ers, bisognosi di veterani, spedendo Trevor Booker a Philadelphia in cambio di Jahlil Okafor, Nik Stauskas e una seconda scelta 2019. Il tentativo di far rinascere Okafor e Stauskas è fallito, ma la trade non ha sicuramente influito in maniera negativa sul futuro dei Nets.

L’ultima splendida mossa di Marks sul mercato avviene invece la scorsa estate. I Denver Nuggets hanno bisogno di liberare spazio per non pagare una luxury tax eccessiva, e si rivolgono ai Nets, che hanno spazio per assorbire contratti. Vengono spediti a Brooklyn Kenneth Faried e Darrell Arthur insiema a una prima scelta 2019 e una seconda 2020. Grazie all’intuito di Marks al Draft, è possibile che queste scelte si tramutino in qualche giovane dal buon potenziale.

La stagione 2018/2019


I Nets sono attualmente decimi nella Eastern Conference (15-18), ma la recente striscia di 7 vittorie consecutive li sta proiettando in orbita playoffs. Un obiettivo possibile, pur con un certo grado di ottimismo, a inizio stagione. Le prime cinque piazze sembrano destinate a squadre più esperte e talentuose: Toronto, Boston, Milwaukee, Philadelphia e Indiana, non necessariamente in quest’ordine. I Brooklyn Nets possono però concorrere legittimamente per gli ultimi tre posti, attualmente occupati da Pistons, Hornets e Magic. Al nono posto si trovano i Miami Heat, il cui playmaker e principale risorsa offensiva Goran Dragic starà fuori a lungo per infortunio. Se i Pistons saranno avvantaggiati per la corsa playoffs, potendo contare sulla coppia Griffin Drummond, decisamente alla portata sembrano Hornets e Magic.

Le speranze di Brooklyn risiedono anche nella salute dei suoi migliori giocatori. Recentemente tornato a disposizione il versatile Rondae Hollis-Jefferson, si è fermato per un infortunio parso terribile in diretta Caris LeVert. Gli ultimi aggiornamenti dicono che LeVert riuscirà a tornare i campo questa stagione, in cui metteva a referto 18 punti, 4 rimbalzi e 4 assist di media.

Brooklyn è una squadra abbastanza profonda ma non di enorme talento. Ulteriori infortuni limiterebbero le possibilità di post-season, perchè molti giocatori a roster sono role-players meno efficaci qualora la squadra perdesse i suoi leaders. D’altra parte, il nucleo formato da Marks e da coach Atkinson sembra poter essere solido anche a livello playoffs. D’Angelo Russell, Spencer Dinwiddie, Jarrett Allen, Rondae Hollis-Jefferson, Caris LeVert, Joe Harris, Ed Davis, Allen Crabbe e forse Jared Dudley: questi gli 8/9 che ruoterebbero durante eventuali playoffs. Quasi tutti possono vantare buone capacità difensive, versatilità e propensione a mantenere alta l’intensità, caratteristiche chiave quando le gare si fanno più dure e ravvicinate.

Ovviamente, il deficit di esperienza nella post-season causerebbe gravi problemi, e difficilmente i Nets riuscirebbero a passare il primo turno.

Per Marks e la dirigenza sarebbe sufficiente arrivare ai playoffs, far fare esperienza ai giovani e acquisire credibilità agli occhi dei free agents e dell’intera lega. Il focus principale dei Nets sarà infatti la off-season 2019.

Prospettive future e mercato dei Brooklyn Nets

La situazione salariale dei Brooklyn Nets è tra le più rosee dell’intera lega, grazie alla oculata gestione di Marks. Solo 42 milioni occupati (tra cui i 5 da retribuire a Deron Williams, il cui contratto fu stretchato anni fa…) nel prossimo anno significano la possibilità di dare l’assalto a due grossi free agents nella stessa estate. I nomi che circolano sono noti, ma chiaramente difficili da raggiungere: Butler, Klay Thompson e Khris Middleton oltre all’irrealizzabile sogno chiamato Kevin Durant. Ovviamente, se i giovani Nets raggiungessero i playoffs riuscendo magari a impegnare una squadra più forte come Boston, la franchigia guadagnerebbe ulteriore appeal.

Le firme dei free-agents potrebbero arrivare, secondo le regole NBA, prima dei rinnovi di giocatori chiave che vanno a scadenza. D’Angelo Russell e Rondae Hollis-Jefferson saranno infatti restricted free agents, ovvero Brooklyn avrà la possibilità di pareggiare le offerte da loro ricevute. Dinwiddie è invece stato recentemente rifirmato con un buon triennale da 34 milioni di dollari complessivi. Allen e LeVert saranno ancora in rookie scale l’anno prossimo. Al Draft 2019, i Brooklyn Nets potranno usufruire della loro propria chiamata e di quella dei Denver Nuggets, inserendo altri due giovani a roster con contratti vantaggiosi.

Le possibilità di creare una squadra realmente competitiva per le prime posizioni a Est crescono mese dopo mese: questo l’impatto straordinario della gestione Marks a Brooklyn.