76ers, Joel Embiid (ginocchio sinistro) rimane “in forte dubbio” per gara 4 contro i Nets

Philadelphia 76ers, Joel Embiid “in forte dubbio” per gara 4 contro i Brooklyn Nets, i persistenti problemi al ginocchio sinistro potrebbero costringere la star dei Sixers a saltare la seconda partita consecutiva.

In questa serie sto preparando le partite con l’idea che Joel (Embiid, ndr) non ci saràCosì coach Brett BrownOgni giorno dipende da come Embiid si senta, e dal parere del nostro staff atletico ovviamente, non sono stato sorpreso dalla sua assenza in gara 3, non lo sarò se non ci sarà in gara 4“.

Joel Embiid è da ormai due mesi alle prese con un problema di tendinite al ginocchio sinistro. Il camerunense ha giocato solo 10 partite dalla pausa per l’All-Star Game di Charlotte, ed un totale di 45 minuti nelle prime due gare della serie, prima di fermarsi in gara 3.

Siamo in una situazione in cui dobbiamo guadagnare tempo” Continua Brown “Possiamo vincere presto la serie e guadagnare qualche giorno di riposo?“.

Greg Monroe prenderà di nuovo il posto di Embiid in quintetto in caso di forfait: “In gara 3 la sua performance è stata eccellente. Monroe è un veterano ed in questi ultimi mesi si è spostato parecchio“. Boban Marjanovic (14.3 punti di media  nella serie con il 61.5% al tiro) si dividerà i minuti con l’ex giocatore di Detroit Pistons, Milwaukee Bucks e Toronto Raptors.

La presenza in campo di Joel Embiid sarà decisa solo nei minuti precedenti la palla a due, prevista per sabato 20 aprile alle ore 21.00 italiane.

76ers-Nets, gara 3 è di Ben Simmons: “Dudley chi? Io penso a giocare”

Le provocazioni di Jared Dudley prima di gara 3 hanno l’effetto di motivare Ben Simmons, che in assenza di Joel Embiid (ginocchio sinistro) veste i panni del leader e segna 31 punti (con un quasi perfetto 11 su 13 al tiro) per battere i Brooklyn Nets a domicilio.

Al Barclays Center di Brooklyn, New York, gara 3 tra Philadelphia 76ers e Brooklyn Nets termina 131-115. Il neo acquisto Greg Monroe sostituisce in quintetto Joel Embiid, permettendo a Boban Marjanovic di partire dalla panchina ed a coach Brett Brown di non modificare le proprie rotazioni.

E l’ex giocatore di Milwaukee Bucks, Boston Celtics e Toronto Raptors, arrivato a Philadelphia proprio come “assicurazione sulla vita” e sulle ginocchia instabili di Embiid, risponde alla chiamata con una gara da 9 punti e 13 rimbalzi in 24 minuti d’impiego. Ai Sixers bastano due “spallate” – una nel primo quarto e la seconda nel periodo finale – per risolvere gara 3.

Mani caldissime per Simmons – che inizia la partita con un perfetto 5 su 5 al tiro – Tobias Harris (29 punti 6 su 6 da dietro l’arco!) e J.J. Redick (26 punti e 5 su 9 al tiro da tre). L’australiano dei 76ers aggiunge alla sua prova 9 assist, 4 rimbalzi, 3 stoppate, 2 recuperi, chiude con 9 su 11 ai tiri liberi e commenta la partita con la consueta dose di spavalderia:

Abbiamo tutti i mezzi per vincere tante partite” Così Simmons nel post partita “Lo sappiamo, dobbiamo sempre cercare di attenerci al nostro piano partita e seguirlo. Le provocazioni di Dudley? Non ho davvero voglia di seguirlo in questa cosa. Dica ciò che vuole, la gente faccia ciò che ritiene più giusto. Io penso a giocare“.

Jared Dudley aveva scaldato la vigilia di gara 3 difendendo il suo compagno Jarrett Allen (vittima di una gomitata involontaria da parte di Embiid in gara 2), criticando le due giovani star dei Sixers per il loro comportamento immaturo e “pungendo” Ben Simmons (“In transizione gran giocatore, a difesa schierata, mediocre“).

Simmons non ha infierito sul veterano dei Nets, limitandosi a commentare: “Una critica che arriva da Jared Dudley… come on“.

Gara 3, Brett Brown: “Ben Simmons ha un gran fiducia in sé stesso”

Soddisfatto della vittoria e della prova dei suoi 76ers coach Brett Brown: “Spesso ci dimentichiamo che (Ben Simmons, ndr) ha 22 anni, ed iniziamo a parlare del suo tiro… e poi lo vediamo entrare in campo e fare una partita del genere, segnare i liberi e giocare così nonostante i fischi e quant’altro… Ben ha un fiducia pazzesca nei suoi mezzi“.

Ben lavora così tanto, ed è così dotato, sono davvero contento della sua partita” Continua Brown “Andare in lunetta e segnare tutti i liberi in una partita di playoffs NBA, segnare 31 punti con quelle percentuali… Ben si nutre di tutte queste cose, lo motivano“.

D’Angelo Russell e Caris LeVert gli ultimi ad arrendersi in casa Brooklyn Nets. Russell chiude con 26 punti ma senza tiri liberi guadagnati, LeVert ne aggiunge altri 26 ma i Nets tirano con un misero 20% da dietro l’arco dei tre punti (8 su 39) nonostante l’energia profusa da Jarrett Allen e Rondae Hollis-Jefferson nei pochi minuti di gioco loro concessi.

Sixers-Nets: una questione d’equilibrio

Sixers-Nets streaming

Chi aveva pronosticato un’agevole vittoria Sixers è stato costretto a ricredersi. Nei primi due atti della serie Philadelphia e Brooklyn hanno racimolato una W a testa. Gli attacchi l’hanno fatta da padrona come mostrano gli ampi risultati. Le difese invece dovranno essere più accurate, soprattutto quella dei Nets, capace di subire 145 punti in gara 2. In casa Sixers preoccupano le condizioni di Embiid, non al meglio per una dolorosa tendinite. Finora ha giocato 20 minuti in media, tenendo medie di tutto rispetto (22 punti e ). Ma ora che la serie si sposta al Barclays Center Philly non potrà fare a meno del suo numero 21.

SIXERS-NETS: IL GIOCO DI SQUADRA DI BROOKLYN

Borsino playoff.
D’Angelo Russell.

14 minuti per ambientarsi, 34 per dominare. In gara 1 Brooklyn ha condotto le danze dal primo all’ultimo quarto chiudendo con 6 giocatori in doppia cifra. D’Angelo Russell ha giocato con personalità malgrado questi siano i primi playoff della sua carriera. 26 punti, 4 assist e una leadership che conferma la maturità sviluppata durante l’anno. La panchina ha mostrato le solite garanzie con Spencer Dinwiddie e Caris LeVert sugli scudi. Una lode in particolare spetta a Ed Davis, sempre presente sotto le plance (16 rimbalzi) e autore di una prova mostruosa in difesa. Non è infatti un caso che Embiid abbia chiuso con 5/15 dal campo. È stata la difesa l’arma vincente di questi Nets, asfissiante per tutti i 48 minuti. I Sixers hanno tirato col 40% dal campo e solo l’11% da tre. Tobias Harris e JJ Redick hanno sparato a salve per tutta la partita. Soprattutto il primo a cui probabilmente l’emozione per l’esordio ha giocato un brutto scherzo. Simmons non ha mai tirato, benché gli avversari gli lasciassero tre metri di spazio abbondanti. La difesa di Brooklyn ha bloccato tutte le transizioni offensive impedendogli così di distribuire assist e segnare in contropiede. Embiid invece è uscito in condizioni fisiche disarmanti ed è perciò difficile giudicare la sua prova. L’unico a salvarsi è stato Jimmy Butler, e non solo per i 36 punti realizzati: ha tenuto in piedi la partita segnando in ogni modo e in ogni situazione. Ma, come già detto nella preview, ai playoff più che il talento conta il teamwork e i Nets lo hanno dimostrato.

SIXERS-NETS: LA REAZIONE TARGATA SIMMONS

Ben Simmons.

In gara 2 Philadelphia ha cambiato registro e rifilato 17 punti di scarto alla squadra di Kenny Atkinson. Ben Simmons, contestato in gara 1 dai suoi tifosi, ha sfoderato una prestazione maiuscola: 18 punti, 10 rimbalzi e 12 assist tirando col 66.7% dal campo. Seconda tripla doppia in postseason per il sophomore. Ma in realtà è stato tutto lo starting five a girare. Màrjanovic, Harris e Redick questa volta hanno chiuso in doppia cifra mentre Embiid si è dimostrato valido anche se a mezzo servizio (23 punti in 21 minuti con 8/12 al tiro). La difesa ha disinnescato tutte le sortite offensive degli avversari, la squadra ha corso in contropiede, aumentato i tiri puliti e le percentuali di conseguenza si sono alzate. Se i Sixers giocano uniti c’è ben poco da fare per Brooklyn. Russell e compagni hanno chiuso comunque con il 47% dal campo e il 41% da tre, ma in questo tipo di gare si sente la mancanza di un giocatore alla “Butler” in grado di trascinare i compagni. D’Angelo ha litigato col ferro, Joe Harris e DeMarre Carroll non hanno punito da oltre l’arco, e la sola panchina non è bastata a ribaltare il risultato.

 

La speranza dei Nets ora sta nel fattore campo di cui già sabato dovranno approfittare per infliggere il colpo di grazia a Phila. Su 31 sconfitte totali i Sixers ne hanno subite 21 in trasferta, segno che lontano dal Wells Fargo Center la squadra di Brown è tutt’altro che imbattibile.

Nets KO, super terzo quarto dei Philadelphia 76ers, Embiid: “Tutti importanti”

Philadelphia Sixers

Ben Simmons, Joel Embiid e compagni non ci stanno. Non sono davvero la squadra spenta e senza idee vista in gara 1 della serie contro i Brooklyn Nets. In effetti l’hanno dimostrato in gara 2. I Philadelphia 76ers hanno spazzato via gli avversari con un perentorio 123-145.

Da incorniciare il terzo quarto di squadra: 51 punti, 18/25 dal campo, 4/6 da tre e 11/11 dalla linea del tiro libero.

Se dunque la squadra di Coach Brett Brown voleva dare una dimostrazione di forza ci è riuscita. Ben Simmons, che era stato anche polemico con i tifosi, ha chiuso con una tripla doppia da 18-10-12, mentre Joel Embiid ha continuato a giocare nonostante la solita tendinite al ginocchio sinistro, chiudendo con 23 punti e 10 rimbalzi in 20 minuti di gioco.

Sembra tornato il sereno sul Wells Fargo Center

Le parole dei protagonisti testimoniano come sia cambiato tutto rispetto al postpartita di gara 1. Le facce scure e nervose dei giocatori hanno lasciato spazio a espressioni più distese e anche a risate.

Joel Embiid, in conferenza con Ben Simmons, chiede scusa a Jarret Allen per una gomitata rifilatagli, a detta sua in modo involontario, provocando ilarità generale:

Simmons ha commentato così la sua prestazione, con un sorriso:

“Ho solo cercato di essere me stesso… stavo pensando ai fischi dell’ultima volta, ho molto affetto per questa città”

Embiid ha invece ricordato l’importanza del gruppo:

“Tutti devono dare qualcosa, siamo tutti importanti”

Come riportato da Dave McMenamin, Jimmy Butler ha descritto la furia di Coach Brett Brown all’intervallo, che ha spinto i 76ers alla super prestazione in uscita dagli spogliatoi:

“E’ arrivato dicendo un po’ di parolacce, mi ha molto sorpreso a essere sincero, ma l’ho adorato a dire la verità, questa è l’energia che mi piace. Ha messo le cose in chiaro, come stavamo giocando non era pallacanestro vincente. Si è accertato che tutti uscissero e facessero il loro compito”

Coach Brown ha lodato il terzo quarto dei suoi dal punto di vista difensivo:

“E’ stato importantissimo il modo in cui abbiamo difeso nel terzo periodo. Loro hanno grandi capacità offensive, anche nel tiro da 3. Il modo in cui siamo usciti in campo e li abbiamo fermati è stato molto importante”

Ben Simmons contro i tifosi dei 76ers: “I fischi? Meglio che restiate a casa”

I Fischi? State a casa…” La vittoria in campo nemico dei meno quotati Brooklyn Nets ai danni dei Philadelphia 76ers è passata quasi in secondo piano rispetto alle dichiarazioni post-partita rilasciate da Ben Simmons.

Se hai intenzione di fischiare per tutta la partita la tua squadra, allora rimani a casa.  Questo è ciò che penso. Se sei un tifoso dei Sixers e fischi la tua squadra, meglio che rimani a casa”

– Ben Simmons sui fischi del pubblico di casa –

Durante il corso della partita, il pubblico di Philadelphia ha manifestato più volte il proprio disappunto per la prestazione sottotono della squadra. Fischi che hanno trovato in Ben Simmons il bersaglio principale.

In 32 minuti giocati, il rookie del’anno 2018 ha messo a referto 9 punti, 7 rimbalzi, 3 assist. Prestazione incolore dell’australiano, che si riflette interamente nel terzo quarto giocato da Simmons. 

Terzo quarto concluso con misero 2 su 6 dal campo, nel quale Simmons è apparso per larghi tratti  invisibile in chiave offensiva. 

Simmons e i Sixers avranno modo di riscattarsi martedì notte in occasione di gara 2.

76ers KO in gara 1, Amir Johnson e lo smartphone in panchina, Brown: “Inaccettabile, provvedimenti”

D'Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center

Sixers, sconfitta pesante ed il caso dello smartphone adoperato in panchina da Amir Johnson, durante il terzo quarto di gara 1 tra Philadelphia 76ers e Brooklyn Nets.

I Nets di D’Angelo Russell strappano gara 1 ai Sixers, 111-102 il risultato finale. Brooklyn in controllo per larga parte della gara, e che attende che il suo leader offensivo D’Angelo Russell si accenda.

19 punti sui 26 totali dell’ex giocatore dei Los Angeles Lakers arrivano nel secondo tempo, mentre i Sixers (con Joel Embiid, in dubbio sino all’ultimo) non trovano la via del canestro dalla distanza (3 su 25) e si affidano alla sola grinta di un Jimmy Butler da 36 punti finali (23 nel primo tempo).

Embiid è in campo, ma dopo un buon inizio la fatica si fa sentire. Il camerunense si accontenta di soluzioni dalla distanza che fermano l’attacco Sixers e mandano fuori ritmo Embiid, che chiude la sua gara con 22 punti e 15 rimbalzi, ma con 5 su 15 al tiro (0 su 5 da tre punti).

I Brooklyn Nets costruiscono lentamente un solido vantaggio, mentre il Wells Fargo Center fischia sonoramente i padroni di casa incapaci di seguire un irriducibile Butler. Male Tobias Harris al suo esordio ai playoffs (4 punti e 7 rimbalzi in 41 minuti), male J.J. Redick che paga i problemi di falli.

Caris LeVert e D’Angelo Russell chiudono la gara, mentre in panchina Amir Johnson e Joel Embiid… controllano lo smartphone.

Sixers, Brett Brown: “Lo smartphone in panchina di Amir Johnson? Inaccettabile”

Coach Bret Brown adirato per la sconfitta che mette subito in salita la strada per i suoi Sixers, e per l’episodio dello smartphone “catturato” in panchina nelle mani di Amir Johnson, con i Nets in vantaggio di 16 punti:

Inaccettabile. Affronteremo immediatamente la cosa, a porte chiuse. Sospensione? Non posso dirlo, dovremo vedere di che cosa si è trattato, al momento non ne sappiamo abbastanza. Di certo è una cosa su cui non potremo passare, prenderemo le misure necessarie

Le telecamere di ESPN hanno pescato Johnson estrarre il suo smartphone dalla tasca e mostrare rapidamente a Embiid, seduto al suo fianco, un messaggio di testo.

Dopo la gara, Joel Embiid ha giustificato Amir Johnson (che era a referto come giocatore inattivo, seppur “cambiato”)  spiegando come Johnson stesse controllando il telefono “per ricevere informazioni su sua figlia”, accennando alle sue condizioni di salute.

Mi assumo la piena responsabilità di quanto accaduto, e ne accetterò le conseguenze” Così Amir Johnson in un comunicato post garaMi scuso con i miei compagni, con la squadra e con i tifosi per quanto accaduto“.

I Philadelphia 76ers hanno multato il giocatore per condotta inappropriata e dannosa per la squadra.

76ers, Joel Embiid (ginocchio) in dubbio per l’esordio ai playoffs? Brand: “Esiste questa possibilità”

Dunkest NBA 2018-2019

Elton Brand, General manager dei Philadelphia 76ers, teme che Joel Embiid possa non essere pronto per l’esordio ai playoffs.

I Sixers affronteranno i Brooklyn Nets di D’Angelo Russell, ma esiste la possibilità che Embiid non sia pronto per la prima partita, come riportato da Michael Lee di The Athletic.

Sono ottimista” Così Elton Brand “Penso che (Embiid, ndr) potrebbe farcela. Tuttavia al momento esiste la possibilità che possa saltare gara 1“. Gli ultimi due mesi di stagione regolare di Joel Embiid sono stati caratterizzati da un problema di tendinite al ginocchio sinistro.

I Philadelphia 76ers hanno usato con la star camerunese ogni cautela, fermandolo dopo l’All-Star Game di Charlotte per ben due settimane nel tentativo di risparmiare a Embiid minuti e carichi di lavoro extra in una stagione da massimo in carriera in punti (27.5), rimbalzi (13.6) e assist (3.7) in 64 partite disputate.

 

Si iniziano a definire i Playoff ad Est: sarà Celtics-Pacers, Magic e Nets si assicurano un posto

In questo finale di stagione i primi posti delle rispettive Conference sembrano ormai stabiliti. Ad infiammare allora la corsa Playoff stanno pensando le franchigie in lotta per gli ultimi posti utili per la qualificazione. Ad Est, nella notte, sono arrivati i primi verdetti.

Boston contro Indiana, la prima serie ufficiale del 2019

Le due franchigie si incontreranno al primo turno occupando rispettivamente il quarto e il quinto posto in classifica. I Boston Celtics avranno il vantaggio del campo di casa sugli Indiana Pacers. Entrambe le squadre hanno perso nella notte, rispettivamente 116-108 con gli Orlando Magic e 108-96 con i Brooklyn Nets.

In questo modo le due squadre vincenti si sono assicurate un posto in Postseason, mentre le due perdenti hanno avuto la certezza dell’accoppiamento al primo round.

I Celtics partono probabilmente favoriti contro una squadra, i Pacers, orfana della sua stella e leader, Victor Oladipo. La compagine di Indianapolis, tuttavia, non ha reagito troppo male alla perdita della sua All-star, con giocatori come Bojan Bogdanovic o Wesley Matthwes, pescato dal mercato dei buy-out, che hanno preso le redini della squadra.

Tuttavia, nonostante qualche problemino fisico e qualche dubbio tattico, Boston sembra entrare nella serie con i favori del pronostico, forte anche del vantaggio del campo casalingo.

Brooklyn Nets, di nuovo Playoff  4 anni dopo

Conosciamo tutti la storia recente dei Brooklyn Nets. Tutte le scelte al Draft sacrificate per portare in franchigia Paul Pierce e Kevin Garnett per formare un super team con Brook Lopez, Joe Johnson e Deron Williams. Il progetto fallì, la franchigia perse gran parte dei giocatori senza ricevere nulla in cambio e si è trovata così a ricostruire negli ultimi anni senza le sue scelte al Draft.

Pensare però che solo 4 anni dopo l’ultima partecipazione ai Playoff del 2014-15, i Nets siano di nuovo alla Postseason, fa capire che il lavoro svolto negli ultimi anni è stato corretto.

Gran parte del merito di questo traguardo va al Coach Kenny Atkinson, che ha commentato così:

“E’ fantastico, i ragazzi hanno sbugiardato tutte le previsioni. Hanno persino superato le mie aspettative, quelle del loro Coach”

Merito che il Coach divide con la stella della squadra, quest’anno per la prima volta All-star, D’Angelo Russell. Il playmaker arrivò a Brooklyn prima del Draft 2017, quando i Nets spedirono Brook Lopez ai Los Angeles Lakers. Ad oggi, due anni dopo, lo scambio sembra super azzeccato. Joe Harris ha parlato così del compagno di squadra:

“D-Lo è stato riconosciuto dalla Lega per il suo livello, è stato un All-star. Tuttavia per me sta giocando ad un livello All-NBA, è stato la nostra guida tutto l’anno”

Orlando Magic, riecco la Postseason dopo 9 stagioni

Ad Orlando, da 9 anni a questa parte, finita la Regular season della NBA, l’unica attrazione utile per i fan della palla a spicchi rimaneva il Disney World. Quest’anno invece potranno finalmente tornare a godere dell’atmosfera delle sfide Playoff.

Negli ultimi anni Orlando è passata attraverso un lungo processo di tanking e ricostruzione, selezionando spesso con scelte alte al Draft prospetti che si sono rivelati oggetti misteriosi in NBA. Ora, tuttavia, la squadra sembra indirizzata su binari migliori, guidata dall’All-star Nikola Vucevic.

La squadra ad un certo punto era dodicesima ad Est, ma poi una buona serie di partite l’aveva riportata al nono posto, e nell’ultima settimana ha sfruttato la caduta dei Miami Heat per rubare il loro posto ai Playoff.

Coach Steve Clifford, che ha portato i suoi a vincere 21 delle ultime 30 partite, ha parlato così per Jhon Denton, di Orlandomagic.com:

“Bellissime scene, i ragazzi erano entusiasti, l’hanno meritato. Abbiamo giocato bene in queste ultime uscite, e siamo migliorati per tutto l’anno. Superare dei momenti difficili e continuare a migliorare, significa che stiamo facendo le cose giuste”

Brooklyn Nets, operazione al ginocchio per Allen Crabbe, stagione finita?

Brooklyn Nets, la guardia-ala Allen Crabbe rimarrà fuori a tempo indeterminato dopo un intervento al ginocchio destro, come annunciato dalla squadra stessa.

Crabbe era fuori dallo scorso 13 marzo, e problemi fisici hanno limitato la sua stagione a sole 43 partite (9.6 punti e 3.4 rimbalzi di media a gara in 26 minuti d’impiego ed un modesto 36% al tiro).

I Brooklyn Nets si trovano oggi in piena lotta per un posto ai playoffs della Eastern Conference, ed occupano al momento la settima posizione dopo la vittoria degli Orlando Magic sugli Atlanta Hawks.

La squadra ha annunciato che dettagli sui tempi di recupero di Crabbe, arrivato ai Nets via trade dai Portland Trail Blazers al termine della stagione 2016\17, saranno forniti in seguito. Il prodotto di California, selezionato dai Blazers (via Cleveland Cavs) con la 31esima scelta al draft NBA 2013, ha vissuto la stagione scorsa la miglio annata in carriera, viaggiando a 13.2 punti e 4.6 rimbalzi di media a gara in 29 minuti di impiego.

Coach dell’anno? Per Atkinson deve vincere il suo mentore, Budenholzer

I Brooklyn Nets di Coach Kenny Atkinson sono stati fermati sul 131-121 dai Milwaukee Bucks. Sconfitta che tuttavia lascia invariata la lotta dei Nets per l’ultimo posto Playoff ad Est, con i Detroit Pistons che restano a +0.5 partite, sesti, e i Miami Heat a -0.5, ottavi.

I Bucks di Coach Mike Budenholzer hanno inoltre raggiunto un traguardo importante per questa stagione: 45 vittorie con uno scarto di 10 punti o superiore. Sono l’ottava squadra a riuscirci nella storia della Lega, le altre 7 hanno vinto poi l’anello.

Budenholzer, che lo scorso anno aveva lasciato gli Atlanta Hawks, dove anche aveva fatto vedere ottime cose, sta facendo un lavoro straordinario. Ha aiutato Giannis Antetokounmpo a raggiungere il massimo del suo potenziale, circondandolo di tiratori letali, dandogli libertà di agire in un pitturato decongestionato. Riempiendo infatti di tiratori il perimetro, è difficile per gli avversari concentrarsi a difendere il ferro dalla furia greca, senza lasciare libero qualche scarico per un tiratore. In questa stagione, inoltre, lo stesso Giannis, come Brook Lopez d’altro canto, sta avendo un miglioramento continuo e sorprendente sui tiri da 3.

D’Angelo lo adora, ma secondo Atkinson: Coach dell’anno? Datelo a Mike!

A fine partita il Coach dei Nets, Atkinson, ha parlato del premio di Coach dell’anno, e della sua possibile candidatura per la vittoria contrapposta a quella di Budenholzer. I due infatti hanno lavorato insieme negli Atlanta Hawks, quando l’attuale Coach di Brooklyn vestiva i panni di assistente.

“Spero che lui abbia molto vantaggio su di me, insomma guardate la classifica. Ha fatto un lavoro incredibile, non c’è partita. Comunque sono molto orgoglioso di essere incluso nella discussione, insomma, venendo dalla scuola di Mike, è molto bello”.

“Da lui ho imparato come mandare avanti un progetto, mi ha aperto gli occhi su un nuovo metodo di fare le cose”

Così conclude Atkinson la lode al suo mentore, che dunque per lui dovrebbe vincere a mani basse il premio.

Per Adrian Wojnarowski i Nets starebbero lavorando ad un’estensione contrattuale per il Coach e il suo staff.

Intanto D’angelo Russell, che sotto la sua guida sta avendo una stagione di consacrazione tra le stelle NBA, ne ha parlato così a Uproxx, per la penna Robby Kalland:

“Ragazzi, Kenny è uno scienziato. Lavora tantissimo. E nel momento in cui l’NBA sta passando da Coach anziani a Coach più giovani, lui sta nel mezzo. Ha fatto esperienza con i grandi, ma ha i metodi di lavoro moderni dei più giovani. Lo stimo molto, per il successo che ci sta portando e il modo di gestire i giocatori che ha”

Lotta playoffs della Eastern Conference, sconfitte per Heat, Magic e Nets

Post Heat-Thunder, Spoelstra: "Abbiamo bisogno di punti dalla panca"

Lotta playoffs della Eastern Conference, rimane tutto invariato dopo le partite di lunedì notte, sconfitte per Detroit Pistons, Brooklyn Nets, Miami Heat ed Orlando Magic.

I Pistons, privi di Blake Griffin, cadono ad Indianapolis ma mantengono il sesto posto in classifica (39-38), ed una vittoria nella prossima partita (mercoledì notte, sempre contro gli Indiana Pacers a Detroit) darebbe una certa tranquillità agli uomini di coach Dwane Casey.

I Brooklyn Nets (39-39) falliscono l’aggancio ai Detroit Pistons cedendo in casa ai Milwaukee Bucks di un rientrante Giannis Antetokounmpo, mentre i Miami Heat (38-39) non riescono a violare il TD Garden di Boston, nonostante i 30 punti di uno scatenato Goran Dragic nella probabile ultima partita in carriera a Boston di Dwyane Wade.

Infine, gli Orlando Magic di Nikola Vucevic tornano sconfitti dalla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario. 19 tiri da tre punti mandati a bersaglio dai Raptors condannano gli uomini di coach Steve Clifford ad una sconfitta che li tiene lontani mezza partita dall’ottavo ed ultimo posto ad Est.

La sconfitta rimediata alla Vivint Smart Home Arena per mano degli Utah Jazz pone fine con ogni probabilità alla caccia ai playoffs degli Charlotte Hornets di Kemba Walker, ora distanti ben 3 partite dall’ottavo posto e penalizzati da un calendario proibitivo nell’ultima settimana.

L’ex GM dei Cavs David Griffin “vede” un futuro per Kyrie Irving ed i Brooklyn Nets

Kyrie-Irving-a-canestro-contro-whiteside

David Griffin, ex General Manager dei Cleveland Cavaliers, “vede” un futuro per Kyrie Irving ed i Brooklyn Nets.

Tyler Conway di bleacherreport.com riprende alcune dichiarazioni di Griffin, oggi analyst per NBATV, secondo le quali Irving gradirebbe la soluzione Brooklyn, qualora dovesse decidere di lasciare i Boston Celtics in estate.

Credo che (Kyrie Irving, ndr) apprezzi quanto fatto in questi anni dai Brooklyn Nets, in termini di cultura e progetto” Così Griffin “E credo che Brooklyn rappresenti per Kyrie una soluzione migliore per il suo modo di vedere le cose“.

I Brooklyn Nets avranno in estate lo spazio salariale sufficiente per attrarre in città uno dei grandi nomi della prossima free agency. Il reparto guardie attualmente a disposizione di coach Kenny Atkinson è forte di D’Angelo Russell, Spencer Dinwiddie (fresco di rinnovo triennale) e Caris LeVert, giocatore poco utilizzato in stagione a causa di un grave infortunio ma atleta su cui la franchigia guidata dal GM Sean Marks punta molto.

Russell diventerà a sua volta restricted free agent in estate. L’ex Lakers è reduce dalla migliore stagione in carriera, coronata dalla prima partecipazione all’All-Star Game, e probabilmente culminante con la prima qualificazione ai playoffs dei Nets dal lontano 2014\15 (Brooklyn è attualmente settima nella Eastern Conference, con un record di 39-38).