Joel Embiid torna e domina gara 4, Nets KO: “Dudley? Non è nessuno, io ci sono”

Non bastano ai Brooklyn Nets il “sacrificio” di Jared Dudley, che si scaglia contro Joel Embiid per difendere il compagno Jarrett Allen e viene espulso (assieme a Jimmy Butler), e la grande partita di Caris LeVert per pareggiare la serie contro i Philadelphia 76ers.

Al Barclays Center di Brooklyn, New York, gara 4  tra Sixers e Nets termina 112-108. E’ una tripla dall’angolo di Mike Scott a 18 secondi dal termine a risolvere partita e probabilmente serie per gli uomini di coach Brett Brown.

76ers che riaccolgono Joel Embiid, in grado di giocare nonostante un ginocchio malmesso, e che modificano le rotazioni dando spazio a James Ennis III al posto di T.J. McConnell. Quintetto stravolto invece per coach Kenny Atkinson, che inserisce Dudley e e LeVert al posto del lettone Rodion Kurucs e di DeMarre Carroll.

La partita è fisica, Philadelphia si ritrova subito ad inseguire ma il talento di Embiid, Butler, Simmons e Harris è troppo per cedere e Brooklyn non riesce a distanziare gli avversari. Caris LeVert cerca ed attacca con ostinazione i cambi difensivi dei Sixers, Jarrett Allen lotta contro Embiid ed approfitta nel primo tempo della ridotta mobilità del camerunense per affondare due schiacciate al volo che scaldano il Barclays Center.

76ers-Nets, Joel Embiid: “Jared Dudley? Giocatore inutile, io troppo importante per reagire”

D’Angelo Russell è attivo ma impreciso al tiro, Butler e Harris tengono i Sixers a contatto ed a metà terzo quarto le tensioni in campo si sfogano dopo un brutto fallo di Joel Embiid su Jarrett Allen lanciato a canestro.

Embiid “stende” Allen, Jared Dudley non gradisce e parte alla ricerca di Embiid, lo spintona, Jimmy Butler cerca a sua volta Dudley e ad uno ad uno i giocatori finiscono allacciati sulla riga di fondo, mentre coach e arbitri tentano di dividere i due gruppi.

Non si va oltre le spinte, ma i gesti di Embiid, Dudley e Butler vengono puniti con un “flagrant foul” per il lungo dei 76ers, e con la doppia espulsione per L’ex Twolves (autore fin lì di una partita solidissima) e per Dudley.

Spietato il commento di Embiid a fine gara sull’episodio: “Gli avversari mi provocano perché vorrebbero che reagissi, oggi non ho reagito alla spinta, perché ho ritenuto che alla mia squadra io serva più di quanto (ai Nets, ndr) serva Jared Dudley. Il fallo? Non era un ‘flagrant’, sono andato per la palla. Dudley? Lui è un signor nessuno, io sono troppo importante per la mia squadra per farmi tirare dentro in queste cose. Il ginocchio? Non riesco ad allenarmi, è dura ma sono qui a combattere con i mie compagni“.

Mike Scott per il sorpasso 76ers, Brown: “Embiid dominante”

I 76ers, squadra ruvida, traggono energia dall’incidente e James Ennis III rimpiazza Butler al meglio delle sue possibilità. Ben Simmons schiaccia, Embiid domina sul più piccolo Rondae Hollis-Jefferson e Philadelphia impatta la gara.

Caris LeVert (26 punti, 5 rimbalzi e 6 assist) e Spencer Dinwiddie (18 punti) non si arrendono, J.J Redick ritrova il canestro dopo un secondo tempo “a secco” ed Embiid imbecca Mike Scott dall’angolo a 18 secondi dalla sirena finale per il tiro del +2 Phila (110-108).

Sull’ultimo possesso Nets, D’Angelo Russell trova Jarrett Allen sotto canestro, ma la difesa dei Sixers si chiude e Ben Simmons strappa il pallone dalle mani del lungo di Brooklyn. Tobias Harris (24 punti, 8 rimbalzi e 6 assist) segna i due tiri liberi, chiude la gara e fa 3-1 Sixers nella serie.

Partita sontuosa di un Joel Embiid limitato da un ginocchio in condizioni precarie: 31 punti, 16 rimbalzi, 7 assist e 6 stoppate in 32 minuti di gioco. Così coach Brett Brown sulla sua star: “E’ stato dominante. Basta davvero guardare ai numeri, ed all’impatto che questi dimostrano… dominante, davvero“.

Brooklyn Nets: le fenici della NBA

I Brooklyn Nets sono passati dall’essere la franchigia barzelletta della NBA ad essere considerati una delle squadre che lavora meglio di tutte sotto molti punti di vista. Le infauste operazioni iniziali dell’allora neo socio di maggioranza, Mikhail Prochorov, sono state assorbite in tempi relativamente brevi e adesso Brooklyn è diventata una terra a cui molti giocatori di assoluto livello buttano un occhio e immaginano come possibile approdo, il che è paradossale essendo di fatto in un feudo Knicks. I Nets, nonostante alcuni infortuni importanti occorsi a giocatori decisivi, sono stabilmente nella zona playoff e sembrano soltanto poter crescere nei prossimi anni.

BROOKLY NETS: COME SONO RISORTI DALLE CENERI?

Per prima cosa hanno iniziato rimettendo ogni persona al proprio posto con i rispettivi ruoli, le ingerenze di Prochorov sono state limitate fortemente, ci si è affidati ad un asse GM-coach di assoluto livello: Sean Marks e Kenny Atkinson, i quali come primo obiettivo avevano quello di non fare danni e l’hanno centrato pienamente. Non potendo né puntare sul cap space, né sulle scelte (cedute tutte) al draft, si è scelto di puntare sull’acquisizione di brutti contratti (Mozgov, Carroll) per poter arrivare a qualche pick e a giocatori su cui poter lavorare con tempo e spazio a disposizione. Atkinson e il suo staff sono tra i migliori al mondo nel development e questo è uno dei segreti per la crescita esponenziale di molti giocatori inaspettati. A parole sembra facile prendere giocatori con potenziale inespresso, lavorarci seriamente sopra e farli esplodere, ma chiaramente è tutt’altro che semplice. Atkinson dice che la chiave per poter sviluppare un giocatore è quella del farlo immergere nel progetto fino al punto in cui sia realmente convinto di ciò che gli si propone; il lavoro è collettivo e ogni suo assistente ha specifici compiti nello sviluppo di un elemento: Jacque Vaughn si occupa soprattutto della fase difensiva, Pablo Prigioni è ogni giorno in campo con i ragazzi per rivedere ogni singolo aspetto passato in esame nella sessione video ecc.

 

C’è ghiaccio nelle sue vene!

Spencer Dinwiddie e Joe Harris sono stati entrambe delle seconde scelte al draft, il Jarrett Allen visto al college in Texas non lasciava presagire una crescita simile, D’Angelo Russell era uno scarto dei Lakers tacciato di essere carente di leadership e senza la testa giusta per puntare in alto. La maggior parte di questo enorme lavoro è stata fatta negli ultimi 2 anni e mezzo, perciò l’avvenire sembra poter essere soltanto più radioso. Dalle ceneri non rinascono solo le fenici, ma anche i Nets.

Magic Johnson non ha scelto di mandare via D’Angelo Russell senza motivazioni, il ragazzo ad LA ne ha combinate e il suo percorso di maturazione non sembrava essere prettamente sui binari ideali, anche se certamente aveva mostrato cose interessantissime e pure alcune stats lo dimostravano. Tuttavia i giocatori in grado di performare allo stesso livello in qualsiasi contesto, sono davvero pochissimi e per questo non va buttata la croce addosso al Magic di turno, perché ricoprendo ruoli del genere le valutazioni che si fanno sono innumerevoli ed è possibile sottostimare alcuni aspetti, fa parte del gioco. D’Angelo oltre ad essere migliorato in varie dinamiche di gioco, ha trovato costanza di rendimento e maggiore incisività all’interno delle partite. 19.7 punti, 6.4 assist, 3.7 rimbalzi e 1.1 rubate di media in 29.7 minuti, con la migliore percentuale ai liberi e da 3 della carriera, rispettivamente l’81 e il 37%. Malgrado giochi più minuti ed ha la palla in mano per un minutaggio superiore rispetto agli anni precedenti, le palle perse non sono incrementate, 2.9 di media a gara mentre in carriera si attesta a 2.8. La convocazione all’All Star Game di Charlotte in sostituzione dell’infortunato Victor Oladipo, non stupisce affatto chi ha visto la sua crescita nelle ultime 2 stagioni, quel talento grezzo visto ad Ohio State sta finalmente trovando la sua dimensione di vertice in NBA e per lui l’estate 2019 sarà fondamentale per la carriera. I Nets potranno pareggiare qualsiasi offerta che riceverà Russell grazie alla qualifying offer, ma non è detto che succederà e per lui firmare alle giuste cifre, nella squadra giusta, è determinante per il proseguo della carriera per quanto concerne il punto di vista prettamente sportivo. Uno dei motivi per cui D’Angelo si incastra bene con Brooklyn è il suo essere clutch, celebre la sua esultanza con “ice in my veins” dopo la realizzazione di canestri decisivi, infatti i Nets sono 10 vinte e 2 perse nei finali di partita punto a punto e vincere gare del genere è una forte dose di autostima per un gruppo giovane in costruzione.

PROSPETTIVE FUTURE

Se D’Angelo Russell e Rondae Hollis-Jefferson non dovessero restare si aprirebbero degli scenari interessanti in termini di spazio salariale, a quel punto sarebbe concreta la possibilità di firmare due grandi free agent e diventare una contender già l’anno prossimo. La free agency 2019 vedrà protagonisti moltissime stelle NBA molte delle quali vorranno approdare in squadre con altri campioni già in roster, questo i Nets non possono offrirlo, ma possono altresì offrire: un core group valido e giovane, un allenatore in rampa di lancio e i luccichii della Grande Mela.

Per fare un esempio, difficilmente Kevin Durant firmerà per i Nets se prima questi non si siano assicurati le prestazioni di un Jimmy Butler o un Klay Thompson. Detto ciò Brooklyn non ha bisogno di andare all in subito quest’estate e può anche aspettare il prossimo giro, magari intanto prendendo un Butler, che aveva messo la franchigia nella lista delle destinazioni gradite nel periodo della trade dai T’Wolves, per crescere insieme senza curarsi troppo dell’eventuale pesantezza del contratto. Questi tipi di ragionamenti possono esser fatti soprattutto grazie al favoloso lavoro di Sean Marks, perché il roster è composto anche di un 3&D nel corpo di un centro small ball come Rodions Kurucs, uno scorer come Caris LeVert, o una macchina dall’arco come Joe Harris, tutti giocatori con upside incredibile e diritto di cittadinanza in roster di vertice della lega con stipendi adeguati.

Panoramica sull’attualità dei Brooklyn Nets tramite alcuni dei dati principali forniti da nba.com

Le decisioni da prendere per il front office non sono affatto semplici, pochi contratti saranno ancora in essere nella stagione 2019/2020 (fun fact: Deron Williams percepirà 5.4  milioni anche il prossimo anno e poi terminerà il contratto) e dunque da una parte bisognerà pensare in grande con nomi grossi, dall’altra ci sarà da completare il roster con giocatori di contorno a basso costo. In più i Nets avranno 4 scelte da fare al draft 2019: prima scelta propria, prima scelta di Denver protetta 1-12 e due scelte al secondo giro, inutile dire che potrebbero diventare asset importanti in caso di trade oppure più verosimilmente si trasformeranno negli elementi per completare la squadra, dunque non si possono sbagliare le decisioni.

Il progetto di Brooklyn è da seguire attentamente per varie ragioni tecniche, la crescita dei giocatori, un allenatore già top e con potenziale da super top, una città viva e in perenne trending topic. Ma soprattutto perché dimostrano che se gli Stati Uniti sono la terrà delle opportunità, lo sport statunitense è il territorio delle seconde opportunità e risollevarsi in così breve tempo dopo i disastri fatti è uno smacco ai cugini di New York e a tutte quelle franchigie ferme nella palude della mediocrità. I Nets si sono rimboccati le maniche e hanno ottenuto il massimo da quella situazione, il raggiungimento dei playoff sarebbe un tassello importante, non decisivo, per la risalita e l’estate 2019 potenzialmente è quella che può dare una nuova linfa alla franchigia.

Infortunio Caris LeVert: l’ala dei Nets presto in campo secondo Woj

Infortunio Caris LeVert: l'ala dei Nets presto in campo secondo Woj

Arrivano aggiornamenti confortanti sulla situazione riguardante l’infortunio Caris LeVert. L’ala dei Nets sta per rientrare a pieno regime per il finale di stagione della franchigia newyorchese.

Infortunio Caris LeVert: rientro in campo previsto dopo l’All-Star Game di Charlotte

Se in pieno centro di New York, i Knicks stanno vivendo il loro peggior momento della stagione e della loro recente storia (ben 14 sconfitte casalinghe e il peggior record nella lega con 10 vittorie e 42 sconfitte); aldilà del tunnel i Nets possono trovare un’altra ragione per sorridere.

Stando a quanto riportato in questi ultimi minuti dall’insider Adrian Wojnarowski di ‘Espn.com‘, l’ala dei Nets Caris LeVert potrebbe tornare molto presto in campo; dopo il grave infortunio avvenuto lo scorso novembre al Barclays Center di Brooklyn nel corso del match contro i Minnesota Timberwolves.

L’ala dei Nets, finora a 18.4 punti, 4.3 rimbalzi, 3.7 assist e 1.2 recuperi di media ad allacciata di scarpe, ha iniziato infatti gli allenamenti 5vs5 con il resto del gruppo, in modo da poter essere a totale disposizione del roster a partire dal post All Star Game di Charlotte.

Ottima notizia per coach Kenny Atkinson, che oltre allo stato di grazia dei suoi giocatori (ufficiale anche la convocazione di Joe Harris per il three-point contest dell’All Star Saturday) e di un confortante sesto posto nell’Eastern Conference, spera di recuperare un altro elemento fondamentale del proprio roster in vista del rush finale di regular season.

Nets, meno grave del previsto l’infortunio di Caris Levert: “In campo già questa stagione”

Meno grave del previsto, e di quanto temuto, l’infortunio di Caris LeVert dei Brooklyn nets.

Gli esami radiografici a cui è stato sottoposto il giocatore dopo lo spaventoso incidente di gioco di stanotte non hanno evidenziato fratture ossee, e la presenza di “moderate” lesioni ai legamenti ed una lussazione del piede destro.

Una notizia positiva per LeVert e per i Brooklyn Nets.

L’infortunio era parso di una gravità tale da far temere – quantomeno – la frattura composta di tibia e caviglia, vista la dinamica simile a quella dell’infortunio di 13 mesi occorso a Gordon Hayward dei Boston Celtics.

Scongiurato il peggio, esiste dunque la possibilità che Caris LeVert possa tornare in campo prima del termine della stagione.

In 14 partite disputate, LeVert ha sinora tenuto una media di 18.4 punti, 4.3 rimbalzi, 3.7 assist e 1,2 recuperi difensivi a gara, tirando col 47.3% dal campo, in 29.7 minuti a partita.

L’infortunio non richiederà intervento chirurgico. I Nets hanno annunciato che Caris LeVert inizierà quanto prima la rieducazione e riabilitazione, con l’obiettivo di ritornare in campo durante la stagione in corso.

 

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Brooklyn Nets, grave infortunio per Caris LeVert, le reazioni del mondo NBA

Infortunio Caris LeVert, la guardia dei Brooklyn Nets ha subito un bruttissimo infortunio alla gamba destra durante la partita tra i suoi Nets ed i Minnesota Timberwolves.

LeVert è caduto malamente sulla gamba destra, a seguito di un recupero difensivo, atterrando sul corpo del rookie dei Twolves Josh Okogie, lanciato a canestro e terminato a terra a propria volta.

L’infortunio è apparso subito serio per la guardia dei Brooklyn Nets. LeVert è rimasto a terra per diversi minuti, per permettere allo staff medico di stabilizzare e mettere in sicurezza l’arto offeso.

Il prodotto di Michigan è stato poi condotto fuori dal campo in barella. I Brooklyn Nets hanno comunicato che lo sfortunato giocatore è stato trasportato in ospedale per esami e successivo intervento chirurgico.

“Un colpo durissimo per noi, per l’organizzazione… Caris è stato finora il motore della squadra, la sua anima. Quest’anno Caris è cresciuto tantissimo, so che se c’è qualcuno in grado di tornare più forte dopo un infortunio del genere, quello è lui. A livello umano, di carattere, e come giocatore, tornerà più forte di prima. La partita oggi non conta, non importa

– Coach Kenny Atkinson sull’infortunio di Caris Levert –

Infortunio Caris LeVert, le reazioni della lega:

Derrick Rose, presente in campo e, suo malgrado, “esperto” di infortuni seri e lunghe riabilitazioni, è stato tra i primi colleghi di Caris LeVert a fare il propio in bocca al lupo alla guardia dei Nets, dopo la gara: “E’ sempre bruttisimo vedere qualcuno di noi subire un infortunio del genere, terribile“.

In 14 partite disputate, LeVert ha sinora tenuto una media di 18.4 punti, 4.3 rimbalzi, 3.7 assist e 1,2 recuperi difensivi a gara, tirando col 47.3% dal campo, in 29.7 minuti a partita.

Caris LeVert non è purtroppo nuovo ad infortuni seri. Tra 2014 e 2016, l’ex Michigan Spartans riportò un doppio infortunio al piede sinistro, una frattuta da stress che risultò in molte partite saltate durante le stagioni NCAA 2014\15 e 2015\16.

La star degli Houston Rockets Chris Paul ha rivolto le proprie preghiere a LeVert via Twitter:

La dinamica dell’infortunio di Caris LeVert ha ricordato quanto successo a Paul George nell’estate 2014. La stella dei Thunder – all’epoca agli Indiana Pacers – riportò una frattura scomposta di tibia e perone dopo essere ricaduto pesantemente sulla sua gamba destra dopo un recupero difensivo.

Nel 2007, la point guard dei Golden State Warriors (all’epoca ai Los Angeles Clippers) Shaun Livingston riportò un gravissimo infortunio al ginocchio sinistro dopo essere atterrato a seguito di un layup.

Più recentemente, Gordon Hayward dei Boston celtics riportò durante il season opener della stagione 2017\18 una frattura di tibia e caviglia della gamba sinistra, dopo essere ricaduto a seguito di un tentativo di alley-oop.

Chris Paul scuote Houston: “Difesa, transizione e carattere, oggi i veri Rockets”

Chris Paul assist-Houston Rockets

Houston Rockets ancora senza James Harden, ma finalmente vincenti grazie alle grandi prestazioni di Chris Paul e Carmelo Anthony.

I Rockets battono i Nets 119-111 al Barclays Center di Brooklyn.

Houston ritrova ritmo offensivo (lo “swag”, come lo ha definito Mike D’Antoni), segna 15 tiri da tre punti (su 39 tentativi) e raddrizza nel secondo tempo una partita che li aveva visti sotto nel punteggio anche di 13 punti nella prima frazione di gioco.

Ancora fuori Harden, rientra però James Ennis III che ritrova il quintetto base. Anthony slitta nell’ormai consueto ruolo da sesto uomo e gioca una partita offensivamente perfetta.

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28 punti in 30 minuti sul parquet, con 9 su 12 al tiro e 6 tiri da tre punti mandati a bersaglio. Chris Paul ci aggiunge 32 punti (20 nel solo primo tempo), con 7 rimbalzi e 11 assist.

Clint Capela gioca una delle sue migliori partite stagionali, e chiude con 22 punti, 13 rimbalzi e 5 assist.

I Brooklyn Nets (3-6) perdono invece la quarta delle ultime cinque partite giocate. Per i padroni di casa, ancora un ottimo Caris LeVert (29 punti alla fine per lui), mente Jarrett Allen soffre la mobilità di Clint Capela per tutto il match.

Chris Paul: “Si gioca ai 120 ogni sera, bisogna difendere”

Gli Houston Rockets hanno tenuto prima della partita una riunione a porte chiuse alla presenza dei soli giocatori, come riportato da Ian Begley di ESPN.

Chris Paul ha chiesto ed ottenuto dallo staff di Mike D’Antoni un vis-à-vis con i suoi compagni, per spronarli dopo la partenza da incubo dei vice-campioni della Western Conference:

Ho solo detto: ora basta, lasciateci un momento da soli, abbiamo bisogno di parlarci perché insomma, quando è troppo è troppo. Abbiamo parlato come fa una vera squadra. Cosa intendiamo fare? Gli avversari ci segnano in testa ogni volta, dobbiamo lavorare di più in difesa

– Chris Paul ai suoi compagni –

Paul ha poi parlato della partita. CP3 ha in occasione di alcuni timeout continuato a parlare ai suoi compagni, facedo valere la propria leadership:

Vincere è meglio che perdere, sicuramente. Non importa chi giochi e chi no, gli infortuni… stiamo cercando di riportare la squadra sulla strada giusta (…) vincere le partite aiuta. L’inizio di stagione è stato difficile, ma ne ho viste tante in tutti questi anni, non è il caso di farsi prendere dal panico (…) oggi abbiamo creato buoni tiri, abbiamo difeso meglio e giocato in transizione. Quando difendiamo siamo difficili da battere, la nostra transizione offensiva è più efficace. In difesa ci siamo parlati, ci siamo gridati dietro… oggi nella NBA non puoi permetterti di non difendere, ogni sera si gioca ai 120 punti, rischi di essere travolto

– Chris Paul nel post gara tra Rockets e Nets –

Chris Paul ha segnato 32 punti, sostituendosi per una sera a James Harden, prossimo al rientro in campo:

Io e James (Harden, ndr) abbiamo giocato assieme solo due partite, fino ad ora. Io sono stato squalificato, lui si è infortunato. Abbiamo giocatori nuovi, Ennis è appena rientrato. Ci vuole un po’ di tempo (…) se vinceremo il titolo a fine stagione, guarderemo indietro a questo inizio di stagione e ci diremo: ‘tutto questo di ha reso più forti’. Se non sarà così, allora tutti diranno che la stagione era segnata già dall’inizio

Paul ha apprezzato soprattutto la ritrovata verve della sua squadra, al di là della vittoria: “Avrenmmo potuto mollare, sotto di 15 nel primo tempo. Non l’abbiamo fatto. Ciò significa più di una semplice vittoria. L’importante è reagire nel modo giusto“.

“Brooklyn Nets, ecco come arriveremo ad un grande free agent” Parola di Sean Marks

Sean Marks, general manager dei Brooklyn Nets, si è detto durante l’ultimo episodio di “The Woj Pod” di Adrian Wojnarowski “fiducioso che il sistema e la cultura di pallacanestro” dei Nets assicureranno alla squadra un grande free agent la prossima estate.

I Brooklyn Nets sono stati protagonsiti di un inizio di stagione altalenante e caratterizzato da alcuni infortuni.

Le prime partite hanno però evidenziato a tratti il grande talento a disposizione di coach Kenny Atkinson. Giocatori come Caris LeVert, Spencer Dinwiddie, Joe Harris e Jarrett Allen stanno ripagando a pieno la fiducia riposta.

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Sean Marks, GM del nuovo corso Nets dal febbraio 2016, è l’artefice della costruzione di uno dei roster più giovani ed interessanti al momento nell’intera NBA.

I Nets si iscriveranno alla prossima free agency (quella di Kevin Durant, Kawhi Leonard, Jimmy Butler, Kemba Walker, Klay Thompson e Khris Middleton) con la possibiltà di offrire soldi e flessibilità salariale ad una delle tante stelle che sonderanno il mercato.

Marks ritiene però che i soldi ed il palcoscenico di una grande metropoli da soli non basterebbero a convincere un nome di prima grandezza a sposare la causa dei Brookyln Nets.

L’ex giocatore dei Phoenix Suns punta su due fattori per lui determinanti: cultura cestistica ed il sistema di pallacanestro implementato da coach Atkinson:

Ciò che vogliamo mostrare al mondo quest’anno è che i ragazzi possono competere, partita dopo partita. E’ una cosa importantissima. Ciò a cui un grande free agent guarda è, quando deve decidere del suo futuro per i prossimi 4 o 5 anni: con quali compagni giocherò? Saranno in grado di aiutarmi? Con chi voglio giocare? Con quale sistema?

– Sean Marks sugli obiettivi futuri dei Brooklyn Nets –

Sean Marks: “Brooklyn Nets, il vento è cambiato”

Marks si sofferma in particolare sulla buona reputazione di cui coach Kenny Atkinson gode nei circoli NBA:

I giocatori adorano giocare e faticare per coach Atkinson. Ed io sono orgoglioso di questo, l’obiettivo di Kenny e del suo staff è sempre stato quello di tirar fuori il massimo da tutti (…) sono fiero di ciò che questo gruppo sta costruendo qui, da ormai più di due anni

Spencer Dinwiddie guardia dei Brooklyn Nets
Spencer Dinwiddie guardia dei Brooklyn Nets

Sean Marks ha dovuto costruire l’attuale roster senza potersi avvalere di scelte al primo giro, cedute nel corso degli anni a seguito della scriteriata e celeberrima trade che portò Paul Pierce e Kevin Garnett a Brooklyn (2013).

Caris LeVert arrivò da Indiana a seguito di una trade che coinvolse nell’estate 2016 Thaddeus Young.

Joe Harris fu firmato lo stesso anno dopo essere stato tagliato dai Cleveland Cavs, mentre Jarrett Allen arrivò l’anno successivo via draft (selezionato da Washington e ceduto a Brooklyn in cambio di Bojan Bogdanovich).

l’attuale point guard titolare D’Angelo Russell arrivò invece da Los Angeles, sponda Lakers, in cambio dei diritti su Kyle Kuzma e del lungo Brook Lopez. Il sorprendente Spencer Dinwiddie venne infine “pescato” in uscita da Detroit, al termine della stagione 2015\16.

Le previsioni che riceviamo dagli agenti, dai giocatori, sono tutte positive. Il vento sta cambiando, qui a Brooklyn. Noi tutti sappiamo di avere ancora tanta strada davanti, e siamo sempre pronti a migliorarci ed osservare ciò che altri team fanno (…) non c’è niente di meglio che giocare a New York o L.A. ma ciò che oggi i giocatori cercano è un livello di pallacanestro adatto alle loro aspirazioni. L’anno prossimo, Nets, Knicks, Lakers e Clippers potranno spendere tanti soldi, sarà interessante vedere cosa succederà

– Sean Marks sulla free agency 2019 dei Brooklyn Nets –

Mikhail Prokhorov, proprietario dei Brooklyn Nets

I Brooklyn Nets sono attualmente di proprietà di Mikhail Prokhorov.

Il magnate russo acquisì gli allora New Jersey Nets nel 2009, e fu l’artefice del passaggio della franchigia a Brooklyn, e della costruzione del Barclays Center.

Prokhorov ed il fondatore di Alibaba.com Joseph Tsai hanno raggiunto ultimamente un accordo per la cessione del 49% della proprietà a vantaggio del miliardario taiwanese.

Tsai avrà nei prossimi 3 anni l’opzione di rilevare parte della quota di maggioranza di Prokhorov e diventare socio di maggioranza dei Brooklyn Nets.

Secondo Marks, la rinascita in termini di cultura cestistica della franchigia deve molto all’impegno del magnate russo:

Non so quando il passaggio di proprietà avverrà definitivamente, ma sia Mikhail (Prokhorov) che Joe (Tsai) sono stati in questi anni sempre presenti, hanno dimostrato pazienza e capacità di vedere oltre, di visualizzare che cosa stiamo cercando di costruire qui a Brooklyn (…) per un general manager è importantissimo avere un proprietario che capisca un discorso del genere: quando scambiammo Thaddeus Young per LeVert nel 2016, dissi a Mikhail ‘prenderemo alla numero 20 un ragazzo che probabilmente non portà giocare per tutta la prima stagione’. E Prokhorov fu incredibile nell’accettare il rischio

– Sean Marks su Mikhail Prokhorov –

La situazione salariale dei Brooklyn Nets in vista del 2019

L’estate 2019 presenterà a Sean Marks alcune scelte difficili.

D’Angelo Russell, Spencer Dinwiddie, Rondae Hollis-Jefferson e DeMarre Carroll diventeranno free agent.

D'Angelo Russell
D’Angelo Russell

I Nets dovranno dunque decidere su chi puntare in vista della prossima free agency, con un occhio più che interessato alle decisioni di giocatori importanti.

Jimmy Butler (che ha indicato Brooklyn quale meta gradita), Klay Thompson, Kemba Walker e Khris Middleton – gli obiettivi più realistici per i Nets.

Giocatori come Carroll, Kenneth Faried, Allen Crabbe e Hollis-Jefferson potrebbero inoltre risultare utili pedine di scambio sul mercato, in previsione della trade deadline del prossimo febbraio.

A partire dall’estate 2019, i Nets “riavranno” la loro prima scelta al draft, in aggiunta alla prima scelta dei Denver Nuggets (scelta protetta 1-12).