L’ultima di Dwyane Wade, LeBron James, Chris Paul e Carmelo Anthony lo applaudono: “Come un fratello”

E’ una sconfitta l’ultima partita NBA in carriera di Dwyane Wade. Sconfitta indolore per dei Miami Heat già eliminati dalla corsa playoffs, e l’occasione per un’ultima passerella per il 3 volte campione NBA, alla presenza di famiglia, amici e tra i tanti omaggi degli avversari di sempre.

La “Banana Boat Crew” – LeBron James, Carmelo Anthony e Chris Paul – è tutta in prima fila per Wade, che in una partita priva di motivazioni agonistiche chiude con una tripla doppia da 25 punti, 11 rimbalzi e 10 assist in 36 minuti di gioco, con 10 su 28 al tiro.

Non sono abituato a tirare così tanto” Scherza Wade a fine gara “Non ero proprio a mio agio nel prendere tutti quei tiri, non è il mio stile di gioco (…) ma sono anche riuscito a coinvolgere i miei compagni e fare tanti assist, poi con tripla doppia… è andata“.

Sulla presenza di James, Anthony e Paul a bordo campo: “E’ importante averli avuti qui, significa molto per me. Loro sanno che potranno contare a loro volta su di me in momenti come questo. Qualsiasi cosa dovesse accadere, farò in modo di esserci quando giocheranno la loro ultima partita. Sono contento che siano venuti, anche se continuavano a dirmi di tirare ogni volta che avevo la palla in mano! Ma è stato bello, i ragazzi sono come dei fratelli per me“.

Il pubblico di Brooklyn tributa più d’una standing ovation a Dwyane Wade, la prima all’annuncio dei quintetti base. La partita è naturalmente un “contorno” alla passerella di Wade, con i Nets che scappano subito e chiudono il primo tempo in vantaggio di 19 punti (63-44).

Il vero show lo mettono in piedi James, Paul e Anthony in prima fila, che si divertono ad agire da coach aggiunti per Wade e “pressano” coach Eric Spoelstra durante i time-out: “Abbiamo iniziato le nostre carriere assieme” spiega LeBron James “Abbiamo sviluppato negli anni un legame fraterno, che va oltre la pallacanestro. CP (Paul, ndr) ha giocato ieri (martedì, ndr), la nostra stagione è finita e Melo (Anthony, ndr) era già qui a New York, quindi abbiamo deciso di esserci“.

E’ tempo di bilanci dunque per Dwyane Wade:

Sono contento della mia stagione. Non abbiamo raggiunto i playoffs, che erano il nostro obiettivo, ma sono felice di essere stato in grado di completare la stagione (…) sono grato per tutto quello che ho avuto, mi ritiro da uomo e da giocatore felice, felice per la mia carriera e per tutto quello che sono riuscito a realizzare

L’ultimo momento della carriera di Dwyane Wade, prima di abbandonare il campo, è tutto per Carmelo Anthony, fermo dallo scorso dicembre dopo una breve e negativa parentesi agli Houston Rockets.

L’ultimo, rituale scambio di magliette della stagione è proprio tra Melo e Dwyane, al centro del campo: “Quest’anno non ho avuto l’opportunità di affrontarlo in partita (…) era l’ultima cosa che mancava da fare in questa stagione, ed oggi abbiamo riparato“.

Ripensamenti?” Risponde Wade a chi gli chiede se la decisione di ritirarsi sia definitivaNo, non ho mai dubitato, ed ho avuto il totale supporto da parte di tutti, qualcosa di straordinario. La decisione è presa, e non tornerò indietro“.

James Harden scrive la storia, CP3: “Quello che sta facendo è incredibile”

Se ci fosse qualche dubbio su chi vincerà il premio di MVP della regular season la prestazione irreale di James Harden di questa notte chiude ogni discorso. La guardia dei Rockets segna 61 punti nel derby contro gli Spurs trascinando i suoi alla vittoria, sfornando una prestazione irreale (qui il recap di Houston San Antonio).

Il 29enne californiano, al momento, sta mantenendo una media di 36.1 punti, 7.7 assist e 6.5 rimbalzi ed è in pole position per conquistare il riconoscimento per il secondo anno consecutivo. Una stagione, quella che sta per concludersi, ricca di gioie personali, di record infranti e di prestazioni monstre che lo hanno portato ad essere riconosciuto da tutti, ormai, come un punto di riferimento all’interno della Lega.

CP3 e Gordon “spingono” James Harden al titolo di MVP

L’unica argomentazione valida per la non assegnazione dell’MVP a James Harden resta quella del record di squadra visto che i texani, ad oggi, sono terzi ad Ovest con 46 vinte e 27 perse, decisamente sotto a Golden State e Denver nella propria Conference (49-22 il loro score) e ai Milwaukee Bucks dell’altro serio candidato, Giannis Antetokounmpo, che guidano ad Est con 54 vinte e 19 perse.

Tutto questo, però, va preso con le pinze visto che i Rockets sono partiti davvero a rilento in questa stagione a causa sia dei tanti infortuni che da alcune modifiche nel roster, con coach D’Antoni che ci ha messo un po’ di tempo a trovare la giusta quadratura.

A proposito dell’MVP i compagni del Barba, Chris Paul e Eric Gordon, si sono schierati ovviamente a suo favore, pensando che la prestazione del 13 della notte abbia di fatto chiuso la corsa a questo premio. “Devi apprezzarlo, non puoi fare altro. Sta facendo qualcosa di incredibile”, ha dichiarato CP3 al termine del derby texano con gli Spurs.

 

 

 

 

Warriors-Rockets, DeMarcus Cousins è la chiave per Golden State: “Nessuno può marcarmi”

Se significa qualcosa? NoCosì Kevin Durant a chi chiedeva se lo 0-3 stagionale nella serie accumulato contro gli Houston Rockets preoccupasse i Golden State Warriors: “L’importante sono i playoffs“.

Gara 4 della serie di stagione regolare tra Warriors-Rockets è arrivata, e Durant non ne ha preso parte a causa del leggero infortunio alla caviglia patito due giorni prima contro i Phoenix Suns.

DeMarcus Cousins si fa carica dell’assenza di KD e sforna la miglior prestazione stagionale personale, portando i suoi alla vittoria per 106-104 al Toyota Center di Houston.

32 minuti di gioco, 27 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 2 stoppate per “Boogie” (con 11 su 16 al tiro), che sopperisce alle difficoltà al tiro di Steph Curry (24 punti con 8 su 20 dal campo) ed innesca un Klay Thompson da 30 punti e 5 su 10 dalla lunga distanza.

Andre Iguodala sostituisce in quintetto base l’infortunato Durant, i Rockets si ritrovano sotto di 13 punti nel quarto periodo (100-87) ma rimontano sino a -1, siglato da Chris Paul, a 10 secondi dal termine. Curry non sbaglia dalla lunetta, Harden si e proprio Iguodala cattura il rimbalzo ad assicura la vittoria ai suoi.

La sconfitta interrompe a 9 la serie di partite vinte consecutivamente dagli Houston Rockets (42-26), ora quarti ad Ovest a mezza partita di distanza dai Portland Trail Blazers (41-26). “La partita no ci ha detto nulla che no sapessimo già, su di loro” Così Chris Paul a fine gara “Ormai ci conosciamo fin troppo bene“.

Warriors-Rockets, Cousins: “Nessuno può marcarmi”

DeMarcus Cousins, rientrato in campo lo scorso 18 gennaio dopo un anno di assenza per infortunio, non aveva preso parte alle prime due sfide tra Warriors-Rockets. La terza partita, quella del 23 febbraio scorso, aveva visto un Cousins in difficoltà, soprattutto in difesa, falloso e poco attento (6 palle perse), in una partita casalinga persa dai Golden State Warriors nonostante l’assenza di James Harden.

Il DeMarcus Cousins presentatosi al Toyota Center è un giocatore in condizioni atletiche migliori, un problema insormontabile per la frontline avversaria formata da Clint Capela  e Kenneth Faried.

Non credo ci sia nessuno che possa marcarmi uno contro uno, semplicemente. Potete mettermi contro chiunque, il risultato non cambia. Le sconfitte nelle partite precedenti? Ogni giorno attorno a questa squadra (gli Warriors, ndr) c’è qualcosa, ogni cosa diventa una storia, un caso. E’ come in una vecchia soap-opera che guardava mia nonna, ogni giorno succedeva qualcosa… i cronisti fanno il loro lavoro, io faccio il mio,gioco a pallacanestro

– DeMarcus Cousins dopo Warriors-Rockets –

DeMarcus ha giocato la partita più completa ed efficace da quando è qui” Così Klay Thompson “Ha aggiunto una dimensione tutta nuova alla nostra squadra, oggi avrò ricevuto almeno 3 o 4 assist per un tiro comodo dal lui“.

Coach Steve Kerr è riuscito a nascondere i problemi difensivi di Cousins, spesso coinvolto nella partita di febbraio in pick and roll alti tra Chris Paul ed i lunghi dei Rockets, “dirottandolo” sul meno pericoloso P.J. Tucker per larga parte della gara: “Ho dovuto imparare e trovare il modo migliore di impiegare Cousins in difesa. Stasera è andata meglio, in attacco ha fatto un gran lavoro semplicemente posizionandosi in post e controllando la partita da lì“.

Problema al ginocchio destro per Luka Doncic: “Ho sentito uno scricchiolio…” Salterà gli spurs?

Dallas Mavericks, problema al ginocchio destro per Luka Doncic, le condizioni del giocatore sloveno verranno valutate nella giornata di lunedì.

Doncic, candidato principale per il premio di Matricola dell’Anno, ha accusato il problema durante la sfida dell’American Airlines Center di Dallas contro gli Houston Rockets, partita vinta da James Harden e compagni per 94-93.

Luka Doncic ha riferito nel post gara di aver avvertito uno “scricchiolio”, una volta atterrato dopo un comodo rimbalzo difensivo, come riportato da Gerry Frakey di DallasNews.com.

Doncic ha comunque portato a termine la partita, chiudendo con 19 punti, 15 rimbalzi e 9 assist nonostante le cattive percentuali di tiro (5 su 16 dal campo). E’ proprio Doncic nel finale di partita, con il punteggio fissato sul 94-93 Rockets, a servire al compagno Jalen Brunson l’assist per il tiro della vittoria allo scadere, stoppato però da Chris Paul.

L’infortunio di Doncic è occorso nel quarto periodo, con 4:17 ancora da giocare: “L’abbiamo visto zoppicare dopo il rimbalzo” così coach Rick Carlisle “Spero non sia nulla di serio, domani (lunedì, ndr) ne sapremo di più“.

Warriors-Rockets, Kevin Durant non dà peso alle sconfitte: “Preoccupato? No, contano solo i playoffs”

Free Agent 2019

“Is This Something?” ergo, “significa qualcosa?“. Questo il nome di una minima rubrica statistica con cui i telecronisti delle partite degli Orlando Magic usano “ammazzare il tempo” tra una sconfitta e l’altra.

 

Se adattassimo tale rubrica ai Golden State Warriors, non potremmo fare a meno di chiederci se lo 0-3 stagionale inflitto dagli Houston Rockets ai bi-campioni NBA in carica debba significare qualcosa.

 

Dei Golden State Warriors distratti alla ripresa delle operazioni dopo l’All-Star Break hanno superato a fatica in casa gli arrembanti Sacramento Kings, ed hanno concesso 118 punti ai rivali Rockets privi di James Harden, uomo da 36 punti a partita in stagione.

 

Significa qualcosa? Secondo il glaciale Kevin Durant, no.

 

 

KD non è preoccupato dalla ripresa a rilento dei suoi, e non si dice preoccupato dall’infortunio di Draymond Green, uscito dalla Oracle Arena con una caviglia malmessa, le cui condizioni saranno rivalutate a giorni.

 

Draymond? Tornerà per i playoffsCosì Durant nel post garaIn fondo, i playoffs sono l’unica cosa che conta, qui. Giusto? Calo di concentrazione senza Harden? Non per me” Gli Houston Rockets hanno violato per la seconda volta in stagione la Oracle Arena, permettendosi addirittura il lusso di farlo privi di Chris Paul (la prima) e James Harden (sabato).

 

La sconfitta “ad un bicipite femorale” di distanza nelle Finali della Western Conference 2018 ha abitato gli incubi degli Houston Rockets per l’intera stagione, per ammissione di Daryl Morey, GM dei texani. Kevin Durant e compagni non daranno alcun peso alle tre sconfitte patite in stagione dai rivali, oggi indietro in classifica e a due sole gare dall’ottavo posto dei Los Angeles Clippers, nella più classica delle classifiche corte.

 

Is This Something? Warriors e Rockets si affronteranno una quarta volta il prossimo 13 marzo, a Houston. I playoffs si avvicinano, la corazzata Warriors sarà pronta nonostante una regular season fin qui giocata a strappi, gli Houston Rockets avranno il vantaggio di non aver nulla da perdere, e la consapevolezza di quel 3-2.

I Rockets stendono gli Warriors, caviglia KO per Green, Cousins fatica: “Processo lungo, devo fare meglio”

Golden State Warriors, infortunio per Draymond Green. L’ex Miglior Difensore dell’Anno ha riportato un infortunio alla caviglia sinistra durante il quarto periodo della sfida della Oracle Arena di Oakland tra i padroni di casa Warriors e gli Houston Rockets.

 

Con circa 8 minuti ancora da giocare, Green è ricaduto sul piede del compagno di squadra DeMarcus Cousins. Dopo essere rimasto a terra dolorante per alcuni attimi, il giocatore è stato aiutato dai suoi compagni e dallo staff medico degli Warriors a raggiungere gli spogliatoi.

 

Green non è più ritornato in campo, ed i Golden State Warriors sono stati sconfitti per 118-112 da degli Houston Rockets privi di James Harden (fuori per un fastidio al collo). Per Draymond Green 4  punti, 4 rimbalzi e 3 assist in 24 minuti di gioco.

 

 

Chris Paul il migliore in campo per i suoi Rockets. 23 punti e ben 17 assist per l’ex giocatore dei Los Angeles Clippers, che in assenza Harden trova il supporto decisivo di Kenneth Faried (doppia-doppia da 20 punti e 10 rimbalzi) P.J. Tucker (18+10) ed Eric Gordon, che chiude con 25 punti la sua gara.

 

Infortunio per Draymond Green, coach Kerr: “Ne sapremo di più domani”

 

Non c’è grande preoccupazione in casa Golden State Warriors sull’infortunio per Draymond Green.

 

Nel post gara, Steve Kerr ha parlato di una “leggera storta”, in attesa di ulteriori esami sulla caviglia infortunata.

 

Ho parlato con Dray (Draymond Green, ndr) dopo la partita, mi ha detto che già nel primo tempo si era leggermente girato la stessa caviglia. Sembra solo una storta, vedremo. Non sembra nulla di serio ma aspettiamo di saperne di più domani (domenica, ndr)”

 

Così il diretto interessato:

 

Si, mi ero fatto male già nel primo quarto, poi sono atterrato sul piede di DeMarcus (Cousins, ndr) e ho aggravato la cosa. Ora fa un po’ male ma non ci saranno problemi, sto bene

 

La sconfitta pone fine ad una striscia positiva casalinga di cinque gare per i Golden State Warriors. Kevin Durant è il topo scorer di serata con 29 punti, Stephen Curry ne aggiunge 25 con 9 rimbalzi e 7 assist. Doppia doppia da 13 punti e 14 rimbalzi per DeMarcus Cousins, che accumula però ben 6 palle perse:

 

E’ dura. Ora come ora mi trovo in quella terra di mezzo in cui sto ancora cercando di ritrovare il vero me stesso, mentre nel frattempo so che gli avversari sfrutteranno questa cosa contro di me. Nessuno sarà paziente con me solo perché sono rimasto fuori un anno, lo so bene. Devo solo scendere in campo, dare il meglio di me e continuare a lottare su ogni possesso. E’ un processo lungo, ma niente scuse

 

 

9.8 punti e 7.4 rimbalzi in 21 minuti di gioco per DeMarcus Cousins nelle ultime quattro uscite Warriors. Abbastanza curiosamente, nelle partite finora disputate “al completo” dai Golden State Warriors, il quintetto da 5 All-Star Curry-Thompson-Durant-Green-Cousins ha registrato un parziale di -1 in punti segnati rispetto agli avversari. Nelle ultime 5 partite giocate assieme, lo scarto totale parla invece di un -36.

 

Gli avversari cercano di attaccarmi su ogni pick and roll, ovviamente. Devo farmi trovare più pronto ed evitare assolutamente i problemi di falli (…) (lo staff medico della squadra, ndr) mi ha avvisato sin dal primo giorno in cui sono arrivato qui: ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni. Ora non è un periodo buono fisicamente per me, ma dopo ogni tempesta torna sempre il sole. Ogni partita però mi sento sempre meglio, ora ho più fiducia su movimenti che all’inizio facevo fatica mettere in pratica. Stasera non ho fatto una buona partita ma rimango positivo

 

– DeMarcus Cousins –

 

Rockets, D’Antoni: “Chris Paul salterà i back-to-back fino al termine della stagione”

La condizione fisica di Chris Paul è sempre un’incognita in casa Houston Rockets visto che il playmaker, dall’infortunio nelle scorse Finals, ha avuto problemi fisici con grande continuità. CP3 ha difatti saltato 17 gare consecutive, tornando disponibile solo nelle ultime settimane, ed il suo fisico dovrà essere sapientemente gestito se la franchigia texana vuole nuovamente arrivare in fondo ai playoff.

Chris Paul: le parole di D’Antoni su CP3

A parlare di questa situazione è stato il coach di Houston, Mike D’Antoni, che ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni a Jonathan Feigen del Houston Chronicle“Con tutta probabilità CP3 salterà i back-to-back da qui al termine della stagione. Fortunatamente ce ne mancano soltanto quattro alla fine della regular season quindi non è un grosso problema. Vedremo comunque come si comporterà il suo fisico e quello che mi dirà Jason (Biles, il preparatore atletico dei Rockets) e prenderemo una decisione”.

Dal suo ritorno in campo Chris Paul ha collezionato 3 presenze tenendo una media di 14 punti e 7 assist a gara, tirando col 53.3% dal campo e col 35.3% da oltre l’arco. In queste tre apparizioni, però, i Rockets hanno collezionato soltanto una vittoria. Infatti, il successo di questa notte contro gli Utah Jazz (125-98 il punteggio in favore dei texani, ndr), è arrivano senza il play, e senza Capela, grazie all’ennesima prova monstre di James Harden capace di firmare 43 punti, 12 rimbalzi, 6 recuperi, 5 assist e 4 stoppate, tirando 12 su 22 dal campo.

 

 

Houston sorride: Chris Paul tornerà in campo domenica contro i Magic

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Buone notizie per Mike D’Antoni e gli Houston Rockets visto che il ritorno di Chris Paul è fissato per domenica. Contro gli Orlando Magic, dunque, tornerà finalmente sul parquet il playmaker che tanto è mancato ad Harden in questo periodo davvero difficile per la franchigia texana che però ha definitivamente issato in cima alla corsa all’MVP la stella del Barba che sta provando in tutti i modi, a suon di prestazioni monstre, a trascinare i compagni.

Tornando a CP3, il giocatore sembra aver finalmente messo alle spalle il problema al bicipite femorale che lo ha tenuto a lungo lontano dai campi. Coach D’Antoni ha già dichiarato a Mark Berman della Fox 26 di Houston, che Paul non giocherà prima di domenica contro i Magic.

Ritorno Chris Paul: CP3 e Houston rivedono la luce

Sono ben 16 le gare perse da Chris Paul per questo infortunio ma la luce del tunnel è prossima ed il suo ritorno in campo ridarà il giusto sprint a Houston. I Rockets saranno chiamati nelle prossime partite a recuperare le gare perse per strada per tornare nei piani alti della Western Conference.

Il record dei texani recita un 5-5 nelle ultime 10 gare disputate, davvero deludente soprattutto se comparato alla scorsa annata, ma l’assenza di un leader tecnico come CP3 è una scusante che ci può stare. Attualmente la squadra di coach D’Antoni ha 27 vittorie e 20 sconfitte che valgono il quinto posto ad Ovest, con pochissimo margine sulle agguerrite inseguitrici.

Paul ha collezionato in questa regular season appena 26 presenze tenendo una media di 15.6 punti, 8 assist e 4 rimbalzi, senza dimenticare i 2.1 recuperi a gara in 33.2 minuti giocati.

 

 

 

Rockets, Carmelo Anthony fuori dalle rotazioni e scontento: “Mike D’Antoni preferisce Gary Clark”

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L’opinione diffusa tra i giocatori degli Houston Rockets è che Carmelo Anthony non tornerà a vestire la maglia della franchigia texana.

L’avventura di Melo alla corte di James Harden sarebbe quindi durata la bellezza di sole 11 partite, come riportato da Tim MacMahon di ESPN.

Anthony ha saltato le ultime due uscite dei Rockets, a causa di un non meglio precisato “stato influenzale”. Nelle ore precedenti la palla a due tra Houston Rockets e Indiana Pacers nella serata di domenica, si è diffusa la voce che Carmelo ed il front office stessero valutando una risoluzione del contratto annuale che lega l’ex NY Knicks ai Rockets.

Daryl Morey: “Su Carmelo Anthony solo voci, valutiamo”

GM Daryl MoreyNel tentativo di frenare le speculazioni, il GM di Houston Daryl Morey è intervenuto per smentire la notizia che la franchigia stesse – di fatto – scaricando Anthony.

Morey ha dichiarato di voler “valutare ogni opzione disponibile per migliorare la squadra”, ed ha aggiunto che si aspetta che Melo torni a disposizioni di coach Mike D’Antoni quanto prima, come riportato da NBAPassion.com.

Dopo la sconfitta subita dagli Houston Rockets sul campo dei San Antonio Spurs nella serata di sabato, Carmelo Anthony ed il front office avrebbero avuto un colloquio incentrato sull’attuale posizione e ruolo dell’ex OKC Thunder all’interno delle rotazioni e dei piani di D’Antoni.

Le voci su Anthony sono ingiuste. Oggi sono qui a parlare con voi perché ci sono stati rumors ed indiscrezioni su Melo che non corrispondono a verità, nelle ultime ore e soprattutto perché siamo appena alla decima partita, o poco più. L’approccio e la professionalità di Anthony sono stati fin qui perfetti, nei confronti della squadra e dello staff tecnico. Melo ha accettato qualsiasi ruolo gli venisse affidato, che fosse uscire dalla panchina o altro. La squadra sta faticando, ora, ed il mio lavoro consiste nel porre rimedio a tale situazione. Nessuno di noi, dal primo al’ultimo, sta facendo bene, ora come ora. Valuteremo qualsiasi opzione disponibile

– Daryl Morey su Carmelo Anthony –

Morey ha poi aggunto: “Carmelo ci ha confermato in questi due mesi tutte le buone intenzioni con cui abbiamo proceduto all’accordo quest’estate. E’ semplicemente ingiusto buttare tutta la colpa su un giocatore solo. Posso capirlo, visto che stiamo parlando di un futuro hall-of-famer, ma rimane una cosa ingiusta“.

Carmelo Anthony, Chris Paul: “Melo è un fratello per me”

La star dei Rockets Chris Paul, grande amico e sponsor in estate di Carmelo Anthony, ha appoggiato pubblicamente il suo compagno dopo la partita tra Houston e Indiana:

Melo è stato perfetto sin qui” Racconta Paul “Lui è come un fratello per me, sai cosa intendo? Non m’importa cosa la gente dica di lui ora, Melo è stato perfetto dal primo giorno. Vedremo cosa accadrà“.

Fonti vicine agli Houston Rockets – e riportate da MacMahon – svelano come i Rockets stiano lavorando ad un accordo di buonuscita con Carmelo Anthony, che potrebbe concretizzarsi forse già nella giornata di lunedì.

In 10 partite disputate con la maglia degli Houston Rockets, Carmelo Anthony ha tenuto una media di 13.4 punti e 5.4 rimbalzi a partita, col 40.5% al tiro, prevalentemente in uscita dalla panchina.

Daryl Morey ha confermato che Anthony tornerà in campo “una volta rimessosi e tornato in forma”.

Carmelo Anthony sarebbe dunque scontento del suo ruolo a Houston, ed avrebbe percepito l’intenzione di Mike D’Antoni e Morey di affidarsi – almeno per il momento – ad altri giocatori per tentare di invertire la rotta per gli Houston Rockets.

L’undrafted rookie Gary Clark da Cincinnati ha giocato 32 minuti nella vittoria Rockets di domenica contro gli Indiana pacers. Per Houston, oltre a Anthony, out anche Green, Carter-Williams e Nenè. “DNP” per Marquese Chriss.

 

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Houston Rockets: what’s going on?

Houston Rockets

L’altalenante quanto inaspettata partenza degli Houston Rockets mette in evidenza varie problematiche interne che necessitano una risoluzione, sia sul piano tattico che a livello motivazionale. La franchigia texana, che ad inizio stagione era stata considerata come la prima forza ad ovest in grado di poter impensierire i ragazzi della Baia, ha registrato un record negativo dopo le prime 11 partite. Quattro vittorie e sette sconfitte non era infatti un avvio facilmente pronosticabile ad inizio ottobre. Tanto più se si tratta della squadra con il miglior record del 2017/18 (65-17). Risulta dunque lapalissiano che D’Antoni ed il suo staff debbano prendere provvedimenti affinché il team possa competere al livello che Space City merita. Cosa è andato storto in queste prime tre settimane? Di quali accorgimenti si stanno preoccupando giocatori ed allenatore durante questo percorso tortuoso?

Houston Rockets
Il primo violino di questi Houston Rockets: James Harden

Per svelare l’arcano occorre scavare in fondo, al fine di arrivare all’origine dei dilemmi che stanno sfibrando il team di Bayou City. Il management di Houston ha dovuto mescolare le carte quest’estate per poter mantenere i pezzi pregiati dello scacchiere. La franchigia texana ha fatto di tutto per poter trattenere coloro che erano risultati decisivi nella passata stagione al raggiungimento degli ottimi traguardi. Chris Paul e Clint Capela hanno dunque rifirmato a cifre non irrilevanti. In tal modo, restringendosi il cap disponibile, lo spazio per altri generosi contratti è divenuto pressoché nullo. Ed è così che non si sono potute esaudire le richieste di Trevor Ariza in scadenza di contratto.

Era ben risaputo che la partenza dell’ala attualmente in forza ai Phoenix Suns, così come quella di Luc Mbah a Moute, avrebbero potuto lasciare buchi difensivi nella corazzata guidata da D’Antoni. Da 106.1 di defensive rating, i Rockets sono passati a ben 108.9. Proprio per questo motivo, la scorsa settimana, il guru difensivo Jeff Bzdelik è stato richiamato alla corte di D’Antoni. Guardando la situazione nel complesso, tuttavia, Houston è scalata di sole quattro posizioni nella classifica attuale tra le migliori difese (da sesti a decimi), per via dell’incremento generale dei punti messi a segno da quasi tutti i team nella Lega. E’ proprio sotto questo aspetto che gli Houston Rockets stanno andando incontro ad una decrescita vertiginosa. Da primi per offensive rating e secondi per punti segnati nella stagione 2017/18, Clutch City è adesso il quarto peggior attacco della Lega con 102.8 PPG.

Per ben 4 volte Houston ha messo a tabellino meno di 90 punti. L’head coach italo americano è il primo a non apprezzare ciò che i suoi ragazzi stanno esprimendo in campo offensivamente definendolo uno “schifo” e al di sotto delle sue reali potenzialità. Anche James Harden e Chris Paul sono di identiche vedute a riguardo, ed essendo i diretti interessati i due leader dello spogliatoio non possono mancare le autocritiche. La media punti (16.3) e le percentuali dal campo di quest’ultimo (38,5% totale, 29,4% da 3 punti) sono inammissibilmente al di sotto delle sue reali capacità.

Houston Rockets
Chris Paul, complice di questo zoppicante inizio

Lo stesso dicasi per Carmelo Anthony, il quale recentemente ha avuto modo di discutere con la dirigenza il suo ruolo all’interno del team. In alcuni match il nuovo innesto in casa Rockets sembra trovarsi a suo agio nell’attacco di D’Antoni, potendo dare il suo contributo nel secondo quintetto con isolamenti efficaci e conclusioni fuori dall’arco di buona fattura. Ma ciò si è verificato in solamente 1/3 delle partite disputate dall’ala ex OKC questa stagione. Proprio nel match contro il suo recente passato, Melo sembra essere stato abbattuto dai suoi vecchi fantasmi, concludendo l’incontro con un misero canestro messo a segno su ben 11 conclusioni (0-6 nelle conclusioni da tre punti). Vari opinionisti e giornalisti statunitensi stanno mettendo in discussione la scelta del GM Daryl Money di aver portato il numero 7 a Space City quest’estate. “Date un’occhiata al loro roster. Melo non c’entra niente con quel contesto”, ha affermato recentemente Jason Terry a riguardo. Ancora più pesanti le parole di Richard Jefferson, il quale pensa che Hoodie Melo dovrebbe iniziare il suo “tour d’addio”.

I mattoni di Carmelo al Chesapeake Energy Arena

L’involuzione offensiva di questi Houston Rockets è una malattia affettiva che si sta propagando fino a coinvolgere ogni singolo scorer all’interno del team. Anche Eric Gordon è stato difatti contaminato. La guardia nativa di Indianapolis nelle 7 partite giocate fino ad adesso ha provato la conclusione mediamente 17 volte (3 in più rispetto alla passata stagione). Da un 42,8% è passato ad un modesto 33,3% dal campo (23,2% da oltre l’arco).

A prescindere dalle prestazioni dei singoli, complessivamente i biancorossi stanno andando incontro ad una flessione convulsa nelle percentuali dal campo. Nonostante gli schemi offensivi dei Rockets siano rimasti sostanzialmente invariati sotto il credo dantoniano del 7 second or less, Houston è passata da un 36,2% nelle conclusioni oltre dall’arco, ad un esiguo 31,7% (terzo team peggiore della Lega). Il Barba & co. sono inoltre il team meno preciso della Lega in assoluto (41,3% di FG%). Chris Paul si è recentemente addossato parte delle colpe ai microfoni di ESPN. La point guard ex Clippers sa che può e deve giocare meglio e che il suo team ne può risentire positivamente in tal senso.

 Il nervosismo di Chris Paul causa un evitabile tecnico

Questi fattori tendono ad influenzare negativamente l’umore all’interno dello spogliatoio. L’armata di D’Antoni ha da sempre potuto vantare un gioco divertente e concreto che trovava la propria sintesi nella pioggia di triple che sera dopo sera metteva a segno per annichilire i diretti avversari. La Houston che si è vista la passata stagione è tuttavia solo una lontana parente della squadra di quella che stiamo avendo modo di contemplare quest’anno. “Dobbiamo iniziare ad imporre la nostra volontà e la nostra andatura”, ha detto il coach Mike D’Antoni, aggiungendo che “molto dipende dalle nostre energie mentali”.

Per poter veramente ribaltare la situazione attuale il Barba e compagni dovranno dunque necessariamente concentrarsi di più e far tesoro dei molteplici errori che stanno commettendo in questo avvio di stagione. La tenuta mentale è la chiave per riuscire a compiere questo passo decisivo. Uscendo da questo purgatorio, gli Houston Rockets potranno alla fine guardarsi indietro e affermare che tutto ciò gli sarebbe solamente servito per trovare la spinta giusta per poter aspirare in grande.

Mike D’Antoni: “Rockets, non crediamo abbastanza in quello che stiamo facendo”

No Russell, no Problem. Thunder-Rockets si chiude con un trionfo per i padroni di casa.

Gli Oklahoma City Thunder battono nettamente gli Houston Rockets, seppur ancora privi di Russell Westbrook, ancora in borghese in panchina con i suoi compagni dopo l’infortunio alla caviglia di martedì notte.

Alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City finisce 98-80 per i padroni di casa. I Thunder schierano Dennis Schroeder al posto di Westbrook, per Houston out Eric Gordon per un problema alla coscia destra.

Nel primo quarto, chiuso sul 19-29 per OKC, Capela soffre il peso di Steven Adams sotto i tabelloni (9 punti per il Kiwi nella prima frazione) e la difesa di Houston concede spazio a Terrance Ferguson, che segna 8 dei suoi 14 punti finali nei primi 12 minuti.

James Harden commette il secondo fallo presto sul cronometro del primo quarto e va a sedersi in panchina. L’attacco dei Rockets risente dell’assenza dell’MVP e si ferma, Houston non va mai a bersaglio da tre punti (11 su 42 finale), Chris Paul e Carmelo Anthony non riescono ad incidere sul match offensivamente.

OKC tocca il massimo vantaggio in chiusura di secondo quarto (59-45). Houston colleziona palle perse (4 per il solo Harden) e Carmelo Anthony non ha ancora segnato il primo punto della sua partita.

Thunder-Rockets, Mike D’Antoni: “Houston, abbiamo un problema”

La partita è virtualmente finita dopo soli 24 minuti.

Paul George tira con percentuali pessime (7 su 21 dal campo a fine gara per lui), ma cattura 11 rimbalzi e distribuisce 6 assist, e ci aggiunge ben 6 recuperi difensivi.

Free agency NBA: 5 giocatori che avrebbero dovuto cambiare squadra17 dei 20 punti finali di George arrivano nel solo primo tempo (sua la tripla del massimo vantaggio OKC).

I Rockets non fanno mai canestro, Anthony non si scuote (2 punti con 1 su 11 dal campo per Melo) e Houston sprofonda a -20 dopo la terza frazione di gioco.

Coach Mike D’Antoni si trova nel post partita da analizzare i problemi offensivi di una squadra capace di guidare la NBA per punti per 100 possessi (114.0) la stagione corsa.

Gli appena 80 punti segnati contro OKC (minimo stagionale) valgono per la terza partita sulle dieci sinora disputate chiusa con meno di 100 punti a referto.

Il nostro attacco è anemico, davvero brutto. Li abbiamo tenuti sotto i 100 punti, ma non abbiamo mai segnato. Non so perché accada, forse non crediamo abbastanza in ciò che stiamo facendo… no so. Però dobbiamo scoprire perché, dobbiamo rimetterci al lavoro e trovare risposte in fretta. Il nostro attacco ora come ora è pessimo (…) non segnamo da tre punti? Si, ma ad inizio partita abbiamo sbagliato due o tre layup facili (…) dobbiamo ritovare ritmo, fiducia in ciò che facciamo, energia e gioia di giocare (…) creiamo anche dei buoni tiri, ci sono momenti in cui la palla gira, ma per qualche motivo… iniziamo a sbagliare e ci demoralizziamo… c’è da lavorare parecchio”

.- Mike D’Antoni dopo Thunder-Rockets –

James Harden: “Dobbiamo tirarci fuori dalle difficoltà”

Chris Paul si assume le responsabilità della sconfitta, e della scarsa prestazione offensiva della squadra. CP3 ha chiuso con 10 punti (4 su 11 al tiro), 5 assist e 5 palle perse.

Buona parte del problema è: non ha mai fatto canestro. Vedere entrare qualche tiro ci avrebbe aiutato, probabilmente“.

Dello stesso avviso James Harden:

E’ dura. Qualsiasi giocatore finirebbe per complicarsi la vita se vedesse dei buoni tiri uscire uno dopo l’altro. Dobbiamo aiutarci a vicenda e tirarci fuori dalle difficoltà in cui ci troviamo oggi, ritrovare energia e rimanere positivi

– James Harden dopo Thunder-Rockets –

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Chris Paul scuote Houston: “Difesa, transizione e carattere, oggi i veri Rockets”

Chris Paul assist-Houston Rockets

Houston Rockets ancora senza James Harden, ma finalmente vincenti grazie alle grandi prestazioni di Chris Paul e Carmelo Anthony.

I Rockets battono i Nets 119-111 al Barclays Center di Brooklyn.

Houston ritrova ritmo offensivo (lo “swag”, come lo ha definito Mike D’Antoni), segna 15 tiri da tre punti (su 39 tentativi) e raddrizza nel secondo tempo una partita che li aveva visti sotto nel punteggio anche di 13 punti nella prima frazione di gioco.

Ancora fuori Harden, rientra però James Ennis III che ritrova il quintetto base. Anthony slitta nell’ormai consueto ruolo da sesto uomo e gioca una partita offensivamente perfetta.

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28 punti in 30 minuti sul parquet, con 9 su 12 al tiro e 6 tiri da tre punti mandati a bersaglio. Chris Paul ci aggiunge 32 punti (20 nel solo primo tempo), con 7 rimbalzi e 11 assist.

Clint Capela gioca una delle sue migliori partite stagionali, e chiude con 22 punti, 13 rimbalzi e 5 assist.

I Brooklyn Nets (3-6) perdono invece la quarta delle ultime cinque partite giocate. Per i padroni di casa, ancora un ottimo Caris LeVert (29 punti alla fine per lui), mente Jarrett Allen soffre la mobilità di Clint Capela per tutto il match.

Chris Paul: “Si gioca ai 120 ogni sera, bisogna difendere”

Gli Houston Rockets hanno tenuto prima della partita una riunione a porte chiuse alla presenza dei soli giocatori, come riportato da Ian Begley di ESPN.

Chris Paul ha chiesto ed ottenuto dallo staff di Mike D’Antoni un vis-à-vis con i suoi compagni, per spronarli dopo la partenza da incubo dei vice-campioni della Western Conference:

Ho solo detto: ora basta, lasciateci un momento da soli, abbiamo bisogno di parlarci perché insomma, quando è troppo è troppo. Abbiamo parlato come fa una vera squadra. Cosa intendiamo fare? Gli avversari ci segnano in testa ogni volta, dobbiamo lavorare di più in difesa

– Chris Paul ai suoi compagni –

Paul ha poi parlato della partita. CP3 ha in occasione di alcuni timeout continuato a parlare ai suoi compagni, facedo valere la propria leadership:

Vincere è meglio che perdere, sicuramente. Non importa chi giochi e chi no, gli infortuni… stiamo cercando di riportare la squadra sulla strada giusta (…) vincere le partite aiuta. L’inizio di stagione è stato difficile, ma ne ho viste tante in tutti questi anni, non è il caso di farsi prendere dal panico (…) oggi abbiamo creato buoni tiri, abbiamo difeso meglio e giocato in transizione. Quando difendiamo siamo difficili da battere, la nostra transizione offensiva è più efficace. In difesa ci siamo parlati, ci siamo gridati dietro… oggi nella NBA non puoi permetterti di non difendere, ogni sera si gioca ai 120 punti, rischi di essere travolto

– Chris Paul nel post gara tra Rockets e Nets –

Chris Paul ha segnato 32 punti, sostituendosi per una sera a James Harden, prossimo al rientro in campo:

Io e James (Harden, ndr) abbiamo giocato assieme solo due partite, fino ad ora. Io sono stato squalificato, lui si è infortunato. Abbiamo giocatori nuovi, Ennis è appena rientrato. Ci vuole un po’ di tempo (…) se vinceremo il titolo a fine stagione, guarderemo indietro a questo inizio di stagione e ci diremo: ‘tutto questo di ha reso più forti’. Se non sarà così, allora tutti diranno che la stagione era segnata già dall’inizio

Paul ha apprezzato soprattutto la ritrovata verve della sua squadra, al di là della vittoria: “Avrenmmo potuto mollare, sotto di 15 nel primo tempo. Non l’abbiamo fatto. Ciò significa più di una semplice vittoria. L’importante è reagire nel modo giusto“.