Portland Trail Blazers, è finale di Conference 19 anni dopo Rasheed Wallace

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Con la vittoria al Pepsi Center di Denver, i Portland Trail Blazers di C.J. McCollum sono diventati una delle 29 squadre nella storia dei playoffs NBA a trionfare in una gara 7 in trasferta.

29 su 133 “tentativi”. Gli ultimi a riuscirvi prima dei Blazers i Golden State Warriors, che si imposero al Toyota Center di Houston, ed i Cleveland Cavaliers vincitori al TD Garden di Boston, entrambe nel 2018.

L’ultima gara 7 disputata dai Portland Trail Blazers finì in una pesante sconfitta in finale della Western Conference contro i Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal, Kobe Bryant e coach Phil Jackson nel 2000. Quella sconfitta decretò la fine dei sogni di gloria per una squadra zeppa di talento (Rasheed Wallace, Damon Stoudamire, Steve Smith, Brian Grant ed un “attempato” Arvydas Sabonis) ma problematica, e che mai seppe ripetersi a simili livelli.

I Blazers sono riusciti nell’impresa di riaggiustare una serie compromessa dopo la disfatta di gara 5 a Denver, un 125-98 perentorio nella partita storicamente considerata “pivotal”, centrale per una serie di playoffs fissa sul 2-2.

Gli uomini di coach Stotts hanno violato due volte in quattro partite il quasi inespugnabile Pepsi Center di Denver, mostrando un carattere forgiato dalle recenti (e cocenti) delusioni che le ultime due post-season avevano riservato alla franchigia dell’Oregon.

Questo dice molto di cosa siamo diventati” Così Damian Lillard, autore di una partita difficilissima al tiro (3 su 17 per 13 punti) ma lucida sui due lati del campo, nonostante la pressione difensiva asfissiante dei Nuggets “Parla del carattere di questa squadra, e di questa organizzazione. Quattro anni rimaneggiammo la squadra ed in tanti fecero in fretta a scaricarci. Noi stessi, all’epoca, non potevamo sapere cosa il futuro ci avrebbe riservato, abbiamo cercato di instaurare un sistema virtuoso: lavorare duro, credere nel proprio compagno. Ci siamo riusciti, con lo sforzo di tutti“.

In caso di sconfitta, difficilmente “l’opinione pubblica” avrebbe risparmiato critiche a Lillard, che dopo un primo tempo da 1 su 12 al tiro ha avuto la presenza di spirito di affidarsi al caldissimo C.J. McCollum. A credere appunto nel proprio compagno di squadra.

Avere due giocatori così compatibili è un lusso” Coach Stotts si gode le sue due starEntrambi possono indirizzare una partita: Lillard in un modo, C.J. (McCollum, ndr) in un altro. Oggi Dame (Lillard, ndr) ha fatto fatica in attacco, ed ecco che McCollum ha saputo subentrare“.

Il protagonista di serata C.J. McCollum spiega nel post gara di aver ricevuto consigli preziosi da Errick, fratello maggiore e giocatore a sua volta in Europa (Efes Instanbul e Unics Kazan): “Non ti accontentare, trova i tuoi tiri dalla media distanza ed attacca il ferro”. Ed il prodotto di Lehigh ha eseguito: con Gary Harris e Torrey Craig spesso sulle piste di Lillard, McCollum ha attaccato senza sosta la marcatura di Jamal Murray, spezzato puntualmente i raddoppi dopo ogni pick and roll centrale e chiuso attaccando il canestro.

17 su 29 al tiro per McCollum, con soli 3 tentativi al tiro da tre punti ed un solo viaggio in lunetta: “C.J. era caldo, e quando lo vedo così faccio in modo di fargli avere il pallone, senza forzare soluzioni per me” Ancora Damian Lillard.

La grande serata dei Blazers è stata la grande serata di Evan Turner, veterano con alle spalle due gare 7 in carriera (Indiana Pacers e Boston Celtics), e che prima della palla due aveva raccolto la miseria di 3 canestri ed un solo tiro libero a bersaglio nell’intera serie. Con l’infortunio di Rodney Hood ed i problemi di falli di Zach Collins, coach Stotts si è affidato all’esperienza dell’ex Ohio State, che ha ripagato la fiducia con una prova da 14 punti, 7 rimbalzi e 8 su 9 ai tiri liberi in 19 minuti.

C.J. McCollum domina gara 7, Blazers avanti: “L’ho detto a Stotts, coach ci penso io”

I Portland Trail Blazers fanno l’impresa e vincono gara 7 in trasferta, C.J. McCollum è il trascinatore per gli uomini di coach Terry Stotts.

Al Pepsi Center di Denver, Colorado, Blazers-Nuggets termina 100-96.

per McCollum una partita da 37 punti e 9 rimbalzi in 45 minuti di gioco (17 su 29 al tiro). I Blazers sopravvivono alla serata offensiva da incubo di Damian Lillard, che chiude con 13 punti e 3 su 17 al tiro (anche 10 rimbalzi, 8 assist e 3 recuperi nella sua partita), grazie al prodotto di Lehigh, che nel secondo tempo chiude la porta in faccia a Nikola Jokic e compagni, colpendo con precisione la difesa dei Nuggets con una serie di canestri impressionante.

Per i Blazers ora i Golden State Warriors, che attaccheranno la finale della Western Conference privi di Kevin Durant, ma col vantaggio del campo. Per Portland la finale di conference 2019 sarà la prima dell’era Lillard-McCollum, e la prima dal lontano 2000 per la franchigia.

C.J. McCollum è il logico MVP di una gara 7 intensa, difficile per Jamal Murray (4 su 18 al tiro per 17 punti finali) e con un Nikola Jokic da 29 punti e 13 rimbalzi, ma che commette un errore importante dalla lunetta nei secondi finali di gara.

L’anno scorso? Ho tante motivazioni che mi spingono” Così McCollum nel post gara, intervistato da Doris Burke di ESPN “Vengo da Lehigh, sono il primo giocatore NBA a provenire da lì. Per me si tratta di dimostrare a ogni partita chi sono“.

Dame (Llllard, ndr)? E’ il cuore e l’anima della nostra squadra, ci guida e ci mostra la strada giusta. Oggi non abbiamo tirato bene da tre punti, ma lui ha visto che ero in ritmo ed ha fatto in modo che avessi il pallone. Ho detto a coach Stotts: ‘fatemi avere il pallone e lasciate fare, non possono marcarmi’ E’ andata bene“.

Nel terzo quarto, Rodney Hood – grande protagonista sin qui della serie per Portland – è stato costretto ad abbandonare la partita per un infortunio al ginocchio destro, dopo un contatto con Torrey Craig: “E’ bellissimo vedere quanto lavoro abbiamo messo quest’anno” Prosegue McCollum “Rodney (Hood, ndr), Zach (Collins, ndr), Evan Turner, tutti sono riusciti a fare la loro parte per questa squadra. Collins ha dato difesa, versatilità in attacco, lo abbiamo scelto per questo… Moe (Harkless, ndr) è stato grande nel secondo tempo“.

La vittoria di gara 7 contro i Denver Nuggets ha il sapore di una rivincita per la franchigia dell’Oregon.

I 17 punti di svantaggio recuperati da Portland (39-22 Denver con 7:26 da giocare sul cronometro del secondo quarto) rappresentano il massimo svantaggio recuperato da una squadra in una gara 7 di playoffs dai Los Angeles Lakers 2000, che rimontarono 16 lunghezze di scarto proprio ai Blazers, alle finale della Western Confererence.

Tra i 37 punti e le prodezze di serata di C.J. McCollum ve ne è una, che per un nativo dell’area di Cleveland come il prodotto di Lehigh ha un significato particolare: la stoppata in “rincorsa” inflitta al malcapitato Jamal Murray lanciato in contropiede.

Una stoppata simile alla celebre giocata con cui LeBron James cancellò un layup di Andre Iguodala a circa un minuto dal termine della settima partita di finale NBA tra Cleveland Cavs e Golden State Warriors, nel 2016.

Sono solo partito, alla LeBron” Racconta McCollum “Un omaggio al mio ‘compare’ LeBron dall’Ohio, è stata una versione mini della sua stoppata. Chiaramente non sono andati così in alto, ma è stata davvero una bella giocata, me la ricorderò per sempre. Anzi, credo che mi farò fare un bel poster da tenere“.

Lillard mantiene la promessa, Blazers e Nuggets vanno a gara 7

Dopo la sonora sconfitta incassata dai suoi Portland Trail Blazers in gara 5, Damian Lillard aveva promesso rivalsa in vista del sesto incontro della serie. Così in effetti è stato, e sul parquet amico la squadra dell’Oregon supera i Denver Nuggets per 108-119. Ora gara 7 andrà in scena domenica notte in quel di Denver, e varrà l’accesso alle Western Conference Finals.

A condurre i ragazzi di Coach Terry Stotts alla vittoria sono state tre grandi prestazioni. Due provenienti dal quintetto titolare ed una in uscita dalla panchina. Lillard, dopo qualche partita al di sotto dei suoi standard, torna a far registrare buoni numeri: 32 punti e 6/13 da tre; Cj McCollum si rifà dopo una pessima gara 5 e segna 30 punti, con +10 in plus/minus; Rodney Hood, infine, continua ad incidere a dovere in uscita dalla panchina, dopo i punti che erano stati decisivi negli overtime di gara 3, e ne mette a segno 25, tirando 8/12 dal campo e 3/4 da oltre l’arco. Degno di nota anche Zach Collins, che porta tanta energia dalla panchina ed è il primo Blazer a registrare 5 stoppate in una partita di Playoff, dopo Lamarcus Aldrige nel 2010.

A Denver non bastano i soliti Nikola Jokic, con 29 punti, 12 rimbalzi e 8 assist, e Jamal Murray, con 24 punti e il 50% da tre. I Nuggets ora si giocheranno tutto in casa, in gara7, come già successo contro i San Antonio Spurs, nel primo turno.

Lillard mantiene la promessa con un ottimo terzo quarto

La partita è stata combattuta nel primo tempo, con la squadra ospite anche spesso al comando. Tuttavia, nel terzo quarto, il numero 0 di Portland ha deciso di dare una scossa seria alle cose. I suoi sono andati in vantaggio a 4 minuti dalla fine del periodo e non si sono più guardati indietro fino al termine dell’incontro.

Come detto, Lillard aveva assicurato ai suoi tifosi che la serie Nuggets-Blazers non si sarebbe chiusa in 6 partite, ma che lui e compagni avrebbero forzato una gara 7. Così è stato. Royce Young, per ESPN, ha riportato le impressioni dei protagonisti della serie sull’impronta che la stella di Portland ha dato a questa partita.

Lo stesso giocatore ha commentato quei passaggi decisivi, nel terzo quarto di gioco:

“Sì, ho attaccato forte per far infuocare la folla e costringerli a chiamare un timeout. Sono stato dall’altra parte in queste situazioni, so che serve riunirsi e rifare gruppo con i timeout in questi casi in cui si va sotto. Per cui sì, puoi dire che cerco quei momenti con il mio gioco. (…) In quella situazione, a 9 minuti dalla fine del terzo periodo, non puoi certo già sconfiggerli, ma puoi infiammare la folla e costringerli a fermarsi e parlare tra loro, ed è un’ottima cosa.”

Anche il Coach avversario, Mike Malone, ha parlato delle giocate di Lillard che hanno deciso l’incontro:

“Si è trattato di una combinazione di varie cose. Di lui che ha capito molto bene il momento del match, e di noi che non l’abbiamo chiuso efficacemente in difesa. (…) Damian sa che è una situazione in cui bisogna vincere per sopravvivere, ed ha mostrato il mind-set che ti aspetteresti da un giocatore del suo calibro. Unisci la cosa con la nostra mancata fisicità in difesa, ed ecco che segna 6 triple. Per tutta la serie siamo stati bravi a negargli i tiri da tre, ma oggi invece è esploso segnandone tanti.”

Lo stesso leader dei Blazers ha infine espresso i suoi pensieri in vista della decisiva gara 7:

“Non bisogna pensarci troppo o renderla un fatto di grande, estrema, fondamentale importanza. Dovremo giocare a Basket, sarà sicuramente una partita importante sul loro parquet. Ma lì abbiamo già vinto in questa serie, sappiamo come dobbiamo arrivarci a livello mentale.”

Thriller a Portland, i Blazers superano i Nuggets soltanto dopo 4 overtime

Gara 3 della semifinale di Conference tra Portland Trail Blazers e Denver Nuggets verrà ricordata a lungo. Non si vedeva, infatti, uno scontro Playoff con 4 overtime dal lontano 1953, quando vi era stato l’unico precedente tra Boston Celtics e Syracuse Nationals. Questa notte, comunque, a spuntarla in una partita senza fine sono stati i Blazers, per 137-140. Ora Portland conduce la serie sul 2-1.

Per rendere un’idea di quanto debba essere stato faticoso per le due compagini, questa partita, invece dei canonici 48 minuti, ne è durata ben 68. I due “stakanovisti” della serata sono stati Nikola Jokic, rimasto in campo per 65 minuti, e CJ McCollum, per 60.

Entrambi sono stati fondamentali per le loro squadre: il centro dei Nuggets ha chiuso con 34 punti, 18 rimbalzi e 14 assist, mentre il numero 3 dei Blazers con 41 punti, 8 rimbalzi e 4 assist, di cui uno decisivo per la tripla che è valsa la partita di Rodney Hood.

Giocano tantissimo, per la squadra di casa, anche Damian Lillard e Enes Kanter. La stella di Portland chiude con 28 punti su un 1o/24 dal campo in 58 minuti, mentre il turco mette a referto 18 punti e 15 rimbalzi in 56 minuti, giocati nonostante i problemi fisici.

Ottimo l’impatto di Rodney Hood, che decide la partita dopo che Coach Terry Stotts sceglie di lanciarlo nella mischia per il quarto overtime. L’ex giocatore dei Cleveland Cavaliers chiude il match con 19 punti e 6/8 dal campo.

Blazers-Nuggets, storia da overtime

Dopo i quattro quarti regolari ed i primi due overtime, iniziava ad essere chiaro a giocatori e tifosi che questa partita sarebbe stata ricordata a lungo.

Le squadre entravano nel terzo supplementare sul 118-118. Dopo essersi scambiate canestri per tutto il periodo, come per il resto della gara, a 37 secondi dal termine Paul Millsap attacca in post Moe Harkless, segnando. Con 32 secondi rimasti i Nuggets erano avanti sul 129-125 e i giochi sembravano chiusi.

I Blazers avevano però altre idee: dopo il timeout chiamato da Stotts, Lillard penetra e segna un layup rapidissimo riportando i suoi a -2 a 29 secondi dal termine. 20 secondi dopo la palla è di nuovo in mano a Lillard e il punteggio ancora sul-2: il numero 0 attacca di nuovo il ferro e la pareggia a 8 secondi dalla fine. Jamal Murray non riesce a segnare la tripla decisiva dall’altra parte, e allora si va al quarto overtime.

Nel quarto supplementare torna in campo un uomo dalla panchina di Portland che deciderà la partita: Rodney Hood. A 50 secondi dal termine, sul 134-133, Hood segna in faccia a Murray e porta i suoi sopra di 1. Dopo un canestro da 2 di Millsap, a 27 secondi dal termine, i Blazers sono sotto 136-135. McCollum attacca, sbaglia il tiro, raccoglie il suo rimbalzo e riapre per Hood, che, smarcato oltre l’arco, segna un canestro da tre pesantissimo: 136-138.

Dall’altra parte, a 5 secondi dal termine, Jokic ha due tiri liberi da segnare per riportare le cose in parità. Tuttavia i 65 minuti di gioco e la relativa stanchezza lo tradiscono e il primo tiro libero non entra. Naufragano così le speranze dei Nuggets che vedono la partita chiudersi sul 137-140.

Le parole dei protagonisti

Tanto da dire in seguito a questo vero e proprio thriller cestistico.

Per Coach Mike Malone questa partita è diventata un “classico del basket istantaneamente dopo essere finita”. 

Nikola Jokic ha invece commentato la mole enorme di minuti da lui giocati:

“Onestamente in quei momenti non noti davvero da quanti minuti stai giocando, semplicemente provi a vincere la partita. Dopo la partita ovviamente mi rendo conto siano tantissimi, ma chiaramente non potevo uscire durante i supplementari”

Rodney Hood ha infine parlato del suo impatto nella partita:

“Mi sentivo molto bene, ero sicuro che se avessi avuto la possibilità di rientrare avrei potuto fare bene. Alla partita serviva energia e mi sentivo davvero bene quando sono tornato in campo per il quarto supplementare”

I Blazers pareggiano la serie con i Nuggets nonostante un Lillard spento, McCollum “Io e Dame ci capiamo”

I Portland Trail Blazers hanno subito risposto alla vittoria dei Denver Nuggets in gara 1. La squadra dell’Oregon ha infatti avuto la meglio in gara 2 per 97-90, riportando la serie in parità, in vista dello spostamento sul parquet amico per le prossime due uscite.

Portland è stata avanti, con un vantaggio confortevole, praticamente per tutta la partita, nonostante le difficoltà della sua stella e leader Damian Lillard. Il numero 0 si è infatti fermato a 14 punti, 5/17 dal campo e 1/7 da tre punti. Il merito è stato dei suoi compagni, in grado di farsi avanti per mettere a segno le giocate necessarie per la vittoria. E in particolare CJ McCollum è stato sempre in grado di prendere in mano le redini della squadra quando necessario.

Il compagno di backcourt di Lillard ha chiuso con 20 punti. Bene ancora il sorprendente Enes Kanter, con 15 punti e 9 rimbalzi, e l’utilissimo panchinaro Rodney Hood, con 15 punti in 27 minuti e un canestro da tre fondamentale a 2 minuti dal termine.

Non basta ai Nuggets il solito Nikola Jokic, che ha fatto registrare 16 punti, 14 rimbalzi e 7 assist. Non bene Jamal Murray, con un 6/18 al tiro e un 2/8 da oltre l’arco.

“E’ stata una vittoria di squadra”

Nel post-partita diversi membri dei Blazers hanno sottolineato l’importanza del gruppo nella vittoria ottenuta, come riportato da Jamie Hudson, per NBCSports.

Rodney Hood ha affermato:

“Ciascuno di noi si è impegnato. Quando hanno fatto una buona serie di punti, siamo rimasti uniti, anche quando non riuscivamo nemmeno a prendere un rimbalzo offensivo. E’ stata una vittoria di squadra, e dovremo continuare a fare affidamento l’uno sull’altro”

Damian Lillard, invece, dopo la sua serata no, ha speso belle parole per i compagni:

“In partite come questa devi giocare più duro dei tuoi avversari, devi volerlo più di loro, ma anche sperare che qualche giocata vada per il verso giusto. In queste partite è questo quello che ti serve, uno sforzo di squadra”.

Anche Nikola Jokic ha riconosciuto lo sforzo degli avversari:

“Non si è trattato solo di come hanno difeso su di me. Sono stati aggressivi tutto il tempo come squadra, come gruppo”

Infine, CJ McCollum ha parlato della connessione e dell’intesa che ha costruito con Lillard dopo 6 anni passati a giocare insieme:

“A volte io e lui parliamo, ma ormai dopo 6 anni si tratta di capirsi, anche dicendo poche parole. Entrambi capiamo quando l’altro è pronto per avere la palla e attaccare. Lui è questo tipo di giocatore, se vede che ho la mano calda me la passa, ma se sono io a vedere che è lui ad essere caldo gli dico semplicemente <Go to work>  (vai e fai quello che devi fare) “.

Portland Trail Blazers sul 3-1, McCollum: “Niente trash-talk, qui si gioca, se non hai una maglia Blazers…”

Preoccupiamoci solo di ciò che possiamo controllare” La ricetta di Damian Lillard per il 3-1 nella serie tra Portland Trail Blazers e Oklahoma City Thunder è stata questa. E si è dimostrata efficace.

Un secondo tempo da incubo al tiro per Russell Westbrook condanna i suoi Thunder alla sconfitta casalinga per 111-98 in gara 4. Le due star di OKC Westbrook e George combinano per un 13 su 42 dal campo che non lascia scampo, mentre Damian Lillard e C.J. McCollum segnano 51 punti in due e trovano prezioso aiuto da Al-Farouq Aminu (19 punti e 9 rimbalzi) e Moe Harkless (doppia doppia da 15 punti e 10 rimbalzi).

Dopo gara 3” Prosegue Lillard “In spogliatoio ci siamo detti che (i Thunder, ndr) avevano costruito il loro vantaggio in lunetta, e per gara 4 abbiamo deciso di non pensarci, di non lamentarci con gli arbitri e pensare solo a noi stessi. Che gli arbitri avessero preso tutti i fischi che volevano, il nostro atteggiamento non sarebbe cambiato“.

Mentalità, la parola d’ordine di Damian Lillard in questa stagione in questo inizio di playoffs. La mentalità positiva che ha permesso agli uomini di coach Terry Stotts di superare lo shock subito un anno esatto fa, ed il grave infortunio di Jusuf Nurkic.

Non abbiamo voluto farci ‘tirare dentro’ dalla partita, protestare con gli arbitri o fare a gara a chi urlasse di più in campo” Ancora Lillard, che ha chiuso la sua gara con 24 punti e 8 assist, nonostante un inizio difficile al tiro “Ci siamo concentrati su come darci una chance per vincere la partita. Sono orgoglioso della nostra squadra“.

Il rivale diretto Russell Westbrook è incappato in gara 4 nel secondo tempo offensivamente peggiore della sua lunga carriera in post-season. Westbrook ha segnato un solo punto (0 su 7 al tiro) nei secondi 24 minuti di gioco, chiudendo con un plus\minus di -17 e tentando solo 3 tiri all’interno dell’area dei 3 secondi: “Posso entrare in area quando voglio, la loro difesa non me lo ha impedito. Ho solo cercato di fare la giocata giusta, trovare i tiratori, servire Steven (Adams, ndr) sotto canestro. Non devo tirare per forza per avere impatto sulla partita“.

L’aria della Chesapeake Energy Arena ha giovato ai tiratori dei Thunder, che hanno chiuso la partita con 15 su 40 al tiro da tre punti (dato comunque peggiore rispetto a gara 3) e supportato la volontà di Russell Westbrook di coinvolgere di più i compagni in attacco.

Ciò che è mancata nella quarta partita della serie a OKC è la consistenza delle due stelle della squadra. Un intempestivo infortunio alla spalla destra ha fin qui caratterizzato la seconda parte di stagione di Paul George (32 punti ma 8 su 21 al tiro in gara 4). L’ex Indiana Pacers sta viaggiando nella serie con un misero 37% dal campo (30.8% da dietro l’arco dei 3 punti), e quasi 4 palle perse a partita.

Come riportato da Royce Young di ESPN, nel secondo tempo i Portland Trail Blazers hanno cercato di staccarsi da Westbrook, sfidandolo al tiro e riempiendo l’area. Una scelta guidata in campo dall’assistente allenatore David Vanterpool, ex giocatore della Mens Sana Siena.

Siamo molto più maturi di un anno fa” Così l’MVP di serata C.J. McCollum, in grado di rintuzzare i tentativi di rimonta dei padroni di casa con tiri ad elevata difficoltà “Sappiamo superare i  momenti difficili. Stasera avevamo bene in mente il nostro obiettivo e non abbiamo permesso a niente e nessuno di mettersi in mezzo. Abbiamo deciso di non rivolgere la parola a nessuno che non avesse una maglia dei Blazers in campo, eseguire e vincere la partita“.

L’anno scorso, dopo la sconfitta al primo turno (contro i New Orleans Pelicans, ndr) ero in TV tutti i giorni. ‘I Blazers devono scambiare McCollum’, ‘Lui e Lillard non possono vincere insieme’ etc etc… Ce lo ricordiamo. L’anno scorso riuscii a d andare in Europa a vedere giocare mio fratello (all’epoca all’Anadolu Efes Instabul, ndr), quest’anno gli ho detto: ‘non credo che riuscirò venire stavolta’. Ora tocca a lui guardare me, di notte!

Lillard e compagni affondano i Thunder, gara 2 ai Blazers, McCollum: “Vivo per queste notti”

Blazers-Thunder.

Non si fermano i Portland Trail Blazers, vincono gara 2 contro gli Oklahoma City Thunder per 94-114 e si portano sul 2-0 nella serie. Un risultato che non in molti si aspettavano prima dell’inizio delle ostilità. La squadra dell’Oregon non era riuscita infatti a vincere nemmeno un partita del primo turno Playoff negli ultimi due anni.

Damian Lillard e CJ McCollum sembrerebbero aver compiuto finalmente il passo in avanti che gli mancava in Postseason. Entrambi stanno facendo molto bene sui due lati del campo. Lillard ha chiuso con 29 punti e 6 assist, conditi da 3 palle rubate e 2 stoppate, mentre il compagno di backcourt ha fatto registrare 33 punti. Entrambi tra l’altro con ottime percentuali, prendendo anche tiri molto difficili.

Nonostante tutti gli avessimo dato fiducia dopo gara 1, arranca ancora OKC. Paul George non sembra del tutto guarito, nonostante i 27 punti su 11/20 dal campo. Russell Westbrook, dalla sua, si fa chiudere troppo spesso quando è marcato da Lillard, un difensore, generalmente, non d’elitè, ma che nella serie sta facendo vedere ottime cose. Il playmaker dei Thunder ha chiuso con 5/20 dal campo e 6 palle perse.

Due facce della medaglia: Portland estatica, OKC ancora rimandata

Gli umori in casa Blazers sono alle stelle: contro i pronostici di molti hanno difeso al meglio il fattore casalingo della serie e ora sono diretti ad Oklahoma City in vantaggio di 2-0. Dovessero vincere anche gara 3 metterebbero un’ipoteca serissima sulla serie.

CJ McCollum ha commentato così l’incontro:

“Adoro queste partite, vivo per queste notti. Bisogna giocare così, in modo fisico, come se fossi al campetto o con i tuoi fratelli. Come se fossi davvero a casa tua. Bisogna volerle davvero certe partite, e noi l’abbiamo voluta. (…) Fisicamente sto bene, tornando da un infortunio è importante ritrovare il ritmo, e io lo sto ritrovando”

Dall’altro lato del campo, Westbrook non può dirsi ugualmente entusiasta dopo le deludenti prestazioni delle prime due gare. Come riportato da Royce Young, penna di ESPN, il numero 0 ha parlato così:

“Serve giocare meglio, a partire da me. Il modo in cui ho giocato stanotte è inaccettabile, mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta. Ma sicuramente farò meglio, per cui non sono preoccupato. Il mio compito è assicurarmi di continuare a uscire sul campo come leader e fornire una chance ai nostri di vincere”

Sempre Royce Young, riporta che Lillard ha messo a segno 9 triple in due gare, mentre l’intera squadra dei Thunder solo 10. Complice anche l’ottima difesa che il playmaker dei Blazers sta portando su Westbrook. A riguardo ha dichiarato:

“Non avevo scelta se non impegnarmi al massimo in questo. La loro squadra arriva solo dove arrivano lui (Westbrook, ndr) e George”

Blazers, Evan Turner come Clyde Drexler e vittoria n.50, McCollum: “Pronto per i playoffs”

La seconda tripla doppia consecutiva di Evan Turner spedisce i Portland Trail Blazers a quota 50 vittorie stagionali, non succedeva dalla stagione 2014\15.

Al Moda Center di Portland, Oregon, i padroni di casa si impongono per 116-89 sui Memphis Grizzlies. Per Turner una prova da 13 punti, 12 rimbalzi e 11 assist in 28 minuti d’impiego.

Enes Kanter e Damian Lillard aggiungono due doppie doppie da – rispettivamente – 21 punti e 15 rimbalzi e 20 punti e 10 assist, ed i Blazers risolvono la partita nella secondo tempo, dopo una prima metà equilibrata.

Non ho mai visto una cosa del genere” Così Damian Lillard sulla difesa a zona schierata da coach J.B. Bickerstaff nel primo tempo “Non è una cosa comune vedere così tanta zona in una partita NBA, non mi era mai capitato prima“.

Gli uomini di coach Terry Stotts limitano i Grizzlies a soli 10 punti segnati nel terzo quarto (24-10), e controllano la partita nel quarto periodo.

Una gara da ricordare per Evan Turner, ex seconda scelta assoluta dei Philadelphia 76ers nel 2010 e poi passato da Indiana Pacers e Boston Celtics prima di trovare casa in Oregon. Turner è diventato il secondo giocatore di Portland dai tempi del grande Clyde Drexler ha mettere a referto due triple doppie consecutive (Drexler riuscì nell’impresa nel 1989): “Sono contento soprattutto per le 50 vittorie della squadra, una cosa che in carriera non mi era mai riuscita prima“.

In una stagione caratterizzata da alcuni problemi fisici, Evan Turner ha sinora viaggiato a 6.6 punti, 4.4 rimbalzi e 3.8 assist a partita in poco più di 22 minuti di utilizzo. Dopo la vittoria casalinga di mercoledì, i Trail Blazers (50-28) occupano la quarta posizione solitaria nella Western Conference, a sola mezza partita di distanza dagli Houston Rockets (51-28).

Trail Blazers, C.J. McCollum torna ad allenarsi: “In campo per i playoffs”

Le buone notizie proseguono in casa Trail Blazers: la star C.J. McCollum, ai box dallo scorso 17 marzo a causa di uno stiramento muscolare, è tornato ad allenarsi con i suoi compagni. Per McCollum si avvicina dunque il ritorno in campo, come riportato da Casey Oldahl di NBA.com:

Sono in grado di fare quasi tutto quello che facevo prima dell’infortunio, in campo. Ora sto lavorando sulla forza e sul tono muscolare in sala pesi, faccio esercizi di allungamento salti, lavoro sui movimenti.. sto tornando rapidamente in forma, sarò pronto tra poco (…) si tratta di veder come il mio fisico reagirà nei prossimi giorni, siamo comunque in linea con la tabella di marcia

E’ possibile che i Portland Trail Blazers decidano di non schierare McCollum per le ultime quattro partite di regular season. Il prodotto di Lehigh viaggerà comunque con la squadra per la trasferta di Denver, Colorado, di venerdì.

La 50esima vittoria stagionale si rivela una buona notizia anche per lo sfortunato Jusuf Nurkic, che beneficerà del bonus da 1.25 milioni di dollari previsto dal suo contratto al raggiungimento della vittoria numero 50 in stagione, e per aver disputato almeno 70 partite (72 le gare giocate dal lungo bosniaco).

Damian Lillard: “Sono uno dei migliori giocatori NBA, è un dato di fatto”

lillard costole incrinate

Gara-2 del personalissimo tour di Damian Lillard e dei Portland Trail Blazers in assenza C.J. McCollum si chiude con una vittoria.

126-118 il risultato finale tra Blazers e Dallas Mavericks al Moda Center di Portland, Oregon. Un Lillard da 30 punti e 12 assist (una sola palla persa) rimette i suoi in assetto per puntare al quarto posto (minimo) nella Western Conference, ed al vantaggio del campo al primo turno di playoffs.

Partita sempre in controllo per i Trail Blazers, contro un avversario con nulla più da chiedere alla propria stagione, e nonostante la consueta prova di destrezza di Luka Doncic, autore di 24 punti e 6 assist (8 su 16 al tiro) in 29 minuti di impiego.

L’assenza di McCollum (le cui condizioni verranno rivalutate la prossima settimana) è per coach Terry Stotts l’occasione per fare esperimenti e mischiare le carte, in vista della post-season. Jake Layman completa il back-court di fianco a Lillard, dalla panchina minuti e tiri per Rodney Hood e Seth Curry (20 punti e 4 triple a bersaglio per il fratello di Steph).

La costante in casa Portland Trail Blazers ha un nome ed un numero di maglia: Damian Lillard, #0. Così coach Stotts nel post-gara: “Un’altra prova speciale per Damian, ha saputo controllare la partita da subito, ha approfittato degli spazi, segnato e servito al meglio i compagni“.

Così Lillard “Non è un questione di chi abbiamo di fronte. E’ questione di come vogliamo giocare, di disciplina, di fare le cose giuste, soprattutto contro le squadre più forti. Finché continueremo a fare le cose giuste e ad avere il giusto approccio mentale, continueremo a vincere tante partite, e a non ‘scivolare’ contro avversari che dovremmo battere“.

Damian Lillard: “E’ un dato di fatto, sono uno dei migliori giocatori NBA”

28.1 punti, 8.5 assist con il 48.1% al tiro ed il 40% al tiro da tre punti e 2.4 palle perse a partita le cifre delle ultime 10 gare di Damian Lillard. Dopo aver chiuso la stagione 2017\18 con la nomina nel primo quintetto assoluto NBA, e con una bruciante eliminazione al primo turno dei playoffs, una conferma a livelli d’elite nella quale il diretto interessato non ha mai nutrito dubbi.

Non mentirò, l’eliminazione dello scorso anno è stata una delusione che ho impiegato del tempo a smaltire. Oggi tutti ci sottovalutano, lasciamo che sia. Io cerco di usare ogni parola, ogni cosa come legna da ardere, per tenere acceso il fuoco. E’ una cosa che funziona e mi motiva, ho sempre giocato con la voglia di dimostrare il mio valore, i posti da cui provengo lo testimoniano. Cerco di non peccare di troppa fiducia, ma non ho problemi nel dire che oggi sono uno dei migliori giocatori della NBA. Qualcuno potrebbe sostenere il contrario? E come? Non si tratta di un’opinione, è un dato di fatto

La sconfitta dello scorso anno” Prosegue Lillard “E’ stata devastante, per me e per la squadra, ma credo sia stata un passaggio fondamentale ed obbligato per noi. Abbiamo avuto la nostra esperienza traumatica, ed ora dobbiamo dimostrare di essere pronti a rispondere, so che lo faremo. Io sono pronto alla battaglia

Blazers, stiramento per C.J. McCollum, condizioni rivalutate tra una settimana

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Buone notizie per i Portland Trail Blazers, scongiurato un infortunio serio per C.J. McCollum.

La risonanza magnetica cui si è sottoposto in giornata la star dei Blazers ha evidenziato uno stiramento del muscolo polipteo, all’altezza del ginocchio sinistro. Le condizioni del giocatore verranno rivalutate tra una settimana.

McCollum si era infortunato durante il terzo quarto della trasferta dei suoi Portland Trail Blazers all’AT&T Center di San Antonio. L’ex giocatore dell’università di Lehigh era franato a terra dopo una penetrazione a canestro, tenendosi il ginocchio sinistro dolorante. Una dinamica che aveva fatto temere il peggio per C.J. McCollum, giocatore vitale per le fortune degli uomini di coach Terry Stotts in vista dei playoffs.

C.J. McCollum aveva raggiunto gli spogliatoi aiutato dai compagni di squadra. Gli esami radiografici preliminari non avevano evidenziato danni strutturali, nonostante il dolore accusato dal giocatore nelle ore successive l’infortunio.

I Trail Blazers (42-27) sono al momento quarti nella competitiva Western Conference, ad una sola partita di distanza dagli Houston Rockets.

Blazers, infortunio per C.J. McCollum: “Il ginocchio fa male”, Una settimana di stop

Tremano i Portland Trail Blazers, la star C.J. McCollum è stata costretta ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo per un infortunio al ginocchio sinistro, durante il terzo quarto della sconfitta in trasferta contro i San Antonio Spurs.

McCollum è ricaduto malamente a terra dopo una penetrazione a canestro, tenendosi il ginocchio dolorante. Aiutato dai compagni a raggiungere la panchina, il prodotto di Lehigh è stato poi accompagnato negli spogliatoi per essere sottoposto a radiografia, che non ha evidenziato problemi.

Così C.J. McCollum dopo la gara:

Non posso dire molto di più se non che fa male. Non ho sentito ‘crac’ o cose del genere, ma il ginocchio fa male e non è a posto. Succede, non è una bella sensazione (…) sono atterrato dopo un lay-up, e mi sono girato il ginocchio. Farsi male in questo momento della stagione non è esattamente l’ideale, non posso farci nulla ora come ora, solo aspettare e vedere. Riesco a camminare ma bisogna vedere di che cosa si tratta. Non saprei dire di più, dalle immagini si è visto poco

Il ginocchio m fa male, comunque” Continua McCollum “Non so dire esattamente dove, forse la parte laterale, forse no. So solo che non è a posto“. La guardia dei Portland Trail Blazers si sottoporrà a risonanza magnetica già nella giornata di domenica, al rientro della squadra in Oregon.

Così il compagno di squadra e di reparto Damian Lillard: “Brutto colpo. Per lui e per la squadra, l’ho visto a terra ed ho subito capito che non fosse una cosa da poco. Di solito, dopo una caduta del genere lo vediamo sempre rialzarsi e rimettersi in piedi da solo, stavolta no. Spero sia tutto OK“.

All’AT&T Center di San Antonio, i Trail Blazers hanno perso per 108-103. Agli ospito non sono bastati i 34 punti di Damian Lillard e la doppia-doppia da 24 punti e 16 rimbalzi di Jusuf Nurkic.

In attesa di conoscere entità dell’infortunio e tempi di recupero per C.J. McCollum, i minuti della star dei Blazers saranno coperti dal neo-acquisto Rodney Hood e da Seth Curry. L’infortunio di McCollum priva i Trail Blazers di un giocatore da 21.5 punti e 4.1 rimbalzi a partita.

McCollum, uno degli “highlander” NBA per eccellenza ha giocato 309 delle 315 partite disputate dai Portland Trail Blazers nelle ultime quattro stagioni.

Solo uno stiramento per C.J. McCollum

La risonanza magnetica cui si è sottoposto in giornata la star dei Blazers ha evidenziato uno stiramento del muscolo polipteo, all’altezza del ginocchio sinistro. Le condizioni del giocatore verranno rivalutate tra una settimana.

Blazers all’ottava consecutiva in casa, Jazz travolti, coach Stotts: “Giorno di riposo extra per i ragazzi”

Lontano dalle sirene del mercato “di riparazione” di gennaio e febbraio, mai andato troppo di moda in Oregon, i Portland Trail Blazers continuano la loro solida e silenziosa stagione, affidandosi al consueto duo Dame LIllard-C.J. McCollum ed impartendo ai lanciati Utah Jazz una dura lezione.

 

132-15 il risultato al Moda Center di Portland per gli uomini di coach terry Stotts. Blazers privi di Jusuf Nurkic ma con un Meyers Leonard da 16 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 4 su 5 dalla lunga distanza.

 

 

I Trail Blazers chiudono la partita con un sontuoso 53.3% al tiro, e 16 triple mandate a bersaglio. 30 i punti a fine gara per un efficentissimo McCollum (12 su 17 al tiro, il primo errore dal campo arriva solo nel quarto periodo!), tutti i Blazers schierati da coach Stotts segnano almeno 2 punti.

 

La particolarità del calendario NBA ha portato Utah Jazz e Portland Trail Blazers ad affrontarsi per ben 4 volte in poco più di un mese (la prima il 21 dicembre scorso, 2-2 nella serie). Per coach Terry Stotts un fatto singolare:

 

Sembra quasi di essere i playoffs. Oggi ai ragazzi ho detto: ‘ormai dovremmo conoscere un bel po’ dei loro schemi, dovremmo sapere cosa vogliono fare’. Non è esattamente come affrontare una serie di playoffs, ma di certo partite così ravvicinate contro lo stesso avversario ti portano a conoscere meglio chi hai di fronte. La partita? Avevamo tre giorni di riposo in calendario dopo la gara, i ragazzi hanno voluto prendersi un giorno in più stasera

 

 

I Portland Trail Blazers segnano 45 punti nel solo primo quarto, 74 nel primo tempo (chiuso sul +15) e si fermano solo a metà quarto periodo, quando Damian Lillard (36 punti, 11 assist e 8 rimbalzi) si siede definitivamente in panchina e “rinuncia” ad inseguire la prima tripla-doppia in carriera:

 

Ci ho provato nel quarto quarto. Il coach mi ha lasciato in campo qualche minuto di più per permettermi di prendere i rimbalzi che mi mancavano, poco dopo però ho chiesto io di uscire. Non volevo fare quello che insegue la tripla-doppia a tutti i costi

 

– Damian Lillard –

 

La partita del Moda Center ha rappresentato un brutto stop per gli Utah Jazz (29-23), reduci da un periodo da 9 vittorie nelle ultime 10 gare ed ora al settimo posto nella competitiva Western Conference, ad una sola gara di distanza da San Antonio Spurs e Houston Rockets.

Per Portland (32-20) l’ottava vittoria casalinga consecutiva vale invece il quarto posto in solitaria, ad una sola partita di distanza agli Oklahoma City Thunder.