Damon Jones confessa: “J.R. Smith mi lanciò un’intera scodella di brodo… bollente!”

JR Smith Remigton

La sospensione di J.R. Smith dei Cleveland Cavaliers per “lancio di scodella di zuppa” è uno degli episodi più curiosi della stagione NBA 2017\18.

A seguito di un diverbio con l’allora assistente allenatore di coach Tyronn Lue Damon Jones, la guardia dei Cavs lanciò verso l’ex giocatore dei Miami Heat una scodella della zuppa (un brodo di pollo) da cui si stava servendo.

Ad un anno dal curioso incidente, che costò a Smith una partita di sospensione, Jones è tornato sull’episodio durante una recente puntata dello show di ESPN Jalen & Jacoby:

Per un po’ di tempo ho evitato di parlarne, ma è passato un anno e sia io che J.R. abbiamo voltato pagina, lui si è scusato… ma ora posso dirlo: Smith mi lanciò sia la sua scodella che del brodo. Ed il brodo era appena stato servito, quindi scottava da morire… io ero in piedi, c’era brodo ovunque, sul muro dietro di me, e quel brodo era davvero bollente!

Damon Jones ha poi specificato che dopo l’incidente i due non si sono parlati per tre mesi, fino alla fine della stagione (conclusa con un netto 0-4 in finale per mano dei Golden State Warriors, inaugurato da un altro grande “classico” di J.R. Smith sui tiri liberi finali di George Hill in gara-1).

Non ci siamo detti una parola per tre mesi, poi dopo una sconfitta J.R. è venuto da me e ci siamo parlati” Ha chiuso Jones. I motivi del lancio rimangono ovviamente noti ai soli protagonisti della vicenda. Damon Jones ha pagato assieme a Tyronn Lue il pessimo inizio di stagione 2018\19 dei Cleveland Cavs, squadra di cui l’ex point-guard dei Miami Heat ha fatto parte per quattro anni.

J.R. Smith è ancora formalmente un giocatore dei Cavs, sebbene sia stato allontanato di comune accordo dalla squadra lo scorso 20 novembre.

Cavs-Raptors, rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, tre partite di squalifica per Ibaka

Rissa alla Quicken Loans Arena di Cleveland tra Marquese Chriss, neo-acquisto dei padroni di casa Cavaliers, e Serge Ibaka dei Toronto Raptors, sul finale del terzo quarto di gioco della facile vittoria di Kevin Love e compagni.

126-101 il risultato finale tra Cavs e Raptors. I Cavaliers, guidati da un Collin Sexton da 28 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e 4 su 7 dalla lunga distanza mettono la freccia del sorpasso nel terzo quarto, chiuso con un parziale di 32-22, prima della rissa Ibaka-Chriss che chiude di fatto la partita.

Prova convincente dei Cleveland Cavs, che mandano l’intero quintetto in doppia cifra (doppia-doppia da 16 + 18 per Kevin Love, 19 di Cedi Osman e 16 con 7 rimbalzi per ante Zizic). Toronto riaccoglie Kawhi Leonard (25 punti e 9 rimbalzi in 31 minuti) ma si rivela troppo fallosa (24 falli di squadra) ed imprecisa al tiro da fuori (11 su 39 a fine gara).

Rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, le sanzione della NBA

Allo scadere del terzo quarto, col punteggio fissato sul 91-77 per Cleveland, i Raptors tentano una rimessa lunga da fondo-campo. Lottando per la posizione sotto canestro, Serge Ibaka e Marquese Chriss si allacciano, con l’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder che finisce a terra mentre il pallone termina fuori ed il tempo scade.

Dopo il mancato fischio arbitrale, Ibaka si alza di scatto e si dirige verso Chriss, girato di spalle, cingendolo per il collo e cercando di colpirlo. I due giocatori lottano per qualche secondo, mentre Ibaka cerca di colpire di nuovo l’ex giocatore dei Phoenix Suns con un destro, che per fortuna non va a bersaglio.

Arbitri e giocatori accorrono, separando i due. Ibaka viene allontanato e prende la via degli spogliatoi ancora prima che la sua espulsione diventi ufficiale. Dopo aver visionato l’accaduto con l’aiuto dell’istant replay, gli arbitri decretano la doppia espulsione per Serge Ibaka e Marquese Chriss.

I due giocatori erano già stati protagonisti di alcuni scontri di gioco nel corso della partita: durante il secondo quarto, Ibaka era finito a terra dopo una lotta a rimbalzo tra i due.

Come riportato da ESPN, e come visibile dalle immagini, è probabile che a scatenare l’ira del lungo dei Toronto Raptors sia stata qualche “parolina” di troppo di Chriss. Serge Ibaka, che già due stagioni fa era stato espulso a seguito di una rissa con Robin Lopez dei Chicago Bulls, e per un alterco con James Johnson dei Miami Heat nella stagione successiva, rischia una squalifica nell’ordine delle 3-5 gare.

Rissa Ibaka-Chriss, tre partite di sospensione per il lungo dei Raptors

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter nella serata di martedì, sarebbero tre le partite di sospensione per Serge Ibaka. Una sola partita di sospensione per Marquese Chriss.

Come riportato da Bobby Marks per ESPN, le tre partite di sospensione senza paga per Ibaka arriverebbero a costare all’ex giocatore degli Oklahoma Cuty Thunder sino 149mila dollari per ogni gara saltata.

Riconosciuto per Ibaka il ruolo di “istigatore” del confronto fisico tra i due giocatori, aggravato dai precedenti del lungo congolese di passaporto spagnolo. Una gara di sospensione per Chriss, colpevole di aver cercato di colpire Ibaka con un pugno.

Love e i Cavs vincono contro gli Orlando Magic. Fournier: “Brutta sconfitta”

Kevin Love è la pedina fondamentale per i Cleveland Cavaliers, come dimostrato da queste ottime partite.

Nelle ultime 3 partite il bilancio dei Cavs è di una sconfitta e di due vittorie. Indovinate in quale Love era assente? Esatto, nella sconfitta interna per 93-129 contro i Detroit Pistons. Il giorno prima i Cavs espugnano il Garden battendo 125-118 i Knicks, e stanotte sconfiggono in casa gli Orlando Magic per 107-93.

Questa notte Love segna 16 punti, accompagnati da 14 rimbalzi, e i pazzi Orlando Magic perdono una partita importantissima in chiave playoff. I Magic riescono, in seguito alla pausa dell’ All Star Game, nell’impresa di battere Raptors, Warriors e Pacers, perdendo però con i più umili Bulls, Knicks, e stanotte Cavs.

Cleveland vince grazie ad un ultimo parziale da 40-21, grazie anche a sette tiri da 3 punti messi a segno solo nell’ultimo periodo.

Love sta progressivamente migliorando dall’infortunio al piede dello scorso novembre che lo ha tenuto lontano dal parquet per mesi, ma è ancora inabilitato a giocare i back-to-back.

In seguito alla vittoria di stanotte, Love ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: Sto solo seguendo il piano. Ero molto entusiasta all’idea di tornare in campo dopo l’ All star break, tanto da voler giocare tutte le partite e non perderne neanche una, ma stiamo lavorando giorno per giorno. Per noi è stata una grande vittoria, contro una squadra che sta lottando per i Playoff”.

Evan Fournier: “È stata una brutta sconfitta”.

Dall’altra parte, non sono bastati i 28 punti con 13 rimbalzi, tirando 13 su 16 dal campo, di Nikola Vucevic per evitare la sconfitta.

D.J. Augustin ha aggiunto 19 punti alla causa Magic, che ora si trovano all’ottavo posto ad est, ma con un vantaggio davvero minimo sugli Charlotte Hornets e i Miami Heat.

In questa situazione, il coach di Orlando, Steve Clifford, ha tenuto un incontro importante con i giocatori dopo la partita, e ai giornalisti ha detto questo: Ogni partita conta allo stesso modo. Se non pensiamo questo, si tratta di una mentalità perdente e una totale mancanza di comprensione di ciò che è l’NBA”.

“È stata una brutta sconfitta”. Ha detto Evan Fournier: “Ci sentiamo come se fossimo troppo spaesati. Dobbiamo ancora crescere. Coach Cliff ci ha detto un sacco di cose dopo la partita”.

I Cleveland Cavaliers cercheranno di cedere JR Smith in estate

I Cleveland Cavaliers tenteranno di scambiare JR Smith durante la prossima estate. La notizia è stata riportata da Joe Vardon di The Athletic che ha dunque svelato il motivo per cui la franchigia dell’Ohio non ha tagliato la guardia.

 

Il 33enne ha collezionato soltanto 11 presenze in questa stagione, di cui 4 partendo nel quintetto titolare, uscendo di fatto dal progetto della squadra pur essendo uno dei veterani dopo l’addio in estate di LeBron James con destinazione Los Angeles Lakers. Le sue cifre recitano 6.7 punti, 1.9 assist, 1.6 rimbalzi con il 30.8% da oltre l’arco.

 

Trade JR Smith: i Cavs vogliono liberarsi del pesante contratto

 

Dopo la vittoria del titolo nel 2016, i Cavs decisero di far firmare a JR Smith un quadriennale da 57 milioni di dollari (forse, col senno del poi, non una grande idea). La prossima sarà l’ultima di questo accordo ma Cleveland dovrà pagare soltanto 3.9 milioni, a fronte dei 15.8 che costerebbe, se riuscissero a cedere il giocatore o a tagliarlo entro il 30 giugno.

 

L’addio è ormai scontato da molto tempo, soprattutto dopo che proprio JR rese noto il 1 novembre 2018 il desiderio di voler essere scambiato. Smith criticò infatti aspramente la decisione dei Cavaliers di voler “tankare” in questa annata: “Non credo che l’obiettivo sia vincere, l’obiettivo non è quello di uscire e cercare di ottenere il maggior numero di vittorie possibile”, disse il giocatore a Jason Lloyd di The Athletic. “Penso che l’obiettivo sia quello di sviluppare e perdere per ottenere le scelte della lotteria. Penso che sia sempre stato il piano”. 

 

Non solo perché JR Smith si dichiarò anche contrario ad un eventuale buyout: “Non voglio che la mia eredità venga ricordata così a Cleveland. Non penso che sia giusto per le persone che vedo ogni singolo giorno che girano per l’arena, non penso che sia giusto per gli istruttori oi ragazzi dell’attrezzatura … lo guardo in modo diverso da come sono scambiati. Mi piace la dichiarazione di essere comprato”.

 

A quel punto la deadline del 7 febbraio venne passata senza che succedesse nulla e, da quel momento, JR Smith non ha mai più messo piede in campo aspettando l’addio in estate. Difficile capire oggi chi potrebbe puntare su un veterano, molto discontinuo, come lui ma i Cavaliers faranno di tutto per liberarsi del suo pesante ultimo anno di contratto.

 

LeBron James: “Tra me è kyrie Irving è tutto OK, oggi Kyrie è più maturo”

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

LeBron James e Kyrie Irving hanno avuto i loro contrasti in passato, ma non hanno mai davvero litigato, come le brave coppie che in fondo si vogliono sempre bene.

James, oggi impegnato nel tentativo di raddrizzare la stagione dei Los Angeles Lakers dopo il fiasco Anthony Davis, è tornato a parlare dell’ex compagno di squadra Irving, in occasione di uno dei tanti eventi di contorno dell’All-Star Weekend di di Charlotte.

Alcune settimane fa aveva fatto notizia la telefonata con cui Kyrie Irving si era scusato con LeBron James per essersi comportato da giovane irrequieto e scalpitante ai tempi dei Cleveland Cavaliers, alle spalle dei tanti veterani in squadra.

Irving, oggi a sua volta veterano tra tanti giovani talenti in quel di Boston, ha “assaggiato” per la prima volta le responsabilità ed il peso di dover essere il leader di una squadra con ambizioni di titolo NBA. La nuova consapevolezza del campione NBA 2016 ha riavvicinato gli ex compagni di squadra James e Irving, come dichiarato dallo stesso LeBron:

Ho sempre voluto bene a Kyrie (Irving, ndr), da avversario prima, da compagno di squadra poi ed ancora oggi che siamo di nuovo avversari. Quella sua telefonata dimostra quanto Kyrie sia diventato più maturo… bisogna avere coraggio ed umiltà per ammettere le proprie responsabilità, o anche solamente per aprirsi e rivelare i propri sentimenti, bisogna essere uomini. Ci vuole maturità per ammettere di essersi comportato in un certo modo, o per tentare di ricucire uno strappo, per dire ‘ho sbagliato, pensavo di essere pronto per una certa cosa allora, ma non lo ero’ (…) Cosa ci siamo detti? Non ne parlerò, è una cosa tra noi, tra me è Kyrie è tutto OK

– LeBron James su Kyrie Irving –

Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.

Cleveland Cavs: Squadra più piratata del 2017/2018

JR Smith-LeBron lento

I Cleveland Cavs, lo scorso anno, non avranno vinto il titolo NBA, ma almeno un primato rispetto a tutte le altre squadre lo ha ottenuto. Secondo uno studio, infatti, l’ex team di James è risultata essere quella più seguita con lo streaming illegale durante il precedente campionato.

CLEVELAND CAVS: I DETTAGLI DELLA RICERCA

Secondo il sito Web Consumer Comparitech, infatti, negli ultimi anni vi è stato un aumento del pubblico medio televisivo NBA, nonostante l’evidente mancanza di competitività caratterizzante la lega americana. Tuttavia, al medesimo tempo, gli anni recenti hanno visto un’esplosione della pirateria in streaming, sopratutto mediante l’utilizzo del noto sito NbaStreams.com.

I Cavaliers, come già detto,risultano essere la squadra più piratata del 2017-2018. seguiti dai Boston Celtics, Golden State Warriors e Los Angeles Lakers. L’ordine delle squadre seguite in streaming, però, cambia per le partite in trasferta. In quest’ultimo caso, infatti, Golden State è al vertice tra le franchigie NBA, scavalcando i soliti Cavs. In fondo al gruppo, per entrambe le liste, si collocano come team “meno illegale” dello scorso anno gli Atlanta Hawks e i Dallas Mavericks.

Per quanto riguarda, invece, i match maggiormente piratati della regular season, la partita Celtics contro Cavaliers del 17 Ottobre 2017 è risultata essere  la più seguita. In quell’occasione, infatti, Cleveland andò ad affrontare uno dei suoi più grandi ex, ossia Kyrie Irving. Inoltre, sempre in quel contesto, accadde uno dei più raccapriccianti infortuni degli ultimi anni, cioè quello avvenuto allo sfortunatissimo Gordon Hayward.

 

L’aspetto che emerge in maniera lampante da questo studio è l’enorme mole di visualizzazioni che LeBron James, stella della franchigia lo scorso anno, ha portato con sé in dote. Pur avendo espresso, infatti, un gioco a tratti inadeguato, i Cavaliers sono stati comunque il team più visto della lega americana, con mezzi leciti o meno. Il tutto, ovviamente, grazie alla stagione stellare vissuta da The Chosen One.

Ora, però, il Re è approdato in California, nell’organizzazione sportiva forse più mediatica del globo. E’ presumibile, dunque, che in cima a questa classifica, al termine di questa stagione, ci sarà qualcun altro.

 

 

Cavs, Tristan Thompson out per altre due settimane

Il ritorno in campo di Tristan Thompson è ancora rimandato. Il lungo dei Cleveland Cavaliers, infatti, dovrà rimanere ancora fermo per almeno due settimane a causa di un problema al piede sinistro che già lo aveva costretto a saltare le ultime partite.

Ad annunciarlo è stata la stessa franchigia dell’Ohio che, dopo l’assenza del canadese per 4 partite, ha deciso di far chiarezza sulle sue condizioni fisiche prendendo ulteriore cautela per il ritorno in campo del ragazzo.

Il 27enne ha collezionato fino ad ora 35 presenze in questa regular season tenendo una media di 11.5 punti e 11.1 rimbalzi. Le cifre di Tristan Thompson sono in grande rialzo rispetto alle passate stagione grazie soprattutto ad un minutaggio maggiore, frutto anche dell’infortunio di avvio di stagione subito da Kevin Love, e non a caso è risultato tra i migliori in questa pessima annata dei Cavs.

 

 

Lakers-Cavaliers: gialloviola sempre più giù

The Los Angeles Lakers, Los Angeles Lakers vs Cleveland Cavaliers at Staples Center

Game 44 Recap: Lakers-Cavaliers

Dopo l’impalpabile prova offerta contra Utah, i Los Angeles Lakers (23-20) tornano allo Staples Center per affrontare i Cleveland Cavaliers (8-35).

Rispetto alla gara dell’Ohio, manca il grande ex LeBron James, ancora ai box per il problema all’inguine. I Cavs, reduci da dodici sconfitte consecutive, sono privi degli ex Larry Nance Jr. e Nwaba, oltre che di Kevin Love e dell’esule J.R. Smith.

I gialloviola schierano gli stessi starter della Vivint Smart Home Arena – Zo, Hart, Ingram, Kuz e McGee – mentre Drew schiera Sexton, Burks, Hood, Osman e Thompson.

Lakers-Cavaliers, ancora un brutto inizio per Kuzma e compagni

Come nelle ultime uscite, i lacustri iniziano la gara molli e senza verve. Tiri aperti sbagliati ed errori gratuiti caratterizzano i primi possessi dalla gara. Hart trova il jolly dall’arco, risponde Cedi Osman che punisce a ripetizione la pigra difesa di McGee e Kuzma sul pick-and-roll. Per il turco-macedone otto easy points, 9-13 al timeout di metà quarto chiesto da Walton.

Al rientro in campo i Lakers mettono subito in mostra l’altra specialità della casa, ovvero la difesa – pessima – sul perimetro: Collin Sexton, Burks ed il neo-entrato Clarkson segnano quasi indisturbati da oltre i 7.25 e solo due layup di Ball evitano che la gara finisca con quaranta minuti di anticipo, 13-28.

Tutto facile per i Cavs: 12/17 dal campo con quattro triple.

Walton inserisce Chandler e KCP proprio per il lungo ex Warriors e Kuz. La tripla di Ball e le giocate di Brandon Ingram

…che dopo l’and-one segna ancora due liberi ed un jumper, consentono ai californiani di ridurre le distanze alla fine del quarto, 24-32.

Lakers-Cavaliers, Hood risponde a Kuzma

Coach Luke Walton schiera la lineup small – Zo, KCP, Lance, Kuz e Beasley – con l’intento di aumentare l’efficacia sui cambi. La scelta paga, perché Cleveland dopo aver segnato dall’arco con Matthew Dellavedova fatica tantissimo a trovare la via del canestro.

Con un minimo d’intensità, la difesa lacustre costringe a diverse conclusioni allo scadere dei 24″ e ad un paio di perse l’attacco avversario. Lonzo segna ancora dall’arco, Kuzma si sblocca e persino Lance si sbatte in difesa tenendo Zizic in post, 31-37 e timeout per coach Larry Drew.

Dopo aver segnato il -4 ed aver contestato un layup di Osman in transizione, KCP è costretto ad uscire a causa di un problema fisico accusato proprio nella giocata difensiva. Per fortuna l’ex Pistons torna subito a disposizione di Walton.

La difesa produce la quarta persa Cavs della frazione ed i gialloviola riescono per qualche possesso a distendersi in transizione. Zo assiste Kuzma, che poi schiaccia…

…il canestro del 39-42 a metà quarto.

Hood muove l’attacco di Cleveland, mentre i Lakers riescono a contestare meglio rispetto all’inizio della gara. Hart e Zubac – due volte – stoppano Sexton e lanciano la transizione chiusa dallo stesso Josh Hart.

Negli ultimi possessi del tempo i padroni di casa non riescono a segnare e subiscono all’allungo firmato dalle giocate di Rodney Hood, 46-51 all’intervallo.

La pessima esecuzione dell’attacco a metà campo, complice l’assenza della transizione, è una delle chiavi del brutto primo tempo dei californiani. Il 3/13 dall’arco e le nove perse sintetizzano la marea di errori commessi.

Lakers-Cavaliers, californiani inconsistenti dall’arco

Con i canestri di Ball e Kuzma nei primi due possessi del secondo tempo, i lacustri riducono lo svantaggio ad una lunghezza. Ma si tratta di un fuoco di paglia poiché gli starter – come nel primo periodo – non riescono a produrre con continuità oltre che a contenere l’attacco avversario.

Kuzma ed Ingram sbagliano due volte a testa ed i Cavs allungano senza troppe difficoltà grazie ad un parziale di 10-0 alimentato dalle triple di Alec Burks ed Osman, 50-61 dopo neppure quattro minuti nel quarto.

Al rientro dal timeout Tiny Dog segna la tripla dall’angolo, cui seguono però cinque errori consecutivi dall’arco distanza, unico set scelto dai Lakers per attaccare la difesa schierata.

Dopo due canestri di Tristan Thompson, Walton schiera Svi Mykhailiuk che trova subito il bersaglio dalla lunga distanza oltre a servire Ingram…

…per la schiacciata del 60-69 con quattro minuti da giocare nella frazione.

Pur non opponendo resistenza contro TT, quantomeno Ivica Zubac converte – al termine di una rara esecuzione – l’and-one che tiene a contatto i gialloviola.

Entrambe le squadre non segnano praticamente più, ad eccezione dei canestri di KCP e Jordan Clarkson che chiudono il quarto, 65-75.

39% dal campo, 5/25 dall’arco e nove rimbalzi offensivi concessi fin qui per i Lakers. Ma ad impressionare e soprattutto l’imbarazzante differenza di effort dei titolari rispetto a quelli Cavs.

Lakers-Cavaliers, Kuzma si scatena ma non basta

Nonostante le difficoltà a trovare la via del canestro, Walton rimette in campo Beasley solo ad inizio dell’ultimo quarto. Beas – per lui solo tre minuti finora – completa il quintetto small con Lance, KCP, Ingram e Kuz.

Osman segna dall’arco, poi ai Cavs basta guardare i Lakers commettere errori su errori. Più che della carità, la linea dei liberi diventa quella della vergogna: 2/8 nei primi tre minuti del quarto.

Una fiammata di Michael Beasley – gioco da tre punti e tip dopo l’errore in transizione di Kuzma – riaccende la gara, 74-80 ad 8’28” dalla fine. Thompson stoppa B-Easy e – dopo uno sfondamento subito da Delly – chiude l’alley-oop che riporta immediatamente il vantaggio in doppia cifra.

Dopo il timeout, Kyle Kuzma segna un libero, realizza un layup ed un runner…

…che dimezzano lo svantaggio, 79-84 a poco più di sei minuti dalla sirena.

Nel momento topico della gara, Burks è autore della giocata che emotivamente chiude la sfida. L’ex Jazz sfrutta l’indecisione di Ingram e McGee a rimbalzo per recuperare il pallone del possibile -2/-3 andando a schiacciare il +7. I Lakers subiscono il colpo e falliscono dal campo con Hart e McGee, viceversa Sexton ed Osman non sbagliano, 79-90 a -3’43”.

Ingram e Kuzma – oltre a combinare 4/6 dalla lunetta – segnano due canestri e due triple illudendo ancora una volta lo Staples Center (93-96) a 22″ dal termine, ma Burks e Hood – a differenza dei Lakers – non sbagliano dalla lunetta (12/13 per i due esterni Cavs) e fissano il punteggio finale, 95-101.

Lakers-Cavaliers, Kuzma top scorer

Snocciolare cifre dopo una prestazione del genere è superfluo oltre che poco indicativo.

Solo 11 punti in transizione, 39% dal campo, 7/34 dall’arco, 11 liberi – di cui nove nell’ultimo quarto – sbagliati rendono meglio l’idea di quanto sia stato disastroso l’attacco lacustre nonostante di fronte ci fosse una delle peggiori difese della Lega.

Per la mera cronaca: Kuzma (29+9+4, 4 perse, 18 nell’ultimo) top scorer, 22+7 per Ingram poco brillante anche in difesa. Ball (13+8+8) è arrivato cotto nel finale dopo aver giocato praticamente tutto il primo tempo, Hart continua a litigare (1/8 dall’arco) con il canestro.

Male KCP (0/6 dall’arco) così come Lance (0/4) mentre McGee e Zubac non reggono l’urto sotto canestro. Pochi minuti per l’acciaccato Chandler, avrebbero forse meritato più spazio Svi e soprattutto Beasley.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Cleveland Cavaliers at Staples Center
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Cleveland Cavaliers at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

I titolari di Cleveland hanno avuto la meglio su quelli dei Lakers per tutta la gara. Sexton (17+3+3), Burks (17+13+4), Hood (18), Osman (20+8) e Thompson (15+14) hanno dato la sensazione di avere sempre la gara sotto controllo. Dalla panca, 9 con 4/11 al tiro per l’ex JC.

Box Score su NBA.com

Lakers-Cavaliers, Walton frustato

Al termine della gara, rispondendo ai media su quanto fosse frustato…

<Naturalmente. La frustrazione è davvero tanta.>

…ha cercato comunque di trovare l’aspetto positivo…

<Speriamo che la rabbia per la sconfitta possa diventare un vantaggio per noi.>

…anche se la prestazione è stata davvero troppo scadente.

Il coach infine ha dichiarato che potrebbero esserci dei cambiamenti in vista delle prossime gare:

<Potremmo fare qualche variazione nella starting lineup. Non possiamo continuare a concedere più di trenta punti nel primo quarto.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 4:30 italiane – tra Martedì 15 e Mercoledì 16 Gennaio per affrontare, allo Staples Center, i Chicago Bulls.

Houston Rockets: possibile scambio J.R. Smith-Anthony?

Houston Rockets: il mercato non è ancora chiuso, ma la situazione in Texas è in evoluzione e potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

In particolare, stando ai rumors, sono diversi i giocatori accostati a Houston negli ultimi tempi, specie nel ruolo di ala, tra i quali Kent Bazemore e Nicolas Batum.

La voce che però non ha mai abbandonato del tutto l’ambiente Rockets è quella riguardante J.R. Smith, da inizio stagione sotto osservazione da parte della squadra allenata da Mike D’Antoni.

HOUSTON ROCKETS: LE NEWS DI MERCATO

 

In particolare, secondo quanto riportato da Sam Amico di Amico Hoops, i Rockets sarebbero disposti ad imbastire una trattativa con i Cavaliers per Smith, a condizione che i Cavs acettino di rilevare a propria volta il contratto di Carmelo Anthony, ormai fuori squadra da quasi due mesi.

“I Rockets sono l’unica squadra davvero interessata a Smith e se dovesse essere proposto loro Anthony, dovrebbero accettare. Se si deve trovare un modo per liberarsi di Smith credo che lo scambio sia l’unico”

A tale voce aveva fatto eco anche quella di Marc Stein, il quale diverso tempo fa aveva confermato l’interesse della franchigia texana per l’ex Denver Nuggets.


Carmelo Anthony e J.R. Smith stanno condividendo in questa stagione il medesimo destino.

Entrambi, dopo poche partite di campionato, sono stati scaricati dalle rispettive squadre, che non hanno più contato sul loro apporto. L’interesse degli altri team NBA nei loro confronti non è mai stato particolarmente alto, limitandosi soltanto a voci di corridoio prive di particolare importanza.

Ora, però, per entrambi, potrebbe essere stata trovata la chiave per sistemare le loro situazioni. Smith, infatti, pur essendo da diverso tempo un giocatore in declino, rimane sempre un tiratore con percentuali piuttosto buone in carriera, che potrebbe far comodo agli schemi di D’Antoni. Dal canto suo Anthony, invece, ai Cavs sarebbe sicuramente il giocatore di maggior talento in quella che in pochi mesi si è trasformata da pretendente al titolo a squadra peggiore della Lega. E da qui, l’ex Knicks può forse prendere l’ultimo treno utile per rilanciarsi come giocatore.

In ogni caso, comunque, per il momento queste rimangono solamente delle supposizioni. Non resta che aspettare di capire quali saranno le mosse che il gm Morey attuerà per dare a James Harden e i suoi Rockets quel rinforzo necessario per competere al titolo.

 

Kevin Love, rientro in campo lontano e futuro incerto

Kevin Love, giocatore dei cleveland Cavaliers

Non è ancorail momento giusto per vedere Kevin Love in azione. Il cinque volte all-star, fuori dallo scorso ottobre per un problema al piede, non sembra ancora sul punto di tornare sul parquet. Love si era sottoposto ad un intervento chirurgico il 2 novembre, puntando a riprendere a giocare nella metà di gennaio. Ormai la data prefissata si sta avvicinando, ma per il giocatore dei Cavs non sembra esserci possibilità di recuperare in breve tempo.

Quello di questa stagione, è solo l’ultimo degli infortuni che lo hanno tormentato durante la sua lunga carriera, composta da 11 anni nella lega. I tanti stop hanno portato l’ex Minnesota ad essere ricordato per un primato di cui non essere troppo orgogliosi: ha saltato un minimo di 20 partite nelle ultime tre stagioni.

Kevin Love senza giocare, ma al centro delle voci di mercato

L’assenza del proprio leader, ha privato Cleveland di poter disputare una prima parte di stagione a discreti livelli, condannando la franchigia dell’Ohio a detenere il peggiore record della lega. Difficile che un giocatore del calibro di Kevin Love, decida di rimanere in una squadra in pieno rebuilding, ecco che allora, nonostante il contratto fino alla stagione 2022-2023, Cleveland potrebbe cedere Love al giusto acquirente. Si inizia a vociferare riguardo un possibile interessamento da parte di Dallas e Charlotte, per ottenerlo tramite uno scambio.

Una trade sarebbe la soluzione migliore per tutte le parti in causa, molto probabilmente. In questo caso infatti, i Cavs otterrebbero giocatori giovani e scelte al draft, utili per proseguire il processo di ricostruzione. Love andrebbe invece a far parte di squadre da playoff, che potrebbero far valere un all-star del suo livello per garantirsi un biglietto per la postseason.

Miami Heat, Dion Waiters è finalmente tornato in campo: “Ci è voluto tanto tempo, ma ora sono qui”

Miami Heat, il ritorno in campo di Dion Waiters dopo più di un anno di assenza per infortunio corrisponde al 18esimo successo stagionale dell squadra. Gli Heat di un grande Josh Richardson (24 punti e 5 assist) si sono imposti per 117-92 sui Cleveland Cavs alla Quicken Loans Arena di Cleveland.

Per Waiters 10 minuti di campo, e 7 punti a referto con 2 rimbalzi e 3 assist (3 su 9 al tiro). Miami (18-18) trova 57 punti dalla panchina, guidata da Tyler Johnson (16 punti) e dal sempre più positivo Derrick Jones Jr (13 punti e 7 rimbalzi, con 2 su 3 da dietro l’arco).

Tutto facile per gli Heat. I Cavs (8-30) reggono solo un quarto, e subiscono 36 punti nella seconda frazione di gioco. Dopo tre quarti il punteggio dice 93-73 Heat, ed i due allenatori possono svuotare le relative panchine.

Nel post partita, le attenzioni sono puntate su Dion Waiters. L’ex Cavs e Thunder ha fatto il suo ingresso in campo nel secondo quarto di gioco, segnando 7 punti in 7 minuti.

E’ bello essere tornati. Ci è voluto tanto tempo, ma finalmente ho potuto rimettere piede sul parquet, mi sono goduto il momento. E’ stato bello. Ci ho messo tanto lavoro quotidiano e tanta fatica, i miei primi due tiri sono entrati, come vi avevo pronosticato (…) ero pronto ad entrare in campo, mi sono lasciato indietro tutti i momenti negativi ed ho pensato solo al futuro, mi sono concentrato sulla partita, sul mio gioco. Ho solo pensato a giocare e divertirmi (…) giocare con giocatori come Whiteside o Bam (Adebayo,ndr) è semplice, possono aprirti tanti spazi per attaccare il ferro, si tratta di giocare semplice e fare le letture giuste. Cleveland? E’ stato bello poter tornare in campo proprio qui, amo questa città, ho sempre sentito l’affetto del pubblico qui. Tornare in campo qui, e vincere, cosa chiedere di più? (…) ora ci vorrà del tempo per trovare ritmo e condizione per giocare più minuti, non c’è fretta. Sono tornato

– Il ritorno in campo di Dion Waiters –

 

Dion Waiters, prodotto di Syracuse e già giocatore di Cleveland Cavs e Oklahoma City Thunder, arrivò a Miami via free agency nell’estate del 2016. Dopo un’annata positiva (seppur limitata a sole 43 partite) da 15.8 punti e 4.3 assist a partita, Miami rifirmò l’ex Orange Man con quadriennale da 52 milioni di dollari il 7 luglio 2017.

Per Dion Waiters la stagione 2017\18 durò appena 30 partite. Nel gennaio 2018 l’ex Cavs si sottopose ad un intervento chirurgico alla caviglia sinistra, che pose fine alla sua stagione.