Cavs, Dan Gilbert: “Gran colpo la trade di Irving, Kyrie lascerà i Celtics”

dan gilbert kyrie irving

Dan Gilbert, proprietario dei Cleveland Cavaliers, è un tipo orgoglioso.

Dopo l’addio di LeBron James nel 2010, l’anno della pacchiana “The Decision“, Gilbert promise a caldo che i suoi Cavs “avrebbero vinto un titolo prima del cosiddetto King James”, salvo poi fare marcia indietro nei mesi ed anni successivi.

Gli dei del basket risarcirono nel 2011 i traditi Cavaliers con la prima scelta assoluta al draft NBA e Kyrie Irving da Duke, l’uomo che nel cuore dei tifosi avrebbe preso il posto di LeBron James, volato in Florida.

James che – come noto – sarebbe ritornato quattro anni più tardi per completare l’opera e portare a Cleveland uno storico titolo NBA e ben quattro finali consecutive. Un Kyrie Irving sempre più a disagio nel ruolo di spalla di lusso del Re finì nell’estate del 2017 per chiedere ai Cavaliers di essere ceduto, di essere lasciato libero di poter brillare di luce propria altrove.

Due anni malcontati dopo la trade che spedì Kyrie Irving ai Boston Celtics in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder, Ante Zizic ed una scelta al draft tramutatasi in Collin Sexton da Alabama, Dan Gilbert si dice convinto di aver messo a segno un grande colpo con quell’operazione di mercato.

Fummo costretti a cedere Kyrie (Irving, ndr), e quello fu il momento adatto: chi avrebbe voluto in giocatore prossimo alla scadenza contrattuale, senza assicurazioni di rinnovo? Se avessimo aspettato saremmo rimasti a mani vuote“.

Dei tre giocatori coinvolti nella trade, il solo Zizic indossa ancora la maglia dei Cavs. Il general manager della squadra Koby Altman ha adoperato i contratti di Jae Crowder e degli altri veterani (George Hill, Derrick Rose, Kyle Korver) per ottenere scelte future e lanciare la ricostruzione della franchigia una volta terminata – stavolta per sempre – l’era LeBron James.

Dan Gilbert, che di certo può sostenere di conoscere Kyrie Irving meglio di tanti addetti ai lavori, è dell’opinione che il 6 volte All-Star finirà per lasciare i Boston Celtics:

Non posso dirlo con certezza, ma credo che Kyrie se ne andrà, che lascerà Boston. Se guardiamo a quella trade, ed al rischio che abbiamo corso di perderlo per nulla, direi che Koby (Altman, ndr) ha fatto un gran bel colpo

Draft Cleveland Cavaliers, Kevin Porter Jr il più quotato

cleveland cavaliers draft

I Cleveland Cavaliers, dopo la più che deludente draft lottery di questa settimana, avranno la quinta scelta al draft NBA 2019, e sono due i nomi più caldi per la squadra del neo head coach John Beilein: Kevin Porter Jr. di USC e Bol Bol di Oregon, come riportato da Chris Fedor di Cleveland.com.

Cleveland Cavaliers e le opzioni per il draft

Dopo aver trovato il nuovo allenatore, i Cavs potrebbero avere già le idee chiare su chi potrebbe essere scelto al prossimo draft, dopo la lottery che ha visto quasi sicuramente sfumare i vari Zion Williamson, Ja Morant e R.J. Barrett.

Oltre a Porter e Bol Bol, gli altri nomi papabili sono quelli di Darius Garland di Vanderbilt, DeAndre Hunter di Virginia, Jarrett Culver di Texas Tech e Cameron Reddish di Duke.

Bol Bol e Kevin Porter Jr. sembrano sembrano i nomi più gettonati, con Cleveland che parrebbe disposta ad assumersi il rischio di scegliere tra 2 giocatori (Bol Bol e Porter) che sono sicuramente tra i primi 10 migliori talenti, ma che potrebbero rivelarsi dei flop. I Cavs infatti, hanno già parlato con Kevin Porter Jr lo scorso mercoledì, e sperano di portarlo a Cleveland per un allenamento pre-draft nelle prossime settimane.

La stagione di Kevin Porter Jr e Bol Bol

Kevin Porter Jr, 19 anni, è stato sospeso nella passata stagione a causa di un “problema di condotta personale” a USC, ed ha anche avuto a che fare con degli infortuni nell’anno da freshman, che non gli hanno permesso di dimostrare il suo potenziale.

Il nativo di seattle, ha viaggiato ad una media di 9.5 punti a partita, tirando con il 47.1% da 2 punti e con il 41.2% da 3 punti in 21 gare disputate. Ha anche mostrato lampi del suo vero potenziale, come nella partita valida per i quarti di finale del torneo della Pac-12, dove ha messo a referto 17 punti contro Washington nella sua ultima partita di college.

Bol Bol, invece, non ha ancora rilasciato alcuna intervista e non ha potuto allenarsi visto l’infortunio al piede dello scorso dicembre, che lo ha tenuto fuori per il resto della stagione. Il figlio del grande Manute Bol Ha partecipato però alle misurazioni dei giocatori del Draft Combine di Chicago. In sole 9 partite disputate ad Oregon, Bol ha fatto segnare 21.0 punti, 9.6 rimbalzi e 2.7 stoppate di media, con il 56.1% da 2 punti e con il 52% da 3 punti.

John Beilein sull’offerta dei Cavaliers: “Proposta che non potevo rifiutare”

john beilein cavaliers

Dopo 12 anni passati sulla panchina dei Michigan Wolverines, e 41 stagioni NCAA, coach John Beilein ha deciso che era giunto il tempo per lui di fare il grande salto nella NBA.

Così ha deciso di accettare la proposta dei Cleveland Cavaliers per il ruolo di head coach della franchigia.

John Beilein sull’offerta dei Cavaliers e sulla sua decisione di fare il grande salto

‘Non c’è mai un buon momento per lasciare” Così il nuovo allenatore dei Cavs ”È tutta una questione di scelte e di opportunità. Non sai quando arriverà la chiamata e non sai se è quella giusta. Puoi andare nella NBA troppo presto oppure arrivarci troppo tardi, anche perché non sai mai quando arriva la chiamata per te. Questa era un’opportunità molto importante per me e non potevo lasciarmela sfuggire. Era la cosa giusta da fare”.

Beilein è considerato come uno dei migliori coach in fase offensiva, a livello collegiale, tanto che con il suo gioco votato all’attacco e spregiudicato ha ristabilito i Wolverines tra gli atenei più importanti a livello nazionale.

Ora dovrà riuscire in una magia simile a quella fatta a Michigan nell’Ohio. I Cavaliers, infatti, vengono da una stagione con 19 partite vinte e 63 perse, nella prima annata post LeBron James. Il coach 66enne, però, si dice fiducioso e pronto a questa nuova, anche se difficile, avventura:

Abbiamo buoni giovani, su cui si può lavorare bene, abbiamo un giocatore del calibro di Kevin Love, che sa come si vince un titolo, e abbiamo qualche veterano che ha già alzato al cielo dei trofei. Ho già parlato con tutti i giocatori, l’anno scorso, anche se è stata dura per tutti, hanno imparato molto. Tutti si alleneranno e cresceranno quest’estate così da iniziare il prossimo anno con entusiasmo, spirito e ottimismo“.

John Beilein su Love, sui i giovani e sul futuro dei Cavaliers

L’ormai ex allenatore di Michigan vede un grande potenziale in una squadra che presenta, oltre al’All-Star Kevin Love, un pacchetto di giovani promettenti come: Collin Sexton, Larry Nance Jr. e Jordan Clarkson. I Cavaliers hanno anche la due scelte al primo giro al prossimo draft, la numero 5 e la numero 26, arrivata via trade da Houston.

Beilein, che viene dal mondo dei college, oltre a conoscere i volti del suo nuovo front office dovrà imparare il linguaggio e le regole (scritte e non scritte) della NBA.

Devo imparare in fretta il linguaggio NBA che è ovviamente diverso da quello a cui sono abituato io. Questo è fondamentale per iniziare una buona relazione con i miei giocatori e costruire una cultura cestistica solida”.

Il 66enne di New York aveva avuto contatti già l’anno scorso con una squadra NBA, i Detroit Pistons, ma la trattativa non andò in porto. L’opportunità di aiutare a ricostruire i Cavaliers, era per Beilein una di quelle che l’ex coach di Michigan non poteva lasciarsi scappare.

Penso che abbiamo tanti giovane talenti, abbiamo un ottimo front office e un’All-Star. Se si mischia bene il tutto, con l’arrivo di qualche altro veterano in estate cresceremo tutti insieme, siamo sulla buona strada per rinascere”.

John Beilein: una carriera di 41 anni al college che gli è valsa la panchina dei Cavaliers

Beilein è l’allenatore con il maggior numero di partite vinte sulla panchina di Michigan, il suo record personale è di 278-150.

Nel 2007 prese le redini di un college che mancava alla “March Madness” dal 1998 e lo ha portato al torneo NCAA per ben 9 volte negli ultimi 12 anni. In queste 9 presenze al torneo, i Wolverines sono arrivati due volte alle Sweet 16, una volta alle Elite Eight e due volte in finale (perdendole entrambe con Louisville nel 2013 e Villanova nel 2018). A completare il tutto ci sono stati i due titoli della Big Ten (nel 2012 e 2014) e i due titoli di Conference (nel 2017 e 2018).

Michigan è stato il college più blasonato in cui John Belein ha allenato, ma il coach nativo di New York si è tolto grandi soddisfazioni anche con le università di Canisius, Richmond e West Virginia. In totale vanta ben 829 partite allenate in 41 stagioni NCAA.

Tra i giocatori più importanti che Beilein ha allenato ci sono le guardie dei Mavs Trey Burke e Tim Hardaway Jr, l’ala dei Cavaliers Nik Stauskas (che ritroverà a Cleveland) e il lungo tedesco dei Lakers Moe Wagner. L’ultimo prospetto lanciato ai piani alti da Belein potrebbe esser il lituano Iggy Brazdeikis, che è in lizza per il draft di quest’anno e che molti “mock draft” danno a metà del secondo giro.

John Beilein è il nuovo allenatore dei Cleveland Cavaliers

cleveland cavaliers draft

Dopo settimane di ricerche anche i Cleveland Cavaliers hanno un nuovo allenatore: si tratta di John Beilein, ormai ex head coach di Michigan.

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, Beilein ha raggiunto un accordo sulla base di cinque anni di contratto. Il sessantaseienne siederà dunque sulla panchina della franchigia dell’Ohio, dopo ben 12 stagioni su quella di Michigan.

Beilein, che già lo scorso anno era stato inserito tra i candidati per il ruolo di allenatore di Orlando Magic e Detroit Pistons; avrebbe trovato l’intesa con la dirigenza dei Cavs già nella giornata di domenica.

 

Cleveland Cavaliers, Ettore Messina e Ime Udoka in corsa per la panchina

Il nuovo head coach dei Cleveland Cavaliers potrebbe arrivare dai San Antonio Spurs. La dirigenza dei Cavs ha infatti ottenuto il permesso per intervistare Ettore Messina e Ime Udoka, entrambi assistenti di Gregg Popovich sulla panchina della squadra texana.

Per Ettore Messina e Ime Udoka potrebbe quindi giungere finalmente la consacrazione definitiva nella lega americana, dopo averla sfiorata diverse volte in passato. Messina, che può contare su una grande esperienza dovuta anche al periodo trascorso con la nazionale italiana; era stato preso in considerazione dai Sacramento Kings prima dell’approdo di Luke Walton in California.

Udoka, agli Spurs dal 2012, è stato invece al centro dei rumors la scorsa estate, durante la quale aveva ottenuto l’interesse dei Toronto Raptors ed i Detroit Pistons, prima che queste due franchigie scegliessero di puntare rispettivamente  su Nick Nurse e Dwane Casey

Cleveland è alla ricerca di un nuovo allenatore in seguito alla risoluzione contrattuale con Larry Drew. Sono stati accostati in molti alla franchigia dell’Ohio, tra cui J.B. Bickerstaff, Juwan HowardeJordi Fernandez. 

La decisione riguardo al nuovo capo allenatore dovrebbe giungere in seguito alla Draft Lottery del prossimo 14 maggio, in cui i Cavs hanno grandi possibilità di ottenere una primissima scelta, dopo aver collezionato un record di 19-63 nella regular season.

 

Cleveland Cavaliers, per la panchina spunta il nome di Jordi Fernandez

I Cleveland Cavaliers si stanno muovendo per sistemare il ruolo di capo allenatore. Dopo alcune voci riguardanti J.B. Bickerstaff, secondo altre indiscrezioni la franchigia dell’Ohio avrebbe ottenuto l’ok dai Denver Nuggets per discutere con l’attuale assistente allenatore Jordi Fernandez.

Cleveland Cavaliers, non solo Fernandez per la panchina?

Kevin Love, stella di Cleveland dalla partenza di LeBron James lo scorso anno.

In particolare, stando a quanto riferito da Chris Fedor di Cleveland.com, il front office dei Cavaliers ha ottenuto l’autorizzazione ad intervistare l’assistente spagnolo, ma non è stata fissata alcuna data, nel rispetto degli impegni di playoffs della franchigia del Colorado, ancora in competizione nelle semifinali di Conference contro i Portland Trail Blazers.

Fernandez, 36 anni, è a Denver dal 2016. In precedenza, ha lavorato dal 2009 al 2013 come player development coach proprio per conto dei Cavaliers, valorizzando tra gli altri giocatori del calibro di Kyrie Irving, Tristan Thompson e Dion Waiters. Tra il 2013 e il 2016, poi, lo spagnolo ha guidato come head coach i Canton Charge, squadra satellite di G-League dei Cleveland Cavs. Sul suo conto, diverse sono state le opinioni positive, come dimostra quanto dichiarato da Mike Gansey. assistant general manager di Cleveland.

Chiunque entri da quella porta, Fernandez sa come comportarsi. E’ un elemento davvero prezioso.

Nonostante questo, comunque, l’assistant coach dei Nuggets non è l’unico candidato alla panchina dei Cavaliers. Altri nomi sono in lizza per il ruolo di capo allenatore, tra questi il già citato Bickerstaff, ex coach dei Memphis Grizzlies, Alex Jenson, assistente degli Utah Jazz e Jamahl Mosley, dello staff dei Dallas Mavericks. Quest’ultimo, in particolare, sembrerebbe aver lasciato ottime impressioni, tanto da essersi guadagnato un secondo colloquio nelle prossime settimane.

Knicks e Bulls, crollano gli indici di ascolto nella stagione 2018-2019

Secondo lo Sports Business Journal, gli indici di ascolto della NBA in questa stagione sono crollati drasticamente rispetto alla stagione 2017-2018. Tra le squadre meno viste nella NBA troviamo i New York Knicks e i Chicago Bulls, due squadre con una grande storia ma che in questa stagione si sono posizionate nelle parti più basse della classifica.

Le percentuali degli indici di ascolto NBA in netto calo

Come previsto, i Cleveland Cavaliers sono la squadra che ha sofferto di più il calo degli indici di ascolto, con il 58% in meno. Tutto ciò è dovuto ovviamente alla partenza di LeBron James dai Cavs, che quest’anno hanno terminato la stagione con un record di 19-63.

Nel frattempo, anche i Knicks e i Bulls hanno avuto un calo esponenziale. New York è scesa del 38% su MSG Network, mentre Chicago è scesa del 24% su NBC Sports Chicago. Probabilmente, è proprio il fatto che entrambe abbiano finito la stagione nelle ultime posizioni della classifica la ragione principale del poco interesse nelle TV locali. Tutte e due con un record molto negativo: i Knicks con 17-65 e i Bulls con 22-60. Forse i tifosi si aspettavano di più da ambedue le squadre, soprattutto da Chicago visto che il roster non era tra i peggiori.

Più in generale, l’intera NBA ha registrato un crollo degli ascolti del 4% nelle varie TV locali nella stagione 2018-2019, mentre anche le trasmissioni nazionali su canali come ABC, TNT e NBA TV scendono del 5% ogni anno.

Se Bulls e Knicks riusciranno ad arrivare a nomi importanti in free agency o via draft, giocatori come Zion Williamson o Ja Morant, l’indice di entrambe le squadre potrebbero risalire alle stelle. Soprattutto per i New York Knicks, dal momento che nomi di un certo calibro come quelli di Kevin Durant e Kyrie Irving sono stati accostati più volte alla squadra della grande mela.

Cleveland Cavaliers, Bickerstaff per la panchina?

cleveland cavs bickerstaff

Conclusasi una delle stagioni più fallimentari degli ultimi anni, i Cleveland Cavaliers pensano a riorganizzarsi in vista del prossimo campionato. Con l’addio di Larry Drew, infatti, il front office sta valutando i possibili candidati per il ruolo di allenatore, ora vacante.

GLI ULTIMI RUMORS ATTORNO ALL’AMBIENTE DEI CLEVELAND CAVALIERS

I Cavalieri quest’anno hanno chiuso con 19 vittorie e 63 sconfitte, per il 14 esimo posto della Eastern Conference.

Stando a Marc Stein del New York Times, infatti, Cleveland, sebbene non abbia ancora iniziato dei colloqui lavorativi, appare interessata a J.B. Bickerstaff, ex allenatore di Houston nel 2015-2016 e dei Memphis Grizzlies tra il 2017 ed il 2019 e licenziato due settimane fa.  Ciò nonostante, comunque, le ricerche sono solamente all’inizio, e i Cavs vogliono vagliare tutte le soluzioni possibili.

Alla guida dei Grizzlies, Bickerstaff ha ottenuto nella stagione appena conclusa 33 vittorie e 49 sconfitte, nonostante un roster ritenuto, ad inizio annata, tra i peggiori dell’intera lega.

L’ex assistente degli Charlotte Bobcats, dunque, potrebbe rappresentare il nome nuovo su cui fondare la rinascita della franchigia dell’Ohio. Quest’ultima sarà attesa ad un estate ricca di stravolgimenti, con l’unico intento di recuperare rapidamente il gap con le superpotenze della Eastern Conference, ampliatosi notevolmente dopo l’addio di LeBron James lo scorso anno.

I Cleveland Cavs cambiano nome alla Quicken Loans Arena

Cavaliers Quicken Loans Arena

La Quicken Loans Arena, la casa dei Cleveland Cavs, si rifà il trucco. La squadra ha diffuso a mezzo stampa per la giornata di martedì un “importante annuncio”, alla presenza della maggiori autorità cittadine e locali.

Come riportato da Chris Fedor di Cleveland.com, una delle novità sarà il nuovo nome dell’impianto, che a partire dall’anno prossimo dovrebbe chiamarsi “Rocket Mortgage FieldHouse”, mentre la struttura verrà parzialmente ampliata con la posa di una grande vetrata esterna e con l’ingrandimento dell’area pedonale antistante l’impianto.

La Quicken Loans Arena aprì i battenti nel 1994 (allora si chiamava Gund Arena), e nel 2005 Dan Gilbert rilevò la squadra e cambiò il nome dell’impianto. I lavori di ristrutturazione della “The Q” ammonteranno a circa 185 milioni di dollari, e verranno completati entro l’inizio dei preparativi per la stagione NBA 2019\20.

Martedì notte i Cleveland Cavs (19-62) giocheranno l’ultima partita casalinga stagionale contro gli Charlotte Hornets (38-42), in quella che sarà l’ultima esibizione di Channing Frye davanti al pubblico di casa.

Farewell Channing, il saluto di Cleveland alla penultima di Frye

Channing Frye ha giocato 4 stagioni ai Cleveland Cavaliers, vincendo il titolo NBA nel 2016 e diventando un vero idolo dei tifosi. Descritto da tutti come un uomo spogliatoio comprensivo e molto simpatico e divertente, Channing sembra essere entrato nel cuore di tutti.

Il lungo era stato scambiato dai Cavs, insieme ad Isaiah Thomas, ai Los Angeles Lakers, alla Trade deadline del 2018. Nonostante questo aveva deciso di rifirmare con Cleveland come Free-agent nella scorsa estate.

Ora sta per ritirarsi, e la sua franchigia e i suoi compagni hanno voluto fargli un omaggio nella penultima partita casalinga della sua carriera.

Per l’occasione è tornato alla Quicken Loans Arena anche il suo grandissimo amico e campione NBA 2016, Richard Jefferson.

Kevin Love ha omaggiato Channing in ogni modo possibile

Anche Kevin Love nutre grande rispetto e amicizia per il super veterano. Questa notte, dopo avergli lasciato il suo posto nel quintetto titolare, ha voluto omaggiarlo in un modo ulteriore.

Quando è stato il suo momento di entrare in campo ha infatti fatto finta di non essersi accorto di indossare la maglia di Frye risalente ai tempi del college di Arizona. Ovviamente gli arbitri non gli hanno chiamato nessun fallo, ma hanno sorriso per la bella idea avuta dal giocatore ex Minnesota Timberwolves.

Love ha poi speso belle parole per il compagno:

“E’ stato fantastico stasera. Gli vogliamo tutti bene e volevamo, come anche la società, far sì che fosse per lui una serata da ricordare. Channing per noi è sempre stato fondamentale, la sua attitudine, il modo in cui influenza positivamente tutta la squadra, specialmente nell’annata 2016. (…) E’ una persona molto divertente, ma ha trovato un equilibrio nella sua carriera e sa riconoscere i momenti della squadra”

Grazie Channing!

I Cleveland Cavaliers hanno infine voluto omaggiare Frye tramite il loro profilo Twitter, impostando la sua foto come immagine del profilo e condividendo questo video.

Tristan Tomphson è d’accordo con Love nell’affermare che senza Frye il titolo 2016 sarebbe stato più difficile da ottenere.

Damon Jones confessa: “J.R. Smith mi lanciò un’intera scodella di brodo… bollente!”

JR Smith Remigton

La sospensione di J.R. Smith dei Cleveland Cavaliers per “lancio di scodella di zuppa” è uno degli episodi più curiosi della stagione NBA 2017\18.

A seguito di un diverbio con l’allora assistente allenatore di coach Tyronn Lue Damon Jones, la guardia dei Cavs lanciò verso l’ex giocatore dei Miami Heat una scodella della zuppa (un brodo di pollo) da cui si stava servendo.

Ad un anno dal curioso incidente, che costò a Smith una partita di sospensione, Jones è tornato sull’episodio durante una recente puntata dello show di ESPN Jalen & Jacoby:

Per un po’ di tempo ho evitato di parlarne, ma è passato un anno e sia io che J.R. abbiamo voltato pagina, lui si è scusato… ma ora posso dirlo: Smith mi lanciò sia la sua scodella che del brodo. Ed il brodo era appena stato servito, quindi scottava da morire… io ero in piedi, c’era brodo ovunque, sul muro dietro di me, e quel brodo era davvero bollente!

Damon Jones ha poi specificato che dopo l’incidente i due non si sono parlati per tre mesi, fino alla fine della stagione (conclusa con un netto 0-4 in finale per mano dei Golden State Warriors, inaugurato da un altro grande “classico” di J.R. Smith sui tiri liberi finali di George Hill in gara-1).

Non ci siamo detti una parola per tre mesi, poi dopo una sconfitta J.R. è venuto da me e ci siamo parlati” Ha chiuso Jones. I motivi del lancio rimangono ovviamente noti ai soli protagonisti della vicenda. Damon Jones ha pagato assieme a Tyronn Lue il pessimo inizio di stagione 2018\19 dei Cleveland Cavs, squadra di cui l’ex point-guard dei Miami Heat ha fatto parte per quattro anni.

J.R. Smith è ancora formalmente un giocatore dei Cavs, sebbene sia stato allontanato di comune accordo dalla squadra lo scorso 20 novembre.

Cavs-Raptors, rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, tre partite di squalifica per Ibaka

Raptors-Sixers streaming: Pascal Siakam giocherà un'altra grande serie?

Rissa alla Quicken Loans Arena di Cleveland tra Marquese Chriss, neo-acquisto dei padroni di casa Cavaliers, e Serge Ibaka dei Toronto Raptors, sul finale del terzo quarto di gioco della facile vittoria di Kevin Love e compagni.

126-101 il risultato finale tra Cavs e Raptors. I Cavaliers, guidati da un Collin Sexton da 28 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e 4 su 7 dalla lunga distanza mettono la freccia del sorpasso nel terzo quarto, chiuso con un parziale di 32-22, prima della rissa Ibaka-Chriss che chiude di fatto la partita.

Prova convincente dei Cleveland Cavs, che mandano l’intero quintetto in doppia cifra (doppia-doppia da 16 + 18 per Kevin Love, 19 di Cedi Osman e 16 con 7 rimbalzi per ante Zizic). Toronto riaccoglie Kawhi Leonard (25 punti e 9 rimbalzi in 31 minuti) ma si rivela troppo fallosa (24 falli di squadra) ed imprecisa al tiro da fuori (11 su 39 a fine gara).

Rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, le sanzione della NBA

Allo scadere del terzo quarto, col punteggio fissato sul 91-77 per Cleveland, i Raptors tentano una rimessa lunga da fondo-campo. Lottando per la posizione sotto canestro, Serge Ibaka e Marquese Chriss si allacciano, con l’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder che finisce a terra mentre il pallone termina fuori ed il tempo scade.

Dopo il mancato fischio arbitrale, Ibaka si alza di scatto e si dirige verso Chriss, girato di spalle, cingendolo per il collo e cercando di colpirlo. I due giocatori lottano per qualche secondo, mentre Ibaka cerca di colpire di nuovo l’ex giocatore dei Phoenix Suns con un destro, che per fortuna non va a bersaglio.

Arbitri e giocatori accorrono, separando i due. Ibaka viene allontanato e prende la via degli spogliatoi ancora prima che la sua espulsione diventi ufficiale. Dopo aver visionato l’accaduto con l’aiuto dell’istant replay, gli arbitri decretano la doppia espulsione per Serge Ibaka e Marquese Chriss.

I due giocatori erano già stati protagonisti di alcuni scontri di gioco nel corso della partita: durante il secondo quarto, Ibaka era finito a terra dopo una lotta a rimbalzo tra i due.

Come riportato da ESPN, e come visibile dalle immagini, è probabile che a scatenare l’ira del lungo dei Toronto Raptors sia stata qualche “parolina” di troppo di Chriss. Serge Ibaka, che già due stagioni fa era stato espulso a seguito di una rissa con Robin Lopez dei Chicago Bulls, e per un alterco con James Johnson dei Miami Heat nella stagione successiva, rischia una squalifica nell’ordine delle 3-5 gare.

Rissa Ibaka-Chriss, tre partite di sospensione per il lungo dei Raptors

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter nella serata di martedì, sarebbero tre le partite di sospensione per Serge Ibaka. Una sola partita di sospensione per Marquese Chriss.

Come riportato da Bobby Marks per ESPN, le tre partite di sospensione senza paga per Ibaka arriverebbero a costare all’ex giocatore degli Oklahoma Cuty Thunder sino 149mila dollari per ogni gara saltata.

Riconosciuto per Ibaka il ruolo di “istigatore” del confronto fisico tra i due giocatori, aggravato dai precedenti del lungo congolese di passaporto spagnolo. Una gara di sospensione per Chriss, colpevole di aver cercato di colpire Ibaka con un pugno.