I Cleveland Cavs pensano a Juwan Howard, che piace anche ai Lakers

Dopo aver salutato il “traghettatore” Larry Drew, i Cleveland Cavs passeranno in rassegna i nomi più indicati per l’incarico di head coach, e spunta il nome di Juwan Howard.

L’ex giocatore NBA e oggi assistente allenatore di coach Erik Spoelstra ai Miami Heat rientrerebbe in una rosa ristretta di allenatori sul taccuino di Koby Altman, General Manager dei Cavs, rosa che comprenderebbe anche David Vanterpool, assistant coach di Terry Stotts ai Portland Trail Blazers e vecchia conoscenza del campionato italiano.

Sia Cavs che Los Angeles Lakers – alla ricerca del nuovo capo allenatore dopo l’addio di coach Luke Walton – hanno ottenuto il permesso di intavolare colloqui con Juwan Howard. L’intenzione di Altman è quella di testare in questo momento assistenti allenatori non impegnati ai playoffs, per poi ampliare la rosa di nomi successivamente.

Juwan Howard è assistente allenatore dei Miami Heat dal 2013, anno del suo ritiro dopo ben 19 stagioni tra Washington, Dallas, Denver, Houston e Miami.

Risoluzione contrattuale tra Cleveland Cavs e coach Larry Drew

I Cleveland Cavs e coach Larry Drew hanno raggiunto un accordo per la risoluzione del contratto, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN e Shams Charania di The Athletic.

Decisione condivisa tra l’ex assistente allenatore di Tyronn Lue ed i Cavs, che si metteranno immediatamente all’opera per trovare il nuovo capo allenatore della squadra campione NBA 2016.

Tra i candidati a sostituire Drew l’assistente allenatori degli Utah Jazz Alex Jensen, l’ex giocatore della Mens Sana Siena ed assistente allenatore di coach Terry Stotts ai Portland Trail Blazers David Vanterpool, Wes Unseld Jr dei Denver Nuggets e Darwin Ham dei Mlwaukee Bucks.

Coach Larry Drew era subentrato sulla panchina dei Cavs a Tyronn Lue lo scorso 28 ottobre, dopo una partenza con 6 sconfitte consecutive.

L’ultima volta senza LeBron James ai playoff NBA

LeBron James

E’ ormai arcinoto che i Los Angeles Lakers targati LeBron James non disputeranno i playoff e il fatto che una superstar di quel calibro non sarà presente in postseason è già di per se una notizia, che acquisisce ancor di più valore in quanto non accadeva dal 2004/2005.

L’ultima volta che LeBron non era presente ai playoff aveva appena vent’anni ed era alla seconda annata in NBA. Il 23 gialloviola da lì in poi ha accumulato migliaia di record e statistiche, tra cui 3 titoli, 9 finali di cui 8 consecutive e ben 13 partecipazioni playoff. La lega, e il mondo intero, è cambiata moltissimo da quella stagione e per rendersene conto appieno bisogna mettere in prospettiva il tutto e noi proveremo a farlo con dati (fonte ESPN, Sky, wikipedia) e curiosità varie.

I premi individuali furono assegnati a:

  • NBA Most Valuable Player Award: Steve Nash, Phoenix Suns
  • NBA Rookie of the Year Award: Emeka Okafor, Charlotte Bobcats
  • NBA Defensive Player of the Year Award: Ben Wallace, Detroit Pistons
  • NBA Sixth Man of the Year Award: Ben Gordon, Chicago Bulls
  • NBA Most Improved Player Award: Bobby Simmons, Los Angeles Clippers
  • NBA Coach of the Year Award: Mike D’Antoni, Phoenix Suns
  • NBA Executive of the Year Award: Bryan Colangelo, Phoenix Suns

LA SITUAZIONE IN NBA NEL 2004/2005: CHE NUMERI PER LEBRON JAMES

Il 95.6% dei giocatori attualmente in NBA non c’era nel 2004/2005. Dei partecipanti alle Finals di quella stagione, tra San Antonio Spurs e Detroit Pistons, l’unico ancora in NBA è Tony Parker. Steph Curry aveva iniziato a giocare da un anno nelle giovanili Charlotte Christian School, iniziava a calcare i primi parquet semi seri. Giannis Antetokounmpo, 10 anni, non aveva ancora iniziato a giocare a pallacanestro e aiutava la famiglia come venditore ambulante. Brandon Ingram e Lonzo Ball avevano 7 anni e da poco leggevano e scrivevano. Luke Walton, attuale coach di LeBron James ai Lakers, era al suo secondo anno da giocatore NBA. Ray Allen, con cui James ha vinto a Miami, era il miglior giocatore dei compianti Seattle Supersonics all’ultimo anno che fecero playoff. Le squadre della lega erano sì 30, ma lo erano appena diventate visto che i Charlotte Bobcats fecero il debutto proprio nel 2004/2005.

NBA Live affidò la copertina al giovane Carmelo Anthony; mentre NBA 2K5, all’epoca videogioco meno importante, scelse Ben Wallace dai Pistons come immagine di riferimento.

Quella stagione è anche la prima dall’addio di Shaquille O’Neal ai Lakers, a Natale ovviamente ci fu l’epica sfida col suo ex compagno Kobe Bryant, vinta da Miami 104-102. La NBA e gli Indiana Pacers salutano Reggie Miller nella stagione del ritiro. Il 2004/2005 è l’anno di Steve Nash, passato in estate ai Phoenix Suns e subito MVP della lega, insieme a Mike D’Antoni rivoluzionarono la pallacanestro e l’ex Olimpia Milano infatti fu votato come allenatore dell’anno in virtù del miglior record della lega 62-20. Vi dice qualcosa “The Malice at the Palace”? Beh, è solo la più grande rissa nella storia della NBA tra i Pistons e i Pacers. Ron Artest sospeso per le rimanenti 73 partite di regular più i playoff. Allen Iverson con 30.7 punti di media si laurea capocannoniere, vince anche l’MVP dell’All Star Game disputatosi al Pepsi Center di Denver, mettendo a referto 15 punti, 10 assist e 5 rubate nella vittoria 125-115 della Eastern Conference.

Steve Nash.

Con il record di 42-40 i Cavs di LeBron James non riescono a partecipare ai playoff, il Prescelto chiude l’anno con 27.2 punti, 7.4 rimbalzi e 7.2 assist e 2.2 recuperi di media in 42.4 minuti a partita (career high. Beh, anche lui come Federer e Nadal, non è cambiato poi molto in termini di mera produzione.

LA SERIE A DI BASKET E GLI ALTRI SPORT

Danilo Gallinari giocava per il Casalpusterlengo a 16 anni, prima di passare a Pavia. Romeo Sacchetti allenava il Castelletto Ticino. La Serie A 2004/2005 di pallacanestro ha sancito il secondo titolo della Fortitudo Bologna, in finale con l‘Olimpia Milano; l’MVP di quella stagione è stato Massimo Bulleri. La Serie A calcistica non è assegnata per quell’anno, in quanto la Juventus è stata condannata per illecito col caso Calciopoli. Il capocannoniere era stato Cristiano Lucarelli con 26 gol col Livorno. Il mondiale di F1 2005 va a Fernando Alonso su Renault: la leggenda dello spagnolo partirà da lì. Nel tennis Roger Federer vinceva Wimbledon e US Open, mentre Rafa Nadal si aggiudicava il suo primo Roland Garros (non è cambiato poi tanto in questo sport).

NEL MONDO

Gli Stati Uniti e in particolare l’area di New Orleans viene distrutta via dall’uragano Katrina, uno dei più paurosi nella storia dell’america. Le vittime ammontano a 1836 e i danni stimati in 108 miliardi di dollari, uno degli effetti è stato che la franchigia di Charlotte si è spostata per un periodo ad OKC e questo è stato importante per avere la successiva nascita dei Thunder. Il 16 febbraio entra in vigore il protocollo di Kyoto sull’emissione di gas tossici; vi aderiscono 141 Paesi, esclusi gli Stati Uniti. Il 2 Aprile muore Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II. Il 2005 è anche l’anno della fondazione di uno dei siti più significativi della storia: Youtube. Ai premi Oscar 2005 The Aviator di Martin Scorsese si aggiudica 5 premi e Million Dollar Baby di Clint Eastwood 4, ma quest’ultimo le statuette nelle categorie più ambite ed importanti.

LeBron James con la casacca dei Cleveland Cavaliers.

La NBA è cambiata molto nel gioco e negli atleti, i superteam non erano ancora sbocciati e l’incidenza del tiro da tre punti stava, proprio in quegli anni con Mike D’Antoni ai Suns, iniziando ad aumentare esponenzialmente. Ebbene questi soltanto due esempi che evidenziano un‘ottica diversa e l’era James è maestosa anche perché lui si è adattato ai cambiamenti suoi, dei compagni e di ciò che lo circondava. Il tutto aumentando la sua bravura in campo esponenzialmente, già il solo fatto che LBJ se non va in postseason sarà un brutto colpo per l’audience del prodotto ed è difficile immaginarselo di nuovi fuori anzitempo anche l’anno prossimo.

Magic e Pelinka in estate si giocano il loro futuro e quello della franchigia, perché LeBron non ai playoff per più di una stagione sarebbe incredibile. King James cercherà di aiutarli con telefonate e incontri con le superstar disponibili, ma la sensazione è che l’anno prossimo ci saranno almeno 2 giocatori molto forti in aggiunta al roster, tramite free agency e/o trade, il Re l’anno prossimo se va ai playoff non ci va per fare la comparsa, anzi.

 

Collin Sexton supera Irving, è primo tra i rookie dei Cavs per triple realizzate in stagione

Il rookie dei Cleveland Cavs Collin Sexton supera Kyrie Irving e diventa il giocatore al primo anno nella storia dei Cavaliers a realizzare più tiri da tre punti.

Sexton ha battuto il precedente primato di 73 tiri da tre punti a bersaglio nella sconfitta per 126-110 rimediata dai suoi Cavs all’American Airlines Arena di Miami, contro gli Heat. Per il prodotto di Alabama, 27 punti e 6 assist a fine gara, con 3 su 5 al tiro pesante ma ben 7 palle perse.

Kyrie Irving raggiunse quota 73 in 51 partite giocate durante la stagione 2011\12 (stagione accorciata a sole 66 partite dalla “serrata” in sede di trattative per il rinnovo del contratto di lavoro collettivo tra NBA, giocatori e proprietari). Sexton ha invece impiegato 66 gare per superare il primato dell’allora “Rookie of the Year” Irving, che chiuse l’annata con il 39.9% al tiro da tre punti.

Collin Sexton è attualmente terzo tra i rookie NBA per percentuale al tiro da tre punti (38.2%), dietro a Landry Shamet dei Los Angeles Clippers ed a Allonzo trier dei New York Knicks.

In 66 partite disputate, l’ex Alabama Crimson Tide Sexton ha sinora viaggiato a 15.2 punti e 2.9 assist a gara, con il 40% al tiro in 30.6 minuti d’impiego. La buona stagione d’esordio di Collin Sexton è una delle poche note positive dell’annata 2018\19 dei Cleveland Cavs, caratterizzata dal lungo infortunio di Kevin Love e dal licenziamento dopo sole 6 partite del coach campione NBA 2016 Tyronn Lue.

A fine stagione, Sexton si giocherà la nomina nel primo quintetto di matricole NBA assieme a Luka Doncic, ai pari-ruolo Trae Young e Shai Gilgeous-Alexander ed ai lunghi DeAndre AytonMarvin Bagley III e Jaren Jackson Jr.

Dinwiddie spinge i Nets oltre i Cavs, Atkinson “E’ un demone della velocità”

Spencer Dinwiddie guardia dei Brooklyn Nets

E’ un demone della velocità” ha dichiarato coach Kenny Atkinson sulla sua guardia, Spencer Dinwiddie E’ difficile stargli dietro“. I Brooklyn Nets sconfiggono i Cleveland Cavaliers per 113-107 dopo una partita di alti e bassi, senza dubbio meno passeggiata rispetto al blow-out sui Dallas Mavericks di lunedì notte.

Brooklyn parte forte, e a 9:45 dalla fine del primo tempo è avanti 37-22. Un buon parziale dei Cavs riporta tutto sul 44 pari. Alla pausa lunga i Nets sono ancora avanti, 55-50. Dagli spogliatoi escono meglio Kevin Love e compagni, che si affacciano al quarto quarto sopra 80-85. Inizia il periodo bene Brooklyn, con 9 punti di Caris LeVert, che nel finale lascia il testimone a Dinwiddie, il quale chiude la questione con 12 dei suoi complessivi 28 punti.

A supportarlo nella fatica i 25 punti di D’angelo Russell, che prende la squadra in mano nei momenti di difficoltà. Per i Cavs bene Love, rientrato ormai a pieno ritmo, con 24 punti e 16 rimbalzi, e David Nwaba, che fa registrare un career-high da 22 punti.

Brooklyn Nets, coach Atkinson nel pst partita: “Dinwiddie è una macchina da corsa”

Coach Atkinson ha speso parole dolci per coccolare Dinwiddie, da poco tornato dopo 14 partite saltate per infortunio. “Spencer è una macchina da corsa, un dragster. Quando attacca il ferro è difficile stargli dietro, questo è stato un game changer per noi“.

La guardia di Brooklyn è diventato un recordman di franchigia stanotte: 14 gare con 20 punti uscendo dalla panchina in una singola stagione.

D’Angelo Russell ha parlato della difesa dei suoi nei momenti di difficoltà. “Qualsiasi squadra può iniziare a giocare così, l’unico modo per fermare un’emorragia di punti è ottenere stop difensivi“. Infine coach Larry Drew, che ha allenato Lebron James, non ha potuto esimersi dal rispondere a una domanda a tema, nella notte  in cui l’ex Cleveland Cavs ha passato Michael Jordan al quarto posto nella classifica All-Time per punti segnati in carriera. “Sapete che Bron (LeBron James, ndr) è un giocatore speciale, sono molto contento di dire che nella mia carriera ho allenato diversi giocatori importanti, tra cui lui. Credo sia un lavoro incredibile“.

I Cleveland Cavs rimettono sotto contratto il “giramondo” Nik Stauskas

Cleveland Cavaliers

I Cleveland Cavs rimettono sotto contratto la guardia Nik Stauskas, che aveva lasciato Cleveland a seguito della trade a tre team che la settimana scorsa ha portato Iman Shumpert a Houston e Marquese Chriss e Brandon Knight ai Cavaliers.

Nik Stauskas e Wade Baldwin, provenienti da Portland (in cambio di Rodney Hood) e successivamente girati agli Houston Rockets, erano stati a loro volta spediti agli Indiana Pacers, in cambio di una futura seconda scelta, ed in seguito rilasciati da Indiana.

Dopo una “singolare” settimana fatta di scambi (ben tre) e cambi temporanei di casacca, il tiratore prodotto dell’università di Michigan fa dunque ritorno a Cleveland, con un contratto per il resto della stagione.

Con la maglia dei Portland Trail Blazers, l’ex Sacramento Kings e Philadelphia 76ers Stauskas ha viaggiato a 6.1 punti e 1.4 assist a gara, in 44 partite disputate.

Rodney Hood vola a Portland, ai Cavs Stauskas, Baldwin e due future seconde scelte

I Cleveland Cavs spediscono la guardia Rodney Hood ai Portland Trail Blazers, in cambio di Nik Stauskas e Wade Baldwin IV. Portland ha incluso nell’affare anche due future seconde scelte.

 

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Secondo fonti riportate da Wojnarowski, Cleveland riceverà una seconda scelta al draft 2021 ed un’altra al draft 2023.

 

Con Hood i Blazers si assicurano una soluzione offensiva di qualità dalla panchina, in cambio di Baldwin – giocatore al terzo anno da Vanderbilt, poco utilizzato da coach Terry Stotts – e dell’ex Sacramento Kings e Philadelphia 76ers Stauskas, nelle ultime settimane uscito dalle rotazioni di coach Stotts dopo un buon inizio di stagione, anche a causa di alcuni guai fisici.

 

 

Come riportato da NBAPassion.com nella giornata di domenica, Rodney Hood era stato accostato a San Antonio Spurs e Golden State Warriors. L’ex giocatore degli Utah Jazz, arrivato a Cleveland nel febbraio 2018, sarà free agent a fine stagione. I Blazers avranno l’opportunità di rifirmare Hood utilizzando la mid-level exception da circa 5 milioni di dollari concessa alle squadre in territorio luxury tax. Nik Stauskas e Wade Baldwin saranno free agent a fine stagione.

 

I Cleveland Cavaliers proseguono nell’opera di ricostruzione ed abbattimento del payroll. Le cessioni di Hood, Kyle Korver (finito a Utah), George Hill e Sam Dekker (girati ai Milwaukee Bucks) sono fruttate ai Cavs ben 7 future scelte al draft (una al primo giro e sei al secondo). I Cavaliers tenteranno sino all’ultimo momento disponibile di imbastire una trade per Alec Burks, arrivato da Utah nell’affare Korver lo scorso 29 novembre e prossimo free agent.

 

I Cavs taglieranno Kobi Simmons per liberare lo spot necessario per i due nuovi arrivi.

 

In stagione Rodney Hood ha disputato finora 45 partite, viaggiando a 12.2 punti e 2.5 rimbalzi a gara, col 42.7% al tiro ed il 36.2% al tiro da tre punti.

Cavs, secondo contratto decadale per la point guard Cameron Payne

Cameron Payne

Cleveland Cavs, secondo contratto decadale per la point-guard Cameron Payne.

I Cavaliers e l’ex giocatore di Chicago Bulls e Oklahoma City Thunder hanno raggiunto un accordo per un secondo “stint” di 10 giorni. La squadra allenata da coach Lary Drew prende in questo modo ulteriore tempo per valutare le prestazioni di Payne, e considerare un’eventuale conferma del prodotto di Murray State sino al termine della stagione.

Ad annunciare la notizia dell’accordo i Cleveland Cavs, tramite comunicato ufficiale.

In quattro partite giocate con la maglia di Cleveland, Cameron Payne ha viaggiato a 8.8 punti e 2.7 assist a gara, in 17.7 minuti d’impiego. In stagione, l’ex Thunder aveva disputato 31 partite in maglia Chicago Bulls (5,7 punti e 2.7 assist in circa 17 minuti), prima di essere rilasciato.

Chiuso il caso Patrick McCaw, la NBA: “Nessuna infrazione da parte dei Cleveland Cavs”

La NBA mette la parola fine sui sospetti di presunte irregolarità della firma e successivo taglio del restricted free agent Patrick McCaw con i Cleveland Cavs.

L’ex Golden State Warriors Patrick McCaw aveva trovato un accordo per un biennale da 6 milioni di dollari complessivi con i Cavaliers lo scorso 30 dicembre. Una settimana più tardi, i Cavs hanno tagliato il giocatore, prima che il primo anno dell’accordo diventasse garantito per il resto della stagione (dallo scorso 7 gennaio).

Su sollecitazione degli Warriors, la NBA ha preso in esame le modalità della firma tra McCaw ed i Cavs, per determinare l’esistenza di “accordi sottobanco” tra l’ex UNLV e la squadra di Cleveland.

Dopo una settimana di investigazioni, la lega ha deciso di archiviare la pratica, stabilendo come i Cleveland Cavaliers non abbiano infranto alcuna norma del contratto di lavoro collettivo (Collective Bargain Agreement) tra la NBA ed i suoi giocatori.

Patrick McCaw si è accordato lo scorso 9 gennaio con i Toronto Raptors. Per l’ex Warriors un contratto fino al termine della stagione in corso.

Cavs, si ferma Larry Nance Jr: distorsione al ginocchio ed almeno due settimane di stop

Cleveland Cavs, infortunio per Larry Nance Jr. Una risonanza magnetica effettuata nella giornata di giovedì ha riscontrato per l’ex giocatore dei Los Angeles Lakers una distorsione del legamento mediale collaterale del ginocchio destro.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN, che cita fonti della lega. Larry Nance Jr ha saltato la trasferta di New Orleans dei suoi Cavs, sconfitti per 140-124 allo Smoothie King Center dai Pelicans di Anthony Davis.

Nance rimarrà fermo per due\quattro settimane, trascorse le quali le condizioni del giocator saranno rivalutate.

L’assenza di Nance si aggiunge a quella di lunga data di Kevin Love (si avvicina la data del rientro in campo per l’All-Star “superstite” dei Cavs), ed a quelle più recenti di David Nwaba e Rodney Hood. Coach Larry Drew distribuirà i minuti di Larry Nance Jr tra i veterani Tristan Thompson e Channing Frye, ed i giovani Jalen Jones e Ante Zizic.

I Pelicans ri-travolgono i Cavs e riabbracciano Nikola Mirotic: “Mi siete mancati, amo questa città”

Dopo la sonora sconfitta casalinga per mano dei New Orleans Pelicans (un 133-98 da record, a suo modo), il coach dei Cleveland Cavs Larry Drew aveva messo in discussione sforzo ed intensità agonistica dei suoi uomini, annunciando novità nelle rotazioni.

Dopo i Pelicans, una sconfitta onorevole ma pur sempre evidente, sempre a Cleveland, contro gli Indiana Pacers non aveva certo risollevato un gran che gli animi in casa Cavs, giunti alla decima sconfitta consecutiva ed attesi da una trasferta ad ovest, che li porterà a visitare Houston, Portland, Los Angeles (sponda Lakers), Utah e Denver.

La prima fermata del viaggio ad ovest era però la New Orleans di Mr Anthony Davis, quella del suddetto 133-98.

Allo Smoothie King Center di New Orleans, Pelicans-Cavs termina 140-124. I derelitti Cavaliers riescono a fare peggio di quanto ottenuto appena quattro giorni fa con i medesimi avversari, subendo 81 (!) punti nel secondo tempo, dopo aver iniziato la gara con un primo quarto da ben 38 punti segnati.

8 su 8 da tre punti per aprire la partita per i Cavs, giusto il tempo per Anthony Davis di scaldarsi e chiudere la gara con 36 punti, 13 rimbalzi, 7 assist e 4 stoppate.

I Pelicans recuperano lo svantaggio già nel secondo periodo (34-25) prima di aprire il gas e segnare rispettivamente 41 e 40 punti nei successivi due quarti.

Coach Gentry deve rinunciare ad E’Twaun Moore (quadricipite) ma riaccoglie a braccia aperte Nikola Mirotic. Il montenegrino con passaporto spagnolo fa il suo rientro in campo dopo 12 gare d’assenza, e chiude con 17 punti e 4 rimbalzi in 22 minuti di gioco. Per NOLA anche 19 punti in altrettanti minuti del secondo anno da Duke Frank Jackson.

Per Cleveland (8-34), assenti Larry Nance Jr, David Nwaba e Rodney Hood, ed esordio per Cameron Payne. Per l’ex OKC e Chicago Bulls, arrivato due giorni fa ai Cavs con un contratto decadale, 16 punti e 2 assist in 22 minuti d’impiego.

Pelicans-Cavs, Nikola Mirotic: “Mi sono mancati i miei compagni, bella vittoria”

 

Il ritorno di Nikola Mirotic sarà fondamentale per le fortune dei New Orleans Pelicans (20-22), a loro volta attesi da un giro di trasferte tra Minnesota, LA Clippers, Golden State, Portland e Memphis nelle prossime 5 gare.

Così il montenegrino-spagnolo a fine partita:

Tornare in campo con i miei compagni è stato bellissimo, mi sono mancati e mi è mancanto tantissimo il campo. Nel secondo tempo abbiamo profuso un grande sforzo, ed abbiamo giocato in modo semplice, distribuendo bene il pallone. Abbiamo tante armi in attacco, una buona vittoria. Nel primo tempo mi sono sentito un po’ a disagio, ma nel secondo le cose sono migliorate, i miei compagni mi hanno aiutato e dato tanta energia, sono tornato a divertirmi in campo. Un bel giorno, sono tornato, abbiamo vinto. Il pubblico? Ho apprezzato molto l’accolgienza, amo New Orleans e questo pubblico

– Nikola Mirotic dopo Pelicans-Cavs –

 

 

Patrick McCaw verso i Toronto Raptors, i Cleveland Cavs evitano sanzioni?

Patrick McCaw diretto in Canada, per l’ex Warriors e Cavs previsto un contratto annuale con i Toronto Raptors.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowksi di ESPN. McCaw era stato tagliato dai Cleveland Cavs solo una settimana dopo la firma di un contratto biennale parzialmente garantito con la squadra allenata da coach Larry Drew.

Un caso controverso che ha generato – su richiesta della ex squadra del prodotto di UNLV, i Golden State Warriors – un’indagine formale della NBA.

La lega indagherà su un eventuale tentativo dei Cavaliers di aggirare le regole salariali, offrendo al restricted free agent McCaw un contratto che la squadra che ne deteneva i diritti – Golden State – non avrebbe potuto pareggiare per motivi salariali, per poi tagliare il giocatore e ri-accordarsi con quest’ultimo a cifre minori.

Il regolamento NBA vieta espressamente “accordi sottobanco” e “gentlemen agreements” tra squadre e giocatori, e prevede sanzioni economiche ed amministrative in caso di infrazioni.

Il probabile accordo tra Patrick McCaw ed i Toronto Raptors dovrebbe scardinare ogni sospetto di colpevolezza ai danni dei Cleveland Cavs. Come riportato da ESPN, la NBA aveva già esaminato e approvato l’offerta dei Cavaliers per l’ex Warriors.

L’ex UNLC Rebels è uscito nella serata di mercoledì dalla lista dei giocatori svincolati, ed è pertanto libero di firmare a qualsiasi cifra con qualsiasi squadra.