I Cleveland Cavs rimettono sotto contratto il “giramondo” Nik Stauskas

Cleveland Cavaliers

I Cleveland Cavs rimettono sotto contratto la guardia Nik Stauskas, che aveva lasciato Cleveland a seguito della trade a tre team che la settimana scorsa ha portato Iman Shumpert a Houston e Marquese Chriss e Brandon Knight ai Cavaliers.

Nik Stauskas e Wade Baldwin, provenienti da Portland (in cambio di Rodney Hood) e successivamente girati agli Houston Rockets, erano stati a loro volta spediti agli Indiana Pacers, in cambio di una futura seconda scelta, ed in seguito rilasciati da Indiana.

Dopo una “singolare” settimana fatta di scambi (ben tre) e cambi temporanei di casacca, il tiratore prodotto dell’università di Michigan fa dunque ritorno a Cleveland, con un contratto per il resto della stagione.

Con la maglia dei Portland Trail Blazers, l’ex Sacramento Kings e Philadelphia 76ers Stauskas ha viaggiato a 6.1 punti e 1.4 assist a gara, in 44 partite disputate.

Rodney Hood vola a Portland, ai Cavs Stauskas, Baldwin e due future seconde scelte

I Cleveland Cavs spediscono la guardia Rodney Hood ai Portland Trail Blazers, in cambio di Nik Stauskas e Wade Baldwin IV. Portland ha incluso nell’affare anche due future seconde scelte.

 

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Secondo fonti riportate da Wojnarowski, Cleveland riceverà una seconda scelta al draft 2021 ed un’altra al draft 2023.

 

Con Hood i Blazers si assicurano una soluzione offensiva di qualità dalla panchina, in cambio di Baldwin – giocatore al terzo anno da Vanderbilt, poco utilizzato da coach Terry Stotts – e dell’ex Sacramento Kings e Philadelphia 76ers Stauskas, nelle ultime settimane uscito dalle rotazioni di coach Stotts dopo un buon inizio di stagione, anche a causa di alcuni guai fisici.

 

 

Come riportato da NBAPassion.com nella giornata di domenica, Rodney Hood era stato accostato a San Antonio Spurs e Golden State Warriors. L’ex giocatore degli Utah Jazz, arrivato a Cleveland nel febbraio 2018, sarà free agent a fine stagione. I Blazers avranno l’opportunità di rifirmare Hood utilizzando la mid-level exception da circa 5 milioni di dollari concessa alle squadre in territorio luxury tax. Nik Stauskas e Wade Baldwin saranno free agent a fine stagione.

 

I Cleveland Cavaliers proseguono nell’opera di ricostruzione ed abbattimento del payroll. Le cessioni di Hood, Kyle Korver (finito a Utah), George Hill e Sam Dekker (girati ai Milwaukee Bucks) sono fruttate ai Cavs ben 7 future scelte al draft (una al primo giro e sei al secondo). I Cavaliers tenteranno sino all’ultimo momento disponibile di imbastire una trade per Alec Burks, arrivato da Utah nell’affare Korver lo scorso 29 novembre e prossimo free agent.

 

I Cavs taglieranno Kobi Simmons per liberare lo spot necessario per i due nuovi arrivi.

 

In stagione Rodney Hood ha disputato finora 45 partite, viaggiando a 12.2 punti e 2.5 rimbalzi a gara, col 42.7% al tiro ed il 36.2% al tiro da tre punti.

Cavs, secondo contratto decadale per la point guard Cameron Payne

Cameron Payne

Cleveland Cavs, secondo contratto decadale per la point-guard Cameron Payne.

I Cavaliers e l’ex giocatore di Chicago Bulls e Oklahoma City Thunder hanno raggiunto un accordo per un secondo “stint” di 10 giorni. La squadra allenata da coach Lary Drew prende in questo modo ulteriore tempo per valutare le prestazioni di Payne, e considerare un’eventuale conferma del prodotto di Murray State sino al termine della stagione.

Ad annunciare la notizia dell’accordo i Cleveland Cavs, tramite comunicato ufficiale.

In quattro partite giocate con la maglia di Cleveland, Cameron Payne ha viaggiato a 8.8 punti e 2.7 assist a gara, in 17.7 minuti d’impiego. In stagione, l’ex Thunder aveva disputato 31 partite in maglia Chicago Bulls (5,7 punti e 2.7 assist in circa 17 minuti), prima di essere rilasciato.

Chiuso il caso Patrick McCaw, la NBA: “Nessuna infrazione da parte dei Cleveland Cavs”

La NBA mette la parola fine sui sospetti di presunte irregolarità della firma e successivo taglio del restricted free agent Patrick McCaw con i Cleveland Cavs.

L’ex Golden State Warriors Patrick McCaw aveva trovato un accordo per un biennale da 6 milioni di dollari complessivi con i Cavaliers lo scorso 30 dicembre. Una settimana più tardi, i Cavs hanno tagliato il giocatore, prima che il primo anno dell’accordo diventasse garantito per il resto della stagione (dallo scorso 7 gennaio).

Su sollecitazione degli Warriors, la NBA ha preso in esame le modalità della firma tra McCaw ed i Cavs, per determinare l’esistenza di “accordi sottobanco” tra l’ex UNLV e la squadra di Cleveland.

Dopo una settimana di investigazioni, la lega ha deciso di archiviare la pratica, stabilendo come i Cleveland Cavaliers non abbiano infranto alcuna norma del contratto di lavoro collettivo (Collective Bargain Agreement) tra la NBA ed i suoi giocatori.

Patrick McCaw si è accordato lo scorso 9 gennaio con i Toronto Raptors. Per l’ex Warriors un contratto fino al termine della stagione in corso.

Cavs, si ferma Larry Nance Jr: distorsione al ginocchio ed almeno due settimane di stop

Cleveland Cavs, infortunio per Larry Nance Jr. Una risonanza magnetica effettuata nella giornata di giovedì ha riscontrato per l’ex giocatore dei Los Angeles Lakers una distorsione del legamento mediale collaterale del ginocchio destro.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN, che cita fonti della lega. Larry Nance Jr ha saltato la trasferta di New Orleans dei suoi Cavs, sconfitti per 140-124 allo Smoothie King Center dai Pelicans di Anthony Davis.

Nance rimarrà fermo per due\quattro settimane, trascorse le quali le condizioni del giocator saranno rivalutate.

L’assenza di Nance si aggiunge a quella di lunga data di Kevin Love (si avvicina la data del rientro in campo per l’All-Star “superstite” dei Cavs), ed a quelle più recenti di David Nwaba e Rodney Hood. Coach Larry Drew distribuirà i minuti di Larry Nance Jr tra i veterani Tristan Thompson e Channing Frye, ed i giovani Jalen Jones e Ante Zizic.

I Pelicans ri-travolgono i Cavs e riabbracciano Nikola Mirotic: “Mi siete mancati, amo questa città”

Dopo la sonora sconfitta casalinga per mano dei New Orleans Pelicans (un 133-98 da record, a suo modo), il coach dei Cleveland Cavs Larry Drew aveva messo in discussione sforzo ed intensità agonistica dei suoi uomini, annunciando novità nelle rotazioni.

Dopo i Pelicans, una sconfitta onorevole ma pur sempre evidente, sempre a Cleveland, contro gli Indiana Pacers non aveva certo risollevato un gran che gli animi in casa Cavs, giunti alla decima sconfitta consecutiva ed attesi da una trasferta ad ovest, che li porterà a visitare Houston, Portland, Los Angeles (sponda Lakers), Utah e Denver.

La prima fermata del viaggio ad ovest era però la New Orleans di Mr Anthony Davis, quella del suddetto 133-98.

Allo Smoothie King Center di New Orleans, Pelicans-Cavs termina 140-124. I derelitti Cavaliers riescono a fare peggio di quanto ottenuto appena quattro giorni fa con i medesimi avversari, subendo 81 (!) punti nel secondo tempo, dopo aver iniziato la gara con un primo quarto da ben 38 punti segnati.

8 su 8 da tre punti per aprire la partita per i Cavs, giusto il tempo per Anthony Davis di scaldarsi e chiudere la gara con 36 punti, 13 rimbalzi, 7 assist e 4 stoppate.

I Pelicans recuperano lo svantaggio già nel secondo periodo (34-25) prima di aprire il gas e segnare rispettivamente 41 e 40 punti nei successivi due quarti.

Coach Gentry deve rinunciare ad E’Twaun Moore (quadricipite) ma riaccoglie a braccia aperte Nikola Mirotic. Il montenegrino con passaporto spagnolo fa il suo rientro in campo dopo 12 gare d’assenza, e chiude con 17 punti e 4 rimbalzi in 22 minuti di gioco. Per NOLA anche 19 punti in altrettanti minuti del secondo anno da Duke Frank Jackson.

Per Cleveland (8-34), assenti Larry Nance Jr, David Nwaba e Rodney Hood, ed esordio per Cameron Payne. Per l’ex OKC e Chicago Bulls, arrivato due giorni fa ai Cavs con un contratto decadale, 16 punti e 2 assist in 22 minuti d’impiego.

Pelicans-Cavs, Nikola Mirotic: “Mi sono mancati i miei compagni, bella vittoria”

 

Il ritorno di Nikola Mirotic sarà fondamentale per le fortune dei New Orleans Pelicans (20-22), a loro volta attesi da un giro di trasferte tra Minnesota, LA Clippers, Golden State, Portland e Memphis nelle prossime 5 gare.

Così il montenegrino-spagnolo a fine partita:

Tornare in campo con i miei compagni è stato bellissimo, mi sono mancati e mi è mancanto tantissimo il campo. Nel secondo tempo abbiamo profuso un grande sforzo, ed abbiamo giocato in modo semplice, distribuendo bene il pallone. Abbiamo tante armi in attacco, una buona vittoria. Nel primo tempo mi sono sentito un po’ a disagio, ma nel secondo le cose sono migliorate, i miei compagni mi hanno aiutato e dato tanta energia, sono tornato a divertirmi in campo. Un bel giorno, sono tornato, abbiamo vinto. Il pubblico? Ho apprezzato molto l’accolgienza, amo New Orleans e questo pubblico

– Nikola Mirotic dopo Pelicans-Cavs –

 

 

Patrick McCaw verso i Toronto Raptors, i Cleveland Cavs evitano sanzioni?

Patrick McCaw diretto in Canada, per l’ex Warriors e Cavs previsto un contratto annuale con i Toronto Raptors.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowksi di ESPN. McCaw era stato tagliato dai Cleveland Cavs solo una settimana dopo la firma di un contratto biennale parzialmente garantito con la squadra allenata da coach Larry Drew.

Un caso controverso che ha generato – su richiesta della ex squadra del prodotto di UNLV, i Golden State Warriors – un’indagine formale della NBA.

La lega indagherà su un eventuale tentativo dei Cavaliers di aggirare le regole salariali, offrendo al restricted free agent McCaw un contratto che la squadra che ne deteneva i diritti – Golden State – non avrebbe potuto pareggiare per motivi salariali, per poi tagliare il giocatore e ri-accordarsi con quest’ultimo a cifre minori.

Il regolamento NBA vieta espressamente “accordi sottobanco” e “gentlemen agreements” tra squadre e giocatori, e prevede sanzioni economiche ed amministrative in caso di infrazioni.

Il probabile accordo tra Patrick McCaw ed i Toronto Raptors dovrebbe scardinare ogni sospetto di colpevolezza ai danni dei Cleveland Cavs. Come riportato da ESPN, la NBA aveva già esaminato e approvato l’offerta dei Cavaliers per l’ex Warriors.

L’ex UNLC Rebels è uscito nella serata di mercoledì dalla lista dei giocatori svincolati, ed è pertanto libero di firmare a qualsiasi cifra con qualsiasi squadra.

La NBA indagherà sull’affare Patrick McCaw-Cleveland Cavs, a seguito di un esposto di Golden State

La NBA apre un’indagine sulla questione Patrick McCaw-Cleveland Cavs. L’ex UNLV e Golden State Warriors Patrick McCaw aveva raggiunto due settimane fa un accordo per un contratto biennale parzialmente garantito da 6 milioni di dollari con i Cavaliers.

Gli Warriors avevano deciso di non pareggiare l’offerta del duo Altman-Gilbert per la guardia al terzo anno, lasciando il giocatore libero di accasarsi in Ohio. Il contratto di McCaw sarebbe diventato garantito solo dopo il 7 gennaio scorso, deadline ufficiale par la conferma o rinuncia dei contratti parzialmente garantiti per le 30 squadre NBA.

Dopo una settimana e sole 3 partite disputate a Cleveland, i Cavs hanno deciso di tagliare Patrick McCaw. Contemporanamente al taglio di McCaw è arrivata la notizia della firma di un contratto decadale da parte dei Cleveland Cavs per la point-guard ex Oklahoma City Thunder e Chicago Bulls Cameron Payne.

Su sollecitazione dei Golden State Warriors – come riportato da Marc Stein del NY Times – la NBA ha dunque deciso di indagare sull’operazione condotta dai Cleveland Cavaliers.

Formalmente, la condotta del front office di Cleveland non comporta alcuna violazione del regolamento NBA. Una squadra ha la facoltà di offrire ad un restricted free agent (come nel caso di McCaw) un contratto non garantito, e non esistono norme che vietino il taglio pressoché immediato del giocatore stesso, da parte della nuova squadra.

Patrick McCaw-Cleveland Cavs, cosa rischiano i Cavs?

 

La lega indagherà sulle intenzioni dei Cleveland Cavs. Esiste la possibilità che i Cavaliers possano aver esteso l’offerta all’ex UNLV Rebels col solo l’intento di “indurne ed agevolarne l’uscita” da Golden State.

I Cavs hanno manifestato l’interesse a rifirmare Patrick McCaw con un accordo economicamente meno impegnativo, in caso nessuna squadra fosse interessata a “richiamare” l’ex Warriors dalla lista svincolati nelle 48 ore successive al taglio.

Il regolamento NBA vieta espressamente a squadre e giocatori di siglare “accordi non autorizzati, basati su termini impliciti – in forma scritta o verbale – o che includano promesse, dichiarazioni di intenti, impegni formali o sottintesi di alcun tipo”. Le sanzioni previste per tali infrazioni possono raggiungere i 3\6 milioni di dollari e\0 la perdita di diritti di scelta al draft NBA.

Motivi salariali hanno impedito ai Golden State Warriors di pareggiare l’offerta dei Cleveland Cavs per McCaw. L’ex UNLV uscirà ufficialmente dalla lista svincolati alle 23 (ora italiana) di mercoledì 9 gennaio. Il sospetto dei bi-campioni NBA è che Cleveland e giocatore si fossero accordati sin dall’inizio per tale soluzione, allo scopo di forzare la mano agli Warriors.

Steve Kerr, coach dei Golden State Warriors, ha così commentato:

Non sapevo del nostro esposto alla lega, ho tante altre cose di cui preoccuparmi. Di certo, l’intera faccenda mi è sembrata un po’ strana, non avevo mai sentito di un’offerta non garantita per un restricted free agent, prima d’ora”

– Steve Kerr sulla questione Patrick McCaw-Cleveland Cavs –

Cleveland Cavs sempre più in basso, coach Larry Drew annuncia cambi: “Squadra piatta, ci saranno novità”

La sconfitta subita dai Cleveland Cavs per mano dei non irresistibili New Orleans Pelicans sabato notte alla Quicken Loans Arena di Cleveland è stata probabilmente eccessiva anche per una squadra con poco o nulla da chiedere più alla propria stagione.

Il passivo subito dagli uomini di coach Larry Drew, un netto 133-98, è valido per la quinta sconfitta consecutiva con almeno 20 punti di scarto subita dai Cavs. Una striscia negativa senza precedenti nella NBA e nello sport professionistico americano, come riportato da Joe Vardon per The Athletic.

Una serie di prestazioni che avrà conseguenze sulle rotazioni di Larry Drew. Le assenze di Kevin Love, Rodney Hood, Matthew Dellavedova e David Nwaba non possono essere ridimensionate, ma nemmeno usate come scusante.

Coach Drew ha definito “piatta” la partita dei suoi, annunciando cambi in quintetto base a partire dai prossimi impegni dei Cleveland Cavs. Uno dei promossi potrebbe essere Jalen Jones, ala al terzo anno prodotto di Texas A&M, ed apparso brevemente con le maglie di Dallas Mavs e Toronto Raptors in passato.

Nella disfatta di sabato, Jones è apparso uno dei giocatori più attivi, chiudendo con 15 punti, 5 rimbalzi e 3 assist in 28 minuti di gioco. I Cavs hanno firmato l’ex Aggies con un “two-way contract” il 2 dicembre scorso, ed in 13 partite disputate Jones ha viaggiato sinora a 4.8 punti e 2.4 rimbalzi a gara, in 12.3 minuti d’impiego.

Cleveland Cavs, Kevin Love torna ad allenarsi, si avvicina il rientro in campo

Cleveland Cavs, si avvicina il ritorno in campo di Kevin Love. La star dei Cavaliers è ferma dallo scorso 28 ottobre a causa di un infortunio all’alluce sinistro. Infortunio procuratosi durante la prima sfida di pre-season, e che ha richiesto un intervento chirurgico.

Lo staff medico dei Cavs ha nella giornata di giovedì autorizzato il 5 volte All-Star a riprendere gli allenamenti e l’attività agonistica. Love sarà impegnato nei prossimi giorni in sedute leggere e senza contatto fisico, ed una tabella di marcia verso il completo recupero sarà stilata solo successivamente.

Kevin Love, fresco di un rinnovo contrattuale da 4 anni e 120 milioni di dollari complessivi con la franchigia dell’Ohio, ha disputato sinora solo quattro partite in questa stagione. I Cavs (8-30) occupano attualmente l’ultimo posto nella Eastern Conference, ad una gara di sistanza dai New York Knicks, e sono al momento titolari del peggior record assoluto nell’intera lega.

I Cleveland Cavaliers sono state una delle squadre più attive sul mercato in questa stagione. Kyle Korver (finito a Utah), J.R. Smith (fuori squadra) e George Hill (volato a Milwaukee) hanno già lasciato l’Ohio, ed a stagione in corso sono arrivati Alec Burks (via Utah), Patrick McCaw e Matthew Dellavedova.

Patrick McCaw si presenta ai Cavs: “Una nuova sfida, due anni bellissimi a Golden State”

Cleveland Cavaliers

Patrick McCaw è da circa 24 ore ufficialmente un giocatore dei Cleveland Cavaliers. I Golden State Warriors non hanno pareggiato il biennale da 6 milioni di dollari offerto all’ex UNLV dai Cavs nella giornata di sabato, favorendo l’arrivo del due volte campione NBA alla corte di coach Larry Drew.

McCaw ha sostenuto in giornata il primo allenamento con i nuovi compagni. Ai cronisti, dopo la sessione, il neo aquisto dei Cavs ha attribuito a “ragioni personali” il mancato accordo con gli Warriors in estate, nonostante la volontà di coach Steve Kerr di trattenere l’ex UNLV Rebels:

Giocare a Golden State è stato fantastico. I compagni, gli allenatori, non c’è mai stato un singolo problema che mi abbia portato a lasciare Oakland. Si è trattato di ragioni personali, il desiderio di voltare pagina e cercare una nuova avventura altrove. Non ho mai avuto nulla contro gli Warriors, giocatori, staff e front office. Solo motivi personali. Che contributo darò ai Cavs? So giocare, posso difendere su più giocatori e gestire il pallone, sono un buon tiratore. Guardia, point-guard, non fa differenza, sono un giocatore di pallacanestro. Scommetto su di me, molti giocatori nella mia stessa situazione, a 22-23 anni, non avrebbero preso la stessa strada che ho scelto io. L’anno scorso ho avuto degli infortuni, ma ho continuato a lavorare e pretendere il meglio da me

– Patrick McCaw sui Golden State Warriors –

 

 

Lo scorso ottobre, Patrick McCaw aveva rifiutato un biennale non garantito da 5.2 milioni di dollari con Golden State, preferendo rimanere inattivo e cercare una sistemazione diversa. Sistemazione che ora ha raggiunto a Cleveland.

I Cavs potranno decidere se confermare o meno McCaw entro il 7 gennaio prossimo. Solo allora il contratto dell’ex Warriors diverrà garantito.

Steve Kerr ha così commentato la partenza di Patrick McCaw:

Sono personalmente un poco triste per come sono andate le cose. Ho sempre apprezzato il giocatore, lo scegliemmo per una ragione e penso abbia fatto un buon lavoro qui. Lo avremmo tutti riaccolto a braccia aperte, le implicazioni finanziarie di una sua riconferma lo hanno però impedito. La squadra aveva bisogno di maggior flessibilità, e di tenere aperto l’ultimo posto disponibile a roster per eventuali addizioni in corsa (…) è stato un peccato, auguriamo comunque a Patrick (McCaw, ndr) il meglio per la sua carriera, spero possa fare bene a Cleveland

– Steve Kerr su Patrick McCaw –

I Cleveland Cavs offrono un biennale all’ex Golden State Warriors Patrick McCaw

Patrick McCaw

Patrick McCaw-Cavs, Cleveland propone alla guardia ex Golden State Warriors un accordo biennale da 6 milioni di dollari.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Cleveland Cavs hanno offerto a Patrick McCaw un biennale non garantito. L’ex Warriors è attualmente ee arestricted frgent, e Golden State potrà decidere se pareggiare o meno l’offerta di Koby Altman.

In caso di firma con ciascuna delle due squadre il contratto proposto diventerà garantito solo a partire dal prossimo 7 gennaio. McCaw aveva rifiutato in estate un biennale non garantito con Golden State, del valore complessivo di 5.2 milioni di dollari.

La vicenda Warriors-McCaw non è stata priva di elementi controversi. Nonostante la ribadita volontà del front office dei bi-campioni NBA di trattenere il prodotto di UNLV, McCaw non ha dimostrato interesse nel ritornare in squadra, deciso a cercare sistemazione e contratto più convenienti.

Nessuna offerta è però arrivata per il giocatore nei mesi successivi il mancato accordo con Golden State. Cleveland, squadra in ricostruzione e con minuti disponibili nello spot di guardia, è decisa a dare una chance all’ex Runnin’ Rebels, un’eventuale decisone da parte degli warriors di pareggiare la proposta dei Cavs farebbe lievitare ad oltre 11 milioni di dollari la luxury tax attualmente versata dalla fanchigia di Oakland.