Cavs-Raptors, rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, tre partite di squalifica per Ibaka

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Rissa alla Quicken Loans Arena di Cleveland tra Marquese Chriss, neo-acquisto dei padroni di casa Cavaliers, e Serge Ibaka dei Toronto Raptors, sul finale del terzo quarto di gioco della facile vittoria di Kevin Love e compagni.

126-101 il risultato finale tra Cavs e Raptors. I Cavaliers, guidati da un Collin Sexton da 28 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e 4 su 7 dalla lunga distanza mettono la freccia del sorpasso nel terzo quarto, chiuso con un parziale di 32-22, prima della rissa Ibaka-Chriss che chiude di fatto la partita.

Prova convincente dei Cleveland Cavs, che mandano l’intero quintetto in doppia cifra (doppia-doppia da 16 + 18 per Kevin Love, 19 di Cedi Osman e 16 con 7 rimbalzi per ante Zizic). Toronto riaccoglie Kawhi Leonard (25 punti e 9 rimbalzi in 31 minuti) ma si rivela troppo fallosa (24 falli di squadra) ed imprecisa al tiro da fuori (11 su 39 a fine gara).

Rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, le sanzione della NBA

Allo scadere del terzo quarto, col punteggio fissato sul 91-77 per Cleveland, i Raptors tentano una rimessa lunga da fondo-campo. Lottando per la posizione sotto canestro, Serge Ibaka e Marquese Chriss si allacciano, con l’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder che finisce a terra mentre il pallone termina fuori ed il tempo scade.

Dopo il mancato fischio arbitrale, Ibaka si alza di scatto e si dirige verso Chriss, girato di spalle, cingendolo per il collo e cercando di colpirlo. I due giocatori lottano per qualche secondo, mentre Ibaka cerca di colpire di nuovo l’ex giocatore dei Phoenix Suns con un destro, che per fortuna non va a bersaglio.

Arbitri e giocatori accorrono, separando i due. Ibaka viene allontanato e prende la via degli spogliatoi ancora prima che la sua espulsione diventi ufficiale. Dopo aver visionato l’accaduto con l’aiuto dell’istant replay, gli arbitri decretano la doppia espulsione per Serge Ibaka e Marquese Chriss.

I due giocatori erano già stati protagonisti di alcuni scontri di gioco nel corso della partita: durante il secondo quarto, Ibaka era finito a terra dopo una lotta a rimbalzo tra i due.

Come riportato da ESPN, e come visibile dalle immagini, è probabile che a scatenare l’ira del lungo dei Toronto Raptors sia stata qualche “parolina” di troppo di Chriss. Serge Ibaka, che già due stagioni fa era stato espulso a seguito di una rissa con Robin Lopez dei Chicago Bulls, e per un alterco con James Johnson dei Miami Heat nella stagione successiva, rischia una squalifica nell’ordine delle 3-5 gare.

Rissa Ibaka-Chriss, tre partite di sospensione per il lungo dei Raptors

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter nella serata di martedì, sarebbero tre le partite di sospensione per Serge Ibaka. Una sola partita di sospensione per Marquese Chriss.

Come riportato da Bobby Marks per ESPN, le tre partite di sospensione senza paga per Ibaka arriverebbero a costare all’ex giocatore degli Oklahoma Cuty Thunder sino 149mila dollari per ogni gara saltata.

Riconosciuto per Ibaka il ruolo di “istigatore” del confronto fisico tra i due giocatori, aggravato dai precedenti del lungo congolese di passaporto spagnolo. Una gara di sospensione per Chriss, colpevole di aver cercato di colpire Ibaka con un pugno.

Collin Sexton supera Irving, è primo tra i rookie dei Cavs per triple realizzate in stagione

Il rookie dei Cleveland Cavs Collin Sexton supera Kyrie Irving e diventa il giocatore al primo anno nella storia dei Cavaliers a realizzare più tiri da tre punti.

Sexton ha battuto il precedente primato di 73 tiri da tre punti a bersaglio nella sconfitta per 126-110 rimediata dai suoi Cavs all’American Airlines Arena di Miami, contro gli Heat. Per il prodotto di Alabama, 27 punti e 6 assist a fine gara, con 3 su 5 al tiro pesante ma ben 7 palle perse.

Kyrie Irving raggiunse quota 73 in 51 partite giocate durante la stagione 2011\12 (stagione accorciata a sole 66 partite dalla “serrata” in sede di trattative per il rinnovo del contratto di lavoro collettivo tra NBA, giocatori e proprietari). Sexton ha invece impiegato 66 gare per superare il primato dell’allora “Rookie of the Year” Irving, che chiuse l’annata con il 39.9% al tiro da tre punti.

Collin Sexton è attualmente terzo tra i rookie NBA per percentuale al tiro da tre punti (38.2%), dietro a Landry Shamet dei Los Angeles Clippers ed a Allonzo trier dei New York Knicks.

In 66 partite disputate, l’ex Alabama Crimson Tide Sexton ha sinora viaggiato a 15.2 punti e 2.9 assist a gara, con il 40% al tiro in 30.6 minuti d’impiego. La buona stagione d’esordio di Collin Sexton è una delle poche note positive dell’annata 2018\19 dei Cleveland Cavs, caratterizzata dal lungo infortunio di Kevin Love e dal licenziamento dopo sole 6 partite del coach campione NBA 2016 Tyronn Lue.

A fine stagione, Sexton si giocherà la nomina nel primo quintetto di matricole NBA assieme a Luka Doncic, ai pari-ruolo Trae Young e Shai Gilgeous-Alexander ed ai lunghi DeAndre AytonMarvin Bagley III e Jaren Jackson Jr.

I Cavs distruggono gli Wizards, John Wall: “In campo anche se infortunato, stasera non riuscivo a muovermi”

Sexton-Burks-Osman-Blossomgame-Thompson. Questo il quintetto dei Cleveland Cavs che ha battuto i sempre più disfunzionali Washington Wizards, e tenuto John Wall alla miseria di 1 punto segnato in 26 minuti di gioco.

I Cleveland Cavaliers (6-20), reduci da due settimane di trade che ne hanno rimescolato il roster, ruotano otto giocatori, hanno 12 punti con 4 su 4 da dietro l’arco in 14 minuti dal two-way contract Jalen Jones e tirano col 52.8% dal campo (15 su 31 da tre punti). Collin Sexton segna 29 punti con 6 assist e guida i suoi Cavs al 116-101 finale.

Clevland segna 38 punti nel primo quarto e tocca il +28 nella terza frazione di gioco.

Per gli Wizards è notte fonda. Bradley Beal vende cara la pelle, come sempre: 27 punti, 4 rimbalzi, 5 assist in 33 minuti sul parquet, mentre i suoi compagni affondano e John Wall chiude con la peggior partita della sua carriera NBA.

Wizards, John Wall: “In campo non riuscivo a muovermi”

 

Nel post gara, John Wall (1 punto, 4 rimbalzi e 6 assist in 26 minuti) ha spiegato di convivere da qualche tempo con un problema al piede sinistro, uno sperone osseo che causa fastidio ed infiammazione all’ex Kentucky Wildcats:

Non riuscivo quasi a muovermi, in campo. Figuriamoci correre. Probabilmente non avrei dovuto giocare (…) è colpa mia, ho voluto giocare lo stesso e questi sono i risultati, convivo da un po’ con questo problema fisico (…) alcuni giorni va bene, altri va male. Bisogna solo tenere d’occhio la cosa, e non tentare di forzare e giocare sopra il dolore. Correre è quasi impossibile

– John Wall dopo Wizards-Cavs –

 

 

MVP di serata Tristan Thompson. Per il veterano dei Cavs 23 punti, 19 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, mentre sono 13 i punti dalla panchina di Larry Nance Jr, con 7 rimbalzi e 7 assist.

Bradley Beal non accampa scuse per la pessima prestazione dei suoi: “Partita inaccettabile. Ci vuole maggior ordine in campo, stasera non abbiamo avuto nemmeno lontanamente la stessa intensità delle ultime tre partite“.

I problemi fisici di John Wall e la malaparata ormai delineatasi per gli Washington Wizards potrebbero spingere il front office capitolino –  e lo stesso Wall – ad uno stop precauzionale per la star degli Wizards. Washington tornerà in campo lunedì notte ad Indianapolis, per sfidare gli Indiana Pacers.

76ers battuti in casa dai Cleveland Cavs, Brown: “Non deve succedere, noi male a rimbalzo e in difesa”

Abbastanza sorprendentemente, i Cleveland Cavs hanno messo fine all’imbattibilità casalinga stagionale dei Philadelphia 76ers.

Al Wells Fargo Center di Philadelphia, Cavs-76ers finisce 121-112 per gli uomini di coach Larry Drew. Grazie ad un ultimo quarto da 37-29, i Cavaliers diventano la prima squadra a violare la casa dei Sixers dallo scorso 13 marzo (un 98-101 per gli Indiana Pacers) in regular season.

Per Cleveland, grande prestazione balistica di Rodney Hood, autore di 25 punti e 5 su 7 da dietro l’arco. Ottima la prestazione del rookie Collin Sexton: per il prodotto di Alabama, 23 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, con 10 su 18 dal campo in 31 minuti di gioco.

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Cedi Osman ha aggiunto 20 punti e 8 rimbalzi in ben 41 minuti d’impiego.

La “separazione” consensuale tra JR Smith ed i Cavs, e la ritovata chiarezza sugli obiettivi stagionali della squadra ha se non altro dissipato alcune nubi sulla rotta intrapresa dai Cavs.

Minuti e spazio per i giovani Sexton, Osman, Nance e Nwaba, Affiancati da veterani come George Hill (oggi infortunato) Kyle Korver e soprattuto dal leader dello spogliatoio Tristan Thompson (doppia-doppia da 18 e 13 per lui).

Non staremo a guardare record e cifre dopo ogni partita. Sapevamo che la stagione sarebbe stata difficile. Sapevamo che oggi la partita sarebbe stata dura su entrambi i lati del campo. Sono felice per i ragazzi, hanno giocato con intensità ed energia, e sono stati ripagati alla fine”

– Coach Larry Drew dopo Cavs-76ers –

Cavs-76ers, Embiid: “Impareremo da questa sconfitta”

Per i Sixers, che hanno iniziato male la partita (sotto 22-8 dopo 7 minuti di gioco) e si sono ritrovati ad inseguire per tutto il primo tempo, 24 punti e 12 rimbalzi per Joel Embiid.

22 a testa per Ben Simmons e Jimmy Butler (10 assist per l’australiano, con un quasi perfetto 10 su 12 al tiro) e 23 per JJ Redick.

La panchina fa la differenza per i Cavs. Le riserve di Cleveland segnano 28 punti (19 per Jordan Clarkson), mentre la panchina dei 76ers privi di Markelle Fultz – contribuisce per soli 17 punti.

A fine gara, Joel Embiid si dice non soddistatto della prova dei suoi:

Non è andata bene. Loro sono scesi in campo per mettersi alla prova, noi no. Dobbiamo imparare da sconfitte come queste

Coach Brett Brown ha individuato in un vecchio e tipico problema dei Sixers una delle chiavi della sconfitta: la scarsa attività a rimbalzo. I 76ers anno concesso 41 rimbalzi (di cui ben 14 offensivi) ai Cavs.

Troppi rimbalzi offensivi concessi. Non abbiamo difeso, non siamo andati con energia a rimbalzo. I Cavs sono stati bravi, hanno segnato anche i tiri difficili, ma noi giocavamo in casa, e questa è una partita da vincere, sempre. Facciamo fatica contro squadre che hanno due-tre guardie veloci ed abili, da sempre, dovremo lavorarci su. Oggi nei finali di partita le squadre tendono ad abbassare i quintetti, e noi oggi abbiamo fatto fatica in difesa contro il loro quintetto piccolo, non ci siamo fatti sentire… siamo delusi

– Brett Brown dopo Cavs-76ers –

Cavs-76ers, Larry Drew: “Grande quarto quarto il nostro”

I Cavs si godono le buone prestazioni di Collin Sexton, dpo un inizio difficile di stagione, e la costante buona produzione offensiva di Jordan Clarkson in uscita dalla panchina.

L’ex Lakers ha segnato 14 dei suoi 19 punti nel solo quarto periodo: “Quando Jordan entra in ritmo, diventa un osso duro da marcare. Noi contiamo molto su di lui per garantirci punti ed energia dalla panchia. Stasera è stato perfetto“, spiega Drew.

Sul quarto periodo dei suoi Cavs: “Bravi ad inizio partita ad impostare il ritmo che volevamo. Nel quarto quarto abbiamo eseguito bene in attacco, così come nel resto della gara“.

 

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Cavs, infortunio per George Hill, out 2 settimane. Collin Sexton in quintetto

collin sexton

Infortunio George Hill, altro problema in casa Cleveland Cavs, dopo i guai fisici di Kevin Love e Sam Dekker

Oltre al pessimo inizio di stagione, e gli infortuni di Kevin Love e Sam Dekker, nuova tegola in casa Cavs. La guardia George Hill si è slogato la spalla destra, e secondo fonti della lega, sarà indisponibile per circa due settimane.

I Cavaliers non stanno sicuramente passando un bel periodo. Il loro è infatti il peggior record della lega, con 1 sola vittoria a fronte di ben 10 sconfitte. Inoltre, una settimana fa circa, la star della squadra, Kevin Love, si è sottoposto ad un intervento chirurgico al piede che lo terra fuori dal parquet per 6-8 settimane.

Sam Dekker, infortunato alla caviglia nella partita contro i Magic, dovrà restare fermo dalle 2 alle 4 settimane. Dekker aveva preso il posto di Kevin Love nello spot di ala forte

George Hill si è infortunato nella partita contro i Magic. Hill ha svolto il riscaldamento pre-partita contro i Thunder, per poi fermarsi.

Il 32enne sta viaggiando a 12.6 punti di media a partita, 3 assist e 2 rimbalzi, il tutto tirando con il 55% dal campo in 26 minuti di utilizzo medio a partita.

Infortunio George Hill, Collin Sexton titolare, arriva Harrison

Con la perdita di Hill, i Cavaliers hanno ottenuto dalla lega con il permesso per mettere sotto contratto la guardia Andrew Harrison, rinunciando così a John Holland.

Prima di essere tagliato, Harrison ha disputato due stagioni con i Memphis Grizzlies, viaggiando a 7.5 punti di media a partita. Il 24enne avrà quindi la possibilità di giocare per Cleveland evitando così di scendere in G League.

A causa dell’infortunio di George Hill, Collin Sexton partirà da titolare nelle prossime gare.

L’ottava scelta dello scorso draft avrà la possibilità di farsi notare e continuare nel processo di crescità partendo da starter per le prossime settimane. Nella prima da titolare ha messo a segno 15 punti, 2 rimbalzi e un assist. Il ragazzo del ’99 sta viaggiando a 10.9 punti, 2.1 assist e 2.3 rimbalzi a partita di media, partendo però sempre dalla panchina.

Ora Sexton ha la sua occasione per farsi valere, riuscirà a sfruttarla?

Cleveland Cavs, Avery Johnson possibile nome per la panchina?

Cleveland Cavs-Avery Johnson, l’ex capo allenatore dei Dallas Mavericks possibile successore di Tyronn Lue?

Larry Drew rimane per ora alla guida dello staff tecnico dei Cavs, una “reggenza” che durerà il tempo di trovare il nome del nuovo capo allenatore della franchigia dell’Ohio.

Larry Drew
Larry Drew traghetattore in vista dell’accordo Cleveland Cavs-Avery Johnson?

Coach Drew non ha infatti accettato la nomina ad interim, e non intende farlo a meno che il duo Altman-Gilbert non dimostri di aver fiducia nell’ex head coach degli Atlanta Hawks, proponendogli un prolungamento e conseguente adeguamento contrattuale.

Drew ha dichiarato che continuerà a svolgere il suo lavoro con la massima serietà, sino a risoluzione definitiva della questione panchina per i Cleveland Cavs:

Io ed il mio agente stiamo valutando le opzioni sul tavolo. Spero davvero che nei prossimi giorni si possa raggiungere un accordo, ma al momento esiste la possibilità che un accordo non sia possibile. Io continuerò a svolgere il mio lavoro. Non abbandonerò la squadra, mai lo farei (…) mi è stato riferito che c’è la possibilità che il front office possa rivolgersi ad un allenatore “esterno” per il posto di capo allenatore, in modo che io possa tornare al mio ruolo di assistente sino a termine naturale del mio contratto

– Larry Drew sul suo incarico ad interim –

La scelta del nuovo capo allenatore per i Cavs ha anche risvolti economici. Mike Brown, esonerato al termine della stagione 2013\14, risulta ancora a libro paga. Il contratto di David Blatt, scaricato a metà stagione nel 2016, è scaduto al termine della stagione scorsa.

Il contratto di Tyronn Lue peserà inoltre sul payroll dei Cavs per altre due stagioni e 15 milioni di dollari complessivi.

Cleveland Cavs-Avery Johnson, un nuovo coach per Collin Sexton?

L’ex point guard dei San Antonio Spurs Avery Johnson non allena una squadra NBA dal dicembre 2012, anno in cui fu esonerato dai neonati Brooklyn Nets.

A Dallas, Johnson portò i Mavericks sino alla finale NBA nel 2006, perdendo la serie 4-2 dopo aver vinto le prime due partite casalinghe contro i Miami Heat di Dwyane Wade e Shaquille O’Neal.

Johnson lasciò il Texas due stagioni più tardi, diventando in seguito analyst per ESPN.

Josh Hart and Collin Sexton at Las Vegas Summer League
Josh Hart and Collin Sexton at Las Vegas Summer League (John Locher, AP Photo)

L’ex Spurs è attualmente head coach di University of Alabama, ed è stato durante la stagione NCAA 2017\18 allenatore della prima scelta dei Cleveland Cavs al draft NBA 2018 Collin Sexton.

Sotto la guida Johnson, i Crimson Tide hanno raggiunto la stagione scorsa il secondo turno del torneo NCAA (sconfitta contro VIllanova).

Al momento pare difficile pensare che Avery Johnson possa lasciare Alabama a stagione in corso.

Una delle soluzioni contemplate da Koby Altman potrebbe vedere Larry Drew “traghettatore” sino a fine stagione, in modo da rimandare la scelta del nuovo head coach alla prossima primavera\estate.

Oltre a Johnson, uno dei nomi circolati nellle ultime ore è quello di Rick Pitino. Il legendario coach di Kentucky e Louisville ha assunto un agente e reso noto di “essere interessato” a valutare eventuali proposte provenienti da squadre NBA.

Rick Pitino ha allenato i New York Knicks tra 1987 e 1989, ed i Boston celtics tra 1997 ed il 2001.

ROY 2019: Ayton-Sexton i favoriti per le matricole

Il ROY 2019 andrà ad uno tra DeAndre Ayton e Collin Sexton. Questo il verdetto della votazione effettuata dalle matricole in risposta al sondaggio organizzato dalla NBA durante il Rookie Photo Shoot, il servizio fotografico riservato ai giocatori al primo anno nella lega americana a New York nelle scorse settimane.

A far scalpore è l’assenza, nei primi due posti, di Luka Doncic, considerato da molti addetti ai lavori come il favorito numero uno per questo speciale premio.

ROY 2019: Ayton e Sexton appaiati

Il centro dei Phoenix Suns ed il playmaker dei Cleveland Cavaliers hanno ottenuto entrambi il 18% dei voti dai colleghi, anche se va detto che nelle 9 edizioni precedenti del Rookie Survey hanno predetto correttamente il vincitore del premio di matricola dell’anno solo una volta, nel 2007, quando col 50% dei voti venne indicato Kevin Durant che poi appunto trionfò.

Per il talento sloveno Doncic, che si è fermato al 9% delle preferenze, potrebbe essere dunque un buon segno della cabala.

Nel suddetto Rookie Survey non ci sono soltanto domande sulle matricole ma anche su alcuni giocatori attualmente in attività nella NBA; l’idolo dei debuttanti è LeBron James, scelto con il 29% delle preferenze, che batte piuttosto nettamente la concorrenza del duo degli Warriors Curry-Durant, fermi entrambi al 9%. Il Re era stato scelto anche nella scorsa stagione. Curiosità: anche Kobe Bryant ha ricevuto dei voti, nonostante il suo ritiro.

 

Cleveland Cavaliers: vecchie responsabilità e nuove speranze per non sprofondare

Cleveland Cavaliers

Annus Domini 2010, nelll’Ohio si consuma una nuova tragedia sportiva, l’ennesima per uno stato che sembra maledetto da questo punto di vista: LeBron James, free agent, decide di lasciare i Cleveland Cavaliers. Capisce che la situazione non si confà a reali possibilità di titolo NBA; vuole vincere e si trasferisce a Miami. Otto anni dopo, la storia si ripete, questa volta il Re decide di andare ai Los Angeles Lakers, squadra giovane, intrigante e prestigiosa, bisognosa di un leader per tornare in alto. E ora i Cavs si trovano a dover riavviare il sistema, proprio come nel 2010. Ma è un sistema diverso: ha vinto un titolo nel 2016, grazie al figliol prodigo LeBron e al suo pupillo Kyrie Irving, ha un secondo violino di assoluto valore in Kevin Love e un giovane affamato e di belle promesse in Collin Sexton. D’altronde, stavolta, l’addio era atteso e, per quanto difficile, non è stato doloroso come la prima volta, che è sempre la peggiore. I Cleveland Cavaliers provano a costruire un piano per non sprofondare nei bassifondi.

IL VIAGGIO NEL PASSATO DI KEVIN LOVE

E’ la stagione 2013/2014, i Minnesota Timberwolves vengono guidati ad una delle loro migliori stagioni dopo anni bui da un certo ragazzo col numero quarantadue sulle spalle, il suo nome è Kevin Love. Il Beach Boy assomma cifre mostruose (26 punti e 12.5 rimbalzi), mostra un repertorio offensivo sconfinato e doti tecniche rare per la sua stazza. LeBron lo vuole nei propri Cavaliers ed è subito accontentato. I quattro anni trascorsi con The Chosen One non sono sempre facili per K-Love, che mantiene comunque medie vicine alla doppia doppia. La quarta annata in maglia Wine & Gold lo consacra come seconda opzione offensiva di livello (17.6 punti e 9.3 rimbalzi).

Nei Cavs di LeBron, il Beach Boy è stato chiamato in causa per la sua precisione nelle triple dagli angoli.

Ora, tuttavia, non basterà più l’essere di supporto. Love, con un ricco rinnovo di contratto, è stato scelto come la stella da cui i Cleveland Cavaliers ripartiranno per il secondo post-LeBron. La questione concerne soprattutto lo stile di gioco offensivo del numero zero: diminuiscono i tiri piedi per terra creati dai suoi compagni e aumentano gli isolamenti, con particolare attenzione per le situazioni di post up, poco viste nelle ultime stagioni ma tanto gradite al lungo dei Cavs. Il segreto si cela nella mentalità di Love: se fosse quella giusta, permetterebbe forse ai propri colori di conservare un posto nei playoff di un Est al momento mediocre; in caso contrario, la prosecuzione dei Cavaliers potrebbe costituirsi solo di speranze e progetti per un futuro non tanto prossimo.

LE SPERANZE DEI CLEVELAND CAVALIERS: COLLIN SEXTON… E LA DIFESA

Il front office di Cleveland può dire una cosa certa sul rookie arrivato con la scelta numero otto: Collin Sexton ha fame, molta voglia e un furore agonistico più unico che raro. La sua Summer League parla di 19.6 punti, 3.6 rimbalzi e altrettanti assist, con tanto di nomination nel primo quintetto della competizione. La tipologia del giocatore è molto chiara e identifica un attaccante che predilige l’uno contro uno con conclusione al ferro, subendo anche diversi falli, o dalla media distanza e un difensore certamente aggressivo e atletico, a volte un po’ anarchico e sopra le righe. I problemi di coach Tyronn Lue paiono sostanzialmente due: la mancanza di efficacia nel tiro da tre punti (23%) e la gestione di un‘energia smisurata e non necessariamente facile da incanalare. Il ragazzo ha scelto la numero due di Kyrie Irving, tanto per dare un’altra prova della sua faccia tosta, può essere davvero il degno erede del miglior playmaker che i Cleveland Cavaliers abbiano mai avuto?

Collin Sexton è uno dei punti di partenza imprescindibili dei nuovi Cleveland Cavaliers.
 

Partiamo da un altro assunto sul passato: nelle ultime stagioni la difesa dei Cleveland Cavaliers è stata brutta, a tratti orrenda. Ora, invece, si configura come una necessità da cui non si può fuggire. Il chiaro abbassamento del tasso di talento conduce a pensare che prima, in Ohio, si dovrà vincere le battaglie nella propria metà campo, e solo successivamente pensare a buttare la palla nel canestro avversario. La presenza di buoni difensori in squadra è cresciuta, dall’arrivo dello stesso Sexton, passando per George Hill, Larry Nance e JR Smith. Ma tanto, forse troppo, dipende da quanto può ancora offrire il mercato delle trade, per un team che vuole ricostruire con giovani vogliosi intorno a Love, ma che fatica a sbarazzarsi di diversi contratti pesanti.

Il disastro cestistico del 2010 pare lontano, così come la gioia del 2014, o del 2016, gli anni aurei della storia sportiva della città. I Cleveland Cavaliers per ora sono un grande punto di domanda, starà a Kevin Love, Collin Sexton e alle mosse della dirigenza riavviare il sistema inceppato dall’addio di LeBron e trasformare la franchigia in un punto esclamativo (o, forse basterebbe ai tifosi, almeno in un punto fermo).

Las Vegas Summer League: seconda finale consecutiva per i Lakers

Josh Hart at Las Vegas Summer League

Las Vegas Summer League, ai gialloviola la battaglia contro i Cavs

A poco più di 24 ore dal convincente successo contro i Pistons, i Los Angeles Lakers (5-0) affrontano i Cleveland Cavaliers (5-1) per l’accesso al Championship Game della Las Vegas Summer League. Dopo aver apprezzato quanto mostrato in campo da Hart e compagni, il neo lacustre LeBron James preferisce non assistere alla sfida contro la sua ex squadra.

A causa di un non specificato malessere, Simon deve fare a meno di Alex Caruso che viene sostituito in quintetto da Rathan-Mayes. Hart, Mykhailiuk, Willams e Ayres completano la lineup.

L’avvio della gara è caratterizzato dai jumper dell’atteso rookie Sexton e dalle triple di Holland. I lacustri faticano e si appoggiano alle iniziative di Svi, che produce per sé ed innesca Ayres, tenendo a contatto i suoi, 10-15. Hart entra finalmente nel match segnando due triple che alimentano il parziale (16-0) innescato dallo scatenato ucraino – a segno per ben quattro volte dall’arco – che capovolge l’inerzia del match. Nei minuti finali del quarto i Cavs si riavvicinano approfittando del riposo dei due leader gialloviola, 28-23.

Svi Mykhailiuk and Josh Hart at Las Vegas Summer League
Svi Mykhailiuk and Josh Hart at Las Vegas Summer League (Ty Nowell, Lakers.com)

Come di consueto, la – decimata – second unit californiana soffre, col solo Newman in grado di produrre qualcosa. Sexton attacca l’area guadagnando diversi viaggi in lunetta, risponde Hart con un paio di spin move in penetrazione. Svi dimostra di essere più che un semplice tiratore andando a schiacciare un alley oop  in transizione. Le buone iniziative di Artis e la presenza di White sotto le plance tengono i Cavs a contatto.

Le triple di Josh e Smith, fissano il punteggio all’intervallo lungo: 50-47. Josh & Svi combinano per 30 punti totali.

Josh Hart vs Collin Sexton

I Cavs trovano subito il pareggio sfruttando l’incapacità dei Lakers di trovare alternative ai soliti noti. Hart – dopo l’ottimo lavoro su Korkmaz e Knox – prova a mettere la museruola a Sexton, con il quale si era beccato a fine 2Q.

Momento brutto della gara – quattro falli in attacco – sfruttato dai Cavs per trovare il sorpasso. Josh spegne subito l’entusiasmo dei ragazzi di coach James Posey grazie ad un gioco da tre punti ed una tripla. Tuttavia i lacustri non riescono ad allungare a causa delle troppe seconde opportunità concesse, mentre XRM pasticcia in attacco. La sesta tripla di Svi chiude la frazione, 73-71.

Lacustri ancora molli in avvio dell’ultimo periodo, Hart gioca iso su iso – quasi hero ball – che producono poco ed a sprazzi. Coach Miles Simon rimette Mykhailiuk a cinque dalla fine, sul +1. Gli animi si scaldano ed arrivano anche un tecnico per parte. Un paio di jumper di Rathan-Mayes tengono in vita i gialloviola prima delle triple di Hart e Brodziansky, 95 pari a due minuti dalla fine. 1/2 ai liberi per Svi che trova poi un fortunoso jumper di tabella. Sexton risponde dall’arco a 26″ dalla fine. Josh e lo stesso Young Bull sbagliano le triple della vittoria, 98-98. It’s overtime!

Josh Hart and Collin Sexton at Las Vegas Summer League
Josh Hart and Collin Sexton at Las Vegas Summer League (John Locher, AP Photo)

Il regolamento della Las Vegas Summer League prevede mini OT da due minuti, per cui non sono ammesse false partenze. Sexton segna due volte, rispondono Hart e XRM. I due sfidanti fanno entrambi 1/2 dalla linea della carità regalando al pubblico del Thomas & Mack Center altri 120 secondi di passione.

Dopo una gara non brillante, Rathan-Mayes diventa protagonista servendo Ayres per l’affondata prima di segnare il canestro che di fatto chiude la gara. 112-109 il finale.

Josh Hart “Cosa penso della mia gara? Ho sbagliato due tiri liberi in un momento chiave.”

Dodicesima vittoria consecutiva per i Los Angeles Lakers negli ultimi due tornei in Nevada, che nonostante i tanti momenti di confusione sono riusciti a contenere i parziali Cavs. L’intensità difensiva, complice anche l’assenza di Caruso, è stata tra le minori del torneo.

Poiché l’MVP del torneo verrà deciso prima della finale, Josh Hart appare il logico favorito per succedere al compagno Lonzo Ball. Josh ha dovuto tenere troppo il pallone, limitando i tagli a canestro senza palla che tanto sono stati efficaci nelle gare precedenti. 37 punti, 9 rimbalzi, 13/28 dal campo, 6 triple e +12 di +/- le sue cifre.

Stimolato dal trash talk della panca Cavs, Svi Mykhailiuk è partito a tutta, rallentando poi nel seconda parte del match prima di sparire, di fatto, nel doppio OT. L’ucraino si conferma tiratore di livello (31 punti, 6/11 dall’arco) e dotato di ottimo QI.

Nonostante soffra a rimbalzo, buona la prova di Jeff Ayres (20+5+3) che fa valere la maggiore esperienza. Xavier Rathan-Mayes (12+2+9) male in difesa e spesso è confusionario in attacco, tuttavia è stato decisivo nel finale.

Si conferma prospetto di valore Collin Sexton (27, 9/22 con 5 perse) che mostra personalità prendendosi tiri importanti e sfidando ripetutamente Hart. 17 per John Holland e Jamel Artis, 14+5+5 per Scoochie Smith dalla panca.

Per la prima volta nella storia della Las Vegas Summer League, il Championship Game sarà un rematch dell’anno precedente. Nella notte tra Martedì e Mercoledì sfida tra Lakers e Portland Trail Blazers, le migliori del primo round ed entrambe imbattute.

Schedule, statistiche e risultati delle altre gare sul sito della NBA.

Collin Sexton è pronto a guidare i Cavaliers

collin sexton

Nonostante le ottime performance riportate da Cedi Osman e da Ante Zizic in queste prime gare di summer league, il futuro dei Cleveland Cavaliers sembra sulle spalle del rookie Collin Sexton.

Scelto al draft soltanto 10 giorni prima dell’addio di LeBron James, il giovane si è dimostrato fin da subito molto sicuro di sé, nonostante i 19 anni si dice pronto a fare il leader.

Onestamente, mi è parso che ad Alabama sono diventato il leader molto velocemente” – ha dichiarato Sexton dopo la vittoria dei sui Cavs contro i Sacramento Kings, in cui ha segnato 25 punti – “Quindi credo che sarà solo un processo continuativo. Anche se si tratta di un diverso gruppo di persone ora, specialmente più grandi di me“.

Non è ancora chiaro il futuro dei due veterani Kevin Love e J. R. Smith, che potrebbero lasciare la squadra in estate. Con l’addio di James si apre per i Cavs, e inevitabilmente per Collin Sexton, un futuro molto incerto, tanto che nella prossima stagione potrebbe addirittura risultare complesso raggiungere i playoff. Tutto però dipende da come la dirigenza sceglierà di muoversi sul mercato.

So you wanna be a star: Collin Sexton

So you wanna be a star: Collin Sexton

Dati personali:

Provenienza: Mobleton, Geaorgia;

Classe: 04/01/1999;

Altezza: 187 cm (185 cm senza scarpe);

Peso: 80 Kg;

Apertura alare: 200 cm ;

Ruolo: Guardia;

Paragone: Reggie Jackson/Russell Westbrook;

Underdog

Collin Sexton, 18enne, astro nascente della Georgia. Perché underdog? Semplicemente perché il ragazzo, che ad oggi è dato alla settima scelta delle previsioni per il NBA Draft 2018 (secondo draftexpress.com), fino ad un anno fa era sconosciuto ai più. Si impone come un fulmine a ciel sereno a luglio 2016 quando, con la nazionale U17 USA, vince il FIBA U17 World Championship con un ruolo da protagonista assoluto, tanto da vincere il titolo di MVP del torneo, battendo in finale la Turchia di Eray Akiüz. Questi i suoi numeri nella competizione: 17 punti, 4 rimbalzi, 4.2 assist a partita. Il ragazzo, appena maggiorenne, sembra essere molto “affamato” e sta disputando un campionato ad alto livello, giocando con i suoi Pebblebrook HS.

Pregi e difetti

Pregi: giocatore dai grandi mezzi atletici, con una grande apertura alare considerata l’altezza, incontenibile a tutto campo, almeno per il campionato in cui gioca, in grado di attaccare con la destra e la sinistra, e dotato in un buon tiro in generale (anche se, al momento, non è la sua arma migliore). Molto apprezzabile la tecnica di palleggio che è veloce e potente con le gambe sempre basse. È anche un atleta “tosto”, che non disdegna affatto il contatto avversario e in difesa è un ostacolo difficile da superare, riuscendo a sfruttare il suo atletismo sia per gli scivolamenti e con lo stesso riuscire, non di rado, a infliggere stoppate al malcapitato di turno.

Difetti: proprio questa sua “irrequietezza” nel voler segnare lo porta in alcune occasioni ad andare fuori controllo, a perdere qualche pallone di troppo. Ricerca troppo spesso la giocata spettacolare invece di pensare ad un’azione più concreta. Tiratore ancora acerbo, che sta cercando al sua continuità, con una selezione di tiri a volte rivedibile, ma ha 18 anni e ampi margini di miglioramento. 

Young Bull vs NBA Legend’s son

Sexton (denominato “young bullnel mini-doc del canale youtube HoopDiamonds), come detto, è affamato e, accompagnato dalla nomea di instancabile trash talker, scende in campo in tono di sfida contro tutto e tutti. Ha avuto molto riverbero, infatti, il video caricato su youtube in cui Sexton e la sua squadra affrontano i Memphis East, team allenato da un volto noto per chi è appassionato di palla a spicchi: Anfernee “Penny” Hardaway, uno dei più grandi “e se…” della storia del basket. Nella stessa Memphis East, gioca Jayden Hardaway, non a caso, il figlio di Penny.

Trovandosi contro una leggenda del genere, anche se “solo” come allenatore, sarebbe d’obbligo provare una sorta di timore reverenziale. Ma Collin Sexton non è di quest’idea, e dall’inizio della partita, da buon (ormai ex) underdog decide di sfidare allenatore e figlio, come a voler dire “il figlio di Hardaway? E quindi?”. Ho detto che è un abile trash talker? Bene, non si lascia sfuggire più di una parola ai danni di Penny arrivando alla fatidica frase, rigorosamente dopo un and 1: (Your son) Is trash!!”.

Morale della favola: 33 punti per Sexton, 12 per Jayden Hardaway.

https://www.youtube.com/watch?v=CZAWcDMnZw8

University of Alabama e oltre

Sexton, dopo aver ricevuto proposte di borse di studio da quasi tutte le maggiori università degli States, ha deciso che giocherà per i Crimson Tide, squadra di basket dell’Università dell’Alabama.

Sicuramente, per Sexton, la NCAA non sarà una sosta prolungata, dati i suoi numeri e il continuo miglioramento da un anno a questa parte.

Del resto, ha fame, molta fame e un ragazzo così non può che guardare alla NBA senza troppi voli pindalici.

#youngbull