Wade su Doncic: “Riesce a passare la palla come LeBron James”

Tra le tante partite disputate stanotte, una degna di nota era quella tra i Dallas Mavericks e i Miami Heat. Quella tra il nuovo che avanza, Luka Doncic, e il meno giovane alla sua ultima stagione in NBA, Dwayne Wade. Il primo, alla sua prima stagione nella lega, sta stupendo tutti. Per talento, maturità e solidità. Il secondo, vincitore di anelli e partecipante per 13 volte all’All Star Game, che si appresta al ritiro realizzando le ultime prodezze della sua carriera. La partita è finita 112-101 per la franchigia della Florida, ma non sono mancati i complimenti del numero 3 per lo sloveno.

 

Le parole al miele di Wade su Doncic

Ecco le dichiarazioni di Wade al termine della partita contro i Mavs:

Posso assicurarvi che, dal punto di vista di come riesce a passare la palla ai tiratori negli angoli, è come LeBron James. Non ci sono molti ragazzi in grado di farlo. Doncic lo fa davvero bene. 

E se lo dice uno che tantissime volte ha ricevuto l’assist sull’angolo da LeBron, allora c’è da credergli. Doncic sta sorprendendo tutti per il suo modo di passare la palla, ma anche per come prende in mano la propria squadra e la trascina. Ed è davvero notevole per un ragazzo che non ha neanche 20 anni, alla sua prima stagione NBA. Ha una media di 20.8 punti, 7.1 rimbalzi e 5.5 assist. E’ il favorito per il Rookie of the year, e non solo per le statistiche.

Mavs e Doncic in rimonta sui Blazers, Carlisle: “Luka sa chiudere le partite”

OKC-Dallas Mavericks

33-0, il record dei Portland Trail Blazers nelle 33 partite in cui la squadra di coach Terry Stotts è stata in grado di iniziare in vantaggio il quarto periodo.

Questo prima di incontrare Luka Doncic. Un quarto quarto da soli 9 punti segnati tradisce Damian Lillard e compagni, che a Dallas subiscono la rimonta degli uomini di coach Rick Carlisle e vengono sconfitti 102-101.

12 minuti da incubo per i Blazers, che dissipano un vantaggio di 15 punti sapientemente costruito nei primi 32 minuti di gioco e restano per 10 lunghi minuti senza canestri dal campo. un 21-3 di parziale riporta i Mavericks in vantaggio di 3 lunghezze (102-99) a fine partita.

Damian Lillard riporta sotto i suoi ma fallisce il layup del sorpasso allo scadere, dopo un errore di Doncic. Un Luka Doncic che dopo una partenza a rilento al tiro ritrova ritmo, e che rimane in campo per tutti i 12 minuti finali (38 i minuti giocati dallo sloveno, che chiude la sua gara con 28 punti, 9 rimbalzi e 6 assist).

Luka (Doncic, ndr) è un ragazzo esperto, non ha paura e sa come chiudere una partita. Solitamente non lo faccio giocare per tutto il quarto periodo, ma quando abbiamo iniziato a rimontare lo svantaggio ho preferito non toglierlo. Lasciarlo in campo era la nostra unica opportunità di completare la rimonta, e così è stato. Damian Lillard è un grande giocatore, un candidato al premio di MVP, negli ultimi sei minuti di gara abbiamo fatto un gran lavoro nel contenerlo, Dorian (Finbey-Smith, ndr) è stato bravissimo sull’ultimo possesso a limitare Lillard, è rimasto con lui ed abbiamo recuperato il rimbalzo, un grande sforzo di squadra. Per compiere rimonte del genere bisogna essere perfetti, e oggi i ragazzi sono stati grandi (…) Luka ha grandi responsabilità in questa squadra: deve segnare, deve saper prendere le decisioni giuste e creare per i compagni, e deve difendere ed andare a rimbalzo. Dopo la trade queste responsabilità sono aumentate, per giunta, e queste ultime 25-26 partite saranno fondamentali per lui, per capire cosa vuol dire essere il leader di una squadra NBA. Una grande occasione per lui, uno scenario leggermente diverso rispetto a due settimane fa. Il nostro lavoro è quello di prepararlo a tutto quello che lo aspetta in futuro, i termini di responsabilità ed attenzioni

– Rick Carlisle su Luka Doncic –

Damian Lillard ha chiuso la sua gara con 30 punti (di cui 20 nel solo secondo tempo) e 6 su 11 da dietro l’arco dei tre punti. I Blazers non fanno meglio del 31% dalla lunga distanza, e C.J. McCollum chiude con 0 su 5.

Per i Mavericks 24 punti in 32 minuti per il neo-acquisto Tim Hardaway Jr, con 4 rimbalzi e 3 assist.

Pacers, è ufficiale la firma di Wesley Matthews

potenza dei social-Brandon Ingram and Wesley Matthews, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center

Gli Indiana Pacers firmano Wesley Matthews, i termini dell’accordo tra la squadra allenata da coach Nate McMillan ed il veterano in uscita dai New York Knicks non sono stati resi noti.

I Pacers hanno garantito a Matthews un posto da titolare e minuti importanti, fattore determinante il giocatore nella scelta dell sua prossima destinazione NBA, dopo la trade che lo ha spedito a New York e la successiva buonuscita.

Wesley Matthews partirà in quintetto per coach McMillan al posto dell’infortunato Victor Oladipo, consentendo così a Tyreke Evans di tornare ad occupare il consueto ruolo di sesto uomo.

In 46 partite disputate, Matthews ha viaggiato in stagione a 12.8 punti e 2.3 rimbalzi a gara, con un più che discreto 37.4% al tiro da tre punti. Veterano classe 1986, Wesley Matthews ha alle spalle quattro partecipazioni ai playoffs, tra Utah Jazz, Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks.

Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Sacramento Kings

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Gli Hornets molto vicini a Barnes prima del suo passaggio ai Sacramento Kings

Harrison Barnes

Negli ultimi giorni prima della trade deadline, gli Charlotte Hornets sono andati vicini a prendere Harrison Barnes, ma l’intromissione dei Kings nelle trattative ha fatto saltare la trade tra le due squadre (stando a quanto riportato da Marc Stein del New York Times e Rod Boone di The Athletic).

 

La franchigia di Sacramento avrebbe fatto la proposta per il 26enne ex Mavericks quando la trattativa tra Dallas e Charlotte si trovava già in fase avanzata. L’incursione a gamba tesa dei Kings ha fatto sì che il GM dei Mavericks abbia preferito la loro offerta a quella degli Hornets.

 

Hornets vicini a Barnes prima dall’incursione dei Kings

 

Secondo i giornali americani gli Hornets avevano offerto per Harrion Barnes una scelta al primo giro del draft (ma non si hanno certezze). La squadra texana ha preferito la proposta dei Sacramento Kings, che comprendeva la giovane promessa ex UNC Justin Jackson, ed il veterano Zach Randolph. L’ex Memphis Grizzlies è stato successivamente tagliato dai Mavs, mentre Jackson sarà tenuto nella speranza che possa mostrare le abilità dimostrate al college.

 

 

Harrison Barnes stava giocando una grande stagione con la canotta dei Mavericks. L’ex Tar Heels, insieme a Luka Doncic, era il giocatore più produttivo del roster di coach Rick Carlisle (con 17.6 punti a partita). Il proprietario dei Mavs, Mark Cuban, ha preferito salvaguardare lo sloveno sacrificando sia Barnes che Dennis Smith Jr. (partito nella maxi trade con i New York Knicks, che ha coinvolto Kristaps Porzingis).

 

Gli Charlotte Hornets rimangono in piena corsa per i playoff, ed occupano attualmente settimi ad Est con un record di 26-28.

Luka Doncic sui primi mesi nella NBA: “Quì è più facile segnare che in Europa”

Luka Doncic

Il rookie più atteso (almeno da noi europei) era sicuramente l’ex Real Madrid Luka Doncic, il quale sta giocando una stagione probabilmente anche superiore alle aspettative. Avendo ormai superato metà regular season, Doncic si è espresso sui primi mesi passati nella NBA, rilasciando dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso a molti (soprattutto oltre oceano).

 

Luka Doncic sui primi mesi nella NBA:

 

D0ncic ha rilasciato un’intervista ad eurohoops.net, in cui il ragazzo di Lubiana fa un paragone tra NBA ed Eurolega.

 

Nella NBA è più facile segnare che in Europa e mi pare evidente. Da noi il campo è più piccolo, quindi si sta più vicini sul parquet ed è più facile difendere e più difficile trovare lo spazio per tirare. In più, qui in America, c’è la regola dei tre secondi difensivi, che costringe i centri ad uscire spesso dal pitturato. Non a caso si vedono spesso lunghi che iniziano la fase difensiva dal perimetro per poi rincorrere il giocatore che cerca la penetrazione

 

A conferma di ciò che dice Doncic ci sono le sue statistiche. In due anni con la canotta del Real Madrid, il 19enne sloveno ha realizzato una media di 14.5 punti, 4.8 rimbalzi e 4.3 assist a partita. Mentre da quando è arrivato ai Dallas Mavericks, Doncic sta viaggiando ad una media 20.6 punti, 6.9 rimbalzi e 5.4 assist a gara.

Nonostante la sua giovane età, il giocatore dei Dallas Mavericks ha già vinto tutto nel nostro continente. Il suo palmarés vanta: 1 Eurolega (con tanto di MVP della finale), 3 campionati spagnoli, 2 coppe spagnole e un Campionato Europeo con la sua Nazionale. Ma anche negli USA Doncic si è fatto conoscere subito per la sua visione di gioco e la sua abilità di realizzatore, che lo rendere pericoloso in ogni parte del campo. Non a caso Luka è il favorito per vincere il titolo di Rookie of The Year, nonostante la presenza di giocatori del livello di DeAndre Ayton, Trae Young, Jaren Jackson Jr.Collin Sexton.

Harrison Barnes scambiato “in campo”, LeBron James: “Giocatori e squadre, due pesi e due misure”

Dunkest NBA 2018-2019

La trade deadline imminente e la concomitanza con le tante partite giocate può portare a momenti di emotività tra i giocatori coinvolti in alcuni dei tanti movimenti di mercato, o creare situazioni curiose, quasi estemporanee.

 

Nelle serata di mercoledì, e poco prima che i suoi Chicago Bulls scendessero in campo per affrontare i New Orleans Pelicans, Bobby Portis è stato messo al corrente della trade che avrebbe spedito lui ed il compagno di squadra Jabari Parker a Washington, in cambio di Otto Porter Jr.

 

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Darnell Mayberry, cronista per The athletic e beat writer dei Chicago Bulls, ha riportato di un Portis “fortemente scosso” dalla notizia della trade, e che si apprestava a lasciare lo United Center pochi minuti prima della palla a due “con una borsa, ed ancora la divisa dei Chicago Bulls indosso”.

 

Diversa la reazione di Parker, da settimane sul mercato e desideroso di cambiare aria, che ha salutato Chicago e i Bulls “con grandi sorrisi”, pronto per un nuovo inizio con la maglia degli Washington Wizards.

 

LeBron James su Harrison Barnes: “Giocatori e squadre, due pesi e due misure”

 

La trade che spedito in serata Harrison Barnes dei Dallas Mavericks ai Sacramento Kings, in cambio di Zach Randolph e Justin Jackson ha probabilmente toccato nuovi vertici di estemporaneità. L’ex giocatore di Golden State Warriors, a Dallas dall’estate 2016 e da alcuni giorni sul mercato, ha appreso della sua cessione… in campo.

 

I Dallas Mavericks hanno affrontato e battuto gli Charlotte Hornets all’American Airlines Center di Dallas. Barnes è stato informato della trade a metà del terzo periodo di gioco, dopo essere stato richiamato in panchina.

 

 

Il prodotto di North Carolina non è ovviamene più sceso in campo, ed ha salutato compagni e staff a fine partita prima di lasciare per l’ultima volta Dallas da giocatore dei Mavericks. La singolarità della situazione ha suscitato alcune reazioni tra i colleghi di Barnes, ed in particolar modo di LeBron James.

 

Così James via Instagram:

 

Dunque: una situazione del genere è corretta perché ( i Mavs, ndr) devono fare ciò che è meglio per la squadra, giusto? Loro hanno scambiato questo ragazzo (Harrison Barnes, ndr) mentre lui era in campo e semplicemente non ne aveva alcuna idea. Non sto dicendo che i Mavs abbiano fatto qualcosa di male, fa parte dei gioco e una squadra fa ciò che deve, ma quello che voglio sottolineare è la differenza di trattamento tra un giocatore che chiede di essere ceduto e viene definito un traditore, un ingrato ed un egoista, ma quando una squadra taglia, scambia o rilascia un giocatore, ciò viene sempre fatto ‘nei migliori interessi della squadra’. E’ una cosa che posso capire e l’accetto, però chiamiamo le cose col loro nome

 

– LeBron James su Harrison Barnes –

 

Come riportato da ESPN, Harrison Barnes sarebbe stato messo al corrente della trattativa con i Sacramento Kings prima della gara, ed avrebbe deciso di scendere comunque in campo. Così Dirk Nowitzki nel post gara:

 

Harrison è senza dubbio un uomo più coraggioso di me. Chiunque altro al suo posto avrebbe lasciato la panchina, probabilmente. Harrison è davvero un gran bravo ragazzo, aveva legato con tutti qui, davvero una bella persona. Harrison è fatto così

 

– Dirk Nowitzki su Harrison Barnes –

 

Mavs, Mark Cuban giura: “Porzingis a Dallas per i prossimi 20 anni, non finirà come con Nash”

Il “duumvirato” di Luka Doncic e Kristaps Porzings a Dallas, Texas, “durerà 20 anni”, parola di Mark Cuban.

 

Il lettone Kristaps Porzingis è da poche ore ufficialmente un giocatore dei Dallas Mavericks. La squadra texana si è assicurata nella serata di giovedì scorso l’ex giocatore dei New York Knicks con un blitz, spedendo nella Grande Mela il giovane Dennis Smith Jr ed i contratti in scadenza di DeAndre Jordan e Wesley Matthews.

 

 

I Mavericks affonteranno in estate la questione relativa al rinnovo contrattuale di Porzingis. Nelle ore successive alla trade il lettone si è detto “disponibile” ad accettare la qualifying offer annuale da 4.5 milioni di dollari.

 

Segnale più di fiducia e “disponibilità” verso i nuovi datori di lavoro, che reale intenzione, per Porzingis probabilmente. Ne è consapevole il proprietario dei Mavs Mark Cuban, che alla domanda sulle possibilità di rinnovo già in estate per il lettone ha risposto:

 

Se Kristaps (Porzingis, ndr) firmerà l’estensione contrattuale in estate? Rispondo io per lui: si, lo farà (…) non mi preoccupo di questo, sinora è andato tutto bene, c’è sintonia. A meno di qualcosa di clamoroso in futuro, posso dire che Kristaps Porzingis rimarrà qui con noi per i prossimi 20 anni. Noi ci contiamo e lo speriamo

 

– Mark Cuban su Kristaps Porzingis –

 

Kristaps Porzingis: “io e Doncic speciali. Il mio rientro? Pazienza”

 

Siamo d’accordo su tutto, non c’è nemmeno bisogno di chiedere” ha immediatamente aggiunto il giocatore lettone. Come riportato da Marc Stein del NY Times, la speranza di Cuban è quella di ricreare l’accoppiata Steve Nash-Dirk Nowitzki, che nei primi anni 2000 mise i Dallas Mavericks sulla carta geografica del basket USA.

 

Fu un mio errore quello di non trattenere Steve Nash più a lungo. Non farò lo stesso errore con Luka (Doncic, ndr) e Kristaps (Porzingis, ndr)”

 

Così Kristaps Porzingis in conferenza stampa:

 

Io e Doncic? Una cosa esalatante solo a pensarci, credo davvero che assieme potremo essere speciali. il mio unico obiettivo è la pallacanestro, posso già vedere il futuro e dirvi quanto io e Luka potremo essere speciali in campo. Speciali e divertenti da veder giocare. Non vedo l’ora (…) io mi sento bene, benissimo, ma come ho sempre detto non c’è bisogno di forzare i tempi. Non c’è fretta, ho portato pazienza sino ad oggi e continuerò a portare pazienza. Sarà difficile dover aspettare ancora ma prenderemo la decisione migliore per tutti. Dallas? Ci vuole tempo per contruire delle relazioni solide, ciò che posso dire è che sono qui da due giorni e tutti mi hanno accolto a braccia aperte, mettendosi a completa disposizione (…) ciò che cerco in una organizzazione ed in una squadra

– Kristaps Porzingis –

Porzingis a Dallas: i Knicks non hanno aspettato altre offerte

Porzingis a Dallas è stato sicuramente l’affare di mercato che ha maggiormente tenuto banco tra tutti gli appassionati di basket oltreoceano. Non solo per lo status di tutti i giocatori coinvolti, ma anche per la notevole rapidità con cui tale trade si è chiusa. E quest’ultimo aspetto, stando ai vari rumors, è stato una diretta conseguenza delle scelte del front office dei Knicks.

PORZINGIS A DALLAS: I RETROSCENA

Dunkest NBA 2018-2019
L’ormai ex giocatore dei Knicks in azione contro il suo futuro compagno di squadra, Harrison Barnes

Secondo Ian Begley di ESPN, infatti, numerose squadre erano interessate al numero 6, ma la dirigenza newyorkese non ha voluto aspettare, chiudendo così in fretta e furia l’affare con i Mavericks, appena KP ha chiesto la cessione.

A confermare questa supposizione, poi, è stato anche il presidente della franchigia Steve Mills, a margine del match disputato dai suoi Knicks contro Grizzlies nella giornata di ieri (perso per 96 a 84, ndr).

[Porzingis e il suo agente] ci hanno incontrato su loro richiesta. Lui ha ammesso l’interesse di voler essere scambiato e che, al termine della stagione, non avrebbe rifirmato con noi da free agent. Noi lo abbiamo ringraziato per la sincerità e l’onesta, e per premiarlo abbiamo voluto sistemare subito la situazione. C’erano 8 possibili scenari per lui di diverse squadre, ma dovevamo chiudere in fretta.

Knicks President Steve Mills gives insight on the team’s decision to trade Kristaps Porzingis. pic.twitter.com/9tdFxzsSFO


Sulla base di queste affermazioni, dunque, è chiaro che vi era già da tempo la volontà del front office di NYK di cedere il loro pezzo pregiato alla prima occasione utile, sintomo di una frattura ormai insanabile ma anche della volontà di liberarsi di un peso diventato eccessivamente ingombrante. Sopratutto alla luce dei grandi investimenti che, nella prossima estate, i Knicks proveranno ad effettuare per portare nella Grande Mela numerosi campioni pronti a sposare la loro causa.

In conclusione, l’approdo di Porzingis in Texas è stato tra i meno mediatici e dolorosi degli ultimi grandi affari di mercato NBA. Il che, per questi tempi, non è una cosa molto comune (chiedere a LeBron e a KD per conferma….).

I Dallas Mavericks cercano acquirenti per Harrison Barnes e Dwight Powell?

Ore di riflessioni a Dallas, tre giorni dopo la trade che ha portato il lettone Kristaps Porzingis alla corte di Luka Doncic e coach Rick Carlisle.

 

Come riportato da David Lord di 247sports.com, i Dallas Mavericks “sarebbero pronti a ricevere chiamate per Harrison Barnes e Dwight Powell“, in vista della trade deadline del prossimo 7 di febbraio.

 

L’obiettivo dei Mavs? La più classica delle operazioni di salary dump. Nella prossima off-season i Dallas Mavericks dovranno affrontare il rinnovo contrattuale del neo-acquisto Porzingis.

 

Nelle ore successive alla trade “KP” si è detto disponibile a rinviare la questione sul rinnovo contrattuale alla stagione 2019\20, dicendosi disposto a giocare il prossimo anno a Dallas accettando la “qualifying offer” da 4.5 milioni di dollari.

 

 

Difficile, nonostane l’ostentata buona volontà, pensare che Porzingis possa davvero rinunciare ad un’estensione contrattuale da 158 milioni di dollari per la quale l’ex Knicks sarà eleggibile a partire dal prossimo 1 luglio, per affrontare una free agency da unrestricted free agent l’anno successivo.

 

Per arrivare a Porzingis, i Dallas Mavericks hanno accettato di accollarsi gli onerosi contratti di Courtney Lee (2 anni e circa 25 milioni di dollari) e soprattutto Tim Hardaway Jr (3 anni e circa 54 milioni di dollari, player option sull’ultimo anno e trade kicker del 15% tra 2019 e 2020).

 

Per la prossima stagione, Harrison Barnes e Dwight Powell saranno invece a libro paga per rispettivamente 25 (player option per Barnes) e 10.2 milioni di dollari (altra player option per Powell). La probabile estensione contrattuale di Kristaps Porzingis occuperà per intero lo spazio salariale disponibile in estate per i Mavericks, ed i contratti di Hardaway e Lee saranno difficilmente trasferibili a partire da fine giugno.

 

I Dallas Mavericks hanno da giovedì ufficialmente affidato il proprio futuro e le proprie fortune alla coppia d’oro Doncic-Porzingis. Mark Cuban ed il General Manager Donnie Nelson potrebbero decidere da qui a giovedì prossimo di andare alla caccia di contatti in scadenza immediata per Harrison Barnes e\o Dwight Powell, nel tentativo di riacquisire parte dello spazio salariale “ipotecato” per i nuovi arrivati Lee, Hardaway e Porzingis.

Porzingis a Dallas: chi ha vinto la trade tra Mavs e Knicks?

Porzingis Dallas

La prima, profonda scossa nell’immobilismo del mercato NBA arriva sull’asse New York-Dallas. Kristaps Porzingis è stato speditoai Dallas Mavericks di Luka Doncic insieme a Tim Hardaway Jr., Trey Burke e Courtney Lee. Ai Knicks vanno invece Dennis Smith Jr., DeAndre Jordan e Wesley Matthews, oltre a due prime scelte future.

New York si è liberata dei terribili contratti di due giocatori non più nei piani della dirigenza: per Hardaway si tratta di 18 milioni di dollari il prossimo anno e 19 nella stagione 2020/2021; per Lee, fuori dalle rotazioni a New York, altri 12 milioni da percepire nella prossima stagione. Sono evidentemente due tra i peggiori contratti NBA, anche se Hardaway Jr. potrebbe migliorare la sua efficienza in un contesto più organizzato dei Knicks attuali.

Per liberarsi di questi due contratti, New York ha dovuto cedere il suo miglior giocatore, Porzingis, fermo dallo scorso anno dopo la rottura del legamento del ginocchio sinistro. In cambio, ha ricevuto una giovane guardia in Dennis Smith Jr., che fu passato al Draft 2017 in favore di Frank Ntilikina. Oltre a Dennis Smith Jr., i Knicks ottengono i contratti in scadenza di DeAndre Jordan e Wesley Matthews. Presumibilmente entrambi saranno tagliati e lasciati liberi di firmare con altre squadre.

A un primo sguardo, la reazione di un tifoso Dallas a questa trade dovrebbe essere simile a questa:

Mark Cuban, proprietario di Dallas, mostra i muscoli.

La prospettiva del tifoso medio Knicks viene assunta invece in maniera eloquente da Joel Embiid, stella dei 76ers:

Andiamo ora ad analizzare più nel dettaglio questo scambio, per scoprire se le prime impressioni siano corrette.

DALLAS MAVERICKS: UNA NUOVA DINASTIA?

Luka Doncic e Kristaps Porzingis si sfidarono durante gli Europei 2017, e si troveranno ora a indossare la stessa divisa. Agli Europei, prevalse la Slovenia di Doncic (27 con 9 rimbalzi), nonostante un Porzingis stellare ma gravato di problemi di falli (34+6).

Fu una delle partite più entusiasmanti del torneo. Porzingis e Doncic sfoderarono grandiose prestazioni.

Doncic e Porzingis si salutano dopo la recente sfida tra Dallas e New York.

A Dallas, i due dovranno coesistere in campo, verosimilmente a partire dalla prossima stagione, data la lungodegenza di Porzingis. Un asse potenzialmente letale quello messo nelle mani di coach Carlisle: se Doncic sta dimostrando di essere già una stella NBA, andando oltre ogni più rosea aspettativa, Porzingis è un essere sovrannaturale anche in una lega come la NBA. Il lettone è un lungo di 2 metri e 20 abbondanti, capace di segnare da qualsiasi posizione, combinando precisione dal perimetro a potenza e tecnica nel pitturato. Un giocatore più unico che raro, un Unicorn, come viene soprannominato oltre oceano. Ci si dimentica di quanto fosse forte il lettone prima dell’infortunio al ginocchio: forse il terzo lungo più forte della lega insieme a Embiid e Davis. L’incognita rimane ovviamente la ripresa della piena forma fisica dopo un infortunio devastante come quello subito da Porzingis. Nessuno può avere una risposta certa a questo punto interrogativo, se non forse i medici che lo stanno seguendo nel percorso di riabilitazione.

La NBA moderna è dominata dai giochi a due tra i migliori giocatori di ogni squadra. Un talento completo come Doncic potrebbe diventare inarrestabile qualora accompagnato da un lungo dalla doppia dimensione come Porzingis. Fin troppo semplice per un giocatore dalla visione di Doncic penetrare nel cuore dell’area per cercare uno scarico verso il lunghissimo Porzingis, non arginabile in avvicinamento e temibile dalla media distanza.

IL PROBLEMA DEL RINNOVO

La trade che ha portato Porzingis a Dallas nasconde però alcune insidie. Il lungo lettone vedrà terminare il suo contratto da rookie in estate e diventerà restricted free agent. Pare tuttavia che Porzingis valuti l’ipotesi di firmare la qualifying offer (un’estensione del contratto da rookie che le squadre possono proporre ai giocatori per renderli restricted).

Qualora firmata, questa clausola consentirebbe a Porzingis di rimanere un altro anno a Dallas, divenendo però unrestricted free agent nel 2020. Il lettone diventerebbe così pieno padrone del proprio destino e in grado di firmare liberamente per qualsiasi squadra.

Un’ipotesi decisamente poco gradevole per Mark Cuban e la dirigenza Dallas. Bisognerà attendere la prossima estate per avere sviluppi sulla vicenda. Dallas offrirà ovviamente un super rinnovo a Porzingis, confidando nel suo rientro in piena forma dopo l’infortunio. Rimane da capire se Luka Doncic e Dirk Nowitzki (alla sua ultima stagione?) riusciranno a convincere Porzingis a rimanere a Dallas a lungo termine.

NEW YORK KNICKS: LA RINASCITA IN FREE AGENCY

Analizziamo ora la trade dalla prospettiva dei Knicks. Per comprendere il significato di questo scambio, è fondamentale notare che Porzingis non era più per New York ciò che può diventare per Dallas. Mi spiego meglio. L’amore tra il lettone e i Knicks non è mai sbocciato definitivamente, tra i primi fischi nella notte del Draft, i malintesi con la dirigenza e la volontà dei Knicks di tankare per puntare al Draft 2019. Si dice che la dirigenza spingesse per non farlo tornare in questa stagione per non vincere troppe partite e inficiare le chance di prima scelta. Porzingis avrebbe invece voluto giocare per riprendersi più rapidamente dall’infortunio.

Porzingis commenta così misteriosamente la trade.

Per i Knicks, il valore di Porzingis era decisamente più basso rispetto a quello che assume ora per Dallas. Il rinnovo del lettone era tutt’altro che certo, alto invece il rischio di perderlo per nulla nel 2020. Con questa prospettiva bisogna analizzare la mossa della dirigenza di New York, che si è liberata di due contratti scomodi accumulando asset per il futuro.

Le scelte di Dallas potrebbero essere alte, se Porzingis tornasse dall’infortunio forte come prima, ma anche in lottery, se il lettone non si ristabilisse completamente o addirittura non rifirmasse con Dallas. Per quanto riguarda la stagione attuale, liberarsi di Tim Hardaway Jr. significa privarsi dell’unico giocatore che potesse portare qualche vittoria di troppo a New York. Matthews e Jordan saranno molto probabilmente tagliati. Con pochissime possibilità di vittoria, incrementano le percentuali di una prima scelta al Draft 2019, che potrebbe portare al Madison Square Garden Zion Williamson.

Williamson sulla possibilità di andare ai Knicks.

Zion Williamson sembra il prototipo di giocatore capace di esaltarsi in un ambiente come quello di New York, oltre che un elemento su cui fondare i successi futuri.

LA FREE AGENCY 2019

New York libera tantissimo spazio salariale per dare l’assalto a un grosso free agent in estate. La trade Porzingis potrà quindi essere giudicata in tutte le sue sfaccettature all’inizio della prossima stagione. I Knicks offriranno il contratto al massimo salariale a Kevin Durant e/o a Kyrie Irving. Tuttavia, i Knicks avranno un roster privo di qualsiasi attrattiva per chiunque voglia vincere subito, in quanto Dennis Smith Jr., Kevin Knox, Robinson e Ntilikina non sembrano pronti per competere ad altissimo livello. L’unica possibilità di competere subito si presenterebbe solo se i free agent firmati fossero due e di altissimo livello, come appunto Irving e Durant.

I free agent più corteggiati potrebbero però scegliere altre squadre più pronte all’assalto al titolo. In quel caso, i Knicks dovranno ripiegare su seconde scelte come Butler, Kemba Walker o Tobias Harris. Tutti ottimi giocatori, ma non trascinatori tali da poter trasformare i giovani Knicks in una contender. Strapagare una coppia come Walker-Harris significherebbe condannarsi ad anni di playoff senza grandi chanche di raggiungere le Finals.

Concludendo, i Knicks si sono liberati di contratti terribili cedendo un giocatore ormai in rotta con la franchigia. Il cap vuoto dovrà però essere utilizzato nel modo corretto, e solo dopo l’estate si potrà dare un voto alla dirigenza di New York.

Dunkest NBA 2018-2019, le conseguenze dell’affare New York-Dallas

Dunkest NBA 2018-2019

La trade-deadline ha vissuto nella giornata di ieri il suo inizio ufficiale, con il vero scambio di questa sessione di mercato. Le conseguenze su Dunkest si vedranno solo tra un paio di giorni, quando sarà stata archiviata anche la giornata n.34 della RS Dunkest NBA 2018-2019.

Il primo botto di mercato è a chiari tinte europee, vedendo coinvolti direttamente o indirettamente due dei migliori giovani della Lega provenienti dal vecchio continente: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Uno scambio, quello tra New York Knicks e Dallas Mavericks, che ha sancito un evidente cambio di rotta nella stagione e nel futuro di entrambe le franchigie, impegnate in un processo di ricostruzione che dura ormai da quasi 5 anni. Un’inversione di rotta che, inevitabilmente, condizionerà le prestazioni di molti giocatori in ambito fanta-baskettaro.

Ricapitolando, oltre il lettone, Dallas riceverà Courtney Lee, Tim Hardaway Jr. e Trey Burke, mentre andranno a vestire la maglia dei Knicks DeAndre Jordan, Wesley Matthews e Dennis Smith Jr. La scelta dei Mavericks, quindi, non si è lasciata attendere: dopo le vicissitudini riguardanti la PG draftata nel 2017 e poi reintegrata dopo un colloquio con coach Carlisle, ci ha pensato il front-office della franchigia texana a ribadire che è e sarà lo sloveno l’uomo del futuro. Allo stesso modo, New York ha deciso di liberarsi di un giocatore acciaccato e scontento, che fino a pochi mesi fa era la chiave principale di un progetto che vedrà nella prossima FA la tappa finale.

Dunkest NBA 2018-2019, cosa cambia a livello di formazione?

Lo scossone causato dallo scambio è notevole, da entrambe le parti. Ma, a livello Dunkest, chi paga di più è Dallas. Rick Carlisle (5.7 crd) perde 3/5 del quintetto base e un giocatore di sistema fondamentale come Wesley Matthews. La corsa per i playoff sarà sicuramente accantonata per cercare una buona posizione in lottery per scegliere ancora tra le 10 al Draft 2019. Possibile, quindi, un ulteriore calo di rendimento dei Mavs, già in leggera crisi da un paio di settimane.

Dall’altra parte, la situazione dei Knicks non cambia molto: l’obiettivo primario da perseguire per David Fizdale (4.0 crd) e i suoi è e rimane la prima scelta del prossimo Giugno al Barclays Center di Brooklyn. In quest’ottica, è molto probabile che l’ex coach dei Grizzlies continui nel suo intento di valorizzare i giovani e di costituire il nocciolo duro della second-unit e dello young core del prossimo anno. Per questo, l’unico dei nuovi arrivati a non essere sicuro dell’impiego risulterebbe Jordan, vista la precedente scelta di accantonare Enes Kanter per dare spazio a Mitchell Robinson. Interessante da vedere sarà l’adattamento di Dennis Smith Jr., che rimane sicuramente un buon prospetto per le stagioni a venire.

Dopo una breve prosa collettiva, scendiamo nei particolari delle possibili implicazioni riguardanti i singoli giocatori coinvolti nell’affare:

Dallas Mavericks

Kristaps Porzingis (Ala, crediti 10.7): il lettone è il principale protagonista di questa trade. Per vederlo in campo insieme a Luka Doncic, però, dovremo attendere la fine della All Star Weekend, secondo gli ultimi rumors. Unico piccolo intoppo: la papabile scelta della società di congelare il suo rientro per riaprire un mini-ipotesi tank. In caso contrario, la coppia Harrison Barnes (A, crediti 8.3)-Porzingis sugli esterni potrebbe combaciare alla perfezione: la perdita di DeAndre Jordan e Wesley Matthews lascia ampi spazi a rimbalzo per Barnes e Doncic, con l’ex Warriors che diventerebbe un terzo violino d’eccezione a livello realizzativo.

Tim Hardaway Jr. (Ala, crediti 7.9): dopo un sensazionale inizio di stagione, il figlio d’arte ex Knicks può trovare una nuova dimensione a Dallas partendo dalla panchina. Non sarebbe male come sesto uomo, ridurre i possessi potrebbe essere ottimo ai fini del punteggio, visto che il suo punto debole sono proprio i malus derivanti dalle basse percentuali al tiro. Se il suo valore scendesse sotto quota 7, allora il suo nome potrebbe veramente diventare interessante.

Trey Burke (Guardia, crediti 5): una delle migliori guardie nel sottobosco per rapporto qualità/prezzo, non c’è dubbio. Potrebbe rivelarsi il sostituto ideale dell’ infortunato Barea, pupillo di Carlisle e membro vitale per i Mavs. A sorpresa, potrebbe anche rivestire i panni di titolare: il ballottaggio tra lui e Jalen Brunson (G, crediti 4) una delle incognite post-trade in Texas. Attenzione a Brunson per la panchina, il rookie from Villanova, per un posto nello starting-five.

Courtney Lee (Guardia, crediti 4): stagione anonima per il veterano, alle prese con la bocciatura da parte di Fizdale. Fuori dalle rotazioni a NY, potrebbe essere utilizzato da Carlisle nel pacchetto piccoli. Situazione da monitorare nelle prossime gare, cosi come per Burke, ma anche lui potrebbe essere una buona scelta per la panchina.

New York Knicks

DeAndre Jordan (Centro, crediti 15.4): rendimento in calo per DAJ e questa trade potrebbe sancire il suo personale season-ending. Come detto in precedenza, David Fizdale ha ribadito fin da subito quanto importante sia dare spazio ai giovani. Tra questi vi è anche Mitchell Robinson (C, crediti 4.6), centro titolare dei Knicks per larga parte della stagione corrente a discapito di Enes Kanter, ormai fuori dal progetto NYK e pronto per essere ceduto. L’ex Clippers sarà FA quest’estate, altra variabile in più da tenere in conto. Potrebbe essere schierato nelle prossime partite che precedono l’All-Star Game, prima di uscire definitivamente di scena per la stagione in corso.

Wesley Matthews (Guardia, crediti 6.9): non l’uomo ideale per Dunkest, vista la sua spiccata propensione difensiva e i pochi tentativi presi di media. A New York sarà tranquillamente titolare al fianco del suo compagno Dennis Smith Jr., ma anche per il veterano ex Portland vale lo stesso discorso enunciato in precedenza: il tanking aggressivo potrebbe limitare il suo utilizzo.

Dennis Smith Jr. (Guardia, crediti 6.9): colui che ne gioverà di più da questo scambio. La convivenza con Doncic non era sicuramente delle migliori, cestisticamente parlando. Di recente ha collezionato la sua seconda tripla-doppia in carriera, sintomo che la condizione e la voglia di far bene c’è. Bisognerà capire quanto durerà il periodo di adattamento nella Big Apple, ma DSJ è la scommessa più allettante di questa seconda parte di stagione Dunkest.