Coach Dirk Nowitzki? “Perché no? Tra un paio d’anni… mi piacerebbe”

Coach Nowitzki? Non una brutta idea, e qualcosa a cui persino il fuoriclasse tedesco pensa, a pochi giorni dal ritiro dal basket giocato.

Tempo un anno o due… poi mi vedrei bene nei panni dell’allenatore, o del manager” Così Dirk Nowitzki a Die ZeitMi piacerebbe diventare un mentore per i giovani, accompagnarli lungo la loro carriera“. Un ruolo da sempre rivestito dal Nowitzki giocatore, ai Dallas Mavericks così come con la maglia della nazionale tedesca.

Suo il ruolo di chioccia “personale” per l’erede e futura star dei Mavericks Luka Doncic, con la quale il tedesco ha instaurato da subito un rapporto speciale.

Un Nowitzki che per il momento si gode il meritato riposo, dopo 21 stagioni NBA ed una carriera leggendaria: “Mi sono concesso il primo bicchiere di vino in 10 anni… e me ne sono pure accorto (scherza, ndr), e sono ritornato ai dolci. Il ritiro? Era il momento giusto, ciò che non avrei mai voluto è avere rimpianti, smettere quando ancora avevo qualcosa da dire, e la voglia di scendere ancora in campo“.

Ma il mio fisico non ne poteva davvero più. Anche mesi dopo l’operazione il piede ha continuato a darmi problemi, ed andando avanti sarebbe stato sempre peggio. Era il momento giusto

Mavs, Luka Doncic si allenerà privatamente con Carlisle in estate

Dodicesima giornata Dunkest NBA

I Dallas Mavericks hanno già iniziato a lavorare su Luka Doncic per farlo diventare il nuovo volto della franchigia. Il capo allenatore Rick Carlisle ha infatti rivelato di avere intenzione di lavorare con lo sloveno per tutta l’estate.

In un’intervista a a The Dallas Morning News, Carlisle ha rivelato che userà la prossima estate per lavorare costantemente con Doncic e il resto dei giovani dei Mavs. Oltre a ciò, Carlisle non ha dato date specifiche dei workout per evitare l’attenzione dei media.

“Ci sarà un periodo di riposo ora. Luka tornerà a Dallas per una settimana a maggio e un’altra settimana a giugno con altri nostri giovani ragazzi per due settimane di allenamento. Dopodiché andrò in Slovenia, non vi dirò quando per evitare il circo dei media, per andare in palestra con Luka insieme a un altro ragazzo dello staff.”

Carlisle ha anche aggiunto che oltre al riposo, Doncic dovrà essere in grado di capire quanto gli allenamenti della prossima estate saranno importanti per migliorare il suo gioco la prossima stagione: “Deve capire che quest’estate sarà molto importante per lui. Sarà il giusto mix di riposo e di duro allenamento in palestra. Non ha mai passato una off-season così lunga negli anni passati. Gli impegni di Eurolega duravano fino a giugno, e lui era sempre nelle squadre migliori.”

Doncic è stato impressionante nella sua stagione da rookie, ma Carlisle ritiene che lo sloveno possa e debba fare meglio. Il coach dei Mavs è ottimista sul fatto che Luka approccerà quest’estate al meglio.

Se approccerà quest’estate nel modo che credo farà, avrà una grande possibilità di puntare sempre più in alto”.

I Dallas Mavericks hanno delle grandi aspettative per la prossima stagione, e Doncic sarà il loro centro. I successi della squadra in futuro saranno strettamente connessi a Luka e al suo nuovo compagno di squadra Kristap Porzingis.

Mavs, col ritiro di Dirk Nowitzki “Altri dovranno dimostrarsi alla sua altezza”

Secondo Rick Carlisle, coach dei Dallas Mavericks, il ritiro di Dirk Nowitzki segnerà “l’avvento di una nuova era” per i Mavs.

Dopo 21 stagioni giocate con la stessa maglia, e con la stessa passione e professionalità dimostrata sin dal suo sbarco nella massima lega, le parole di coach Carlisle su Dirk Nowitzki non possono che essere un manifesto di stima e rispetto nei confronti di un giocatore che ha trascinato la franchigia alla conquista del loro unico (per ora) titolo NBA:

Questo è l’inizio di una nuova era, di una fase nuova per i Dallas Mavericks. I nuovi giocatori dovranno essere in grado di essere all’altezza di tanta grandezza

Dirk Nowitzki, One Last Dance

Che dovesse essere questa l’ultima stagione NBA per “Wunder Dirk” era cosa risaputa sin dalla prima partita di regular season.

Durante la pausa dedicata all’All-Star Game, siamo entrati nella storia ammirando l’ultima partita delle stelle sia di Nowitzki che di Dwyane Wade. Martedì scorso, dopo la vittoria dei Mavs, oscurata da un mai domo Jamal Crawford (51 punti,5 rimbalzi,5 assist), Dirk Nowitzki ha formalizzato il suo ritiro dal basket giocato. Lo ha fatto dopo una prestazione vintage, culminata con 30 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. Prestazione non banale per un ragazzino di 40 anni.

Un’eredità pesante

L’eredità che WunderDirk ha lasciato ai Mavs è di primissimo livello. 31,560 punti segnati, 11,489 rimbalzi, 1,281 stoppate, 1,982 triple realizzate. Il tutto in 1,522 partite disputate. Senza dimenticare le 14 apparizioni all’All-Star Game, le quattro nomine nel miglior quintetto NBA ed i titoli di MVP (2007), ed MVP delle finali vinte contro i Miami Heat targati James-Bosh-Wade nel 2011.

I nuovi Dallas Mavs ripartiranno da due giocatori che di americano hanno ben poco: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Il lettone è già una realtà affermata nel panorama NBA. Memorabile la stagione dello scorso anno in maglia Knicks. Il talento sloveno è entrato, con prestazioni sublimi culminate da triple doppie e una personalità da All-Star,  nel cuore di ogni appassionato NBA.

Dirk ha scritto pagine memorabili di un romanzo eterno, titolato Dallas Mavericks. Al duo Doncic-Porzingis il compito di aggiungerne altre. Pagine che renderanno il romanzo Mavs una pietra miliare nella storia della NBA.

Perchè Luka Doncic è il rookie dell’anno?

Luka Doncic Rookie dell'anno

Lubiana, 28 Febbraio 1999. Queste coordinate potrebbero essere per lo sport mondiale molto più importante di quanto ad oggi crediamo: nasceva il nuovo volto del basket europeo, Luka Doncic. Faccia da bravo ragazzo, 2 metri di altezza e un talento incontenibile; è veramente Luka Doncic il miglior candidato al premio di rookie dell’anno?

Già dalle giovanili dell’Union Olimpija, sua prima squadra, si intravedeva che Luka era un ragazzo speciale. A Madrid l’esplosione: d’altronde non tutti possono vantare in 5 anni di cantera e giovanili premi quali Miglior Giovane della Liga, Miglior Giovane Eurolega, MVP del campionato spagnolo, MVP Eurolega e MVP Finals Eurolega. Ma i premi raccontano parzialmente quello che è questo ragazzo cresciuto a pane e basket, con un pizzico di Drazen che non guasta mai.

LUKA DONCIC ROOKIE DELL’ANNO? IL CONTESTO DI DALLAS

Dodicesima giornata Dunkest NBA
Luka Doncic a colloquio con coach Rick Carlisle.

L’impatto con la NBA molti addetti ai lavori lo pronosticavano, forse non a questo livello ma era un successo annunciato.

Nella scorsa estate Luka per non farsi mancare niente decide di caricarsi sulle spalle, insieme a Goran Dragic, una nazione e portarla al titolo europeo. Tornando a parlare di Luka e la NBA, la loro storia parte in sordina: selezionato alla 3 dagli Atlanta Hawks, scambiato subito a Dallas in cambio della scelta numero 5.
Tutti i riflettori sono su la prima scelta DeAndre Ayton, sul corso di LeBron a Los Angeles, e via discorrendo. Lui inizia subito a lavorare.

Dallas è uno dei contesti migliori in cui inserirsi per un giovane: un coach esperto e con una mentalità europea, una squadra ricostruita e senza troppe pressioni, un lungo da poter sfruttare per il gioco i pick and roll, specialità della casa Doncic ma soprattutto un maestro da osservare e da cui apprendere ogni dettaglio: Dirk Nowitzki.
L’impatto è devastante, a novembre il titolo di Rookie dell’anno sembra già suo. Ma Luka Doncic è il Rookie dell’anno? La risposta è si e no. Del rookie ha sicuramente l’età e l‘inesperienza NBA. Del rookie sicuramente non ha il timore nel gioco, la poca consapevolezza dei suoi punti forti, la determinazione.

Luka non è un rookie, pare non esserlo con quel palmares, con quelle responsabilità a Madrid e con il successo con la nazionale. La sfida per il titolo di matricola, per un affascinante gioco del caso, è proprio con il giocatore che ha ottenuto Atlanta al posto di Doncic, Trae Young. Una bella sfida, un duello a suon di triple e assist da una parte e triple doppie dall’altra.

IL FUTURO?

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Ora il futuro cosa ci riserva? Quanto può migliorare ancora il suo gioco? Sicuramente per quanto riguarda la difesa può e deve notevolmente crescere. Il suo essere clutch è già molto sviluppato,  ci sono già ottime capacità di playmaking unite alla visione di gioco e capacità realizzative.
Solo il tempo può darci la risposta e il prossimo anno ci sarà anche Kristaps Porzingis, per un duo tutto made in Europe niente male. Dallas scalda i motori, saranno una realtà da qui in avanti?

Mavs, Dirk Nowitzki si ritira: “Questa è stata la mia ultima partita a Dallas”

Dallas Mavericks, Dirk Nowitzki si ritira. La leggenda dei Mavs ha annunciato al termine della sfida casalinga tra Dallas ed i Phoenix Suns la sua intenzione di ritirarsi al termine della stagione.

Finisce con una grande partita d’addio e 30 punti finali l’ultima apparizione in maglia Mavericks sul campo dell’American Airlines Center un’avventura lunga 21 stagioni per Nowitzki. Nel consueto stile asciutto e leggero, un commosso Nowitzki prende il microfono ed annuncia al suo pubblico: “Come probabilmente avrete già intuito, vi dico che questa è stata la mia ultima partita qui a Dallas…” prima di essere sommerso dall’affetto dei quasi 20mila dell’American Airlines center con una grande ovazione.

Questa cosa è difficile da fare… comunque, ci sono davvero troppe persone da ringraziare. Assieme abbiamo fatto un viaggio lungo e tortuoso, pieno di alti e bassi, ma voi tutti siete sempre rimasti al mio fianco e mi avete sempre supportato al meglio, l’ho apprezzato davvero tanto“.

Dirk Nowitzki, uno dei giocatori più forti della sua generazione, ed uno degli atleti più influenti in campo e fuori, per anni immagine e volto della NBA internazionale e globale, giocherà la sua ultima partita ufficiale stanotte all’AT&T center di San Antonio, Texas, contro gli Spurs di coach Gregg Popovich, una delle rivali storiche del campione tedesco.

Caso Porzingis, le mail tra la presunta vittima, il giocatore ed i New York Knicks

Caso Porzingis, ESPN.com riporta il contenuto di alcune mail e messaggi di chat tra il giocatore dei Dallas Mavericks e la vittima del presunto stupro della notte tra 7 e 8 febbraio 2018, e tra la donna ed i New York Knicks.

Nei giorni scorsi, una 29enne di Manhattan, New York, aveva formalmente denunciato al NYPD una violenza sessuale subita da Kristaps Porzingis nell’appartamento del giocatore lettone. Poche ore dopo la diffusione della notizia, il legale di Porzingis aveva reso noto come l’FBI stesse indagando per un tentativo di estorsione ai danni del giocatore allora in forza ai New York Knicks, negando con convinzione qualsiasi accusa.

Come riportato da Tina Moore del NY Post, la presunta vittima avrebbe negoziato per settimane con Porzingis e con i New York Knicks un risarcimento pari a 68mila dollari, che sarebbero serviti a coprire i debiti universitari del fratello, in cambio della rinuncia alle vie legali. L’ex giocatore dei Knicks avrebbe in un primo momento accettato la proposta, per poi tirarsi indietro.

Caso Porzingis, le mail tra il lettone, la donna ed i New York Knicks

Dai documenti analizzati da ESPN.com emergerebbe un quadro in cui la donna avrebbe cercato – senza successo – di instaurare una relazione sentimentale con Kristaps Porzingis nei giorni successivi il presunto stupro, esigendo però l’impegno da parte del giocatore lettone di onorare la sua richiesta di denaro.

La donna avrebbe raggiunto la notte del 7 febbraio 2018 Porzingis nel suo appartamento di Manhattan, cercando di ottenere un autografo dal giocatore. Come rivelato nei messaggi, la presunta vittima avrebbe definito, in una serie di mail inviate ai New York Knicks, “estremamente aggressivo” l’atteggiamento di Porzingis, ed avrebbe poi dichiarato che il lettone avrebbe dato il proprio assenso scritto al pagamento dei 68mila dollari.

Il legale di Kristaps Porzingis, Roland G. Riopelle, ha bollato come “fasullo” il documento firmato dall’ex giocatore dei New York Knicks, e fornito dalla donna. Diversi tentativi di contatto tra il legale del giocatore e la 29enne sarebbero andati a vuoto.

La denuncia di tentata estorsione ai danni di Porzingis risale allo scorso dicembre: “Abbiamo fornito al procuratore distrettuale (di New York, ndr) la stessa documentazione già fornita alla polizia federale, la quale dimostra il tentativo di estorsione subito dal mio assistito. Confidiamo che il procuratore distrettuale possa riconoscere la completa infondatezza delle accuse rivolte, una volta presa visione della documentazione“.

Sia i New York Knicks che i Dallas Mavericks non hanno voluto commentare la vicenda. I contatti tra la presunta vittima ed i Knicks sarebbero iniziati dopo uno scambio di messaggi tra la donna e Porzingis. Nei contenuti delle comunicazioni tra il giocatore e la donna ci sarebbero “avances e foto esplicite” inviate a Porzingis. Dopo il fallito approccio, la 29enne si sarebbe rivolta ai New York Knicks in cerca di assistenza per il versamento della somma concordata – a suo dire – con il giocatore lettone.

Caso Porzingis, il legale contesta la veridicità del “IOU”

Nelle sue mail inviate agli uffici dei Knicks, la donna ricostruisce i fatti della notte tra 7 e 8 febbraio 2018. Porzingis avrebbe invitato la 29enne nel suo appartamento, asserendo però di essere “ubriaco“, e la presunta vittima avrebbe accettato l’invito nonostante l’ora tarda.

Tra i documenti prodotti dalla donna vi è un “I.O.U.” firmato da Porzingis, del quale però il legale del giocatore contesta la veridicità. Nel documento, Porzingis ammetterebbe la sua condotta irresponsabile, derivata dall’attrazione fisica nei confronti della presunta vittima, e si impegnerebbe a versare a titolo di risarcimento una somma pari a 68mila dollari (destinati al fratello della donna).

Come riportato da ESPN.com, il nome del giocatore apparirebbe mal scritto nel documento (Kristap), e la firma in calce alla dichiarazione di Porzingis parrebbe contraffatta. Il Legale del giocatore ha confermato a ESPN: “Mr Porzingis nega di aver mai firmato alcun accordo, ed il documento prodotto è certamente un falso. Alla richiesta di una copia del documento per una perizia, (la donna, ndr) ha opposto un rifiuto“.

La presunta vittima avrebbe allegato nella sua corrispondenza con gli uffici dei Knicks prove fotografiche della violenza subita (ciocche di capelli strappate e tumefazioni al viso), aggiungendo in seguito una nota spese per 10mila dollari di intervento di chirurgia estetica correttiva.

Nelle mail, la donna chiarifica la sua volontà “di non recare alcun danno all’immagine di Porzingis e della squadra, nonostante l’orribile trattamento” cui il giocatore l’avrebbe sottoposta. La 29enne sostiene quindi come Porzingis si fosse offerto in un primo momento di offrire del denaro a titolo risarcitorio, senza che alcuna richiesta gli fosse mai stata fatta.

Un rappresentante dell’ufficio legale dei New York Knicks ha così descritto la versione dei fatti fornita dalla donna: “(La presunta vittime, ndr) sostiene di essersi presentata all’appartamento di Kristaps Porzingis con un taccuino, per chiedere un autografo. Una volta all’interno dell’appartamento, i due avrebbero avuto un rapporto non consenziente, ed una volta riconosciuto l’errore, Porzingis avrebbe offerto alla donna del denaro per riparare e saldare la retta universitaria del fratello (della donna, ndr)”.

La donna avrebbe dunque richiesto ai Knicks di mediare tra lei e Kristaps Porzingis, asserendo di voler adire le vie legali in caso di mancata conciliazione.

Caso Porzingis, la NBPA si schiera con il giocatore, NYPD: “Accuse credibili”

Come riportato da Ian Begley di ESPN, Michele Roberts, presidente della National Basketball Players Association, si schiera con il giocatore dei Dallas Mavericks:

Siamo da tempo al corrente delle accuse rivolte a Kristaps Porzingis. Abbiamo valutato la posizione del giocatore e quella della presunta vittima, e – basandoci sui fatti – abbiamo rivolto a Kristaps Porzingis l’appoggio dell’Associazione

Per controparte, il Dipartimento di Polizia di New York aveva definito “credibili” le accuse della donna, nonostante il grande lasso di tempo intercorso tra la presunta violenza e la denuncia formale.

I Knicks non avrebbero informato i Mavericks dell’accusa di stupro a Porzingis?

Dunkest NBA 2018-2019

Contrariamente a quanto riportato nella giornata di venerdì, i New York Knicks non avrebbero informato i Dallas Mavericks dell’accusa di stupro rivolta a Kristaps Porzingis.

Adrian Wojnarowski di ESPN aveva riportato che i Mavs avessero appreso della situazione durante la “trade call” con gli uffici della NBA per ufficializzare lo scambio che aveva spedito Prozingis a Dallas lo scorso 31 gennaio.

Brad Townsend del Dallas Morning Star riporta come i Knicks avessero parlato di “un tentativo di estorsione” ai danni del giocatore da parta della presunta vittima, senza citare l’accusa di violenza sessuale dietro alla richiesta di denaro. Secondo le fonti citate dal Morning Star, i Knicks erano convinti che la versione di Kristaps Porzingis corrispondesse al vero, ed avrebbero messo al corrente i Mavericks delle indagini del FBI sul tentativo di estorsione.

Ne Mark Cuban, ne coach Rick Carlisle hanno voluto commentare la vicenda, sulla quale sono ancora in atto le indagini di NYPD e FBI. L’ex allenatore di Detroit Pistons ed Indiana Pacers ha comunque precisato che la decisione di non schierare Porzingis in questa stagione non ha nulla a che vedere con le indagini in corso: “La cosa era già stata decisa tempo fa. Se (Porzingis, ndr) desidererà prendersi del tempo lontano dalla squadra o altro, certamente glielo concederemo. Sta a lui“.

Una donna di New York ha accusato Porzingis di averla stuprata la notte tra 7 ed 8 febbraio 2018, “poche ore dopo” il grave infortunio al ginocchio del giocatore lettone, allora in forza ai New York Knicks.

Tramite il suo legale, Kristaps Porzingis ha fermamente respinto ogni accusa, citando le indagini del FBI a sua difesa.

Kristaps Porzingis accusato di stupro si difende: “Tentativo di estorsione”

Una pesante accusa cala su Kristaps Porzingis, neo-giocatore dei Dallas Mavericks. Come riportato da Tina Moore nel NY Post, una donna ha accusato di stupro l’ex giocatore dei New York Knicks.

La violenza sarebbe avvenuta a New York la sera del 7 febbraio 2018, “poche ore dopo” l’infortunio che pose fine alla stagione 2017\18 di Porzingis, allora in maglia Knicks.

Come riportato nella ricostruzione della presunta vittima, Porzingis avrebbe invitato la donna, una vicina di casa, nel suo lussuoso appartamento di Manhattan e poi l’avrebbe stuprata.

La denuncia, esposta presso il dipartimento di polizia di New York, risale allo scorso giovedì. Secondo la fonte citata dal NY Post le accuse sarebbero “attendibili”, ed il ritardo nella denuncia sarebbe da attribuirsi al fatto che la vittima avrebbe negoziato per alcuni mesi un risarcimento pari a 68mila dollari.

Cifra che sarebbe servita a tacitare l’accaduto. Kristaps Porzingis ha negato ogni accusa, parlando di un tentativo di estorsione da parte della donna, estorsione sulla quale sarebbero al lavoro gli uomini del FBI.

Come riportato dal NY Post, i 68mila dollari promessi dal giocatore sarebbero serviti a coprire i prestiti universitari del fratello della presunta vittima. Porzingis avrebbe in un primo momento accettato di pagare la somma, per poi tirarsi indietro.

Kristaps Porzingis accusato di stupro si difende: “Tentativo di estorsione, FBI indaga”

Il legale del giocatore del Dallas Mavericks ha diffuso nella serata di sabato un comunicato stampa che chiarisce la posizione del proprio assistito.

Siamo informati delle accuse rivolte contro Mr Porzingis nella giornata di venerdì” Spiega il comunicato “Neghiamo con forza qualsiasi accusa. Il mio assistito ha sporto denuncia lo scorso 20 di dicembre contro la donna per un tentativo di estorsione. La National Basketball Association era inoltre stata informata già da mesi delle indagini in corso, e dalla indagini per estorsione condotte dalla polizia federale. Al momento non possiamo fare ulteriori commenti sulla vicenda“.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, sia la NBA che i Dallas Mavericks sono stati informati delle accuse a carico di Porzingis a seguito della trade che lo scorso 30 gennaio aveva spedito Kristaps Porzingis in Texas. Mike Bass, portavoce NBA, ha confermato che “la lega è a conoscenza della situazione

Mark Cuban, proprietario del Dalla Mavericks, non ha commentato la vicenda, come consigliatogli dalle autorità.

Il NY Post riporta una testimonianza del fratello ed agente di Kristaps Porzingis, Janis, che in un breve documentario sul percorso di riabilitazione del giocatore lettone dal lungo infortunio al ginocchio, ricorda come la sera stessa dell’infortunio, lui, i fratello Kristaps ed il preparatore atletico ed amico Manolo Valdivieso avessero passato parte della serata a bere della tequila.

Quella sera tornammo a casa” Dice Janis nel documentario “E ci bevemmo quattro shot di tequila, bevemmo ad un nuovo inizio (…) quello stato di shock (dopo l’infortunio, ndr) durò almeno un giorno e mezzo. Non ti aspetteresti mai che cose del genere possano accadere proprio a te, fu un vero shock“.

Heat-Mavs: Wade e Dirk si incontrano per l’ultima volta, Dragic e Doncic per la prima

All’AmericanAirlines Arena di Miami, questa notte, è andata in scena una partita tra Dallas Mavericks e Miami Heat ricchissima di spunti e significato. Gli Heat l’hanno spuntata per 99-105, ottenendo una vittoria fondamentale in chiave lotta Playoff.

Chiaramente, tuttavia, non era questa la storia più attesa della nottata. Infatti sono state altre due narrative a sovrastare per interesse quella della partita stessa: rispettivamente un primo e un ultimo duello.

Quest’ultimo è stato combattuto dalle due leggende viventi Dwyane Wade e Dirk Nowitzki, mentre i due sloveni, Goran Dragic e Luka Doncic,  compagni di stanza in nazionale, si sono scontrati per la prima volta in NBA.

Wade e Dirk, quanta argenteria questi due!

Il duo di rivali non ha bisogno di presentazioni. Si sono scontrati due volte alle Finals (2006 e 2011), vincendone una a testa, con rispettivi Finals MVP. Prima di stasera si erano incontrati 34 volte, e il record era di perfetta parità: 11 vittorie a testa in Stagione Regolare e 6 nei Playoff.

La vittoria di Wade di stanotte è servita come Tie-breaker per questa eterna sfida, che, diciamocelo, non poteva terminare con un pareggio assoluto.

La rivalità tra i due rimarrà sempre un classico del Basket. E anche stanotte hanno contribuito attivamente a questo ultimo incontro: Wade con 11 punti e Dirk con 13.

Il numero 3 degli Heat ha detto della vittoria: “E’ stato bello ottenerla, e chiuderla così. Ma soprattutto per la lotta Playoff, sono stato felice di aver contribuito a questa vittoria importante

Nowitzki ha invece ricordato come il loro rapporto sia stato sempre “glaciale” dopo le Finals del 2006, ma che negli ultimi anni si sia sempre più “riscaldato” fino allo scambio di magliette dell’ultimo 13 febbraio.

Dirk ha poi parlato dei ricordi delle Finali che il palazzetto di Miami gli riporta alla mente: “Vuoi sempre rievocare i bei ricordi, il 2011, la corsa che feci oltre il tavolo dei giudici…Ma anche il 2006 è qui. Mi ricordo di essere sopra 2-0, venire qui sicuri di noi, e poi il fiasco. Mi ricorda un po’ di tutti e due, questo posto è un po’ agrodolce per me”.

Infine il Coach degli Heat, Erik Spoelstra, ha risposto ironicamente alle domande sul ritiro dei due: “Sto ancora cercando di convincere Dwyane a continuare. Magari riusciamo a ottenere un’offerta a pacchetto

A chiudere la serata una dichiarazione divertente del gigante tedesco: “Se ho avuto la sensazione di tornare ai vecchi tempi, gareggiando con Dwyane? No, per me no, non mi muovo più bene

Luka-Goran, orgoglio nazionale sloveno

Come detto, lo scontro tra le due leggende viventi non è stato l’unico motivo di interesse. Si è infatti consumato sullo stesso parquet il primo incontro NBA tra i due sloveni Luka Doncic e Goran Dragic. Evento che ha portato all’AmericanAirlines Arena ben 2000 tifosi direttamente dal piccolo stato a Est della nostra penisola.

I due sono i proprietari del Back-court che ha portato la loro nazione a vincere gli Europei del 2017. Eroi nazionali.

Dragic ha giocato al massimo delle sue potenzialità per battere l’amico e impressionare i suoi tifosi arrivati dall’Europa: 23-12-11 e tripla doppia che gli mancava dal 2011.

Il playmaker degli Heat ha salutato personalmente i tifosi mezz’ora prima della partita: “Prendere un biglietto aereo e venire fino a qui per noi…semplicemente fantastico

Doncic, che ha segnato 19 punti, ha parlato così della serata: “Forse per la prima volta nella mia carriera ero nervoso prima di un incontro. E’ stato diverso per me, è stata una grande serata

Wade ha commentato così: “Goran è come il vecchio Don, mentre Luka il nuovo che avanza. E’ stato grande vederli giocare così

Coach Spoelstra ha detto, divertito, del palazzetto: “Sembrava Lubiana (capitale della Slovenia, ndr)”

A fine partita i due si sono scambiati le canotte, rubando la scena al solito scambio di maglie di Dwyane Wade, che è stato però felice di lasciare loro il palcoscenico:

Infine Dragic ha parlato del suo rapporto con l’amico e compagno di stanza Doncic: “Gli ho detto sempre che è un talento straordinario e deve continuare a lavorare duro. Il resto verrà da sè“.

 

Mavs, Kristaps Porzingis scalpita: “Dura saltare l’intera stagione, ma ora sono più forte di prima”

Porzingis Dallas

Kristaps Porzingis scalpita.

Il suo arrivo ai Dallas Mavericks a fine gennaio aveva ufficialmente chiuso la stagione 2018\19 dei Mavs, e proiettato la franchigia di Mark Cuban nel futuro della coppia tutta europea Doncic-Porzingis.

Il lungo percorso di riabilitazione dopo il grave infortunio al ginocchio del gennaio 2018 è ormai alle fasi finali per il giocatore lettone, che di comune accordo con lo staff tecnico dei Mavericks ha deciso di non scendere in campo in questa stagione, ormai agli sgoccioli.

E’ dura svegliarsi il giorno della partita, fare tutto il riscaldamento con i miei compagni e poi tornare negli spogliatoi, cambiarmi e guardare la partitaCosì Kristaps Porzingis a Tim MacMahon di ESPNSono arrivato al punto di odiare quei completi. Non sopporto più il fatto di dover indossare un completo invece che la divisa da gioco“.

Potrei giocare, ma non sono in campo. E dura da sopportare, molto più dura di quanto pensassi. E’ il giorno della partita ed io sono seduto lì con il mio bel completo, e cerco di dare il mio contributo come posso, anche senza giocare. Ma è dura

Sin dall’inizio dei training camp di settembre, l’allora giocatore dei New York Knicks ha sempre predicato calma circa i tempi di recupero, non escludendo mai la possibilità di saltare l’intera stagione. L’obiettivo per Porzingis ed il suo staff è stato quello di lavorare a fondo su fisico, biomeccanica ed equilibrio, fondamentale per un giocatore di 221 cm “Non abbiamo avuto fretta. Tre mesi dopo l’intervento mi sentivo già pronto a riprendere gli allenamenti, non pensavo ad altro. Sono però orgoglioso del lavoro fatto, e sono contento di essere riuscito a portare pazienza per tutto questo tempo“.

Sono stato fortunato. Non esistono molti casi di ‘7 piedi’ con il legamento crociato anteriore rotto, nel mio caso l’infortunio è stato provocato da un contatto di gioco, e questa è stata una cosa positiva, nella sfortuna. Se il danno fosse stato da attribuirsi a problemi di natura biomeccanica allora ci sarebbe stato da preoccuparsi. Il lavoro di recupero si è concentrato proprio su questo aspetto: curare massa muscolare, articolazioni e postura (…) i progressi si vedono, e questo mi rende ancora più impaziente. Ma tonerò presto e sarò al 110%“.

Porzingis ha ripreso da alcuni giorni ad allenarsi con la squadra. Il 13 marzo scorso il fuoriclasse lettone ha effettuato la prima seduta completa con i suoi compagni, un’allenamento definito “spettacolare” da coach Rick Carlisle.

Kristaps Porzingis sarà free agent a partire dal prossimo 1 luglio, e sarà eleggibile per un’estensione contrattuale da 5 anni e 158 milioni di dollari complessivi.

Doncic e Nowitzki affondano gli Warriors senza Curry, Kerr: “Sconfitta da dimenticare”

Siamo partiti troppo piano. Male la difesa” Così Coach Steve Kerr ha commentato la peggior sconfitta subita dai Golden State Warriors sul parquet dell’Oracle Arena da quando è in carica: 126-91 contro i Dallas Mavericks.

Stephen Curry non ha preso parte alla partita, mentre i suoi compagni non sono riusciti ad esprimere un gioco all’altezza. Gli Warriors sono stati infatti dominati dalla squadra di Coach Rick Carlisle, che dopo il vantaggio per 22-7, costruito da 10 punti ravvicinati di Dirk Nowitzki, non è più andata sotto.

I Mavs sono stati spinti da una serata molto positiva al tiro da 3 punti: 21 tiri segnati su 49 tentati. Gli Warriors si sono arenati a 4 su 30. In questa differenza è riassumibile la sconfitta della squadra di Oakland.

Molto bene tra le fila di Dallas Luka Doncic: sesta tripla doppia della stagione (23-11-10), arrivata dopo un periodo di affanno, e un eterno Nowitzki: 21 punti per lui.

Per il 41enne è la prima partita da 20 punti in stagione, ed è soltanto l’ottavo over 40 ad averne fatti registrare tanti.

Appannamento totale Golden State, Kerr: “Dimentichiamo in fretta”

Serata pessima per la squadra detentrice dell’anello. Tutti gli effettivi hanno contribuito alla prestazione più che insufficiente. Kevin Durant ha segnato 25 punti, ma non ha messo a segno tiri da tre (0/8!). Malissimo anche Klay Thompson, 8 punti con 4 su 13 dal campo e 0 su 4 da oltre l’arco.

Così Kerr ha commentato la pessima figura dei suoi:

Siamo partiti piano. Già nel primo quarto non siamo riusciti a difendere, e questo è continuato per tutta la partita. Ci è andato tutto male, loro sono stati più bravi nel tiro. A questo punto della stagione, le squadre come i Mavs che non competono per i Playoff sono sempre pericolose. Dobbiamo dimenticare in fretta la prestazione e scaricarla nella tavoletta del bagno

Ora i Warriors sono scivolati a mezza partita dai Denver Nuggets, di nuovo primi ad Ovest. Nella notte incontreranno i Detroit Pistons, volendo senza dubbio rimettersi subito in carreggiata.

Dirk Nowitzki, che ha fatto registrare l’ennesimo record, ha ricordato che su questo parquet aveva segnato i suoi primi punti in NBA, ma anche che l’Oracle Arena non gli riporti alla mente solo momenti felici:

Ho sia grandi che pessimi ricordi qui. E’ sempre un bel palazzetto dove giocare, con una atmosfera coinvolgente. Me lo ricorderò per sempre

Si dice che, dopo la sconfitta dei suoi nel primo round dei Playoff 2007, Dirk avesse fatto un buco nel muro degli spogliatoi per la rabbia. E che ad oggi ancora nessuno l’abbia riparato.

Del lungo tedesco ha parlato anche Draymond Green: “Si sta ritirando? Sembra che lo stiate spingendo fuori dalla Lega! Ha giocato benissimo stanotte!

 

Mavs, Tim Hardaway Jr (frattura da stress) out per il resto della stagione

Dallas Mavericks, Tim Hardaway Jr. salterà il resto della stagione a causa di una frattura da stress all’altezza della gamba sinistra.

A confermare la notizia è coach Rick Carlisle, come riportato da Tim MacMahon di ESPN. Hardaway era arrivato lo scorso 31 gennaio a Dallas via trade, nello scambio che aveva coinvolto ben 7 giocatori tra cui Kristaps Porzingis e Dennis Smith Jr.

In 19 gare con la maglia dei Dallas Mavericks (28-43), Tim Hardaway Jr. ha viaggiato a 15.5 punti e 3.2 rimbalzi a partita, in quasi 30 minuti di utilizzo.